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Locri (RC). Oltre 20mila visitatori al parco archeologico. La direttrice Elena Trunfio fa il bilancio del 2024: “È stato un anno intenso che ci ha visto impegnati in diverse le linee di azione: e il 2025 porterà la rifunzionalizzazione delle contrade Marasà e Parapezza

Veduta panoramica del teatro greco nel parco archeologico di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

“Grazie alle oltre 20.500 persone che quest’anno hanno visitato Locri Epizefiri! Chiudiamo l’anno con un +20% di presenze rispetto al 2023 e un bilancio certamente positivo”. La fine e l’inizio di un nuovo anno impongono una riflessione sul lavoro svolto e sulle prospettive future e a Locri Epizefiri, parlando di bilancio, l’esito del 2024 non può che essere positivo. Intanto per numero di presenze: si contano oltre 20.500 visitatori con un aumento di circa il 20% rispetto allo scorso anno, un dato importante per il Parco più grande della Locride e della provincia di Reggio Calabria che, grazie a un’offerta di valorizzazione variegata, è riuscito anche quest’anno ad attrarre diversi target di pubblico, confermandosi uno dei luoghi della cultura più visitati nella Regione. Un successo che passa da importanti collaborazioni e da un approccio gestionale che vede nella partecipazione della comunità la strategia per aumentare il senso di appartenenza e incidere nella crescita del territorio. “È stato un anno intenso che ci ha visto impegnati in diverse le linee di azione: non solo la valorizzazione ma anche i servizi educativi nonché l’impulso fondamentale dato alla ricerca e al miglioramento infrastrutturale del Parco e dei nostri Musei”, spiega la direttrice Elena Trunfio. “Ognuno di questi ambiti è stato portato avanti con importanti collaborazioni che ci hanno permesso di alzare il livello di qualità delle nostre attività oltre che contribuire in maniera più efficace al soddisfacimento dei bisogni del nostro pubblico”. In tema di valorizzazione, anche quest’anno si è offerto un programma variegato costruito insieme agli attori locali, prima di tutto con le Amministrazioni. Oltre all’ormai consueta sinergia con i Comuni di Locri e Portigliola che, ogni anno, forniscono supporto alle attività di valorizzazione del Parco, si è rafforzato il legame con la Regione Calabria: “Vorrei ringraziare i sindaci Fontana e Luglio, nonché l’assessore Bumbaca del Comune di Locri e il vicesindaco di Portigliola Macrì per la presenza costante, siamo un esempio di condivisione virtuosa di intenti e di lavoro di squadra per il raggiungimento di obiettivi comuni”.

locri-epizefiri_parco_aromi-d-italia-2024_locandinaUn ulteriore ringraziamento va alla Regione Calabria, in particolare all’assessorato al Lavoro e al Turismo, con l’assessore Giovanni Calabrese, col quale la direzione del Parco ha stretto rapporti di collaborazione fattiva, mirata alla costituzione di un tavolo di lavoro per la definizione delle strategie utili ad una migliore valorizzazione turistica dell’area e della Regione tutta. Locri Epizefiri ha infatti ospitato diversi progetti di marketing territoriale, anche a carattere nazionale, come ad esempio l’iniziativa “Aromi d’Italia”, promossa dalla Regione Calabria, che ha visto la partecipazione di influencer ed esperti del mondo della gastronomia in un’attività di comunicazione funzionale alla promozione del territorio.

locri-epizefiri_archeologico_un-caffè-storicamente-corretto_logo_locandinaUn altro importante risultato è quello legato ai servizi educativi: i laboratori del Museo dei ragazzi sono ormai un appuntamento mensile che coinvolge ragazzi e bambini di tutte le età alla scoperta della polis e non solo. Oltre 15 laboratori, promossi dal Museo e dalle associazioni che con esso collaborano, per portare avanti la missione di educare le giovani generazioni al patrimonio. Diverse poi le occasioni di approfondimento culturale con visite guidate, in particolare quelle animate dell’Archeoclub Locri, eventi di promozione territoriale, come quelli realizzati con il Gal Terre Locridee ma anche incontri tematici. Particolare successo nel 2024 ha avuto il ciclo di incontri “Un caffè…storicamente corretto” promosso insieme al Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” e curato dalla direttrice Trunfio e dalla presidente del Circolo Marilisa Morrone. “L’iniziativa ha avuto un esito molto positivo, sia in termini di partecipazione che di promozione della ricerca scientifica verso un pubblico non specialista. Devo ringraziare la presidente Morrone e tutti i soci per questa collaborazione talmente tanto proficua che abbiamo scelto di promuovere una seconda edizione nel 2025”, prosegue Trunfio.

L’area archeologica di Centocamere nel parco archeologico di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)
Locri Epizefiri: il team di scavo dell’università di Bologna. Al centro, in piedi, il prof. Vincenzo Baldoni, la direttrice Elena Trunfio, la prof. Elisabetta Govi, e il direttore Filippo Demma (foto drm-calabria)

Ma il 2024 è stato anche l’anno di importanti accordi con Università: oltre all’ormai consolidato rapporto con il dipartimento di Studi storici dell’ateneo di Torino, si è stipulato un’intesa con l’Alma Mater Studiorum di Bologna, in particolare con la Scuola di Specializzazione in Beni archeologici. Da tale collaborazione è nata una prima campagna di scavi archeologici nelle contrade di Marasà e Parapezza, dirette da Filippo Demma, che hanno permesso di dare alla luce importanti e rilevanti risultati, in particolare per la comprensione dell’area sacra del Thesmophorion. In termini di accordi, degno di nota è certamente il protocollo di intesa stipulato con l’ordine degli Architetti e dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Reggio Calabria, finalizzato alla redazione delle linee guida per la gestione e manutenzione delle componenti verdi del Parco: “Credo che questo genere di accordo sia il primo in Italia tra ministero della Cultura e Ordini professionali. Un rapporto di lavoro in cui credo molto e che ci permetterà di affrontare le tematiche del paesaggio in un’ottica di sperimentazione e formazione”.

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Veduta aerea del Tempio di Marasà nel parco di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

Tanti dunque i progetti avviati che nel 2025 troveranno piena realizzazione, come ad esempio la rifunzionalizzazione del Parco, nei settori in contrada Parapezza e Marasà che si prospetta innovativo. “Ci aspetta un altro anno impegnativo ma il lavoro non ci spaventa. Abbiamo immaginato un futuro diverso per questo luogo e a piccoli passi stiamo andando avanti in un percorso che permetterà a Locri Epizefiri di raggiungere standard elevati di fruizione. Vorrei ringraziare per questo i dipendenti del Museo e tutti i colleghi della direzione regionale Musei, per il loro costante lavoro, nonché i direttori Demma e Sudano per avere sempre creduto e sposato l’idea di un Parco diverso, prodotto della contemporaneità”, conclude la direttrice Trunfio.

Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide al via Sibaritik@, l’atteso Workshop Internazionale sulle ricerche archeologiche in corso nella Sibaritide: in presenza e on line. La presentazione del direttore Demma. Ecco il ricco programma

sibari_archeologico_sibaritik-workshop-internazionale-sulle-ricerche-archeologiche-in-corso-nella-sibaritide_locandinaAl via Sibaritik@, l’atteso Workshop Internazionale sulle ricerche archeologiche in corso nella Sibaritide, un incontro che riunisce tutti i team di ricerca italiani ed esteri che studiano o hanno studiato l’affascinante patrimonio di Sibari e del suo territorio. Appuntamento il 25-26 novembre 2025, in presenza, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide per fare il punto della situazione in vista di nuovi entusiasmanti progetti. Sarà infatti un’occasione per confrontare i dati emersi e le innovazioni nell’ambito della ricerca ma anche un momento per discutere di progetti di rimodulazione degli spazi espositivi, approfondimenti su come preservare ed interpretare la storia, migliorare l’accessibilità e l’interazione con il pubblico. È possibile seguire la diretta streaming sulla pagina YouTube dei Parchi archeologici di Sibari e Crotone: http://www.youtube.com/@parcoarcheologicodisibari8493.

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Filippo Demma. direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone (foto drm-calabria)

“Sybaritik@ NON È un convegno su Sibari, gli scavi di Sibari, il Museo di Sibari o il territorio della Sibaritide. Sybaritik@ è un workshop che vede per la prima volta negli ultimi anni la presenza nella stessa sala di tutti i gruppi di ricerca che svolgono scavi e attività di ricerca in Sibaritide e che stiano producendo risultati inediti”: inizia così una riflessione di Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Sibari e Crotone, e promotore del workshop. “Sarà quindi l’occasione per presentare i dati inediti raccolti negli ultimi anni grazie alla loro attività. Lo facciamo ora per diversi motivi – continua -, senz’altro perché adesso il gruppo dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari che lavora su temi sibariti ha terminato la ricognizione dei materiali, dei temi e dei problemi principali che il museo e le sue pertinenze pongono. La sistemazione dei magazzini, la messa a regime delle manutenzioni (sempre col beneficio d’inventario, essendo la situazione del nostro Parco particolarmente complessa), l’avvio della digitalizzazione del patrimonio e dei progetti di manutenzione e restauro del costruito archeologico e dei reperti mobili. Lo facciamo perché sono oramai anni che i colleghi delle missioni archeologiche della Sibaritide frequentano il nostro museo, i nostri depositi ed i nostri laboratori, condividono con noi il lavoro sui materiali, ed è arrivato il momento di sintetizzare e mettere a frutto gli scambi avvenuti fin qui. Lo facciamo soprattutto perché sta per partire la progettazione del nuovo allestimento dei Musei Sibariti, e prima di procedere è opportuno condividere con chi lavora su questo territorio materiali, temi, problemi e conoscenze, ascoltarne le idee e le opinioni. Perché i nuovi musei possano fornire un quadro il più possibile completo alle persone che frequenteranno Sibari. Ora, così impostata la cosa, appare evidente che non ci sia stata nessuna call for papers né poteva esserci alcun invito al di fuori del gruppo ristretto di cui sopra. Perché, appunto, si tratta del workshop organizzato dai gruppi che scavano e lavorano in Sibaritide, allo scopo – conclude – di presentare i propri risultati e per discuterli nell’ottica di progettare i nuovi allestimenti”.

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La sede del museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cs) (foto drm-calabria)

PROGRAMMA 25 NOVEMBRE 2024. Introduzione ai lavori: alle 9.30, M. Osanna, direzione generale Musei; 9.45, L. La Rocca, direzione generale Abap; 10, F. Demma, parchi archeologici di Sibari e Crotone, “Valorizzazione e ricerca nella Sibaritide”; P. Aurino, Sabap di Cosenza; e F. Sudano, museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, “Ricerca e tutela nella Sibaritide”. I SESSIONE “ALLE ORIGINI DELLA SIBARITIDE”, presiede A. Mazzaglia. Alle 10.30, P. Aurino, “Novità sulla preistoria della Sibaritide”; A. Vanzetti, M.A. Castagna, A. Di Renzoni, L.M. Magno, S. Marino, “Struttura dell’insediamento di Broglio di Trebisacce”; 11.20, pausa caffè; M. Van Leusen, F. Ippolito, “Passato, presente e futuro della ricerca archeologica dell’università di Groningen nella Sibaritide”; I. Battiloro, M. d’Acri, “Torre Mordillo Archaeological Project: nuove indagini r prospettive future”; M. Barbato, D. Pisarra, “Spazi geografici e costrutti politici. Relazioni tra coloni e popolazioni epicorie alla luce di nuove acquisizioni da attività di tutela in Sibaritide”; 13, pausa pranzo. II SESSIONE “FRANCAVILLA MARITTIMA TRA ENOTRI E GRECI”, presiede V. Parisi. Alle 13.45, F. Quondam, “Paola Zancani Montuoro a Francavilla Marittima: aggiornamenti da Macchiabate”. M.A. Guggisberg, I. Gullo, N. Savaresi, “Ellenizzazione vs Enotrizzazione: nuovi dati per il periodo tardo della necropoli di Francavilla Marittima”; 14.35, J. Kindberg Jacobsen, G. Mittica, “Status quo della missione italo-danese a Francavilla Marittima”; 15, L. Altomare, C. Capparelli, M. Perri, “L’insediamento del Timpone della Motta di Francavilla Marittima: alcuni risultati dalle nuove ricerche”; 16, visita al Palazzo Andreassi di Amendolara.

PROGRAMMA 26 NOVEMBRE 2024. III SESSIONE “SYBARIS-THURII-COPIAE E IL TERRITORIO OLTRE I SUOI CONFINI”, presiede M. Paoletti. Alle 9.30, C. Rescigno, M. Pallonetti, “Sibari. Nuovi dati dallo scavo della plateia A”; P. Carafa, F. De Stefano, “Comunità, merci e paesaggi di Amendolara e del suo territorio”; 10.20, F. Mollo, “Ricerche a Santa Gada di Laino Borgo: un grande insediamento nell’alta valle del Mercure-Lao”; M. Cannatà, “Temesa, Sibari e non solo… Per una nuova analisi della colonizzazione greca nella Calabria tirrenica”; 11.10, pausa caffè; G. D’Alessio, C. Rescigno, “Favella: una tomba in ricettacolo fittile e resti di una nuova lamella aurea orfica”; M.L. Caliò, G. Gerogiannis, E. Brienza, A. Fino, “Prospettive di studio e di analisi per la ripresa delle ricerche a Castiglione di Paludi”; S. Guidone, A. Saponara, “Magazzini accessibili e digitalizzazione della collezione del museo Archeologico nazionale della Sibaritide”; 13, pausa pranzo; 14, C. Brivio, A. Saponara, M. Pallonetti, G. Mantella, “Nuovi dati dal restauro di due capolavori della collezione del museo Archeologico nazionale della Sibaritide”; 14.25, F. Demma, “Conclusioni a margine dei lavori del workshop e tavola rotonda finale”. Dalle 15, SESSIONE POSTER. Alle 16, riunione collegiale del comitato tecnico scientifico allargato per il riallestimento dei musei di Sibari e di Amendolara.

Pavia. Al Collegio Ghislieri per i “Seminari ghisleriani di Archeologia” la conferenza “Tre anni di ricerche in Magna Grecia: strategia e comunicazione” con Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari

pavia_collegio-ghislieri_conferenza-tre-anni-di-ricerche-in-magna-grecia_filippo-demma_locandinaMartedì 19 novembre 2024, alle 18, al Collegio Ghislieri, in piazza Ghislieri a Pavia, per i “Seminari ghisleriani di Archeologia” promossi con il dipartimento di Studi umanistici dell’università di Pavia, la conferenza “Tre anni di ricerche in Magna Grecia: strategia e comunicazione” con Filippo Demma, archeologo di formazione classica, con un passato di responsabilità nei Campi Flegrei, nelle Marche e al museo di Reggio Calabria, attualmente direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. Demma parlerà di queste realtà incredibilmente ricche: non solo degli aspetti scientifici, ma anche di come si valorizza il patrimonio e soprattutto come lo si comunica fuori dalla cerchia di specialisti. Un tema particolarmente delicato, su cui solo da qualche anno si sta ragionando in maniera più attenta.

Ministero della Cultura. Annunciati i direttori delegati dei quattro istituti cui Giuli non ha rinnovato il mandato: museo nazionale Romano, Palazzo Reale di Napoli, musei nazionali di Matera, musei nazionali di Bologna

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A pochi giorni dall’annuncio da parte del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, della pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia, con il contestuale annuncio che per quattro direttori non ci sarebbe stato il rinnovo del mandato (vedi Ministero della Cultura. Annunciata la pubblicazione di un bando di gara internazionale per la selezione dei candidati a Direttore per cinque istituti di prima fascia e 11 di seconda fascia: incarichi per enti scoperti per accorpamento, nuova istituzione, aggiornamento della fascia; o per fine mandato. Per 4 direttori il ministro Giuli non rinnova l’incarico | archeologiavocidalpassato),il ministero della Cultura ha comunicato che il Capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale, Alfonsina Russo, di concerto con il ministro della Cultura, ha conferito le deleghe di direttore del museo nazionale Romano a Edith Gabrielli, direttrice generale dell’istituto ViVe – Vittoriano e Palazzo Venezia. Il ministero della Cultura ha poi comunicato che la direzione generale Musei ha provveduto a coprire gli altri tre posti rimasti scoperti incaricando altrettanto delegati, “nelle more della pubblicazione e dell’espletamento della procedura di selezione dei nuovi direttori titolari”. A Palazzo Reale di Napoli arriva l’arch. Paola Ricciardi, dirigente MiC; ai musei nazionali di Matera – Direzione regionale Musei nazionali Basilicata il dott. Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari; ai musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia Romagna il dott. Costantino D’Orazio, direttore dei musei nazionali di Perugia – direzione regionale Musei nazionali Umbria. I direttori delegati, sulla base degli obiettivi assegnati dal direttore generale Musei, si occuperanno non solo di garantire la continuità amministrativa e la gestione ordinaria, ma anche di assicurare l’efficace realizzazione dei progetti in essere o in programmazione, con particolare riferimento a quelli relativi al PNRR.

Sibari (Cs). Al via al museo Archeologico della Sibaritide il festival “Che non sia solo il 25 novembre”: un mese intero per dibattere, riflettere, riconoscere i meccanismi della violenza di genere. Ecco il programma

sibari_archeologico_festival-che-non-sia-solo-il-25-novembre_locandinaAl via “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da “Io Calabria Magazine” in collaborazione con i Parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere. Appuntamento dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide. “Che l’archeologia (e la cultura in generale) possa essere un buon viatico per contrastare la violenza di genere ai parchi archeologici di Crotone e Sibari ne siamo ben consapevoli”, spiegano al museo della Sibaritide. “È per questo motivo che, a fine 2023, in collaborazione col Centro Antiviolenza Fabiana, abbiamo lanciato #nonRompeteci, una serie di azioni concrete (conferenze, laboratori tematici, un’asta di beneficenza i cui proventi sono stati utilizzati per finanziare un mensile che affronta il tema da vari punti di vista, e tanto altro) per contrastare la violenza di genere stimolando giovani e meno giovani per educarli alla cultura del rispetto, raccontare loro le donne del passato e la condizione contemporanea, attraverso un impegno civico necessario, un sistema di relazioni da costruire fin da piccoli, con una comunicazione sana che dia gli strumenti giusti a decodificare la violenza e le sue strategie. È su questa rotta che si inserisce anche “Che non sia solo il 25 novembre”, il festival culturale organizzato da Io Calabria Magazine in collaborazione con i parchi archeologici di Crotone e Sibari e dedicato al contrasto della violenza di genere che si terrà dal 9 al 23 novembre 2024 al museo Archeologico nazionale della Sibaritide”.

Un mese intero per dibattere, riflettere, ridere, imparare a riconoscere tutti quei meccanismi apparentemente innocui che creano terreno fertile per la violenza di genere. “L’uguaglianza femminile non è fatta dei temi delle rivendicazioni, ma è ancorata nella intera visione del mondo” scriveva Alice Ceresa. La terza edizione sarà supportata e avrà luogo in una location nuova ed apparentemente insolita: il museo Archeologico nazionale della Sibaritide. In verità lo stereotipo di genere ha origini antichissime ed influenza ancora oggi il nostro modo di abitare e concepire la società odierna, quali ruoli uomini e donne siano ancora tenuti “naturalmente” a rispettare. Valori, usi e costumi che hanno origine dall’Antica Grecia e che determinano ancora vari aspetti politici, sanitari, culturali e relazionali. Importanti ospiti abiteranno gli spazi del museo e daranno voce al festival il 9-16-23 novembre 2024. Un festival rivolto a grandi e piccoli, con linguaggi chiari e confronti costruttivi. Inoltre a corredo degli incontri – che si terranno sempre dalle 18 alle 20, al museo Archeologico nazionale della Sibaritide – sarà sempre attivo un laboratorio rivolto ai bambini 6-10 anni, tratto dal libro “Il tuo corpo è tuo” di Lucia Serrano. Il laboratorio, tramite disegni, letture e giochi, sarà un mezzo per parlare di sessualità ai bambini e poter così trattare il tema del consenso, dei limiti e della prevenzione di abusi e contatti indesiderati. L’ingresso alle conferenze e la partecipazione ai laboratori saranno interamente gratuiti.

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Filippo Demma. direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

“La violenza di genere affonda le proprie radici in una vera e propria cultura della sopraffazione, combatterne e reprimerne le manifestazioni è un atto necessario, ma non sufficiente: un problema culturale va affrontato con gli strumenti della Cultura. È una guerra e i Parchi archeologici di Crotone e Sibari – la principale istituzione culturale del territorio – fanno la loro  parte in questa battaglia – ha rimarcato il direttore Filippo Demma – l’hanno fatta per tutto il 2024 con il progetto “#nonRompeteci”, che ha visto laboratori riservati alle scuole sul ruolo della donna nell’antichità e la sua figura nella cultura classica, ma anche incontri aperti a tutti sui temi dell’abuso, dell’elaborazione e della reazione alla molestia, della medicina di genere. Continueranno a farla ospitando un intenso mese di incontri e azioni concrete e collaborando attivamente con Io Calabria alla loro progettazione e realizzazione”.

sibari_archeologico_festival-che-non-sia-solo-il-25-novembre_incontro-9-novembre_locandina9 novembre 2024, alle 18, “L’inizio della storia delle discriminazioni attraverso la voce del mito”. Indagando le figure femminili nel mito greco, da Penelope a Clitemnestra, da Circe ad Arianna, fino ad arrivare a figure storiche della romanità come Poppea, proveremo a ripercorrere la storia del ruolo della donna nelle società antiche toccando “con mano”, attraverso i reperti archeologici, la vita quotidiana, le abitudini e i costumi femminili che sono stati parte di una storia dalle radici lontane, ma che resta comunque strettamente connessa alla nostra cultura. A cura di Gianluca Sapio, archeologo, giornalista, scrittore, e Paola Sammarro, giornalista e imprenditrice. Titolare del centro sanitario multidisciplinare Io Calabria e direttrice della testata giornalistica Io Calabria Magazine.

sibari_archeologico_festival-che-non-sia-solo-il-25-novembre_incontro-16-novembre_locandina16 novembre 2024, alle 18, “La performance della mascolinità: e tu che uomo sei?”. L’inganno principale che la società patriarcale crea negli uomini? L’illusione della loro libertà. Gli uomini, al pari delle donne, sono intrappolati dentro schemi sociali e costrizioni culturali di genere talmente interiorizzati da inchiodarli, senza che neanche se ne accorgano, a comportamenti preconfezionati, rigidi, stereotipati. Come decostruire quindi il mito della mascolinità tossica? Con Lorenzo Gasparrini, filosofo femminista, formatore e autore di molti libri dedicati ai femminismi e alle nuove maschilità, pubblicati con vari editori, come Tlon, Eris, Effequ. Dialogano con Gasparrini: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari e, ad interim, direttore regionale Musei Calabria, e Giovanna Vingelli, ricercatrice di sociologia, insegna “Differenze e disuguaglianze di genere” al dipartimento di Scienze politiche e sociali, Unical.

sibari_archeologico_festival-che-non-sia-solo-il-25-novembre_incontro-23-novembre_locandina23 novembre 2024, alle 18, presentazione del libro “Corpi invisibili” (Ediz. Becco Giallo 2024) di Antonia Caruso (autore), Michela Rossi (illustratore), Chiara Melchionna (illustratore), dialoga con l’autrice Gemma-Anaïs Principe, archivista della soprintendenza Archivistica e bibliografica della Calabria, storica e critica d’arte. Si occupa di tutela e valorizzazione culturale.

sibari_archeologico_festival-che-non-sia-solo-il-25-novembre_laboratorio-per-bambini_locandinaCosa succede quando un corpo viene ignorato, nascosto o ne viene proposta una percezione diversa? Questo corpo diventa invisibile. C’è chi non deve pensare al proprio corpo, quando è in pubblico, perché conforme, adatto, “normale”; e ci sono corpi invece che vengono (e sono sempre stati) tenuti fuori dalla sfera pubblica, dai luoghi fisici, dalle narrazioni. La loro assenza non si nota, anzi, al contrario turba la loro presenza perciò “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” e questi corpi cessano di esistere, vengono dimenticati. L’idea di questo libro è quella di rappresentare i corpi invisibilizzati dal 1930 fino ai nostri tempi. A corredo degli incontri laboratorio gratuito per bambini “Il tuo corpo è tuo” a cura della dottoressa Valeria Aloe. Psicologa clinica e del benessere. Insegnante di Yoga Kundalini e pratiche mente/corpo. Rivolto ai bambini dai 6-10 anni max 10 persone dalle ore 18 alle ore 19, il 9 e il 16 novembre (su prenotazione) insegna ai bimbi a riconoscere e rispettare le parti del proprio corpo, i confini personali e l’importanza di stabilire e rispettare i propri spazi e quelli degli altri. Tramite la lettura condivisa del libro “Il tuo corpo è tuo” di Lucía Serrano e la pratica dello yoga, il laboratorio ha l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere situazioni inappropriate e come reagire. Promuove l’idea che ogni bambino ha il diritto di decidere cosa è giusto per il proprio corpo e l’incoraggia a parlare con adulti di fiducia se si sentono a disagio o minacciati. Per partecipare al laboratorio è necessario iscriversi inviando una mail a info@iocalabriamagazine.it.

Locri Epizefiri (RC). Dopo cento anni si torna a scavare a Marasà dove Paolo Orsi trovò il gruppo dei Dioscuri. Al via la campagna di scavo dell’università di Bologna con la direzione regionale Musei nei santuari locresi

locri-epizefiri_parco_al-via-scavi-archeologici-nei-santuari_locandinaParte lunedì 2 settembre 2024 con le attività di indagine preliminare la nuova campagna di scavo archeologico nei Santuari dell’antica città di Locri Epizefiri (RC). Il progetto, finanziato con fondi del ministero della Cultura e voluto dal direttore generale Massimo Osanna, è realizzato dalla direzione regionale Musei Calabria, con la direzione scientifica del dirigente, Filippo Demma, e con il supporto scientifico del dipartimento di Storia Culture e Civiltà e della Scuola di specializzazione in Archeologia dell’università di Bologna, diretta Elisabetta Govi. La collaborazione si inserisce tra le attività previste dalla Convenzione per le attività scientifiche di ricerca, valorizzazione e miglioramento della fruizione del patrimonio afferente alla direzione regionale Musei Calabria, stipulata nell’aprile scorso con l’ateneo emiliano.

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Gruppo di lavoro nel sopralluogo a Locri Epizefiri (RC): al centro Elena Trunfio e Filippo Demma (foto drm-cal)

Le indagini archeologiche, volte a migliorare la conoscenza, l’accessibilità e la fruizione dell’antica polis, si focalizzeranno sue due dei più importanti santuari locresi, quello del Themosmophorion e quello del Tempio in località Marasà. Nel primo caso, gli scavi archeologici avranno lo scopo di recuperare i confini originari dell’area sacra, con l’obiettivo di migliorare la comprensione dell’intera struttura e chiarire i rapporti con i complessi sacri vicini. Presso il Tempio di Marasà verrà invece eseguito un saggio in un’area mai indagata prima con metodologia stratigrafica. Sarà allestito, inoltre, un cantiere didattico con la presenza degli studenti dell’università di Bologna che seguirà i principi dell’Archeologia pubblica e sarà visitabile anche da parte del pubblico, che verrà informato del progresso delle indagini anche con conferenze periodiche e post sui social della missione”.

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Filippo Demma discute sulla campagna di scavo in avvio a Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

“Continua anche nel campo degli scavi archeologici”, sottolinea il direttore Demma, “il grande lavoro riportare alla luce la storia della Magna Grecia; è il segno del nuovo corso che investe i beni culturali e i luoghi della cultura calabresi. La collaborazione con un Ateneo di eccellenza come l’Alma Mater bolognese è un punto qualificante del progetto, che consentirà anche di formare i giovani archeologi in uno dei contesti più interessanti del Mediterraneo”.

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Tavolo di lavoro per la campagna di scavo a Locri Epizefiri: in primo piano, Elena Trunfio e Filippo Demma (foto drm-calabria)

“Questo progetto”, interviene la direttrice del sito Trunfio, “rappresenta un ulteriore tassello per mettere in pratica la visione strategica che abbiamo immaginato per la riqualificazione del Parco. L’indagine archeologica ci permetterà di migliorare la comprensione del sito e una maggiore consapevolezza costituisce garanzia di scientificità nel racconto che offriremo ai nostri visitatori. Il Tempio di Marasà è il luogo più iconico di Locri Epizefiri: riprendiamo dopo oltre cento anni gli scavi nella stessa area che permise a Paolo Orsi di recuperare il famoso gruppo scultoreo dei Dioscuri. È una grossa opportunità, nonché una sfida, che stiamo cogliendo con grande entusiasmo, oltre che con impegno scientifico”.

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Veduta aerea del Tempio di Marasà nel parco di Locri Epizefiri (foto drm-calabria)

“La partecipazione dell’università di Bologna al progetto di ricerca e di scavo a Locri Epizefiri”, spiega in conclusione la prof.ssa Govi, “costituisce per i nostri studenti una straordinaria occasione di conoscenza di uno dei siti più importanti della Magna Grecia e del Mediterraneo, dando la possibilità di maturare una preziosa esperienza nell’ambito della “archeologia del sacro”, un filone di indagine tra i più complessi e importanti. La collaborazione tra la Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Bologna e la direzione regionale Musei Calabria garantisce la sinergica condivisione di obiettivi formativi, mettendo in atto le più avanzate metodologie di ricerca e le migliori strategie di gestione e valorizzazione dei beni archeologici. Gli studenti potranno così sperimentare un approccio completo che li arricchirà sotto molti punti di vista”.

Sibari (Cs). Il parco archeologico ospita la prima edizione di “Vinitaly and the City – Calabria in wine”: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. Demma: “Sito intimamente connesso con la storia del vino”

sibari_parco_vinitaly-and-the-city_calabria-in-wine_locandinaVinitaly and the City diventa Calabria in wine, e da Verona si sposta a sud, ospite da venerdì 30 agosto a domenica 1° settembre 2024 del parco archeologico di Sibari: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. “Siamo particolarmente felici che la scelta della Regione Calabria e di Verona Fiere sia caduta sul Parco Archeologico di Sibari per questo Vinitaly and the City”, ha detto il direttore del parco archeologico di Sibari, Filippo Demma, alla presentazione dell’evento alla Cittadella regionale di Catanzaro giovedì 30 agosto 2024. “Del resto, l’antica Sibari costituisce un sito archeologico di per sé intimamente connesso con la storia del vino in Italia e nell’intero bacino del Mediterraneo. Questa manifestazione è l’occasione per consolidare un nuovo modello di gestione dei beni culturali calabresi, orientato a considerarli come un elemento fondamentale per perseguire uno sviluppo locale su base culturale, che rappresenta il più fecondo orizzonte possibile per questa regione ricca di storia. In questa occasione, l’enorme tesoro storico e archeologico del Parco dà all’evento una cornice adatta a fornire una profondità culturale all’esperienza che i wine lovers d’Italia proveranno e, allo stesso tempo, la possibilità di ampliare gli orizzonti sensoriali dei nostri visitatori”.

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Vinitaly and the city Calabria in wine: parcheggi e punti raccolta (fonte arsac)

In questa edizione tutta calabrese di Vinitaly and the City, a cui aderiscono i quattro Consorzi di Tutela dei Vini calabresi e le più importanti realtà vitivinicole della regione e del settore distillati e liquori, saranno presenti anche otto “collettive” con leader nella comunicazione del vino: Gambero Rosso, Le Donne del Vino, Radici del sud, Merano Wine Festival e, tra “le collettive territoriali”, Pescara Abruzzo Wine e aziende importanti per la produzione del prosecco. Parteciperanno inoltre due stand internazionali: Wine Vision by Open Balkan con vini provenienti da Macedonia, Albania e Serbia e il Concours Mondial de Bruxelles. Ad accompagnare il viaggio, i Wine Talk condotti dall’enologa e divulgatrice del vino, Sissi Baratella. Presenti anche le collettive Olio Evo: Elaioteca Regionale Casa degli Oli extravergini d’oliva di Calabria, Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP, Consorzio Lamezia DOP, Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extra vergine di Oliva DOP Bruzio. Saranno messi a disposizione dei visitatori diversi parcheggi situati vicino al Parco Archeologico. Le aree saranno segnalate e il personale di servizio sarà presente per aiutare i visitatori a trovare il parcheggio più vicino disponibile. Per agevolare la partecipazione all’evento sono state anche attivate diverse navette gratuite con partenza da: Ex InSud, Centro commerciale “I Portali”, Marina di Sibari, Laghi di Sibari. I visitatori avranno la possibilità di acquistare carnet speciali che includono una serie di degustazioni di vini e prodotti tipici locali. I carnet saranno disponibili presso i punti informativi all’interno del Parco e presso le biglietterie. L’evento si svolgerà nelle serate del 30, 31 agosto e 1° settembre 2024, dalle 18.30 alle 24, e le navette saranno attive dalle 18 con frequenza ogni 15 minuti.

sibari_parco_vinitaly-and-the-city_calabria-in-wine_magliocco_locandinaLa Calabria e il Vino: un legame antico con la Storia. “Già tra il 1300 e l’1100 a.C.”, scrivono gli esperti del parco di Sibari, “i nostri antenati Enotri, grazie ai contatti con i Greci Micenei ed i Fenici, hanno scoperto l’arte di fare vino. Per loro, il vino era un lusso riservato ai nobili, proprio come nella Grecia antica dove si beveva solo durante le occasioni speciali. Quando più tardi i Greci fondarono città come Sibari tra il 720 e il 700 a.C., il vino divenne la superstar dei banchetti. Servito in coppe preziose durante cerimonie sacre e feste pubbliche, era il modo migliore per onorare gli dei e unirsi come comunità. E oggi? Il nostro legame con il vino è ancora vivo, come un buon bicchiere di Magliocco, che ci ricorda le nostre antiche radici e la ricchezza della storia calabrese”.

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Il vino in Calabria: l’antico glamour che faceva impazzire, se non il mondo, tutto il Mediterraneo. “Fin dall’alba della civiltà magnogreca”, ricordano sempre gli esperti del parco di Sibari, “il vino era la vera star in Calabria, tanto da far girare la testa anche ai coloni di Sybaris, Kroton, Locri, Kaulonia e Rhegion. 2700 anni fa, queste città si facevano spedire anfore da luoghi esotici del Mediterraneo, proprio come noi oggi ordiniamo bottiglie da Bordeaux o Champagne! E per il vino locale? Veniva conservato in enormi contenitori da oltre 1000 litri. La qualità era così alta che dal VI secolo a.C. il vino calabrese veniva esportato in tutta Italia, Grecia, Gallia e Spagna”.

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Il vino, i simposi e le libagioni: l’eredità greca in Calabria. “Con l’arrivo dei Greci sulle coste della Calabria, la coltivazione della vite subì un vero e proprio boom”, ricordano gli esperti del parco di Sibari. “I Greci, infatti, erano grandi amanti del vino e le loro abitudini culturali portarono a un aumento della produzione vitivinicola, introducendo nuovi vitigni e tecniche di coltivazione. Il vino diventò il cuore del simposio, una cerimonia conviviale durante la quale si discuteva di filosofia e politica, si cantava e si giocava, tutto sotto il segno di Dioniso. Durante il simposio il vino scorreva a fiumi, miscelato con acqua, miele e spezie, e servito in ricchi servizi da tavola, spesso importati dalla Grecia. Il vino aveva un ruolo speciale anche nei riti sacri, dove veniva versato per onorare le divinità o i defunti. Durante queste cerimonie, i contenitori ceramici usati venivano spesso infranti alla fine del rito, per consacrarli agli dei e impedire che fossero riutilizzati”.

Crotone. Al parco di Capo Colonna “open day” al cantiere di scavo nel sito del Santuario di Hera Lacinia con illustrazione delle scoperte e aperitivo. La sera concerto jazz

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Campagna di scavo 2024 della Scuola Superiore Meridionale nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna (Kr) (foto drm-calabria)

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Campagna di scavo 2024 della Scuola Superiore Meridionale nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna (Kr) (foto drm-calabria)

Venerdì 2 agosto 2024 termina la campagna di indagini archeologiche nel sito del Santuario di Hera Lacinia a Capocolonna (Kr). La direzione dei parchi archeologici di Crotone e Sibari propone un open day per conoscere le scoperte emerse dalla campagna di indagini archeologiche nel sito del Santuario di Hera Lacinia. A partire dalle 17.30 e fino alle 19.30, sarà possibile visitare il cantiere dove gli archeologi della Scuola Superiore Meridionale, guidati dal prof. Carlo Rescigno, e il direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, illustreranno le scoperte e risponderanno alle domande del pubblico. L’ingresso, consentito con il biglietto del Museo, sarà gratuito.

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Veronica Parilla & Carlo Maria Manna Quartet (foto guido milli – drm-calabria)

A seguire, al Punto Ristoro del Parco sarà possibile prendere un aperitivo accompagnato da prodotti tipici crotonesi, nell’attesa del concerto serale, organizzato da Consorzio Jobel al Giardino di Hera, dove la serata potrà concludersi con le note Jazz di Veronica Parilla & Carlo Maria Manna Quartet (Ingresso al concerto 10 euro. Info e prenotazioni: 0962.27697 – 379.1338626).

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella la conferenza “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici” con Filippo Demma (parco di Sibari) e Fabio Pagano (parco dei Campi Flegrei) terzo appuntamento del progetto Kepos 2024

ischia_giardini-la-mortella_progetto-kepos-2024_incontro-gestione-e-valorizzazione-parchi-archeologici_demma-pagano_locandinaSabato 13 luglio 2024, alle 19, nella Sala Recital Hall dei Giardini la Mortella a Ischia (Na), terzo appuntamento del Progetto Kepos, in cui interverranno il direttore del parco archeologico di Sibari Filippo Demma e il direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano, su “La gestione e la valorizzazione dei parchi archeologici”. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, la conferenza di Filippo Demma e Fabio Pagano. L’appuntamento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30.

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Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

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Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei (foto pa-fleg)

La gestione e la valorizzazione di un parco archeologico rappresenta una sfida complessa poiché strettamente correlata a caratteristiche intrinseche del sito, come la sua morfologia, che tengano conto della compatibilità con la conservazione del patrimonio culturale e a fattori estrinseci come la qualità dei progetti, la disponibilità economica oltre che il desiderio di un cambiamento culturale e rivoluzionario da parte delle comunità che vivono i territori in cui insistono i parchi archeologici. Diventa necessaria una visione attualizzante che proponga soluzioni innovative per alimentare l’attrattività dei siti facendo sì che l’iter del visitatore si traduca in una esperienza di apprendimento e diletto, che incominci ben prima del suo effettivo inizio e possa eternarsi sul piano mnemonico integrandosi alla sua cornice culturale.

Crotone. Al museo Archeologico nazionale di Capo Colonna la mostra “Nostoi, rientri condivisi” che presenta l’imponente patrimonio sottratto nel territorio calabrese a mercanti d’arte e tombaroli dai carabinieri del TPC nelle operazioni “Tempio di Hera” e “Achei”

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Specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla (V sec. a.C.) prodotto da metallurghi di Crotone esposto nella mostra “Nostoi, rientri condivisi” al museo di Capo Colonna (foto drm-calabria)

crotone_capo-colonna_archeologico_mostra-Nostoi-rientri-condivisi_locandinaUno specchio in bronzo con impugnatura a forma di fanciulla panneggiata databile alla prima metà del V secolo a.C. prodotta da officine di metallurghi di Crotone ed una grande lekythos – brocca per oli e balsami – decorata a figure nere, prodotta in Attica, la regione di Atene, intorno al 500 a.C., e attribuibile al Pittore di Edimburgo: sono solo due degli straordinari esposti alla mostra “Nostoi, rientri condivisi”, aperta al pubblico nella sala esposizioni temporanee del museo Archeologico nazionale di Capo Colonna, con ingresso libero, dal 6 luglio al 31 ottobre 2024, tutti i giorni (escluso lunedì) dalle 9 alle 19.

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Il direttore Filippo Demma durante l’allestimento della mostra “Nostoi, rientri condivisi” al museo di Capo Colonna (foto drm-calabria)

carabinieri-nucleo-tutela-patrimonio-culturale_logoLa mostra, che i parchi archeologici di Crotone e Sibari hanno organizzato per rendere conto dell’imponente patrimonio sottratto nel territorio calabrese a mercanti d’arte e tombaroli negli ultimi anni grazie al prezioso lavoro dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone, illustra, in sintesi, le principali operazioni d’indagine tra le quali spiccano in particolar modo quelle denominate “Tempio di Hera” e “Achei”. La prima ha visto coinvolto il sacro promontorio di Hera Lacinia, la seconda ha permesso di recuperare importantissimi documenti della cultura crotoniate.

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Museo Archeologico nazionale di Capo Colonna: Ernesto Salerno, Marianna De Matteis, Ramona Marrella, Filippo Demma e Gregorio Aversa (foto drm-calabria)

L’organizzazione della mostra è stata curata dal direttore Filippo Demma mentre il progetto scientifico è di Gregorio Aversa, responsabile dei siti crotonesi afferenti al nuovo Istituto, con la collaborazione di Marianna De Matteis ed Ernesto Salerno, mentre Ramona Marrella ha curato i restauri.

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Lekythos a figure nere (Attica, intorno al 500 a.C.) attribuibile al Pittore di Edimburgo esposta nella mostra “Nostoi, rientri condivisi” al museo di Capo Colonna (foto drm-calabria)

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Hydria a figure rosse di produzione italiota con quadriga guidata dal dio Eros esposta nella mostra “Nostoi, rientri condivisi” al museo di Capo Colonna (foto drm-calabria)

“Oltre allo specchio in bronzo e alla lekyhos attribuibile al Pittore di Edimburgo, non meno raffinati appaiono altri oggetti di cui non è sicuro individuare la provenienza”, spiega il direttore Demma, “ma che verosimilmente possono attribuirsi a contesti locali. Tra questi una splendida hydria (vaso per contenere e versare acqua) a figure rosse di produzione italiota con raffigurazione di una quadriga guidata dal dio Eros, alcune eleganti epychiseis (contenitori per oli e balsami profumati) apule e in stile Gnathia, una lekane (bacino per cibi cotti) a figure rosse con profili femminili e palmette sul coperchio. Tutti oggetti che dipingono un interessante scorcio delle principali produzioni ceramiche in territorio magnogreco e nel contempo dimostrano il grave danno che le attività criminali di scavatori clandestini arrecano sottraendo alla collettività elementi fondamentali per ricostruire la sua storia, informazioni che purtroppo non potranno più essere recuperate, come è invece stato possibile con i reperti”.