Cambio di governance al Grande Progetto Pompei: il generale dei carabinieri Giovanni Di Blasio subentra al generale Mauro Cipolletta che illustrerà i nuovi progetti di spesa per l’Unità Grande Pompei

Cambio di governance e nuovi progetti di spesa per l’Unità Grande Pompei. Il giorno 30 giugno 2021 il generale di divisione dei carabinieri Mauro Cipolletta terminerà il suo mandato da direttore generale del Grande Progetto Pompei – Unità Grande Pompei. Martedì 29 giugno 2021, alle 10, alla Casina Pacifico, sede storica della direzione generale di progetto, affacciata sull’ingresso di Porta Anfiteatro, il generale Cipolletta illustrerà l’attività dell’Unità Grande Pompei e le novità relative allo sviluppo del piano strategico, con particolare riguardo al programma di spesa recentemente autorizzato dal ministero della Cultura. All’incontro, oltre al direttore dei musei Massimo Osanna e al direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel, sarà presente, per l’autorità di gestione, l’ing. Angelantonio Orlando, dirigente del servizio V “contratti e attuazione programmi” del segretariato generale del ministero della Cultura. Con l’occasione il gen. Cipolletta presenterà il suo successore, quale direttore generale di progetto, il generale di brigata dei carabinieri Giovanni Di Blasio, che da qualche mese già svolge l’incarico di vice direttore del Grande Progetto Pompei – Unità Grande Pompei.
Parco archeologico di Pompei: il direttore Zuchtriegel annuncia la riapertura del parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino


Veduta aerea delle capanne del parco Archeologico Naturalistico di Longola a Poggiomarino (foto parco archeologico di pompei)
Sabato 26 giugno 2021 riapre il parco Archeologico Naturalistico di Longola. Lo annunciano il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel e il sindaco del Comune di Poggiomarino, Maurizio Falanga. Il parco Archeologico Naturalistico di Longola è stato realizzato dal Comune di Poggiomarino con la direzione scientifica del parco Archeologico di Pompei. Accoglie il villaggio fluviale di età protostorica, principale scoperta di epoca pre-romana avvenuta nella valle del Sarno, situato una decina di chilometri verso l’interno rispetto a Pompei. Il sito fu scoperto casualmente nel 2000, durante i lavori per la realizzazione dell’impianto di depurazione di Poggiomarino-Striano. Lo scavo condotto dall’allora soprintendenza Archeologica di Pompei ha permesso di mettere in luce un insediamento cresciuto in ambiente umido, ai margini del Sarno, frequentato sin dalla età del Bronzo (XV-XIV sec. a.C.) ma con un’importante fioritura economica fra l’età del Ferro e l’età Arcaica, unico per l’Italia meridionale.
Tre frammenti di affreschi parietali trafugati dalle ville di Stabia e altrettanti dalla villa suburbana di Civita Giuliana, recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, saranno restituiti al parco archeologico di Pompei: cerimonia di consegna al museo Archeologico “Libero d’Orsi” di Castellammare

Tre frammenti di affreschi parietali del I sec. d.C. provenienti dalle Ville di Stabia, recuperati grazie all’azione del comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, saranno restituiti al parco archeologico di Pompei, martedì 18 maggio 2021 alle 14, con consegna al museo Archeologico “Libero D’Orsi” di Castellammare di Stabia (Na). Alla cerimonia ufficiale interverranno Massimo Osanna, direttore generale dei Musei – Ministero della Cultura; Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Gaetano Cimmino, sindaco della Città di Castellammare di Stabia; Laura Pedio, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano; Roberto Riccardi, generale di Brigata, comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Saranno presenti le responsabili della Reggia di Quisisana, Maria Rispoli, e delle Ville di Stabia, Silvia Bertesago. Nella stessa circostanza, inoltre, alla presenza di Nunzio Fragliasso, procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata (Na); Pierpaolo Filippelli, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata (Na), saranno restituiti altri tre frammenti di affresco (I secolo d.C.) asportati dalla villa suburbana di Civita Giuliana, fuori le mura di Pompei.
Torre Annunziata. Il direttore del parco archeologico di Pompei riapre l’area archeologica di Oplontis e annuncia al sindaco nuovi scavi, nuovi percorsi e la connessione tra gli Scavi e lo Spolettificio dell’Esercito


Il sindaco di Torre Annunziata Vincenzo Ascione e il direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel negli scavi di Oplontis (foto parco archeologico di Pompei)
Riaperti il 3 maggio 2021, come annunciato, gli Scavi di Oplontis a Torre Annunziata (Na) alla presenza del direttore generale del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e del sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione- “Stiamo riponendo molta attenzione per i siti del territorio. Ci sarà molto da fare”, è stato il commento del direttore Zuchtriegel. “Sono grato al sindaco. Abbiamo già avuto un primo incontro per lavorare insieme sui nuovi scavi, i nuovi percorsi e la connessione tra gli Scavi e lo Spolettificio dell’Esercito di Torre Annunziata”.
“Siamo in contatto sia con il Demanio sia con l’Esercito per ampliare l’area degli scavi, ma anche per creare spazi per depositi, spazi museali, laboratori per scuole, bambini ragazzi che vogliano creare qua”, ha spiegato Zuchtriegel. “Dunque c’è molta attenzione per questo territorio, per il patrimonio assolutamente importante. Quindi nei prossimi anni ci sarà molto da fare. Sono grato al sindaco, col quale ho già avuto un primo incontro, perché lavoriamo insieme: è essenziale la collaborazione con gli enti locali, visto che sono previsti anche nuovi scavi, nuovi percorsi, una connessione tra questa l’area archeologica e lo Spolettificio dell’Esercito”. E il sindaco Ascione: “Siamo chiaramente contenti della riapertura degli Scavi. Abbiamo puntato buona parte del nostro sviluppo proprio sulla valorizzazione della risorsa archeologica. Ritengo pure che il ragionamento sia da fare come comprensorio, perché non è solo la città di Torre Annunziata ma siamo tante città che hanno puntato su questo tipo di sviluppo. Noi abbiamo parlato di turismi perché abbiamo il Vesuvio, abbiamo il mare, abbiamo l’archeologia, abbiamo veramente una serie di potenzialità che vanno tutte sviluppate. Quindi grazie al direttore Zuchtriegel per essere qui a riaprire questo nostro sito e ringrazio soprattutto tutta l’organizzazione che spero in maniera incisiva ed efficace possa realizzare i progetti che sono già previsti per questo sito. Non solo del collegamento con lo Spolettificio dell’Esercito ma anche con la villa B che purtroppo è ancora chiusa al pubblico”. Zuchtriegel ha tranquillizzato il sindaco: “Anche per questo collegamento c’è già una progettualità, perché la Villa B è molto interessante perché dà un’altra visione dell’aspetto dell’insediamento antico di Torre Annunziata-Oplontis e quindi va assolutamente valorizzata insieme alla villa A, ma vorremmo raccontare appunto ai visitatori il territorio come era organizzato, che non c’era solo il sito di Pompei, ma intorno tutto un paesaggio rurale di ville di ozio, di ville rustiche e di piccoli insediamenti, piccoli e meno piccoli, che facevano parte di un paesaggio mediterraneo connesso con molte altre parti dell’impero. E quindi credo che in questa prospettiva Oplontis può dire molto anche in termini di valorizzazione, di racconto della storia di questo periodo”.
Pompei. Primo giorno ufficiale per il neo direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel


Cittadino italiano: Gabriel Zuchtriegel, all’epoca direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, giura davanti al sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri
Primo giorno ufficiale a Pompei per il neo direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, nominato il 20 febbraio 2021 dal ministro della Cultura Dario Franceschini, in successione a Massimo Osanna, attuale direttore generale dei Musei statali. La sua nomina è stata controfirmata ieri dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Il nuovo direttore è stato scelto tra i 44 candidati, di cui 10 di origine straniera, che si sono sottoposti al vaglio della Commissione presieduta da Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale e attualmente ministro della Giustizia. Al termine della selezione, conclusa con i colloqui dei dieci candidati della short list, tenutisi il 10 e 11 febbraio 2021, la commissione ha individuato la terna dei candidati sottoposta al ministro, tra i quali è stato nominato il nuovo direttore che ha preso servizio giovedì 8 aprile 2021. Gabriel Zuchtriegel, nato nel 1981 a Weingarten, in Germania ha studiato archeologia classica, preistoria e filologia greca a Berlino, Roma e Bonn, dove nel 2010 ha concluso un dottorato di ricerca sul sito laziale di Gabii nei pressi di Roma. È stato borsista dell’Istituto Archeologico Germanico e della Fondazione Alexander von Humboldt, che nel 2012 l’ha portato all’università della Basilicata (Matera) per un progetto di ricerca triennale sulla colonizzazione greca lungo la costa Ionica. Ha insegnato negli atenei di Bonn, Matera, Napoli “Federico II” ed è autore di numerosi articoli e monografie, tra cui “Colonization and Subalternity in Classical Greece”, Cambridge University Press 2018. Nel 2019, gli è stato riconosciuto il premio di Ravenna Festival. Nel 2015, ha collaborato nel “Grande Progetto Pompei” quale membro della Segreteria tecnica di progettazione. Da novembre 2015 ha diretto il parco archeologico di Paestum, al quale nel 2020 si è aggiunto il sito di Velia, ambedue iscritti nella lista del patrimonio UNESCO. Zuchtriegel, che è sposato e ha due figli, dal 2020 è anche cittadino italiano.
Paestum. Il museo Archeologico nazionale è “autism friendly”: confermato anche per il 2021 le visite gratuite inclusive “Un tuffo nel Blu”


Il museo di Paestum è autism fiendly
A Paestum si celebra la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo 2021 con la conferma delle visite gratuite inclusive “Un Tuffo nel Blu” per tutto il 2021. Il progetto, nato nel 2018, è stato ideato e realizzato dall’associazione Cilento4all-Il Tulipano Art Friendly in collaborazione con il Parco archeologico di Paestum e Velia: si tratta di percorsi di fruizione museale aperti a bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico o con disabilità cognitiva e alle loro famiglie, associazioni, contesti scolastici. Mentre la pandemia globale continua per il secondo anno consecutivo, il Parco archeologico di Paestum e Velia ribadisce la sua funzione sociale e accoglie l’esigenza di queste categorie speciali di utenti inserendo nella propria offerta museale le visite nel museo di Paestum, fruibili non appena i luoghi della cultura saranno nuovamente aperti. Con il percorso “Un Tuffo nel Blu” il Parco archeologico di Paestum è Velia è diventato un sito culturale autism friendly e ha consentito fino ad oggi ad oltre ottanta minori, unitamente ai loro familiari e compagni di classe, di poter fruire in modo personalizzato ed individualizzato del museo come ambiente di apprendimento e di benessere.
“Quando abbiamo riaperto il 18 maggio dell’anno scorso, dopo il primo lockdown del 2020”, ricorda Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, “Un tuffo nel blu è stato il primo progetto che abbiamo riavviato, proprio lo stesso giorno della riapertura del sito al pubblico. Per persone con autismo, soprattutto giovani e bambini, e per le loro famiglie, l’emergenza sanitaria è tutt’altro che facile da gestire e hanno tutto il mio rispetto e la mia ammirazione per quello che affrontano in questi tempi. Vogliamo rinnovare il nostro impegno con l’edizione di Un tuffo nel blu nel 2021, ricordando che non si tratta di un progetto per persone con autismo, ma di un progetto inclusivo per tutti, e dunque anche per persone con autismo. Il nostro motto è che ‘disabili’ non sono le persone, ma casomai le istituzioni che non riescono a far sentire tutti a loro agio”. E Giovanni Minucci, coordinatore di Cilento4all\Tulipano art friendly, commenta: “Non appena verranno riaperti i musei, avremo una nuova occasione per sperimentare nuovi percorsi inclusivi di fruizione e di attività laboratoriali anche attraverso l’uso delle tecnologie digitali”. Nell’attesa della riapertura, il Parco offre progetti di didattica a distanza gratuiti per studenti di tutte le età. Per informazioni e prenotazioni: http://www.museopaestum.beniculturali.it/didattica-al-parco/
Velia. Concluso l’intervento di manutenzione sul teatro greco-romano. Il direttore Zuchtriegel: “Ora è accessibile al pubblico”. Il direttore generale dei musei Massimo Osanna in visita: “Risultato molto positivo”


Il teatro greco-romano di Velia prima dei lavori di manutenzione (2020) (foto pa-paeve)
Il teatro greco-romano di Velia è di nuovo accessibile al pubblico. Si è concluso infatti un intervento di manutenzione straordinaria sull’antico teatro di Elea-Velia, che non solo doveva garantire la tutela del monumento, ma anche renderlo finalmente accessibile ai visitatori del sito archeologico che, da un anno, rientra nelle competenze del parco archeologico di Paestum e Velia. L’intervento, per un importo di 158mila euro, si era reso necessario per il degrado avanzato in cui versavano le integrazioni delle sedute dell’edificio teatrale già parzialmente ripristinate da un progetto di restauro di quasi vent’anni fa. Piante infestanti e infiltrazioni d’acqua minacciavano la tenuta dei blocchi originali che furono smontati negli anni ’80 del secolo scorso per realizzare degli scavi stratigrafici nell’area e per essere poi rimontati durante il restauro promosso dalla soprintendenza Archeologica di Salerno nel 2003. Grazie alla scelta di utilizzare un materiale diverso per le integrazioni moderne che ricalcano la sottostruttura in terra sulla quale appoggiavano i blocchi delle sedute, ora la cavea del teatro è accessibile al pubblico, cosa che il precedente intervento aveva escluso per motivi di sicurezza. Al tempo stesso, i lavori recenti hanno conservato le caratteristiche di reversibilità e riconoscibilità dell’intervento del 2003, seguendone le scelte anche nel colore delle parti integrate.
Il teatro di Velia nasce intorno al 400 a.C. sul versante sud-orientale dell’acropoli della città magno-greca in un’area precedentemente occupata da un quartiere abitativo. La realizzazione del primo impianto si inserisce in una complessa riorganizzazione degli spazi dell’acropoli con imponenti opere di terrazzamento funzionali oltre che alla costruzione del teatro, anche alla monumentalizzazione del santuario alle sue spalle, sede del tempio più grande della città, forse dedicato al culto di Athena. Successivamente il teatro subisce una serie di ristrutturazioni e ampliamenti, raggiungendo il suo massimo splendore in epoca imperiale, quando a Velia, a differenza di altri centri magno-greci come per esempio la vicina Paestum, la lingua greca è ancora parlata. L’ultima fase di vita dell’edificio teatrale cade nel III sec. d.C. Per la conoscenza e la valorizzazione dell’area dell’antica acropoli, il Parco ha varato un progetto di indagini stratigrafiche sull’altura dominata dal castello medievale e alle sue pendici. “Velia è una città unica nel contesto della Magna Grecia”, commenta il direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, Gabriel Zuchtriegel, “non solo per la sua storia che la lega ai focei originari dell’Asia Minore, ma anche per la sua importante tradizione filosofica e medica. Sul tema della medicina e del suo rapporto con gli antichi saperi mediterranei vogliamo organizzare una mostra per la quale abbiamo ricevuto un cofinanziamento dalla Regione Campania. Non vediamo l’ora di accogliere nuovamente i nostri visitatori che a Velia nell’estate scorsa sono raddoppiati rispetto agli anni precedenti, un trend che fa ben sperare per l’attesa ripresa del settore culturale e turistico nel Cilento”.


Le sedute del teatro greco-romano di Velia dopo il restauro del 2003 (foto pa-paeve)
“Abbiamo voluto rispettare il progetto promosso dall’allora soprintendente Giuliana Tocco”, spiega Zuchtriegel, “superando però l’impossibilità, che esisteva formalmente anche se è stata spesso disattesa, di far accedere le persone alla cavea. A tal fine abbiamo coinvolto anche un ingegnere strutturista che ha valutato la stabilità del monumento. Oggi tutti possono accedere alle sedute della cavea, ovviamente rispettando delle regole come succede in tutti i siti archeologici. La finalità non è solo quella di usare l’edificio antico per spettacoli teatrali, ma anche di far accedere visitatori singoli e famiglie a un monumento che, grazie al suo restauro, ci può far riscoprire la sorprendente acustica dei teatri antichi. Chi si mette al centro dell’orchestra, infatti, può raggiungere le ultime file anche a voce bassa e senza microfono: una cosa da provare con figli, amici e scolaresche quando si potrà nuovamente visitare il sito che attualmente è chiuso per via dell’emergenza pandemica. È un modo concreto per far capire la maestranza degli antichi architetti che nella progettazione dei teatri badavano più al suono che non all’impatto visivo, come insegna Vitruvio nel libro V del suo trattato sull’architettura”.

Tra i primi a vedere il teatro dopo la conclusione dei lavori è stato il direttore generale dei musei, Massimo Osanna: “Ho molto apprezzato il lavoro che l’équipe del parco archeologico di Paestum e Velia sta realizzando. Ho voluto visionare personalmente quanto fatto su questo monumento, anche dopo aver letto l’accurata relazione tecnica di Francesca Condò, funzionaria architetto della Direzione Generale Musei, che qualche settimana fa era venuta al Parco per un sopralluogo. Devo dire che il risultato finale mi sembra molto positivo anche in considerazione della storia travagliata del monumento che rende gli interventi di restauro e manutenzione particolarmente complessi. Come è noto il teatro è stato completamente scavato e poi ricostruito e l’intervento di manutenzione attuale va a migliorare una situazione che era di grande degrado”.





















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