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Bacoli (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei – Castello di Baia presentazione del libro “Verso Cuma” di Marcello Gigante e Valeria Lanzara con foto di Pasquale Vassallo: antologia interamente dedicata alla letteratura dell’antichità, nel 40mo dell’associazione Aliseo

Mercoledì 17 dicembre 2025, alle 17, nella sala conferenze del museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia, a Bacoli (Na), presentazione del libro “Verso Cuma” di Marcello Gigante e Valeria Lanzara con le foto di Pasquale Vassallo (Edizione l’Aliseo). Interverranno Fabio Pagano (direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei), Stefano De Caro (già soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Caserta e direttore generale per i Beni archeologici del ministero dei Beni culturali), Enrico Gallocchio (archeologo subacqueo e docente universitario), Cristina Canoro (socia co-fondatrice Centro Sub Campi Flegrei) e Vittorio Palumbo (editore e presidente dell’associazione Aliseo). Incontro moderato da Ciro Biondi, giornalista. Protagonisti della pubblicazione sono i poeti e gli storici che nel corso dei millenni hanno lasciato traccia nei Campi Flegrei. Si tratta di un’antologia interamente dedicata alla letteratura dell’antichità. Si parte da Virgilio – il cui segno è caratterizzato dagli inferi – ad autori come Catullo, Properzio, Ovidio, Orazio, Cicerone, Tacito e tanti altri. Il volume, in formato 32 per 32, è stampato su carta pregiata. Completano le foto che misurano 16 per 16 in carta patinata e incollate sulle pagine. La prima edizione di “Verso Cuma” fu pubblicata nel 1991 e conteneva le fotografie di Mimmo Jodice. In quella occasione l’Aliseo “adottò” l’archeologia marina dei Campi Flegrei. Con questa pubblicazione l’associazione Aliseo celebra i suoi primi quarant’anni di attività. Si tratta di un modo per raccontare l’archeologia sommersa e lo sforzo sostenuto per far conoscere l’importante patrimonio dei Campi Flegrei. Da qualche anno Aliseo ha una nuova sede in Cilento.

Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei l’incontro “Statue, muscoli e identità: uno sguardo innovativo sull’iconografia antica” con Riccardo Partinico promosso dall’Archeoclub Napoli “Parthenope”

Venerdì 18 luglio 2025, alle 18, nella sala convegni del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia a Bacoli (Na), l’incontro “Statue, muscoli e identità: uno sguardo innovativo sull’iconografia antica” con Riccardo Partinico, promosso dall’Archeoclub Napoli “Parthenope”. Dopo i saluti di Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, e l’introduzione di Antonio Arcudi, ricercatore, archeologo e presidente di Archeoclub d’Italia sede di Napoli Parthenope, lo studioso Riccardo Partinico relazionerà sui suoi ventennali studi che hanno aperto nuove prospettive di ricerche sulle statue dell’antichità, grazie alla sua esperienza nelle discipline delle scienze motorie e allo studio meticoloso dei muscoli. Le conclusioni sono affidate all’archeologo Mario Grimaldi, docente universitario di Analisi e tecniche dei monumenti antichi, ricercatore Field Director. Ingresso libero. Info e prenotazioni al 3927378474.

Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei “Anche le statue parlano”: con De Angelis e Speranza viaggio alla scoperta delle affascinanti storie che il Castello Aragonese conserva

baia_archeologico_anche-le-statue-parlano_locandinaDal Friuli ai Campi Flegrei. Venerdì 20 dicembre 2024 il cantautore Edoardo De Angelis e l’attore Arduino Speranza con “Anche le statue parlano” portano alla scoperta delle affascinanti storie che il Castello Aragonese di Baia nel parco archeologico dei Campi Flegrei conserva. Il progetto è finanziato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e organizzato dall’A.C. CulturArti in partenariato con il parco archeologico dei Campi Flegrei. Tre i turni di visita: alle 14 (1° gruppo), alle 16.15 (2° gruppo) e alle 17.30 (3° gruppo). I posti per le visite guidate teatralizzate sono limitati. L’evento è incluso nel biglietto di ingresso al Museo. “Anche le statue parlano” nasce con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo, di tipo espressivo e artistico, un progetto innovativo di valorizzazione culturale accessibile a tutti, ideato per far conoscere e apprezzare le storie e le leggende relative alle opere conservate presso le realtà museali coinvolte nell’iniziativa. Nel caso del museo flegreo, gli artisti – grazie alle suggestioni della musica e dei testi scritti per l’occasione – creeranno un dialogo tra i dati scientifici e le memorie dei personaggi storici e mitologici: racconteranno storie di divinità e di semidèi, miti e leggende, storie di uomini comuni vissuti circa 2000 anni fa… Un viaggio nell’Antichità, ma anche un filo diretto con la Storia dei nostri giorni e un appello alla necessità di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale.

Castello di Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei aperta la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” che utilizza i reperti per disegnare il racconto di una delle più rivoluzionarie e incisive invenzioni culturali della storia dell’umanità. A giugno in un convegno una riflessione sull’alfabeto e i suoi aspetti antropologici

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Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Fkegrei, all’inaugurazione della mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” (foto pa-fleg)

Se “la scrittura è la pittura della voce”, come ci spronava a immaginare Voltaire, la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” (6 maggio – 30 giugno 2024), inaugurata nel suggestivo scenario della terrazza del Castello di Baia che sovrasta il museo Archeologico dei Campi Flegrei, trae ispirazione da questa affermazione. Se le lettere di un alfabeto possono essere immaginate come i colori nella tavolozza di un pittore, capaci di comporsi e armonizzarsi in una figurazione prima di tutto mentale e poi fonetica, l’esposizione utilizza i reperti per disegnare il racconto di una delle più rivoluzionarie e incisive invenzioni culturali della storia dell’umanità. “La mostra”, dichiara Fabio Pagano, direttore del Parco, “nasce da un progetto condiviso con Carlo Rescigno e Matilde Civitillo dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”. L’intento è quello di ribadire il ruolo centrale dei Campi Flegrei come centro propulsore di importanti innovazioni culturali nel mondo antico, di riflettere sui cambiamenti innescati nel momento in cui la scrittura ha iniziato a essere lo strumento essenziale per tramandare la memoria, ma anche di porsi domande sul ruolo della scrittura nel mondo di oggi e in quello di domani”.

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La terrazza del Castello di Baia sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

La mostra invita il pubblico a immergersi nell’epoca in cui l’alfabeto giunse sulle rive cumane, circa 2700 anni fa, portato in dote dalle genti provenienti dalla Grecia. Il “compito” di narrare attraverso questo racconto è stato affidato a 35 reperti, provenienti dai maggiori musei archeologici italiani, la rivoluzione dell’introduzione dell’alfabeto greco a Cuma e le conseguenze sulle culture dell’Italia antica.

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Uno dei reperti esposti nella mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” (foto pa-fleg)

A corollario della mostra, il 13 e 14 giugno 2024, il convegno “La voce, il segno e il mezzo. Percorsi e trasformazioni della comunicazione tra oralità, scrittura e media differenti”, con la partecipazione di studiosi italiani e stranieri, approfondirà quanto proposto a livello divulgativo attraverso una riflessione sull’alfabeto, i suoi aspetti antropologici e le testimonianze delle trasformazioni imposte dal mutamento dei media e della comunicazione sia scritta che verbale.

Castello di Baia (Na). Al museo Archeologico dei Campi Flegrei apre la mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma”: 35 reperti da tutta Italia esplorano il mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico

baia_castello_mostra-la-pittura-della-voce-l-alfabeto-prima-e-dopo-cuma_locandinaDa dove arrivava quell’alfabeto giunto circa 2700 anni fa sulle rive cumane e portato in dote dalle genti provenienti dalla Grecia? Quali conseguenze culturali, sociali e politiche ebbe questo approdo sulle comunità locali? Cosa successe dopo? Verso quali strade e forme si diressero i caratteri portati dall’Eubea? Queste domande, affascinanti e cruciali per comprendere l’evoluzione della cultura e della società dell’Italia antica trovano risposta in una serie di oggetti, provenienti dai più importanti musei archeologici italiani, recanti iscrizioni di varia natura, redatte con alfabeti diversi ma strettamente interconnessi, esposti nella mostra “La pittura della voce. L’alfabeto prima e dopo Cuma” che apre lunedì 6 maggio 2024, alle 16, al Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, e resterà aperta al pubblico fino al 30 giugno 2024. Interverranno Massimo Osanna (direttore generale Musei) e Rosanna Romano (direttore generale per le politiche culturali e il turismo, Regione Campania). La mostra nasce da un progetto condiviso tra il parco archeologico dei Campi Flegrei e l’università della Campania “Luigi Vanvitelli” di un progetto coordinato dal direttore del Parco, Fabio Pagano, e da Matilde Civitillo e Carlo Rescigno, docenti dell’Università “Vanvitelli”. L’intento è quello di ribadire il ruolo centrale dei Campi Flegrei come centro propulsore di importanti innovazioni culturali nel mondo antico, di riflettere sui cambiamenti innescati nel momento in cui la scrittura ha iniziato a essere lo strumento essenziale per tramandare la memoria, ma anche di porsi domande sul ruolo della scrittura nel mondo di oggi e in quello di domani.

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L’acropoli di Cuma nell’area archeologica del parco (foto parco campi flegrei)

Il museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia sarà il palcoscenico di un’affascinante esplorazione nel mondo dell’alfabeto e del suo impatto sui processi culturali nel mondo antico. “Abbiamo voluto raccontare l’introduzione dell’alfabeto greco a Cuma e ricordare la centralità dei Campi Flegrei come ponte di contatto tra mondi e vettore di innovazione culturale”, spiegano al Parco. “Per farlo ci siamo affidati a 35 splendidi reperti, provenienti da importanti musei Archeologici italiani, per la prima volta in mostra insieme nel museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia. Un viaggio tra le righe nelle culture dell’Italia antica”.

Baia (Na). Al Castello aragonese, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei, presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”, atti del primo convegno di archeologie flegree

baia_castello_libro-toccare-terra-approdi-e-conoscenze_presentazione_locandinaAppuntamento il 24 aprile 2024, alle 10.30, nella sala conferenze del Castello di Baia, sede del museo Archeologico dei Campi Flegrei, per la presentazione del libro “Toccare Terra – Approdi e Conoscenze”. Atti del primo convegno di archeologie flegree. Tappa conclusiva del lungo e stimolante percorso del progetto “Terra” promosso all’interno del POC della Regione Campania. Intervengono il prof. Massimo Osanna (direttore generale Musei) e al prof. Luca Cerchiai (università di Salerno).

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Copertina del libro “Toccare Terra. Approdi e Conoscenza”

“Toccare Terra. Approdi e Conoscenze” è la pubblicazione degli atti di un convegno svoltosi al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel dicembre 2021, tappa conclusiva di un progetto che ha condotto il parco archeologico dei Campi Flegrei a interrogarsi sul concetto di terra. Il convegno nasce dall’esigenza di creare un’opportunità, all’interno della cornice di una istituzione giovane, per rappresentare la complessità della ricerca archeologica condotta negli ultimi decenni nel territorio flegreo. L’incontro di studi ha avuto come primo obiettivo quello di restituire la vivacità del dibattito e la varietà degli attori e per consolidare il ruolo del Parco come vettore di trasmissione tra i protagonisti nella produzione degli studi e le comunità di potenziali interessati. L’approdo (dell’archeologia sul campo) diventa conoscenza, si confronta e si specchia negli approdi che hanno segnato le principali tappe della presenza umana nella terra flegrea, definendo contatti, a volte generando conflitti, plasmando nuovi paesaggi e modi di interpretare il reale.

Campi Flegrei (Na). Per le GEP 2023 apertura serale del Castello di Baia e visite guidate al parco archeologico di Cuma con le università: il Foro (“Federico II”), l’abitato romano (“L’Orientale”), la necropoli romana (Centre Jean Bérard), l’Acropoli (“Vanvitelli”)

Castello di Baia

Una suggestiva panoramica del Castello di Baia al tramonto (foto pa-fleg)

Il parco archeologico dei Campi Flegrei aderisce alle Giornate europee del Patrimonio 2023, iniziativa promossa dal ministero della Cultura e dedicata alla partecipazione al patrimonio culturale estesa a tutti i cittadini. Lo slogan scelto per questa edizione è “Patrimonio InVita”. Sabato 23 settembre 2023 il Parco ospiterà passeggiate archeologiche a Cuma e aperture straordinarie serali dalle 20 alle 22.30 al Castello di Baia per la visita del museo Archeologico dei Campi Flegrei al costo di 2 euro. Ultimo ingresso alle 22. Per entrambi gli eventi si accede con regolare biglietto di ingresso al sito. Info e prenotazioni pa-fleg.comunicazione@cultura.gov.it. Ecco il programma per Cuma.
GEP 202323 settembre 2023, dalle 9.30 alle 17: parco archeologico di Cuma. Il parco archeologico dei Campi Flegrei apre le porte della città bassa di Cuma a quanti vorranno visitare l’area e conoscere le novità e gli aggiornamenti che provengono dalle attività di scavo e ricerca condotte nel sito dall’università di Napoli “Federico II”, dall’università di Napoli L’Orientale” e dal Centre Jean Bérard.
In part

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Veduta generale della città bassa di Cuma dove operano alcune università campane (foto pa-fleg)

icolare, l’équipe federiciana, diretta dalla professoressa Carmela Capaldi, illustrerà l’organizzazione del Foro nella sua fase di funzionamento di età imperiale, con un focus sugli edifici di alta rappresentanza che si aprivano sul portico Nord della piazza e di cui prosegue la progressiva messa in luce.  Le recenti indagini hanno arricchito di ulteriori dati anche il quadro delle conoscenze che si va componendo circa l’organizzazione che lo spazio del futuro Foro doveva avere nelle fasi di vita più antiche della città, cui riconducono le strutture e le evidenze individuate nell’ampio saggio di approfondimento condotto al di sotto del lastricato di età romana.
Con l’università L’Orientale, sotto la guida del professor Matteo D’Acunto, si potrà invece entrare nel vivo di un cantiere archeologico assistendo in diretta al lavoro dell’équipe e agli interventi di scavo che sono in corso presso l’abitato romano posto a nord del Foro. Si potranno dunque osservare sul campo attività, tecniche e metodologie proprie della ricerca archeologica, con uno spazio di approfondimento dedicato ai materiali di scavo e al loro prezioso corredo informativo.

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Scavi archeologici nella città bassa di Cuma condotti dal Centre Jean Bérard (foto pa-fleg)

Il Centre Jean Bérard con la dottoressa Priscilla Munzi accompagnerà il pubblico nella visita della necropoli romana posta all’esterno della cinta muraria, in prossimità della Porta Mediana. Nelle ultime campagne di indagine è proseguito lo scavo sia delle tombe a camera semipogea sia delle sepolture individuali- ad inumazione o ad incinerazione- individuate presso quest’area sepolcrale. Al contempo, le ricerche condotte nel settore prospiciente le fortificazioni settentrionali hanno consentito di intercettare un tratto di una imponente opera di canalizzazione che doveva far parte della “rete di infrastrutture” della città antica. Orari di visita: 9.45, 11, 12.15, 14.15, 15.30.
Il programma della giornata interesserà anche l’Acropoli dove l’équipe dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”, diretta dal professor Carlo Rescigno, illustrerà i risultati delle ricerche condotte presso la Rocca Cumana e, in particolare, gli esiti dell’ultima campagna di scavo che ha permesso di mettere compiutamente in luce l’edificio ecclesiale absidato, di probabile fondazione bizantina, già individuato presso l’ampio spazio verde adiacente la terrazza inferiore. Saggi e approfondimenti puntuali sono stati effettuati anche in ulteriori punti della terrazza e nell’area a nord del Santuario inferiore, al fine di recuperare dati utili ad una migliore comprensione sia degli edifici noti sia dell’organizzazione di questo specifico settore dell’Acropoli nelle diverse fasi di vita della città. Orari di visita: 9.30, 11, 12.30, 14, 16.

Campi Flegrei (Na). Al via la terza edizione di “Antro”, il festival del parco archeologico: appuntamenti con l’arte, la musica e la danza al Castello di Baia e al parco archeologico di Cuma

campi-flegrei_festival-antro_2023_locandina-bis“Il colore delle cose” è il tema scelto per la terza edizione di “Antro”, il festival del parco archeologico dei Campi Flegrei, che, dal 25 agosto al 10 settembre 2023, proporrà appuntamenti con l’arte, la musica e la danza al Castello di Baia e al parco archeologico di Cuma.

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Lisa Sastri è Medea: lo spettacolo apre Antro 2023 (foto pa-fleg)

Ad aprire il Festival sarà Lina Sastri con la sua “Medea per me”, di cui è regista e interprete, in programma al Castello di Baia – Piazza d’Armi, venerdì 25 agosto 2023, alle 21. La scena è nuda.  Il testo della tragedia di Euripide, ridotto da Lina Sastri, è contaminato e sublimato da inserimenti di melodia classica napoletana. L’azione è sottolineata, a volte, dalle percussioni e dalla batteria che, oltre al pianoforte, scandiscono la colonna sonora dello spettacolo. La danza, rappresentata da Giasone che è corpo d’amore, Eros e Thanatos, amore e morte, che si realizza anche nel tango tra Giasone e Medea, completa la presenza nello spettacolo di parola e musica. In scena con Lina Sastri, che interpreta Medea, ci saranno Raffaele De Martino (Giasone), Federica Aiello (Corifea), Gennaro Monti (Corifeo), Ciro Cascino al pianoforte e Gianluca Mirra, batteria e percussioni.

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Fabio Pagano, direttore parco Campi Flegrei (foto pa-fleg)

Antro, il Festival del Parco archeologico dei Campi Flegrei, giunge, nel 2023, alla sua terza edizione: immutati, anzi potenziati dal successo dei precedenti anni, l’entusiasmo del voler fare e la convinzione che una scommessa si stia trasformando in una radicata tradizione”, scrive nella presentazione Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei. “Cos’è Antro? Antro è sia spazio sia tempo: quelli dell’arte che si incastona tra le bellezze della terra flegrea. I perimetri, quelli del Parco, che ancora una volta si dimostrano flessibili nel saper accogliere forme artistiche diverse da loro e tra loro: ne deriva un luogo dove si intrecciano prospettive – antiche e nuove, dove si sollecita lo spostamento dall’esperienza del visitatore a quella dello spettatore, dove ci si mette in contatto con la dimensione dell’altro, accolto, valorizzato, identificato. È l’arte della Sibilla, in estrema sintesi. Nel Libro delle streghe Joyce Lussu, la ‘Sibilla’ della nostra letteratura del Novecento, scrive che la memoria dei nonni è importante per i bambini, dà loro la dimensione della fluidità del tempo, del continuo scontro-incontro tra passato e futuro: un interstizio dove il passato smette di essere assuefazione a modelli costruiti in precedenza, diventando, al pari del futuro, uno spettro di tonalità e sfumature. Non a caso, il tema scelto per l’edizione 2023 è Il colore delle cose. Ancora una volta ha agito la seduzione della poetica di Virgilio il quale, in un passo delle Bucoliche, scrive Nimium ne crede colori (letteralmente: non fidarti troppo del colore). È questo il punto di partenza per indagare il rapporto tra realtà e apparenza, per interrogarsi sulla qualità e la condizione di ciò che è reale, che esiste in sé o per sé, per guardarsi allo specchio e scoprire se nell’apparenza, nel colore delle cose, si riesce a intravedere l’essenza, il reale. Ancora una volta – conclude Pagano – l’Antro della Sibilla si erge a metafora di una riflessione corale e il suo Festival rappresenta il palcoscenico ideale della sua rappresentazione”.

campi-flegrei_festival-antro_2023_parco-archeologico_programmi_locandinaIl programma di Antro 2023 prosegue con “Voglio vivere così”, un allestimento di Vincenzo Borrino, tratto da “Il treno ha fischiato” e “L’uomo dal fiore in bocca” di Luigi Pirandello, con Vincenzo Borrino e la partecipazione musicale di Antonio Pignatelli, Carini Produzione ETS (Castello di Baia – Piazza d’Armi – sabato 26 agosto 2023, alle 21): in “Voglio vivere così” dialogano due volti complementari dell’esistenza umana, giocando sui contrasti tra due esperienze umane e accostando la simbologia del bianco e del nero, della risata e del pianto, della parola e del suono solitario della tromba.

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“Oscae Personae”, drammaturgia originale di Roberta Sandias, regia di Maurizio Azzurro (foto pa-fleg)

Quindi “Oscae Personae”, drammaturgia originale di Roberta Sandias, regia di Maurizio Azzurro, in scena con Antonio Elia, Giulia Navarra e Marcello Manzella, musiche originali dal vivo di Giovanni D’Ancicco (Castello di Baia – Piazza d’Armi – domenica 27 agosto 2023, alle 21): “Oscae Personae” è un evento legato alla Maschera Teatrale, concepito come oggetto sciamanico che collegava il mondo divino degli inferi con quello umano. Il sacerdote sciamano custode dell’antro utilizzava sicuramente la maschera per officiare i suoi riti propiziatori di divinazione. La maschera oltre ad essere legata all’antro, al sottosuolo ed allo sciamano è legata attraverso il colore del volto del personaggio, ad una serie di simbologie che i colori richiamano: colori che sono vicini alla natura, che si ritrovano nella terra come il rosso e l’ocra, che richiamano il mondo animale e il mondo della flora che sono da tramite tra l’uomo e il divino. Chiude gli appuntamenti di agosto “La modernità malintesa”, conferenza di Giuseppe Lupo (Castello di Baia – mercoledì 30 agosto 2023, alle 18.30): la conferenza si incentra sul tema del lavoro industriale, ponendo particolare attenzione al tipo di interpretazione che ne è stata data, non sempre ottimistica e soprattutto secondo uno sguardo corrosivo, antimoderno, frutto di pregiudizi ideologici.

festival-internazionale-rotta-di-enea_FIRE_logo-locandinaVenerdì 1° settembre, sabato 2 settembre e domenica 3 settembre 2023 gli appuntamenti diventano due al giorno, tra Castello di Baia e parco archeologico di Cuma, a cura del Festival Internazionale Rotta di Enea. Venerdì 1° settembre, in programma “Minerva e la rotta di Enea: da Castrum Minervae al Capo di Sorrento” con gli interventi di Francesco D’Andria, Luca Di Franco e Carlo Rescigno (parco archeologico di Cuma, alle 17.30) e “Il ballo delle ingrate” a cura dell’associazione culturale Accademia Reale (Castello di Baia, alle 21.30). Sabato 2 settembre, in programma “La ricerca archeologica italiana nel Mediterraneo e la Rotta di Enea: Butrinto e il canale d’Otranto” con gli interventi di Enrico Giorgi, Federica Carbotti e Barbara Davidde (parco archeologico di Cuma, alle 17.30) e “Lampedusa Beach” a cura di I due della Città del Sole (Castello di Baia, alle 21.30). Domenica 3 settembre, in programma “Il cratere di Enea: Napoli e/è il Mediterraneo”, incontro coordinato dall’associazione Rotta di Enea (Castello di Baia, alle 17.30) e il concerto a cura dell’associazione Jazz and Conversation “Le stagioni della vita e le musiche dal mondo”, con Stefano “Cocco” Cantini – sassofono, Jole Canelli – voce e Leonardo Marcucci – chitarra (Castello di Baia, alle 21.30).

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Elio Germano in “Così è (o mi pare)” (foto pa-fleg)

Martedì 5 settembre 2023, alle 21, al Castello di Baia in programma “Così è (o mi pare)”, una riscrittura per realtà virtuale di “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello, adattamento e regia a cura di Elio Germano, in scena con Gaetano Bruno, Serena Barone, Michele Sinisi, Natalia Magni, Caterina Biasiol, Daniele Parisi, Maria Sole Mansutti, Gioia Salvatori, Marco Ripoldi, Fabrizio Careddu, Davide Grillo, Bruno Valente, Lisio Castiglia, Luisa Bosi, Ivo Romagnoli.

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“Alice, la Sibilla e la realtà alla rovescia” a cura di Consorzio Coreografi Danza d’Autore (foto pa-fleg)

Mercoledì 6 settembre 2023, doppio appuntamento al Castello di Baia: “I colori della valorizzazione. La strategia partecipata del Parco archeologico dei Campi Flegrei” con il direttore Fabio Pagano, Pasquale Bonasora, Marco d’Isanto e la moderazione di Giuseppe Cosenza (alle 18.30) e “Alice, la Sibilla e la realtà alla rovescia” a cura di Consorzio Coreografi Danza d’Autore (alle 21).

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“A-bisso” di Alessandra Asuni a cura dell’associazione culturale Teatri 35 (foto pa-fleg)

Al Castello di Baia, giovedì 7 settembre 2023, alle 19, in programma “I colori del Cosmo”, una conferenza di Giuseppe Longo e, a seguire, osservazione dei corpi celesti a cura dell’associazione PONYS; venerdì 8 settembre 2023, “A-bisso” di Alessandra Asuni a cura dell’associazione culturale Teatri 35 (alle 21, 21.45, e 22.30); sabato 9 settembre 2023, “Policromia. La realtà dell’apparenza”, conferenza di Simone Foresta (alle 18.30) e “Entre chien et loup. Madrigali dal crepuscolo dell’anima” a cura di Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini (alle 21.30).

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Gli Avion Travel in concerto al Castello di Baia (foto pa-fleg)

A chiudere il programma del Festival Antro 2023 sarà il concerto degli Avion Travel in programma domenica 10 settembre 2023, alle 21.30, al Castello di Baia.

campi-flegrei_festival-antro_2023_castello-di-baia_locandina-bisInformazioni. È possibile partecipare a tutti gli eventi della rassegna con l’abbonamento myfleg card o myfleg special card. Abbonamento myfleg card: costo 20 euro. Consente la partecipazione a tutti gli eventi della rassegna Antro 2023 e l’ingresso illimitato nei 4 siti principali del Parco per 365 giorni dalla data di acquisto. Abbonamento myfleg special card: costo 10 euro. Consente la partecipazione a tutti gli eventi della rassegna Antro 2023 e l’ingresso illimitato nei 4 siti principali del Parco fino al 31 dicembre 2023. Agli spettacoli di Lina Sastri (25 agosto) e Avion Travel (10 settembre) sarà consentito l’accesso esclusivamente tramite myfleg card o myfleg special card. A tutti gli altri eventi si potrà accedere anche con biglietto di ingresso al sito. Intero: 6 euro; ridotto: 3 euro (per i cittadini dell’UE di età compresa tra i 18 e i 25 anni); gratuito minori di 18 anni e altre categorie previste dalla legge. I possessori delle myfleg card e myfleg special card dovranno necessariamente effettuare la prenotazione ai singoli spettacoli (solo la prenotazione dà diritto alla partecipazione all’evento). Le conferenze sono a ingresso gratuito con obbligo di prenotazione. PRENOTAZIONI QUI

Campi Flegrei. Al via “luglieggiare”, rassegna di concerti, danza, aperture serali, mostre e conferenze all’interno dei siti del parco archeologico

campi-flegrei_parco_luglieggiando_locandinaParte “luglieggiare”, rassegna di eventi nel mese di luglio all’interno dei siti del parco archeologico dei Campi Flegrei.  Concerti, danza, aperture serali, mostre e conferenze sono le attività che il Pafleg propone ai suoi visitatori nel mese di luglio. Con “luglieggiare” il Parco amplia la sua offerta estiva di fruizione e valorizzazione dei siti archeologici, in attesa della Festival Antro 2023 che si terrà dal 25 agosto al 10 settembre 2023. L’ingresso agli eventi avverrà con regolare biglietto d’ingresso al sito, tranne che per le inaugurazioni delle due mostre e per le due conferenze. Ad aprire la rassegna “luglieggiare” era stata, il 4 luglio 2023, l’esibizione al parco archeologico di Cuma di Mariella Fabris e Roberta Gambarini dal titolo “Il canto delle Sibille”, all’interno dello storico palinsesto flegreo “Pozzuoli Jazz Festival”.

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L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: previste aperture serali straordinarie con “luglieggiando” (foto pafleg)

La rassegna vera e propria parte il 7 luglio 2023 con l’apertura serale straordinaria dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. I visitatori potranno godere di un suggestivo percorso nei sotterranei della nota arena romana e potranno passeggiare negli spazi ipogei dove i gladiatori attendevano prima di entrare in azione nell’arena. Il tutto accompagnati dal personale del Parco che illustrerà loro storia e approfondimenti sul sito archeologico. Turni di visita: 20.30, 21.30, 22.30. Prenotazioni: online a questo link urly.it/3w5cc e in biglietteria la sera dell’evento (fino ad esaurimento posti). L’iniziativa si ripete venerdì 14 luglio 2023, sempre con tre turni di visita.

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Il Macellum, noto anche come il cosiddetto Tempio di Serapide, a Pozzuoli (foto pa-fleg)

Sabato 8 luglio 2023, al Macellum di Pozzuoli, prende il via il Festival “Antichi Scenari” (ore 20.30, 21.30, 22.30) che proseguirà all’Anfiteatro Flavio venerdì 21 luglio 2023, ancora al Macellum sabato 22 luglio 2023 e si concluderà all’Anfiteatro venerdì 28 luglio 2023. Sempre con tre turni: ore 20.30, 21.30, 22.30. Durante questi eventi il personale del Parco accompagnerà i visitatori con approfondimenti sui siti archeologici.

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Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

Giovedì 13 luglio 2023, al Castello di Baia, alle 17, verranno presentati dal direttore del Parco Fabio Pagano i nuovi avvisi di partenariato pubblico privato per la fruizione di alcuni siti del Pafleg. Venerdì 14 luglio 2023, sempre al Castello, alle 11, l’Istituto Centrale per il restauro in collaborazione col Parco partecipa alla conferenza “Restauri&ritorni: recenti interventi su mosaici e marmi nel Parco sommerso di Baia (e non solo)”; seguirà, alle 18, l’inaugurazione della mostra “20 spanne sotto il mare. Emersioni di memoria dal Parco sommerso di Baia”, esposizione sui materiali provenienti dalle Terme del Lacus nel Parco sommerso di Baia. Nello stesso giorno al Macellum di Pozzuoli, alle 17, verrà inaugurata una nuova mostra “Kemè – I materiali del Tempio” a cura della Scuola di Scrittura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con Aporema Onlus. Sabato 15 e sabato 29 luglio 2023 si terranno apertura straordinarie serali del Macellum e visita alla mostra con tre turni: 20.30, 21.30, 22.30.

Baia. Al Castello presentazione del libro “Il ramo d’oro. Un giallo delle origini” di Jean-Noël Schifano nell’ambito della mostra “Alla ricerca del Ramo d’oro – Immaginaria 2023” a cura del collettivo Opus continuum con il parco archeologico dei Campi Flegrei

baia_castello_immaginaria_libro-il-ramo-d-oro-un-giallo-delle-origini_presentazione_locandina“Ricorda Enea, non prima è concesso scendere sotto la terra che si sia colto dall’albero l’auricomo ramo. Questo dono a lei sacro Proserpina bella fissò che le si porti…” Con queste parole la Sibilla cumana esorta l’eroe troiano a cercare nel bosco sacro la chiave d’accesso al mondo infero. Ma cos’è il ramo d’oro, qual è la sua vera natura? Virgilio ci ha lasciato in eredità un enigma da sciogliere. La posta in gioco è alta, spaventosa, forse bizzarra, ma sicuramente necessaria e Jean-Noël Schifano ha raccolto la sfida. Con il suo nuovo libro “Il ramo d’oro. Un giallo delle origini” (ed. Colonnese), il primo scritto direttamente in Italiano, la lingua del padre, Schifano ci accompagna in un appassionante viaggio nelle terre ardenti fino all’estremo limite delle acque avernali, lì dove ci ricorda l’autore è racchiusa, come in una lacrima, tutta la cultura occidentale. Sabato 13 maggio 2023, alle 11, nella suggestiva cornice del Castello di Baia, Schifano dialogherà con l’architetto e scrittore Francesco Escalona, ospite della rassegna “Immaginaria 2023. Alla ricerca del ramo d’oro”, accolto da Selene Salvi del collettivo “Opus Continuum” e dal direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, Fabio Pagano. È questo il quarto appuntamento del ciclo di conferenze organizzate nell’ambito della mostra “IMMAGINARIA 2023 – Alla ricerca del ramo d’oro” a cura del collettivo Opus continuum in collaborazione con il parco archeologico dei Campi Flegrei. Ingresso gratuito.

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Copertina del libro “Il ramo d’oro. Un giallo delle origini” di Jean-Noël Schifano

Il ramo d’oro. Un giallo delle origini (pagg. 72, euro 8) è l’ultimo scritto di Jean-Noël Schifano, che ha arricchito la storica ed elegante collana “Lo Specchio di Silvia” delle edizioni Colonnese, guidate da Francesca Mazzei, che sarà accanto all’autore nei due incontri di presentazione. Virgilio, il grande poeta che amò e fu amato da Napoli, dove si trova la sua tomba, aveva nel suo nome – Publius Vergilius Maro – l’anagramma del “ramo” (Maro-Ramo). Quel ramo che per duemila anni gli studiosi hanno creduto fosse un “ramo di vischio”; le cui foglie crepitavano, leggere, al vento, e dal quale Enea estirpava il ramoscello troppo lento a venire. Parte da questa intuizione, l’appassionato e “ardente” excursus di Schifano sulla storia, la poesia, la letteratura dell’antica terra dei Campi Flegrei, con la scoperta dell’intimo saluto, del pensiero alle origini e all’infanzia che il grande Virgilio volle lasciare tra le righe delle sue opere immortali, sul ciglio dell’Averno.

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Lo scrittore Jean-Noël Schifano

Jean-Noël Schifano è autore di una quindicina di libri ispirati dalla civiltà napoletana, tra cui “Il gallo di Renato Caccioppoli”, “Anna Amorosi” e il classico “Cronache napoletane”, editi in Italia da Colonnese. Cittadino onorario di Napoli, dove ha diretto l’Institut Français, è editore presso Gallimard e traduttore di Elsa Morante, Umberto Eco, Alberto Savinio, Italo Svevo, Leonardo Sciascia. Con le sue traduzioni ha fatto conoscere in Francia Anna Maria Ortese, Fabrizia Ramondino, Elena Ferrante. Per Colonnese ha pubblicato inoltre “Il vento nero non vede dove va” e “Amara o Le Opere Pie della Misericordia Corporale”.

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Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

“Alla ricerca del Ramo d’oro – Immaginaria 2023”, mostra a cura del collettivo di artisti Opus Continuum, è visitabile al museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia fino al 21 maggio 2023. Le mostre organizzate dal collettivo di artisti figurativi Opus Continuum si sono sempre distinte per le tematiche legate ai miti e alle leggende del territorio, dove il mito non è semplice rievocazione antiquaria, ma lente per leggere eventi e situazioni della nostra vita e del nostro tempo. Dopo il sepolcro della Sirena Parthenope è affrontato un altro enigma: che cos’è il ramo d’oro, qual è la sua vera natura? Anche su questo tema che riguarda il territorio si è scritto e continua a scrivere tantissimo. Con quel ramo (di vischio, mirto, oppure una spiga di grano come suggerì Giambattista Vico?), dono da fare alla bella Proserpina, Enea discese da vivo agli inferi per scoprire il suo destino. Il mito, o per meglio dire una delle sue tante varianti, racconta che l’ingresso all’Ade sia proprio nei Campi Flegrei. Lì la Sibilla, dalla sua esecrabile dimora, affidava al vento e alle foglie i suoi responsi. Così come è stato per il mitico sepolcro della nostra Sirena, nei secoli schiere di eruditi (ed in seguito di archeologi) hanno letteralmente setacciato l’intero territorio alla ricerca di una grotta, una cavità primordiale che potesse in qualche modo rappresentare quel passaggio agevole tra il “sopra” e “sotto”. Quante cavità artificiali nei Campi Flegrei sono state identificate come sede della Sibilla o come ingresso all’Ade? Ed ecco un esempio della potenza del mito che per alcuni diviene realtà, storia. Gli artisti del collettivo partenopeo, come l’eroe troiano, hanno affrontato quel terribile ed affascinate viaggio. Hanno cercato tra il folto degli alberi il proprio ramo, chiave di accesso al loro personale “sottosuolo”.  Questi gli Artisti espositori del collettivo: Sergio Coppola, Renato Criscuolo, Ludovico della Rocca, Fulvio De Marinis, Michele Di Lillo, Loris Lombardo, Carlo Alberto Palumbo, Selene Salvi.