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Bologna. Al museo civico Archeologico per il ciclo “Visto, si stampi!” presentazione del libro “Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia” (2026) di Valentina Uglietti, Lucia Romoli e A.A.M.A., pubblicato da Edizioni Espera

Sabato 11 aprile 2026, alle 17, al museo civico Archeologico di Bologna, per il ciclo “Visto, si stampi!”, Francesca Cenerini (professoressa di Storia romana ed Epigrafia romana all’università di Bologna) e Paola Giovetti (direttrice museo civico Archeologico di Bologna) presentano il libro “Pietre che parlano. Voci e storie da Bononia” (2026) di Valentina Uglietti, Lucia Romoli e A.A.M.A., pubblicato da Edizioni Espera. Il libro è una guida originale e coinvolgente al Lapidario del museo civico Archeologico di Bologna che unisce racconti, divulgazione scientifica e immaginazione per far scoprire l’antica Bologna romana. Pensato soprattutto per adolescenti ma adatto anche agli adulti, può essere letto sia all’interno del museo sia autonomamente. All’incontro seguirà una presentazione “animata” della pubblicazione con le archeologhe del museo Federica Guidi e Marinella Marchesi, insieme alle autrici. L’appuntamento rientra nel programma della nona edizione di “BOOM! Crescere nei libri”, il festival dei libri e dell’illustrazione per l’infanzia che anima Bologna e la Città metropolitana prima, durante e dopo la Bologna Children’s Book Fair, promosso da Comune di Bologna e Bologna Fiere, e curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale e da Hamelin nell’ambito del Patto per la lettura di Bologna.

Bologna. Al museo civico Archeologico presentazione del libro “Il Medagliere si rivela”, secondo incontro di “Visto, si stampi”, e della mostra “Pasqua in nummis”, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, ottavo appuntamento della rassegna espositiva “Il Medagliere si rivela”

Secondo appuntamento di “Visto, si stampi”, il ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo: sabato 28 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze del museo civico Archeologico di Bologna, in via dell’Archiginnasio 2, un pomeriggio all’insegna dell’arte numismatica, con la presentazione del libro “Il Medagliere si rivela” ma anche della mostra “Pasqua in nummis”. L’ingresso è libero, fino a esaurimento posti disponibili.

Copertina del libro “Il Medagliere si rivela” a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini

Il libro “Il Medagliere si rivela”, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, documenta sei dei sette percorsi tematici presentati dal 2023 al 2025: San Petronio “rifondatore” di Bologna (4 ottobre – 4 dicembre 2023); Natale in nummis (6 dicembre 2023 – 15 gennaio 2024); Le Due Torri (13 marzo – 16 settembre 2024); L’Antico Egitto (18 settembre 2024 – 3 marzo 2025); L’ingegno delle donne (5 marzo – 13 ottobre 2025) e Ritratto d’artista (15 ottobre 2025 – 2 febbraio 2026). Introdotto da un excursus sulla storia della collezione numismatica, il libro contiene una breve scheda per ognuna delle 125 medaglie e monete complessivamente esposte. La pubblicazione (pp. 100, euro 15,00) è in vendita presso il bookshop del museo.

Avviata nell’ottobre 2023, giunge al suo ottavo appuntamento la rassegna espositiva “Il Medagliere si rivela” promossa dal museo civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100mila beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro, tra cui un importante nucleo di circa 16mila medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri. All’interno di questo nucleo si distingue per completezza e ricchezza la raccolta delle medaglie papali, che fanno del Medagliere un imprescindibile punto di partenza per gli studiosi e appassionati del genere.

In occasione della Pasqua “Il Medagliere si rivela” presenta il focus espositivo “Pasqua in nummis”, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, con una selezione di una ventina di pezzi, tra monete e medaglie, raffiguranti temi iconografici legati agli episodi della vita di Gesù e ricordati nella liturgia pasquale. La mostra è liberamente visitabile nell’atrio del museo dal 25 marzo al 6 luglio 2026. Le tematiche evangeliche dei giorni che precedettero la crocifissione e culminarono con essa sono centrali nella civiltà europea e la loro raffigurazione su monete e medaglie è assai frequente. Le motivazioni che portano alla scelta di un determinato tema iconografico sono spesso complesse e dettate dalla volontà di trasmettere messaggi non solo devozionali ma anche politici e culturali. Perciò la lettura di queste iconografie, oltre che partire dalla rievocazione cronologica degli episodi della vita di Cristo, permette di approfondire aspetti legati alle ragioni che portarono il committente a scegliere di raffigurare un determinato passo evangelico, alla propaganda affidata all’oggetto e alla tipologia di pubblico a cui si rivolgeva. Si delinea poi un altro aspetto legato all’ambito squisitamente artistico che consente, talvolta, di mettere in dialogo medaglie e monete con altre forme artistiche attraverso la traduzione di modelli e soluzioni compositive di opere molto note, adattate alle ristrette dimensioni dei tondelli metallici. È il caso di Giovanni Bernardi (Castel Bolognese, 1494 – Faenza, 1553), che traspose nella medaglia qui esposta la composizione della Crocifissione già incisa per uno dei nove medaglioni in cristallo di rocca commissionati dal cardinale Alessandro Farnese (Valenzano, 1520 – Roma, 1589), di cui parla anche Giorgio Vasari, oggi conservato alla Bibliothèque nationale de France a Parigi.

“Crocifissione” sul rovescio di una medaglia religiosa in bronzo dorato (1547) di Giovanni Bernardi conservata al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

La medaglia papale è la principale tipologia di beni numismatici che attinge al repertorio evangelico: ogni pontefice scelse episodi della vita di Cristo molto spesso veicolando significati legati alla sua politica temporale e spirituale. Così Urbano VIII (papa dal 1623 al 1644) fece raffigurare per la sua medaglia d’elezione la scena della trasfigurazione di Cristo, suggerendo un sottile parallelismo tra la sua ascesa al soglio e quella di Cristo al cielo. La medaglia per Pio V (papa dal 1566 al 1572) raffigurante la cacciata dei mercanti dal tempio voleva ad esempio significare la volontà papale di riforma ed epurazione della Chiesa, proprio come Cristo aveva inteso fare, liberando dall’offesa del mercimonio la casa di Dio. Le medaglie raffiguranti la lavanda dei piedi ricordano il gesto d’umiltà e l’esempio che Cristo volle lasciare ai suoi discepoli in occasione dell’ultima cena, rievocato nella messa del giovedì santo celebrata prima della Pasqua. Questa iconografia si diffuse a partire dalla metà del XVI secolo, non solo a ricordo dell’episodio evangelico ma anche con l’intento di rafforzare e ribadire la centralità del rito nella liturgia post tridentina in opposizione alle critiche mosse dal Protestantesimo.

“Ecce Homo” sul rovescio di un doppio ducato d’oro (1529) di Papa Clemente VII, conervato al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Una delle più belle e rare monete del Rinascimento, il doppio ducato d’oro di Clemente VII (papa dal 1523-1534), fu incisa da Benvenuto Cellini (Firenze, 1500 – ivi, 1571) nel 1529 e raffigura l’Ecce Homo, il Cristo ferito dopo la fustigazione ed esposto alla folla. La moneta vuole fare riferimento ad un preciso momento autobiografico del pontefice: come il Cristo aveva subito un’ingiusta e ingiuriosa punizione, così il papa aveva dovuto sopportare la prigionia durante il sacco di Roma. Tra le monete più interessanti si espongono quelle della Zecca di Mantova che recano come raffigurazione la pisside contenente il prezioso sangue raccolto da Longino, il soldato romano che aveva ferito il costato di Cristo.

“Cristo al sepolcro attorniato dai simboli della passione” sul rovescio di una medaglia religiosa in bronzo (1577) di Anonimo della Scuola della Passione, Venezia, conservato al museo civico Archeologico di Bologna (foto bologna musei)

Non particolarmente pregiate dal punto di vista artistico e per i metalli utilizzati, ma particolarmente interessanti, sono alcuni esemplari a carattere puramente devozionale, destinati a pellegrini e devoti. La funzione di tali oggetti era quella di consentire al fedele di portare su di sé un’immagine sacra per favorire la preghiera e la meditazione sugli episodi centrali della vita di Gesù. Sono medaglie e medagliette dotate di appiccagnolo per essere indossate al collo o forate per essere cucite su abiti e cappelli. L’aspetto è spesso consunto, detto lanato, per l’usura causata dallo sfregamento sugli abiti o dal ripetuto tocco del fedele. Questi esemplari avevano anche una funzione apotropaica, come nel caso della medaglia della Scuola della Passione di Venezia, dove compare al dritto la deposizione al sepolcro e al rovescio Cristo al sepolcro, raffigurato a mezzo busto mentre emerge da un sarcofago attorniato dagli strumenti della passione (spugna, lancia, verghe, borsa con i denari, bacio di Giuda, tunica etc.) L’iconografia, molto diffusa a partire dal Medioevo, era chiamata Arma Christi con l’evidente richiamo alla sua funzione di “arma difensiva” contro il demonio.

 

 

Bologna. Al museo civico Archeologico presentazione della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi, che apre “Visto, si stampi!”, un ciclo di quattro incontri sulle ultime pubblicazioni del museo

Copertina della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi

Il museo civico Archeologico di Bologna inaugura “Visto, si stampi!”, un ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo, con “Dalle pagine alle sale”, l’appuntamento dedicato alla nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi ed edita da Franco Cosimo Panini Editore, in programma sabato 21 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze del museo (via dell’Archiginnasio 2). A introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, a presentare il volume Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara. A seguire, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. “Visto, si stampi!”, il ciclo di quattro appuntamenti dedicato alle presentazioni delle ultime novità editoriali relative al museo civico Archeologico, caratterizzate da linguaggi e approcci differenti verso pubblici in continua evoluzione, rientra nel programma della XXII edizione della Festa internazionale della Storia, manifestazione organizzata dal Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”, dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS), in collaborazione con l’università di Bologna, associazioni, scuole e istituzioni.

Copertina dell’edizione inglese della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi

Sono passati diciassette anni dalla pubblicazione della precedente “Guida al Museo Civico Archeologico” (Editrice Compositori, 2009) e i tempi erano ormai maturi per la realizzazione di un nuovo volume che raccontasse i cambiamenti intercorsi in questo lasso temporale: alcuni allestimenti sono stati rinnovati, oggetti un tempo conservati nei depositi sono ora in esposizione, nuove conoscenze hanno dato linfa vitale agli studi, permettendo di narrare al pubblico con differenti chiavi di lettura il patrimonio custodito nel museo. Tra i diversi mutamenti da annoverare, vi è quello che riguarda i pubblici che ogni giorno frequentano il museo: bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle scuole del territorio, e non solo, continuano incessantemente a popolare gli spazi museali portando nuove visioni e nuovi linguaggi, mentre il turismo, attore sempre più centrale nella vita culturale cittadina, sta producendo un incremento di pubblico in tutti i Musei Civici bolognesi e in particolare al museo civico Archeologico che, tra questi, risulta il più visitato, con 173.100 presenze rilevate nel 2025. La nuova guida si fa, dunque, portavoce dei mutamenti intercorsi negli ultimi anni, incluso quello di aver adottato un approccio divulgativo che coniuga il linguaggio tecnico con quello maggiormente accessibile a un pubblico non strettamente specialistico, proponendo un’edizione italiana e una inglese con testi agili da consultare, schede che accompagnano il lettore in una narrazione arricchita da immagini e un nuovo formato che possa agevolare la consultazione anche durante la visita in loco.