Selinunte (Tp). Eccezionale scoperta che riscrive i confini della città greca e conferma le intuizioni dell’archeologo Mertens: torna alla luce la porta Nord di accesso alla polis, individuate anche le mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi. L’obiettivo è rendere l’area accessibile al pubblico. Introdotti una nuova segnaletica e un logo ispirato alla foglia di selinon, simbolo dell’antica Selinunte

La porta monumentale a nord della polis greca di Selinunte scoperta dagli scavi del prof. Carlo Zuppi al parco archeologico di Selinunte (foto regione siciliana)

Panoramica della zona nord del parco archeologico di Selinunte dove è stata scoperta una porta monumentale (foro regione siciliana)
Rivedere la mappa dell’antica Selinunte. Che restituisce le mura della città arcaica, prima della distruzione dei Cartaginesi nel 409 a.C. Nuove scoperte archeologiche al parco archeologico di Selinunte (Castelvetrano, Tp) che stanno infatti riscrivendo la storia della città arcaica, confermando a distanza di trent’anni le intuizioni dell’archeologo tedesco Dieter Mertens. Gli scavi hanno portato alla luce una porta monumentale e tratti della cinta muraria settentrionale, estendendo di circa 300 metri verso nord i confini della città rispetto a quanto si pensava finora.

Presentazione della scoperta della porta monumentale di Selinunte al Baglio Florio: da sinistra, Correra, Zoppi. Scarpinato, Crescente e Cusenza (foto regione siciliana)

La didracma con la foglia di selinon che ha ispirato il nuovo logo del parco archeologico di Selinunte (foto regione siciliana)
La scoperta è stata annunciata il 25 marzo 2025 al Baglio Florio di Selinunte, in occasione della presentazione della nuova immagine visiva del parco archeologico che recupera e declina l’elemento iconico della foglia del selinon (il sedano), rappresentata su una didracma del periodo arcaico (540-510 a.C.). Sono intervenuti Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana; Giovanni Lentini, sindaco del Comune di Castelvetrano; Felice Crescente, direttore del Parco di Selinunte; Carlo Zoppi, università del Piemonte Orientale; Marco Correra, dell’ArcheOfficina; Maria Elena Cusenza, società Cooperativa Culture, Antonino Giancontieri, Atelier 790 e in videoconferenza Dieter Mertens, Istituto Germanico di Roma. E dal 6 aprile 2025 entrano in programma le nuove visite guidate alle Mura dell’Acropoli, tra i tratti più suggestivi della Selinunte post-cartaginese. “Il parco archeologico continua a lavorare riuscendo, con fondi propri, a riscrivere la storia di Selinunte”, sottolinea l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Il nuovo logo, la segnaletica, le visite e i servizi raccontano un Parco vitale, al servizio del pubblico, che continua ad attirare nuovi visitatori innamorati di questo lembo di Sicilia colmo di storia”.

Scoperta una porta monumentale a Nord di Selinunte: veduta zenitale (foto regione siciliana)

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
I nuovi scavi del parco archeologico hanno spostato molto in avanti l’estensione della polis verso Nord, rispetto a quanto pensato finora, confermando la sua enorme importanza e potenza tra i centri di cultura greca del Mediterraneo: a fine V secolo a.C. a Selinunte vivevano almeno 26mila abitanti, il suo territorio di influenza andava dall’attuale Mazara a Monte Adranone, sopra Sambuca, a Sciacca e Eraclea Minoa, per un totale di altri 90mila abitanti. Individuate almeno 5000 tombe in tre diverse necropoli, tutte saccheggiate nei secoli dai tombaroli. Sono tornate alla luce porzioni di mura fortificate che chiudevano la città da Nord, e la porta, da cui passava la Via sacra verso la necropoli monumentale fuori le mura. Di fatto, era questa la via di accesso più difficile da difendere perché non protetta dai due fiumi e dal mare. Quando nel 409 a.C. i Cartaginesi assediarono e distrussero Selinunte, attraversarono probabilmente anche questo ingresso: Diodoro Siculo descrive l’offensiva da Nord, dieci giorni di assedio e riporta 16mila morti in battaglia.

La porta monumentale Nord della polis greca di Selinunte: veduta zenitale (foto regione siciliana)

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Il parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, guidato da Felice Crescente, ha lavorato sull’intuizione del grande archeologo tedesco Dieter Mertens (oggi 83enne) che, a fine anni Novanta, scavò due delle porte di accesso che guardavano al porto orientale; e aveva intuito una cinta muraria molto più ampia di quella conosciuta. Ma Mertens, pur avviando indagini georadar sulla zona, si fermò. La sua emozione alle nuove scoperte di Selinunte, oggi è tangibile. “In fondo sono stato io a suggerirlo: intervenire su questo luogo era un desiderio che mi era rimasto dentro”, dice il grande archeologo che giunse per la prima volta in Sicilia nel 1971. “Allora mi ero accorto di questa cosiddetta “anomalia” di Galera Bagliazzo, nei pressi della necropoli monumentale. Era un luogo bellissimo, immenso, direi obbligatorio dal punto di vista difensivo della città, da quassù si ha un panorama di 360 gradi. Quando ho visto le immagini, mi sono emozionato: questa è la vera porta Nord della città, abbiamo finalmente un’idea esatta della monumentalità e della pianta urbana della città arcaica, anche l’assemblaggio dei blocchi mi sembra di grande ambizione. È veramente una grande scoperta, la più importante degli ultimi decenni”.

Il prof. Carlo Zoppi e il direttore Felice Crescente osservano i resti della porta monumentale scoperta a Selinunte (foto regione siciliana)
“Siamo partiti dall’intuizione di Mertens e dagli scavi dell’Istituto Germanico che ha dimostrato l’esistenza di un primo abitato”, spiega il direttore del Parco archeologico di Selinunte, Felice Crescente. “Superando le recinzioni del Parco che risalgono a trent’anni fa, abbiamo trovato la cinta muraria e la porta monumentale di circa 3 metri, identica alle altre due scavate da Mertens, quindi riconducibile al V secolo. Il fatto che guardi alla necropoli monumentale ci porta a pensare che da qui passavano i cortei funebri”. La porta presenta una sorta di “anticamera” controllata da due torri gettanti di guardia, una delle quali già individuata; il ritrovamento di particolari reperti fa pensare a un certo numero di botteghe artigiane che erano a ridosso delle mura. “Di questi scavi resterà il metodo: il Parco archeologico è in grado di sostenere le campagne di scavo, sperimentando tecniche innovative” come la tomografia geoelettrica tridimensionale, più veloce ed economica del georadar, che permette di sondare il terreno fino a 4 metri.

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Per questa campagna di scavo hanno lavorato i giovani archeologi di ArcheOfficina sotto la direzione scientifica di Carlo Zoppi dell’università del Piemonte Orientale. “C’erano zone in cui anno dopo anno, non cresceva mai l’erba, sotto doveva esserci qualcosa”, spiega Zoppi che da giovane archeologo, lavorava già a Selinunte trent’anni fa. “Esaminando le fotografie aeree ci siamo resi conto di una traccia precisa che poteva solo indicare la presenza di mura. Ma non avremmo mai immaginato allora, di poter vedere affiorare questo tratto della cinta con la sua porta. Adesso bisognerà continuare gli scavi per portarla interamente alla luce”.

Il logo e l’immagine grafica del parco di Selinunte sono declinati sulla nuova linea di merchandising in vendita al bookshop (foto regione siciliana)
L’idea del Parco è quella di musealizzare l’intera area e renderla fruibile al pubblico, anche con la ricostruzione virtuale dell’antica cinta muraria. Sono capitoli di un progetto complessivo di fruizione che guarda al futuro prossimo: si parte dalla nuova segnaletica e dalla rilettura dell’immagine coordinata del Parco, ideata da Atelier 790, che ruota attorno all’elemento iconico della foglia di selinon, riportata su un’antica didracma (540-510 a.C.), simbolo distintivo dell’antica Selinunte. Anche la palette cromatica attinge alle decorazioni dei templi; il logo e l’immagine grafica sono declinati sulla nuova linea di merchandising in vendita al bookshop.

Veduta zenitale della zona nord del parco archeologico di Selinunte dove è stata scoperta una porta monumentale (foro regione siciliana)
Coopculture, su richiesta della direzione del Parco, ha prodotto uno studio che razionalizza la segnaletica, individuando i punti di maggiore interesse – Collina Orientale, Acropoli, Collina di Manuzza, Malophoros e le aree intermedi – e i servizi al pubblico; suggerendo percorsi con indicazioni delle distanze, che in un Parco enorme come Selinunte, daranno ai visitatori un’idea dei tempi della visita, del grado di accessibilità, dei mezzi disponibili (navette elettriche o bici). “Visitare il Parco”, aggiunge Scarpinato, “diventa sempre più un’esperienza immersiva, affrontata da soli, complice la nuova segnaletica, o con l’ausilio di approfondite e percorsi inediti”. Tra questi ideati da CoopCulture, le nuovissime visite alle Mura dell’Acropoli, lanciate in anteprima a febbraio con grande successo del pubblico: dal 6 aprile 2025 (prima domenica del mese a ingresso gratuito) entreranno infatti nell’offerta abituale.

I resti della porta monumentale scoperta nella zona Nord del parco di Selinunte (foto regione siciliana)
Quando, dopo la distruzione cartaginese, il siracusano Ermocrate giunge a Selinunte, la rinchiude in una cinta muraria che abbraccia l’Acropoli, un territorio che corrisponde a circa un decimo dell’antica città: saranno queste mura, con il loro passaggi segreti, ad affascinare i visitatori. In un Parco che in questi giorni è un vero giardino di margherite gialle e acetosella. Il Parco archeologico di Selinunte è aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica. Fino al 30 aprile 2025, dalle 9 alle 19 (chiusura biglietteria alle 18), dal 1° maggio al 15 settembre 2025, dalle 9 alle 20 (chiusura biglietteria alle 19). Da metà luglio il Parco apre di sera per ospitare la stagione di spettacoli e concerti, secondo il calendario sul sito www.cooopculture.it da cui è possibile acquistare ogni tipologia di biglietti di ingresso e di visita al sito.
Giornata dei Beni culturali siciliani, in memoria di Sebastiano Tusa: al museo Archeologico Salinas di Palermo visita guidata alle collezioni; all’università di Palermo presentazione di “Sicilia archeologica. 115”, e alla fondazione Federico II presentazione di “Sicilia archeologica vista dal cielo”

10 marzo 2025: per la “Giornata dei Beni Culturali Siciliani”, dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa, archeologo e assessore regionale ai Beni Culturali tragicamente scomparso nel disastro aereo del 10 marzo 2019, i parchi archeologici, i musei, le gallerie e le biblioteche della Regione Siciliana aprono gratuitamente le loro porte al pubblico: il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo apre dalle 9 alle 19 [ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura]. Ingresso gratuito. Per l’occasione, CoopCulture offrirà alle 17 una visita guidata gratuita alle collezioni del “Salinas”. La visita darà inoltre l’opportunità di conoscere meglio la figura di Sebastiano Tusa e il suo importante contributo all’archeologia, ricordando un uomo che ha lasciato un’impronta duratura nella cultura siciliana. Un’opportunità unica per scoprire le collezioni del museo più antico della Sicilia, con un focus speciale sulla figura di Sebastiano Tusa, del quale verrà ripercorsa la sua straordinaria vita e il suo instancabile lavoro di archeologo, fino al tragico incidente che ne ha segnato la scomparsa. Tusa è stato un uomo che ha dedicato con passione e impegno la sua esistenza alla ricerca e allo studio del mondo antico, apportando un contributo fondamentale alla scoperta, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale siciliano.

La Fondazione Sebastiano Tusa, rispettando la “Giornata dei Beni Culturali Siciliani”, l’appuntamento annuale in ricordo della tragica scomparsa dell’illustre archeologo, lo ricorda con due eventi il 10 e 11 marzo 2025. Lunedì 10 marzo, alle 17, nella Sala Magna del Complesso Monumentale dello Steri (piazza Marina, 61 a Palermo) si tiene la presentazione del nuovo volume della rivista “Sicilia Archeologica” (n. 115). Programma. Saluti di Massimo Midiri, rettore dell’università di Palermo; Roberto Lagalla, sindaco di Palermo; Massimo Mariani, prefetto di Palermo; Francesco Paolo Scarpinato, assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Regione Siciliana. Interventi istituzionali: P. Sergio M. Catalano op, priore del convento San Domenica di Palermo; Mario La Rocca, dirigente generale dei Beni culturali e all’identità siciliana, Regione Siciliana. Introduce Valeria Li Vigni Tusa, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, direttrice Sicilia Archeologica. Modera Ludovico Gippetto, giornalista. Intervengono Bruno Corà, presidente Fondazione Burri; Massimo Cultraro, ISPC-CNR, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Luigi Fozzati, Istituto Italiano di Archeologia Subacquea, redazione Sicilia Archeologica; Assia Kysnu Ingoglia, università Tor Vergata, redazione Sicilia Archeologica; Franco Palla, università di Palermo, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Roberto Marcucci, editore L’ERMA di Bretschneider.

Copertina del numero 115 di “Sicilia archeologica” (L’Erma di Bretschneider)
Sicilia archeologica 115. In questo numero è particolarmente focalizzato l’aspetto della circolazione di uomini e culture nel Mediterraneo che evidenzia quel modo di sentire comune ai Paesi che vi si affacciano: Un mare di storia, dove i popoli che hanno navigato collegando sponde diverse, oggi, come millenni fa, devono proseguire sulla strada del dialogo e sostenere una collaborazione per la tutela e valorizzazione del Mare Nostrum. Come è prassi anche questo numero si divide in quattro grandi sezioni: scoperte archeologiche più recenti; diagnostica dei beni culturali (archeometria, biotecnologie, …); aggiornamenti dalla preistoria al mondo classico e al mondo sommerso; normativa sui beni culturali (valorizzazione, conservazione, tutela, fruizione).
Martedì 11 marzo 2025, alle 9.30, alla Fondazione Federico II (Oratorio di Sant’Elena e Costantino Piazza della Vittoria, 23 – Palermo) verrà presentato il libro “Sicilia archeologica vista dal cielo: dalla preistoria all’età romana”. Intervengono Gaetano Galvagno, presidente Assemblea regionale siciliana e Fondazione Federico II; Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa; Roberto Marcucci, editore L’Erma di Bretschneider; Giovan Battista Scaduto, fondazione Federico II; Luigi Nifosi, archivio fotografico siciliano; Luigi Fozzati, istituti italiano di Archeologia Subacquea, fondazione Sebastiano Tusa. Modera Ludovico Gippetto, giornalista.
Selinunte (Tp). Al parco archeologico visita guidata didattica “L’Archeologo racconta i segreti dei Templi di Selinunte”

Sabato 1° marzo 2025, al parco archeologico di Selinunte (Tp), visita guidata didattica “L’Archeologo racconta i segreti dei Templi di Selinunte”. Visita guidata di un’ora (alle 10.30 e alle 11.45) ai templi della Collina orientale del parco archeologico di Selinunte, a cura degli archeologi di CoopCulture. L’esperienza consentirà anche di scoprire i segreti che si celano dietro la costruzione degli edifici templari: vere e proprie dimore eterne, innalzate dagli antichi greci per i loro Dei. Costo 7 euro + biglietto di ingresso al parco. I partecipanti apprenderanno le diverse fasi che scandiscono la costruzione di un tempio, dalla cava fino alla messa in opera dei blocchi lapidei, senza tralasciare tematiche come il trasporto dei materiali fino al cantiere, i sistemi di elevazione e di misurazione e ancora l’origine del tempio dorico: il percorso di visita permetterà di avere riscontro su quanto trattato dagli archeologi con la possibilità di verificare i principi applicativi che si celano dietro l’avanzamento dei lavori di un cantiere templare grazie agli edifici sacri ancora oggi presenti sulla Collina Orientale.
Ercolano. Al parco archeologico per “Ercolano dei popoli” il percorso “Ercolano Miti e Misteri”. E l’apertura della Casa della Gemma prorogata di dieci giorni. Sirano: “Qui il confine tra sacro, profano, mito e ignoto, si dissolve”


Il triclinio della Casa della Gemma a Ercolano dopo il restauro (foto paerco)
Torna domenica 23 febbraio 2025, alle 11, l’appuntamento al parco archeologico di Ercolano con “Ercolano dei popoli” la serie di incontri organizzati per iniziativa e in collaborazione con Coopculture, questo mese dedicato a “Ercolano Miti e Misteri”. Ammesso un gruppo di massimo 25 partecipanti, la partecipazione è gratuita al costo regolare del biglietto di ingresso al Parco. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/it/prodotti/ercolano-dei-popoli-miti-e-misteri/ o in biglietteria fino ad esaurimento posti. Il parco archeologico di Ercolano annuncia inoltre che, in seguito all’alto gradimento e alla richiesta ricevuta per la visita della Casa della Gemma, l’apertura della domus viene prolungata per altri 10 giorni, occasione ulteriore per esplorare uno dei tesori del Parco di Ercolano, celebre per i suoi mosaici e gli affreschi ben conservati.

“Contesa fra Ercole e il fiume Acheloo per la mano di Deianira” nella sede del Collegio degli Augustales di Ercolano (foto Paerco)
L’appuntamento del 23 febbraio è dedicato alle pluralità culturali, storiche e antropologiche nel mondo antico. Fondata da Ercole, secondo la tradizione, nella compagine culturale cittadina si sono innestate precocemente, come in altri siti della Campania, religioni provenienti dall’Oriente. Durante il percorso si andrà alla scoperta di luoghi e manufatti che rimandano a questi culti. Tracce esili ma dal punto di vista simbolico, molto potenti: come i riferimenti ad Attis, il cui culto era legato ai misteri della rinascita e della purificazione, e alcuni reperti che rimandano all’ambiente isiaco. Attraverso affreschi, rilievi e sculture si potranno comprendere aspetti della vita spirituale e dell’insieme delle pratiche religiose e magiche degli abitanti dell’antica città. Oltre ai culti ufficiali tra cui il culto imperiale e quello per Ercole, la presenza delle tradizionali divinità del pantheon romano quali Minerva, Mercurio, Nettuno, Venere, Dioniso e Vulcano esprime la vivacità del sentimento religioso di questa comunità, arricchito anche da divinità “minori” quali, Semo Sancus, i Lares, il culto dei Penati.

Francesco Sirano direttore del parco archeologico di Ercolano (foto Paerco)
“Ercolano è un luogo dove culti ufficiali e culti misterici hanno trovato terreno fecondo”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Visitare Ercolano in questa prospettiva significa entrare in un mondo dove il confine tra sacro, profano, mito e ignoto, si dissolve. Nel Parco archeologico, si può ancora percepire concretamente l’eco di una civiltà che venerava gli dèi e cercava risposte ai grandi misteri dell’esistenza anche al di fuori della religione, come dimostra la scuola di filologia epicurea impiantata nella Villa dei papiri”.
Selinunte (Tp). Per la #domenicalmuseo al parco archeologico visita guidata gratuita “Le mura di Selinunte ed i suoi passaggi segreti” con CoopCulture. E poi “Archeobike”, e al museo Baglio Florio Videomapping sui templi e mostra “Colora La Sicilia su due ruote”

Ogni città antica aveva una cinta muraria che proteggeva i suoi abitanti dagli attacchi nemici, ne segnava i confini e vedeva all’interno lo svolgersi della vita quotidiana. Domenica 2 febbraio 2025, alle 11, il parco archeologico di Selinunte in collaborazione con CoopCulture propone “Le mura di Selinunte ed i suoi passaggi segreti” visita gratuita tra le antiche mura dell’Acropoli alla scoperta del loro affascinante sistema difensivo, percorrendo i passaggi segreti utilizzati dagli abitanti, scoprendo l’antica scienza delle tecniche di assedio. Ritrovo al Parco lato guardiania-sbarra, ingresso gratuito dalle 9 alle 15.30 in occasione della prima domenica del mese. Accesso almeno 15′ prima dell’inizio effettivo della visita che dura 90 minuti. È necessario l’acquisto del servizio di mobilità interna (trenino 3 euro a persona: il biglietto per la navetta va acquistato singolarmente cliccando qui). Attività adatta ad un pubblico allenato, consigliato l’utilizzo di scarpe da trekking.

Le antiche mura dell’Acropoli di Selinunte (Tp) (foto regione siciliana)
Le mura di Selinunte, sono il testimone muto di un passato glorioso che ancora oggi si racconta anche attraverso le sue fortificazioni. Visitare questa città non significa solo ammirare i maestosi templi e la natura rigogliosa che circonda le sue meraviglie archeologiche, ma anche poter comminare vicino la cinta muraria che ha visto lo sviluppo di questa città ma anche la sua distruzione. Passeggiando lungo le mura, potremmo immaginare la vita degli abitanti di Selinunte, vedere ciò che resta delle porte, veri e propri punti strategici, attraverso cui passava la vita ed il commercio, controllate giorno e notte da torri, poste ad intervalli regolari, che permettevano di avvistare in anticipo eventuali pericoli. Durante la visita si accennerà all’arte della poliorcetica ovvero tutti gli stratagemmi, le tecniche e gli strumenti messi a punto in campo militare per assediare la città. Ma a rendere ancora più suggestiva l’esperienza sarà la percorrenza dei passaggi segreti che si nascondono ancora oggi nelle mura, utilizzati come vere e proprie vie di fuga. Una visita specialistica per comprendere meglio la storia di questa straordinaria città.

“Archeobike” al parco archeologico di Selinunte (Tp) (foto regione siciliana)

Sempre per la #domenicalmuseo del 2 febbraio 2025 il parco archeologico di Selinunte organizza “Archeobike” alle 9 e alle 12, per scoprire Selinunte pedalando lungo percorsi esclusivi audioguidati con le nostre bici a noleggio; Videomapping sui templi, un’esperienza visiva unica al museo Baglio Florio: un viaggio nella policromia originale dei templi, con il mito del Ratto di Europa come protagonista, tra le colonne del Tempio Y; esposizione temporanea gratuita “La Sicilia su Due Ruote”: al museo Baglio Florio nel parco archeologico di Selinunte, un’esposizione legata al concorso artistico “Colora La Sicilia su due ruote” organizzato da Sicilytobike in collaborazione con il liceo Artistico G. Bonachia di Sciacca. Gli studenti partecipanti hanno decorato delle e-bike con temi ispirati alla cultura siciliana, trasformandole in vere e proprie opere d’arte itineranti.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale incontro con Red Canzian per la presentazione del suo libro “Centoparole per raccontare una vita” (Sperling & Kupfer) in dialogo con Stefania Mancuso (Unical)

Ultimi posti disponibili per l’incontro con Red Canzian, una leggenda della musica, al MArRC. Sabato 1° febbraio 2025, alle 17.30, in Piazza Paolo Orsi, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ospita la presentazione del libro di Red Canzian “Centoparole per raccontare una vita” (Sperling & Kupfer). Un’occasione per approfondire il racconto personale di uno degli artisti più amati e per avvicinarsi alla sua esperienza artistica e umana. Al termine dell’evento, l’autore sarà disponibile per il firmacopie e per degli scatti ricordo. L’incontro sarà introdotto dal direttore Fabrizio Sudano e vedrà la partecipazione di Stefania Mancuso, professoressa di Archeologia classica e Didattica del parco e del museo dell’Unical, che dialogherà con l’autore. La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata contattando il call center CoopCulture al numero 06 39967600, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18.

Copertina del libro “Centoparole per raccontare una vita” di Red Canzian (Sperling & Kupfer)
Centoparole per raccontare una vita. Le parole hanno il potere di emozionare, aiutarci a crescere, farci soffrire o placare i dolori dell’anima. In ognuna di esse si nasconde un mondo affascinante e complesso, che cambia e si trasforma a seconda del momento e del sentimento che viviamo. Red Canzian ha scelto cento parole, quelle che sente più sue, dando a ognuna un’interpretazione del tutto personale e raccontando quali ricordi rievocano, quanto hanno influito sulla sua crescita, sul suo modo di essere e di intendere la vita stessa. Un’occasione per fare un bilancio personale e professionale, in cui lo storico bassista dei Pooh allarga lo sguardo agli eventi che ha vissuto sul palco e fuori, ai valori che lo ispirano, agli affetti nei quali trova rifugio e riparo e ai progetti che coltiva incessantemente con instancabile entusiasmo. Ma il suo desiderio, con questo libro, è soprattutto quello di arrivare al cuore oltre che alla testa del lettore, per coinvolgerlo in riflessioni ed emozioni profonde, attraverso suggestioni che inducono a sognare, credere e osare, sempre con passione, per provare a trovare un nuovo significato alla parola domani.
Ercolano. Al parco archeologico nell’ambito di “Ercolano dei popoli” la visita guidata “Ercolano di cibi e di merci”, a cura di Coopculture, un’esplorazione unica tra abitudini alimentari, scambi commerciali e influenze culturali
Il parco archeologico di Ercolano diventa protagonista di un’esplorazione unica tra abitudini alimentari, scambi commerciali e influenze culturali. Torna il 26 gennaio 2025, alle 11.30, l’appuntamento al parco archeologico di Ercolano con “Ercolano dei popoli” la serie di incontri organizzati per iniziativa e in collaborazione con Coopculture, questo mese dedicato a ‘Ercolano di cibi e di merci’. Grazie alla straordinaria conservazione dei resti organici, sarà possibile rivivere la quotidianità e i commerci dei popoli antichi, scoprendo come il cibo fosse un elemento di identità e connessione tra culture diverse. Dalla fertile terra vulcanica alle influenze orientali, questo appuntamento svela le radici dei nostri antenati attraverso discipline come l’economia, l’antropologia, la medicina e la storia. La visita, gratuita, realizzata in collaborazione con Coopculture, dura 75 minuti. Raccomandare calzature e abbigliamento comodi. Per info e dettagli https://www.coopculture.it/…/ercolano-dei-popoli-di…/. “Raccontiamo ai visitatori una parte fondamentale della vita quotidiana degli antichi romani che trova a Ercolano un osservatorio privilegiato, e direi quasi unico per varietà e quantità delle testimonianze archeologiche”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “La nostra città, come altre del mondo romano, era un crocevia di popoli e merci, e questo aspetto ci permette di comprendere meglio la ricchezza culturale e l’influenza delle diverse civiltà che la popolavano. Attraverso la collaborazione con CoopCulture, abbiamo creato un’esperienza immersiva che esplora il ruolo delle attività commerciali e alimentari nella vita quotidiana. Un aspetto affascinante è la varietà di cibi, spezie e utensili da cucina, che testimoniano un contesto multiculturale e un mercato vivace, con un grande scambio di beni tra il Mediterraneo e le aree più lontane. In questo modo, ‘Ercolano dei Popoli’ non è solo una riflessione su una città distrutta dall’eruzione del Vesuvio, ma anche un’opportunità per vedere come le dinamiche sociali, economiche e alimentari contribuiscano a formare un’identità comune che, ancora oggi, possiamo riconoscere nel nostro patrimonio culturale”.

Cesta di frutta dipinta su una parete della Casa dei Cervi a Ercolano (foto paerco)
L’appuntamento del 26 gennaio 2025 è dedicato a uno degli argomenti più ricchi e complessi del mondo antico, che coinvolge fattori economici, sociali, di gusto e medico antropologici. Una pluralità di discipline che confluiscono in un tema per lo svolgimento del quale il Parco di Ercolano è tra i siti con una peculiarità di testimonianze. Grazie alla particolare modalità di seppellimento del luogo infatti, la conservazione dei resti organici ha consentito di ricostruire le abitudini alimentari, le conseguenze di tali regimi sulla salute degli antichi abitanti della città, le produzioni e colture, come sappiamo ricchissime grazie alla fertile terra vulcanica, ma anche una straordinaria vicenda di commerci, scambi, contatti, influenze e ricerca di rarità, collegate ai commerci, tra gli altri, con il mondo orientale. Il nutrimento dei popoli antichi passa non solo attraverso questioni politiche e commerciali, ma entra in vicende che riguardano l’identità e la formazione degli individui, nostri diretti antenati.
Roma. Riaperto il Passetto di Borgo, il suggestivo corridoio fortificato tra Vaticano e Castel Sant’Angelo tornato fruibile dopo sei anni con un programma permanente di visite guidate speciali. Entro gennaio accesso possibile anche ai disabili
Costruito nel Medioevo, ha svolto un ruolo cruciale per la sicurezza dei Papi nei momenti di crisi. Durante il Sacco di Roma del 1527, Papa Clemente VII fuggì attraverso questo corridoio cercando rifugio a Castel Sant’Angelo. Parliamo del Passetto di Borgo: dal 23 dicembre 2024, a poche ore dall’apertura del Giubileo 2025, il suggestivo corridoio fortificato tra Vaticano e Castel Sant’Angelo è tornato fruibile dopo sei anni con un programma permanente di visite guidate speciali. Oggi, percorrere di nuovo il Passetto significa rivivere uno dei capitoli più intensi della storia della città. La riapertura del Passetto è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la soprintendenza Speciale di Roma, che ha curato i lavori di messa in sicurezza, conservazione e restauro, e la direzione generale Musei / Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma, responsabile del progetto di valorizzazione e della nuova narrazione museologica. All’inaugurazione erano presenti Luca Mercuri, dirigente delegato dell’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma; Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC; la soprintendente speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro; e l’on. Federico Mollicone, presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) alla Camera dei Deputati.
Le visite guidate, realizzate in collaborazione con Coopculture e acquistabili sull’app e la piattaforma Musei Italiani, permettono di percorrere l’intero tratto del Passetto, dalla Torre del Mascherino su piazza della Città Leonina, fino al Bastione San Marco a Castel Sant’Angelo. Il percorso alterna due livelli: il livello superiore, scoperto, offre una passeggiata panoramica con viste spettacolari sulla città; il livello inferiore, coperto, rappresenta invece il corridoio “segreto” che consentiva ai Pontefici di spostarsi in sicurezza dagli appartamenti papali al castello fortificato. All’arrivo al Bastione San Marco, i visitatori sono accolti in un ambiente allestito per l’occasione con opere e oggetti che raccontano le vicende storiche legate al Passetto e a Castel Sant’Angelo. Una installazione multimediale, realizzata in collaborazione con Studio Azzurro, offre ulteriori spunti per un’esperienza immersiva. Un virtual tour, infine, disponibile sul sito web di Castel Sant’Angelo, consente di poter fruire del Passetto da qualsiasi luogo e distanza.

Le visite guidate, per gruppi di 25 persone, prevedono 3 diverse formule: la visita guidata diurna al Passetto e al Bastione San Marco senza ingresso a Castel Sant’Angelo, la visita guidata diurna integrata con l’ingresso ordinario a Castel Sant’Angelo e la visita speciale notturna che include la visita guidata al Passetto e una suggestiva passeggiata all’interno di Castel Sant’Angelo tra Bastioni e Sala Paolina, senza altro pubblico presente. L’ingresso diurno al solo Passetto e al Bastione San Marco costa 4 euro (con riduzioni e gratuità di legge) + 12 euro per la visita guidata obbligatoria della durata di un’ora (gruppi di 25 persone, gratis fino a 6 anni, 2 euro fino ai 18 anni non compiuti). L’ingresso diurno integrato al Passetto + Castel Sant’Angelo prevede il costo del biglietto di accesso ordinario a Castel Sant’Angelo (16 euro con riduzioni e gratuità di legge) + 10 euro per la visita guidata al Passetto di Borgo e al Bastione San Marco della durata di un’ora (gruppi di 25 persone, gratis fino a 6 anni, 2 euro fino ai 18 anni non compiuti). L’ingresso speciale notturno prevede la visita guidata di un’ora al Passetto di Borgo e al Bastione San Marco e una passeggiata suggestiva all’interno di Castel Sant’Angelo, senza altro pubblico presente, che include il dromos, i bastioni e la Sala Paolina: costa 4 euro (con riduzioni e gratuità di legge) + 24 euro per la visita guidata speciale (gruppi di 25 persone, gratis fino a 6 anni, 2 euro fino ai 18 anni non compiuti).

“Sono particolarmente lieto”, dichiara Massimo Osanna, direttore generale Musei, “di celebrare la riapertura al pubblico del Passetto di Borgo, dopo anni di chiusura. Questo passaggio fortificato non è soltanto un elemento architettonico di rara suggestione, ma rappresenta un capitolo fondamentale della storia di Roma, capace di raccontare momenti cruciali della città e della sua dimensione universale. Oggi viene restituito ai cittadini e ai visitatori un luogo che invita alla scoperta e alla conoscenza, proponendo un dialogo tra storia, cultura e paesaggio urbano. Le nuove modalità di fruizione, con percorsi guidati diurni e serali, l’allestimento del Bastione San Marco e soluzioni accessibili, confermano l’impegno verso un patrimonio culturale che possa essere sempre più esperienza condivisa, capace di connettere passato e presente in una narrazione viva”. “Il grande intervento del Passetto di Borgo”, commenta Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma, “in collaborazione con la direzione generale Musei e il segretariato regionale del Lazio, non poteva non concludersi che con il restauro realizzato dalla Soprintendenza con i fondi del Giubileo di Porta Angelica, in epoca medioevale parte integrante delle Mura Leonine e oggi ingresso privilegiato a piazza San Pietro e alla Basilica Vaticana. Ma è con soddisfazione che sottolineo come questi interventi abbiano reso Passetto più accessibile, anche alle persone con difficoltà di deambulazione, grazie a due nuovi ascensori e alla riconfigurazione di alcune pendenze del percorso. Un grande traguardo che offriamo ai visitatori romani e di tutto il modo per il Giubileo”.

Questa riapertura del Passetto rappresenta un punto di partenza verso una fruizione sempre più ampia e inclusiva di un monumento tanto significativo e affascinante quanto, per sua natura originaria, concepito per essere impervio, segreto e inaccessibile. Un percorso che oggi si apre al pubblico con l’obiettivo di trasformare quella che era una fortificazione difensiva e una via di fuga in un luogo di scoperta e partecipazione. Grazie al nuovo elevatore installato presso la Torre del Mascherino, a partire da gennaio 2025 saranno attivate visite accessibili, pensate per garantire questa esperienza anche ai visitatori con difficoltà motorie. Dalla primavera, inoltre, saranno disponibili pacchetti e attività dedicate alle scuole, con percorsi didattici pensati per avvicinare i più giovani alla storia e al valore di questo luogo. Durante la prossima estate, grazie ai progetti di valorizzazione promossi dal ministero della Cultura, sarà anche avviato un programma di aperture speciali che permetterà l’accesso e la visita autonoma, offrendo un affaccio privilegiato sulla città eterna. Infine, finanziamenti pari a 2,5 milioni di euro, provenienti dalla programmazione straordinaria Lavori Pubblici, permetteranno all’istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – direzione Musei nazionali della città di Roma, in collaborazione con la soprintendenza speciale di Roma e la direzione generale Musei, di proseguire, nel prossimo triennio, con ulteriori interventi mirati alla valorizzazione e tutela del Passetto, consolidando così, sempre di più, questo ampio progetto di fruizione, accessibilità e condivisione del patrimonio culturale.

IL PASSETTO DI BORGO: TRA STORIA E MEMORIA. Il Passetto di Borgo, progettato per collegare il Vaticano con Castel Sant’Angelo, vanta una storia ricca e stratificata. Le prime fortificazioni dell’area risalgono all’impero del re ostrogoto Totila nel VI secolo d.C. Successivamente, papa Leone IV, nel IX secolo, ampliò le difese costruendo una cinta muraria a protezione del Vaticano e della Basilica di San Pietro, per contrastare i ripetuti attacchi dei Saraceni. Nel 1277, sotto papa Niccolò III Orsini, fu realizzato il collegamento tra il Passetto e Castel Sant’Angelo, con l’intento di garantire un passaggio sicuro per i Pontefici. Successivi interventi, come quello di Alessandro VI Borgia (1492-1503), aggiunsero un passaggio coperto, conferendo al Passetto l’aspetto che conosciamo oggi.

La funzione difensiva e strategica del Passetto divenne celebre durante il Sacco di Roma del 1527, quando papa Clemente VII riuscì a sfuggire alle milizie imperiali di Carlo V utilizzandolo come via di fuga verso Castel Sant’Angelo. Questa via sicura permise al Pontefice di mettersi al riparo e, successivamente, di progettare la sua fuga verso Orvieto. Nel 1565, sotto il pontificato di Pio IV Medici, furono realizzate ulteriori modifiche urbanistiche con la costruzione delle mura di Borgo Pio, Vittorio e Angelico, segnando il passaggio del Passetto da struttura difensiva a elemento urbano integrato. Oggi, grazie al completamento dei lavori di restauro e alla nuova proposta di valorizzazione, il Passetto di Borgo torna a raccontare le sue storie, accogliendo i visitatori in un percorso che intreccia passato e presente, offrendo un’esperienza unica di scoperta e conoscenza.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale c’è Saturnalia Napoletani”, una visita performativa che celebra le antiche festività romane dedicate a Saturno e le tradizioni natalizie napoletane, a cura di CoopCulture
L’appuntamento è sabato 28 dicembre 2024, alle 17, alla biglietteria del museo Archeologico nazionale di Napoli per un viaggio tra passato e presente con “Saturnalia Napoletani”, una visita performativa che celebra le antiche festività romane dedicate a Saturno e le tradizioni natalizie napoletane, a cura di CoopCulture che ripropone l’esperienza che unisce passato e presente in modo originale e coinvolgente già presentata il 21 dicembre 2024: reinterpretazione contemporanea di quella festa antica, ricollegandola alle tradizioni natalizie di oggi. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/…/pro…/saturnalia-napoletani/. Durante le feste natalizie è tradizione dedicarsi a giochi da tavolo o di gruppo. I momenti conviviali vissuti in famiglia o con amici, sono occasione per vincere o perdere qualche spicciolo e rappresentano un modo per condividere allegria e rafforzare i legami. Questa abitudine trova un curioso parallelo con i Saturnalia, l’antica festività romana dedicata al dio Saturno. Durante quei giorni, altrimenti proibiti, si permettevano i giochi con scommesse, inaugurando un periodo di sovvertimento delle regole e delle gerarchie: gli schiavi diventavano padroni e viceversa, in un’atmosfera di libertà e spensieratezza. Questa tradizione romana riecheggia ancora oggi nelle celebrazioni natalizie, in particolare nella tradizione napoletana, dove emerge la celebre “tombola scostumata”.
Festività al parco archeologico di Ercolano: dalla rassegna “Bagliori di Pace” alle aperture straordinarie del 1° e 6 gennaio. Sirano: “Viviamo l’aria di festa tra le strade dell’antica città”
Archiviato il Natale 2024, turisti e appassionati del parco archeologico di Ercolano, nei giorni di festa e nel periodo di riposo, potranno rinfrancarsi con la visita dell’antica Ercolano tra le strade e le case della città romana che è sempre accessibile. “Ancora un periodo di vacanza denso di occasioni”, interviene il direttore Francesco Sirano, “i visitatori del Parco di Ercolano saranno i benvenuti in questo periodo per vivere con noi l’aria di festa tra le strade dell’antica città e rinfrancarsi con la cultura nei giorni di riposo”.
Ritorna domenica 29 dicembre 2024, alle 11.30, l’appuntamento con la rassegna Ercolano dei Popoli – “Bagliori di Pace”. In un periodo dell’anno dedicato alla riflessione e alla speranza, il parco archeologico di Ercolano propone un viaggio tra le vie dell’antica città per riscoprire il valore della pace nel mondo antico: un messaggio universale che illumina anche il nostro presente. Attraverso un percorso tra domus decorate, terme e botteghe, i visitatori saranno guidati a comprendere come la pace, intesa come serenità sociale e prosperità, fosse essenziale per il benessere quotidiano dei romani del I secolo d.C. L’evento è gratuito con l’acquisto del biglietto d’ingresso al sito. Per info e prenotazioni Ercolano dei Popoli | Bagliori di Pace | CoopCulture.
Apertura straordinaria il 1° gennaio 2025 con i consueti orari e biglietti grazie all’iniziativa del ministero della Cultura nell’ambito del piano di Valorizzazione. Regolarmente aperti anche il 6 gennaio 2025. Nello stesso weekend si potrà inoltre approfittare della prima apertura gratuita del nuovo anno che cade il 5 gennaio 2025, appuntamento del ministero della Cultura con ingresso gratuito ai luoghi dell’arte statali.

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