Ercolano (Na). Al parco archeologico riaperta dopo quasi trent’anni e un lungo e paziente restauro la Casa del Mobilio Carbonizzato, primo capitolo di una nuova stagione di scoperte con la riapertura in autunno di altre domus. La direttrice Colaiacomo: “Frutto di una strategia di tutela che guarda lontano”

C’è una casa, a Ercolano, che per quasi trent’anni ha custodito in silenzio i suoi segreti, chiusa agli occhi dei visitatori ma viva nella memoria di chi lavora ogni giorno alla tutela di questo straordinario sito UNESCO. Da giovedì 9 luglio 2026 quel silenzio si è interrotto: la Casa del Mobilio Carbonizzato ha riaperto al pubblico, restituendo a Ercolano uno dei suoi ambienti più intimi e toccanti. Ma il racconto è appena all’inizio: questa riapertura è solo il primo capitolo di una nuova stagione di scoperte. Il countdown per l’autunno 2026 è già partito, quando altre straordinarie domus del Parco Archeologico torneranno a raccontarsi al pubblico, in un susseguirsi di riaperture che promette di riscrivere ancora una volta la mappa dell’antica Ercolano. Il nome di questa domus racconta già una storia che emoziona: deve la sua identità al ritrovamento di un tavolino e di un letto con alta spalliera, che conservavano ancora tracce di tessuto e i resti della rete di corda a cui erano agganciate le doghe in legno. Oggetti di vita quotidiana, sorpresi dall’eruzione e custoditi dal tempo, riportati alla luce tra il 1932 e il 1933 durante la grande stagione di scavi condotta da Amedeo Maiuri, il grande archeologo che più di ogni altro ha restituito al mondo il volto dell’antica Ercolano. “Riportare alla luce e restituire alla città la Casa del Mobilio Carbonizzato, dopo quasi trent’anni di chiusura”, sottolinea Federica Colaiacomo, direttrice del parco archeologico di Ercolano, “è un traguardo che ci riguarda nel profondo. Non parliamo soltanto del recupero di uno spazio architettonico, ma della restituzione di una storia umana fatta di gesti quotidiani – un letto, un tavolino – che l’eruzione ha congelato nel tempo e che oggi, grazie a un lungo e paziente lavoro di restauro, possiamo finalmente raccontare di nuovo. È il segno tangibile di una strategia di tutela che guarda lontano, fondata sulla cura quotidiana e sulla pianificazione a lungo termine del nostro patrimonio”.

Varcare la soglia di questa casa, costruita in età repubblicana, significa attraversare un impianto domestico che si è conservato con straordinaria coerenza: gli ambienti si dispongono intorno all’atrio e al giardino sul fondo, dove un piccolo larario a forma di tempietto accoglieva le devozioni della famiglia. Al piano superiore, un loggiato con colonne si affacciava sull’atrio già dalla prima fase costruttiva della casa, mentre le pareti, decorate in IV Stile, raccontano i segni di più fasi di vita e di rinnovamento dell’abitazione. Tra gli ambienti più preziosi, il triclinio a destra dell’ingresso conserva un pavimento a mosaico con un raffinato emblema marmoreo e decorazioni con nature morte; il tablino custodisce a sua volta un mosaico con inserto marmoreo e tracce dell’antico soffitto affrescato. E proprio sul fondo della casa, nel cosiddetto oecus Cyzicenus, aperto da una grande finestra sul giardino, vennero ritrovati gli arredi carbonizzati che hanno dato il nome a questa domus: un tavolino e un letto, testimoni silenziosi di una vita interrotta in un attimo, quasi duemila anni fa.


Un restauro lungo e paziente. La riapertura della Casa del Mobilio Carbonizzato è il frutto di un percorso di restauro avviato più di 10 anni fa, quando furono eseguite le prime opere urgenti di ricostruzione delle coperture e di messa in sicurezza delle superfici decorate, nell’ambito del partenariato pubblico-privato tra il parco archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute (PHI), che opera attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali (IPBC), attivo a Ercolano da venticinque anni. L’architetto PHI-IPBC Rossella Di Lauro racconta: “Gli interventi più recenti rappresentano la prosecuzione naturale delle prime opere. In questa fase, abbiamo dato priorità a criticità rimaste irrisolte, come la ricostruzione di alcuni solai lignei, la sostituzione di architravi compromessi, il consolidamento e restauro completo delle colonne che affacciano nell’atrio collocate al primo piano sopra la copertura del tablino. Quest’ultimo intervento, in particolare, è stato realizzato grazie ad accurati rilievi tridimensionali e a delicate operazioni di smontaggio e rimontaggio controllato, in stretta sinergia con i conservatori-restauratori. Gli architravi-teche in ferro, che presentano eccezionali porzioni di legno carbonizzato, sono stati sostituiti da nuove strutture in legno opportunamente lavorate con soluzioni innovative, in modo da continuare a svolgere la funzione di teche protettive; infatti, all’interno di queste sono stati ricollocati i frammenti carbonizzati accuratamente restaurati; questa specifica tipologia di intervento è stata pensata per facilitare il monitoraggio e la manutenzione futura dei preziosi reperti lignei”.

L’intervento si inserisce nel più ampio progetto “Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano”, che prevede la riapertura di sei tra le più importanti domus del sito, frutto della programmazione congiunta tra il parco archeologico di Ercolano e le fondazioni Packard, sviluppato dal partner privato e attuato sotto il coordinamento scientifico e tecnico del Parco. Un approccio fondato sulla manutenzione programmata e sulla conservazione a scala urbana, che ha già permesso, nel marzo 2025, la riapertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di Legno.


Oggi la domus restituisce piena leggibilità ai propri apparati decorativi: dipinti murali, soffitti decorati e pavimentazioni a lungo compromessi dalla vegetazione infestante sono stati messi in sicurezza, stabilizzati e, dove possibile, sottoposti a interventi di pulitura e ritocco pittorico. Un traguardo importante per Ercolano, dove per anni le priorità sono state concentrate sulla riduzione del rischio: oggi, raggiunta una maggiore stabilità conservativa, è stato possibile dedicarsi anche al recupero estetico di diverse decorazioni, restituendo al pubblico qualità artistica e valore storico. La riapertura dell’atrio e degli ambienti che lo circondano è un primo, fondamentale passo verso la piena fruizione della domus: i prossimi interventi riguarderanno il giardino-hortus e il restauro del larario, in continuità con una gestione del patrimonio che punta sulla pianificazione per fasi e sulla cura quotidiana di uno dei siti archeologici più straordinari al mondo.

La storia della Casa del Mobilio Carbonizzato non si esaurisce tra le sue mura: i legni carbonizzati che hanno dato il nome alla domus sono oggi esposti al pubblico al piano ammezzato dell’Antiquarium di Ercolano, insieme ad altri reperti che custodiscono, ciascuno, una storia e un vissuto propri. Tra questi, anche un tavolino proveniente proprio da questa casa. I visitatori sono dunque invitati a proseguire il proprio percorso in Antiquarium, per completare la conoscenza della domus e chiudere il cerchio di un’esperienza di visita che attraversa l’intero parco archeologico di Ercolano.
Ercolano. Al parco archeologico, dopo oltre 25 anni, aperte la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di legno, prima tappa del progetto Domus con Packard Humanities Institute, presenti il ministro Giuli e il viceministro Cirielli. E presentata la app ErcolanoDigitale per una visita interattiva e immersiva. Il direttore Sirano: “Pronti a proiettare nel futuro il nostro straordinario passato, e anche all’avvio di nuovi scavi”

Il peristilio della Casa del Colonnato Tuscanico a Ercolano, riaperta dopo un lungo restauro (foto paerco)
Taglio del nastro a Ercolano per la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di legno, che rappresentano simbolicamente l’origine dell’antica Ercolano: la prima per un dipinto dove è raffigurato il sacrificio di fondazione della città da parte di Ercole, la seconda per il ritrovamento di una statuetta dello stesso eroe nel larario da cui prende il nome. L’apertura, mercoledì 19 marzo 2025, dopo oltre venticinque anni, di due tra le più belle residenze dell’antica città ha rappresentato la conclusione della prima fase del Progetto Domus alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del viceministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli. Il parco archeologico di Ercolano si prepara così a entrare nel futuro offrendo ai visitatori un’esperienza ancora più completa e coinvolgente con una serie di proposte innovative.

Il direttore Francesco Sirano presenta al ministro Giuli e al viceministro Cirielli le domus restaurate e riaperte a Ercolano (foto emanuele antonio minerva – agnese sbaffi / mic)
A fare gli onori di casa il direttore del Parco Francesco Sirano, insieme ai rappresentati del Packard Humanities Institute (prof. Richard Hodges, arch. Jaime Garcia e arch. Jane Thompson) l’Ente filantropico che affianca Ercolano in un partenariato pubblico privato che dura da ben 24 anni. Il direttore ha sottolineato l’estrema complessità e innovazione tecnologica degli interventi sulle domus appena riaperte e si è soffermato sul complessivo approccio strategico ai temi della conservazione e della fruizione del patrimonio. Nuove entusiasmanti prospettive si aprono grazie alla sottoscrizione (luglio 2024) del protocollo d’Intesa con il Packard Humanities Institute con la realizzazione di nuovi depositi, laboratori, uffici e la storica ripresa, a quasi cento anni dall’inizio degli scavi Maiuri, delle ricerche archeologiche su vasta scala nell’area est della città antica. Le domus restaurate e gli strumenti digitali si aggiungono all’offerta di visita già a disposizione del pubblico e rendono l’esperienza di camminare in una città romana ancora più affascinante e ricca di contenuti, mettono a diretto contatto con la vita quotidiana degli ercolanesi di duemila anni fa: un’esperienza che pochi siti archeologici al mondo offrono e che ad Ercolano risulta essere ancora più suggestiva grazie all’eccezionale stato di conservazione e agli innovativi restauri inaugurati da Amedeo Maiuri a partire dalla fine degli anni ’20 del Novecento.
Grazie dunque all’ampliamento dell’offerta culturale, Ercolano si conferma un luogo unico dove la storia antica incontra le tecnologie moderne. Ed è stato proprio il ministro Giuli ad essere testimone della nuova vita del Parco che ha trovato una Ercolano in pieno fermento: oltre all’apertura della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di legno restaurate, ecco la nuova veste della Stanza del custode del Sacello degli Augustali, e poi i lavori in corso alle Terme Suburbane e le manutenzioni straordinarie su scala urbana.

Le Terme suburbane di Ercolano (foto paerco)
E per entrare in sintonia con questi straordinari luoghi il Parco mette ora a disposizione una nuova App mobile per sistemi Android e IOs, parte integrante di Ercolano Digitale, un vero e proprio ecosistema di risorse online fruibili attraverso il nuovo portale istituzionale del Parco, ricco di molteplici servizi e contenuti 3D, la piattaforma dedicata alla catalogazione dei reperti (già on line attraverso il collegamento dinamico con Il Catalogo Nazionale dei Beni Culturali) e il portale Open Data, presto on line per l’intera comunità scientifica di riferimento e non solo. L’App Ercolano digitale è disponibile in nove lingue e può essere scaricata liberamente dai principali stores; sfrutta l’innovativa connessione WIFI e LiFi del Parco attraverso cui le informazioni arrivano automaticamente sui device fornendo contenuti contestuali rispetto alla posizione del visitatore grazie ad una capillare rete di beacon bluetooth, unica nel suo genere nei siti archeologici italiani. I visitatori possono scegliere tra cinque percorsi in base ai contenuti tematici, all’età e ai tempi di percorrenza per una visita a misura di tutti.

La Casa del Sacello di legno a Ercolano durante i restauri (foto paerco)
Il Progetto Domus, di restauro conservativo di sei domus, è stato basato sul consolidato approccio che caratterizza la programmazione congiunta tra il parco archeologico di Ercolano ed il Packard Humanities Institute, vale a dire una efficace distribuzione delle risorse economiche che abbia come obiettivo la conservazione “orizzontale” e diffusa del Bene Culturale, al contrario dell’approccio “casa per casa”. Alcune delle lavorazioni più complesse sono state realizzate nella Casa del Colonnato tuscanico, dove è stato effettuato un intervento di parziale sollevamento delle colonne del peristilio con annessa trabeazione, riportandolo allo stato originario di epoca romana e rafforzando la struttura statica della casa, resa finalmente visitabile.

La Casa del Sacello di legno a Ercolano dopo i restauri (foto paerco)
Nelle Case del Colonnato tuscanico e del Sacello di legno, riconsegnate mercoledì 19 marzo 2025 ai visitatori, grande attenzione è stata rivolta alle delicate pavimentazioni, in particolare quelle in battuto di cocciopesto, e al ripristino delle condizioni conservative per garantirne la stabilità in funzione della riapertura. Sono state testate nuove tipologie di malte di ripristino per verificarne la durabilità in un contesto all’aperto e soggetto a notevoli sollecitazioni meccaniche. Le superfici decorative parietali quali dipinti murali e intonaci sono state consolidate, garantendone la protezione e assicurando una corretta gestione dell’acqua piovana. In questo modo, nell’arco di qualche anno, gli indici di umidità nelle murature saranno di molto ridimensionati rendendo possibile una ulteriore, nuova fase di interventi, volta al recupero estetico delle superfici, operazione al momento già effettuata su alcuni affreschi in idonee condizioni delle domus coinvolte.

Terme suburbane di Ercolano: stucco prima del restauro (foto paerco)

Terme suburbane di Ercolano: stucco dopo il restauro (foto paerco)
Il progetto di restauro prevede complessivamente interventi su sei Domus, di cui quattro ora in avanzato stato di lavorazione (Casa a Graticcio, Casa del Mobilio Carbonizzato, Casa dell’Apollo Citaredo e Casa dell’Atrio a Mosaico) e rientra nel processo di programmazione congiunta e pluridisciplinare per la conservazione del sito archeologico sul modello di governance di partenariato pubblico-privato attivo da più di vent’anni tra il Parco archeologico di Ercolano ed il Packard Humanities Institute. Il risultato sul lungo periodo porterà ad attuare cicli manutentivi continui, e all’ampliamento dell’offerta di fruizione per il pubblico, con conseguente beneficio anche per le aree che attualmente soffrono di una rilevante pressione antropica. L’intervento Restauro conservativo delle strutture e delle superfici decorate delle domus più importanti di Ercolano, è finanziato con i Fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) “Vesuvio – Pompei – Napoli”. Piano Sviluppo e Coesione del ministero della Cultura – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020, gestiti, per il ministero della Cultura, dall’Autorità Responsabile del Piano Sviluppo e Coesione del Dipartimento per l’Amministrazione Generale, per il tramite dell’Unità Grande Pompei, per l’importo complessivo di 5 milioni di euro.
“A un quarto di secolo dalla loro chiusura, le dimore della Casa del Colonnato Tuscanico e della Casa del Sacello di legno riaprono i battenti, restaurate con sapiente maestria, segnando il compimento della prima fase del Progetto Domus. L’ultraventennale alleanza con il Packard Humanities Institute si conferma feconda e lungimirante. Un sodalizio che proseguirà con un investimento di circa 45 milioni di euro, consentendo la ripresa degli scavi archeologici nel sito, lo studio e l’applicazione delle nuove tecnologie alla ricerca e alla fruizione del patrimonio, la costruzione di depositi e laboratori”, così il ministro della Cultura Alessandro Giuli. “La riapertura di due domus e la realizzazione della App Ercolano, frutto della più che ventennale collaborazione con la Fondazione Packard – dichiara il vice ministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, Edmondo Cirielli – testimonia quanto lo straordinario patrimonio culturale campano possa attivare importanti canali di diplomazia culturale, capaci di innescare lo sviluppo armonioso del territorio portando crescita, conoscenza e occupazione di qualità. La valorizzazione di Ercolano continua così ad aprire a importanti prospettive nel dialogo transatlantico tra Italia e USA, contribuendo al contempo alla tutela di un sito archeologico di grande importanza”.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli con il direttore del parco archeologico di Ercolano Francesco Sirano (foto emanuele antonio minerva – agnese sbaffi / mic)
“Il nostro obiettivo”, assicura il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, “è quello di rendere il parco archeologico di Ercolano un luogo dove storia, cultura, tecnologia, ma anche familiarità con le nostre origini che definirei quasi sentimentale, si intrecciano per offrire ai visitatori un’esperienza senza precedenti. La sfida principale che ha caratterizzato l’intero intervento sulle domus ha riguardato la necessità di contemperare esigenze tecniche e di conservazione (come ad esempio ripristinare la stabilità strutturale) con una presentazione al pubblico che ne esaltasse le caratteristiche che le rendevano spazi del buon vivere, di vita raffinata e operosa della quale esse sono testimonianza di grandissimo valore storico e monumentale. L’ampliamento dell’area di fruizione grazie all’apertura delle domus in cui si è intervenuti è parte integrante di una visione del sito rivolta al futuro che comunica valori universali. Per farlo ci si è avvalsi delle nuove tecnologie che contribuiscono a far conoscere al mondo la ricchezza storica di questo patrimonio dell’Umanità in modo innovativo e accessibile a tutti. Con la nuova App – continua -, ogni visitatore potrà non solo esplorare i nostri siti, ma anche entrare in contatto con il nostro archivio digitale, un patrimonio che cresce ogni giorno grazie al lavoro di conservazione e ricerca che portiamo avanti con passione. Siamo pronti a proiettare nel futuro il nostro straordinario passato, e siamo pronti anche all’avvio di nuovi scavi nell’area est della città antica: una ripresa storica delle ricerche resa possibile, come tanti altri importanti progetti, dall’eccellente partenariato pubblico privato con l’ente filantropico americano Packard Humanities Institute. L’approccio multidisciplinare e l’adozione di un piano di gestione del sito, a partire dal 2017, hanno portato alla definizione di programmi di manutenzione a scala urbana che hanno disinnescato le emergenze, hanno permesso la riduzione delle aree di degrado e hanno garantito la tutela del patrimonio UNESCO”.

La Casa del Colonnato Tuscanico a Ercolano dopo i restauri (foto paerco)

La Casa del Colonnato Tuscanico a Ercolano prima dei restauri (foto paerco)
“Oggi festeggiamo gli ultimi esiti di un lungo cammino a Ercolano nella prospettiva e corresponsabilità della strada da percorrere nel prossimo, immediato futuro”, dichiara l’arch. Jane Thompson, manager incaricato della gestione del partenariato-pubblico su incarico delle fondazioni Packard. “Forte di 24 anni, a partire dal 2001, le azioni congiunte per la conservazione e valorizzazione della città antica insieme a progetti mirati a ripensare il suo rapporto con la città moderna attraverso la riqualificazione del quartiere confinante di via Mare, oggi il partenariato pubblico-privato sta entrando in una nuova fase, ancora più importante. La realizzazione di un nuovo complesso di edifici, arretrati verso sud rispetto al sito archeologico, consentirà l’eliminazione delle infrastrutture moderne esistenti a bordo scavo e l’arretramento degli attuali limiti di scavo verso est e sud. Questa “rivoluzione” crea le condizioni per due svolte epocali: la ripresa degli scavi archeologici verso est ad una scala paragonabile solamente a quella dell’epoca di Amedeo Maiuri; la creazione di un paesaggio verde per chi esplora la città antica, luogo accogliente sia la per la comunità locale quanto per i visitatori del sito archeologico. L’azione combinata di questi progetti farà del Parco Archeologico di Ercolano e del suo territorio, nel medio e lungo periodo, un importantissimo punto di riferimento internazionale per gli studi umanistici”.

Ercolano digitale: l’approdo all’antica spiaggia di Ercolano (foto paerco)
Il parco archeologico di Ercolano ha presentato la sua nuova app ufficiale, una proposta innovativa per rendere l’esperienza di visita ancora più coinvolgente e arricchente. La app, attraverso i nostri cellulari, diventa una porta personalizzata ed interattiva di accesso all’enorme patrimonio di conoscenza digitale del Parco, potendo consultare dati di archivio, documenti storici, foto attuali, modelli 3D con il duplice fascino di poterli vivere durante la visita, immersi direttamente nel mondo attuale del Parco e del mondo virtuale del tempo passato ma anche futuristico. Una volta entrati nel Parco, la app permette di scegliere tra 9 lingue e la fascia di età di chi la usa. Sono a disposizione cinque percorsi con temi e durata differenti. Una mappa interattiva del sito e un sistema di geolocalizzazione attraverso beacon diffusi nel sito archeologico accompagnano i visitatori e permettono di collegarsi direttamente al ricco archivio di contenuti del Parco, consentendo di orientarsi facilmente tra i vari spazi archeologici. Grazie a questa funzione, i visitatori possono navigare in autonomia all’interno del Parco, scoprendo ogni angolo e curiosità.

Ercolano digitale: la Casa degli Augustali di Ercolano (foto paerco)
Ma non è tutto: lungo il percorso, l’app offre contenuti multimediali che si attivano automaticamente in corrispondenza di punti specifici del sito. Testi, immagini, ricostruzioni virtuali e modelli 3D si combinano per offrire una comprensione profonda di ciò che si sta osservando. Ogni dettaglio prende vita, permettendo di esplorare la vita quotidiana degli abitanti di Ercolano, dalle abitazioni agli spazi pubblici, fino agli aspetti più intimi della loro routine. Questa esperienza digitale permette di immergersi in una delle città romane più affascinanti, scoprendo la sua architettura, la sua storia e i suoi misteri. Grazie alla nuova app, il parco archeologico di Ercolano si pone come un esempio di innovazione nella fruizione culturale, coniugando la tradizione della ricerca storica con le moderne tecnologie, rendendo la visita ancora più coinvolgente per tutti i tipi di pubblico. La app è disponibile gratuitamente su tutti i principali store digitali (iOS e Android) e rappresenta un ulteriore passo verso un’esperienza turistica sempre più accessibile e moderna. “Attraverso questa applicazione, ogni smartphone diventa un compagno di viaggio digitale, trasformando la visita in un’esperienza immersiva, coinvolgente e personalizzata – dichiara il direttore Sirano – La App diventa la finestra attraverso la quale affacciarsi e collegarsi all’immenso archivio digitale di Ercolano fatto di contenuti pensati per rispondere alle esigenze di un pubblico eterogeneo. Inoltre i testi disponibili in nove lingue e anche in formato audio rendono l’esperienza inclusiva e accessibile a tutti. Ogni aspetto è stato studiato per garantire una fruizione semplice e immediata, consentendo a ogni visitatore di vivere il sito in modo personalizzato”.

Ercolano digitale: l’antica Ercolano vista arrivando dal mare (foto paerco)
La app sfrutta tecnologie avanzate per offrire un’esperienza unica all’interno del sito archeologico. Grazie a una rete di beacon Bluetooth Low Energy, piccoli trasmettitori radio a bassa frequenza, i contenuti multimediali vengono attivati automaticamente garantendo una geolocalizzazione precisa e puntuale dei visitatori lungo il percorso. A supporto di questa infrastruttura, la copertura della rete dati è stata realizzata non solo attraverso il tradizionale Wi-Fi, ma anche mediante la rivoluzionaria tecnologia LiFi, che utilizza la luce per trasmettere informazioni in modo rapido ed efficiente. Questo approccio innovativo assicura un’interazione tecnologica all’avanguardia e a bassissimo impatto per il sito archeologico. L’app rappresenta, nell’ambito del più ampio progetto Ercolano Digitale, un ulteriore passo in avanti nella creazione di strumenti digitali in grado di rendere sempre più coinvolgente la fruizione dello straordinario patrimonio archeologico degli scavi di Ercolano. Per ulteriori informazioni e per scaricare l’app, è possibile visitare il sito ufficiale del parco archeologico di Ercolano al seguente https://ercolano.cultura.gov.it/app/.
Ercolano. Al parco archeologico tornano Close Up Cantieri, gli appuntamenti del venerdì mattina che permettono ai visitatori di vedere in anteprima le domus in corso di restauro

Al parco archeologico di Ercolano venerdì 14 maggio 2021 riparte Close Up Cantieri, uno degli appuntamenti più richiesti dai visitatori, un’iniziativa che coinvolge i turisti nel quotidiano lavoro di conservazione svolto dallo staff del Parco. L’edizione 2021 dei Close up darà ai visitatori l’occasione di vedere in anteprima alcune domus, temporaneamente chiuse al pubblico per gli interventi conservativi, in compagnia dei restauratori, archeologi e architetti del Parco, che illustreranno i lavori di manutenzione e di restauro in corso. I visitatori interessati, acquistando regolarmente il biglietto di ingresso, potranno accedere gratuitamente ai cantieri ogni venerdì mattina, prenotandosi al desk Close-up Cantieri del Visitor Center del Parco, almeno un quarto d’ora prima dei due turni di visita, previsti alle 11 e alle 11.30.

“Giunge al quarto anno l’iniziativa dei fortunati appuntamenti del venerdì mattina Close-Up cantieri”, dichiara il direttore Francesco Sirano, “iniziativa che nel tempo ha donato un riscontro davvero positivo da parte del pubblico. Quest’anno l’iniziativa si annuncia davvero imperdibile perché i visitatori saranno protagonisti dei nuovi grandi restauri che il Parco sta mettendo in cantiere proprio in questi giorni. Close-up cantieri è un programma di inclusione del pubblico e di partecipazione nelle attività di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica città, e il nostro principale intento è di sensibilizzare i turisti verso le problematiche conservative di un sito archeologico complesso come quello di Ercolano, stimolandoli nella direzione di una fruizione sempre più consapevole e partecipata”.

I Close Up riguarderanno: manutenzione ordinaria diffusa su tutto il sito; interventi sui mosaici di Casa della Gemma, Casa dei Cervi, Casa di Pilus Granianus e Casa del Rilievo di Telefo; progetto Domus: Casa del colonnato tuscanico, Casa dell’atrio a mosaico, Casa del mobilio carbonizzato, Casa dell’Apollo citaredo. Il progetto Close-up Cantieri, oltre ad essere per i visitatori un’occasione di partecipazione al lavoro svolto dagli addetti ai lavori, fornisce anche all’Istituto un utile feedback da parte del pubblico sulle attività del Parco. Il raggiungimento degli obiettivi del progetto e il grado di partecipazione da parte del personale, saranno riscontrati attraverso la compilazione di un report finale sulle attività svolte, i cantieri visitati, il numero dei visitatori coinvolti e i loro commenti sull’iniziativa. Le visite si svolgeranno nel rispetto delle norme di prevenzione anti COVID 19 (misurazione della temperatura corporea, igienizzazione delle mani all’ingresso, utilizzo delle mascherine e rispetto del distanziamento fisico).
“Lapilli sotto la cenere”. Con la 20.ma clip del parco archeologico di Ercolano il direttore Francesco Sirano esplora il tema “Ercole a Herculaneum”: in questa prima parte, presenta alcuni luoghi che svelano le radici mitologiche della città antica

Con la 20.ma clip della serie “Lapilli sotto la cenere” il direttore del parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano esplora il tema “Ercole a Herculaneum”, cioè il Mito, la leggenda e la città. In questa prima parte ci porta in alcuni luoghi del Parco, pubblici e privati, che svelano le radici mitologiche della città antica.
L’eroe Ercole è uno dei personaggi che nell’immaginario, nella mitologia locale aveva un peso enorme. Non ci sono infatti molte città nell’ambito della penisola italiana che prendono il nome da Ercole. “Ci sono alcune Heracleia in Magna Grecia e in Sicilia nel mondo greco, nel mondo di cultura ellenica”, ricorda Sirano. “Ma qui sono davvero molto pochi. Ci sono solo alcuni villaggi, per esempio, che si trovano nella zona di altre città importanti della Campania che prendevano il nome da un santuario di Ercole. Ed è probabile che anche Ercolano prendesse il nome da un santuario dedicato a questo eroe che in genere nel territorio italico è connesso al ciclo della transumanza, cioè al movimento delle greggi che dalle zone interne della penisola raggiungeva il mare, e viceversa a seconda delle stagioni. E anche al commercio del sale, elemento fondamentale per garantire conservazione e trattamento sia dei prodotti lattiero-caseari sia della carne. Ercole – sottolinea Sirano – è una delle figure più rappresentate ad Ercolano sia nei monumenti pubblici, come il collegio degli Augustali con l’immagine di Ercole che all’Olimpo e diventa un dio, sia nelle case private. Nessuno si faceva mancare una statuetta, una statua di marmo, una tabella dipinta di marmo con una fatica di Ercole, un rilievo, un’immagine all’interno delle decorazioni parietali, un anello che non raffigurasse l’eroe principale che dà il nome alla città e oggi andremo insieme alla scoperta di tanti dettagli più o meno visibili che parlano di Ercole durante la visita al parco di Ercolano”.

“In uno dei punti più frequentati del Decumano massimo si apriva una bottega che ci colpisce”, spiega Sirano, “perché ha delle splendide pitture di terzo stile alle pareti e sul pavimento anche le impronte di una decorazione pavimentale molto complessa, fatta tutta in lastre di marmo. Un fatto non usuale per una bottega che si spiega nel fatto che in un primo momento questo ambiente era uno dei cubicula della Casa del Peristilio tuscanico che si trova sulla sinistra cui è collegata da una porta. In una fase successiva della casa, i proprietari che gestiscono la bottega, perché c’è ancora il collegamento tra l’atrio della casa e la bottega, decidono di aprire sulla strada questo ambiente per far sì che diventi un luogo di commercio”. Le pitture si trovano al coronamento della fascia mediana della decorazione parietale. “Alcune sono mal conservate”, continua Sirano, “ma tutte hanno un senso cultuale, hanno un significato che riporta alla sfera religiosa del mondo dell’antica Roma. In particolare c’è una scena meglio conservata. Si vede un altare sul quale si sta svolgendo un sacrificio: vediamo il fumo che sale, vediamo un personaggio che sta compiendo un atto versando qualcosa sul fuoco: una libagione. Accanto all’altare una figura giovanile tiene con la mano destra le corna di un toro e con la mano sinistra sostiene una o due lance, una sicuramente. Accanto all’altare c’è, visto di profilo, un oggetto che potrebbe essere uno scudo o qualcos’altro, non credo una spada perché non vediamo le punte. Quindi sembrerebbe un’altra cosa. Chi è questo personaggio? Forse Iolaus, cioè il nipote di Ercole che lo accompagna in tante vicende. Alla sinistra della scena, c’è Ercole. Lo riconosciamo subito perché ha la clava e la pelle di leone, che sono gli elementi caratteristici. Ed è un Ercole giovane: ha i capelli ricci, e la mano sinistra appoggiata sul dorso di questo toro. Sono possibili varie interpretazione di questa scena che è chiaramente una scena di sacrificio. Secondo alcuni studiosi si tratterebbe della rievocazione della fondazione del culto di Ercole all’Ara massima a Roma, che si trovava nel Foro Boario. Quindi in questo caso ci sarebbe una somiglianza con il posizionamento vicino al Foro, vicino al posto del mercato più importante di questo ambiente della bottega dove ci troviamo. Ma un’altra possibilità sarebbe che invece qui si stia celebrando la fondazione della stessa Ercolano, e il toro potrebbe essere un ricordo di una delle fatiche di Ercole, la decima, che è quella delle mandrie di Gerione. Al ritorno dalla quale fatica Ercole si sarebbe fermato, tra tante soste che fa, proprio qui a fondare Ercolano”.

Nel porticato coperto della Casa dei Cervi vi erano vari quadretti. Alcuni raffiguravano nature morte che alludono delle stagioni, e anche le funzioni di alcuni ambienti di ospitalità dove avvenivano i banchetti all’interno della casa. E altri alludono a delle scene mitologiche. “In particolare un quadretto ci fa vedere due amorini che sono protagonisti di un furto: hanno rubato le armi di Ercole. Uno ha il suo arco, e l’altro la famosa clava. Ercole – conclude Sirano – sta festeggiando i suoi successi e irretito forse dall’amore di Omphale, e si fa rubare le armi dagli amorini”.
“Lapilli di Ercolano”: con la nona clip si va alla scoperta della Casa del Gran Portale, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”
Il nono appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv), della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv) e della Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp), ci fa esplorare, osservare e anche misurare i dettagli della Casa del Gran Portale https://bit.ly/2SABXK6 grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute. Per una esperienza di uso migliore si consiglia di utilizzare un pc invece di uno smartphone.
La Casa del Gran Portale è un bell’ esempio del riuso già nell’antichità. La domus prende il nome dal portale in mattoni che utilizza capitelli scolpiti in tufo, più antichi di circa duecento anni (età ellenistica). Nelle pareti delle fauces (ingresso della casa) sono inglobati, nella loro posizione originaria, colonne e pilastri che un tempo facevano parte del peristilio della Casa Sannitica. La casa è decorata da splendide pitture in IV Stile con soggetti mitologici, mentre il giardino dipinto lungo le pareti del cortile crea l’illusione di uno spazio verde.
“Lapilli di Ercolano”: con l’ottava clip si va alla scoperta della Casa del Colonnato Tuscanico, in una visita virtuale 3D grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN”
L’ottavo appuntamento con i Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano, dopo la visita virtuale del Parco (https://bit.ly/3cfiPsv) e della Casa del Bel Cortile (https://bit.ly/2K5YVEv), ci fa esplorare, osservare anche misurare i dettagli della Casa del Colonnato Tuscanico (https://bit.ly/2xxWRCp) grazie al progetto “Herculaneum 3D SCAN” che ricostruisce gli ambienti attraverso nuvole di punti 3D ad altissima densità, acquisite per mezzo di laserscanner 3D e riprese fotogrammetriche da drone. Per una esperienza di uso migliore ti consigliamo di utilizzare un pc invece di uno smartphone. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione dell’Herculaneum Conservation Project sostenuto dal Packard Humanities Institute.
La Casa del Colonnato Tuscanico: il nucleo dell’abitazione, incentrato sull’atrio pavimentato in cocciopesto (un tritume di terracotta, calce e sabbia, resistente all’umidità), fu ristrutturato in età augustea (27 a.C. – 14 d.C.); l’impluvium (il bacino in cui confluiva l’acqua al centro delle case) fu rivestito di marmi e trasformato in fontana; le pareti furono decorate in “terzo stile”, una particolare decorazione pittorica risalente agli anni tra il 20 a.C. e il 50 d.C. Il peristilio, ossia il colonnato tuscanico, fu aggiunto inglobando una casa attigua e gli ambienti che si sviluppavano intorno ad esso furono decorati con affreschi e mosaici risalenti agli anni immediatamente precedenti all’eruzione del 79 d.C. Dal piano superiore, invece, provengono un tesoretto di monete del valore di 1400 sesterzi e un sigillo di bronzo.








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