Mileto (VV). Al museo nazionale apre la mostra “Il ritorno di Eremburga” a corollario del prestito di lunga durata, da parte del Mann, del sarcofago di Eremburga di Mortain, seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla

Sarà suggellato con l’apertura della mostra “Il ritorno di Eremburga”, venerdì 23 ottobre 2026 alle 17.30, il ritorno a Mileto del sarcofago di Eremburga di Mortain, seconda moglie di Ruggero I d’Altavilla. Il manufatto marmoreo è normalmente esposto, insieme a quello del Gran conte, al museo Archeologico nazionale di Napoli. Entrambi i monumenti funerari erano collocati, a partire dall’XI secolo, nell’abbazia della Mileto antica ma a seguito del terremoto del 1783 che distrusse la città furono recuperati tra le macerie nel 1813 e nel 1840 trasferiti al museo Archeologico di Napoli, allora Real Museo Borbonico, edificio destinato ad accogliere le tante opere provenienti dalle diverse parti del Regno.

Il sarcofago di Eremburga è stato concesso al museo nazionale di Mileto (VV), afferente alla DrMn Calabria, in base a un accordo per un prestito di lunga durata che vede coinvolti entrambi gli Istituti in un progetto di conoscenza, promozione e musealizzazione del manufatto. Il monumento viene così ricondotto al suo originario contesto di provenienza e ne viene valorizzata la funzione di rilevante testimonianza dei gusti e dell’immaginario della corte normanna in Italia meridionale che riutilizza pregiati frammenti di architettura e opere provenienti dal mondo antico per conferire prestigio e autorevolezza ai nuovi edifici e ai loro committenti. Su tutti i lati del sarcofago, opera in marmo di età romana risalente al II secolo d.C., si sviluppano in bassorilievo scene di Amazzonomachia, il combattimento tra i Greci e le Amazzoni, leggendario popolo di donne guerriere, rappresentazione simbolicamente allusiva della contrapposizione tra civiltà e barbarie.

La mostra “Il ritorno di Eremburga” è incentrata sulla ricomposizione dell’opera, che vede uniti i frammenti esposti al Mann con quelli presenti nella collezione del museo di Mileto. Alla cerimonia inaugurale di venerdì prossimo – dopo i saluti istituzionali del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, del sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, e del direttore del locale museo nazionale, Maria Maddalena Sica – interverranno il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano, e il dirigente delegato della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano. Per l’occasione è stata prevista anche la riorganizzazione dell’intera sezione normanna, per rendere comprensibile come la capitale della contea di Ruggero I non nacque cancellando il passato pagano ma ne raccolse l’eredità e la trasformò, facendo dell’antico una parte della propria immagine e della propria identità. L’intero piano terra è quindi oggi interamente destinato al periodo normanno del centro: una narrazione arricchita da un variegato apparato didascalico-espositivo per essere fruito dai diversi tipi di visitatori, oltremodo migliorato nella sua totale fruizione dagli adeguamenti funzionali realizzati grazie ai lavori del Pnrr per favorire una completa accessibilità e un complementare efficientamento energetico.
Vibo Valentia. Giornata della Donna al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”
Per “Pomeriggi al museo”, domenica 8 marzo 2026, Giornata internazionale della Donna, alle 17, al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, appuntamento che unisce archeologia, storia e attualità, con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”, dedicato al ruolo delle donne nell’archeologia, tra ricerca, impegno scientifico e narrazione del passato. Un momento di riflessione e confronto per raccontare le storie di tante donne che, con passione e competenza, hanno contribuito alla conoscenza del mondo antico e alla tutela del nostro patrimonio culturale. Dopo i saluti di Michele Mazza, direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, intervengono Maria D’Andrea, archeologa e ricercatrice, Maria Maddalena Sica, direttrice del museo nazionale di Mileto, e Lionella Morano, docente e storica, con un intervento tematico su “Storie di donne nell’antichità: Penelope e le altre”. Coordina Antonella Furci, giornalista. Letture a cura di Gianni Colarusso.
Locri (Rc). Dopo un lungo e complesso intervento di adeguamento sismico riapre il museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri: tre giorni di eventi. Inaugurazione a invito con diretta Facebook
“L’attesa è finita! Dopo un lungo e complesso intervento di adeguamento sismico, siamo lieti di annunciare la riapertura del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri con una tre giorni di eventi”: lo fa sapere visibilmente emozionata la direttrice Elena Trunfio. “Per limitare gli assembramenti e per dare a tutti la possibilità di visitare il Museo in sicurezza, abbiamo previsto una serie di momenti diversi”. Venerdì 13 maggio 2022, alle 17, inaugurazione istituzionale (solo su invito, ma la giornata sarà trasmessa integralmente sulla pagina Facebook del museo). Introduce e coordina Elena Trunfio. Dopo il taglio del nastro con la benedizione di don Pietro Romeo, i saluti istituzionali di Salvatore Patamia, segretario regionale Mic per la Calabria; Fabrizio Sudano, soprintendente ABaP per Rc e Vv; Giuseppina Princi, vicepresidente Regione Calabria; Carmelo Versace, sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria; ten. Giacomo Geloso, comandante nucleo Tutela Carabinieri; Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Rocco Luglio, sindaco di Portigliola. Intervengono: Giancarlo del Sole, responsabile unico del procedimento; Giuseppina Vitetta, coordinatrice alla progettazione; Rossella Agostino e Maria Maddalena Sica, responsabili scientifici dell’allestimento. Conclude Filippo Demma, direttore ad interim Direzione regionale Musei della Calabria. Seguirà la visita guidata alle sale espositive. Sabato 14 maggio 2022, alle 10, 12, 16 e 18, narrazione guidata dell’allestimento. Alle 15.30, “Il Museo incontra la comunità”: la direttrice Elena Trunfio incontra le associazioni del territorio. Alle 20.30, Notte dei Musei: performance reading “Morgana e i miti dello Stretto” (preferibile la prenotazione). Domenica 15 maggio 2022, alle 10, 12, 16 e 18, narrazione guidata dell’allestimento. Ingresso senza green pass, è fortemente consigliato l’uso della mascherina. “Ricordiamo a tutti – conclude la direttrice – che il Museo sarà liberamente visitabile (senza invito, quindi) nei giorni del 14 e del 15 maggio. Non è obbligatoria la prenotazione delle visite guidate ma se ci avvisate è meglio! La prenotazione è invece necessaria per la notte dei musei: i posti per il reading sono limitati! Per prenotazioni e info, chiamateci al 3346126386”.
Il museo Archeologico nazionale di Locri documenta le produzioni degli artigiani locresi con manufatti significativi come i pinakes (quadretti votivi), le offerte alle divinità in terracotta, gli specchi bronzei e le tavolette dell’Archivio di Zeus Olimpio. Sono esposte anche produzioni ceramiche provenienti da diverse aree del mondo greco e insulare, testimonianza degli intensi scambi commerciali di Locri. Completano l’esposizione elementi architettonici recuperati dagli edifici della città. I pinakes. Agli inizi del Novecento, in località Mannella, immediatamente al di fuori della cinta muraria della città, Paolo Orsi identificò il Persephoneion, santuario dedicato alla dea Persefone, già ricordato dallo storico Livio. Da questa area provengono i pinakes, quadretti votivi in terracotta policromi offerti dai fedeli, che raffigurano scene legate al mito della dea. I pinakes venivano prodotti dagli artigiani locresi nella prima metà del V secolo a.C., con l’utilizzo di matrici (ne sono state distinte 81), e decorati con una vivace policromia. Gli archeologi ne hanno recuperati e classificati migliaia, distinguendoli in dieci gruppi a seconda della scena raffigurata.






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