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Napoli, le sere del MANN: al via i giovedì del Museo, tra dischi e drink. Sperimentazioni musicali del dj Arnold ed aperitivi al MANNcafé. Focus sulle esposizioni temporanee con i curatori in mostra. Si apre con l’apertura della collezione Magna Grecia

Dall’11 luglio al 1° agosto 2019 “Le sere al Mann”

Un cocktail di divertimento e cultura, un modo diverso per vivere la città durante la stagione estiva: al via l’edizione 2019 de “Le sere del Mann”, rassegna che proporrà, tutti i giovedì dall’11 luglio al 1° agosto 2019, un ricco calendario di eventi al museo Archeologico nazionale di Napoli. In occasione delle aperture del giovedì (dalle 20 alle 23, con ticket acquistabile sino alle 22 in biglietteria al prezzo di 2 euro), il pubblico di napoletani e turisti non soltanto potrà ammirare collezioni permanenti ed esposizioni in calendario, ma anche vivere il Museo come luogo di incontro: così il Giardino delle Fontane, a partire dalle 21, diverrà la cornice ideale per ascoltare musica di qualità, degustando gli aperitivi preparati dal MANNcafé (le consumazioni non saranno incluse nel ticket d’ingresso al Museo). La rassegna, organizzata dai Servizi Educativi dell’Archeologico (ideazione e coordinamento: Lucia Emilio ed Angela Vocciante), si concentrerà su due punti di forza: la presenza dei “Curatori in mostra” (ogni giovedì, dalle 20 alle 21) per rispondere alle curiosità dei visitatori sulle peculiarità dei diversi percorsi espositivi; la programmazione (alle 21) del ciclo musicale a tema intitolato “L’archeologia del vinile”, a cura del dj Arnold.

L’invito per l’anteprima della collezione Magna Grecia al museo Archeologico nazionale di Napoli

Evento inaugurale, l’11 luglio 2019 alle 17, è, naturalmente, l’apertura al pubblico della collezione “Magna Grecia” che ripresenterà, dopo oltre venti anni, più di quattrocento reperti provenienti dai grandi centri culturali dell’Italia meridionale magno greca. Chiusa dal 1996, la collezione, per ricchezza ed antichità del patrimonio archeologico (i reperti, dal Settecento ai primi decenni del Novecento, furono convogliati nell’allora Real Museo Borbonico tramite acquisti e donazioni) rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere, infatti, testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana. Diversi nuclei tematici, dunque, con un significativo filo conduttore: la complessità della coesistenza tra le comunità radicate nel Sud della penisola. Il progetto di nuova apertura della collezione Magna Grecia è accompagnato da una guida-catalogo (edita da Electa), a cura di Paolo Giulierini e Marialucia Giacco.

Il dj Arnold protagonista delle “Sere al Mann”

A seguire (alle 21) primo appuntamento con “Dj Arnold e l’archeologia del vinile” sulla black music dalle work song al pop. Ospite di festival di rilievo internazionale, Dj Arnold ha iniziato la propria carriera concentrandosi su tutto ciò che di groove esista nelle sonorità black e tropicali; fra i maggiori collezionisti di vinili al mondo, Arnold, attualmente curatore artistico per la radio dell’etichetta Blind Faith Records di Luca Sapio, è un crate digger, appassionato dei vecchi dischi che rappresentano, con l’avvento del digitale, quasi dei reperti “archeologici musical”: il MANN, così, presenterà una ricerca melodica raffinata, che troverà, nell’attitudine colta ed orgogliosamente retrò di Arnold, la propria cifra distintiva.

Cinquant’anni fa l’uomo è sceso sulla Luna

Per giovedì 18 luglio 2019, ancora tanti eventi al Museo: dalle 17, apertura al pubblico del MANNcafé; alle 19, vernissage dell’esposizione “MANN on the moon. È tempo di luna: 1969-2019”; dalle 20 alle 21 “Curatori in mostra” (Simonetta Graziani racconterà “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio”, Alina di Comicon entrerà nel mondo di “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, Alessandra Pagliano svelerà il fascino di “MANN on the Moon”). Conclusione dell’intensa giornata nel Giardino delle Fontane, dove Dj Arnold effettuerà un omaggio musicale tra terra e cielo, dedicando le selezioni musicali allo sbarco sulla luna del 1969.

Vaso attico a figure nere (VI sec. a.C.) con soggetto sportivo nella mostra “Paideia” al Mann (foto Mann)

Un nuovo focus sulle esposizioni estive del MANN sarà in calendario giovedì 25 luglio 2019: alle 19, Michele Iodice converserà con il pubblico, soffermandosi sulla sperimentazione creativa di Juliana Cerqueira Leite, autrice della personale “Orogenesi”, in programma al MANN sino al 23 settembre; dalle 20 alle 21 “Curatori in mostra” (saranno presenti Rita Di Maria per “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio”, Luciano e Marco Pedicini per il percorso fotografico “Sotto mentite spoglie”, ispirato a Canova, Maria Lucia Giacco per “Paideia. Giovani e sport nell’antichità”). Alle 21, Dj Arnold dedicherà la sua perfomance alle contaminationes ritmiche ed ai “generi musicali oltre i confini”.

Il ritratto di Saffo da Pompei visto in versione subacquea da Blub

Ultima serata giovedì 1° agosto 2019: alle 19, visita guidata, con Maria Lucia Giacco, alla collezione “Magna Grecia”; dalle 20 alle 21, “Curatori in mostra” (Marta Iommelli per “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio” e Maria Paternostro per lo street artist Blub); alle 21, DJ Arnold attenderà il pubblico per un suggestivo viaggio nella musica partenopea, dalle origini alla contemporaneità. L’11 luglio e il 1° agosto, date di inizio e conclusione della rassegna “Le sere del MANN”, nella Sala dei Tirannici, dalle 20 alle 22, i visitatori saranno accolti dai suoni ancestrali delle campane tibetane.

Lo street artist Blub invade il cuore di Napoli con ritratti famosi in maschera da sub. E al Mann presenta la mostra “Blub. L’arte sa nuotare” dove le sue opere dialogano con i reperti di Pompei e anticipano la grande mostra “Thalassa”

Totò con la maschera realizzato da Blub

La cartolina-invito alla mostra “Blub. L’arte sa nuotare” al museo Archeologico di Napoli dal 30 maggio al 31 agosto 2019

Re Carlo di Borbone, che iniziò gli scavi a Pompei e Ercolano, visto da Blub

Tra l’icona di Maradona, i pulcinella e gli immancabili presepi di San Gregorio degli Armeni, nel cuore di Napoli, fanno capolino re Carlo di Borbone, Totò, i duchi di Urbino Federico da Montefeltro e Battista Sforza, la Maya Desnuda, la Ragazza con l’orecchino di perle, Galileo Galilei. Ma non come siamo abituati a vederli, tutti grandi capolavori di grandi artisti. No, sono tutti accomunati da un elemento particolare: portano tutti una maschera da sub, che è il motivo firma di un famoso street artist, Blub, deciso a non rivelare la propria identità. E ancora tanti altri i personaggi rappresentati tra realtà e finzione: dalla Venere di Botticelli ad Andy Warhol, da Giuseppe Verdi a David Bowie, da Leonardo da Vinci a Marcello Mastroianni. L’arte gentile di Blub da aprile 2019 colora le strade del capoluogo partenopeo, cercando angoli dimenticati per ritrarre icone di tutti i tempi. L’operazione artistica non è passata inosservata. E, come dimostra il video qui sopra presentato, ha fatto discutere e coinvolto i napoletani, e i molti turisti che affollano la città. Ma l’incursione di Blub nel centro storico di Napoli e la sua inconfondibile impronta creativa non è passata inosservata anche agli occhi del direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini: “Verso Thalassa (la mostra in allestimento al Mann, con l’apertura prevista per settembre 2019, ndr) non potevamo che incontrare Blub: progettando la nostra grande mostra sull’archeologia subacquea abbiamo incrociato per le strade di Napoli il segno distintivo di questo artista misterioso, celebre per i bellissimi ritratti di personaggi illustri in maschera da sub. È successo lo scorso aprile quando, in una notte, Blub ha voluto disseminare i suoi dipinti anche nella nostra città, sempre con rispetto e attenzione, puntando alla riqualificazione degli angoli degradati e dando, ad esempio, nuova vita a vecchi sportelli di metallo. Il suo messaggio ci ha conquistato per spontaneità e semplicità: #Lartesanuotare recita l’hashtag che ha scelto, e noi aggiungiamo che ‘per l’arte si nuota’, ad esempio, verso la scoperta e la valorizzazione dei reperti del Mediteranneo riemersi dall’antichità, quelli che racconteremo nella nostra mostra Thalassa nel prossimo autunno. E così, dopo essere stati conquistati da uno straordinario Carlo Di Borbone marino, abbiamo chiesto a Blub una produzione ‘speciale’ sulle opere iconiche del Mann. A tutti il divertimento della scoperta nella sala del Plastico di Pompei”.

Terentius Neo e moglie da Pompei in versione subacquea da Blub

Da qui nasce l’esposizione “L’arte sa nuotare”, a cura dell’artista Carla Bru e della giornalista Maria Paternostro, in programma al museo Archeologico nazionale di Napoli fino al 31 agosto 2019: Blub crea alcune opere originali, che dialogano con i reperti del Mann, accompagnando il visitatore in una dimensione subacquea dai colori sfocati; trait d’union dei lavori è l’elemento primordiale dell’acqua, che definisce le suggestioni di un’inedita Saffo, gioca con una versione sottomarina di Terentius Neo e sua moglie, rende contemporanei alcuni capolavori della statuaria antica (tra questi, Apollo in bronzo della Casa del Citarista; Efebo in bronzo di Via dell’abbondanza; Busto di Artemide in bronzo dal tempio di Apollo di Pompei; Busto di Giove Ammone in marmo; Venere Marina e Venere Lovatelli da Pompei in marmo). La Sala del Plastico di Pompei al Mann diviene, in questo modo, un vero e proprio scenario immersivo, in cui l’allestimento site specific e il video dell’artista, con un particolare effetto sonoro realizzato grazie al regista Riccardo Sansone, permettono al visitatore di tuffarsi, letteralmente, in una dimensione evocativa in equilibrio tra passato e presente.

Il ritratto di Saffo da Pompei visto in versione subacquea da Blub

L’arte gentile di Blub si ispira all’arte pompeiana

“Nonostante ci si possa trovare in un mare di difficoltà, nella vita abbiamo sempre le risorse per imparare a nuotare. L’arte è una di queste risorse”, commenta Blub, “L’acqua è il mio elemento. Dall’acqua nasce la vita, è il lato nascosto della materia. Quando sei immerso, l’istante si ferma e non c’è peso, mentre i pensieri fluiscono in una dimensione sospesa. Per questo, ripropongo i personaggi che hanno trasmesso un esempio di grandezza in grado di sopravvivere ancora oggi, proprio sotto l’acqua, senza tempo”. Blub ha iniziato la sua attività nell’estate del 2013 a Cadaqués, in Catalogna, nel paesino di pescatori particolarmente amato anche da Salvador Dalì; nel novembre dello stesso anno, ha omaggiato il quartiere fiorentino di San Niccolò in occasione dell’anniversario dell’alluvione. Venezia, Roma, Ravenna, Lucca, Pisa, Mantova, ma anche Barcellona, Amsterdam, Stoccolma, Lisbona e persino Rio de Janeiro sono state le tappe del suo viaggio creativo, che ha avuto un’eco internazionale testimoniata dalla copertina dedicata, da Vanity Fair nel 2017, a questa particolare esperienza di street art. Ma Blub ha anche una predilezione per i piccoli centri storici italiani: da Monteriggioni ad Alghero, da Cremona a San Gimignano, da Lecce a Livorno.