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I satiri vendemmiatori protagonisti a Milano al quinto incontro di “Fuorimostra” di “Mito e Natura”: focus su un kyathos a figure nere del VI secolo a.C.

Kyathos a figure nere con scene di satiri vendemmiatori oggetto dell'incontro per Fuorimostra

Kyathos a figure nere con scene di satiri vendemmiatori oggetto del quinto incontro per Fuorimostra di “Mito e natura” a Milano

Satiri vendemmiatori tra tralci di vite: sono rappresentati su un vaso ceramico del VI secolo a.C., conservato al museo Poldi Pezzoli di Milano e ora temporaneamente esposto a Palazzo Reale di Milano nella mostra “Mito e natura. Dalla Grecia a Pompei”, che chiuderà il 16 gennaio. Proprio da questo prezioso reperto, un kyathos a figure nere, prende le mosse il quinto appuntamento per il “Fuorimostra” di “Mito e Natura”, incontri organizzati dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano, Palazzo Reale ed Electa. Inaugurato il 22 settembre propone 13 incontri dal titolo “Dalla mostra alla città” fino a dicembre 2015 aperti gratuitamente al pubblico. Specialisti ed esperti archeologi, con il coordinamento di Gemma Sena Chiesa, dialogano con il pubblico sui temi dell’arte tra mito e natura nel mondo greco e romano e dell’eredità botanica dell’antica Roma nella natura che ci circonda. Il progetto FuoriMostra si avvale anche di un canale di comunicazione web interamente animato da specializzandi in archeologia dell’Università Statale con la guida di Federica Giacobello: all’iniziativa collaborano sette archeo‐blogger che partendo dal loro lavoro e dalla passione che li motiva studiano con tenacia il passato guardando verso il futuro, divisi tra scavi archeologici e smartphone e tablet con cui raccontano la loro esperienza e la loro conoscenza professionale attraverso il blog (www.mostramitonatura.it/it/blog.html). L’appuntamento è dunque giovedí 5 novembre 2015, alle 18, al museo Poldi Pezzoli di Milano, su “Un vasetto greco e un collezionista illuminato”: introduce Annalisa Zanni, direttore del museo Poldi Pezzoli; interviene Maurizio Harari, università di Pavia. Due satiri vendemmianti, due “occhioni”, due cavalli alati, sono le singolari immagini riprodotte su di un kyathos, o attingitoio attico, dipinto nella tecnica delle figure nere. Ne parlerà Maurizio Harari in una conversazione che muove da una lettura letterale delle figure dipinte, più o meno direttamente pertinenti all’immaginario dionisiaco, mettendo poi in luce, anche in considerazione dell’uso di questa particolare e rara forma vascolare, una trama insospettata di significati e allusioni. Verrà così a confermarsi il ruolo di Dioniso, dio che c’è (e ci guarda) anche quando sembra invisibile.

“L’eredità botanica dell’antica Roma”: a FuoriMostra passeggiata culturale alla scoperta dei giardini delle ville romane

Il guardino di una villa romana in un affresco pompeiano in mostra a "Mito e natura" a Milano

Il guardino di una villa romana in un affresco pompeiano in mostra a “Mito e natura” a Milano

“L’eredità botanica dell’antica Roma” è il tema affrontato dal terzo incontro per il pubblico promosso dall’università di Milano per il “FuoriMostra” di “Mito e natura. Dalla Grecia a Pompei”, l’esposizione aperta fino al 10 gennaio 2016 al Palazzo Reale di Milano. Appuntamento martedì 20 ottobre 2015, alle 17.30, al museo civico di Storia naturale di Milano con Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale, che introduce Mami Azuma, conservatore del museo civico di Storia Naturale. Mami Azuma apre una finestra temporale sulla conoscenza botanica dall’antica Roma ai giorni nostri, a partire dalla riflessione sulle specie arboree riprodotte nelle opere in mostra a Milano come nelle pitture di giardino della sala Il giardino incantato. Il giardino delle ville romane, riparato dai venti e dalla curiosità dei vicini, era oggetto di una cura meticolosa. Crescevano con simmetria erbe e fiori: predominavano le rose, le viole, i gigli. Ovunque erano disseminate piccole opere d’arte, statue, colonne, lastre con rilievi. Il terreno intorno alla villa era adibito a hortus e si alternavano boschetti di piante di lusso, lauri, platani, pini, con aiuole e siepi tagliate geometricamente. Attraverso l’osservazione del paesaggio, lo studio dei ritrovamenti negli scavi archeologici, l’esame delle opere d’arte, la fonti letterarie, la storia di popoli e di culture è stato possibile riconoscere i materiali botanici, forestali e agricoli conosciuti tra Roma e Pompei. Una particolare attenzione è dedicata alla storia delle specie vegetali: il pesco, il castagno e l’esemplare caso del cipresso, con un’indagine sui metodi di utilizzo dei boschi e del legno.

Nella mostra "Mito e Natura" anfora con eroti vendemmianti

Nella mostra “Mito e Natura” anfora con eroti vendemmianti

Il FuoriMostra di Mito e Natura è organizzato dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con il Comune di Milano ‐ Cultura, Palazzo Reale ed Electa. Inaugurato il 22 settembre propone 13 incontri dal titolo Dalla mostra alla città fino a dicembre 2015 aperti gratuitamente al pubblico. Specialisti ed esperti archeologi, con il coordinamento di Gemma Sena Chiesa, dialogano con il pubblico sui temi dell’arte tra mito e natura nel mondo greco e romano e dell’eredità botanica dell’antica Roma nella natura che ci circonda. Il progetto FuoriMostra si avvale anche di un canale di comunicazione web interamente animato da specializzandi in archeologia dell’Università Statale con la guida di Federica Giacobello: all’iniziativa collaborano sette archeo‐blogger che partendo dal loro lavoro e dalla passione che li motiva studiano con tenacia il passato guardando verso il futuro, divisi tra scavi archeologici e smartphone e tablet con cui raccontano la loro esperienza e la loro conoscenza professionale attraverso il blog (http://www.mostramitonatura.it/it/blog.html).