“Lapilli di Ercolano”: con la decima clip si va alla scoperta della Casa Sannitica, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”
Il decimo appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv), della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv), Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp) e della Casa del Gran Portale (https://bit.ly/2SABXK6) ci fa esplorare, osservare e anche misurare i dettagli della Casa Sannitica (https://bit.ly/2LrqWqv) grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute. Per una esperienza di uso migliore ti consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone.
Andiamo alla scoperta della Casa Sannitica. Le abitazioni erano e sono sempre cose vive, si trasformano man mano che scorre la storia dei loro proprietari e inquilini, in un mutare continuo, che l’archeologia ci consente spesso di conoscere anche nei dettagli. Ad Ercolano, la Casa Sannitica ci racconta come è stata erosa con il passare del tempo, avendo dovuto, da un lato, cedere l’intero quartiere del peristilio ad altre due abitazioni, e, dall’altro, rendere indipendente il piano superiore con una scala esterna, evidentemente per il bisogno di darlo in affitto. Ma a ricordarci il primo splendore di questa domus, resta la raffinatezza dell’atrio con il finto loggiato di semicolonne ioniche collegate da eleganti transenne a reticolato, che, dall’alto della parete, si impone subito alla vista di chi attraversa il corridoio di ingresso.
“Lapilli di Ercolano”: con l’ottava clip si va alla scoperta della Casa del Colonnato Tuscanico, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”
L’ottavo appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv) e della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv), ci fa esplorare, osservare anche misurare i dettagli della Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp) grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità, acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone. Per una esperienza di uso migliore ti consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute.
La Casa del Colonnato Tuscanico: il nucleo dell’abitazione, incentrato sull’atrio pavimentato in cocciopesto (un tritume di terracotta, calce e sabbia, resistente all’umidità), fu ristrutturato in età augustea (27 a.C. – 14 d.C.); l’impluvium (il bacino in cui confluiva l’acqua al centro delle case) fu rivestito di marmi e trasformato in fontana; le pareti furono decorate in “terzo stile”, una particolare decorazione pittorica risalente agli anni tra il 20 a.C. e il 50 d.C. Il peristilio, ossia il colonnato tuscanico, fu aggiunto inglobando una casa attigua e gli ambienti che si sviluppavano intorno ad esso furono decorati con affreschi e mosaici risalenti agli anni immediatamente precedenti all’eruzione del 79 d.C. Dal piano superiore, invece, provengono un tesoretto di monete del valore di 1400 sesterzi e un sigillo di bronzo.
“Lapilli di Ercolano”: con la settima clip si va alla scoperta della Casa del Bel Cortile, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”
Torna l’appuntamento settimanale con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano. Dopo la visita virtuale del Parco della settimana scorsa (https://bit.ly/3cfiPsv) oggi si va alla scoperta di una delle domus caratteristiche di Herculaneum: la Casa del Bel Cortile! Cliccando qui: https://bit.ly/2K5YVEv si può esplorarla in ogni suo dettaglio attraverso le nuvole di punti 3D ad altissima densità, acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”. Per una esperienza di uso migliore vi consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute.
La Casa del Bel Cortile è caratterizzata da diverse pitture parietali ed un ampio cortile da cui il nome. Presenta un impianto totalmente diverso dal classico schema delle case romane. Superato l’ingresso, si accede direttamente a un ambiente che funge sia da vestibolo che da atrio, dal basso soffitto e le pareti decorate in quarto stile, con zona centrale in rosso e fregio in bianco e disegni geometrici. Sul lato nord una porta conduce alla cucina, mentre su quello sud si trovano una serie di cubicoli, tutti affrescati. Sul lato orientale dell’atrio si apre il cortile con decorazioni in quarto stile dove predomina il colore rosso, e una scala in muratura con parapetto in pietra conduce al piano superiore, oggi non accessibile al pubblico.
“Lapilli di Ercolano”, la sesta clip introduce una novità: l’anteprima di una visita virtuale in 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute. Ogni settimana i visitatori potranno entrare virtualmente in una nuova residenza degli antichi ercolanesi
“Alla vista il Parco archeologico di Ercolano sembra addormentato”, afferma il direttore Francesco Sirano, “ma nessuna notte è infinita e tutte le attività che stiamo mettendo in campo rappresentano le nuove albe che vivrà il Parco, ulteriori spunti per i visitatori che aspettano che i cancelli si riaprano”. Il sesto appuntamento con i “Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano” presenta una novità. Le visite virtuali dei Lapilli si arricchiscono di nuove emozionanti esperienze con nuvole di punti 3D ad altissima densità acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone. Grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”, in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute (PHI), visitatori ed esperti potranno esplorare virtualmente le domus della città antica ma anche, misurare distanze, superfici, volumi ed esportare i dati nei formati più comuni. Un esperimento condiviso per scoprire con gli appassionati con gli studiosi le nuove modalità di fruizione virtuale e le potenzialità in termini di strumento di lavoro per il settore. Clicca qui per la tua prima visita virtuale del Parco: https://bit.ly/3cfiPsv. Per tutte le informazioni e le specifiche tecniche: https://bit.ly/3b88deX. Ogni settimana, nell’ambito della programmazione social del mercoledì dei Lapilli, i visitatori potranno entrare virtualmente in una nuova residenza degli antichi ercolanesi, ammirarne i dettagli costruttivi ed interagire con strumenti specifici con l’ambiente virtuale. Studiosi e appassionati potranno godere di queste ricchezze culturali patrimonio dell’umanità, esplorandoli direttamente dalle proprie case, attraverso i propri dispositivi (Facebook: https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano).

Il progetto “Herculaneum 3D SCAN” è curato dal parco archeologico di Ercolano in collaborazione con l’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute (PHI) (foto Paerco)
“Herculaneum 3D SCAN” nasce dalla volontà di condividere in anteprima con la comunità, sia essa quella propriamente scientifica, degli addetti ai lavori che del pubblico più ampio, una parte della ricchissima banca dati raccolta nell’ambito della pluriennale attività di documentazione e monitoraggio del sito archeologico di Ercolano. Un esperimento condiviso che vuole esplorare non solo le nuove modalità di fruizione virtuale del Bene Culturale, realtà ben nota al grande pubblico, ma anche le potenzialità in termini di strumento di lavoro per il settore. Il progetto “Herculaneum 3D SCAN” rappresenta il primo passo all’interno di un percorso più ampio che il Parco Archeologico di Ercolano insieme con il Packard Humanities Institute porterà a compimento nel prossimo futuro. Si tratta della pubblicazione online, attraverso un portale open-data corredato di funzionalità web-GIS, dei dati raccolti all’interno degli archivi e delle risorse elaborate durante l’incessante azione promossa per la conservazione e la valorizzazione del sito archeologico, e del suo rapporto con il territorio: Herculaneum Open Data, un’iniziativa promossa nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project, l’ambizioso partenariato pubblico-privato che sta completando il suo secondo decennio di attività attraverso un’azione sinergica e congiunta che non trova confronti all’interno della gestione del patrimonio archeologico italiano. Alla fase di pubblicazione dei nuovi contenuti attraverso i canali digitali del Parco, seguirà poi la seconda fase quando, a cancelli aperti, continuerà l’azione di ampliamento della fruizione, affiancando alla visita fisica al sito anche la visita virtuale alle realtà non accessibili dal pubblico per restauri in corso, messe in sicurezza e lavori di manutenzione.

Il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano (a destra) dialoga con, da sinistra, il sindaco Ciro Bonajuto, il responsabile dell’Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il ministro Dario Franceschini (foto Paerco)
“Il progetto Herculaneum 3D SCAN è solo la punta dell’iceberg di una serie di iniziative che abbiamo intenzione di portare avanti”, interviene Jane Thompson, manager dell’HCP per le fondazioni Packard. “La collaborazione con un partner pubblico sempre più attivo ed efficiente nella gestione del sito archeologico ci consente di canalizzare gli sforzi, e in particolare la nostra azione come Fondazione Packard, per una valorizzazione responsabile e doverosa degli ultimi 20 anni di attività di ricerca, studi, documentazione, risorse, strumenti e linee guida portati avanti nel sito di Ercolano. Mi auguro che l’iniziativa possa avere il più ampio respiro possibile sia in termini di divulgazione che di feedback da parte del grande pubblico e degli addetti ai lavori; prepariamoci nel prossimo futuro ad altre iniziative come questa!”.
“Mentre stiamo avviando le procedure per la realizzazione del Museo Digitale dell’Antica Herculaneum, finanziato solo poche settimane fa dal MIBACT con fondi PON Cultura e Sviluppo (FESR 2014-2020) per quasi 5 milioni di Euro, grazie all’incredibile rafforzamento ed all’entusiasmante collaborazione pubblico- privato con il Packard Humanities Institute (PHI)”, dichiara il Direttore Sirano, “avanziamo il portale open- data e siamo in grado di offrire un’esperienza interattiva e di partecipazione per la conoscenza di Ercolano antica. Abbiamo deciso di condividere una significativa scelta di rilievi da scansioni 3D di alcune delle domus più belle di Ercolano. Belle ma chiuse al pubblico perché bisognose di interventi di restauro. La gara per l’appalto dei lavori, affidata ad INVITALIA, è oramai pronta e partirà nei prossimi giorni, ma nel frattempo tutto il nostro pubblico avrà il privilegio unico di accedere alla casa a Graticcio, la casa dell’Atrio a mosaico, la Casa del Colonnato tuscanico solo per citarne alcune. Sono veramente fiero di tutte le forze messe in campo dallo staff del Parco e da tutta la rete di collaborazioni con cui interagiamo e, in primis, con il PHI e i colleghi dell’Herculaneum Conservation Project. Tutto il nostro personale con lena si sta dedicando in smart working dalle proprie abitazioni a garantire la continuità amministrativa e nuove opportunità di visita alternative per i nostri visitatori. Noi eravamo pronti a partire con la completa digitalizzazione del flusso di tutti i nostri documenti, che sperimentavamo da qualche mese già prima della crisi COVID19: con l’inizio dello smart working abbiamo dematerializzato tutti i processi e posso con orgoglio dire che non abbiamo mai smesso di seguire la nostra attività compresa quella dei pagamenti dovuti agli operatori economici che svolgono lavori e servizi per il Parco. Compiendo il nostro dovere siamo consapevoli di contribuire ad assicurare liquidità agli operatori economici e, di conseguenza, contribuiamo ad assicurare le necessarie entrate ai loro dipendenti e alle loro famiglie”.
Firenze. Agli Uffizi la mostra “I cieli del Rinascimento. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento”: oltre trenta opere esposte tra disegni, dipinti e altri manufatti preziosi. Apre l’esposizione il prezioso lacunare del controsoffitto della Casa del rilievo di Telefo di Ercolano, un reperto rarissimo scoperto recentemente in mostra per la prima volta

La rappresentazione di un prezioso soffitto ligneo esposta nella mostra “I cieli del Rinascimento” alla Galleria degli Uffizi a Firenze
Il soffitto metafora del cielo. Forme quadrate, rettangolari o ottagonali tutte riccamente decorate invitano i visitatori delle chiese e dei palazzi rinascimentali a sollevare gli occhi al cielo. Da elemento costruttivo nato per proteggere gli ambienti a ornamento che fonde nel suo insieme tutte le arti. Per la prima volta il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi dedica la mostra “I cieli del Rinascimento. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento” a un singolo elemento architettonico per la prima volta protagonista di una esposizione. Con questa mostra (Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020), a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis, Lorenzo Grieco, la Galleria degli Uffizi di Firenze, che custodisce il maggior numero di disegni di soffitti rinascimentali, inizia a scriverne la storia. Del ricco patrimonio di disegni degli Uffizi è stata operata un’attenta selezione integrata da fogli dal Louvre, dal museo nazionale di Stoccolma, dalla Biblioteca di Storia dell’Arte e di Archeologia, dal museo di Roma, dagli Archivi di Stato di Roma e di Firenze. Oltre trenta opere esposte tra disegni tecnici, di ornato e di figura, dipinti e altri manufatti preziosi e poco conosciuti che raccontano lo splendore dei soffitti lignei nel Rinascimento e come, per la loro realizzazione, pittura e scultura fossero strettamente connesse all’architettura.
“L’idea di dedicare una mostra a questo tema inedito e sofisticato parte da un evento doloroso: il crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, avvenuto il 30 agosto 2018”, spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. “Quel giorno è andato in rovina un pezzo del nostro patrimonio artistico, che possiamo proteggere solo attraverso la conoscenza e l’attenzione costante. In questo modo si sviluppa una sensibilità per la tutela, e la mostra degli Uffizi vuole essere un tassello in questa distribuzione del sapere che diventa, alla fine, uno strumento potente nella difesa dei nostri tesori d’arte”. E la curatrice Claudia Conforti, professore ordinaria all’università di Roma “Tor Vergata”: “La collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi custodisce a Firenze copiose ed eccezionali testimonianze grafiche di questa arte, che coniuga tecnica e ornamento. È una delle ragioni che hanno suggerito come tema espositivo i soffitti a lacunari, un soggetto trascurato, se non ignorato, dagli studi. L’altra ragione che ci ha spinto è la voglia di stimolare i visitatori nell’alzare gli occhi al cielo quando entreranno a rivedere i monumenti fiorentini e romani. Infine, rivolgiamo un sentito invito alle istituzioni affinché possano dare vita ad un censimento di questi cieli che, intarsiati di pitture e sculture, consolidano i muri dell’edificio e l’animo di chi lo abita, attivando la memoria con la celebrazione, la narrazione e la consolazione: il corredo emotivo che dalla notte dei tempi le immagini apportano agli abitanti della terra”.

Il prezioso e raro lacunare del controsoffitto ligneo della Casa del rilievo di Telefo di Ercolano (foto parco archeologico di Ercolano)
La versatilità decorativa dei lacunari fu sfruttata fin dai tempi remoti, come testimoniano i monumenti classici, dal Partenone al Pantheon. Non è un caso, infatti, che ad aprire la mostra sia un rarissimo lacunare ligneo di età romana, per la prima volta esposto al pubblico, che conserva ancora tracce di colore, scoperto recentemente a Ercolano. Il lacunare del controsoffitto a cassettoni apparteneva ad uno straordinario complesso di oggetti in legno pertinenti alla copertura di una grande sala triclinare della Casa del Rilievo di Telefo (pari a quasi un quarto dell’intera copertura). La scoperta del tetto, che conserva l’unica capriata in legno che ci è arrivata dal mondo romano, e del controsoffitto del cosiddetto Salone dei Marmi, si deve agli interventi di sistemazione dell’antica spiaggia di Ercolano nell’ambito delle attività condotte dall’Herculaneum Conservation Project, un partenariato pubblico privato avviato nel 2001 dal Packard Humanities Institute in collaborazione con l’allora soprintendenza archeologica, oggi parco archeologico di Ercolano. Questa collaborazione, giunta quasi al suo ventesimo anniversario, costituisce un unicum sullo scenario nazionale, ed ha permesso la scoperta, lo scavo, la documentazione e l’immediato consolidamento e conservazione dei preziosi manufatti lignei di una copertura crollata nel momento dell’eruzione del 79 d.C. L’insieme dei manufatti costituisce una precisa testimonianza dell’ostentazione dell’elevatissimo status sociale dei proprietari della casa, probabilmente la potente famiglia dei Nonii Balbi, di rango equestre, accreditata da rapporti diretti con la famiglia imperiale nella persona di Augusto. La sala era utilizzata come coenatio (sala da banchetto) e la decorazione del pavimento, delle pareti e del controsoffitto era basata sull’impiego di materiali rari e costosi, quali i marmi colorati provenienti da cave poste in tutto l’arco del Mediterraneo e in Africa, e sull’applicazione di competenze artigianali sofisticate e ricercate, come quelle impiegate nel pavimento in marmo realizzato con la tecnica dell’opus sectile, oppure dal tipo di assemblaggio scelto per il soffitto ligneo e dalle decorazioni intagliate e policrome dei tre piani di profondità che caratterizzano i lacunari, impreziositi al centro da lamine d’oro.
“Posso affermare che il Parco di Ercolano ha allargato i propri confini”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Ci troviamo in un periodo di grande fermento e sono davvero orgoglioso che il Parco sia protagonista dei diversi appuntamenti culturali che si svolgono in ambito nazionale e internazionale. Il progetto scientifico della mostra di Firenze ci è apparso un’ottima occasione per mostrare al grande pubblico attraverso il dialogo interdisciplinare, in una sede del massimo prestigio quale gli Uffizi, cosa abbia significato il Ri-nascimento per i suoi contemporanei e cosa insegni oggi a noi nella prospettiva di lungo periodo. Dalla visione della mostra scaturisce spontanea l’impressione di quale incredibile livello artigianale sia stato attinto in Italia anche in età romana e in campi dell’arte solo apparentemente negletti a causa dell’assenza di testimonianze fisiche. Un’assenza che Ercolano, caso unico in tutto il mondo antico romano, colma con una larga messe di dati sia quantitativi sia qualitativi. Mi auguro che l’ evidenza unica e in stupefacente stato di conservazione, a Firenze presentata per la prima volta al pubblico al termine di lunghi e laboriosi restauri, sensibilizzi un numero sempre maggiore di cittadini verso l’importanza della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale in ogni epoca e su ogni orizzonte geografico”.





























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