Verona. Al museo di Storia naturale l’incontro “Specie aliene in viaggio: storie e impatti sugli ecosistemi naturali” con Piero Genovesi (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale di Roma) per le conferenze dei Musei civici
Martedì 17 febbraio 2026, alle 17, nella Sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, l’incontro “Specie aliene in viaggio: storie e impatti sugli ecosistemi naturali” con Piero Genovesi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale di Roma, nuovo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per millenni, il trasporto intenzionale e involontario di flora e fauna da parte dell’uomo ha plasmato culture e economie, facilitando la diffusione di risorse agricole e zootecniche che sono ormai elementi fondanti delle nostre culture e delle nostre civiltà. Tuttavia, l’accelerazione degli scambi globali ha trasformato questo fenomeno in una delle principali cause di perdita di biodiversità a livello planetario che sta crescendo in modo esponenziale, con gravissimi impatti anche sulla salute e il benessere delle comunità umane. Capire le cause e gli effetti delle invasioni biologiche ci offre una base essenziale prevenire e mitigare gli effetti negativi di questa minaccia, in modo da mettere al sicuro gli ecosistemi naturali, l’economia e la vita delle persone.
Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Il potere delle macchine: storia dell’automazione e governo della tecnologia”, con Luca Ciancio dell’università di Verona, settimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026
Martedì 27 gennaio 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona, la conferenza “Il potere delle macchine: storia dell’automazione e governo della tecnologia”, con Luca Ciancio dell’università di Verona, settimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026, che propone un approfondimento sulla omonima mostra in programma fino al 31 maggio 2026 al MUSE di Trento – Palazzo delle Albere, dedicata alla diffusione delle tecnologie nel Principato vescovile di Trento nel Cinquecento. La mostra rappresenta un’occasione preziosa per interrogarsi sul ruolo odierno della tecnologia in una prospettiva di lunga durata. L’esposizione offre infatti spunti per comprendere come l’innovazione abbia storicamente modellato la società e come possa farlo ancora oggi, contribuendo a una riflessione pubblica più ampia capace di rafforzare l’idea di un governo umano, consapevole e responsabile dello sviluppo tecnologico. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
Verona. Al museo di Storia naturale l’incontro “Francesco Zorzi & Franco Mezzena. Un viaggio tra Verona e Aosta nel segno della ricerca e della memoria” per riflettere sul valore della memoria scientifica e sulla capacità di comunicare l’archeologia con passione e umanità, con presentazione di un libro su Zorzi e un film su Mezzena
Venerdì 5 dicembre 2025, alle 16.30, nella Sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia Naturale di Verona, è in programma il quinto appuntamento con le “Conferenze dei Musei Civici 2025-2026” dal titolo “Francesco Zorzi & Franco Mezzena. Un viaggio tra Verona e Aosta nel segno della ricerca e della memoria”. Un doppio appuntamento per riflettere sul valore della memoria scientifica e sulla capacità di comunicare l’archeologia con passione e umanità, che prevede la presentazione del libro “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” a cura di Massimo Saracino e, a seguire, la proiezione del docu-film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di N. Castangia e A. Fenu, vincitore del Premio Firenze Archeofilm 2024. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Porgono i saluti istituzionali Jacopo Buffolo, assessore alle Politiche giovanili e alla Memoria storica del Comune di Verona, e Stefano Vallani, presidente del consiglio comunale. Moderano Nicoletta Martinelli e Massimo Saracino della sezione di Preistoria del Museo di Storia Naturale.
Presentazione del libro “Francesco Zorzi (1900-1964). L’uomo e lo studioso” a cura di Massimo Saracino. Il volume, a 60 anni dalla scomparsa di Zorzi, ripercorre la sua attività scientifica, il contributo istituzionale e il profilo umano, restituendo un ritratto ricco e articolato. Interviene Massimo Tarantini, funzionario e responsabile dell’area Educazione e ricerca alla soprintendenza ABAP di Firenze: è allo stesso tempo archeologo e storico dell’archeologia. Come archeologo si è occupato soprattutto di archeologia mineraria, coordinando sul Gargano le ricerche sul più antico distretto minerario preistorico d’Europa. Come storico dell’archeologia si occupa soprattutto delle ricerche preistoriche in Italia tra Ottocento e Novecento. È membro della commissione History of archaeology dell’Unione internazionale delle scienze preistoriche e protostoriche. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo La nascita della paletnologia in Italia (2012), la cura di vari volumi – tra i quali Archivi dell’archeologia italiana (2020) e New advances in the history of archaeology (2021) – e il recente capitolo sulla stratigrafia nella storia dell’archeologia pubblicato nel prestigioso Oxford Handbook of the History of archaeology.
A seguire la proiezione del docu-film “Franco Mezzena. L’archeologia raccontata con il sorriso” di N. Castangia e A. Fenu, vincitore del Premio Firenze Archeofilm 2024 attribuito dal pubblico. Il docu-film rende omaggio alla figura dell’archeologo veronese Franco Mezzena (1940-2024) e a una delle sue scoperte archeologiche più celebri e sorprendenti: il sito megalitico di Saint-Martin-de-Corléans, ad Aosta. Interviene Alessandra Armirotti, soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Valle d’Aosta, con un ricordo inviato e letto in sala. Quindi Nicola Castangia e Andrea Fenu, videomessaggio; Marcello Mezzena, figlio di Franco; Franco Nicolis, già Ufficio Beni Archeologici Provincia Autonoma di Trento, archeologo con consolidata esperienza istituzionale nella tutela, studio e valorizzazione del patrimonio culturale trentino. È stato Direttore dell’Ufficio Beni Archeologici della soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia autonoma di Trento. Tra le sue attività, è stato curatore della collana AdA – Archeologia delle Alpi, che documenta le ricerche archeologiche più recenti sul territorio provinciale, in collaborazione con studiosi locali e internazionali. Ha diretto numerose pubblicazioni di studi su temi diversificati, quali archeologia alpina, archeologia della Grande Guerra, indagini su siti preistorici e protostorici, oltre a interventi su memoria, ambiente montano, tutela dei reperti da contesti particolari (es. ghiacciai). È riconosciuto per la capacità di coniugare rigore scientifico e impegno divulgativo, rendendo accessibili i risultati delle ricerche anche al grande pubblico.



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