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Parco archeologico di Pompei: aperture notturne e visite speciali (anche teatralizzate) fino a ottobre. Ecco tutte le iniziative tra Pompei, Stabia, Oplonti, Boscoreale, Quisisana

Una suggestiva immagine del cuore di Pompei, il foro, illuminato per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

pompei_programma-estate_logoSerate estive al parco archeologico di Pompei. È partita infatti la stagione estiva di eventi serali con una ricca serie di appuntamenti fino a ottobre. Gli eventi coinvolgono tutti i siti del Parco e prevedono aperture notturne, visite accompagnate tematiche e iniziative straordinarie. Sono inoltre previsti eventi teatrali della rassegna “Pompeii Theatrum Mundi” al Teatro Grande di Pompei e visite teatralizzate nell’ambito del programma Campania by night nei siti esterni a cura di Scabec. L’ingresso ai siti e le visite saranno contingentati secondo la normativa vigente e sarà possibile l’accesso fino ad esaurimento posti. È consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it. I visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori. Vediamo il calendario dettagliato.

pompei_pompeii-theatrum-mundi_2021_locandinaPOMPEII THEATRUM MUNDI. La stagione estiva a Pompei si è aperta con la rassegna Pompeii Theatrum Mundi,  alla sua  quarta edizione, con 5 spettacoli di prestigio  (Resurrexit Cassandra,   Pupo di Zucchero,  Il Purgatorio. La notte lava la mente, Quinta Stagione, La Cerisaie / Il Giardino dei Ciliegi) in scena al Teatro Grande (vedi Per la quarta edizione Pompeii Theatrum Mundi torna nel teatro Grande di Pompei col pubblico: grandi registi, grandi interpreti per cinque prime nazionali. La rassegna estiva del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale diventa una sfida: “Sia l’inizio di una nuova stagione per il nostro Paese che possa coincidere con la ripresa di tutte le attività in presenza” | archeologiavocidalpassato). Il programma su www.teatrodinapoli.it.

Gli antichi granai del Foro romano di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

VISITA DEGLI ANTICHI GRANAI DI POMPEI. A partire dal 3 luglio con la Notte Europea dei Musei – iniziativa ministeriale che prevede l’apertura serale nei luoghi della cultura, dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22) –  si sono inaugurate le aperture notturne, con una proposta multipla di visita. È prevista passeggiata libera, al costo di 1 euro (+1,50 euro prevendita on-line; gratuità come da normativa), nell’area monumentale del Foro. Ingresso Porta Marina superiore. Come novità è possibile effettuare una visita straordinaria gratuita ai depositi di Pompei ospitati negli antichi granai del Foro.  La visita consentirà per la prima volta di poter ammirare la straordinaria varietà e quantità di materiale di uso commerciale e non solo rinvenuto a Pompei (vedi Pompei, visita straordinaria agli antichi granai del foro tutti i mercoledì di luglio e agosto. E durante le aperture notturne di Pompei nei venerdì e sabato di agosto e settembre | archeologiavocidalpassato). Il personale del Parco è a disposizione per fornire spiegazioni. Gruppi di massimo 10 persone. Prenotazione consigliata sul sito www.ticketone.it. È possibile, inoltre, richiedere una visita accompagnata a cura di Scabec. Costo 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Le visite sono per gruppi di massimo 20 persone. È consigliata la prenotazione sul sito www.ticketone.it. Per chi è interessato ad effettuare entrambe le visite, sarà possibile acquistare la seconda visita presso la biglietteria di Pompei, salvo disponibilità di posti.

Suggestiva immagine del Tempio di Giove, nel foro di Pompei, illuminato per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

APERTURE NOTTURNE DI POMPEI. Dal 6 agosto 2021 ogni venerdì e sabato (6 e 7, 27 e 28 agosto, 3 e 4, 10 e 11, 25 settembre Giornata Europea del Patrimonio) l’offerta prevede: accesso all’area del Foro al costo di ingresso di 5 euro (+1,50 euro prevendita on-line; riduzioni e gratuità come da normativa). Sarà possibile accedere dall’ ingresso da Porta Marina all’area del Foro, uno dei luoghi più monumentali del sito, cuore della vita politica, religiosa ed economica della città antica, con i principali monumenti della vita pubblica, il Tempio di Giove, il Macellum, il Tempio di Apollo, la Basilica e con uscita dal tempio di Venere, dal quale sarà possibile accedere all’Antiquarium, di recente inaugurato nel suo rinnovato allestimento. Visite accompagnate sul tema della donna nell’antichità. Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Gruppi di massimo 20 persone. Prenotazione consigliata sul  sito www.ticketone.it. Sarà possibile prenotare una visita della durata di 45 minuti dell’area monumentale del Foro, a cura di Scabec, e dedicata al tema della donna, con particolare riferimento alle grandi figure femminili, come la sacerdotessa Eumachia dell’omonimo edificio sul Foro o la dea Fortuna del tempio vicino, ma anche sulla vita e le attività delle donne comuni. Visite straordinarie ai depositi/granai del Foro. Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Gruppi di massimo 10 persone. Prenotazione consigliata sul sito www.ticketone.it. Per chi è interessato ad effettuare entrambe le visite, sarà possibile acquistare la seconda visita presso la biglietteria di Pompei, salvo disponibilità di posti. L’accesso per i disabili è da piazza Esedra con utilizzo dell’ascensore dell’Antiquarium, da segnalare al personale all’ingresso.

Veduta d’insieme di Villa Regina a Boscoreale, illuminata per le visite notturne (foto cesare abbate)

GLI ALTRI SITI DEL PARCO ARCHEOLOGICO. Tutti i venerdì e sabato dal 9 luglio e fino al 31 luglio 2021, sarà possibile accedere a Villa San Marco a Stabia, alla Villa di Poppea a Oplontis, a Villa Regina a Boscoreale e al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi- Reggia di Quisisana per le aperture notturne. Il 25 settembre 2021 in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio sarà prevista una apertura notturna della Villa di Poppea, Villa Regina, museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi- Reggia di Quisisana dalle 20 alle 23 (ultimo ingresso 22). Prenotazioni consigliate sul sito www.ticketone.it (costo prenotazione on-line 1,50 euro). In aggiunta visita accompagnata a cura di Scabec al Costo di 5 euro (+ 1,50 euro di prevendita on-line). Le visite sono per massimo 20 persone (10 per il museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi – 15 per Villa Regina). L’acquisto dei biglietti per i siti esterni è possibile esclusivamente on-line sul sito www.ticketone.it. Possibilità di acquisto del biglietto di tutti i siti presso le biglietterie di Pompei e Oplontis. L’accesso per disabili è garantito alla Villa di Poppea (ingresso da via Margherita di Savoia, previa comunicazione al coordinamento), a Villa Regina, e al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi. Per info 081 8575347, www.pompeiisites.org. Viste a cura di Scabec: per Info  800 629638, www.campaniabynight.it.

campania-by-night_logoCAMPANIA BY NIGHT.  INIZIATIVE SPECIALI. Sono inoltre previste iniziative speciali nell’ambito del programma Campania by night, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale promosso dalla Regione Campania, ideato e curato da Scabec, secondo il seguente calendario. Per info 800 629638, www.campaniabynight.it

Villa San Marco a Stabia illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

STABIA. “Stabia Liberata”, visita teatralizzata, a Villa San Marco: venerdì 3 e sabato 4 settembre 2021; a Villa Arianna: venerdì 10 e sabato 11 settembre 2021. Visite speciali a due tra i più bei esempi di dimore aristocratiche del territorio in epoca romana, con l’illustrazione dei luoghi a cura di un archeologo, e una performance teatrale che, attraverso la figura fondamentale del preside Libero D’Orsi, ripercorre gli scavi di Stabia negli anni ’50, di cui D’Orsi fu promotore e artefice, accompagnato nello spettacolo dal suo collaboratore scolastico Don Ciccio. I testi sono a cura del regista e autore Fabio Cocifoglia. A Villa San Marco la narrazione è in particolare incentrata e sulla vita personale di D’Orsi, dalla sua curiosità giovanile per l’archeologia alla sua “impresa” di recupero del sito; a Villa Arianna il focus del racconto è sulla figura di D’Orsi come uomo di lettere e filosofia. Visite e performance teatrali a cura di Casa del Contemporaneo / Le Nuvole. Gruppi di massimo 20 persone ogni ora (alle 20, 21, 22).

Visite serali anche al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (foto Francesco Squeglia)

Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” – Reggia di Quisisana: 1, 2, 8, 9 ottobre 2021. Visite teatralizzate al museo Archeologico di Stabia Libero D’Orsi a cura di Casa del Contemporaneo/Le Nuvole. Il Museo, inaugurato lo scorso settembre, ospita ed espone i numerosissimi e prestigiosi reperti provenienti dal territorio stabiano. Gruppi di massimo 10 persone ogni ora (alle 20, 21, 22).

La villa di Poppea a Oplontis illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

OPLONTIS. Villa di Poppea: domenica 5 settembre, sabato 11 e 18 settembre 2021, “Le memorie di Oplontis” – viaggio teatrale itinerante a cura di Vincenzo Liguori, in collaborazione con l’Associazione Showlab. I visitatori saranno accompagnati all’interno della maestosa villa di Poppea a Torre Annunziata, attribuita alla seconda moglie di Nerone, da attori teatrali e ballerini, oltre che con l’ausilio di un’app. La visita si conclude presso il Tablinium e il giardino della Villa, dove artisti e musicisti di strumenti antichi ricreano l’atmosfera dell’epoca attraverso il suono della lira e dell’arpa. Gruppi di massimo 20 persone ogni ora (alle 20, 21, 22).

La villa di Poppea a Boscoreale, illuminata per le visite serali (foto cesare abbate)

BOSCOREALE. Villa Regina: domenica 12, 19, 26 settembre 2021. “Parthenoplay”: visite guidate a cura di archeologi all’interno degli ambienti della Villa Regina, che costituisce un esempio ben conservato di fattoria rustica adibita alla produzione del vino, con i numerosi dolia interrati, usati per la conservazione del vino. Al termine di ciascun turno di visita, intrattenimento di musica swing, a cura dell’Associazione MB Concerti, diretto dal Maestro Giuseppe Di Capua, con il momento spettacolo “Parthenoplay”, con il trio Marina Bruno (voce), Giuseppe Di Capua (piano), Peppe La Pusata (batteria). Gruppi di massimo 15 persone ogni ora (alle 20, 21, 22).

Pompei. Primi quattro video “Lungo le strade di Pompei” con sottotitoli in italiano per la massima inclusione alla fruizione del patrimonio. Ilaria Donati (CoopCulture) ci fa conoscere il Foro, l’Edificio di Eumachia, la Basilica e la Fullonica

Il sito archeologico di Pompei: ancora oggi la sagoma del vulcano Vesuvio domina il paesaggio

Il Parco archeologico di Pompei in occasione della “Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità” in programma il 3 dicembre 2020 aveva proposto una serie di iniziative per promuovere l’importanza dell’accesso al patrimonio culturale secondo i principi della massima inclusione di ciascun cittadino, senza limitazioni o distinzioni. Tra queste la rubrica “Lungo le strade di Pompei” , che settimanalmente illustra i principali edifici di Pompei, attraverso il racconto di una guida, con la collaborazione di CoopCulture nell’ambito delle attività didattiche del Parco. I video sono sottotitolati in italiano, con l’auspicio di rendere più immediata la comprensione alle persone con difficoltà uditive e garantire la massima inclusione di tutti i cittadini alla fruizione del patrimonio culturale. Ecco i primi quattro video: Ilaria Donati, guida di CoopCulture, ci accompagna a conoscere il Foro, l’Edificio di Eumachia, la Basilica, e la Fullonica.

Il Foro. “Siamo a Pompei, un sito che non ha bisogno di presentazioni”, spiega Ilaria Donati. “La conosciamo in tutto il mondo come la città romana seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Iniziamo la visita dal Foro, il luogo più importante della città, dove si svolgevano quelle attività civiche, di incontro, di scambio, politico, giudiziario e soprattutto commerciale e religioso. Su un lato corto c’è il Capitolium, infatti, il tempio più importante della città, dedicato alla triade capitolina: Giove, Giunone e Minerva, di cui erano esposte le statue. Questo ampio spazio rettangolare era posto sul crocevia di strade importantissime: verso Nord la via portava alle saline, verso Sud al porto. Qui si sviluppa il centro civico intorno al quale vi erano templi, come il tempio di Apollo e il già citato Capitolium al centro, e poi le botteghe, il Macellum, importante mercato con la rivendita del pesce, il tempio dedicato al culto imperiale e l’edificio di Eumachia, un edificio molto importante di cui parleremo nella prossima clip”.

L’Edificio di Eumachia. “L’edificio di Eumachia”, ricorda Ilaria Donati, “affacciava sul Foro. Eumachia era una sacerdotessa di Venere, come lei stessa dichiara nell’iscrizione che era sulla fronte dell’edificio; e lei stessa, a sue spese, e a nome del figlio, dedica questo luogo ai cittadini. Si tratta di una grande area rettangolare con un’abside sul fondo dove doveva essere la statua di culto dedicata alla Concordia cui questo luogo era dedicato. Alle spalle dell’esedra, dove era la statua di culto, vi era un criptoportico dove è stata ritrovata la statua di Eumachia, oggi conservata al museo Archeologico di Napoli. Il luogo era probabilmente un luogo di fiera. È stato ipotizzato che fosse il riferimento per i fullones, cioè coloro che trattavano i tessuti, li sgrassavano, li lavavano; e probabilmente questa corporazione aveva come riferimento cultuale Eumachia. All’ingresso dell’edificio si trova un piccolo ambiente con un pianerottolo sotto il quale era impostata una grande giara, un dolium, dentro il quale si ipotizzava si raccogliessero le urine che poi i fullones potevano utilizzare per i trattamenti dei tessuti. In realtà, molto probabilmente, leggendo Vitruvio, sappiamo che questo luogo si utilizzava per dare annunci al pubblico. Quindi l’araldo sedeva sul pianerottolo e sfruttava l’amplificazione data dalla giara per far sentire la propria voce e dare annunci. All’ingresso di questo edificio si trovavano nicchie con le rappresentazioni di Enea e Romolo e le relative iscrizioni che elogiavano le loro gesta: quindi qualcosa che aveva riferimento diretto alla città di Roma, al Portico di Ottavia, dove riscontriamo molte corrispondenze. L’ingresso è ancora decorato con uno splendido portale in marmo pentelico con un fregio a girali d’acanto, una decorazione di una natura abitata che dà il senso dell’età dell’oro e della vita che era celebrata proprio durante l’età augustea: non è un caso che questa decorazione abbia un diretto riferimento proprio nell’Ara Pacis a Roma”.

La Basilica. “Nell’angolo sud-occidentale del Foro”, riprende Ilaria Donati, “si apre un grande edificio detto Basilica. Il nome ci riporta alle nostre chiese, alle chiese paleocristiane, che proprio a questa tipologia di edificio romano si sono ispirate, cioè un grande ambiente diviso in navate da grandi colonne, come si vede bene anche a Pompei. La Basilica è il luogo dove i Romani discutevano le cause civili, quindi un tribunale. Il tribunale era nella parte superiore dell’edificio, mentre in quella inferiore c’era una grande piazza porticata, dove presumibilmente vi erano attività commerciali, scambi, incontri. Immaginiamoci questo luogo come tra i più brulicanti della città di Pompei. L’edificio è ancora decorato in primo stile. È qui che si conserva quello stile che è andato perduto nella maggior parte della città per effetto del terremoto del 62 d.C. che ha semidistrutto questa città e portato alla ristrutturazione di quasi tutti gli edifici. Invece qui il primo stile, con la sua finta incrostazione marmorea, si conserva. Si conserva anche un graffito, una piccola curiosità, di un lettore stanco che prende in giro i politici e dichiara: mi meraviglio muro che non sei caduto sotto il peso delle sciocchezze”.

La Fullonica. “La Fullonica”, spiega Ilaria Donati, “era la lavanderia di Pompei, che prende il nome dai Fullones, coloro che si occupavano di sbiancare e sgrassare i tessuti. Per questo una domus è stata trasformata dal proprietario Stephanus in una lavanderia. In che modo? L’impluvium, ovvero la vasca bassa che caratterizzava l’atrio delle case romane, è stato rialzato ed è diventato una vasca per lavare i panni. La parte superiore del tetto, che normalmente è a scivolo per la raccolta dell’acqua piovana, è stato chiuso ed è diventato una terrazza per asciugare i panni. L’oecus, la stanza del soggiorno, ha perso la sua funzione, ancorché elegantemente decorato ha cambiato la sua funzione, e il viridarium (il giardino), ovvero la parte posteriore della casa, è diventato il luogo dove c’erano le vasche per lasciar decantare e sgrassare i panni. Questa centralità della bottega, che si trova proprio nel cuore di via dell’Abbondanza, indica quanto fossero importanti le attività tessili, tra le quali anche le botteghe tintorie e le concerie, e quanto questa corporazione dei Fullones fosse importante per l’economia della città. Con l’idea di offrire ai visitatori un museo a cielo aperto, è stata riprodotta la cucina utilizzata dai Fullones. Vediamo il piano di cottura sul quale era la brace con le pentole poste sui treppiedi, ancora pentole appese alle pareti, e tutto quello che era necessario per cucinare un buon pranzo nei momenti di pausa dal lavoro”.

Napoli. “Sette statue per sette giorni” al museo Archeologico nazionale di Napoli: si inizia con il cosiddetto Germanico

La statua maschile del cosiddetto Germanico (I sec. d.C.) apre il tour virtuale anteprima della Sezione Campania Romana (foto Luigi Spina)

Sette statue per sette giorni: il museo Archeologico nazionale di Napoli anticipa un suggestivo tour virtuale della Sezione Campania Romana, che sarà nuovamente fruibile al pubblico da giugno 2021. Il viaggio online è iniziato simbolicamente sabato 14 novembre 2020, alle 20: era prevista la Notte dei Musei, con aperture straordinarie che, a causa dell’emergenza Covid, sono oggi trasformate in appuntamenti virtuali. A guidare gli internauti in un itinerario di scoperta sono sette splendide immagini di Luigi Spina: i capolavori scelti per questa preziosa e raffinata campagna digitale sono alcuni marmi che, provenienti per lo più dai depositi del Mann, arricchiranno le sale del piano terra nell’ala occidentale del Museo. Per iniziare, il museo Archeologico nazionale di Napoli presenta la statua maschile del cd. Germanico: proviene dal Macellum di Pompei, risale ai primi decenni del I sec. d.C. ed è uno dei tesori dischiusi dai depositi del Mann.