Un libro al giorno. “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità

Copertina del libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato
Esce a gennaio 2026 per i tipi di Carocci editore il libro “Il tempo profondo dell’umanità. Prospettive transdisciplinari per lo studio della preistoria” a cura di Luca Ciancio, Massimo Cultraro, Fedra A. Pizzato. Che cosa significa pensare la preistoria oggi? Il libro risponde a questo interrogativo proponendo una riflessione sul tempo profondo, le epoche remote in cui si manifestarono le prime forme di organizzazione sociale, tecnologica e simbolica. La prospettiva è transdisciplinare: archeologia, antropologia, scienze naturali, umane e sociali dialogano per restituire un quadro articolato della più antica storia dell’umanità. Dall’evoluzione della disciplina all’analisi delle idee, l’archeologia preistorica viene esplorata nel suo sviluppo storico, con particolare riferimento all’Italia e alle molteplici letture del rapporto tra uomo e ambiente. Un’attenzione speciale è dedicata alle forme di visualizzazione e comunicazione – dalla fotografia all’immaginario letterario – che hanno contribuito a costruire la percezione pubblica della preistoria. Il libro mostra come lo studio delle nostre origini non sia mai stato neutrale, ma risulti costantemente intrecciato al dibattito culturale e politico. In un periodo storico segnato da crisi ambientali e sociali globali, la categoria di tempo profondo si rivela uno strumento indispensabile per ripensare il rapporto tra passato, presente e futuro.
Luca Ciancio è professore associato di Storia della scienza e delle tecniche all’università di Verona e si è a lungo occupato della storia delle scienze naturali.
Massimo Cultraro è archeologo, direttore di ricerca presso il CNR-ISPC, esperto di preistoria e protostoria mediterranea.
Fedra A. Pizzato è ricercatrice in Storia della scienza e delle tecniche all’Università degli Studi di Verona, si occupa di storia degli studi di preistoria, di patrimonio critico e di comunicazione scientifica.
Napoli. All’università “Federico II”, in presenza e on line, la giornata internazionale di studi “Donne e Archeologia in Europa nel XX secolo. Il ruolo delle donne nella ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico” a cura di Bianca Ferrara, per approfondire il contributo delle donne alla storia della disciplina archeologica
Lunedì 1° dicembre 2025, alle 9.30, nell’aula Ex Cataloghi Lignei dell’università “Federico II” di Napoli, nel complesso di San Pietro Martire in via Porta di Massa 1 a Napoli, la giornata internazionale di studi “Donne e Archeologia in Europa nel XX secolo. Il ruolo delle donne nella ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico” a cura di Bianca Ferrara e rappresenta un’importante occasione per approfondire il contributo delle donne alla storia della disciplina archeologica, riportando alla luce figure e percorsi rimasti a lungo nell’ombra. L’iniziativa acquista particolare rilievo grazie alla partecipazione di studiose provenienti da diversi contesti accademici, italiani e stranieri. Sarà inoltre possibile seguire l’evento anche online tramite la piattaforma Microsoft Teams (https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ODJiMGNkM2ItNWZiNC00YzVmLThjZTMtMmY1YTM5MzM3NWQx%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%222fcfe26a-bb62-46b0-b1e3-28f9da0c45fd%22%2c%22Oid%22%3a%2280566533-a071-4e2e-a989-0a894ea565dc%22%7d). La Giornata rientra in un progetto di ricerca scientifica coordinato dalla prof.ssa Bianca Ferrara, volto ad approfondire il ruolo delle donne negli studi archeologici tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, con particolare attenzione ai percorsi formativi, alle modalità di accesso alla professione e ai contributi offerti allo sviluppo della disciplina archeologica. Il Convegno vedrà la partecipazione di studiose e ricercatrici provenienti da Università italiane e straniere, che approfondiranno le tematiche proposte, offrendo nuovi e interessanti spunti di riflessione. Le diverse relazioni in programma permetteranno infatti di delineare un quadro più completo e articolato del contributo femminile alla disciplina, mettendo in luce figure spesso poco note ma di grande rilevanza scientifica.
Dopo i saluti istituzionali di Andrea Mazzucchi e Rosalba Di Meglio, la prima sessione del Convegno, coordinata da Antonella Tomeo, prevede gli interventi di Giovanna Greco, Flavia Frisone, Margarita Díaz-Andreu, María José Berlanga Palomo, Fedra A. Pizzato e Sophie Hay. A seguire, le relazioni di Bianca Ferrara, Rachele Cava, Daniela Capece e Teresa Laudonia. I contributi offriranno un quadro articolato delle esperienze femminili che, tra archeologia, papirologia ed epigrafia, si sono sviluppate in un contesto tradizionalmente dominato da figure maschili, mettendo in luce percorsi professionali, approcci critici e metodologie innovative introdotte dalle studiose.

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