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Napoli. Il Mosaico di Alessandro narrato con le nuove tecnologie al museo Archeologico nazionale: un sistema multicanale in 3D con contenuti aumentati e uso del videomapping che migliorano ulteriormente l’accessibilità nei confronti dei diversi pubblici ai quali il Mann si rivolge

Restauratori al lavoro sul grande mosaico di Alessandro al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Marco Pedicini)

Il Mosaico di Alessandro narrato con le nuove tecnologie: conclusa la prima fase di restauro sul capolavoro che rappresenta la celebre battaglia di Isso, la sezione dei Mosaici del museo Archeologico nazionale di Napoli si arricchisce grazie a un sistema  multicanale in 3D con contenuti aumentati e uso del videomapping.  L’iniziativa “Il Gran Mosaico”, che rientra fra le azioni previste dal progetto “Il Museo accessibile” (PON CULTURA E SVILUPPO FESR 2014-20 Decreto ADG 11/2016), prevede, in allestimento, quattro contenuti multimediali (tre video ed un ologramma).  Ideazione, testi e coordinamento scientifico del progetto sono a cura dei Servizi Educativi del MANN- Lucia Emilio (responsabile) con  Elisa Napolitano,  Angela Rita Vocciante e Annamaria Di Noia,  mentre  la realizzazione è stata affidata a Protom Group SpA: finalità del programma di interventi “Museo Accessibile”, coordinato dal prof. Ludovico Solima (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), è l’inclusione di diversi tipi di visitatori, con particolare riguardo alle persone sorde. 

Il gruppo di lavoro con personale Mann e Protom Group per il progetto “Gran Mosaico” (foto mann)

“Il Mann è sempre più digitale e accessibile grazie a questo progetto prezioso che affianca lo storico restauro del mosaico di Alessandro, accompagnandoci in una nuova fruizione della sezione dei mosaici”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Grande cura scientifica,  nuovi linguaggi e tecnologie, attenzione per l’inclusione, sono le linee guida di questi progetti, circa venti, che, partendo dalla copertura Wi-Fi del Museo nel 2017,  portano oggi al Museo la realtà aumentata, con il macedone che racconta in ologramma le sue imprese. E altre sorprese ci attendono”. E il professor Ludovico Solima afferma: “Il Mann si avvia al completamento del programma “Il Museo accessibile”, del quale ho svolto il coordinamento scientifico, con la presentazione di questo progetto, che adotta un’innovativa modalità di narrazione del Mosaico di Alessandro: insieme ai tre filmati, che descrivono i luoghi, le tecniche e il viaggio dell’opera da Pompei al Mann, è stata infatti messa a punto da Protom un ologramma che mostra Alessandro descrivere i momenti salienti della Battaglia di Isso, con animazioni facciali e movimenti labiali che conferiscono a tale raffigurazione tridimensionale una significativa espressività. Con questo progetto, il Mann conferma la sua propensione all’innovazione, sperimentando linguaggi e tecnologie innovative, in grado di migliorare ulteriormente la propria accessibilità nei confronti dei diversi pubblici ai quali il Museo si rivolge”.

Frame del video che racconta il trasferimento del Mosaico di Alessandro da Pompei al Real Museo Borbonico (foto mann)

Nell’allestimento multimediale sono presenti tre video: parte 1) Il “Mosaico di Alessandro” racconta non solo il contesto in cui nasce l’opera, nella  casa del Fauno di Pompei, ma anche la funzione che il capolavoro rivestiva all’interno della lussuosa domus e la specificità del soggetto rappresentato. Dal punto di vista tecnico, di particolare interesse è stata l’attività di modellazione e colorazione della Casa del Fauno, cui è seguita l’animazione del mosaico stesso; parte 2)  “Le tecniche del Mosaico” descrive, attraverso la produzione di modelli virtuali rappresentativi della sezione di un mosaico di epoca romana, la prassi di realizzazione del capolavoro in dettaglio, secondo quanto definito dalle fonti ed evidenziato dalla ricerca archeologica; parte 3) “Il viaggio del Gran Mosaico” ripercorre le principali tappe storiche che portarono al distacco del capolavoro da Pompei ed al suo successivo arrivo al Museo. Di particolare suggestione è stata l’indagine sui documenti  di archivio (prima metà del XIX secolo) e sulle fotografie (decenni iniziali del XX secolo). La tecnologia del digital composing (VFX) permette di evidenziare parti di testo sulle scannerizzazioni dei documenti storici e di animare le foto, proprio come se scorresse una macchina da presa nel seguire il racconto. Tutti i video prevedono dei sottotitoli, elaborati ad hoc per un pubblico di non udenti; Luigi Spina e Giorgio Albano hanno fornito alcune immagini dei cortometraggi. 

Mosaico di Alessandro: video con avatar Protom (foto mann)

In aggiunta a questi prodotti multimediali è stato realizzato un quarto contenuto, che rappresenta la battaglia di Isso tra storia e leggenda: ricalcando le tessere, è stato così realizzato un modello virtuale degli schieramenti, costituiti da centinaia di guerrieri delle due fazioni in uno scenario surreale, arido e polveroso. Con un movimento circolare a volo d’uccello, si raggiunge, così, il centro della scena: qui il fulcro emotivo della rappresentazione è costituito dallo scontro fra gli occhi di Alessandro e quelli del suo acerrimo nemico; sullo sfondo, tutti i personaggi, uomini ed animali, sono raffigurati come semplici silhoutte. Questa narrazione per immagini è il risultato di diversi passaggi tecnologici: 1. modellazione e sovrapposizione prospettica delle figure per la replica della battaglia (diorama); 2. disegno del paesaggio con effetti particellari; 3. rigging del busto di Alessandro (FACS); 4. animazione del 3D di Alessandro (lipsync) del racconto della battaglia di Isso; 5. produzione software (busto di Alessandro real-time); 6. sincronizzazione ologramma con video della battaglia.

L’ologramma di Alessandro (foto mann)

L’animazione prevede un sonoro, con un avvincente racconto della battaglia scritto proprio dal direttore del Museo, Paolo Giulierini: a questa suggestiva narrazione, Protom ha abbinato un avatar, inserito in una cornice olografica digitale con sistema light-field in grado di offrire un ampio raggio di percezione della stereoscopia senza bisogno di occhiali o speciali visori. L’ologramma di Alessandro è stato realizzato da una scansione grezza, successivamente rielaborata in modo da consentire la corretta deformazione durante la produzione delle animazioni. Per i movimenti facciali dell’Avatar, sono state predisposte decine di copie dei modelli che ripropongono i fonemi corretti, come previsto dallo standard FACS (facial animation coding system). La precisione del lipsync (animazione del labiale), una delle più complesse pratiche dell’animazione al computer, enfatizza l’espressività dell’ologramma, che segue un semplice meccanismo di funzionamento, collegato ad un pc: terminato il set-up dell’hardware e avviato il dispositivo, il software parte automaticamente, in modo che la cornice riceva il segnale di avvio ed, illuminandosi, riproduca l’ologramma. L’ascolto è possibile attraverso un impianto di speaker collocato in prossimità della bacheca.​ Le installazioni multimediali, da oggi fruibili in sezione, si combinano con il riallestimento delle sale dei Mosaici: pannelli ed apparati didascalici sono stati aggiornati, seguendo l’immagine coordinata scelta dal Museo. 

Lo spostamento del Mosaico di Alessandro nel museo di Napoli nel 1917 (foto archivio mann)

“È sempre una grande emozione restituire vita alla storia grazie al supporto delle tecnologie”, conclude Fabio De Felice, fondatore di Protom. “Il mosaico di Alessandro e la battaglia di Isso rappresentano un gioiello che da sempre il mondo ci invidia. Siamo entusiasti di partecipare a questa iniziativa, su proposta del MANN, di dare corpo e voce a un personaggio del calibro di Alessandro Magno e lavorare, con cura, alla ricostruzione di ambienti ed eventi storici. Portabilità e mobilità sono le caratteristiche che rappresentano il nostro lavoro, nato con l’obiettivo di avvicinare a una nuova fase della vita di questi capolavori, caratterizzata dall’incontro con le tecnologie, anche persone con diverse abilità, in particolare i non udenti, attraverso il ricorso ai sottotitoli”. 

“Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio”: progetto fotografico per raccontare l’anima di Pompei attraverso lo sguardo di Luigi Spina. Due fasi: foto in bianconero (vie e visioni prospettiche), foto a colori (interni delle domus a luce naturale). Alla fine ci sarà una mostra fotografica sull’immagine più intima della città antica

Uno scorcio della Casa di Marco Lucrezio Frontone a Pompei (foto Luigi Spina)

Un progetto fotografico per raccontare l’anima di Pompei, attraverso lo sguardo di Luigi Spina. “Interno Pompeiano e Archivio dello Spazio” è il nome della duplice ricerca artistica che sarà realizzata dal fotografo all’interno degli scavi di Pompei in due fasi. L’una attraverso fotografie in bianconero, con le sequenze delle vie e le visioni prospettiche delle case pompeiane; e l’altra che introduce il colore nella rappresentazione degli interni degli edifici pompeiani. I due progetti di ricerca hanno avuto il sostegno tecnico di un marchio celebre e prestigioso. Hasselblad, la famosa casa produttrice di fotocamere professionali, ha messo a disposizione di Luigi Spina una delle sue ammiraglie: l’Hasselblad H6D 100 C con ottiche, l’accessorio, essenziale, per il controllo del decentramento e basculaggio. Le foto, al termine del lavoro, costituiranno un nuovo patrimonio visivo per il Parco e il sito di Pompei e potranno essere oggetto di una mostra fotografica per presentare l’immagine più intima e profonda della antica città, ricercata e emersa attraverso questo progetto.

Uno scorcio della Casa dell’Efebo a Pompei (foto Luigi Spina)

“Pompei è la città delle mutazioni, dei cambiamenti.  È proprio il fattore temporale, lo scorrere degli anni, che restituiscono una diversa visione della città”, sottolinea il direttore uscente del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, promotore del progetto. “Dalla metà del Settecento, disegnatori, pittori, filosofi, poeti, letterati, viaggiatori e poi i fotografi hanno subito il fascino della città sepolta. Hanno percepito la dimensione della catastrofe storica e umana.  L’immagine fotografica, medium contemporaneo del nostro presente, è fisiologicamente legata alla città del vulcano. Il duplice progetto fotografico di Luigi Spina è una ricerca autoriale, una ricerca visiva epica, mai prima tentata, per le ovvie finalità scientifiche. Il termine enciclopedico è la parola che più riesce a dare il senso della dimensione della antica città e in questo caso al lavoro di Spina. Pompei è una soglia temporale che ci offre la possibilità di poter conoscere ogni aspetto della vita romana. Un autentico sapere enciclopedico”.

Uno scorcio della Casa del Menandro a Pompei (foto Luigi Spina)

Il Parco archeologico di Pompei, da sempre attento alle diverse forme d’arte e in particolare alla fotografia, promuove la ricerca artistica, in questo caso attraverso uno dei più apprezzati fotografi d’arte italiani, che a più riprese, ha già indagato la bellezza della città di Pompei. L’obiettivo di “Interno Pompeiano” è restituire una dimensione umana degli interni delle domus, rispettando la loro esistenza come spazi attuali, senza gli abitanti di un tempo: le famiglie. L’autore si affiderà alla mutevolezza della luce e alle declinazioni del tempo. Gli ambienti delle domus saranno colti nella loro luce naturale quotidiana, senza aggiunta di artifici. Lo scopo è di coglierne l’intima vitalità, restituendo agli scavi – non solo luogo archeologico – la dimensione originaria di spazio esistenziale, progettato e costruito per la società del tempo.

Via dell’Abbondanza a Pompei (foto Luigi Spina)

Le Regiones saranno indagate in modo da restituire all’osservatore l’immensità e la diversità dei luoghi pompeiani. Emergerà una nuova visione urbana, fatta di sequenze di interni che saranno interrotti da vedute della rete viaria, degli incroci, del Foro. In questo senso la ricerca di Spina si estende in tutte le direzioni con lo scopo di offrire una nuova immagine della città.

Uno scorcio della Casa di Marco Lucrezio Frontone a Pompei (foto Luigi Spina)

“Interno Pompeiano” si completa con “Archivio dello Spazio”, che indaga e penetra con maggior attenzione le domus mostrandone il tessuto costruttivo e decorativo. Dalle Regiones, alle Insulae fino alle abitazioni sarà un viatico della conoscenza materica, volto ad approfondire lo spazio antico, mostrandone le superfici nella loro esistenza contemporanea. Nella sua inventariazione e restituzione sensibile delle materie architettoniche pompeiane, “Archivio dello Spazio” collaborerà anche con il primo progetto del Parco archeologico di Pompei dedicato alle arti contemporanee, “Pompeii Commitment. Materie archeologiche”.

Napoli. In occasione del Dantedì 2021 il museo Archeologico nazionale presenta on line della mostra “Divina Archeologia” (dal 14 settembre), mitologia e storia della Divina Commedia nelle collezioni del Mann. Giulierini: “Racconteremo Dante e il mondo classico. E anche il rapporto del nostro territorio con Virgilio e l’immaginario del Sommo Poeta”

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Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (foto Graziano Tavan)

#Divinarcheologia: con questo hashtag, in occasione del Dantedì 2021 e delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Alighieri, il museo Archeologico nazionale di Napoli presenterà in anteprima digitale, su Facebook ed Instagram, alcune opere dell’esposizione dedicata a “Mitologia e storia della Divina Commedia nelle Collezioni del Mann”. La mostra “Divina Archeologia”, realizzata con il contributo della Regione Campania, aprirà il 14 settembre 2021 e resterà in calendario sino a marzo 2022. ”Annunciamo nel DanteDì  la data simbolica scelta  per l’inaugurazione della mostra, il 14 settembre”, spiega Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Come è noto, Dante morì a Ravenna  il 14 settembre 1321, e una collaborazione importante è stata attivata con il Classis Ravenna- Museo della città e del territorio. Tanti sono i miti, gli eroi, i  personaggi della storia antica che si incontrano nella Divina Commedia, e il Mann è una miniera di riferimenti iconografici. Pochi sanno che un’immagine di Dante con veste purpurea e corona d’alloro campeggia su una volta del nostro Museo, opera ottocentesca dell’artista Paolo Vetri.  Divina Archeologia sarà anche l’occasione per celebrare il legame fortissimo  tra Virgilio e Napoli, dove si trova la sua tomba: prima di San Gennaro il poeta latino era considerato un ‘protettore’ della città e un mago, come testimonia il celebre mito dell’uovo di Virgilio. Un percorso che ci porterà con una serie di podcast dedicati, anche fuori dal Mann, fino al lago d’Averno e non solo. E  inviteremo istituti e docenti a tenere lezioni  su Dante nelle nostra sale e nell’auditorium”. 

Diomede, scultura marmorea proveniente da Cuma e conservata al Mann (foto Luigi Spina)

L’anteprima digitale della mostra partirà giovedì 25 marzo 2021, alle 8.30: scelta come simbolo della campagna la statua marmorea di Diomede, proveniente da Cuma e “immortalata” in uno splendido scatto di Luigi Spina. L’eroe greco fu fido compagno di Ulisse nel furto del Palladio: anche per questa impresa, in cui mostrò coraggio e, al contempo, grande capacità di ordine inganni, è collocato con Ulisse nell’ottava bolgia del cerchio dei fraudolenti (Inferno, XXVI).

Affresco da Pompei con la scena del cavallo di Troia e Ulisse conservato al Mann (foto Luigi Spina)
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L’affresco con Achille a Sciro dalla Casa dei Dioscuri di Pompei, conservato al Mann (foto Mann)

Dal mito di Diomede a quello di Ulisse: al più celebre viaggiatore di tutti i tempi sarà dedicato il post con l’affresco che rappresenta una scena della guerra di Troia; nel reperto, ritrovato a Pompei, è raffigurato il momento simbolico del dramma, quando, cioè, i Troiani portano all’interno delle mura il cavallo di legno, condannando in tal modo la città alla distruzione. L’inganno del cavallo è una delle trame per cui l’Alighieri punisce idealmente Ulisse nella prima cantica della Commedia. Più volte nominato in relazione a Ulisse ed al Centauro Chirone, c’è anche Achille che, inserito tra i Lussuriosi dell’Inferno, è uno dei protagonisti del Dantedì virtuale del Mann; saranno postati online due affreschi: “Achille a Sciro” (dalla Casa dei Dioscuri di Pompei), che ritrae il momento in cui Ulisse e Diomede smascherano l’eroe, mandato presso la corte di Licomede per sfuggire alla guerra di Troia; Achille è in abiti femminili al centro della scena e regge lo scudo, trattenuto da Ulisse (a destra) e Diomede (a sinistra). 

L’affresco da Ercolano con Achille e il centauro Chirone, conservato al Mann (foto Giorgio Albano)

Ancora, sarà condiviso l’affresco con Achille ed il centauro Chirone, citato nel XII canto dell’Inferno: il centauro Chirone fu maestro del Pelide ed, in questo affresco da Ercolano, è raffigurato giovanissimo mentre apprende l’arte della lira. I personaggi presentati nell’anteprima digitale del Dantedì sono solo alcuni dei protagonisti della mostra “Divina Archeologia”: grazie all’esposizione, sarà possibile viaggiare con mitologia, archeologia e letteratura, in un suggestivo dialogo tra i versi del poeta ed i reperti del Mann.  

Napoli. Quinto weekend con musei chiusi, e quinta proposta online “Aperti per voi” del museo Archeologico nazionale dedicata ai “Ritratti dalla Campania Romana del Mann” con foto di Luigi Spina

Busto clamidato di Antonino Pio da Baia esposto nella sezione Campania romana al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Quinto weekend con musei chiusi per rispetto delle disposizioni anti-covid, e quinta proposta online del museo Archeologico nazionale di Napoli. Per sabato 20 e domenica 21 febbraio 2021 sulla pagina Facebook ed, a seguire, sul canale Instagram del MANN saranno postati online splendidi scatti di marmi e bronzi della Sezione Campania romana che verranno ospitati nelle sale a piano terra dell’Ala Occidentale del Museo. In questi ambienti, chiusi da decenni, troveranno posto circa duecento capolavori, frutto della temperie creativa che caratterizzava, nell’antichità, non soltanto le città vesuviane, ma anche i centri dell’area flegrea e dei settori interni della regione. Ancora una volta potremo ammirare l’indagine artistica del fotografo Luigi Spina che è stato designato da Artribune come miglior fotografo italiano senior del 2020 e continua, con passione, il proprio percorso di ricerca tra i capolavori del MANN. E negli ultimi tempi, il suo obiettivo si sta concentrando proprio sui reperti che, dall’estate 2021, arricchiranno la Sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli. Come in un set cinematografico, i personaggi, rappresentati nelle sculture, saranno narrati con brevi post, presentandosi quasi ai fan delle piattaforme social del Mann.

L’Adone di Capua esposto nella sezione Campania romana al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Selezionati, per l’iniziativa “Ritratti dalla Campania Romana del Mann”, il Busto clamidato di Antonino Pio  ed il Busto di Matidia (entrambe le sculture provengono da Baia, sono databili al II sec. d.C. e risultano presenti nell’allestimento della Numismatica), così come lo splendido Adone di Capua (II sec. d.C.), che adornava l’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere.

La statua togata di Nonio Balbo da Ercolano esposta al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Tra i reperti da ammirare sui social anche la statua togata di Nonio Balbo (I sec. d.C.): quest’ opera, rinvenuta ad Ercolano,  attualmente non è esposta, ma ha avuto collocazioni temporanee nell’Atrio e nel Portico del Cortile occidentale del Mann.

Erma ritratto dalla Basilica di Pompei esposta nella sezione Campania romana del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Tra i bronzi scelti per la campagna, da non perdere due ritratti (età augustea), provenienti dalla Basilica di Pompei : l’espressività dei nostri capolavori, in un connubio magico di archeologia e fotografia, lega indissolubilmente le dimensioni del passato e del presente. 

Campania “gialla”. Lunedì 18 riapre il museo Archeologico nazionale. Possibile visitare collezioni permanenti e mostre in programma: Lucy, Etruschi, Heroes, Fuga dal museo. Omaggio ai primi visitatori. Il direttore Giulierini: “L’arte e la bellezza ci preparano alla rinascita. Il Museo sempre più vostro”

La locandina “Bentornati al Mann” per la riapertura del museo il 18 gennaio 2021

La Campania in “fascia gialla” e il museo Archeologico nazionale di Napoli da lunedì 18 gennaio 2021 riapre al pubblico. ”La riapertura dei musei nelle zone gialle,  con la massima attenzione alla sicurezza per visitatori e dipendenti, è un segnale fortissimo che ci fa  sentire tutti una orgogliosa comunità. Dove l’arte e la bellezza curano lo spirito e ci preparano alla rinascita.  In questi giorni difficili il vostro ‘Museo’ è ancora più vostro, dei cittadini di Napoli e della Campania. Vi invitiamo a viverlo in tranquillità, non solo come una casa accogliente, ma anche come il più straordinario dei viaggi, quello nella nostra storia. Bentornati”: così il direttore del Mann, Paolo Giulierini, anticipa il benvenuto ai visitatori che, dal 18 gennaio, torneranno a varcare la soglia del Mann. Lunedì 18, come segnale augurale, i primi venti visitatori del Museo avranno in dono la pubblicazione “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, che racchiude il progetto di ricerca dedicato da Enzo Petito e Luigi Spina ai soffitti affrescati dell’Archeologico. Come previsto dalle disposizioni governative, il museo Archeologico nazionale di Napoli sarà aperto da lunedì al venerdì con i soliti orari (dalle 9 alle 19.30); il sabato e domenica, l’Istituto resterà chiuso. Nel rispetto della vigente normativa anti-Covid, grazie alle misure già adottate dopo il primo lockdown nazionale, sarà di nuovo possibile ammirare, in tutta sicurezza, le collezioni permanenti e le esposizioni del Museo.

Al Mann la mostra a fumetti “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore (foto Mann)

Tra le mostre, “percorribili” sino ad oggi solo in anteprima virtuale, da non perdere “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore. L’allestimento, realizzato in collaborazione con COMICON nell’ambito del progetti Obvia, è presentato nella sezione Preistoria e Protostoria del Mann: qui il “Michelangelo del Fumetto”, Tanino Liberatore, presenta i suoi lavori (disegni a matita e schizzi), ispirati ai ritrovamenti in Etiopia (1974) di un esemplare femminile di una giovane Australopithecus afarensis, capace già di camminare in posizione quasi eretta e chiamata Lucy dalla canzone Lucy in the Sky with Diamond dei Beatles.

Banner della mostra “Heroes of change” al museo Archeologico nazionale di Napoli: il cavaliere (foto mann)

Ancora un’incursione nell’arte contemporanea: nel Giardino delle Fontane del Museo, sono esposti i grandi stendardi dell’exhibit “Heroes of change”, promossa in rete con Amnesty International Italia per valorizzare le creazioni degli studenti della scuola “Nicolini- Di Giacomo” sui temi della Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Una vetrina della mostra “Gli Etruschi e il Mann” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Da rivivere, naturalmente, il viaggio alla scoperta della grande mostra “Gli Etruschi e il MANN” che, con i suoi seicento reperti, in parte inediti, racconta il meltin’ pot culturale innestato dalla antica popolazione italica nella nostra regione. Per un’incursione nell’attualità, è ancora visibile “KENE/Spazio”, allestimento dedicato al progetto di inclusione sociale promosso in Mali dal giovane artista Mohamed Keita, mentre passeggiando nelle sale degli affreschi ci si potrà confrontare con le creazioni contemporanee di “Aritmia” di Andrea Anastasio.

L’allestimento della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

Dentro le sale dell’Archeologico con uno sguardo proteso verso la città: è stata prorogata, sino alla fine di febbraio, l’installazione in galleria Principe di Napoli dei fotomontaggi “Fuga dal Museo” di Dario Assisi e Riccardo M. Cipolla; le opere, in originale o riproduzione, contraddistinguono anche la rete dei Negozi Amici del Mann. I clienti dei punti vendita convenzionati (l’elenco degli esercizi è sul sito web del Museo), conservando lo scontrino del proprio acquisto, avranno ticket ridotto (8 euro) per l’Archeologico.

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Molto apprezzato l’abbonamento “Open Mann”, un unicum nei musei autonomi nazionali

Sempre sino alla conclusione di febbraio, sarà possibile aderire alla campagna promozionale degli abbonamenti OpenMANN (10 euro per adulto, 15 per coppia di over 25 anni, 5 per studenti universitari e giovani tra 18 e 25 anni non compiuti); i titolari di card in corso di validità riceveranno una dilazione dei termini di scadenza, dilazione corrispondente al periodo di chiusura dell’istituto.

Napoli, festività 2020. Col museo chiuso, il Mann si apre alla città: il calendario 2021 con le Fatiche di Ercole diventa mostra esterna e omaggio nei negozi; in galleria Principe di Napoli la mostra “Fuga dal museo”. Promo abbonamento all’Archeologico

Le tavole del calendario 2021 con le Dodici fatiche di Ercole, realizzato dalla Scuola italiana Comix, rivestono i cantieri del Mann (foto Mann)
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L’allestimento della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli promuove, in occasione delle festività natalizie, il progetto “Il MANN per la città” ricco di iniziative. Col museo chiuso per emergenza Covid-19 il Mann si racconta nel quartiere. Sul podio dell’Archeologico, riprodotte le tavole del calendario 2021 della Scuola Italiana di Comix. Nella Galleria Principe di Napoli, grazie alla rete Galleria Principe di Napoli e con il Comune di Napoli, allestimento per dettagli della mostra “Fuga dal Museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla.  Nei punti vendita aderenti al progetto “Negozi Amici”, fotomontaggi in esposizione e calendario 2021 del Mann in dono ai clienti. Intanto riparte anche la campagna abbonamenti con prezzi ridotti con lo slogan “Nel 2021, regalati un viaggio nella storia”. “Dopo l’illuminazione della facciata, partiamo con le iniziative  ‘Il MANN per la città’  per  diffondere, anche  fisicamente, per le strade del centro storico di Napoli, un messaggio di bellezza”, commenta il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Crediamo che colorare le nostre strade con i segni dell’arte voglia dire ritrovare attorno a noi un senso forte di comunità.  In particolare, nel quadro di una convenzione attivata in forma sperimentale lo scorso  agosto con il Consorzio Centro Commerciale Museo, che ha dato vita a un primo nucleo di 40  ‘Negozi amici’ del Mann, è stato definito un programma di attività miranti a rafforzare sempre più  l’identità di della zona, da sempre chiamata ‘museo’, la sua attrattività e qualità della vita.  Un impegno quello per la valorizzazione della Galleria Principe di Napoli e in generale per la costruzione del quartiere della cultura,  che già vede da alcuni anni tra i protagonisti il Mann insieme all’amministrazione  comunale e alla rete d’impresa Galleria Principe di Napoli e ci è parso doveroso implementare  in un periodo estremamente difficile per tutti. Le iniziative messe in campo vogliono testimoniare affezione e vicinanza alle realtà commerciali  del territorio e soprattutto alle botteghe artigiane, ai negozi così detti di prossimità e a gestione  familiare, nel segno di una identità territoriale che oggi più che mai deve essere preservata per poter tornare presto a crescere e dare i suoi frutti in termini di rilancio economico”.

La tavola del mese di Aprile del calendario 2021 del Mann sulle Dodici fatiche di Ercole realizzato dalla Scuola italiana di Comix (foto Mann)
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La tavola del mese di Maggio del calendario 2021 del Mann sulle Dodici fatiche di Ercole realizzato dalla Scuola italiana di Comix (foto Mann)

Il museo punta dunque sugli spazi esterni per raccontare, con i linguaggi immaginifici dell’arte contemporanea, il proprio patrimonio: sul podio del museo sono riprodotte le dodici tavole del calendario 2021 con le dodici fatiche di Ercole realizzato dalla Scuola Italiana di Comix, nell’ambito del progetto universitario Obvia (“Out of boundaries viral art dissemination”/referente: prof. Daniela Savy/università di Napoli “Federico II”): dodici disegnatori (Mario Teodosio, Francesco Filippini, Barbara Ansaldi, Paco Desiato, Alessandra Vitelli, Alessia Vivenzio, Carmelo Zagaria, Marino Guarnieri, Mario Testa, Paola Del Prete, Fabiana Fiengo, Marco Castiello) hanno ricercato una sintesi creativa tra la mitologia e la contemporaneità. Confermando un percorso già messo in atto con le ultime edizioni dei calendari del Mann, la Scuola del fumetto diretta da Mario Punzo trova nella figura di Ercole un eroe dei nostri tempi, alle prese con le grandi battaglie del terzo millennio per difendere l’umanità ed il pianeta: un messaggio che, durante la pandemia da Cvoid-19, si innesta in coerenza con l’indagine sull’attualità condotta da grandi mostre del Mann, come “Mito e natura” e “Capire il cambiamento climatico”. Le dodici tavole del calendario Comix sono riprodotte sul rivestimento dei cantieri del museo e, di sera, sono illuminate dai fasci di luce dell’edificio: un modo per ricordare che, con una lezione trasmessa dal passato al presente, i valori di coraggio, tenacia e fantasia saranno riferimenti imprescindibili per il prossimo anno. Con il calendario, si confermano anche le linee progettuali universitarie di OBVIA che, da un quadriennio circa, accompagna il Mann in un’attività costante di disseminazione e racconto delle proprie opere declinate in varie forme d’arte: in questo caso, i disegni della Scuola di Comix, con l’iconografia dell’Ercole, “invaderanno” per la prima volta piazza Museo. Il Mann continua a celebrare, così, l’arte dei fumetti, arte da sempre inserita nella programmazione del Museo ed entrata di recente a pieno titolo nella politica di valorizzazione del MiBACT.     

La tavola “Cane che annusa” della mostra “Fuga dal museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla nella galleria Principe di Napoli (foto Mann)

Pochi passi ed i cittadini possono trovare altri segni del Mann. Nella Galleria Principe di Napoli, su grandi totem disposti in un allestimento circolare, sono riproposti dettagli dei fotomontaggi di “Fuga dal Museo” di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla. Se, tra fine 2019 e primi mesi del 2020, la fortunata esposizione aveva creato, nella sala del Toro Farnese del Mann, un ironico gioco di fantasia (le statue dell’Archeologico erano “trasposte” in luoghi iconici della città di Napoli e del litorale flegreo), adesso il percorso espositivo punta sul rimando tra dettaglio ed opera completa: nella Galleria, infatti, in raffigurazioni di 2X1m, è possibile rintracciare soltanto un particolare dell’immagine.

L’adesivo con l’Ercole Farnese che identifica il Negozio Amico del Mann

Trait d’union tra le due esposizioni sarà l’attività di valorizzazione realizzata con la rete dei Negozi Amici del Mann: il progetto stato intrapreso la scorsa estate, lanciando promozioni condivise con i punti vendita aderenti al Consorzio Centro Commerciale Museo. I Negozi Amici, che si trovano nelle arterie viarie limitrofe al Mann (via Pessina sino a piazza Dante, via Costantinopoli, via Santa Teresa degli Scalzi, via Broggia, via Conte di Ruvo: per l’elenco degli esercizi aderenti visitare il sito web del Museo) esporranno l’opera originale o la sua riproduzione: ai clienti dell’esercizio commerciale, sarà donata una copia del calendario 2021 della Scuola Italiana di Comix.

La promozione dell’abbonamento al Mann “Nel 2021 regalati un viaggio nella storia”

In tema di doni, anche per il Natale 2021, non mancherà la promozione dell’abbonamento annuale “OpenMANN”: sul sito coopculture.it, la card sarà acquistabile, entro il 31 gennaio 2021, al prezzo ridotto di 10 euro per adulti e 15 per famiglie (due adulti over 25 anni). Slogan della campagna sarà “Regalati un viaggio nella storia”, con l’augurio di tornare al Museo a inizio 2021; simbolo della promozione natalizia, la statua femminile della Concordia augusta  (da Pompei, Edificio di Eumachia, I sec. d.C.): la scultura, che sarà inserita nella sezione della Campania Romana del Mann ed è stata fotografata in anteprima da Luigi Spina, sorregge una cornucopia. Naturalmente, i vecchi abbonati recupereranno, alla riapertura del Museo, il tempo non fruito a causa dell’emergenza Coronavirus.

Giornata mondiale per le persone con disabilità. Il museo Archeologico nazionale di Napoli posta sui canali social podcast audio sull’Ermes a riposo e foto-racconto sui percorsi tattili nella Collezione Magna Grecia

Bassorilievo tattile del Vaso di Dario conservato nella Collezione Magna Grecia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

Giovedì social nel segno dell’inclusione al museo Archeologico nazionale di Napoli per la Giornata mondiale per le persone con disabilità. L’accessibilità al patrimonio culturale è ancor più una priorità nei giorni di chiusura dei Musei a causa dell’emergenza Coronavirus: per questo, la Giornata Mondiale per le persone con disabilità, il 3 dicembre 2020, assume un particolare significato. Sulle piattaforme Facebook ed Instagram del Mann saranno condivisi post, che rappresenteranno non soltanto una sintesi di quanto fatto sinora, ma anche una proiezione verso le iniziative da realizzare in futuro.

L’Ermes a riposo, bronzo da Ercolano, conservato nella Collezione della Villa dei Papiri al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Si parte alle 9 del 3 dicembre 2020 con un podcast audio, destinato, in primis, alle persone cieche ed ipovedenti: l’iniziativa è frutto della collaborazione tra i Servizi Educativi del Mann e la rete “Campania tra le mani”, coordinata dal Servizio di Ateneo per Attività di studenti con Disabilità (SAAD) dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. La narrazione si concentra sulla collezione della Villa dei Papiri: tra i celebri capolavori del Museo è stata selezionata, per il primo e breve podcast, la celebre scultura dell’Ermes a riposo; l’opera, ritrovata ad Ercolano, è ritenuta una copia romana di un originale greco  (IV sec. a.C.)  attribuito a Lisippo.

Bassorilievo tattile delle Danzatrici di Ruvo nella Collezione Magna Grecia del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

In prospettiva, saranno previsti approfondimenti sui reperti della Napoli antica e sulle opere rappresentative delle collezioni museali. Per rendere i contenuti fruibili da tutti, il testo – disponibile on-line – è stato curato in collaborazione con l’associazione FIADDA onlus Campania (Famiglie Italiane Associate in difesa dei diritti degli Audiolesi), mentre l’audio è stato realizzato dal Centro Nazionale del Libro Parlato “F. Fratta” dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti ha realizzato l’audio; immagini di Luigi Spina e Giorgio Albano arricchiranno il contenuto multimediale. Durante la giornata sarà postato anche un foto-racconto dei percorsi tattili realizzati nella Collezione Magna Grecia del Mann, progettata proprio per essere accessibile a tutti i visitatori; infine, condivise online anche le video-guide in LIS, incluse nel progetto “Conoscere per crescere”.

Napoli. “Sette statue per sette giorni” al museo Archeologico nazionale: quinta opera della Sezione Campania Romana, il Busto di Plotina

Il Busto di Plotina (117-138 d.C.), proveniente dal settore cosiddetto Mercurio del Palatium di Baia: sarà esposto nella Sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Sette statue per sette giorni: il museo Archeologico nazionale di Napoli anticipa un suggestivo tour virtuale con foto di Luigi Spina della Sezione Campania Romana, che sarà nuovamente fruibile al pubblico da giugno 2021. Il viaggio online è giunto al quinto giorno e propone il Busto di Plotina (dal settore cosiddetto Mercurio del Palatium di Baia, 117-138 d.C), custodito per molti anni nei depositi del museo Archeologico nazionale di Napoli. “Anch’io a guardarmi bene vivo da millenni”: ammirando questa splendida scultura, ci viene in mente il verso della canzone “Mesopotamia” di Franco Battiato.

Napoli. “Sette statue per sette giorni” al museo Archeologico nazionale: terza opera della Sezione Campania Romana, protome di Giunone

Protome di Giunone (I sec. d.C.) forse parte di una statua di culto del tempio di Giove a Pompei: sarò nella Sezione Campania Romana del Mann (foto Luigi Spina)

Sette statue per sette giorni: il museo Archeologico nazionale di Napoli anticipa un suggestivo tour virtuale con foto di Luigi Spina della Sezione Campania Romana, che sarà nuovamente fruibile al pubblico da giugno 2021. Il viaggio online è giunto al terzo giorno e propone la protome di Giunone, svelata dai depositi, un’immagine enigmatica e magnetica: la testa probabilmente è parte di una statua di culto, proviene dal Tempio di Giove a Pompei ed è databile al I sec. d.C.

Napoli. “Sette statue per sette giorni” al museo Archeologico nazionale: seconda opera della Sezione Campania Romana, testa di Apollo Omphalos

Testa di Apollo tipo Omphalos, copia romana del II sec. d.C. proveniente da Baia e conservata nella Sezione Campania Romana del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Luigi Spina)

Sette statue per sette giorni: il museo Archeologico nazionale di Napoli anticipa un suggestivo tour virtuale con foto di Luigi Spina della Sezione Campania Romana, che sarà nuovamente fruibile al pubblico da giugno 2021. Il viaggio online è giunto al secondo giorno e propone la (quasi sconosciuta) testa di Apollo tipo Omphalos, l’opera proviene da Baia ed è copia romana (II sec. d.C.) di un originale di età severa. “Il lavoro sulla Campania Romana è da considerarsi una delle più significative ricerche fotografiche al Museo di Napoli degli ultimi dieci anni. Tutto questo si esplica in un’azione quotidiana di riprese che richiedono tempi precisi e giuste riflessioni per individuare l’unicità di ogni opera”, afferma Luigi Spina.