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Comacchio. Per le Giornate Fai di Primavera una visita nel cuore delle Valli: abitazioni etrusche di Spina, stazione da pesca di Foce, valle Uccelliera e antica salina

Giornate Fai di Primavera: 15-16 maggio 2021

Giornate Fai di Primavera: il 15 e il 16 maggio 2021 torna la più grande festa di piazza dedicata al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. 600 aperture in oltre 300 città in tutta Italia, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Nel 2021 la manifestazione di punta del FAI, accolta sempre con gioia e speranza e diventata ormai irrinunciabile per tantissimi italiani che amano stupirsi di fronte alle bellezze spesso poco conosciute che ci circondano, sarà anche una preziosa occasione per spiegare, attraverso l’attenta scelta dei luoghi e la narrazione che ne verrà fatta, la nuova visione culturale della Fondazione – presentata a marzo in occasione del XXV Convegno Nazionale dei Delegati e dei Volontari – che vede l’Ambiente come indissolubile intreccio tra Natura e Storia e la Cultura come sintesi delle scienze umane e naturali. E l’Italia, come nessun altro paese al mondo, è ricca di esempi di come la co-evoluzione armonica di Natura e Uomo abbia creato paesaggi unici. Quest’anno il contributo minimo suggerito per prenotarsi e prendere parte alle Giornate FAI di Primavera è di 3 euro. Per chi lo volesse, sarà possibile sostenere ulteriormente la missione della Fondazione con contributi di importo maggiore oppure attraverso l’iscrizione annuale, un gesto concreto in difesa del patrimonio d’arte e natura italiano che permette di godere di iniziative e vantaggi dedicati. O ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45586, attivo dal 6 al 23 maggio 2021.

Una visita nel cuore delle Valli di Comacchio per le Giornate Fai di Primavera 2021! Quest’anno infatti Comacchio propone la visita alla Stazione da Pesca Foce, a 5 chilometri da Comacchio. La visita sarà tutta all’aperto, garantendo così i dovuti distanziamenti. La location è dotata di ampio parcheggio, c’è il ristorante Bettolino di Foce che sarà aperto e potrà servire per qualche consumazione e per i servizi igienici. All’arrivo, al parcheggio, vi sarà un punto di accoglienza sotto un gazebo, per verificare prenotazioni, tesseramento, suddivisione dei gruppi di non più di 15 persone, quota di partecipazione. Orario sabato 15: 9:30 – 18. Note: orari di visita al mattino: 9.30, 10, 13.30, 11, 11.30, 12; al pomeriggio, 15, 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30. Durata visita: 1 ora, gruppi di massimo 15 persone. Domenica: 9:30 – 18. Note: orari di visita al mattino: 9.30, 10, 13.30, 11, 11.30, 12; al pomeriggio, 15, 15.30, 16, 16.30, 17, 17.30. Durata visita: 1 ora, gruppi di massimo 15 persone. Contributo suggerito a partire da 3 euro. La visita si compone di tre punti di interesse.

Progetto Value: ricostruzione dell’antico abitato di Spina a Stazione Foce nel parco delle Valli di Comacchio (foto http://www.rivadelpo.it)

Presentazione dell’inedita riproduzione di due abitazioni etrusche, appena terminate, e che danno l’idea di quale poteva essere l’organizzazione e lo svolgimento della vita nella mitica città etrusca di Spina, oltre 2500 anni fa. Questo argomento consentirà di presentare la civiltà etrusca sul nostro territorio, ed il passaggio dall’abbandono di Spina alla nascita di Comacchio. Potremo anche presentare il museo del Delta di Comacchio.

La stazione da pesca di Foce nelle Valli di Comacchio (foto iat-comacchio)

Successivamente entreremo nella stazione da pesca di Foce, normalmente chiusa al pubblico, composta dai capannoni degli anni cinquanta ma soprattutto dai lavorieri da pesca. Potremo spiegare come avveniva ed avviene la pesca dell’anguilla, gli strumenti di lavoro, le barche tipiche, le bolaghe e le marotte per mantenere vivo il pesce, e tutto il sistema economico che consentiva la vita di Comacchio.

L’antico casone Pegoraro nelle valli di Comacchio (foto da deltadelpo.eu)

Percorso a piedi di 600/700 m sull’argine di valle, lungo il canale normalmente percorso dalle barche di servizio, che consente di affacciarsi, sul lato Est, su valle Uccelliera e sulla antica Salina, ma anche di poter vedere i fenicotteri rosa ed i cavalieri d’Italia, oltre alla flora tipica alofila, (salicornia, limonio….). Il percorso termina all’antico casone di Pegoraro (XVIII sec.) appena restaurato, che dà l’idea di quale fosse la complessità dell’organizzazione della pesca.

Comacchio inaugura il nuovo museo del Delta antico: 2mila reperti per raccontare la storia del delta del Po, del territorio e degli insediamenti, dall’antichità al Medioevo. Notevoli i tesori da Spina e il carico della nave romana del I sec d.C.

L’Ospedale degli Infermi, a Comacchio, prestigiosa e monumentale sede del nuovo museo del Delta antico

Le Giornate Fai di primavera 2017 a Comacchio, nel Ferrarese, saranno particolarmente significative. Sabato 25 marzo 2017, alle 11, si inaugura alla presenza del ministro Dario Franceschini, e grazie all’intensa collaborazione tra il Comune di Comacchio, la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio e Ferrara e il Polo Museale dell’Emilia-Romagna, il nuovo museo del Delta antico, che trova spazio nell’antico Ospedale degli Infermi di Comacchio, bellissima e preziosa testimonianza del riformismo pontificio settecentesco. Eretto tra il 1778 e il 1784 dalla comunità comacchiese su impulso di papa Clemente XIV, l’ospedale era stato concepito come luogo a carattere “sacro”, come tuttora evoca l’austero prospetto anteriore in stile neoclassico, realizzato dall’architetto ferrarese Antonio Foschini, che richiama l’immagine di una cattedrale, ed è stato attivo nella sua funzione nosocomiale fino alla metà degli anni Settanta del Novecento. Qui oltre 2mila reperti archeologici raccontano la storia dell’antica foce del Po, l’evoluzione del territorio e degli insediamenti umani,  terra che, con i numerosi canali navigabili e le vie di terra, è stata nei secoli un importante snodo di commerci e di civiltà tra il Mediterraneo e l’Europa continentale.

Il nuovo museo del Delta antico di Comacchio in un rendering

Oggi, grazie a un sofisticato intervento di restauro architettonico, l’Ospedale degli Infermi, inserito nel centro storico di Comacchio, diventa il palcoscenico ideale per accogliere ed esporre il grande patrimonio archeologico del territorio, dall’antichità al Medioevo. L’allestimento è organizzato in quattro sezioni: ripercorrerà, anche grazie a reperti finora mai esposti in pubblico, l’evoluzione delle civiltà preistoriche, dall’antica città di Spina all’età romana, nonché l’origine del centro di Comacchio. I reperti, in buona parte restaurati per l’occasione, sono valorizzati da innovativi ausili digitali che creano percorsi visivi, uditivi e anche olfattivi di sicuro impatto per i visitatori. “Di particolare rilievo”, sottolineano gli organizzatori, “le sezioni dedicate alla città etrusca di Spina, con gli oggetti provenienti dall’abitato e i ricchi corredi delle tombe, al mondo romano, alla nascita di Comacchio nell’alto medioevo come emporio commerciale e sede vescovile. Nel museo è stato trasferito, con un nuovo suggestivo allestimento, il prezioso carico della nave romana di Comacchio, un’autentica Pompei del mare che è uno spaccato del mondo globalizzato dell’impero romano”. Il museo del Delta Antico rientra nel Protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Comacchio e il Mann (museo Archeologico nazionale di Napoli), che prevede un impegno alla reciproca promozione tra i due musei cittadini, allo scambio di reperti per la realizzazione di esposizioni, alla condivisione di esperienze e pratiche virtuose in ambito scientifico e nella gestione di strutture museali, inaugurando di fatto un nuovo modello virtuoso di collaborazione tra grandi musei e piccole realtà espositive come Comacchio, importante per lo studio degli equilibri europei in tempi in cui le vie mediterranee di contatto e commercio non si erano interrotte come si pensava.

La famosa stele degli Attili tra i 2mila reperti esposti nel nuovo museo del Delta antico

La nave di età augustea, l’eccezionale ritrovamento di Valle Ponti a Comacchio

Breve visita guidata. Apre il percorso la sezione dedicata al territorio che studia i cambiamenti dell’ambiente del delta nel corso dei millenni, dalla formazione della pianura padana sino ai giorni nostri, caratterizzati da cicli alterni di glaciazioni e di invasioni marine, ambienti diversissimi dalle praterie alle tundre, alle foreste, alle lagune, sino all’insediamento umano e alle modificazioni naturali e artificiali dell’ambiente in epoca storica. Segue la sezione dell’età del Bronzo finale e primo Ferro espone i rinvenimenti archeologici più antichi della zona, che evidenziano insediamenti umani e reperti simili a quelli di Frattesina (Rovigo), centro ben conosciuto per i commerci tra il Mediterraneo e l’Europa continentale in quest’epoca, che precede in questo ruolo Adria e Spina. A questi tempi remoti nell’immaginario greco risale il mito della caduta di Fetonte nell’antico Eridano e della ricerca dell’ambra. Il percorso porta poi a scoprire l’età arcaica e classica, caratterizzata dalla vicenda della città etrusca di Spina, porto commerciale e avamposto etrusco per il commercio verso l’Oriente mediterraneo. Interessanti i rapporti di Spina con Atene e la civiltà greca e con le popolazioni etrusche, venete, celtiche. E si arriva all’età romana quando l’area deltizia entra nell’orbita di Ravenna, sede della flotta imperiale adriatica. Una terra di produzioni agricole e industriali, di allevamento del pesce e produzione del sale, e ancora una volta centro fondamentale di collegamento via acqua e terra tra Roma e il nord Italia, l’Adriatico e le regioni balcaniche. È in questa sezione che incontriamo la nave romana, eccezionale ritrovamento a Valle Ponti, testimonianza dell’epoca di Augusto e del mondo globalizzato di Roma. Chiude il percorso museale l’età tardo medievale che vede sorgere una serie di insediamenti lungo la costa nord adriatica, protetti da fiumi e lagune, in una zona contesa tra Goti, Bizantini e Longobardi.

Una sala del nuovo museo del Delta antico che apre a Comacchio il 25 marzo

L’invito per l’inaugurazione del museo del Delta antico

L’inaugurazione.  Appuntamento sabato 25 marzo 2017 alle 11 in piazzetta Trepponti a Comacchio per la presentazione ufficiale del museo Delta Antico, alla presenza del ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini , del sindaco Marco Fabbri, dell’assessore alla cultura Alice Carli, e del vice presidente Fai Marco Magnifico. Alle 12 all’Ospedale degli Infermi, l’inaugurazione del museo, con il taglio del nastro e la benedizione dell’arcivescovo di Ferrara mons. Luigi Negri. Alle 19, davanti all’Ospedale degli Infermi, spettacolo piro-teatrale “Pioggia di fuoco” curato da Made Eventi. Infine sabato 25 e domenica 26, alcuni degli spazi più suggestivi del centro storico di Comacchio si trasformano in un vero palcoscenico in stile antica Roma, grazie alle scenografie dell’associazione archeologica Sperimentale Legio I Italica di Villadose (Rovigo): l’arena di Palazzo Bellini ospita un accampamento di legionari, l’antica pescheria una sorta di antica cucina, mentre sulla piazzetta Trepponti lo spazio per esibizioni di combattimento tra gladiatori. In occasione delle Giornate Fai di primavera, il museo Delta Antico è visitabile gratuitamente, con ingressi di gruppi di 20 persone ogni 15 minuti, con accompagnamento di una guida. La struttura sarà aperta sabato 12-18.30 e 20-24. Domenica invece, l’orario sarà continuato, dalle 10 alle 22. I residenti del Comune di Comacchio potranno accedere al museo del Delta Antico gratuitamente fino a fine aprile. Sarà necessario presentarsi alla biglietteria con un documento valido di identità.

Giornate Fai di Primavera, i tesori nascosti dei musei archeologici del Veneto: dalla barca romana di Loreo mai vista alle stanze medievali del castello di Este

fai_giornate_di_primavera_2014Tesori nascosti o preclusi come una barca romana o una domus o ambienti di un palazzo medievale: ma sabato 22 e domenica 23 marzo, in occasione delle Giornate FAI di primavera saranno accessibili grazie alle iniziative di alcuni musei archeologici nazionali del Veneto.

Lo scavo della barca romana di Corte Cavanella a Loreo in Polesine

Lo scavo della barca romana di Corte Cavanella a Loreo in Polesine

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI ADRIA  Il museo Archeologico nazionale di Adria apre alla visita del pubblico i magazzini collocati nell’interrato, di consueto dedicati agli studiosi e al personale tecnico-scientifico. Sarà possibile vedere, per la prima volta, la barca romana scoperta a Corte Cavanella di Loreo negli anni 80. L’insediamento romano di Corte Cavanella si estende su una superficie di oltre 6mila mq. sulla riva destra dell’Adige: presenta una abitazione e una darsena per ricovero di barche collegata a nord a un antico alveo dell’Adige. Negli scavi del 1983 e del 1985 furono recuperate due barche lignee romane, destinate alla navigazione endolagunare, oltre a ceramica, vetri, lucerne e monete. Probabilmente per gran parte della frequentazione del sito, per tutto l’Impero Romano, Corte Cavanella fu stazione di posta lungo la via diretta a nord con il nome di mansio Fossis. Il 22 marzo le visite, guidate dal direttore, Giovanna Gambacurta inizieranno alle 14.30, mentre il 23 marzo si svolgeranno tra le 9 e le 12 e dalle 14.30 alle 18. Per tutti i visitatori sarà possibile effettuare una visita guidata anche alle sale espositive del Museo. L’ingresso sarà gratuito per tutti i partecipanti all’evento.

Il tesoretto al museo archeologico di Fratta Polesine

Il tesoretto al museo archeologico di Fratta Polesine

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FRATTA POLESINE Il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine aderisce alle Giornate del FAI 2014, proponendo l’evento “Staff only” per domenica 23 marzo 2014. In questa occasione il Museo aprirà al pubblico i propri magazzini, abitualmente a disposizione solo del personale e degli studiosi, offrendo ai visitatori un originale percorso tra gli scaffali, attraverso le storie dei materiali archeologici non ancora esposti, in attesa di essere restaurati e studiati. Sono previste due visite guidate pomeridiane alle 15.30 e alle 17.

Stanza medievale con focolare sotto il museo archeologico di Este

Stanza medievale con focolare nell’area archeologica sotterranea del museo archeologico di Este

MUSEO NAZIONALE ATESTINO Il museo nazionale Atestino, in concomitanza con le Giornate FAI di Primavera 2014, ha predisposto l’apertura straordinaria dell’area archeologica di età medievale e rinascimentale ubicata nei sotterranei dell’ala nord di palazzo Mocenigo, sede del Museo. Sarà l’occasione per visitare due ambienti comunicanti tra di loro, dove sono conservate strutture pertinenti  all’uso di Palazzo Mocenigo come dimora residenziale, nonché resti murati di età medievale-rinascimentale connessi con la storia di Este tra XII e XIV secolo. Nel pomeriggio di sabato 22 marzo (con orario 15 – 18) e domenica 23 marzo (con orario 10 – 12 e 15 – 18) saranno effettate visite guidate gratuite ai sotterranei della durata di 30 minuti con punto d’incontro presso l’atrio del Museo, fino ad esaurimento dei posti disponibili. A partire dalle ore 14.30 di sabato 22 marzo e per tutta la giornata di domenica 23 marzo, pure l’ingresso al Museo sarà gratuito. Considerato che l’accesso all’area archeologica prevede gruppi di 10 persone, sarà data precedenza a coloro che prenoteranno la visita telefonando allo 0429.2085.

Un mosaico della Domus dei Signini a Concordia

Un mosaico della Domus dei Signini a Concordia

MUSEO NAZIONALE CONCORDIESE DI PORTOGRUARO Ore 10.30: Iulia Concordia nell’età dell’oro, conferenza di Federica Rinaldi (direttore museo nazionale Concordiese di Portogruaro). A seguire: apertura straordinaria della Domus dei Signini (Concordia Sagittaria, via dei Pozzi romani: l’area comprende i resti di tre domus di epoca romana, la cui edificazione avviene in quattro fasi. Alla prima fase, in età augustea, risalgono un cortile con pavimento in tessere fittili sul quale si aprivano alcuni ambienti, tutti pavimentati con cementizio di malta a fondo bianco o rosso, con inserti di tessere musive – il cosiddetto opus signinum, da cui il nome della casa – e pannello in mosaico bianco e nero, collocato nella originaria posizione della mensa), con visite guidate fino alle 18 da parte degli Apprendisti Ciceroni®; dalle 10 alle 18, visite guidate ai reperti dell’età dell’oro dell’imperatore Augusto e della sua famiglia al museo nazionale Concordiese di Portogruaro. Ingresso gratuito per tutta la giornata.