Ercolano. Francesco Sirano ripercorre per archeologiavocidalpassato.com i suoi 8 anni (2017-2025) alla direzione del parco archeologico che chiude il 2025 con un +6,2% di visitatori. Molte soddisfazioni ma anche qualche rimpianto

Foto di gruppo ricordo del personale del parco archeologico con il direttore Francesco Sirano (foto paerco)

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, premiato con una targa di fine mandato (foto paerco)
Otto anni intensi: 2017-2025, “un’esperienza bellissima, professionalmente e umanamente” l’ha sintetizzata Francesco Sirano a bilancio della sua direzione del parco archeologico di Ercolano il cui secondo mandato si è concluso nella primavera 2025. Da ottobre 2025 è alla guida del museo Archeologico nazionale di Napoli. E mentre il parco archeologico di Ercolano rende noto gli ottimi risultati raggiunti nel 2025 con una crescita dei visitatori del 6,2% rispetto al 2024, essendo passati gli ingressi da 521.426 a 553.611 (+32.185), “numeri che testimoniano una crescita solida e coerente, frutto di una strategia di comunicazione, promozione e valorizzazione del patrimonio e di apertura al territorio, che continua a produrre effetti positivi in termini di partecipazione e interesse del pubblico”; Francesco Sirano ripercorre per archeologiavocidalpassato.com i suoi anni di gestione a Ercolano, dove ha costruito “da zero” il parco archeologico: “insieme a tutto il personale, perché io lavoro sempre in maniera collettiva” ribadisce. Sirano parla dei risultati raggiunti (apertura di nuove domus, apertura dell’antica spiaggia; programmazione della manutenzione – ordinaria, straordinaria e grandi restauri; realizzazione con la Fondazione Packard dei nuovi uffici direzionali e dei laboratori di restauro, progetto che comporterà la demolizione di edifici incongrui con il sito come la biglietteria e l’antiquarium). Molte soddisfazioni ma anche qualche rimpianto (“per me che sono un perfezionista ci saranno sempre”): su tutti quello di non essere riuscito a individuare il tipo di museo di sito da poter realizzare.
“La mia esperienza a Ercolano”, ricorda Francesco Sirano ad archeologiavocidalpassato.com, “è stata un’esperienza bellissima, professionalmente e umanamente. Ercolano era un ufficio periferico della soprintendenza, oggi parco di Pompei. E quindi abbiamo dovuto costruire un ufficio direzionale, che non c’era proprio, e questo è stato un grande lavoro anche dal punto di vista gestionale, di cui sono particolarmente contento. Un risultato portato avanti insieme a tutto il personale, perché io lavoro sempre in maniera collettiva, poi mi assumo le mie responsabilità; ma a me piace ricevere stimoli da altre persone: e questa impostazione ha dato grandi risultati. Me ne sono accorto quando stavo preparando le mie lettere per poter concorrere per il Mann.
“Ad Ercolano – continua – abbiamo speso 58 milioni di euro in 8 anni. Non male. E abbiamo raccolto varie candidature a progetti che saranno finanziati nei prossimi anni per 76 milioni di euro. E quindi chi arriva a Ercolano troverà una bella indicazione su dove e come poter proseguire, ovviamente andranno fatti i progetti, poi sicuramente farà di meglio. E deve fare meglio. E i risultati di questa impostazione si vedono: oggi Ercolano è un luogo dove abbiamo oggettivamente più superficie visitabile, oltre a quella visibile, e a breve finiranno tutti i progetti delle sei domus che stavamo restaurando. Quindi ci saranno sei domus in più che insieme alla Casa della Gemma, alla Casa del Bicentenario, avranno implementato ulteriormente il numero delle domus visitabili di Ercolano. Quindi è davvero cambiato il volto del sito.
“A Ercolano abbiamo applicato quello che ora applico al Mann, cioè la manutenzione programmata. Per cui attraverso interventi di manutenzione ordinaria e di manutenzione straordinaria oltre ai grandi interventi di restauro abbiamo dato una svolta gestionale, e chi visita Ercolano si trova in un luogo che è ben tenuto. Si capisce che è ben curato. Tra le cose che abbiamo aperto c’è l’antica spiaggia, 3mila mq di spazio dove si guardano i monumenti di Ercolano con gli occhi degli antichi. Abbiamo ricostruito il livello dell’antica spiaggia, anche cercando di suggerire proprio la materia dell’antica spiaggia.
“Certamente ci sono rimpianti. Ce ne sono sempre. Poi per me che sono un perfezionista ci saranno sempre. Avrei voluto sicuramente fare altre cose, come per esempio consolidare l’apertura al pubblico del teatro. Oppure riuscire con Packard ad individuare anche il tipo di museo di sito da poter realizzare. Lo porterà avanti qualcun altro, però guardiamo a quello che abbiamo fatto con la Fondazione Packard a Ercolano: in un terreno che sta a Sud dell’attuale area demaniale e che ci è stato donato, la Fondazione Packard sta realizzando nuovi uffici direzionali e un deposito con laboratori di restauro all’avanguardia. E questo è uno dei principali risultati di cui mi fregio. L’iter per poterci arrivare è durato 8 anni. Abbiano già tutte le autorizzazioni perché tutti coloro che devono dare le autorizzazioni – la Regione, la Città metropolitana, il Comune di Ercolano – hanno aderito in maniera entusiasta. È stata una cosa corale perché è abbastanza raro, e deve essere enfatizzato, che un privato ci metta più di 50 milioni di euro per fare un intervento del genere. E queste nuove facilitazioni cambieranno completamente il volto di Ercolano, perché si creeranno le condizioni per poter eliminare una serie di edifici realizzati nel tempo che si trovano in posizioni completamente incongrue come l’attuale biglietteria che dal punto storico-archeologico si trova sulle banchine del porto dell’antica Ercolano. Oppure sono troppo incombenti rispetto al sito archeologico. Sfido chiunque va a Ercolano, quando si trova sul Cardo IV, a guardare verso quello che doveva essere il mare e cosa vede? Un enorme edificio di cemento armato che è l’antiquarium e l’attuale sede degli uffici. Quelli saranno tutti eliminati e i nuovi uffici dirigenziali così come i nuovi depositi si troveranno più indietro di 150 metri, con degli alberi davanti che li schermeranno, e quindi – conclude – sarà davvero un miglioramento enorme”.

Il direttore Francesco Sirano accompagna gli abitanti di via del Mare in una visita guidata serale (foto paerco)
“Altra cosa che volevo ricordare”, spiega Francesco Sirano, “è il bellissimo progetto di rigenerazione urbana che abbiamo fatto insieme al Comune di Ercolano, alla Fondazione Packard e al Packard Humanities Institute, per la creazione di una nuova piazza panoramica nella zona Nord-Ovest del sito archeologico e per la nuova recinzione su via del Mare, una strada che confina a Ovest con gli scavi. Non è solo un bel progetto dal punto di vista architettonico perché mette ordine in quest’area subito affacciata sugli scavi dove prima c’erano macerie di edifici solo parzialmente demoliti dall’epoca dei grandi scavi condotti da Amedeo Maiuri. Si pensava infatti che dopo la guerra si sarebbe proseguito a tirare fuori tutta l’antica Herculaneum. La città di Ercolano moderna doveva essere spostata molto più a monte. Ma in realtà è chiaro che dal punto di vista sia sociale sia metodologico non era una delle scelte migliori perché lì ci sono edifici che partono dal ‘600 e continuano. C’è tutto il tessuto urbano della città di Ercolano, Resina come si chiamava fino al 1969, dall’età medievale fino ai giorni nostri. E quindi è chiaro che cancellare pagine di storia importantissime, che costituiscono l’identità del luogo a favore solo di una, con tutto l’amore per l’archeologia – e io sono archeologo – oggi non si sostiene. E questo bellissimo progetto, accompagnato da tante azioni immateriali, con tutte le associazioni locali, associazioni di volontariato, e soprattutto con la comunità tutto intorno, sta dando risultati economici, sociali, sul tessuto comunitario davvero importantissimi. E ricordo a me stesso che lì sono zone socialmente complesse dove c’è una presenza pervasiva ancora oggi della criminalità organizzata. E quindi sì sono contento”.
Ercolano. Bilancio del parco archeologico su Ferragosto (5500 visitatori nel weekend), booksharing (più lettori che donatori), Villa Sora (“Partita concretamente la valorizzazione”)

Visitatori sull’antica spiaggia di Ercolano, da poco aperta al pubblico (foto paerco)
Ferragosto, booksharing, Villa Sora: il parco archeologico di Ercolano fa un primo bilancio. Nel giorno di Ferragosto sono stati 1346 i visitatori che hanno varcato il cancello del parco archeologico di Ercolano, che aggiunti ai 4154 del lungo weekend vacanziero – da venerdì a domenica – hanno raggiunto quota 5500, a conferma dell’interesse e il coinvolgimento che il sito archeologico desta nel proprio pubblico.

Parco archeologico di Ercokano: la postazione di booksharing all’ingresso di corso Resina (foto paerco)
Il Parco inoltre, a 15 mesi dall’avvio dell’iniziativa “LIBeRI al Parco”, per favorire il booksharing, tira le somme tra libri donati e libri ritirati, evincendo con piacere che sono più i lettori che i donatori di libri. Il progetto “LIBeRI al Parco” partita nell’aprile del 2023, ha permesso a decine e decine i visitatori di poter approfittare dei libri posti in carrelli all’ingresso di corso Resina per una buona lettura all’interno del Parco Maiuri o nel Giardino dell’ozio della Casa di Telefo, dove il Parco ha messo loro a disposizione anche delle sdraio per un momento di refrigerio, considerate le alte temperature, ma anche per un invito ad una visita slow e rilassata dell’antica città. “Abbiamo gettato un seme e sono fioriti cultura, scambio e reciprocità intorno al tema dei libri”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “È davvero meraviglioso constatare come una tale risposta per questa iniziativa dimostri quanto la comunità recepisca le nostre iniziative partecipando e contribuendo al successo”. L’iniziativa “LIBeRI al Parco” è frutto di un progetto in collaborazione con il partner privato Packard Humanities Institute, e reso possibile grazie alla iniziale generosa donazione dei volumi da parte della Fondazione Maruzza onlus ed alla sinergia messa in campo con il Comune di Ercolano e la Proloco Hercvlaneum, ancora una volta interpretando in maniera creativa la missione del sito UNESCO: promuovere, sviluppare e valorizzare il territorio circostante. Alla prima donazione si sono aggiunte ulteriori donazioni volontarie da parte dei più affezionati frequentatori del Parco; i libri con il tempo sono aumentati tanto da richiedere nuove scaffalature e l’impegno da parte dei volontari del servizio civile della Pro Loco che da 6 sono passati a 10 unità.

Villa Sora, a Ercolano, scenografica villa d’otium sul golfo di Napoli (foto paerco)
Prosegue intanto l’attività messa in campo dal parco archeologico di Ercolano per il sito di Villa Sora: del mese di marzo la firma del Protocollo d’intesa per la valorizzazione del patrimonio culturale di Torre del Greco e, in particolare, del sito di Villa Sora, firmato tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Comune di Torre del Greco e a inizio estate si è tenuto il primo tavolo tecnico relativo al progetto. Nei giorni scorsi si sono conclusi i lavori d’urgenza per la messa in sicurezza dei resti antichi di grandissima rilevanza, unica villa romana costiera dell’area vesuviana ancora oggi a diretto contatto con il mare. Ogni prima domenica del mese proseguono le aperture a Villa Sora grazie al Gruppo Archeologico Vesuviano, che assieme al Rotary Club e l’associazione cattolica di don Pasquale Langella “Noi EducArte -APS” rappresentano gli enti che hanno partecipato attivamente al primo tavolo tecnico di lavoro, di confronto e consultazione con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la fruizione dell’antico sito (vedi Ercolano. Nella Domenica al Museo visite a Villa Sora col gruppo archeologico Vesuviano. Ultimo mese per visitare il teatro antico prima della pausa estiva. Visita la sede degli Augustali con il cantiere spettacolo della Stanza del custode | archeologiavocidalpassato). “Partita concretamente l’azione di valorizzazione di Villa Sora”, dichiara il direttore Sirano, “con il duplice scopo della conservazione in capo al Parco e dell’attuazione di forme di collaborazione interistituzionale per un coordinamento delle attività da parte dei diversi partner coinvolti. Il tavolo è il luogo di libero confronto per la definizione condivisa di un programma di iniziative culturali, educative e didattiche, sviluppate mediante molteplici forme e linguaggi, orientate a promuovere la conoscenza, la consapevolezza e la condivisione del patrimonio archeologico di Torre del Greco”.
La Festa della Musica a Ercolano diventa ‘O Vic ‘e Mar in Fest 2024: il parco archeologico unirà alle aree adiacenti di via Mare e a piazza Carlo di Borbone: musica, voci, scambio di idee, street food locale per celebrare la nuova sinergia tra la città antica e la città moderna

Non c’è nel mondo un quartiere residenziale accanto ad un sito UNESCO che abbia vissuto una svolta tanto positiva quanto la nostra via Mare, o meglio ‘O Vic ‘e Mar” a Ercolano. Il 21 giugno 2024, a partire dalle 18 e fino alla mezzanotte, il parco archeologico di Ercolano si unirà alle aree adiacenti di via Mare e a piazza Carlo di Borbone e si trasformerà ravvivato da musica, voci, scambio di idee, street food locale, per celebrare la nuova sinergia tra la città antica e la città moderna, da sempre indissolubilmente legate, tanto nei momenti di crisi e di resilienza, quanto nelle fasi di rinascita e di sviluppo. Un luogo per decenni ostaggio della criminalità organizzata, e quasi periferico nonostante sia al centro della città moderna, si è trasformato in una serie di spazi pubblici e percorsi panoramici affacciati sul sito archeologico e sul golfo di Napoli. Luoghi di aggregazione per tutti e luoghi di gioco per i ragazzi, nuovi percorsi per i visitatori, nuovi spazi di cui si prendono cura in prima persona i ragazzi del quartiere. E sono proprio i ragazzi del quartiere insieme a numerose realtà locali che sono alla base della festa del 21 giugno “ ‘O Vic ‘e Mar in Fest 2024 ”. Si tratta di una mobilitazione dal basso per un contributo veramente speciale all’evento internazionale delal Festa della Musica. Vede già partecipi l’associazione la Musica Ribelle, l’associazione the Diks Brothers, la cooperativa Radio Siani, l’impresa sociale Variabile K, la cooperativa Shannara, il museo Archeologico Virtuale, e anche le istituzioni, il parco archeologico di Ercolano e il Comune di Ercolano sostenuti come sempre dalla fondazione The Packard Humanities Institute. E per riscaldare le anime già il pomeriggio del 21 ci saranno le note musicali di numerosi licei intorno al Parco grazie al ponte all’iniziativa della Citta Metropolitana di Napoli. Proprio per questo “La prima orchestra siamo noi, Ercolano!”

Un laboratorio dei ragazzi del quartiere presso la nuova piazza Carlo di Borbone tra via Mare e via Cortili a Ercolano (foto paerco)
“Della trasformazione di questa area, la rigenerazione urbana di Via Mare e Via Cortili, ne parlano tutti in città”, dichiara il direttore del parco archeologico Francesco Sirano, “e iniziano a parlare anche i visitatori, un nuovo collante tra la città antica e la città moderna e tra quartieri prima separati tra loro”. “Si tratta di un cambiamento che parte da lontano (già nel 2007 i primi incontri nei garage del quartiere e le prime demolizioni)”, dichiara Jane Thompson dell’Hcp, “e che ha coinvolto molti attori, in primo luogo la gente del quartiere”. “Per me il campetto di ‘O Vic ‘e Mar è la mia casa, il mio vivere. Sono felice che tutti insieme, come una squadra, lo stiamo a migliorando”, dichiara Rita 12 anni. “È un omaggio a cosa è possibile quando si allineano la generosità e la passione di tutti – cittadini, istituzioni, associazioni, un filantropo da oltreoceano – verso un unico obiettivo condiviso”, dichiara il sindaco Ciro Buonajuto. “Il patrimonio culturale come catalizzatore per la rigenerazione di un quartiere e del suo rapporto con gli altri quartieri della città. Per queste aree che uniscono la città antica e la città moderna ci sono altre progettualità ancora in campo, ma i risultati già ottenuti sono significativi: prima l’apertura al pubblico di una piazza intitolata a Carlo di Borbone (il sovrano alla cui lungimiranza si deve l’inizio degli scavi di Ercolano nel 1738 e l’inizio tout court dell’archeologia sistematica in occidente), e ora il nuovo affaccio panoramico del percorso lungo via Mare e l’apertura della passerella sul lato nord della città antica. Ma vogliamo parlare soprattutto di un quartiere che in brevissimo tempo ha fatto propri questi nuovi spazi. Sono risultati che meritano un momento di festa, una street party sonora! Questo momento di aggregazione ha l’intento di stimolare e potenziare la rete di relazioni e fare da catalizzatore per altre iniziative per una sempre migliore e più estesa fruizione del patrimonio ercolanense, non solo archeologico ma più ampiamente culturale, sia da parte dei residenti che da chi viene da fuori. Tra i traguardi prefissati: la seconda edizione, cioè ‘O Vic ‘e Mar in Fest 2025”.
IL PROGRAMMA DI “O’ VIC E MAR IN FEST” 21 GIUGNO 2024. Presentazione del lavoro in corso “Seconda Mano”: l’attività comincerà alle 18 al museo Archeologico Virtuale, dove gli artisti Bianco-Valente racconteranno dello sviluppo del progetto Connecting Code, primo classificato 2023 del bando MIC Creative Living Lab e che prevede la realizzazione di tre opere site-specific nel centro di Ercolano. Insieme agli artisti si raggiungerà poi piazza Carlo di Borbone, dove la prima opera è stata recentemente realizzata. Ercolano a 360 gradi: a partire dalle 19.30 e fino alle 22.30, sarà fruibile gratuitamente un percorso libero, che offrirà l’opportunità di una passeggiata panoramica compiendo un giro di 360 gradi intorno alla città antica. Infatti si potrà passare all’interno del Parco Archeologico, lungo il Parco Maiuri e il Viale Maiuri, e raggiungere via Mare attraverso l’ingresso storico al sito, aperto per l’occasione, arrivare a piazza Carlo di Borbone e percorrere la passerella sul lato Nord del parco che sarà definitivamente aperta al pubblico. Festa sonora diffusa: contestualmente, tra le 19.30 e le 24, si susseguiranno lungo la storica via Mare e nelle aree adiacenti momenti musicali e artistici, grazie alla partecipazione attiva degli enti, delle associazioni locali e dei privati cittadini. La piazza Carlo di Borbone si trasformerà per l’occasione in un palcoscenico affacciato sugli scavi e sul golfo di Napoli, grazie alla performance di musicisti professionisti e amatoriali. Inoltre, la festa sarà un’occasione per raccontare le storie del quartiere con la proiezione di interviste inedite (tra le 19.30 e le 21 a piazza Carlo di Borbone) a persone della comunità locale, vere e proprie memorie storiche del quartiere e della vita di Ercolano moderna. Nella piazza di Salvatore Barbaro realtà locali venderanno piatti tipici della zona. La partecipazione all’evento è libera e gratuita.
Ercolano. I vandali la danneggiarono, il parco archeologico e il Comune l’hanno ricomposta: torna alla Villa Comunale la statua, copia in terracotta del soldato dell’esercito di Xian, donata dalla Cina a Ercolano

La statua, copia in terracotta del soldato dell’esercito di Xian, era stata donata dal governo della Repubblica Popolare Cinese alla Città di Ercolano. Ma fu danneggiata in modo molto grave con un atto vandalico. Il Parco, sentito il Comune di Ercolano, si rese subito disponibile a valutare un intervento e, dopo alcuni sopralluoghi, i frammenti furono trasportati nella sede del Parco in collaborazione con l’amministrazione comunale. Un gesto di solidarietà con il territorio, che grazie a un complesso intervento di ripristino e radicale rafforzamento degli assemblaggi della scultura, gestito con sapiente capacità dagli assistenti tecnici, ha permesso di riassemblare e ricostruire la scultura. Venerdì 29 ottobre 2021, alle 11, si celebra il ritorno della scultura nella Villa Comunale di Ercolano con una cerimonia in programma, alla presenza del sindaco Ciro Buonajuto, del direttore del Parco Archeologico Francesco Sirano; e di una rappresentanza di alunni delle scuole cittadine. “L’iniziativa di recupero della copia del soldato dell’esercito di Xian”, dichiara il direttore Sirano, “risponde a un processo partecipato in cui il Parco collabora fortemente con la comunità locale mettendo a disposizione il proprio know how, come già aveva fatto nel 2018 con un tabernacolo in via Mare posto di fronte all’ingresso settecentesco al Teatro antico. Non solo simbolici ma concreti e reali sono il dialogo tra passato e presente, la sinergia e l’intesa messi in campo ormai da anni nel mutuo intervento tra Parco, comunità locale e Amministrazione di Ercolano”. E il sindaco Buonajuto: “Chi distrugge la bellezza sappia che la ricostruiamo e che non ci arrendiamo ai vandali. Il recupero della statua, grazie al supporto del Parco Archeologico di Ercolano, è la risposta più efficace che potevamo dare a chi pensava che il proprio gesto sconsiderato ci avrebbe fermato. Non è così! Ho voluto fortemente che la cerimonia si tenesse alla presenza di una rappresentanza di alunni delle scuole di Ercolano perché le nuove generazioni possano essere sempre di più testimoni di momenti di crescita culturale. Continuiamo a guardare al futuro senza dimenticare il nostro passato”.
Parco archeologico di Ercolano. Al via nei giardini del parco Maiuri “OPEN FESTIVAL– Ercolano nei luoghi e nell’arte”, rassegna di arte, musica e spettacolo dal vivo

Parte venerdì 11 giugno 2021 la terza edizione di “OPEN FESTIVAL– Ercolano nei luoghi e nell’arte”, rassegna di arte, musica e spettacolo dal vivo ideata da La Bazzarra e organizzata dal Comune di Ercolano. Al parco archeologico di Ercolano, nei giardini di parco Maiuri, sabato 12 giugno 2021 si esibiranno i gruppi Synaulia e Luna Janara in concerto, tra le 18 e le 20. Partendo dal bisogno collettivo di riappropriazione dei luoghi simbolo di Ercolano per destinarli a spazi per la cultura, soprattutto in questo periodo storico di chiusure, distanziamento sociale e restrizioni, il festival presenta un programma per tutte le fasce di età, a ingresso gratuito e nel pieno rispetto della normativa anti-Covid vigente.

Fino a domenica 13 giugno 2021 invece la città di Ercolano si trasformerà in un grande teatro all’aperto grazie alle esibizioni di Teresa De Sio, Antonio Onorato, Tony Esposito, Compagnia Piccolo Nuovo Teatro, Titti Nuzzolese, di body painting a cura di Weronique Art e Mariateresa D’Avino, oltre a un laboratorio di arte circense a cura di CircoBus e visite guidate al centro storico. “Il parco archeologico di Ercolano ha aderito con entusiasmo alla manifestazione organizzata dal Comune quale ulteriore elemento di connessione con il territorio e la comunità locale”, interviene il direttore Francesco Sirano. “Tutti coloro che parteciperanno al festival potranno riappropriarsi di spazi ai quali hanno dovuto rinunciare per troppo tempo. Il parco Maiuri completa l’esperienza di visita e offre spazi di aggregazione e di intrattenimento in sicurezza. Con l’Open Festival si offrirà una duplice opportunità da una parte approfittare del convenientissimo abbonamento al parco “un giorno un anno” (al prezzo di un singolo ingresso), per godere delle sue continue scoperte e dei sempre rinnovati spunti di interesse, dall’altro il parco Maiuri che si presta all’intrattenimento ricreativo, entrambi luoghi adatti sia alla ricettività e che all’accoglienza in sicurezza del nostro pubblico”.















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