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Al museo Egizio la cerimonia (in streaming) della consegna del Premio del Patrimonio / Premi Europa Nostra 2020 nella categoria ricerca al progetto Turin Papyrus Online Platform (TPOP) realizzato dal museo Egizio di Torino

Alla Turin Papyrus Online Platform (TPOP), progetto realizzato dal museo Egizio di Torino per la digitalizzazione e messa a disposizione della propria collezione papirologica, è stato riconosciuto il prestigioso Premio del Patrimonio/Premio Europa Nostra 2020 nella categoria ricerca. Lunedì 12 ottobre 2020 alle 18 al museo Egizio la cerimonia di presentazione del progetto e consegna del premio: l’evento verrà trasmesso in dirette streaming sul canale Facebook del museo Egizio. Con il progetto è stata digitalizzata e messa a disposizione la collezione dei papiri ieratici del villaggio di Deir-el-Medina. La collezione papirologica torinese è tra le più significative a livello mondiale, con quasi 700 manoscritti interi o ricomposti e oltre 17mila frammenti di papiro. TPOP, avviata nel 2017 e resa disponibile al pubblico a settembre 2019, è una piattaforma per la condivisione della collezione papirologica torinese, realizzata con l’obiettivo di renderla ampiamente accessibile e, in particolare, di consentirne liberamente lo studio alla comunità scientifica, oltre a garantirne una migliore conservazione e valorizzazione (Visita la Collezione Papiri Museo Egizio).

Alla cerimonia di presentazione del progetto, lunedì 12 ottobre 2020, interverranno Evelina Christillin, presidente del museo Egizio; Christian Greco, direttore del museo Egizio; Susanne Töpfer, curatrice Papiri museo Egizio; Hermann Parzinger, presidente esecutivo di Europa Nostra (con un video messaggio); Maria Cristina Vannini, membro della giuria dell’European Heritage Awards / Europa Nostra Awards; Massimo Gaudina, capo della rappresentanza a Milano della Commissione Europea; Luca Jahier, presidente del comitato economico e sociale europeo. Chiude la consegna del premio, con questa motivazione: “L’Europa ha numerose collezioni papirologiche e raccolte di papiri, una ricchezza documentaria che testimonia l’interesse europeo per l’Orientalismo, emerso nel XVIII secolo e presente fino al XIX secolo, che ha permeato la sua cultura materiale. Lo sviluppo di una tale piattaforma online, di libero accesso e ad alta risoluzione, è di grande valore per i musei, soprattutto in considerazione del suo potenziale di essere utilizzato per la creazione di un museo digitale europeo che riunirebbe un patrimonio disperso, una raccolta virtuale omogenea che sarebbe impossibile realizzare a livello materiale. L’applicazione di strumenti dell’era digitale contribuisce allo sviluppo della conoscenza, alla conservazione della cultura materiale e alla sua accessibilità, sia per gli studiosi che per il pubblico generale, promuovendone la diffusione”.

La piattaforma TPOP, progetto di digitalizzazione della collezione papiri del museo Egizio, vincitore nella categoria ricerca dei prestigiosi Premi del Patrimonio Europeo/Premi Europa Nostra 2020 promosso dalla Commissione Europea. Il direttore Greco: “Attestazione della qualità dell’attività di ricerca del museo Egizio”

Una pagina della nuova piattaforma online Tpop Turin Papyrus Online Platform per l’accesso alla collezione papirologica del museo Egizio di Torino (foto museo Egizio Torino)

Alla vigilia della celebrazione della Festa dell’Europa (9 maggio), la Commissione Europea ed Europa Nostra sono orgogliosi di annunciare i vincitori dell’edizione 2020 dei Premi del Patrimonio Europeo / Premi Europa Nostra. Il più prestigioso riconoscimento nel campo della conservazione del patrimonio culturale a livello europeo è stato assegnato a 21 progetti pervenuti da 15 Paesi. Tra i vincitori di quest’anno c’è la Turin Papyrus Online Platform (TPOP) ideata dal museo Egizio di Torino, nella categoria Ricerca. Con questa motivazione: “L’Europa ha numerose collezioni papirologiche e raccolte di papiri, una ricchezza documentaria che testimonia l’interesse europeo per l’Orientalismo, emerso nel XVIII secolo e presente fino al XIX secolo, che ha permeato la sua cultura materiale. Lo sviluppo di una tale piattaforma online, di libero accesso e ad alta risoluzione, è di grande valore per i musei, soprattutto in considerazione del suo potenziale di essere utilizzato per la creazione di un museo digitale europeo che riunirebbe un patrimonio disperso, una raccolta virtuale omogenea che sarebbe impossibile realizzare a livello materiale. L’applicazione di strumenti dell’era digitale contribuisce allo sviluppo della conoscenza, alla conservazione della cultura materiale e alla sua accessibilità, sia per gli studiosi che per il pubblico generale, promuovendone la diffusione”.

L’importante papiro da Deir el Medina con il disegno architettonico della tomba di Ramses IV conservato al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

TPOP, avviata nel 2017 e resa disponibile al pubblico a settembre 2019, è una piattaforma per la condivisione della collezione papirologica torinese, realizzata con l’obiettivo di renderla ampiamente accessibile e, in particolare, di consentirne liberamente lo studio alla comunità scientifica, oltreché di garantirne una migliore conservazione e valorizzazione. La collezione custodita dal Museo Egizio è tra le più significative a livello mondiale, comprende quasi 700 manoscritti interi o ricomposti e oltre 17mila frammenti di papiro. “Il riconoscimento al lavoro condotto col progetto TPOP per la digitalizzazione dei nostri papiri ci regala una grande soddisfazione per l’attestazione che dà alla qualità dell’attività di ricerca del museo Egizio e rappresenta anche la consacrazione della funzione che siamo quotidianamente chiamati ad assolvere”, dichiara Christian Greco, direttore del museo Egizio. “Essere un luogo di ricerca e porsi al servizio delle collezioni è la nostra missione. Il patrimonio culturale, i frammenti di memoria, che sono i resti tangibili delle generazioni che ci hanno proceduto, non possono essere abbandonati. Dobbiamo continuare e prenderci cura di loro e lo possiamo fare solo se ci sentiamo corresponsabili dell’eredità che abbiamo ereditato dal passato. La cultura materiale scritta può continuare a vivere solo se viene studiata, compresa, pubblicata. I testi antichi di cui ci prendiamo cura legano il passato al presente modellando e mantenendo attuali i ricordi fondanti e includendo le immagini e le storie di un altro tempo entro l’orizzonte del presente così da generare speranza e ricordo”.

Mosaico dei progetti vincitori dei Premi Europa Nostra

Gli appassionati e i sostenitori del patrimonio culturale in tutta Europa e nel resto del mondo ora possono votare on line (https://vote.europanostra.org/) per il loro progetto preferito, e contribuire a decidere a quale dei premiati andrà il Public Choice Award di quest’anno. In questo periodo di isolamento e distanziamento sociale, la Commissione Europea ed Europa Nostra sperano di incoraggiare più persone possibili ad apprezzare i risultati dei progetti vincitori di quest’anno e di condividere i nominativi dei tre preferiti. Il Public Choice Award verrà annunciato dopo l’estate. I vincitori del Grand Prix, ad ognuno dei quali verrà assegnato un premio pari a 10mila euro, verranno anch’essi svelati nella stessa occasione. “La crisi legata al COVID-19 ha messo in luce quanto la cultura e il patrimonio siano necessari per le persone e le comunità di tutta Europa”, ha affermato Mariya Gabriel, Commissario Europeo per Innovazione, Ricerca, Cultura, Educazione and Gioventù. ”In questo momento, in cui centinaia di milioni di cittadini europei sono fisicamente isolati, il nostro patrimonio culturale continua, più di prima, ad essere occasione di incontro. I vincitori dei Premi del Patrimonio Europeo / Premi Europa Nostra di quest’anno rappresentano potenti modelli ispiratori che contribuiscono efficacemente ad una Europa più unita e resiliente”. E Hermann Parzinger, Presidente Esecutivo di Europa Nostra: “In questi tempi difficili, i nostri vincitori, con le loro storie che raccontano di come le avversità possano essere superate attraverso la professionalità, l’impegno, e il lavoro di squadra, rappresentano dei veri e propri portavoce di speranza. Questi progetti dal valore esemplare dimostrano che il patrimonio culturale è fondamentale nel processo di recupero fisico e mentale dal trauma causato dalla pandemia. Il nostro patrimonio condiviso, e coloro che lo custodiscono, possono contribuire in tanti modi: dalla condivisione di contenuti culturali attraverso soluzioni digitali innovative, all’implementazione di lavori di recupero e restauro che rappresentino delle occasioni di rinascita economica e sociale per le nostre città e paesi”. I Premi del Patrimonio Europeo / Premi Europa Nostra sono stati promossi dalla Commissione Europea nel 2002 e da allora sono gestiti da Europa Nostra – la Voce Europea della Società Civile Impegnata per il Patrimonio Culturale. I Premi sono sostenuti dal programma Europa Creativa dell’Unione Europea.

“I Musei e questo futuro. Tempi di cambiamento”: convegno internazionale a Venezia con i direttori di grandi musei del mondo sui nuovi scenari europei

La locandina del convegno a Venezia sul futuro dei musei

In che modo si modificheranno i saperi, le conoscenze e dunque i luoghi tradizionalmente depositari della storia e della cultura, come i Musei? In che modo i Musei internazionali devono affrontare e stanno affrontando il tema del cambiamento della società e le nuove dinamiche che interessano lo scenario europeo? La risposta o le risposte tenterà di darle un importante convegno internazionale “I Musei e questo futuro. Tempi di cambiamento” dedicato alla sfide che i grandi musei sono chiamati ad affrontare di fronte ai cambiamenti che stanno interessando la società e l’Europa, sfide in un futuro che è già alle porte. Il convegno, sabato 12 ottobre 2019, dalle 11 alle 16, nel Salone dello Scrutino di Palazzo Ducale a Venezia, è promosso dal Comune di Venezia, la Fondazione Musei Civici di Venezia, il Museo Statale Ermitage ed Ermitage Italia in collaborazione con Villaggio Globale International.

I direttori Paolo Giulierini (Mann) e Michail Piotrovsky (Ermitage)

Il tema del convegno organizzato nell’occasione è di stringente attualità. Le cronache quotidiane, le innovazioni tecnologiche e le tendenze dei costumi, le stesse scelte della politica internazionale sottendono infatti problematiche di enorme rilevanza e mostrano i segni contraddittori del domani e del futuro. Che è già presente. Tutto ciò rende importante la riflessione sulle conseguenze dei cambiamenti in atto. Alla riflessione prenderanno parte – dopo i saluti di Mariacristina Gribaudi presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia e l’intervento introduttivo del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro – il direttore generale del museo statale Ermitage di San Pietroburgo Mikhail Piotrovsky, Gabriella Belli direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, Paolo Giulierini direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Fatma Nait-Yghil direttrice del museo Bardo di Tunisi, Simone Verde direttore del complesso monumentale della Pilotta di Parma ed Hermann Parzinger presidente della Fondazione del Patrimonio Culturale Prussiano di Berlino.

Visitatori in coda attendono di entrare al museo Archeologico nazionale di Napoli

Testimoni del passato e del presente e nel contempo protagonisti di una relazione forte con la gente, lente privilegiata per interpretare il mondo di oggi e di domani, i grandi Musei sono chiamati ad affrontare le crisi, le trasformazioni culturali, i nuovi linguaggi, i mutamenti di valori; devono confrontarsi con le aperture di frontiere o, viceversa, con l’innalzamento di nuovi muri e nuove emarginazioni; con dialoghi o con cesure internazionali. Proprio per questo i Musei oggi, pur preservando le loro missioni primarie di conservazione, tutela e valorizzazione, hanno trasformato le loro pratiche e le loro proposte culturali per essere più vicini alle comunità di riferimento, e domani? Gli interventi dei relatori aiuteranno a comprendere il nuovo ruolo al quale si preparano le istituzioni culturali europee.

Il convegno internazionale vede affiancati ancora una volta la città di Venezia e il prestigioso museo di San Pietroburgo che, sempre il 12 ottobre, prima del convegno, rinnoveranno ufficialmente il Protocollo d’Intesa che ha sancito la presenza nella città lagunare di “Ermitage Italia”. La filiale italiana del museo russo, con sede alle Procuratie Vecchie in piazza San Marco, è nata sotto l’egida dei rispettivi governi nell’ambito degli accordi bilaterali tra Italia e Russia ed destinata allo studio e alla ricerca sui rapporti artistici, storici e culturali tra i due Paesi.