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Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale rivoluziona l’esperienza di visita: nuovi spazi dedicati alla sosta e contenuti multimediali e immersivi, percorsi e mappe tattili, quiet room, wayfinding e nuovi pannelli informativi. Grazie all’intervento di “Potenziamento dell’accessibilità senso-percettiva culturale e cognitiva” finanziato da PNRR

Nuova accessibilità al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria rivoluziona l’esperienza di visita: nuovi spazi dedicati alla sosta e contenuti multimediali e immersivi, percorsi e mappe tattili, quiet room, wayfinding e nuovi pannelli informativi. Presentato nei giorni scorsi al MArRC il nuovo volto, a seguito di una profonda trasformazione, non solo fisica ma culturale, grazie all’intervento di “Potenziamento dell’accessibilità senso-percettiva, culturale e cognitiva”.

“Grazie ai lavori del PNRR – spiega Fabrizio Sudano, direttore del MarRC -, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha avuto l’opportunità di rinnovarsi. Quindi un museo nuovo, plurale, accessibile a tutti i pubblici”. E Antonino Giordano, responsabile unico del procedimento: “L’intervento di potenziamento dell’accessibilità del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è un intervento che parte da lontano, dall’epoca post-pandemia, e che si sviluppa essenzialmente in due grandi fasi. Una prima fase di ascolto dei bisogni e delle esigenze di tutti i pubblici. E una fase progettuale che ha condotto poi agli interventi che oggi hanno trasformato il museo in maniera decisamente importante”. “Partendo da quelle che sono le maggiori criticità emerse durante la fase di analisi”, interviene Elena Nicolò, progettista e direttore per l’esecuzione, “abbiamo pensato a una serie di soluzioni integrate tra loro che incidono profondamente sull’intero percorso di visita”. “L’aspetto più rilevante dell’intero processo che abbiano messo in atto – continua Giordano – è stato quello di poter conoscere le reali necessità dei pubblici e così definire un modello di museo ritagliato esattamente sulle richieste che questi pubblici hanno manifestato”.

Fabrizio Sudano, Elena Nicolò, Antonino Giordano (foto marrc)

“Abbiamo rielaborato i pannelli informativi che risultavano difficilmente accessibili alla maggior parte dei pubblici”, interviene Nicolò, “articolandoli su più livelli e rielaborandoli con un linguaggio più semplice e arricchito anche di elementi grafici. Lungo il percorso abbiamo anche inserito anche diverse aree multimediali con videoproiezioni e anche una sala immersiva che non si sostituiscono ai pannelli informativi né tanto meno ai reperti, ma contribuiscono a consentire al visitatore di approfondire alcune tematiche e, come anche le aree di sosta, a rallentare il ritmo di visita a rallentare il ritmo di visita, invitandolo a fermarsi e a osservare i reperti.

“Una scelta sicuramente di forte impatto – continua Nicolò – è stata quella di aver dotato il museo di un percorso tattilo-plantare. Un percorso che si arricchisce anche di targhe e mappe tattili e che, pur essendo nato per un pubblico specifico che è quello dei non vedenti, in realtà aiuta qualsiasi tipo di pubblico a orientarsi e a comprendere meglio gli spazi e i contenuti del museo. Un altro importante elemento di novità è la Quiet Room, uno spazio tranquillo e isolato dedicato a chi ha bisogno di allontanarsi temporaneamente dagli stimoli dl museo, come ad esempio i soggetti neurodivergenti”.

“Siamo riusciti ad offrire un’accessibilità, un’accoglienza e una inclusione a tutti i tipi di pubblici”, assicura Giordano. E Sudano: “Questo progetto ci ha dato l’opportunità di ripensare al concetto di museo contemporaneo: un museo accessibile a tutti, aperto a tutti, dove il visitatore viene, fruisce degli spazi in modo libero, consapevole, e si crea un proprio percorso. Un museo dove si può sostare, dove si può tornare, dove si può vivere in modo diverso finalmente una collezione archeologica”.

“Il museo si sta trasformando in un luogo sempre più da vivere in maniera coinvolgente e condivisa”, assicura Nicolò. E Sudano conclude: “L’accessibilità in questa prospettiva non ha riguardato solamente l’eliminazione delle barriere ha restituito un museo migliore per tutti”.

Presentazione della nuova esperienza di visita al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 1, Componente 3 “Cultura 4.0” (Investimento 1.2), l’intervento segna una nuova tappa nella storia del museo reggino e trae origine dalle indicazioni contenute nel Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) del Museo, a cui si è affiancato un articolato percorso di ascolto che ha coinvolto associazioni, visitatori e portatori di interesse in modo da individuare le principali criticità e trasformarle in occasioni di miglioramento. Alla base dell’intervento vi è, dunque, una nuova idea di museo, inteso non soltanto come luogo della conservazione e della conoscenza con percorsi prestabiliti, ma come uno spazio in cui ogni visitatore possa trovare il proprio modo di entrare in relazione con il patrimonio culturale. Un’idea di museo che invita a rallentare il ritmo della visita, a sostare, osservare, ascoltare, condividere il tempo con la propria famiglia o con gli altri, lasciando che ogni visitatore costruisca liberamente la propria esperienza.

La nuova sala immersiva al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Le innovazioni introdotte non alterano l’attuale allestimento museale, ma lo integrano con strumenti, tecnologie e servizi capaci di rendere più efficace la comunicazione del patrimonio e più agevole l’esperienza di visita. Percorsi tattilo-plantari, mappe e targhe tattili, nuovi contenuti multimediali e immersivi, pannelli informativi pensati secondo differenti livelli di approfondimento, una segnaletica più chiara e intuitiva, insieme ai nuovi spazi dedicati alla sosta, uno spazio calmo/quiet room, costituiscono strumenti integrati attraverso i quali ciascuno può scegliere come vivere il Museo, secondo i propri tempi, i propri interessi e le proprie esigenze.

La Quiet Room al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Il progetto rappresenta un investimento strategico che guarda al futuro del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Non costituisce un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso di miglioramento costante, orientato a consolidare un modello di museo sempre più aperto, accogliente e capace di rispondere alle esigenze, in continua evoluzione, del pubblico. Con questa iniziativa il MArRC conferma il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale come bene comune, promuovendo un’esperienza di visita in cui conoscenza, partecipazione e accessibilità diventano elementi fondamentali della propria missione istituzionale.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre CIPÌ Soroptimist Baby Point – Spazio dedicato all’allattamento, realizzato in collaborazione con il Soroptimist International d’Italia

Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, giovedì 22 gennaio 2026, alle 18, apre CIPÌ Soroptimist Baby Point – Spazio dedicato all’allattamento, realizzato in collaborazione con il Soroptimist International d’Italia – Club Reggio Calabria. Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC e Natalina Galizia, ex presidente Soroptimist I. Club Reggio Calabria, intervengono Franca Brandolino, referente progetto Cipì Soroptimist Baby Point; Sabrina Prestipino, architetto progettista e curatrice del progetto; Elena Nicolò, funzionario architetto Ufficio Tecnico MArRC. L’incontro rappresenta un momento significativo di attenzione ai servizi dedicati alle famiglie e ai visitatori, con particolare sensibilità verso le esigenze delle mamme e dei più piccoli.

Roma. Al Collegio Romano (e in diretta su YouTube) il convegno “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”: in due giornate illustrati e discussi circa 40 progetti con oltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi

roma_mic_convegno-allestire-l-archeologia_locandinaOltre 100 esperti tra archeologi, architetti, ingegneri, docenti universitari, museologi e museografi si riuniscono il 26 e il 27 febbraio 2024 a Roma, al ministero della Cultura, al Collegio Romano, per il convegno organizzato dalla direzione generale Musei “Allestire l’archeologia. Progetti in corso e nuove proposte per i musei e i parchi archeologici nazionali”. Nel corso delle due giornate verranno illustrati e discussi circa 40 progetti, studiati per realizzare ex novo o per rinnovare gli allestimenti di altrettanti musei e parchi archeologici nazionali di tutta Italia. I lavori si concluderanno con una tavola rotonda, coordinata da alcune tra le personalità attualmente più competenti per animare il dibattito intorno all’intreccio tra ricerca, comunicazione e musei. Diretta sul canale YouTube del Ministero della Cultura ai seguenti link: 26 febbraio https://www.youtube.com/watch?v=tXYIwEtPCUo ; 27 febbraio https://youtube.com/live/MT5Q9kEkrkY. Finanziati con gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (M1C3 Cultura 4.0), talora messi a sistema con altri finanziamenti del ministero della Cultura, i nuovi allestimenti dovranno saper rispondere a molteplici esigenze: la chiarezza, per veicolare nitidamente informazioni selezionate, con il ricorso, secondo opportunità, anche a supporti digitali; l’accessibilità, per includere ogni persona che intraprenda la visita; la sostenibilità, per inserirsi nel ciclo di conservazione e rigenerazione delle risorse del pianeta; la flessibilità e la praticità, per agevolare la rotazione delle collezioni esposte e la continuità della ricerca; l’estetica, per contribuire al benessere durante la permanenza; l’originalità, per permettere a ciascun contesto di emergere nella sua specificità e diversità. I contenuti scientifici e storici relativi al patrimonio archeologico trovano un decisivo canale di espressione negli allestimenti permanenti dei musei e dei parchi archeologici, attraverso i quali in pochi anni cambieranno l’impatto, l’attrattività e l’efficacia della comunicazione archeologica in Italia.

LUNEDÌ 26 FEBBRAIO 2024. Sala Spadolini: alle 9.30, saluti istituzionali. SESSIONE MATTUTINA “Paradigmi per il cambiamento”, presiede Alfonsina Russo. Alle 10, Andrea Viliani, “Museo delle Civiltà, il museo antropologico contemporaneo come ecosistema: nuovi allestimenti per esperienze accessibili e plurali, multidisciplinari e interspecie”; 10.15, Filippo Demma, Serena Guidone, Camilla Brivio, “#sibarinprogress: per una museologia del provvisorio”; 10.30, Andrea Bruciati, “Variae, Multiplices et Multiformes: le VILLÆ”; 10.45, Lorenza Campanella, Santino Alessandro Cugno, “MUVI Appia: il museo virtuale del Parco archeologico dell’Appia Antica. Opportunità e prospettive attraverso l’esempio offerto dal contesto delle tombe della via Latina”; 11, pausa.

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Nuovo allestimento del museo nazionale del Paleolitico di Isernia (foto mic)

“Nuovi allestimenti per la Preistoria”: alle 11.30, Pierangelo Izzo, Annarosa Di Nucci, Carlo Peretto, “Il riallestimento del Museo nazionale del Paleolitico di Isernia: tra archeologia, architettura, arte e design”; 11.45, Mari Hirose, Verena Frignani, Alessandro Sartori, “Un nuovo progetto di allestimento per il Museo archeologico nazionale di Mantova”. “Magna Grecia accessibile”: alle 12, Tiziana D’Angelo, Antonella Manzo, Teresa Marino, “Musei per tutti: nuovi progetti di allestimento, fruizione e accessibilità a Paestum”; 12.15, Fabrizio Sudano, Giuseppina Cassalia, Antonino Giordano, Elena Nicolò, Claudia Ventura, “Spazi inclusivi al MArRC: percorsi e strumenti narrativi per l’eliminazione delle barriere all’accessibilità culturale del patrimonio archeologico”; 12.30, dibattito; 13, pausa. SESSIONE POMERIDIANA “Terre etrusche”, presiede Simone Verde. Alle 14, Denise Tamborrino, Patrizia Cirino, Federica Timossi, Fabio Fornasari, “Patrimonio vivo: contemporaneità ed inclusione. Il nuovo riallestimento del Museo nazionale etrusco di Marzabotto”; 14.15, Giorgio Rocca, Alessandro Nocentini, “Verso la valorizzazione del patrimonio etrusco a Orvieto: dalla Necropoli al Museo”; 14.30, Alessandra Gobbi, Gabriella Musto, Daniela Borgese, “Percorsi veienti”; 14.45, Maria Cristina Tomassetti, Vincenzo Bellelli, Agostino Caterina, Melania Bisegna, “Il Museo archeologico nazionale di Tarquinia: work in progress”; 15, Lara Anniboletti, Giorgio Pala, Paolo Monesi, “Il progetto di riqualificazione e riallestimento del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia”; 15.15, Mario Iozzo, Barbara Arbeid, “Il progetto di riallestimento del Museo archeologico nazionale di Firenze: 67 anni dopo l’alluvione del 1966”; 15.30, pausa.

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L’edificio che ospita il museo delle Navi romane di Nemi (foto mic)

“Emersi dall’acqua”: alle 16, Daniela De Angelis, Andrea Mandara, “Il nuovo allestimento del Museo delle Navi Romane di Nemi. Passato, presente e futuro”; 16.15, Andreina Contessa, Marta Novello, Francesca Condò, “Il nuovo Museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico di Grado (GO)”; 16.30, Daniele Ferrara, Maria Letizia Pulcini, Giulia Passante, Annunziata Genchi, “Da Hospitale a Museo. La nascita del nuovo Museo archeologico nazionale della Laguna di Venezia”; “Oltre l’Antico”: alle 16.45, Angela Borzacconi, “Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli: nuove forme per consolidate identità. Rigenerazione di uno spazio espositivo che racconta le radici dell’Europa altomedievale”; 17, Alessandra Mongelli, Claudia Lucchese, “Alla corte del tempo. Costruire nuovi percorsi di visita al Castello Svevo di Bari fra esperienze immersive e allestimenti archeologici”; 17.15, dibattito.

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Il suggestivo allestimento della mostra “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto graziano tavan)

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO 2024. Sala della Crociera: SESSIONE MATTUTINA “Sinergie moltiplicatrici”, presiede Francesca Cappelletti. Alle 9.30, Gabriele Nannetti, Ada Salvi, Federico Salvini, Jacopo Tabolli, Guglielmo Malizia, Roberto Vannata, “Dall’acqua al Museo: oltre la scoperta del santuario di Bagno Grande. Progetti e prospettive per il futuro Museo archeologico nazionale di San Casciano dei Bagni”; 9.45, Valeria Acconcia, Lara Anniboletti, Claudio Borgognoni, Alessandra Gobbi, Daniela Quadrino, Ursula Piccone, “Antichi popoli italici: dalla mostra temporanea al Museo archeologico nazionale di Veroli”; 10, Pietro Copani, Vincenzo Corrado, Anita Rocco, “Il nuovo Museo archeologico nazionale di Canosa di Puglia nell’edificio scolastico Mazzini”; 10.15, Massimo Osanna, Luigi La Rocca, Paolo Desideri, “Il Museo pompeiano al Real Albergo dei Poveri a Napoli”; 10.30, pausa. “Allestire l’archeologia in situ”: alle 11, Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Paola Quaranta, “Sotto un’altra luce. Progetti di accessibilità e innovazione tecnologica nel Parco archeologico del Colosseo”; 11.15, Alessandro D’Alessio, Cristina Genovese, “Spazi da esporre, spazi per esporre: i nuovi progetti di allestimento del Parco archeologico di Ostia antica”; 11.30, Enrico Rinaldi, Pierangelo Izzo, Michele Laurenzana, Lorenzo Romacciato, “Strategie innovative per i vari livelli di accessibilità nel Parco archeologico di Sepino”; 11.45, Marianna Bressan, Elisabetta Baldan, Francesca Farroni Gallo, “Allestire per aggregare. I progetti in corso ad Altino (Venezia)”; 12, Alessandra Guerrini, Marcella Mancusi, Massimo Molinelli, Antonella Traverso, “Museo nazionale e zona archeologica di Luni. L’accessibilità fisica e cognitiva: i progetti in corso”; 12.15, dibattito; 13, pausa.

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Depositi del museo Archeologico nazionale di Aquileia: Massimo Osanna, direttore generale musei; Andreina Contessa, direttrice regionale Musei del Friuli Venezia Giulia; Marta Novello, direttrice Man Aquileia (foto drm-fvg)

SESSIONE POMERIDIANA “Allestire l’archeologia nei musei”, presiede Luigi La Rocca. Alle 14, Stéphane Verger, “Presentazione del progetto “Urbs, dalla città alla campagna romana” e il nuovo percorso espositivo del Museo Nazionale Romano”; 14.15, Marta Novello, Elena Braidotti, Annalisa de Franzoni, Ilaria Fedele, “I nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia: strategie per una nuova narrazione museale”; 14.30, Daniele Ferrara, Annunziata Genchi, Marcella De Paoli, “Museo archeologico nazionale di Venezia. Il volto classico della Serenissima”; 14.45, Massimo Osanna, Francesco Sirano, Marialucia Giacco, Laura Forte, “Il progetto di riallestimento della Villa dei Papiri di Ercolano”; 15, Luigi Gallo, Diego Voltolini, “Restaurare, rifunzionalizzare, innovare. Il masterplan di intervento sul Museo archeologico nazionale delle Marche”; 15.15, Silvia Casciarri, Francesco Di Lorenzo, Silvia Dainese, Stefano Gris, “Nuovi percorsi espositivi al Museo archeologico nazionale e Teatro romano di Spoleto”; 15.30, pausa.

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Rendering dei nuovi allestimenti del museo Archeologico di Stabia “Libero d’Orsi” (foto parco archeologico di pompei)

“Allestire l’archeologia nei musei”: alle 16, Addolorata Bilardi, Antonio Salerno, Marco Magni, Valeria Parisi, “Il Museo archeologico di Calatia a Maddaloni (CE): nuove opportunità espressive del sistema spazio-collezione-tecnologia”; 16.15, Maria Rispoli, “Il progetto di ampliamento del Museo archeologico di Stabia “Libero D’Orsi”: il museo che indaga e interpreta”; 16.30, Annamaria Mauro, “La rete museale statale della Basilicata. Nuovi orizzonti: accessibilità, inclusione e fruizione dei luoghi e delle collezioni”; 16.45, Francesco Muscolino, Luana Toniolo, Luciano Cannas, “Spazi ripensati: il nuovo allestimento del Museo nazionale archeologico ed etnografico “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari”; 17, Tavola rotonda conclusiva: interverranno prof. Nadia Barrella, università della Campania “Luigi Vanvitelli”; prof. Maria Luisa Catoni, IMT Scuola Alti Studi Lucca; prof. Paolo Coen, università di Teramo; arch. Mario Cucinella. Mario Cucinella Architects; prof. Christian Greco, Museo Egizio di Torino; prof. Carlo Rescigno, università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Modera prof. Massimo Osanna, direttore generale Musei.

Reggio Calabria. Cinquantesimo dei Bronzi. Al museo Archeologico nazionale tre incontri sui restauri e le ricerche scientifiche sulle collezioni del museo. Si inizia con le terrecotte del tempio arcaico di Marasà. E poi un incontro con Adele Canale, una carriera per i beni archeologici calabresi

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Claudia Lucchese, direttrice del museo Jatta, e Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, illustrano al pubblico la mostra “Il vaso sui vasi” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Dopo il successo della Notte dei Musei che al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha offerto un primo assaggio delle aperture serali estive, richiamando più di 330 persone, che hanno potuto coniugare la bellezza dei Bronzi di Riace e di Porticello con la possibilità di osservare il cielo attraverso i telescopi del Planetario reggino, guidato dalla prof.ssa Angela Misiano, ora si apre una settimana fitta di appuntamenti dedicata alle esperienze del Museo, con incontri incentrati anche sui restauri e le ricerche scientifiche, nell’ambito delle celebrazioni del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Saranno tre gli appuntamenti curati dal funzionario restauratore Barbara Fazzari, previsti per il 17, il 19 e il 20 maggio 2022, nella sala conferenze a partire dalle 10. “Ringrazio la dott.ssa Fazzari, che coordina il nostro Laboratorio di Restauro, per queste iniziative, promosse in collaborazione con alcuni enti di ricerca e con le ditte di restauro impegnate in questi anni nella conservazione delle collezioni archeologiche del MArRC”, interviene il direttore Carmelo Malacrino. “Un ciclo di incontri per far conoscere al pubblico anche il dietro le quinte del Museo”.

reggio-calabria_archeologico_cinquantesimo_Conferenze sui restauri_terrecotte-marasa_locandinaMartedì 17 saranno presenti Rosa Ponterio, Francesco Armetta e Virgilio Vecchio, che presenteranno “Lo studio diagnostico delle terrecotte del tempio arcaico di Marasà”, nell’incontro organizzato in collaborazione con l’Istituto per i Processi Chimico Fisici del CNR di Messina e il dipartimento STEBICEF dell’università di Palermo. “Partendo dall’analisi delle tecniche di esecuzione”, spiega la Fazzari, “la conferenza affronterà tematiche di conservazione e restauro, offrendo utili spunti di approfondimento grazie ai risultati diagnostici ottenuti da una campagna di indagini effettuata di recente sui manufatti”. L’incontro si concluderà con una breve visita guidata ai reperti provenienti dal tempio locrese presenti al Livello B del Museo. Giovedì 19 maggio sarà la volta di Antonio Adduci, della ditta Adduci Restauri, che presenterà “Il restauro di alcuni corredi delle necropoli locresi di Canale Ianchina e Patarriti”, eseguito su manufatti vari, di cui la maggioranza in bronzo. Il racconto dell’intervento sarà preceduto da un approfondimento sulle tecniche esecutive e i fenomeni di degrado tipici degli oggetti in lega metallica. Al termine della conferenza verrà offerta un’esperienza didattica che permetterà ai partecipanti di osservare dal vivo alcuni strumenti scientifici, nonché dei prototipi realizzati per lo studio della tecnica esecutiva. Ultimo appuntamento venerdì 20 maggio, con la conferenza di Maria Labriola e Alessandra Milea, che parleranno dell’intervento conservativo eseguito dal Consorzio Pragma su uno dei mosaici provenienti dalla Villa dell’Annunziata di Reggio Calabria. “Si partirà da un’analisi della tecnica esecutiva degli apparati musivi e delle problematiche conservative ad essi connesse”, continua ancora la Fazzari, “per concludere con la descrizione del restauro effettuato”. Seguirà una breve visita guidata agli altri lacerti musivi provenienti dallo stesso contesto archeologico e conservati presso il Museo. “Queste conferenze”, conclude il direttore Malacrino, “vogliono dare spazio e visibilità ad alcuni importanti progetti di restauro, esponendo i risultati ottenuti, che spesso rimangono appannaggio dei soli addetti ai lavori. Capita infatti che i dati scientifici vengano pubblicati in riviste specialistiche, senza che gli stessi possano essere condivisi con la comunità locale. Con questi incontri il Museo offrirà un’importante esperienza didattico-culturale e insieme conoscitiva rivolta al grande pubblico, al fine di sviluppare nei visitatori l’interesse per le tematiche legate alla tutela e alla conservazione dei beni culturali”.

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L’architetto della soprintendenza Adele Canale (foto da heliosmag.it)

Inoltre martedì 17 maggio 2022, alle 17, in sala conferenze, si terrà l’incontro “Adele Canale. Una carriera per i beni archeologici calabresi”, curato dai funzionari architetti del Museo, Elena Nicolò e Claudia Ventura. Sarà presente l’arch. Canale, già funzionario architetto della Soprintendenza e del Museo, per raccontare e ripercorrere in grandi linee la sua carriera professionale e artistica. “Un lavoro stimolante, ricco e importante”, dichiara la Canale, “che mi ha permesso di conoscere tesori archeologici, paesaggistici e culturali della nostra terra. Stimoli, emozioni ed esperienze che ho sempre cercato di trasmettere ai miei collaboratori. Gruppi di lavoro, fatti di rapporti umani, di stima reciproca, di incontri con giovani capaci, motivati, entusiasti che mi hanno consentito di portare avanti i vari lavori. Onorata per questo riconoscimento attribuitomi dal direttore Malacrino, che ringrazio. Non poteva esserci gratificazione più grande a conclusione di un percorso di vita e di una affascinante carriera”. La serata, durante la quale saranno proiettate foto e immagini dei lavori svolti, vedrà il dialogo fra due generazioni di funzionari architetti del ministero della Cultura. “Il percorso professionale dell’architetto Adele Canale si intreccia con il suo percorso artistico”, commenta la Nicolò. “Nel corso dell’incontro avremo modo di ripercorrere alcune delle esperienze più significative della sua carriera, che hanno caratterizzato anche la storia dei beni archeologici calabresi e del nostro museo Archeologico”.