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Roma. Una app del parco archeologico del Colosseo permette di guardare le rovine e i monumenti dell’Urbe con gli occhi di Giambattista Piranesi a 300 anni dalla sua nascita

Uno sguardo sul passato, inciso per sempre e ‘vivo’ attraverso una app. È lo sguardo di Giambattista Piranesi sulle rovine e i monumenti dell’Urbe che oggi rivive grazie alla nuova app del Parco archeologico del Colosseo. Un viaggio nel tempo che conduce gli utenti nel cuore della Roma del Settecento, lungo un itinerario per molti familiare ma sempre ricco di sorprese e particolari da scoprire o riscoprire. Alle vedute d’epoca sono state affiancate le immagini dello stato attuale dei luoghi, appositamente realizzate, per consentire il confronto anche a chi si trovi lontano e non possa raggiungere il PArCo. Si può scaricare la app al link https://parcocolosseo.it/percorsi/il-parco-di-piranesi/ e iniziare a viaggiare nel tempo. La app #IlPArCodiPiranesi è realizzata in collaborazione con l’Istituto centrale per la grafica e con il contributo di Q8italia per celebrare i 300 anni dalla nascita di Piranesi.

La mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) arriva su SkyArte in prima visione il 1° luglio

La mostra “La reinterpretazione del classico” al m.a.x. museo di Chiasso (foto max museo)

chiasso_m.a.x.-museo_logoLa mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica”
al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) fino a domenica 12 settembre 2021 arriva su SkyArte. Il canale SkyArt ARTBOX presenterà infatti il video dedicato alla mostra, in prima visione, giovedì 1° luglio 2021 alle 20.45, con repliche venerdì 2 luglio 2021, alle 12; lunedì 5 luglio 2021, alle 11.15; martedì 6 luglio 2021, alle 12.30. Il filmato può essere visto anche nella sala video del m.a.x. museo e sui canali social di 3D Produzioni (clicca qui per il canale FB di 3D produzioni).

Veduta del Foro romano in una stampa Luigi Rossini (foto centro culturale chiasso)
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Testa di atleta ispirata ai modelli del V sec. a.C. conservata al museo Archeologico di Napoli ed esposta al m.a.x. di Chiasso (foto mann)

La mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’Antico nel Settecento e nell’Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico. Nelle sale del m.a.x. museo è possibile ammirare quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. Sono esposte, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e molte vedute, fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy, di Johann Jakob Wetzel, e paesaggi delle città europee mete del Grand Tour. In ogni sala è inoltre presente un’opera con la funzione di “focus on” tematico, in linea con il filo conduttore dell’esposizione e in dialogo con ciò che è esposto: quattro pregevoli opere archeologiche sono arrivate dal museo Archeologico nazionale di Napoli, ossia una coppia di candelabri realizzata dalla bottega Piranesi nella consueta modalità di pastiches (1784 ca.), una testa di Atleta ispirata a modelli del V sec. a.C. e una testa di Apollo in riposo che fa riferimento alla cerchia prassitelica rielaborata in età romana (del 340 a.C. ca.), il tutto in marmo. Presente inoltre un Polyorama Panoptique da viaggio di Alexandre Depoletti del 1850 c., Collezione Museo Nazionale del Cinema. Esposta in bacheca vi è inoltre una raccolta di incisioni di Luigi Rossini, resa sfogliabile in formato digitale, con un sistema No-Touch.

Il Polyorama Panoptique conservato al museo nazionale del Cinema di Torino ed esposto al m.a.x. museo di Chiasso (foto m.a.x. museo)

Dopo il museo Archeologico nazionale di Napoli, anche il museo nazionale del Cinema di Torino ha arricchito la mostra al m.a.x. museo prestando il Polyorama Panoptique, “scatola ottica” realizzata attorno al 1850 da Alexandre Depoletti, con 10 vedute di Roma. Il polyorama, che si diffuse a Parigi verso la metà dell’Ottocento, ha rappresentato una innovazione importante, perché ha permesso a tutti coloro che non avevano i mezzi per effettuare il Grand Tour di potersi emozionare ammirando le grandiose vestigia dell’epoca classica e non solo, attraverso una scatola ottica. Quest’opera è collocata nella sala 4, dedicata a “I luoghi della memoria del classico e l’apertura alla veduta romantica e al panorama”, e costituisce il quarto “focus on” tematico della mostra.

A tre mesi dall’apertura al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) della mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica”, presentazione pubblica ufficiale dell’esposizione con quasi duecento incisioni che raccontano la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento, insieme ad alcune opere del Mann

La locandina della mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) fino al 12 settembre 2021

chiasso_m.a.x.-museo_logoA tre mesi dall’apertura della mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” al m.a.x. museo del Centro culturale di Chiasso (Svizzera), dove rimarrà aperta fino al 12 settembre 2021, è in programma la presentazione pubblica dell’esposizione. Appuntamento allo Spazio Officina domenica 6 giugno 2021, alle 17.30. Si tratta di un momento di incontro con il pubblico alla presenza dei co-curatori, delle autorità e delle personalità coinvolte nel progetto di mostra, con brevi interventi a cui seguirà l’apertura gratuita del m.a.x. museo dalle 19 alle 21. I posti sono limitati a 100 persone sedute, in base alle norme COVID; l’iscrizione è obbligatoria, scrivendo all’indirizzo eventi@maxmuseo.ch e indicando nome, cognome, cellulare e codice postale. Saranno presenti Mauro Massoni, console generale d’Italia a Lugano e ministro plenipotenziario; Davide Dosi, vicesindaco e capodicastero Attività culturali Chiasso; Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Susanne Bieri, storica dell’arte e co-curatrice della mostra, biblioteca nazionale svizzera; Berna Michele Amadò, segretario AdA, associazione Avvenire dell’Antico; Pierluigi Panza, storico e critico d’arte, Politecnico di Milano.

La mostra “La reinterpretazione del classico” al m.a.x. museo di Chiasso (foto max museo)

L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica storica”, ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico. Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti in cui vennero unite per la prima volta – a corredo della parte scritta – le incisioni, che raffiguravano opere classiche delle Collezioni romane con l’intento di illustrare l’antico. Il passo da Winckelmann a Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano a Roma trovò la fonte dell’antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. La diffusione delle incisioni “in folio” contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour con splendide vedute che ricordavano ai viaggiatori i luoghi attraversati e inoltre li aiutavano a identificare i monumenti descritti nelle guide. Si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni romantiche del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, con un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti.

Veduta del Foro romano in una stampa Luigi Rossini (foto centro culturale chiasso)
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Testa di atleta ispirata ai modelli del V sec. a.C. conservata al museo Archeologico di Napoli ed esposta al m.a.x. di Chiasso (foto mann)

Nelle sale del m.a.x. museo è possibile ammirare quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. Sono esposte, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e molte vedute, fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy, di Johann Jakob Wetzel, e paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, affiancati ad alcuni pregevoli reperti archeologici (monete, medaglie e marmi). Esposta in bacheca vi è inoltre una raccolta di incisioni di Luigi Rossini, resa sfogliabile in formato digitale, con un sistema No-Touch. Nel percorso, anche alcune opere provenienti dal Mann: una coppia di candelabri realizzata dalla bottega Piranesi nella consueta modalità di pastiches (1784 ca.), una testa di Atleta ispirata a modelli del V sec. a.C. ed una testa di Apollo (340 a.C.).

Napoli. Secondo appuntamento social “I Gladiatori ti aspettano al Mann”: mentre il museo Archeologico nazionale si prepara a riaprire mercoledì 28, l’archeologa Laura Forte, coordinatrice della mostra, ci illustra il ceppo di punizione dei gladiatori

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Secondo appuntamento con “I Gladiatori ti aspettano al Mann”. E mentre il museo Archeologico nazionale di Napoli si prepara a riaprire mercoledì 28 aprile 2021, Laura Forte, funzionario archeologo e coordinatrice dell’esposizione, ci fa scoprire il ceppo di punizione, manufatto in ferro proveniente dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei ed appartenente alle collezioni del Mann.

“Questo manufatto in ferro – spiega Laura Forte – proviene dalla caserma dei gladiatori di Pompei, o meglio dal quadriportico dei teatri che sappiamo svolse le funzioni di caserma dei gladiatori dopo il terremoto del 62 d.C. Su questo manufatto abbiamo molti dati. Dai diari di scavo siamo a conoscenza del fatto che fu scoperto nel dicembre del 1766 e fu trovato in un ambiente della caserma insieme ad altri reperti piuttosto interessanti, cioè quattro scheletri, quattro elmi, dei gambali e dei frammenti di baltei che erano dei cinturoni. È un manufatto veramente particolare: era fatto per legarvi i piedi, era un ceppo di contenimento, era forse usato proprio a titolo punitivo dei gladiatori stessi in circostanze che purtroppo non ci sono note. Abbiamo un disegno, riprodotto in mostra su scala più ampia, di Giovanni Battista Piranesi che cerca di contestualizzare il manufatto nel suo ambiente di rinvenimento: una visione ideale ma tutto sommato anche un po’ realistica, perché probabilmente grazie ai colloqui che Piranesi ebbe con Camillo Paderni (illustratore, scavatore e curatore dell’Herculaneum Museum di Portici, presso la corte dei Borboni), e grazie al fatto che Piranesi probabilmente vide questi manufatti già nel museo di Portici nel 1770, è in grado di ricostruire l’ambiente con gli elmi che sono su una mensola in alto e quelli che furono trovati come scheletri sono appunto quattro personaggi che immagina legati al ceppo nella sua funzione. Questa riproduzione è ispirata a uno dei rari disegni di Piranesi giunti fino a noi, che si conserva a Berlino. Qui in mostra – conclude Forte – abbiamo voluto esporre questa riproduzione proprio per aiutarci a contestualizzare il manufatto”.

Al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) la mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica”, quasi duecento incisioni raccontano la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento

La locandina della mostra “La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” al m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) fino al 12 settembre 2021

chiasso_m.a.x.-museo_logo“La reinterpretazione del classico: dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica” è la nuova mostra proposta al m.a.x. museo del Centro culturale di Chiasso (Svizzera) dove rimarrà aperta fino al 12 settembre 2021. E, annunciano gli organizzatori, si potrà visitare anche il 19 marzo (festa in Canton Ticino), a Pasqua e Pasquetta, ma non il venerdì e il sabato santo. L’esposizione, a cura di Susanne Bieri e Nicoletta Ossanna Cavadini, ha potuto contare sulla sinergia con il museo Archeologico nazionale di Napoli, la biblioteca dell’Accademia di architettura USI di Mendrisio, la biblioteca cantonale di Lugano, l’associazione Avvenire dell’Antico (AdA) e una fitta rete di collezionisti privati. L’esposizione, che s’inserisce nel filone della “grafica storica”, ha l’obiettivo di presentare la produzione incisoria dell’antico nel Settecento e nell’Ottocento ripercorrendo il fenomeno storico della reinterpretazione e della fortuna critica del classico. Nella seconda metà del Settecento, la nascita del Neoclassicismo teorico portò alla riscoperta dello studio dell’Antico e dei monumenti classici. Winckelmann, considerato il padre della storia dell’arte moderna, pubblicò nel 1767 i Monumenti antichi inediti in cui vennero unite per la prima volta – a corredo della parte scritta – le incisioni, che raffiguravano opere classiche delle Collezioni romane con l’intento di illustrare l’antico. Il passo da Winckelmann a Piranesi è breve: il grande artista e incisore veneziano a Roma trovò la fonte dell’antico che gli permise di dare origine a incredibili e visionarie interpretazioni, con lo scopo dichiarato di stimolare l’immaginazione degli artisti contemporanei. La diffusione delle incisioni “in folio” contribuì molto a creare una documentazione di viaggio del Grand Tour con splendide vedute che ricordavano ai viaggiatori i luoghi attraversati e inoltre li aiutavano a identificare i monumenti descritti nelle guide. Si passa quindi all’apertura verso le prime espressioni romantiche del “Panorama” in cui è fondamentale la forma dell’illusionismo visivo, con un effetto di grande suggestione scenografica. La veduta romantica diventa così anche una fantasia di monumenti.

Veduta del Foro romano in una stampa Luigi Rossini (foto centro culturale chiasso)
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La mostra “La reinterpretazione del classico” al m.a.x. museo di Chiasso (foto max museo)

Nelle sale del m.a.x. museo è possibile ammirare quasi duecento incisioni all’acquaforte, a bulino e puntasecca di rara bellezza, stampe acquarellate, litografie e cromolitografie. Sono esposte, fra le altre, le incisioni volute da Johan Joachim Winckelmann per rappresentare l’antico, le stupende acqueforti di Giovanni Battista e Francesco Piranesi, le suggestive incisioni di Luigi Rossini e molte vedute, fra cui quelle di Nicolas-Marie-Joseph Chapuy, di Johann Jakob Wetzel, e paesaggi delle città europee mete del Grand Tour, affiancati ad alcuni pregevoli reperti archeologici (monete, medaglie e marmi). Esposta in bacheca vi è inoltre una raccolta di incisioni di Luigi Rossini, resa sfogliabile in formato digitale, con un sistema No-Touch.

Roma. Nel terzo centenario della nascita di Giambattista Piranesi il parco archeologico del Colosseo con l’ICG lancia l’App “Il PArCo di Piranesi”: viaggio virtuale tra le incisioni sulla Roma antica e i monumenti oggi

Veduta dell’Arco di Tito di Giambattista Piranesi presentata nell’App “Il PArCo di Piranesi”

Con le sue incisioni il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino divennero presto le icone per antonomasia dei monumenti di quella Roma non ancora del tutto sparita, così com’era vista e vissuta dai viaggiatori del Settecento, che stava per vivere la sua prima stagione dei grandi scavi archeologici. Stiamo parlando di Giambattista Piranesi (Mogliano Veneto 1720 – Roma 1778), architetto, incisore, archeologo, veneziano di nascita e romano d’adozione. Il conservarsi del fascino di una Roma antica alle soglie della modernità, prima all’avvento della tecnica fotografica, deve molto all’opera di Piranesi che trovò straordinaria diffusione e successo in tutto il mondo, grazie alla riproduzione seriale resa allora possibile dalla tecnica di stampa dell’acquaforte. In occasione del trecentenario della nascita di Piranesi, quindi, il parco archeologico del Colosseo, in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica e con il contributo della Kuwait Petroleum Italia, ha voluto realizzare un’applicazione per smartphone a cura di  Paolo Castellani e Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo) che consente l’esplorazione virtuale di un’ampia selezione delle vedute dedicate ai monumenti del PArCo, evidenziandone le particolarità grafiche e storiche con testi di approfondimento. Alle vedute d’epoca sono state affiancate le immagini dello stato attuale dei luoghi, appositamente realizzate, per consentire il confronto anche agli utenti interessati che non potranno recarsi sul posto.

La App “Il PArCo di Piranesi” è organizzata in modo tale che alle vedute d’epoca siano sempre affiancate le immagini dello stato attuale dei luoghi, appositamente realizzate, per consentire il confronto anche agli utenti che vogliano utilizzarla in modalità da remoto. Inoltre la App si compone di un’ampia gallery di immagini dei monumenti ritratti in altre epoche e da autori diversi e due accurati video-documentari di approfondimento, “L’acquaforte” e “Reprinting Piranesi”, realizzati dal PArCo presso la Stamperia dell’ICG e dedicati rispettivamente alla tecnica dell’acquaforte e alla ristampa, evento raro, di un’incisione della valle del Colosseo da una matrice originale in Piranesi. L’Applicazione, totalmente gratuita, è stata inoltre concepita per essere fruibile anche nella lingua dei segni LIS e per il pubblico non vedente grazie all’audio-lettura dell’intero apparato testuale.  L’App sarà disponibile negli store verso la metà del mese di dicembre.

Una pagina della App “Il PArCo di Piranesi” con in primo piano la Colonna Traiana

“La App è concepita sia come guida da utilizzare durante la visita nel PArCo, sia come viaggio nel tempo da vivere in qualsiasi parte del mondo ci si trovi con il proprio smartphone o tablet, modalità oggi imprescindibile in tempo di pandemia”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo e prosegue “Ci penserà il genio di Piranesi a condurre gli utenti lontani nel cuore della Roma del Settecento, lungo un itinerario per molti familiare ma sempre ricco di sorprese e particolari da scoprire o riscoprire”. Fondamentale è stata la collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica che, dal canto suo, ha un rapporto privilegiato con Piranesi, non solo perché conserva nelle proprie collezioni una delle principali raccolte di stampe dell’artista, ma soprattutto perché possiede tutte le matrici in rame incise da Giambattista (circa un migliaio), depositate nella Calcoteca più importante al mondo. In virtù di questa peculiarità l’ICG ha voluto rendere omaggio a Piranesi con la spettacolare mostra-evento “Giambattista Piranesi. Sognare il sogno impossibile”, a cura di Maria Cristina Misiti e Giovanna Scaloni, allestita nella sua sede del Palazzo Fontana di Trevi, inaugurata il 15 ottobre scorso. Il catalogo dell’esposizione sarà edito sul web come libro multimediale per il quale è previsto, unitamente agli interventi di studiosi e appassionati di Piranesi, un contributo del parco archeologico del Colosseo che ha elaborato il materiale iconografico fornito dall’Istituto per l’App, ricostruendo attraverso le immagini un percorso piranesiano all’interno di uno dei monumenti simbolo di Roma.

Roma. Chiudono per Dpcm i quattro siti del parco archeologico del Colosseo: Foro Romano, Palatino, Colosseo e Domus Aurea. Sospesa la mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana”, in programma dal 5 novembre. Resta aperto il sito web: dirette dai cantieri di restauro, nuove rubriche ed eventi speciali. Ecco il programma

“Chiudiamo temporaneamente le mostre, i musei e i nostri quattro siti: Foro Romano, Palatino, Colosseo e Domus Aurea. Ma il ‘quinto sito’ del Parco archeologico del Colosseo resta sempre aperto: continuiamo con le dirette dai cantieri di restauro, le nuove rubriche e gli eventi speciali”. Così la direzione del Parco archeologico del Colosseo ha annunciato il provvedimento adottato: “A seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio in vigore dal 5 novembre 2020 al 3 dicembre 2020 viene disposta la chiusura temporanea dei luoghi della cultura e la sospensione delle mostre in programma. Oltre alla chiusura temporanea – come detto – dei quattro siti, Foro Romano, Palatino, Colosseo e Domus Aurea, sono sospese le attività in corso relativamente alla mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana”, la cui inaugurazione era prevista proprio il 5 novembre 2020. Rimane aperto e attivo il ‘quinto sito’ del Parco archeologico del Colosseo, ovvero il sito web e tutto il comparto digitale online degli account social ufficiali (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) che continuerà a dialogare, interagire, costruire relazioni con il pubblico”.

Sempre attivo il sito web del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

Ricco e come sempre variegato il programma web in arrivo. Da segnare in agenda l’appuntamento con la Notte dei Musei del 14 novembre 2020: sarà l’occasione per entrare nel Colosseo in notturna, ascoltando il racconto dei quasi 2000 anni di storia del monumento icona mondiale. Nel trecentenario dalla nascita di Giambattista Piranesi sarà presentata la nuova App “Il PArCo di Piranesi” realizzata dal PArCo in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica e con il fondamentale contributo di Kuwait Petroleum Italia. L’APP celebra il famoso incisore e architetto che ha immortalato per sempre i monumenti e le vedute più emozionanti del nostro PArCo. Continueranno le consuete “Passeggiate nel PArCo“, con la rubrica “Abitare sul Palatino“, un approfondimento arricchito da immagini e video, dalla Casa Romuli – abitazione del mitico fondatore della città – fino alle signorili abitazioni delle famiglie aristocratiche che dal Rinascimento in poi occuparono il Colle.

L’home page della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” sul sito del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

La sospensione della mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” sarà limitata alla visita on-site: partirà infatti il racconto online della storia che ha legato le due città di Roma e Pompei attraverso gli elementi distintivi e caratteristici dei due centri, rintracciabili nelle relazioni economico-sociali e negli aspetti artistici e culturali, documentabili attraverso l’archeologia. Alcuni dei 100 reperti in mostra faranno da sfondo alla narrazione della specificità pompeiana prima e del suo allineamento all’Urbs poi. Continueranno le dirette Facebook del mercoledì mattina dai cantieri di restauro e manutenzione: il tempio di Vesta, l’Arco di Settimio Severo, il tempio di Venere e Roma, il Colosseo, ma anche lo straordinario patrimonio offerto dai pavimenti musivi e marmorei dell’area, tra cui il sectile di VI secolo d.C. della taberna della Basilica Emilia che sarà presentato in anteprima.

Andrea Carandini

L’archeologo prof. Andrea Carandini, presidente del Fai

Calendario delle pubblicazioni online (work in progress): 11 novembre 2020, ore 11, diretta Facebook dal cantiere del Tempio di Vesta (qui sopra nel video la seconda puntata, con la funzionaria archeologa del PArCo Giulia Giovanetti e Dimosthenis Kosmopoulos, archeologo e collaboratore del PArCo, che in diretta dal Foro Romano raccontano il cantiere di restauro del Tempio di Vesta); 11 novembre 2020 (tutti i mercoledì), ore 21, pillole dalla mostra “Pompei 79 d.C. Una storia romana” sulla pagina Facebook e sugli account Instagram e Twitter; 14 novembre 2020, Notte dei Musei, ore 21 sul canale YouTube e pagina Facebook; 17 novembre 2020 (tutti i martedì), “Abitare sul Palatino”, ore 21, rubrica sulla pagina Facebook e sugli account Instagram e Twitter; 18 novembre 2020, “Un giorno in cantiere al Colosseo”, maratona sulla pagina Facebook; 20 novembre 2020, avvio presentazione della nuova App “Il PArCo di Piranesi”, sulla pagina Facebook, sull’account Instagram e sul canale YouTube (ho aggiunto YouTube per via del video); 23 novembre 2020, Lezioni di archeologia del prof. Andrea Carandini, trasmesse sulla pagina Facebook, sull’account Instagram nella sezione IGTV e sul canale YouTube; 25 novembre 2020, ore 11, diretta Facebook dalla Basilica Emilia, presentazione del sectile della taberna VIII.