Archivio tag | Fondazione Walton – Giardini La Mortella

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “Cultura, cittadinanza, partecipazione”, con Ledo Pato, Fabio Pagano e Benedetto Valentino, terzo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”

Giovedì 12 giugno 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), l’incontri “Cultura, cittadinanza, partecipazione”, terzo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dibattito a più voci dedicato al tema del rapporto tra cultura e cittadinanza, ed alla promozione di strategie culturali in grado di coinvolgere le comunità, rendendole partecipi della valorizzazione del patrimonio culturale e della sua fruizione, con Ledo Pato, esperto di politiche per i Beni culturali; Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei; Benedetto Valentino, giornalista. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra il dibattito sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. L’obiettivo è stimolare una riflessione sul concetto di cultura come fattore di coesione sociale in grado di invogliare i giovani, i cittadini e le associazioni culturali nella costruzione di comunità generative, operose. Il confronto partirà dalle tematiche presentate nel libro di Ledo Prato, “Cultura è cittadinanza. Esperienze, pratiche e futuri possibili” e si animerà con gli interventi del direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, e del giornalista ischitano Benedetto Valentino. Si affronterà il tema del rapporto fra cultura e politica, facendo riferimento a esperienze realizzate, all’esercizio del diritto alla formazione e alla cultura per tutti, ai processi culturali che generano cambiamenti attraverso la collaborazione, l’innovazione e la creatività. Una riflessione particolarmente necessaria in una realtà come Ischia, la cui ricca tradizione locale subisce il rischia di essere smarrita, perdendo la sua identità culturale e disperdendo le capacità creative delle nuove generazioni, fra l’overtourism e la “fuga dei cervelli”.

 

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “Il lascito della musica antica nello sviluppo della musica occidentale” con Massimo Raffa (università del Salento), secondo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”

Giovedì 29 maggio 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Il lascito della musica antica nello sviluppo della musica occidentale”, secondo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dedicato al tema dello sviluppo della musica occidentale a cura del prof. Massimo Raffa, ricercatore di Musicologia e Storia della Musica all’università del Salento. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, prenderà la parola il prof. Massimo Raffa. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30. Nonostante non sia più udibile e sia ridotta a poche diecine di frammenti, la musica greca antica ha funzionato, in diversi momenti della nostra storia musicale, come una sorta di reagente chimico che ha innescato cambiamenti e innovazioni. Ad esempio, la nascita del melodramma e poi alcune delle sue riforme più importanti, da Gluck a Wagner, si devono proprio al desiderio di restaurare l’antica musica ellenica, o almeno una certa immagine di essa, più o meno idealizzata. Ma il retaggio dell’esperienza musicale dei Greci è ben più profondo. Alcune idee fondamentali, come la distinzione tra suono e rumore, il concetto di melodia, il valore non solo emotivo, ma anche etico e politico dell’attività musicale, sono state formulate per la prima volta dai Greci e continuano a essere alla base del nostro modo di pensare la musica.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “L’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente” con Candida Felli (università di Firenze) e Ida Oggiano (Ispc-Cnr), primo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”

Giovedì 15 maggio 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), l’incontro “L’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente” con Candida Felli, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Firenze, e Ida Oggiano, dirigente di ricerca all’istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, primo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dedicato al tema all’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazioneranno la prof.ssa Candida Felli, dell’università di Firenze, con un intervento dal titolo “L’attività archeologica negli scenari di guerra del Medio Oriente” e la prof.ssa Ida Oggiano, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che illustrerà “Il patrimonio archeologico del Libano: realismo e utopia nella progettualità in un paese tormentato dal suo passato e dal suo presente”. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. L’area del Medio Oriente è da sempre protagonista di vicende che hanno avuto conseguenze nella storia dell’intero Mediterraneo. Queste terre, solo apparentemente lontane per noi, sono in realtà parte di un “Oriente” che è da sempre “vicino” e che rende ancora più attuali e coinvolgenti le tragiche vicende di guerra di cui sono oggi protagoniste. Ma che ruolo hanno le missioni archeologiche italiane che da molto tempo operano nella regione in scenari di guerra come quelli di Libano, Siria, Iraq? Cosa si intende per “diplomazia culturale” in rapporto ai Beni Culturali?

Ischia (Na). Al via l’edizione 2025 “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”: la quarta stagione propone riflessioni e approfondimenti tecnico-scientifici su tutela e valorizzazione dei beni culturali in Italia e all’Estero

A Forio, sull’isola d’Ischia (Na), ritorna il “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”, direttore scientifico Mariangela Catuogno. L’edizione 2025, quarta stagione del Progetto Kepos, propone una riflessione ed un approfondimento tecnico-scientifico sui temi della tutela e della valorizzazione dei beni culturali in Italia e all’Estero. Il primo appuntamento si svolgerà il 15 maggio 2025, ai Giardini La Mortella, alle 19, dedicato ad un tema attualissimo quale la tutela, la ricerca e la valorizzazione dei beni archeologici negli scenari di guerra e saranno gradite ospiti la prof.ssa Ida Oggiano e la prof.ssa Candida Felli, che lavorano in Medio Oriente. Ingresso libero dalle 18.30.

Nato per volere della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, il Progetto Kepos ha sempre avuto una particolare attenzione alla promozione e divulgazione del patrimonio culturale ischitano, pertanto quest’anno saranno presentate le recenti attività archeologiche e di studio nel sito di Mazzola e di S. Restituta accanto a quelle di restauro poste in essere dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli dei beni architettonici ischitani. Nel solco della tradizione dell’impegno da parte della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella rivolto alla conoscenza della tradizione storica del Giardino e della Musica, quest’anno, due appuntamenti saranno dedicati alla presentazione del giardino in epoca medievale e alla storia dei Giardini dei Papi, mentre continuerà il dialogo con la Musica antica iniziato l’anno scorso con l’approfondimento del lascito di quest’ultima alla produzione musicale successiva. Il Progetto Kepos ha nella sua mission l’obiettivo di sensibilizzare la comunità cui si rivolge sui temi della gestione e dell’impegno politico e sociale nei confronti dei beni culturali: un appuntamento sarà quindi rivolto al concetto di cittadinanza attiva e di sperimentazione nella valorizzazione dei beni culturali di esperienze pubbliche e private.

Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno, la conferenza “La tutela del patrimonio culturale per la conservazione dei valori identitari dell’isola d’Ischia” con Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, ottavo e ultimo appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_lacco-ameno_progetto-kepos_conferenza-tutela-del-patrimonio-culturale-dell-isola-d-ischia_nuzzo_locandinaVenerdì 8 novembre 2024, alle 16, al museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia (Na), si svolge l’ottavo e ultimo appuntamento del Progetto Kepos, organizzato dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, in cui interviene il soprintendente Mariano Nuzzo, SABAP per l’area metropolitana di Napoli, su “La tutela del patrimonio culturale per la conservazione dei valori identitari dell’isola d’Ischia”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, e del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, si svolgerà la conferenza del soprintendente Mariano Nuzzo. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Il compito istituzionale della Soprintendenza è la tutela e la conoscenza del patrimonio archeologico, storico-artistico, architettonico e paesaggistico, la dichiarazione del suo interesse, le attività di manutenzione e restauro o il controllo su tale attività svolta da terzi, l’attività di inventariazione e catalogazione dei Beni culturali, oltre ad una vasta attività di valorizzazione e di gestione svolta in accordo con enti pubblici o privati, collabora e promuove iniziative volte a favorire l’accesso del pubblico al patrimonio attraverso il Servizio Educativo, pubblicazioni e progetti. L’isola d’Ischia con il suo ricco patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico e la sua forte vocazione turistica impone strategie di tutela e di valorizzazione sempre più innovative alla luce degli eventi di natura geologica che hanno interessato l’isola nella consapevolezza che i valori identitari possano essere tutelati grazie alla sinergia tra gli enti e alla presenza di una comunità, che si senta erede e custode di questo straordinario patrimonio.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “I Giardini delle grani dinastie: dai Medici ai Borbone” con Alberta Campitelli, vicepresidente dell’associazione Parchi e Giardini d’Italia, settimo appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_progetto-kepos_conferenza-i-giardini-delle-grandi-dinastie_alberta-campitelli_locandinaGiovedì 10 ottobre 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini La Mortella di Forio (Ischia, Na), settimo appuntamento del Progetto Kepos, in cui interverrà la prof.ssa Alberta Campitelli, vicepresidente dell’associazione Parchi e Giardini d’Italia e presidente della commissione giudicatrice per il bando PNRR Restauro di Parchi e Giardini Storici sul tema dei Giardini Storici con una relazione dal titolo “I Giardini delle grani dinastie: dai Medici ai Borbone”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella si svolgerà la conferenza della prof.ssa Alberta Campitelli. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

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Il giardino della villa Medicea di Castello in Toscana (foto progetto kepos)

Il giardino, in tutti i tempi, è stato specchio del suo committente e per suo tramite sono stati veicolati i messaggi che si voleva giungessero alle comunità di riferimento. Il giardino era quindi la scena del potere, dove veniva presentata la personalità di chi lo aveva voluto, ma era anche simbolo della sua cultura, ricchezza e raffinatezza. Con il Rinascimento e l’affermarsi di potenti e ricche famiglie che dominavano i vari stati in cui era divisa la penisola, il giardino diventa uno status symbol, sia che fosse complemento di palazzi di città sia che fosse a decoro di residenze nel territorio. In questo secondo caso, alla bellezza e delizia del giardino situato nei pressi dell’edificio padronale, si accompagnava la tenuta agricola, fondamentale fonte di reddito.

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Il giardino della Reggia di Caserta (foto progetto kepos)

Questa impostazione accomuna i giardini voluti dai pontefici, dai re, dalle potenti dinastie quali i Medici, i Gonzaga, i d’Este, i Farnese, i Borbone, e da numerosi cardinali che ne facevano un mezzo per essere eletti al trono pontificio. Dalla seconda metà del XV secolo a tutto il XVIII secolo si assiste così, nelle diverse regioni, ad un proliferare di splendidi complessi che abbinano arte e natura, spesso opera di grandi artefici e che ancor oggi, in gran parte ancora conservati, ci documentano la cultura e il fascino di tempi passati.

Ischia (Na). A Villa Arbusto, sede del museo Archeologico di Pithecusae, la conferenza “Dal Levante ad Ischia: un Mediterraneo condiviso” con Ida Oggiano, dirigente di ricerca all’Ispc-CNR, sesto appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_lacco-ameno_villa-arbusto_archeologico_progetto-kepos-dal-levante-ad-ischia-un-mediterraneo-condiviso_oggiano_locandinaGiovedì 5 settembre 2024, alle 19.30, a Villa Arbusto sede del museo Archeologico di Pithecusae di Lacco Ameno, sesto appuntamento del progetto Kepos, organizzato dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella e dedicato alle fasi storiche più antiche dell’isola d’Ischia, e dedicato al mondo levantino e alle connessioni col mondo greco e con l’antica Pithekoussai, con la dirigente di ricerca all’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR, la prof.ssa Ida Oggiano, illustrerà il tema con la relazione “Dal Levante ad Ischia, un Mediterraneo condiviso”. Dopo i saluti del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale e di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, interverrà la prof.ssa Ida Oggiano. L’incontro sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 19.

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Corredo della tomba 545 dalla necropoli di Pithekoussai al museo Archeologico di Pithecusae: presenti un unguentario fenicio e una coppetta tripode di produzione locale (foto museo lacco ameno)

I primi tre secoli del primo millennio a.C. nel Mediterraneo furono caratterizzati da una grande mobilità di navi, merci, uomini e idee. Le coste del Mediterraneo Orientale e Cipro, il cosiddetto Levante, divennero parte integrante del sistema economico e culturale del Mediterraneo centro-occidentale (Sicilia e Sardegna, Nord-Africa e area tirrenica e Spagna). Tracce della presenza levantina sono sempre più evidenti negli scavi archeologici dell’area tirrenica e si aggiungono alla nota documentazione di Ischia, tra i primi luoghi di incontro tra le comunità locali, i greci dell’Eubea e i “levantini” appunto. Ma chi erano i Levantini di cui si parla? Chi furono i “phonikes”, i Fenici, che navigarono in questa parte del Mediterraneo ancor prima di fondare le loro colonie? Con la presentazione si proporrà un viaggio a ritroso, visitando un Vicino Oriente la cui multiculturalità è la base della sua ricchezza passata e contemporanea.

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Corredo della Tomba 944 rinvenuto nella necropoli di S. Montano a Lacco Ameno: disegno pubblicato da Giorgio Buchner, nel 1983

Ricorda Mariangela Catuogno: già Giorgio Buchner, nel 1983, pubblicando il corredo della Tomba 944 rinvenuto nella necropoli di S. Montano a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia composto da una oinochoe (brocca locale), due skyphoi di tipo corinzio (coppe), una anforetta d’impasto a spirali, un aryballos (unguentario), due fibule, due fermatrecce, due anelli, globetti pendenti, scriveva: ” …l’unica fonte degli aryballoi usati a Pithekoussai nel terzo quarto dell’VIII sec. a.C. era il Levante, invita alla riflessione… si tratta di un rito allogeno…di una distinzione etnica… analoghe a quelle dimostrate dalle testimonianze epigrafiche semitiche… oppure ci troviamo di fronte ad un altro fenomeno pertinente alla stratigrafia sociale euboica, dalla cui espressione materiale non saranno certo state assenti le vicissitudini commerciali dell’epoca in cui ai vecchi contatti con l’Oriente si aggiungevano le imprese nell’ Occidente?”. Ne parlerà nell’incontro a Villa Arbusto.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “I poteri della musica nei miti della Grecia Antica” con Massimo Raffa, ricercatore di Musicologia e Storia della Musica all’università del Salento, quinto appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_giardini-la-mortella_progetto-kepos_conferenza-i-poteri-della-musica-nei-miti-della-grecia-antica_massimo-raffa_locandinaSabato 24 agosto 2024, alle 19.30, nella Sala Recital Hall dei Giardini La Mortella di Forio (Ischia, Na),  quinto appuntamento del progetto Kepos, organizzato dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella e dedicato alle fasi storiche più antiche dell’isola d’Ischia, dedicato alla Musica nota attraverso le fonti antiche e iconografiche e gli

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Il prof. Massimo Raffa (unisalento)

strumenti musicali utilizzati nel mondo antico con il prof. Massimo Raffa, ricercatore di Musicologia e Storia della Musica all’università del Salento. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella si svolgerà la conferenza “I poteri della musica nei miti della Grecia Antica”, tenuta dal prof. Massimo Raffa. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 19.

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Il volto di Orfeo del gruppo Orfeo e le sirene (foto Emanuele Antonio Minerva e Agnese Sbaffi / Mic)

Gli antichi Greci attribuivano alla musica il potere di influire sul macrocosmo – si pensi all’idea dell’armonia delle sfere – sulla vita pubblica, si consideri, ad esempio, il pensiero di politico-musicale di Platone e Aristotele e anche sull’esistenza individuale, come nel caso dell’ethos musicale e delle potenzialità terapeutiche della musica. Prima che questo tema entri nel pensiero filosofico, lo si ritrova massicciamente nel complesso dei miti. Le vicende di Orfeo, Museo, Tamiri, delle Muse e delle Sirene, per citarne solo alcune, costruiscono il racconto di una musica che può portare ordine nel mondo e nell’animo, ma può anche sconvolgerli. D’altro canto, la musica è anche un ponte tra uomini e dèi e tra vivi e morti. Fondamentale per la comprensione di come l’uomo antico si relazioni alla musica è analizzare i modi in cui l’enorme potere del suono e del canto emerge nelle narrazioni mitiche ed eroiche del mondo greco antico.

Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae a Lacco Ameno la conferenza “All’alba della storia di Ischia” con Claude Albore Livadie (università Suor Orsola Benincasa) quarto appuntamento del progetto Kepos 2024

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Sabato 27 luglio 2024, alle 19.30, al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno (Ischia, Na),  quarto appuntamento del progetto Kepos, organizzato dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella e dedicato alle fasi storiche più antiche dell’isola d’Ischia, in cui interverrà la prof.ssa Claude Albore Livadie, già direttore di ricerca al centro nazionale della ricerca scientifica (CNRS) e docente all’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, su “All’alba della storia di Ischia”. Dopo i saluti del sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale e di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, interverrà la prof.ssa Claude Albore Livadie. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos.

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Una sala del museo Archeologico di Pithecusae nella Villa Arbusto a Lacco Ameno di Ischia (foto museo pithecusae)

A partire dagli anni ‘30 del secolo passato le scoperte archeologiche di Giorgio Buchner fanno luce sulle prime attestazioni della presenza umana a Ischia rivelando da un lato quanto fossero stringenti le connessioni con le facies archeologiche campane e dall’altro quanto eruzioni, colate e alluvioni abbiano coinvolto drammaticamente le popolazioni locali. Saranno presentati i siti del Cilento, San Michele, Castiglione, Monte Vico e Mazzola occupati dalle popolazioni indigene di stirpe ausona/opica prima dell’arrivo degli Eubei. I dati che emergono da questi insediamenti saranno oggetto di una approfondita analisi, volta anche ad avanzare nuove interpretazioni circa la cronologia, confermando quanto le isole fin dalle epoche più remote furono sempre luogo di grandi sperimentazioni culturali.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella la conferenza “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici” con Filippo Demma (parco di Sibari) e Fabio Pagano (parco dei Campi Flegrei) terzo appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_giardini-la-mortella_progetto-kepos-2024_incontro-gestione-e-valorizzazione-parchi-archeologici_demma-pagano_locandinaSabato 13 luglio 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini la Mortella a Ischia (Na), terzo appuntamento del Progetto Kepos, in cui interverranno il direttore del parco archeologico di Sibari Filippo Demma e il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, su “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, la conferenza di Filippo Demma e Fabio Pagano. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

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Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

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Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei (foto pa-fleg)

La gestione e la valorizzazione di un parco archeologico rappresenta una sfida complessa poiché strettamente correlata a caratteristiche intrinseche del sito, come la sua morfologia, che tengano conto della compatibilità con la conservazione del patrimonio culturale e a fattori estrinseci come la qualità dei progetti, la disponibilità economica oltre che il desiderio di un cambiamento culturale e rivoluzionario da parte delle comunità che vivono i territori in cui insistono i parchi archeologici. Diventa necessaria una visione attualizzante che proponga soluzioni innovative per alimentare l’attrattività dei siti facendo sì che l’iter del visitatore si traduca in una esperienza di apprendimento e diletto, che incominci ben prima del suo effettivo inizio e possa eternarsi sul piano mnemonico integrandosi alla sua cornice culturale.