Egitto. Scoperti alla periferia del Cairo, dove tremila anni fa sorgeva la grande città di Eliopoli, i frammenti di una statua colossale di Ramses II. Probabilmente veniva dal tempio che il grande faraone della XIX dinastia aveva costruito proprio a Eliopoli. Entusiasmo delle autorità egiziane

Bambini di el-Matariya, un sobborgo del Cairo, si fotografo accanto al frammento della statua colossale di Ramses II appena scoperta
“Una delle più importanti scoperte dell’Egitto”: il ministro egiziano delle Antichità, Khaled al-Anani, ha usato tutti i mezzi a sua disposizione per far sapere al mondo della scoperta da parte di un gruppo di archeologi egiziani e tedeschi dei frammenti di una statua colossale di Ramses II alla periferia del Cairo, nel sobborgo di el-Matariya, oggi poco più di una baraccopoli annessa alla zona industriale, ma quattromila anni fa sede di Eliopoli, una delle più importanti città dell’Antico Egitto, che ospitava – tra l’altro – un grande tempio solare analogo – si ritiene – a quello di Abu Gurab, tra la piana di Giza e Saqqara. “Abbiamo visto il busto e una parte della testa, poi la corona e ancora un frammento dell’orecchio e dell’occhio destro”, continua il ministro. “Accanto alla statua gigante anche un’altra di circa un metro del faraone Seti II, entrambi appartenenti alla XIX dinastia”. E conclude: “Il colosso di Ramses II appena rinvenuto a el-Matariya verrà con tutta probabilità esposto all’ingresso del Grande museo egizio che dovrebbe essere inaugurato il prossimo anno al Cairo”. Non è una novità che le autorità egizie sfruttino le nuove scoperte come promozione della terra dei faraoni, in questo Zahi Hawass è stato insuperabile, ma oggi l’Egitto ha particolarmente bisogno di rialzare attenzione e interesse dei viaggiatori internazionali che latitano dallo scoppio della rivoluzione nel 2011. Il Paese ha bisogno dei turisti. Non è un caso che proprio l’Egitto sia stato il Paese ospite d’onore della recente edizione di TourismA, il salone internazionale dell’archeologia, a Firenze.

Archeologi e autorità, tutti attorno al frammento della testa colossale di Ramses II scoperta al Cairo
Entusiasta anche il capo del dipartimento Antichità egiziane del dicastero, Mahmud Afifi, parlando della monumentale statua di Ramses II in quarzite, ritornata alla luce spezzata in grandi pezzi. E il capo della missione egiziana, il professor Ayman al-Ashmawy: “Proprio a Eliopoli sono stati trovati in passato rovine di un tempio dedicato al grande faraone che ha governato dal 1279 al 1213 a.C. che era uno dei più grandi dell’antico Egitto visto che raggiungeva il doppio delle dimensioni del tempio di Karnak a Luxor”. E ora i frammenti di una statua monumentale che secondo Zahi Hawass “in considerazione delle dimensioni della statua, non possono che appartenere a Ramses II e non a un qualsiasi altro re antico”.
Per sollevare l’enorme testa, trovata separata dal busto, è stato utilizzato un carrello elevatore, mentre il resto della statua, del peso di 7 tonnellate, è stato recuperato con corde e paranchi. Il ministero delle Antichità, viste le non poche polemiche sollevate sul web, ha negato che la gigantesca statua del faraone possa essere stata danneggiata da una scavatrice durante i lavori di recupero: “Soltanto la testa è stata spostata utilizzando la scavatrice. Il tutto è avvenuto sotto la supervisione del team di archeologi tedeschi autore del ritrovamento. Sono state inoltre utilizzate travi di legno e sughero per evitare danni”. Anche il capo il capo della missione archeologica Dietrich Raue assicura che la scultura non è stata danneggiata durante lo spostamento, sottolineando anche che diversi monumenti subirono danni in epoca greco-romana.
Egitto. Dietro la tomba di Tutankhamon si cela la mummia della regina Nefertiti con i suoi tesori? La scoperta del secolo è rinviata. Richieste nuove scansioni col georadar. A maggio su Sky le immagini esclusive della National Geographic
Trovata la tomba della regina Nefertiti dietro la tomba di Tutankhamon? Per ora l’atteso annuncio della clamorosa scoperta previsto per aprile 2016 non è arrivato. Gli studiosi si sono presi dell’altro tempo per non commettere errori. Così le ricerche della tomba della regina Nefertiti continuano nelle camere “segrete” della camera mortuaria del faraone Tutankhamon nella Valle dei Re. Il nuovo ministro egiziano per le Antichità, Khaled El-Anani, annuncia che un team scientifico – sponsorizzato dalla National Geographic Society – ha realizzato oltre 40 nuove scansioni. Sono stati analizzati, in particolare, i muri della camera sepolcrale di Tutankhamon a cinque diverse altezze, utilizzando due antenne radar con frequenza 400 e 900 megahertz. Il ministro spiega che altre scansioni saranno realizzate alla fine di aprile e invita gli archeologi di tutto il mondo ad andare al Cairo per analizzare le scoperte. In ogni caso, Khaled El-Anani dichiara di non poter ancora parlare di risultati: sarà necessario attendere ancora un po’ in modo che i dati vengano analizzati dagli esperti in Egitto e negli Stati Uniti. Le telecamere di National Geographic Channel stanno intanto seguendo in esclusiva le ricerche che potrebbero portare a una delle scoperte archeologiche più importanti del secolo. Il tutto sarà oggetto del documentario “Nefertiti: I misteri della Tomba”, in onda su National Geographic a maggio: per l’Italia sul canale 403 di Sky.
La prudenza ha preso il posto all’entusiasmo contagioso dello scorso novembre 2015: c’è una stanza segreta dietro la tomba del faraone Tutankhamon – si diceva – e subito il pensiero era corso alla regina Nefertiti che la tradizione vorrebbe sepolta vicino a Tut. “Le ricerche effettuate con l’uso di georadar nella tomba di Tutankhamon hanno dimostrato che dietro i muri nord e ovest si celano scoperte archeologiche, ne siamo sicuri al 90%”, aveva dichiarato l’allora ministro delle Antichità egiziano Mahmoud el Damaty, illustrando le ricerche portate avanti dall’egittologo britannico Nicholas Reeves. Il ministro el Damaty aveva precisato che i dato sarebbero stati studiati: “Ci sono alte probabilità che una camera possa esistere dietro i muri. Se prima pensavamo che ci fossero il 60% di possibilità che qualcosa si nascondesse dietro le mura ora, dopo la lettura iniziale delle scansioni, ne siamo convinti al 90%”. La teoria di Reeves è che il faraone Tut, morto giovane alla sola età di 19 anni, sia stato sepolto in tutta fretta in una tomba non costruita apposta per lui. Il luogo prescelto sarebbe stato appunto una camera mortuaria nella Valle dei Re, proprio accanto alla tomba di Nefertiti. Si ritiene che la regina, che visse nel XIV secolo a.C. – immortalata nel celebre busto conservato a Berlino – ricordata per aver compiuto insieme al marito Akhenaton la rivoluzione monoteista in Egitto, fosse la madre di Tutankhamon.

Lo schema della tomba di Tutankhamon con la posizione della stanza della presunta sepoltura di Nefertiti (Centimetri-La Stampa)
Perché proprio qui? Secondo alcuni storici Nefertiti, il cui nome significa “la bella che è arrivata”, sarebbe la sposa di Akhenaton (padre di Tutankhamon). Secondo altri esperti, la tomba potrebbe appartenere alla regina Kiya, la seconda moglie di Akhenaton e madre di Tutankhamon. Se la scoperta della tomba fosse confermata, questa avvalorerebbe l’ipotesi della stretta parentela tra il faraone e la regina, la cui bellezza è stata immortalata in un celebre busto conservato a Berlino. I primi risultati della scansione mostrano la presenza di diversi materiali organici e metallici dietro al muro della tomba. Non si sa esattamente cosa si celi oltre quelle pareti, ma si sa che la tomba non è vuota. Sarebbe colma di tesori, pietre e metalli preziosi. Per questo le autorità egiziane hanno richiesto analisi più dettagliate con l’ausilio di speciali macchinari, per non alimentare inutili aspettative. “Dobbiamo raggiungere il nostro obiettivo, ma dobbiamo essere sicuri al 100% sui prossimi passi da compiere”, chiude l’ex ministro alle Antichità dell’Egitto, Mamdouh el-Damaty – E dobbiamo conoscere esattamente la nostra strada, per questo motivo stiamo avanzando grazie a una speciale scansione radar”. Per svelare l’ultimo segreto del faraone-bambino, Tutankamon.









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