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San Pietroburgo. Nuovo appuntamento dal museo Ermitage a sostegno dell’Italia dedicato alla pittura veneta nel Rinascimento da Cima da Conegliano a Giorgione e Tiziano con Irina Artemieva

“Annunciazione” di Cima da Conegliano conservata al museo Ermitage di San Pietroburgo

“Fuga in Egitto” di Tiziano Vecellio conservata al museo Ermitage di San Pietroburgo

Si rinnova l’impegno del museo Ermitage nel raccontare la grande arte italiana custodita nel museo russo di San Pietroburgo. Tra le numerose opere italiane conservate all’Ermitage un nucleo straordinariamente importante è quello dedicato alla pittura del Rinascimento veneto, che rappresenta un fenomeno originale e indipendente del Rinascimento italiano. È una scuola particolare e diversa dal resto dell’Italia. Questo grazie alle condizioni storiche ed allo sviluppo autonomo di Venezia, capitale della ricchissima Repubblica di San Marco che raggiunse il suo apice verso la metà del XV secolo. A partire da questo momento lo studio dei Bellini diventa un punto di riferimento per la nuova cultura Veneziana educando molti pittori di talento ed influenzando tutti i maestri dell’arte contemporanea. Dai dipinti di Bartolomeo Vivarini e Cima da Conegliano ai quadri di Giorgione e Tiziano: in soli dieci anni la Scuola Venete ne fece di strada. Partendo dai quadri veneziani Irina Artemieva, curatrice del Dipartimento della Pittura Veneta della Sezione Arte Figurativa dell’Europa Occidentale all’Ermitage, e condirettore di Ermitage Italia, presenta una selezione dei maggiori capolavori veneti del periodo.

San Pietroburgo. Secondo appuntamento dal museo Ermitage a sostegno dell’Italia dedicato a “Venezia nella Venezia del Nord. Canaletto, Marieschi e Guardi” con Irina Artemieva

L’imponenza del Palazzo d’Inverno del museo Ermitage di San Pietroburgo (foto Graziano Tavan)

Dopo lo straordinario successo della prima diretta in italiano trasmessa il 26 marzo dalle sale dell’Ermitage sul canale YouTube, secondo appuntamento dal museo Ermitage a sostegno dell’Italia in questo difficile momento, per raccontare la grande arte italiana custodita nel museo russo. Giovedì 2 aprile 2020 alle 18, la puntata è stata dedicata a “Venezia nella Venezia del Nord. Canaletto, Marieschi e Guardi”.

“Ricevimento dell’Ambasciatore Francese a Palazzo Ducale” dipinto da Canaletto e conservato al museo dell’Ermitage di san Pietroburgo (foto Ermitage)

I massimi protagonisti del vedutismo, il famoso genere pittorico del paesaggio urbano fiorito a Venezia nel Settecento, sono straordinariamente rappresentati nelle collezioni del museo di San Pietroburgo. Canaletto, Guardi, Bellotto, Marieschi e Carlevarjis raffigurano nelle loro tele, nel corso del XVIII secolo, palazzi e chiese, calli e canali della Serenissima – città tra le più amate dalla corte degli zar – innovando il senso della luce e la tecnica della rappresentazione in pittura. E del resto quale città meglio di Venezia, dove si fondono l’immagine e la maestosità degli edifici, può offrire straordinari scorci? ““Ah, signori miei, che città magnifica è questa Venezia!”, così si entusiasma per la città lagunare Anton P. Čechov. “Immagina una città fatta di caso e di chiese tante quante mai ne hai ancora vedute: un’architettura incantevole, ogni cosa grandiosa e leggera, come una gondola in una forma di uccello. Case e chiese simili han potuto costruirle solo uomini forniti di un gusto artistico e musicale eccelso e dal temperamento leonino”.

Ad accompagnarci tra i capolavori dell’Ermitage è Irina Artemieva, grande studiosa dell’arte italiana, conservatrice della pittura veneta del Museo di San Pietroburgo e condirettrice di Ermitage Italia.