Reggio Calabria. Con il concerto all’alba sulla scogliera di Capo Bruzzano al via il progetto “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito” dove i Bronzi di Riace sono al centro di un network culturale diffuso tra arte, musica e archeologia promosso dalla Regione Calabria. Ecco il ricco programma che culminerà il 16 agosto 2026, nel 54mo anniversario del ritrovamento dei due capolavori assoluti della scultura greca

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria riscrive il mito: i Bronzi di Riace al centro di un network culturale diffuso tra arte, musica e archeologia promosso dalla Regione Calabria. Non più solo un museo, ma un’intera regione che racconta il proprio patrimonio artistico-culturale attraverso i Bronzi di Riace. Da martedì 4 agosto 2026 la Calabria celebra il “Mese dei Bronzi di Riace” attraverso una serie di eventi diffusi su tutto il territorio regionale che culmineranno domenica 16 agosto 2026, nel cinquantaquattresimo anniversario del ritrovamento dei due capolavori assoluti della scultura greca. Promosso dalla Regione Calabria ai sensi della L.R. n. 19/2023, il progetto denominato “I Bronzi di Riace. La Calabria del Mito” segna un cambio di passo nella valorizzazione del patrimonio culturale calabrese. L’obiettivo è chiaro: trasformare i due celebri guerrieri da simbolo cittadino a motore culturale e turistico per l’intera regione, costruendo un racconto contemporaneo della Magna Grecia attraverso linguaggi artistici innovativi.
“Vogliamo costruire un’offerta integrata che, partendo dall’eccezionale valore universale dei Bronzi di Riace, accompagni i visitatori alla scoperta dei borghi, dei siti archeologici, dei musei, delle tradizioni e delle eccellenze della nostra regione, attraverso la musica, la storia, l’arte”, afferma l’assessore regionale al Turismo, Giovanni Calabrese. “Investire sui Bronzi significa investire sull’immagine della Calabria, rafforzando la destagionalizzazione dei flussi turistici e creando nuove opportunità di crescita per le comunità locali. È una sfida – prosegue Calabrese – che affrontiamo con una programmazione condivisa, nel rispetto dei principi di concertazione e sussidiarietà previsti dalla normativa regionale, valorizzando le risorse disponibili e mettendo al centro cultura, turismo e sviluppo sostenibile”. “I Bronzi di Riace rappresentano molto più di un capolavoro archeologico: sono il simbolo dell’identità culturale della Calabria e della sua straordinaria capacità di custodire e tramandare la propria storia”, dichiara il direttore del MArRC, Fabrizio Sudano. “Grazie al programma regionale per la celebrazione del “Mese dei Bronzi di Riace”, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria promuove un progetto che, attraverso eventi performativi e concertistici diffusi sull’intero territorio calabrese, intende rafforzare il legame tra il patrimonio custodito nel Museo e le comunità che lo riconoscono come parte della propria memoria e del proprio futuro. Quest’iniziativa testimonia come i Bronzi continuino a essere una fonte di ispirazione, conoscenza e partecipazione capace di generare nuove occasioni di incontro tra cultura, arte e territorio”.

Il primo appuntamento è in programma martedì 4 agosto 2026 a Bianco (RC), sulla scogliera di Capo Bruzzano. L’evento avrà inizio alle 5.30 e proseguirà, alle prime luci dell’alba, con il concerto della pianista e cantante cubana Jany McPherson, al piano e voce: un formato acustico a posti limitati, ecosostenibile e rispettoso dei siti di nidificazione della tartaruga Caretta caretta.

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria si conferma il fulcro scientifico e simbolico dell’intera manifestazione, diventando il punto di partenza di una rete capillare di eventi. Spettacoli performativi, concerti e installazioni artistiche animeranno infatti i principali poli culturali, i parchi archeologici e i luoghi simbolici di tutte e cinque le province calabresi. Si tratta di un percorso itinerante e integrato che mira a incrementare l’attrattività turistica della regione Calabria, diffondere la conoscenza dell’identità della Magna Grecia, creare un sistema culturale diffuso che generi indotto economico e sociale. Interamente finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’attività di promozione “Calabria Straordinaria”, il programma della prima edizione del “Mese dei Bronzi di Riace” con “Un patrimonio che vive, un territorio che racconta” parte dall’idea di un modello unitario e policentrico che troverà la sua massima espressione nell’evento del 7 agosto, durante il quale cinque luoghi della cultura calabrese si illumineranno in contemporanea.

Venerdì 7 agosto 2026, alle 21, infatti cinque luoghi della cultura calabrese, ciascuno dedicato ai Bronzi di Riace e alle figure del mito, si illumineranno in contemporanea con un programma che prevede una visita guidata gratuita, musica dal vivo e una lettura scenica. Un format pensato per raccontare l’unità culturale della regione. A Reggio Calabria (MArRC) la Senocrito Festival Orchestra eseguirà Le Quattro Stagioni di Vivaldi, solista al violino Miriam Campobasso, con la voce recitante di Letizia Trunfio. A Cosenza (galleria nazionale di Palazzo Arnone) la violoncellista Martina Biondi proporrà Solo, voce recitante Marco Silani. A Catanzaro (parco archeologico di Scolacium), l’Orchestra da camera La Nuova Verdi si esibirà con il soprano e voce recitante Angela Stella Cimbalo, diretti da Andrea Francesco Calabrese. A Vibo Valentia (Castello normanno-svevo) sarà di scena la Philharmonia Leonardo Vinci, diretta da Gianfranco Russo e Francesco Fortunato, voce recitante Giuliana Pelaggi, mentre a Crotone (fortezza di Le Castella) si terrà il concerto del Quintetto Kotron, per fiati e pianoforte, con le voci recitanti di Erika Paone e Paola Iazzolino. Un viaggio corale tra musica e narrazione per raccontare, in cinque luoghi simbolo della Calabria, la storia più affascinante e ancora avvolta nel mistero dell’archeologia italiana.
Sabato 8 agosto 2026 il Polo Museale di Soriano Calabro ospiterà Alle Origini del Mito, con la rappresentazione teatrale della Medea di Euripide, ispirata ai miti, ai personaggi e alla cultura della Magna Grecia, per la regia di Carlo Emilio Lerici.
Lunedì 10 agosto 2026 tra il museo e il parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri si snoderà Tra Uomini e Dei, un percorso narrativo in cinque tappe, di circa 20 minuti ciascuna, guidato da quattro figure mitiche: Nosside, Persefone, Zaleuco, Senocrito. Un viaggio che intreccia archeologia, musica, performance e degustazioni di prodotti del territorio, accompagnando il visitatore dal mondo degli uomini a quello degli dèi. Chiusura con il concerto del cantautore e pianista Raphael Gualazzi.
A Riace, mercoledì 12 agosto 2026 in piazza Bronzi di Riace andrà in scena Tra arte e mito, un appuntamento che valorizza una delle aree più affascinanti della costa ionica calabrese, nota in tutto il mondo per il ritrovamento dei celebri Bronzi. Un’occasione per riscoprire Riace attraverso linguaggi culturali diversi, in un’atmosfera capace di coniugare storia, identità e creatività contemporanea.

Il momento più suggestivo della rassegna arriverà il 16 agosto 2026, giorno del 54° anniversario del ritrovamento dei Bronzi, avvenuto sulla costa jonica reggina proprio il 16 agosto del 1972. In piazza De Nava a Reggio Calabria, davanti al museo Archeologico nazionale, il Premio Oscar Nicola Piovani porterà in scena Note a margine, con la facciata di Palazzo Piacentini che si trasformerà in uno spazio scenico, grazie a un sapiente gioco di luci e la proiezione delle immagini di Milo Manara. Accompagnato da Marina Cesari (sax e clarinetto), Marco Loddo (contrabbasso) e Vittorino Naso (percussioni), il compositore e pianista romano intesserà un racconto musicale in cui si intrecciano parola e musica.
Un libro al giorno. “Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio, Saverio Autellitano e Cristina Iaria che rendono fruibili le ricerche e le principali teorie riguardo ai Bronzi di Riace, registrate negli anni trascorsi

Copertina del libro “Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio, Saverio Autellitano, e Cristina Iaria
È uscito per i tipi di Rubettino editore il libro “Dal mito alla storia. Il mistero dei Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio, Saverio Autellitano, e Cristina Iaria. Il 16 agosto del 1972 è la data ufficiale del ritrovamento di due statue di guerrieri in bronzo nelle acque antistanti la spiaggia di Porto Forticchio a Riace, in provincia di Reggio Calabria. Da quel giorno è iniziata una storia fatta di restauri, ricerche scientifiche, ma anche di “misteri” riguardanti il recupero e l’identità dei due capolavori. Nell’estate del 1981 poi, le statue denominate con grande creatività dagli archeologi Bronzo A e Bronzo B, arrivano alla loro sede definitiva, il museo nazionale della Magna Grecia di Reggio. Ma la ricerca accademica da sola non appare esaustiva della missione degli studiosi, che devono affrontare anche l’opera di divulgazione del sapere scientifico. Si tratta della cosiddetta Terza missione della docenza universitaria, che oggi vede la sua naturale applicazione nella public history (nota anche come “archeologia pubblica”), in cui però l’Italia sembra cronicamente indietro, con troppi accademici che ritengono una deminutio della loro importanza se parlano a una platea di non addetti ai lavori. L’obiettivo di questo libro è proprio quello della divulgazione scientifica. Avvalendosi della collaborazione reciproca tra il mondo accademico e quello professionale, gli autori vogliono rendere fruibili le ricerche e le principali teorie riguardo ai Bronzi di Riace, registrate negli anni trascorsi. Ci si è prefissi di utilizzare un linguaggio piano e scorrevole, di evitare nozionismi, di mettere al centro delle argomentazioni i dati scientifici oggettivi, da cui e per mezzo dei quali arrivare a formulare le varie ipotesi. Un tentativo, speriamo efficace, di colmare un divario tra il sapere ed il fruire.
Un libro al giorno. “Sul buono e sul cattivo uso dei Bronzi di Riace” di Maurizio Paoletti e Salvatore Settis: tra ironia e amare riflessioni, qualche suggerimento per valorizzare le due celebri statue vanto del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria

Copertina del libro “Sul buono e sul cattivo uso dei Bronzi di Riace” di Maurizio Paoletti e Salvatore Settis
È uscito per i tipi di Donzelli editore il libro “Sul buono e sul cattivo uso dei Bronzi di Riace” di Maurizio Paoletti e Salvatore Settis, con saggi di Simonetta Bonomi, Gregorio Botta, Pier Giovanni Guzzo, Carmelo G. Malacrino, Giuseppe Pucci, Mario Torelli. I Bronzi scoperti nel 1972 al largo delle coste della Calabria rappresentano un esempio nobile e sublime di quel “saccheggio del passato” che si svolge sotto i nostri occhi e di cui siamo non solo spettatori, ma sempre più spesso anche attori e inconsapevoli protagonisti. Dopo i fumetti, le pubblicità e gli spot turistici, il successo mediatico dei Bronzi richiede di essere guardato da una nuova prospettiva. I saggi raccolti in questo volume mescolano l’ironia e le amare riflessioni su un caso di studio esemplare, proponendo qualche suggerimento sulla strada da seguire per valorizzare le due celebri statue, rarissimi originali greci in bronzo del V secolo a.C., vanto del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il primo cattivo uso dei Bronzi di Riace è stato fatto dagli archeologi, che si sono mostrati riluttanti a dialogare con un pubblico desideroso di condividere le conoscenze che sono proprie degli specialisti della grande arte antica. Altrettanto grave appare poi il fallimento delle istituzioni nazionali e locali, che a lungo sono state incapaci di scelte coraggiose e si sono dimostrate invece pronte a sfruttare la “fama” dei Bronzi per scopi spesso discutibili. In questo volume, Maurizio Paoletti e Salvatore Settis affrontano, insieme ad autorevoli personalità delle istituzioni museali, del mondo della cultura, della storia dell’arte e dell’archeologia, la questione nei suoi aspetti più rilevanti: dall’identità vera o presunta dei Bronzi, alla gestione delicatissima delle statue nel Museo di Reggio, fino alla loro trasformazione in vere e proprie “icone pop”. Dal libro riemerge con forza la fondamentale centralità delle istituzioni e la convinzione che il buono e cattivo uso dei Bronzi è, prima di tutto, una questione culturale.
Reggio Calabria. 16 agosto 1972-2025, nell’anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, riflessione del direttore del MArRC Fabrizio Sudano: “Opere tanto importanti quanto fragili e sempre bisognose di attenzioni costanti per la loro conservazione”
16 agosto 1972: una giornata indimenticabile. Per la Calabria, per l’Italia, per il mondo. Per l’archeologia. Quel giorno, dalle acque di Riace affioravano due capolavori destinati a cambiare la storia culturale del nostro Paese: i Bronzi di Riace. Il ritrovamento dei Bronzi di Riace è un evento fondativo: ha segnato una generazione, acceso l’immaginario collettivo, ridefinito il legame tra passato e identità. Oggi, 16 agosto 2025, nell’anniversario della scoperta, una riflessione del direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano.
Oltre cinquant’anni dopo, i Bronzi continuano a incantare, generare conoscenza, ispirare — anche grazie al lavoro costante di conservazione portato avanti dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Istituto centrale per il Restauro e l’università di Genova, nell’ambito del progetto #CheckUpBronzi (vedi Reggio Calabria. Progetto check up Bronzi: al museo Archeologico nazionale al via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace, grazie a un accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro. L’ultimo intervento risale al 2009-2013 | archeologiavocidalpassato).

La sala dei Bronzi di Riace allestita nel 2016 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
“La Sala dei Bronzi è sicuramente il luogo più iconico del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e contiene le opere più preziose e importanti dell’intera collezione”, interviene Fabrizio Sudano, direttore del MArRC. “Tanto importanti quanto fragili e sempre bisognose di attenzioni costanti per la loro conservazione. Nel 2024 il nostro Museo, l’Istituto centrale per il Restauro e l’università di Genova, hanno condiviso un programma di verifiche, strumentali e visive, dello stato di conservazione dei reperti custoditi in Sala Bronzi, che abbiamo voluto chiamare Check Up Bronzi. E nel marzo 2025 sono state riportate al MArRC le terre di fusione dei Bronzi con l’obiettivo di favorirne lo studio, e ulteriori analisi, dando nuovo slancio al progetto di conservazione e divulgazione dell’inestimabile valore dei Bronzi di Riace”.
Speciale Tg1 “Il mistero dei Bronzi di Riace”: a cinquantatré anni dal ritrovamento, il Tg1 racconta un’altra storia sul fortuito ritrovamento dei Bronzi nei pressi di Marina di Riace
Statua A, 198 cm. Statua B, 197 cm. Autore: ignoto. I Bronzi di Riace, forse i capolavori scultorei più celebri al mondo, non hanno ancora svelato tutta la loro storia, densa di non pochi misteri. A Speciale Tg1, domenica 4 maggio 2025, alle 23.50 su Rai 1, Dania Mondini, attraverso un’accurata inchiesta tra scienza e archeomafie, ripercorre alcuni dei molti interrogativi rimasti aperti: da dove vengono i Bronzi di Riace? Chi rappresentano? E poi: erano davvero solo due? E che fine hanno fatto le loro armi? Sulle tracce di inconfessate verità, nuove ammissioni di testimoni tingono di giallo il ritrovamento in Calabria, mentre studi archeometrici – nuovi strumenti d’indagine – svelano alcuni segreti sui due guerrieri che il mondo ammira e ci invidia. Inedite testimonianze raccolte in Sicilia, assieme a studi di universitari e archeologi, perlustrano insoliti ambiti di ricerca, aprendo scenari affascinanti su vecchi dubbi, mai completamente dissipati. A cinquantatré anni dal ritrovamento, il Tg1 racconta un’altra storia sul fortuito ritrovamento dei Bronzi nei pressi di Marina di Riace, quel 16 agosto del 1972, con documenti esclusivi e persino una enigmatica foto. Lo Speciale è di Dania Mondini, con il montaggio di Germano Satiri e le ricerche nelle Teche Rai di Giorgia Ginaldi.
Reggio Calabria. La notte di San Silvestro in concomitanza con la diretta RAI dal lungomare, il museo Archeologico nazionale rimane aperto con la possibilità di ammirare i bronzi di Riace. Ecco gli orari fino alla Befana
La presentazione de “L’anno che verrà” della RAI al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
A Reggio Calabria è tutto pronto sul lungomare “Italo Falcomatà” per festeggiare il nuovo anno in diretta nazionale con lo spettacolo “L’anno che verrà” proposto dalla RAI, presentato proprio al MArRC. Una festa condivisa anche dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria che il 31 dicembre 2024 sarà aperto anche la sera. Oltre l’ordinaria apertura dell’ultimo giorno dell’anno, orario non stop dalle 9 alle 20, grazie infatti a Regione Calabria e Fondazione Film Commission che hanno sostenuto questa iniziativa, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria prolungherà l’apertura fino all’una di notte, con ultimo ingresso alle 00:30. Nel dettaglio, durante il giorno sarà visitabile tutto il Museo, i quattro livelli di esposizione compresa la mostra temporanea “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, con tariffazione ordinaria. Mentre dalle 20 p.m. all’una a.m. il costo del biglietto sarà di 3 euro e sarà visitabile solo il livello D, il piano dei magnifici Bronzi di Riace e di Porticello.
La facciata di Palazzo Piacentini sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)
Una opportunità di visita che si ripeterà anche ad inizio anno, ed in particolare: mercoledì 1° gennaio 2025, apertura speciale in due fasce orarie, dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 200. Tariffazione ordinaria. Domenica 5 gennaio 2025: #domenicalmuseo. Giornata con ingresso gratuito e orario continuato, dalle 9 alle 20. Lunedì 6 gennaio 2025: apertura straordinaria non-stop dalle 9 alle 20, con bigliettazione ordinaria. Orari di apertura e tariffe consultabili online sul sito ufficiale del Museo www.museoarcheologicoreggiocalabria.it, con possibilità di prenotazione per singoli e gruppi. Prenotazioni, servizi aggiuntivi e biglietteria sono gestiti da Coopculture. Per prenotare la visita: 0639967600 (attivo lun-dom 9-18), per info e prenotazioni settore didattica/scuole: 0639967600 e edu@coopculture.it; per prenotazioni Gruppi: 06 39967600 e tour@coopculture.it
Reggio Calabria. La storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival: il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo vince il premio “Città di Reggio Calabria”
La storia dei guerrieri venuti dal mare conquista il pubblico del Rhegion International Film Festival che con un punteggio di 9.0 ha assegnato il premio “Città di Reggio Calabria” della prima edizione del RIFF al film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo. La proclamazione in chiusura della cerimonia di premiazione domenica 27 ottobre 2024 in Piazza Paolo Orsi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. A fare gli onori di casa i direttori artistici del RIFF, Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, con il direttore del MArRC, che hanno tracciato il bilancio, più che positivo, di questa prima edizione, ringraziando quanti hanno reso possibile la sua realizzazione, dalle istituzioni agli sponsor, dallo staff di ArcheoVisiva al personale del museo.

Il sindaco Giuseppe Falcomatà consegna il premio “Cittò di Reggio Calabria” alla regista Alessandra Cataleta, per il film “Semidei” (foto riff)

Frame del film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo
Lorenzo Daniele ha proclamato i titoli dei primi tre film che hanno riscosso il maggior consenso del pubblico: “Al terzo posto con il punteggio di 8,6, un punteggio abbastanza alto, il film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023, 63’). Al secondo posto con un punteggio di 8,7 (quindi i decimali contano moltissimo in questi casi) il film “One big family” di Vassilis Loules (Grecia, 2022, 69’). Vince il premio del pubblico “Città di Reggio Calabria”, con il punteggio di 9.0, il film “Semidei” di Alessandra Cataleta e Fabio Mollo (Italia, 2023, 94’). Il premio, realizzato dall’Accademia di Belle arti di Reggio Calabria che raffigura il leprotto della monetazione greca di Rhegion, lo stesso che è stato scelto per il logo del RIFF, è stato consegnato dal sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, alla co-regista Alessandra Cataleta che ha commentato: “ll film Semidei ha avuto vari riconoscimenti, ma questo è il primo premio che il film Semidei vince realmente e lo vince in presenza dei protagonisti: i Bronzi di Riace. E questo mi emoziona tantissimo. Lo vince qui al museo che è la casa dei Bronzi ed è stata la casa che ha ospitato le riprese. Quindi – ha continuato – rinnovo i ringraziamenti allo staff del Museo che ci ha accompagnati durante le riprese supportandoci, sopportandoci, soprattutto cercando ovviamente di tamponare qualsiasi cosa. Perché noi eravamo attentissimi però voi siete i custodi di un tesoro, fate un lavoro di un’importanza fondante perché custodite la memoria, la memoria della possibilità che l’essere umano possa voltare le spalle a guerre e dedicarsi all’arte, a qualcosa di sublime che ci unisce tutti. Luoghi come questo sono un avamposto – volendo usare un termine in realtà belligerante – ma un avamposto di pace e di dialogo tra esseri umani. Quindi il vostro lavoro è importantissimo. E quello che voleva dimostrare, raccontare il film è anche questo attraverso la storia dei Bronzi, la storia di questo splendido territorio che abbiamo cercato di raccontare attraverso lo sguardo dei Bronzi. Porto i ringraziamenti di un reggino doc, Fabio Mollo, che mi ha trascinato in questa sua avventura, in questo viaggio così intimo nella sua terra”.
Semidei, il documentario diretto da Alessandra Cataleta e Fabio Mollo, racconta una storia straordinaria, iniziata duemila anni fa e riaffiorata nell’estate del 1972. Due misteriose statue in bronzo che rappresentano due guerrieri, riemergono dal mare che costeggia Riace Marina in provincia di Reggio Calabria. Ribattezzati i Bronzi di Riace, i due guerrieri sono riconducibili alla Grecia Antica e sono rimasti sommerse per oltre due millenni. Il documentario ripercorre, attraverso testimonianze e materiale inedito, le tappe della straordinaria vicenda ancora oggi intrisa di mistero. Le due statue si trovano nel museo Archeologico di Reggio, ad oggi gli studiosi si interrogano sull’esistenza di altri bronzi non ancora ritrovati e su diverse incongruenze che mantengono vivo l’enigma attorno ai due guerrieri a cui mancano le lance e gli scudi.

Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria (foto FB)
La prima edizione del Rhegion Film Festival è stata chiusa dall’intervento del sindaco Falcomatà. Falcomatà: Complimenti a voi per aver organizzato questa prima edizione del festival che è stato un successo di pubblico e di critica, che è andato ad arricchire un ottobre già ricco di iniziative nella nostra città. Questo testimonia quanto l’offerta culturale e turistica possa e debba essere sempre più destagionalizzata nel corso dell’anno nella nostra città. Perché la città si presta ad accogliere più iniziative durante l’anno, si presta per il suo clima per la sua voglia di vivere e respirare cultura. E questa iniziativa va esattamente in questa direzione. Naturalmente complimenti a Semidei, noi l’abbiamo apprezzato nei mesi scorsi e siamo molto orgogliosi di questo prodotto che in qualche modo racconta quella che è stata la storia dei Bronzi e raccontando la storia dei Bronzi racconta anche la storia della nostra città. Fa sempre bene recuperare la memoria di quello che è stato e soprattutto in prospettiva di quello che la nostra città può essere e può diventare. E in questo un ruolo importantissimo lo gioca il nostro museo. Io ho finito i termini per ringraziare Fabrizio Sudano per la sua attività, per quello che sta facendo non solo per il museo ma anche per la nostra città. Si dice che non basti l’esilio per definirsi poeta, mutuando un po’ questa frase noi potremmo dire non bastano le opere d’arte per definirsi museo, ed è quello che in qualche modo sta facendo il direttore insieme a tutto il suo staff: organizzare cioè delle iniziative, degli incontri che consentano ancora di più di apprezzare le opere d’arte all’interno del museo e di apprezzare la nostra città. Naturalmente noi non ci accontentiamo, sappiamo benissimo che si può fare sempre meglio, si può fare sempre di più. Proprio per questo noi sia come Comune sia come Città metropolitana siamo disponibili e contenti di poter dare una mano per la prossima edizione affinché possa essere una conferma di quanto questo tipo di iniziative possano aiutare la città a crescere e a promuovere se stessa. Perché noi abbiamo uno straordinario patrimonio storico, artistico, culturale, archeologico e lo dobbiamo promuovere in ottica futura, in ottica di quello che davvero la città potrà diventare nei prossimi anni sfruttando tutte quelle che sono le sue unicità, le sue bellezze naturali”.
Padova. Al teatro Verdi lo spettacolo “Il viaggio dei Bronzi di Riace” alla ri-scoperta dei Bronzi di Riace attraverso le intuizioni del prof. Daniele Castrizio, le musiche di Fulvio Cama, la danza di Annalisa Insardà, l’arte grafica di Saverio Autellitano e la conduzione del giornalista RAI Paolo di Giannantonio
Uno spettacolo emozionante e imperdibile alla ri-scoperta dei Bronzi di Riace attraverso le intuizioni del prof. Daniele Castrizio, le musiche di Fulvio Cama, la danza di Annalisa Insardà, l’arte grafica di Saverio Autellitano e la conduzione del giornalista RAI Paolo di Giannantonio, prodotto dall’accademia dei Caccuriani e promossa dall’Associazione Calabresi Veneto. Appuntamento martedì 24 settembre 2024, alle 21, al teatro Verdi di Padova, con lo spettacolo “Il viaggio dei Bronzi di Riace”. Nel 1972 il mare di Riace – piccolo comune ionico in provincia di Reggio di Calabria – restituì al mondo due capolavori in bronzo di grandezza poco più che reale. Nel corso degli anni, gli studi hanno avanzato le prime ipotesi circa l’attribuzione e la paternità dei Bronzi. Nell’ottica della “archeologia pubblica”, la performance ha un approccio narrativo che affronta con levità l’enigma del messaggio di pace di cui i Bronzi da Riace sono portatori. La performance si avvale degli studi di Daniele Castrizio docente dell’università di Messina. Per far rivivere la magia delle due statue ci si avvarrà delle musiche e dei testi composti appositamente dal Musicantore Fulvio Cama e della recitazione dell’attrice Annalisa Insardà. Per catturare l’attenzione degli spettatori sul palcoscenico saranno mostrate le restituzioni grafiche e gli approfondimenti del visual designer Saverio Autellitano. Animatore e stimolatore della discussione e della parte teatrale sarà il noto giornalista Paolo di Giannantonio, che condurrà per mano gli spettatori lungo il cammino dei Bronzi di Riace.
Reggio Calabria. Il museo Archeologico nazionale fa il punto sui risultati del progetto Check up Bronzi, alla fine della prima campagna di verifica e monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace e di Porticello, condotta da MArRC, Icr e Unige
Si chiude mercoledì 18 settembre 2024, la campagna 2024 di verifica e monitoraggio dello stato di salute dei Bronzi di Riace custoditi al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il progetto Check up Bronzi, nato dalla collaborazione tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e l’università di Genova, ha permesso l’avvio di una campagna di controllo delle condizioni conservative dei Bronzi di Riace e di Porticello dallo scorso mese di aprile. In questi 5 mesi si sono tenuti 4 sopralluoghi – nella prossima settimana si terrà il quinto e ultimo – svolti dall’équipe scientifica impegnata in una serie di indagini autoptiche e diagnostiche nella sala Bronzi. Un progetto di “conservazione preventiva”, che attraverso questa prima fase servirà a pianificare tutte le azioni volte alla di prevenzione dei fenomeni di degrado e gli interventi di manutenzione necessari a garantire la corretta conservazione delle opere. Per raccontare questo primo step di attività, il MArRC ha organizzato un incontro che si terrà mercoledì 18 settembre 2024, alle 10.30, in piazza Paolo Orsi. All’incontro interverranno Fabrizio Sudano, direttore MArRC, Luigi Oliva, direttore ICR, e il prof. Paolo Piccardo, delegato del rettore dell’università di Genova. La conferenza ha lo scopo di presentare alla stampa e al pubblico l’impegno del MArRC per la tutela e la valorizzazione dei Bronzi di Riace, le attività di verifica/monitoraggio, le indagini diagnostiche svolte finora e la fruttuosa collaborazione con gli enti coinvolti nel progetto.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale un agosto speciale: aperture serali straordinarie, Ferragosto aperto e visite guidate alla mostra “Gli dèi ritornano. I bronzi di San Casciano”
Agosto al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per un tuffo nella cultura: aperture serali straordinarie, Ferragosto aperto e visite guidate alla mostra sui bronzi di San Casciano. A pochi giorni infatti dall’inaugurazione della mostra “Gli dèi ritornano. I bronzi di San Casciano”, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sono diverse le iniziative per far conoscere al pubblico in visita al museo i celebri ritrovamenti effettuati nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Dopo quella di sabato 10, sono ancora due le aperture serali extra: sabato 17 e sabato 24 agosto 2024, dalle 20 alle 23 con ultimo accesso alle 22.30. Con un biglietto da 5 euro sarà possibile visitare sia la mostra temporanea “Gli dèi ritornano. I bronzi di San Casciano” al livello E, che tutto il livello D del MArRC e quindi le collezioni che raccontano la storia antica di Reggio Calabria e l’immancabile Sala Bronzi, con i Bronzi di Riace e Porticello.
Inoltre, il MArRC resterà aperto con tariffazione ordinaria anche a Ferragosto, permettendo la visita delle sue ricche collezioni permanenti e la mostra temporanea sui reperti provenienti da San Casciano dei Bagni dalle 9 alle 20 con ultimo accesso alle 19.30.
Ma non finisce qui. L’Ufficio Collezioni e l’Ufficio Didattica e Servizi Educativi del MArRC propongono le visite guidate gratuite alla scoperta della mostra “Gli dèi ritornano. I bronzi di San Casciano” per conoscere meglio l’affascinante universo degli antichi rituali etruschi e romani legati alle acque termali. Le visite si terranno il 13 agosto 2024, con partenza alle 10 e alle 11; il 14 agosto 2024, con partenza alle 9.30 e alle 10.30; il 20 agosto 2024, con tre turni di visita alle 10, alle 11 e alle 12; il 21 agosto 2024, alle 10, alle 11 e alle 12; e per finire il 22 agosto 2024, alle 9.30 e alle 10.30. I primi turni di visita, saranno disponibili in lingua inglese. La durata della visita è di 40-45 minuti circa ed è gratuita inclusa nel costo del biglietto della mostra. Verranno presentati gli straordinari ritrovamenti effettuati nell’estate 2022 e le novità venute alla luce nel 2023 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni. Uno scavo stratigrafico che ha portato alla luce il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo.



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