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Incontro di “archeologiavocidalpassato.com” con Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro), che ripercorre i duemila anni di storia della barca cucita di Corte Cavanella di Loreo (Ro): dalla sua realizzazione nel I sec. a.C. alla scoperta nel 1983, al lungo restauro, fino al nuovo allestimento con supporti multimediali dell’eccezionale reperto al MAN-Adria

La barca cucita di Corte Cavanella di Loreo (Ro) (I. sec. a.C.) nel nuovo allestimento al museo Archeologico nazionale di SAdria (Ro) (foto graziano tavan)
Ricostruzione della mansio Fossis con la darsena (foto unipd/man adria)
Il relitto Corte Cavanella II nei depositi del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) (foto man-adria)

Ha solcato le acque dai bassi fondali di canali e lagune per molti anni nel I sec. a.C. È la barca cucita che oggi conosciamo come relitto Corte Cavanella 2. Quella barca a un certo punto fu portata in secca. E nel I sec. d.C., privata delle sponde, segate via – perciò è rimasto solo il fondo – è stata riutilizzata come passerella su una vasca per l’acquacoltura. Lì è rimasta per duemila anni fino a quando, nel 1983, è stata scoperta durante lo scavo del sito di Corte Cavanella di Loreo (Ro), un complesso edilizio plurifase di età romana situato lungo la via Popillia costiera in posizione strategica per le rotte terrestri e fluviali, identificato con la Mansio Fossis degli itinerari antichi. L’eccezionalità del relitto e il suo buono stato di conservazione convinsero gli archeologi dell’epoca a portarla nei depositi del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) conservata in una apposita vasca, immersa nell’acqua. Quarant’anni in ammollo, fino a quando, nel 2023, l’insorgenza di muffe ha richiesto un intervento di restauro urgente, che è diventato anche l’occasione per studiare a fondo il relitto che dal 23 maggio 2026, in occasione della Notte dei Musei, è ora esposto al pubblico al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro)

Apparato multimediale del MAN-Adria: modello 3D della barca cucita di Corte Cavanella di Loreo (foto graziano tavan)

con un allestimento arricchito da un apparato multimediale pieno di informazioni, in una sezione, quella di Corte Cavanella, rinnovata per ospitare la barca cucita. archeologiavocidalpassato.com ha incontrato Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, che prima ripercorre ai nostri lettori il ritrovamento della barca cucita di Corte Cavanella nel sito della mansio Fossis, e poi spiega cos’è una barca cucita, ricorda le lunghe fasi del restauro, e descrive il nuovo allestimento al MAN-Adria.

La barca cucita di Corte Cavanella di Loreo al momento dello scavo nel 1985 (foto man-adria)
Apparato multimediale del MAN-Adria: planimetria del sito di Corte Cavanella di Loreo con mansio Fossis e darsena (foto graziano tavan)

“Siamo qui al museo Archeologico nazionale di Adria nella sezione dedicata a Corte Cavanella di Loreo”, esordisce la direttrice Alberta Facchi. “Il sito corrisponde probabilmente alla mansio Fossis, individuata già negli itinerari antichi, nella Tabula Peutingeriana, una stazione di posta lungo la Via Popilia. Il sito fu scavato negli anni Ottanta del secolo scorso. E oltre alle strutture della mansio fu individuata anche una darsena per le barche di una notevole importanza anche strutturale. Durante gli scavi all’interno della darsena si rinvenne un relitto ligneo. Si tratta di ambienti umidi”, spiega Alberta Facchi ad archeologiavocidalpassato.com, “quindi le strutture lignee talvolta si conservano in uno stato abbastanza buono. Questa prima barca, però, fu lasciata in loco perché era in pessimo stato di conservazione. Il relitto di una seconda barca, invece, si rinvenne di reimpiego, impiegato come passerella per una struttura idraulica che forse era una vasca per l’allevamento dei pesci. Questa seconda barca, Corte Cavanella 2, di cui si è rinvenuto soltanto il fondo, fu invece asportata e negli anni Ottanta, nel 1985, fu portata in museo, all’interno di una vasca riempita di acqua, normale acqua, dove fu conservata per 40 anni. Nel 2023, in seguito soprattutto allo sviluppo di muffe, ci fu l’urgenza di restaurarla. Quindi iniziò l’avventura del restauro di questo relitto”.

“Il relitto è stato portato in museo anche perché si trattava di un reperto molto particolare”, spiega Alberta Facchi ad archeologiavocidalpassato.com. “Si tratta del fondo di una barca, probabilmente una barca anfidroma, cioè che aveva la prua e la poppa uguali, quindi una barca da canale, che ha la particolarità di essere una barca cucita, una sutilis navis (il termine latino per indicare le cuciture), in cui le assi sono state unite non con incastri né tantomeno con chiodi, bensì con cuciture di corde vegetali e calafataggio di stoppa. È una tecnica tradizionale di tutto il Mediterraneo per l’età del Bronzo e l’età etrusca fino all’età classica, praticamente. Ma una tecnica che poi si perde nel Mediterraneo a vantaggio della tecnica a tenone e mortasa, quindi ad incastro, ma rimane tradizionale solo nell’Alto Adriatico, cioè in questa zona ricca di lagune, canali, fiumi, un ambiente anfibio. È una barca cucita, una nave cucita anzi, quella rinvenuta a Comacchio di età Giulio-Claudia, che è lunga 20 metri. È cucita un relitto che proviene dal fiume Stella, ma anche una barca dell’età del Bronzo rinvenuta a Zambrattia (vicino a Umago) e adesso al museo di Pola. 

Relitto di Corte Cavanella di Loreo: dettaglio delle cuciture (foto graziano tavan)

“Quindi un reperto eccezionale per la tecnica carpentieristica navale – continua Alberta Facchi – e perché racconta della vita di queste zone in età antica, ma che in fondo era la vita anche di queste zone fino a pochi decenni fa. È una tecnica, quella delle barche cucite, anche molto facile da riparare. Questo relitto mostra numerose riparazioni fatte in antico, sempre con la stessa tecnica. Quindi quando si vedono fori al di là delle assi, quindi all’interno delle assi, vuol dire che i proprietari avevano proceduto con la riparazione di fratture e buchi, proprio, con la medesima tecnica che era veramente semplicissima: si aveva bisogno solo di un trapano, di corda e di un po’ di stoppa, e di pece – ovviamente – per fare l’ultima impermeabilizzazione.

Una fase dei restauri del relitto di Corte Cavanella di Loreo (foto man-adria)

“Ovviamente dopo 40 anni in acqua e dopo 2000 anni in scavo – ricorda Facchi -, la barca è stata sottoposta a restauro. In occasione del restauro sono state fatte anche analisi ai legni (si tratta di due assi di cipresso e quella in mezzo è invece un’asse di abete) ed è stato effettuato il Carbonio 14. Il C14 ha dato una datazione tra il II e il I secolo a.C. che però non è concorde con la datazione della mansio che invece risale al I sec. d.C. Ricordiamo però che la barca era in riutilizzo, in reimpiego. Quindi questo gap di 50 anni, considerato l’uso della barca e il suo riuso, può essere forse spiegabile proprio così. Si tratta quindi di un qualcosa che era stato conservato dalla fase precedente della mansio, che si sa che esisteva, e poi reimpiegato proprio come passerella.

Barca cucita di Corte Cavanella di Loreo: consolidamento in vasca con immissione di peg a flusso moderato (foto man-adria)
L’inserimento dei frammenti della barca cucita di Corte Cavanella nel liofilizzatore a Torino (foto man-adria)

“Il restauro, realizzato grazie al programma Restituzioni di Intesa Sanpaolo e con il sostegno anche di Fondazione Cariparo, è stato molto lungo. Ha comportato un anno di consolidamento attraverso il PEG, quindi con il polietilenglicole, un anno in cui la barca è rimasta nei depositi del museo con una soluzione sempre più concentrata di PEG. E poi l’ultima asciugatura è stata fatta con un liofilizzatore. Quindi la barca è stata portata a Torino in questi grandi liofilizzatori della Criofarma per essere asciugata del tutto. Si è poi passati alla fase di restauro vero e proprio, quindi di unione e di stuccatura dei frammenti di barca. Il tutto è stato seguito dalla restauratrice Ilaria Bianca Perticucci e dalla sua società.

Museo Archeologico nazionale di Adria: inaugurazione della sezione di Corte Cavanella con la barca cucita. Da sinistra, Daniele Ferrara, direttore regionale Musei nazionali Veneto; Alberta Facchi, direttrice Man-Adria; Massimo Barbujani, sindaco di Adria; Pako Massaro, direttore Ente Parco Delta del Po Veneto; Antonio Giolo, Consigliere di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; Silvia Foschi, Head of Patrimonio Storico Artistico e Attività Culturali di Intesa Sanpaolo (foto man-adria)

“Quindi noi oggi – conclude Facchi – possiamo fruire di questo reperto ancora fragilissimo, che deve essere tenuto all’aria per non avere fenomeni di condensa, e in ambiente controllato. Il nostro museo è un museo nazionale, quindi sappiamo che verrà ben controllato quotidianamente dal personale del museo. Per l’occasione è stata riallestita l’intera sezione del museo dedicata a Corte Cavanella proprio per ospitare la barca. Quindi è stato creato questo allestimento, grazie a un finanziamento del parco del Delta del Po; un allestimento proprio alla portata di tutti, con dei dissuasori per non far toccare la barca, con apparati multimediali di ultima generazione realizzati anche con la collaborazione dell’università di Padova. Ecco allora un allestimento moderno di un qualcosa di molto antico che speriamo d’ora in poi piaccia ai visitatori”.

Una giornata in Polesine, tra Adria e Loreo, alla scoperta della Mansio Fossis: stazione di sosta sulla via Popilia lungo un ramo del delta del Po

Il manifesto dell'iniziativa "Mansio Fossis, la villa e la sua darsena", che si articola tra Adria e Loreo

Il manifesto dell’iniziativa “Mansio Fossis, la villa e la sua darsena”, che si articola tra Adria e Loreo

Due giornate a tu per tu con gli abitanti di un’antica villa romana, stazione di posta e sosta nel delta padano. In occasione della 657ma Fiera di San Michele, organizzata dal Comune di Loreo in collaborazione con la Pro Loco, la soprintendenza Archeologia del Veneto domenica 27 settembre 2015 propone “Mansio Fossis e la sua darsena”, un’iniziativa di valorizzazione del patrimonio archeologico loredano articolata in due appuntamenti (ma si può partecipare anche a uno solo dei due eventi), a cura della direzione del museo Archeologico nazionale di Adria in collaborazione con l’associazione culturale Studio D e Natalì Rosestolato. Un’occasione per conoscere, attraverso le testimonianze archeologiche, il paesaggio dell’antico delta padano e la quotidianità di una stazione di sosta lungo un’importante arteria stradale romana, la via Popilia, trascorrendo un piacevole pomeriggio a contatto con la storia, l’ambiente e la cultura del Delta.

L'area archeologica di San Basilio, vicino ad Ariano Polesine: i reperti sono ad Adria

L’area archeologica di San Basilio, vicino ad Ariano Polesine: i reperti sono ad Adria

Si inizia alle 15.30 al museo Archeologico nazionale di Adria con la visita guidata (compresa nel prezzo del biglietto) alla sezione romana, con particolare attenzione ai siti della fascia costiera (corte Cavanella di Loreo e San Basilio di Ariano Polesine) che hanno restituito importanti evidenze archeologiche tra età imperiale e tardo antico. San Basilio è una piccola località a una ventina di chilometri a sud-est di Adria, nell’Isola di Ariano, tra il Po di Venezia e il Po di Goro, così denominata dalla chiesetta medioevale edificata su una delle alte dune che nell’antichità segnavano la linea di costa. Qui sotto i campi, i frutteti e i pioppeti sono stati trovati importanti resti archeologici risalenti a diverse età a conferma della posizione strategica nell’area deltizia. “Tra il VI e il V sec. a.C.”, spiegano gli archeologi, “fiorì un insediamento commerciale ed artigianale frequentato da Etruschi, Greci e Veneti, collocato in una posizione strategica a ridosso della costa e presso la foce di un ramo del Po. Nel II sec. a.C., quando i Romani iniziarono il loro processo di conquista del Nord-Est d’Italia, qui venne fatto transitare un fondamentale asse viario, la strada costruita dal console Publio Popillio Lenate e fu collocata una stazione di posta, la mansio Hadriani. Intorno sorsero ville e, forse, un villaggio. Nel I sec.d.C. da qui si dipartiva una nuova strada diretta verso Nord, affiancata da un canale per la navigazione interna. Alla fine dell’Impero romano si costituì qui uno dei più antichi centri battesimali cristiani della zona”.

Lo scavo della Mansio Fossis, villa romana, a Cofrte Cavanella di Loreo

Lo scavo della Mansio Fossis, villa romana, a Cofrte Cavanella di Loreo

Il sito archeologico di Corte Cavanella si trova vicino a Loreo, il “portum Laureti” dei veneziani: qui è stata rinvenuta un insediamento rustico di età romana che comprendeva una parte residenziale e una ampia darsena per il ricovero delle barche. La grande villa romana doveva sorgere su una barena sopraelevata, all’interno di uno specchio lagunare, presso un canale che la metteva in comunicazione con il mare. La particolare posizione costrinse i romani a perfezionare le tecniche di costruzione, consolidando il terreno, e consentendo una lunga durata della struttura, dall’inizio del I sec. d.C. all’inizio del V sec. d.C. La villa divenne presto un punto strategico di snodi commerciali sia marittimo-fluviali che terrestri. Gli archeologi la identificano con la Mansio Fossis citata dagli itinerari antichi, una stazione di sosta lungo la prosecuzione della via Popilia verso nord. L’antica Mansio Fossis era composta di un edificio abbastanza grande, una specie d’albergo per dormire, una stalla per il ricovero dei cavalli e dei buoi, un altro locale adibito a cucina e mensa, e una piccola darsena con relativa tettoia per il riparo delle barche. Fossis è a ridosso di uno dei tanti piccoli canali che vanno ad immettersi in un canale naturale più grosso, che non è l’Adige ma il Fossiones, uno dei tanti rami del Po che formavano allora il delta del fiume. Nei pressi doveva essere in funzione una piccola fornace visti i ritrovamenti di scarti d’anfore, lucerne ed altri oggetti, recuperati negli scavi iniziati negli anni ottanta e ormai conclusi. Gli scavi hanno portato alla luce prima una palificata verticale che molto probabilmente serviva a proteggere la stazione di sosta dalle mareggiate e dall’azione del vento, poi un sistema idraulico che consentiva l’ingresso dell’acqua in una canaletta di legno lunga 25 metri che confluiva a sua volta in un vascone in mattoni destinato probabilmente all’allevamento delle aragoste, delle quali i romani erano particolarmente ghiotti.

Gli spazi dedicati alla Mansio Fossis nell'Antiquarium di Loreo

Gli spazi dedicati alla Mansio Fossis nell’Antiquarium di Loreo

La Torre civica, sede dell'Antiquarium di Loreo

La Torre civica, sede dell’Antiquarium di Loreo

Conclusa la visita del museo Archeologico nazionale di Adria ci si trasferisce (con mezzi propri) a Loreo dove c’è l’Antiquarium, allestito nel 2004 nella Torre civica del Comune, per valorizzare la cultura e le tradizioni storico-artistiche dell’area del Delta del Po, creando un polo di attrazione turistica. Alle 17.30, all’Antiquarium di Loreo (ingresso e visita guidata gratuiti) la soprintendenza propone “Sapori d’altri tempi”: un viaggio tra le abitudini alimentari dei Romani. Dall’archeologia alla tavola degli antichi romani, raccontata attraverso i reperti conservati presso l’Antiquarium, preziosa testimonianza della vivace realtà del delta padano fin da epoca antica. I reperti contenuti all’interno delle tre vetrine consistono perlopiù in vasellame da cucina (olle a fondo convesso in ceramica comune del II sec. d.C.), oggetti di lusso (frammenti di colli e fondi di hydriai in vetro, un ago e spilloni in osso lavorato), vasellame da mensa (coppette e piatti in ceramica sigillata norditalica e boccali in ceramica a pareti sottili) e oggetti d’arredo della villa (lucerne di tipo “Firmalampen”).

Giornate Fai di Primavera, i tesori nascosti dei musei archeologici del Veneto: dalla barca romana di Loreo mai vista alle stanze medievali del castello di Este

fai_giornate_di_primavera_2014Tesori nascosti o preclusi come una barca romana o una domus o ambienti di un palazzo medievale: ma sabato 22 e domenica 23 marzo, in occasione delle Giornate FAI di primavera saranno accessibili grazie alle iniziative di alcuni musei archeologici nazionali del Veneto.

Lo scavo della barca romana di Corte Cavanella a Loreo in Polesine

Lo scavo della barca romana di Corte Cavanella a Loreo in Polesine

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ADRIA  Il museo Archeologico nazionale di Adria apre alla visita del pubblico i magazzini collocati nell’interrato, di consueto dedicati agli studiosi e al personale tecnico-scientifico. Sarà possibile vedere, per la prima volta, la barca romana scoperta a Corte Cavanella di Loreo negli anni 80. L’insediamento romano di Corte Cavanella si estende su una superficie di oltre 6mila mq. sulla riva destra dell’Adige: presenta una abitazione e una darsena per ricovero di barche collegata a nord a un antico alveo dell’Adige. Negli scavi del 1983 e del 1985 furono recuperate due barche lignee romane, destinate alla navigazione endolagunare, oltre a ceramica, vetri, lucerne e monete. Probabilmente per gran parte della frequentazione del sito, per tutto l’Impero Romano, Corte Cavanella fu stazione di posta lungo la via diretta a nord con il nome di mansio Fossis. Il 22 marzo le visite, guidate dal direttore, Giovanna Gambacurta inizieranno alle 14.30, mentre il 23 marzo si svolgeranno tra le 9 e le 12 e dalle 14.30 alle 18. Per tutti i visitatori sarà possibile effettuare una visita guidata anche alle sale espositive del Museo. L’ingresso sarà gratuito per tutti i partecipanti all’evento.

Il tesoretto al museo archeologico di Fratta Polesine

Il tesoretto al museo archeologico di Fratta Polesine

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FRATTA POLESINE Il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine aderisce alle Giornate del FAI 2014, proponendo l’evento “Staff only” per domenica 23 marzo 2014. In questa occasione il Museo aprirà al pubblico i propri magazzini, abitualmente a disposizione solo del personale e degli studiosi, offrendo ai visitatori un originale percorso tra gli scaffali, attraverso le storie dei materiali archeologici non ancora esposti, in attesa di essere restaurati e studiati. Sono previste due visite guidate pomeridiane alle 15.30 e alle 17.

Stanza medievale con focolare sotto il museo archeologico di Este

Stanza medievale con focolare nell’area archeologica sotterranea del museo archeologico di Este

MUSEO NAZIONALE ATESTINO Il museo nazionale Atestino, in concomitanza con le Giornate FAI di Primavera 2014, ha predisposto l’apertura straordinaria dell’area archeologica di età medievale e rinascimentale ubicata nei sotterranei dell’ala nord di palazzo Mocenigo, sede del Museo. Sarà l’occasione per visitare due ambienti comunicanti tra di loro, dove sono conservate strutture pertinenti  all’uso di Palazzo Mocenigo come dimora residenziale, nonché resti murati di età medievale-rinascimentale connessi con la storia di Este tra XII e XIV secolo. Nel pomeriggio di sabato 22 marzo (con orario 15 – 18) e domenica 23 marzo (con orario 10 – 12 e 15 – 18) saranno effettate visite guidate gratuite ai sotterranei della durata di 30 minuti con punto d’incontro presso l’atrio del Museo, fino ad esaurimento dei posti disponibili. A partire dalle ore 14.30 di sabato 22 marzo e per tutta la giornata di domenica 23 marzo, pure l’ingresso al Museo sarà gratuito. Considerato che l’accesso all’area archeologica prevede gruppi di 10 persone, sarà data precedenza a coloro che prenoteranno la visita telefonando allo 0429.2085.

Un mosaico della Domus dei Signini a Concordia

Un mosaico della Domus dei Signini a Concordia

MUSEO NAZIONALE CONCORDIESE DI PORTOGRUARO Ore 10.30: Iulia Concordia nell’età dell’oro, conferenza di Federica Rinaldi (direttore museo nazionale Concordiese di Portogruaro). A seguire: apertura straordinaria della Domus dei Signini (Concordia Sagittaria, via dei Pozzi romani: l’area comprende i resti di tre domus di epoca romana, la cui edificazione avviene in quattro fasi. Alla prima fase, in età augustea, risalgono un cortile con pavimento in tessere fittili sul quale si aprivano alcuni ambienti, tutti pavimentati con cementizio di malta a fondo bianco o rosso, con inserti di tessere musive – il cosiddetto opus signinum, da cui il nome della casa – e pannello in mosaico bianco e nero, collocato nella originaria posizione della mensa), con visite guidate fino alle 18 da parte degli Apprendisti Ciceroni®; dalle 10 alle 18, visite guidate ai reperti dell’età dell’oro dell’imperatore Augusto e della sua famiglia al museo nazionale Concordiese di Portogruaro. Ingresso gratuito per tutta la giornata.