Archivio tag | Bronzi di Riace

Reggio Calabria. Con la “Domenica al museo” si attiva il progetto “Ti porto al Museo” (sperimentale fino a giugno): con i mezzi dell’Atam dalle periferie si raggiunge facilmente il museo Archeologico nazionale per la visita gratuita

reggio-calabria_archeologico_domenica-gratis-e-sinergie-ATAM_locandinaAndare al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dalle periferie della città senza problemi nel giorno di ingresso gratuito grazie al progetto “Ti porto al Museo”. Domenica 5 febbraio 2023 torna l’iniziativa “Domenica al museo” con ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Gli amanti dell’arte e dell’archeologia potranno ammirare le meraviglie della Calabria antica, i Bronzi di Riace e di Porticello e le mostre temporanee allestite in Museo. Ma tornerà anche il secondo appuntamento con “Ti porto al Museo”, l’iniziativa nata dalla sinergia tra il MArRC e ATAM Reggio Calabria. Un progetto sperimentale di inclusione, con l’obiettivo di stimolare la fruizione dei luoghi culturali, in particolare da parte dei cittadini che abitano in periferia. Un contributo simbolico ma concreto al riequilibrio territoriale, che dal 1° gennaio 2023 al 4 giugno 2023 accompagnerà ogni prima domenica del mese i reggini al museo Archeologico. “Un connubio perfetto per consentire ai cittadini di raggiungerci anche dalle zone periferiche”, dichiara il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino. “È una sperimentazione che può diventare modello di riferimento per tutta la città, pensando alla cultura come strumento di riconnessione del tessuto territoriale. Visitare il MArRC la prima domenica del mese è diventato per i reggini un vero e proprio appuntamento fisso. Grazie alla solida sinergia con l’ATAM, adesso sarà ancora più agevole trascorrere una giornata alla scoperta della bellezza della Calabria e delle proprie radici culturali”. Con il servizio di bus (di andata e ritorno) verrà consentito agli abitanti delle periferie di Reggio Calabria di raggiungere agevolmente il MArRC, in occasione della campagna del ministero della Cultura #domenicalmuseo con ingresso gratuito per tutti, in programma il 5 febbraio 2023. “Avvicinare le periferie al centro città è uno dei servizi sui quali ATAM investe di più, nell’ottica di ridurre le distanze spazio culturali”, dichiara l’amministratore delegato di ATAM, Giuseppe Basile. “La domenica, senza tempi scanditi dal lavoro o dalla scuola, viaggiare sui nostri mezzi sarà un’esperienza nuova per le famiglie, esperienza che, siamo sicuri, potrà essere utile per scoprire la comodità del viaggiare sui mezzi pubblici- conclude”. Le linee interessate saranno: #320 (Cardeto), #319 (Gambarie), #124 (Podargoni), #122 (Trunca), #118 (Armo), #117 (Mosorrofa), #116(Vinco), #115 (Lazzaro), #108 (Pettogallico), #107 (Diminniti), #103 (Catona Bolano), #102 (Catona Concessa), #101(Arghillà), Linea A (Arghillà). Maggiori dettagli sulle corse saranno disponibili sul sito ufficiale ATAM. Le linee effettueranno le corse come fossero giorni feriali.

Firenze. Alla Galleria dell’Accademia apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, con sedici immagini di Luigi Spina dedicate ai due “eroi venuti dal mare”

firenze_galleria-dell-accademia_i-bronzi-di-riace-un-percorso-per-immagini_locandinaQuest’estate al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è stata una delle mostre inserite nel ricco programma di celebrazioni per i cinquant’anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, nel 1972. Ora la mostra la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, tutta dedicata ai due “Eroi venuti dal mare”, curata dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, e da Luigi Spina, riconosciuto da Artribune quale miglior fotografo italiano del 2020, si sposta Firenze, altra città fondamentale nella storia dei Bronzi, perché è in riva all’Arno che le due statue furono restaurate. Le due sculture furono infatti trasportate a Firenze nel gennaio del 1975 e furono affidate alle cure dei restauratori Renzo Giachetti ed Edilberto Formigli e nell’autunno del 1980 al termine dei lavori furono esposte a Firenze accompagnate dall’illustrazione delle varie fasi di restauro. E quella fu, in Italia, la prima grande mostra archeologica che divenne un fatto di costume con una straordinaria risposta dal grande pubblico (vedi Firenze. All’Archeologico per “Incontri al museo” conferenza del direttore Mario Iozzo “I Bronzi di Riace a Firenze: storia di un’emozione collettiva” proprio nell’anniversario dell’inaugurazione della prima esposizione dei due guerrieri dopo il lungo restauro | archeologiavocidalpassato).

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-B_dettaglio_foto-luigi-spina

Bronzi di Riace: guerriero B, dettaglio (foto luigi spina)

 

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-A_dettaglio_foto-luigi-spina

Bronzi di Riace: guerriero A, dettaglio (foto luigi spina)

La mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” sarà ospitata nella Galleria dell’Accademia di Firenze dal 20 dicembre 2022 al 12 marzo 2023. L’esposizione illustra, grazie a sedici spettacolari immagini di Luigi Spina in grande formato (90×134 cm), la potenza e il vigore tuttora emanati dai due guerrieri: sarà anche l’occasione per comparare le meraviglie in bronzo del mondo greco con la superba creazione di Michelangelo, il David, che “celebra” i suoi 140 anni nella Tribuna del museo fiorentino. Accompagna la mostra il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. Le fotografie di Luigi Spina sono suddivise in due sequenze: otto immagini sono dedicate alla statua A, al cosiddetto Giovane, e altre otto sono dedicate alla statua B, il Vecchio. “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto”, spiega Spina, “prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro di studio “Gli Etruschi e i Bronzi di Riace. Archeologia, letteratura, arte”: nel cinquantesimo della scoperta dei Bronzi, una risposta all’ipotesi che ci sia un artista etrusco dietro i due capolavori

roma_villa-giulia_convegno-gli-etruschi-e-i-bronzi-di-riace_locandinaParagoni audaci o solide realtà? La chiave per scoprire l’identità dei Bronzi di Riace è nascosta in uno dei capolavori etruschi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia come ha ipotizzato oltre 20 anni fa Paolo Moreno? Come si interpreta un capolavoro e cosa lo rende tale? Per conoscere le risposte a queste e molte altre domande si può seguire l’incontro di studi “Gli Etruschi e i Bronzi di Riace. Archeologia, letteratura, arte”, giovedì 24 novembre 2022, dalle 9 alle 13.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, realizzato in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’università di Roma Tre e con la partecipazione del liceo “Ugo Foscolo” di Albano. L’incontro di studi celebra i cinquant’anni della scoperta dei Bronzi di Riace. Ingresso gratuito in sala della Fortuna. Posti limitati. Prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. L’incontro potrà essere seguito in diretta sul canale Yt Etruschannel al link: https://youtu.be/HhPSRcEgyzo.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_3_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“La recente scoperta di un nucleo di bronzi etrusco-romani rinvenuti intatti nel loro contesto santuariale a San Casciano dei Bagni”, spiegano i promotori, “ha generato nelle scorse settimane un confronto con un ritrovamento altrettanto eccezionale, quello dei Bronzi di Riace, da sempre al centro dell’attenzione internazionale sin dal 1972. L’audace parallelismo ha suscitato commenti, discussioni e critiche in merito all’efficacia qualitativa del paragone o alla sua pertinenza. In pochi sanno, tuttavia, che proprio all’arte e al genio degli Etruschi si deve una delle ipotesi interpretative più convincenti in merito all’identità dei due bronzi, grazie a uno dei loro più importanti capolavori”. Nell’incontro del 24 novembre 2022 si potrà vedere come gli strumenti conoscitivi dell’archeologia, della storia dell’arte antica, della letteratura greca, del restauro, delle indagini diagnostiche, possono farci seguire un paradigma indiziario che dalla Grecia all’Etruria arriva fino a noi, oggi.

roma_villa-giulia_frontone-tempio-A-da-pyrgi_foto-etru

Frontone del Tempio A di Pyrgi conservato al museo nazionale di Villa Giulia a Roma (foto etru)

reggio-calabria_MArRC_bronzi-di-riace_volto-bronzo-A_foto-MArRC

Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: il volto del bronzo A (foto MArRC)

Nell’anno in cui si celebrano i cinquant’anni della scoperta dei Bronzi di Riace, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, giovedì 24 novembre 2022, propone dunque un incontro di studio, animato anche da momenti performativi, che dimostra l’eccezionale importanza di questo popolo dell’Italia antica. La loro adozione di temi e schemi narrativi della cultura greca nell’arte visiva fu tale che proprio nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’ipotesi identificativa dei Bronzi di Riace come due degli eroi protagonisti della saga dei ‘Sette contro Tebe’, Tideo (bronzo A) e Anfiarao (bronzo B), proposta più di vent’anni fa da Paolo Moreno, ha trovato un punto fondamentale di riferimento. Questa ipotesi, che sembra reggere alla prova del tempo in quanto non sono emersi fino ad oggi elementi oggettivi di superamento, nasce da una precedente identificazione di Giovanni Colonna che riconobbe un episodio dei ‘Sette contro Tebe’ nell’altorilievo in terracotta policroma dal frontone del Tempio A di Pyrgi (470-460 a.C.) per la figura di Tideo, con i suoi denti ben visibili mentre morde il cranio di Melanippo. Poiché questo dettaglio connotativo della ferocia del personaggio caratterizza anche il Bronzo A di Riace, mentre non si ritrova mai in altre rappresentazioni antiche con questa stessa enfasi, dobbiamo accettare che la soluzione di un problema interpretativo per un’opera d’arte classica venga dalla decorazione plasmata da un Etrusco, che si era ispirato ai miti greci selezionando una versione del mito che la critica è concorde nel ricondurre all’inventiva del poeta siceliota Stesicoro di Imera, vissuto nel secolo precedente?

reggio-calabria_Bronzi-di-Riace_ritrovamento

Agosto 1972: il ritrovamento dei Bronzi di Riace da parte del sub Stefano Mariottini

Bronzi-di-Riace_restauri

I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili

Dal 16 agosto 1972, quando le due sculture in bronzo furono recuperate dal mare antistante Riace, in Calabria, sono sorti molti interrogativi. Come e quando sono finiti in fondo al mare in quel tratto di costa, dove era diretta la nave il cui relitto non si è ancora trovato, dove sono finite le armi che li completavano, c’erano altre statue in quel trasporto ignoto? Mentre la datazione, la produzione greca e il fatto che rappresentino due personaggi armati di uno stesso gruppo, mette d’accordo la maggior parte degli studiosi, molte ipotesi sono sorte per tentare di dare un’identità più specifica ai due personaggi raffigurati. Se per Ranuccio Bianchi Bandinelli erano da considerare due opere “di altissimo artigianato”, considerando la diffusione di statue in bronzo negli spazi pubblici – civili e religiosi – del mondo classico, la storia degli studi sui Bronzi di Riace ha fatto scendere in campo i nomi degli artisti più prestigiosi dell’antichità, celebrati anche dai posteri: Mirone, Policleto, Fidia, solo per ricordarne alcuni. Per il soggetto le ipotesi hanno spaziato tra eroi del mito, personaggi storici, atleti, strateghi. Prima di essere caricati sulla nave, dai due Bronzi sono stati tolti tutti gli elementi aggettanti rispetto al volume dei corpi, per evitare che si danneggiassero. Per noi sarebbero stati elementi preziosi per la comprensione dei soggetti, ma questa rimozione, insieme al fatto che sotto i piedi erano visibili i tenoni che li ancoravano alla base (o alle basi) nella collocazione originale, testimonia la cura con la quale le due opere furono trattate. Non si trattava di bronzi strappati dalla loro collocazione e portati via solo per fame di metallo, di materia prima, ma opere a cui evidentemente si riconosceva un valore artistico e forse anche didascalico, per la tipologia dei personaggi rappresentati.

pyrgi_area-santuariale_ricostruzione-templi-A-e-B_disegno-sabap-vt

Ipotesi di ricostruzione dell’area santuariale di Pyrgi con i templi A e B (foto sabap vt)

reggio-calabria_archeologico_sala-Bronzi-di-Riace_visitatori_foto-Federico-Neri_7571 (1) (1) (1) (2)

Visitatori nella sala che ospita i Bronzi di Riace nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto federico neri)

PROGRAMMA DELLA GIORNATA. Modera Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni del museo. Incontro di studi con momenti performativi con gli studenti del liceo “Ugo Foscolo” di Albano, a cura della prof.ssa Marcella Petrucci. Alle 9, indirizzi di saluto; 9.30, Tebe dalle Sette Porte: il canto (primo momento performativo); 9.45, Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, su “I Bronzi di Riace: dalla scoperta alla musealizzazione”; 10.15, Valentino Nizzo, direttore dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, su “L’altorilievo del tempio A di Pyrgi”; 10.45, Tebe dalle Sette Porte: la hybris (secondo momento performativo); 11.15, Laura Michetti, Sapienza università di Roma, su “I sette a Tebe e Pyrgi: il porto e il grande santuario marittimo della città etrusca di Caere”; 11.45, Alexia Latini, università Roma Tre, su “Pyrgi, Argo, Riace: per un’ipotesi di lettura”; 12.15, Ettore Cingano, università di Venezia Ca’ Foscari, su “Edipo, i 7 a Tebe, gli Epigoni tra mito e iconografia”; 12.45, Adele Teresa Cozzoli, università Roma Tre, su “Il mito dei Sette a Tebe tra Argo e Atene. L’elogio dell’oplita e l’ideologia della città”; 13.15, Tebe dalle Sette Porte: il dramma (terzo e ultimo momento performativo).

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale, in presenza e on line, il convegno “I Bronzi di Riace. 50 anni di studi e ricerche”. Ecco tutto il programma: oltre trenta tra i massimi studiosi italiani e stranieri insieme per tre giorni di confronto, proposte e nuove ricerche. L’archeologia subacquea incontra l’arte antica, il restauro e la valorizzazione del territorio nel Cinquantesimo del ritrovamento dei Bronzi

Cinquant’anni. Tanti ne sono passati da quel 16 agosto 1972 quando il sub Stefano Mariottini scoprì i Bronzi di Riace, due magnifiche statue in bronzo risalenti alla metà del V secolo a.C. Cinquant’anni in cui questi due eroi venuti dal mare sono diventati tra le sculture antiche più celebri al mondo, capaci di attrarre folle estasiate di ammiratori, vere icone di un intero territorio, la Calabria. Una regione che quest’anno ha voluto festeggiarli con un programma diffuso di eventi, per far scoprire tanti aspetti della sua cultura millenaria: arte e paesaggio, borghi e identità enogastronomiche, minoranze linguistiche e tradizioni artigianali.

reggio-calabria_archeologico_convegno-bronzi-di-riace-50-anni-di-studi-e-ricerche_locandina-invitoRientra in questo ricco calendario il convegno internazionale “I Bronzi di Riace. 50 anni di studi e ricerche” in programma dal 10 al 12 novembre 2022 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: oltre trenta tra ricercatori e studiosi che dal 16 agosto del 1972 ad oggi si sono occupati dei Bronzi di Riace si ritrovano sulla terrazza del MArRC per il convegno internazionale a cura del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per la Calabria: tre giorni di presentazioni, approfondimenti, nuovi rilevamenti e proposte intorno ai due guerrieri di bronzo dei quali da luglio 2022 si celebra l’anno del ritrovamento. Per accedere al Convegno, causa posti limitati, è necessario registrarsi, al link prenotazione@bbpromoservice.it. Il Convegno verrà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook del Segretariato regionale del MiC per la Calabria https://www.facebook.com/beniculturalicalabria.

crotone_Capo Colonna_panorama-parco_foto-Federico Neri

Panorama sul mare dal parco di Capo Colonna (Crotone) (foto federico neri)

L’archeologia subacquea incontra così l’arte antica, il restauro e la valorizzazione del territorio con quattro sezioni dedicate di approfondimento che vedranno alternarsi al tavolo grandi studiosi, archeologi, e non solo, italiani e stranieri. I Bronzi di Riace non rappresentano solo due statue, ma un intero ecosistema culturale, quello della Magna Grecia, quello del cuore del Mediterraneo. Nei tre giorni di incontri si svilupperanno diversi temi.

default

Il mare davanti alle spiagge di Riace: qui vennero ritrovati i due Bronzi (foto roberto papalia)

Nella sezione archeologia subacquea del convegno sono presentate le campagne di ricerca che hanno interessato l’area del ritrovamento dei Bronzi fino al 29 ottobre 2022. Tra gli appuntamenti, i diretti protagonisti delle indagini di ricerca archeologica sui fondali antistanti Riace Marina presentano al pubblico i risultati delle attività di ricerca con focus su uno scavo archeologico “inverso”, a partire dal giorno di rinvenimento fino alla più recente campagna di indagine condotta dal Segretariato regionale del ministero della Cultura per la Calabria con il proprio funzionario archeologo subacqueo d’intesa con i reparti di specialità dell’Arma dei Carabinieri – Nucleo Carabinieri subacquei di Messina, Centro addestramento Carabinieri subacquei di Genova e Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza.

reggio-calabria_MArRC_bronzi-di-riace_volto-bronzo-A_foto-MArRC

Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: il volto del bronzo A (foto MArRC)


reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-B_volto_foto-MArRC

Il volto del guerriero B, uno dei due Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

La sezione Storia dell’Arte Antica del convegno propone gli studi che fin dalla scoperta sono stati elaborati e che non accennano a pause, testimonianza dell’importanza del rinvenimento delle due statue nel mare di Riace e della loro attualità. “I Bronzi di Riace: 50 anni di studi e ricerche” presenta gli ultimi risultati, tra i quali l’importante contributo di recentissime ricerche in Grecia con l’individuazione dell’area dove vennero fuse le due statue. Una nuova serie di studi rivela anche l’importanza della ricostruzione delle rotte mediterranee nell’antichità, supportate da sempre più numerosi rinvenimenti di relitti con relativo carico. Due relazioni affronteranno questa problematica giungendo a conclusioni importanti per l’archeologia subacquea.

bronzi_Nuccio-Schepis-at-work

Nuccio Schepis durante i restauri dei Bronzi di Riace

Per la sezione del restauro il convegno internazionale pone a confronto studi interdisciplinari per la prevenzione e protezione dei Bronzi di Riace. La storia dei Bronzi di Riace non termina con la loro scoperta e recupero: la conservazione delle due statue costituisce di fatto una serie di capitoli che si aggiungono a quanto già finora detto e illustrato. Le relazioni del Convegno aprono nuovi scenari, dove si percorrono strade nuove circa la manutenzione ordinaria e straordinaria dei due capolavori, sottoposti a impatti nuovi e continui da affrontare in tempi rapidi e con cognizione di causa. In questo senso, i Bronzi di Riace diventano di fatto dei veri apripista per nuove tecniche e metodi di restauro per quanto il Mediterraneo ha conservato nei suoi fondali, oggi interessati da inquinamenti che danno vita a nuove sfide anche per l’archeologia subacquea.

reggio-calabria_archeologico_sala-Bronzi-di-Riace_visitatori_foto-Federico-Neri_7571 (1) (1) (1) (2)

Visitatori nella sala che ospita i Bronzi di Riace nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto federico neri)

La quarta sezione insiste sulle nuove vie della valorizzazione. Nell’ultimo quarto del XX secolo il mondo è radicalmente cambiato con l’affermazione di internet e di nuove tecniche di comunicazione. La globalizzazione ha trasformato il modo di percepire la realtà, anche quella che fino a pochi anni fa era rappresentata dai musei di archeologia. La trasformazione in atto riguarda anche i Bronzi di Riace e tutta l’archeologia subacquea del Mediterraneo: dalle tecniche antisismiche per la conservazione dei reperti alle luci, dalla temperatura al grado di umidità determinato dal numero di visitatori presenti. Nuova e determinante importanza viene inoltre conferita all’ambiente che ha custodito nel tempo i siti archeologici sommersi: l’acqua del Mediterraneo, che diventa co-protagonista insieme ai Bronzi di Riace.

riace_RC_recupero-bronzo A _Foto per gentile concessione del Comune di Riace

Riace: il recupero del Bronzo A nel 1972 (foto per gentile concessione del Comune di Riace)

IL PROGRAMMA. GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE 2022. Alle 9.30, i saluti istituzionali introdotti da Fabrizio Sudano. Alle 11, relazioni introduttive: modera Fabrizio Sudano. Daniele Castrizio su “Lo studio dei Bronzi di Riace. Interpretazione e ipotesi. La figura di Paolo Moreno (1934-2021)”; Luigi Fozzati, Andrea Camilli su “Il Mediterraneo e il rinvenimento di reperti bronzei: dal caso alla necessità”. Dopo la pausa pranzo, alle 15 inizia la Sezione Archeologia subacquea (dalle 15 alle 19): moderano Elena Calandra e Luigi Fozzati. Pier Giovanni Guzzo su “La scoperta dei Bronzi 50 anni dopo”, Fabrizio Sudano su “I Bronzi e la Soprintendenza Archeologica della Calabria”, Daniela Gandolfi su “La campagna archeologica subacquea di Nino Lamboglia”, Alice Freschi su “La ricerca di archeologia subacquea della Soprintendenza archeologica della Calabria negli anni 1980-1981 nelle acque di Riace”. Dopo il coffee break, si riprende alla 16.50: Luigi Fozzati, Alessandra Ghelli su “Le prospezioni subacquee del 2004”, Giusi Grimaudo, Massimo Capulli su “Il progetto Archeomar a Riace”, Alessandra Ghelli su “Recenti attività di ricerca archeologica”, Lorenzo E. Baumer su “Statue dal mare: aspetti archeologici”, Marco Anzidei, Giuseppe Mastronuzzi, Giovanni Scicchitano su “Variazioni del livello marino lungo le coste della Calabria in epoca storica”. Chiude il dibattito.

roma_parco_mostra_riproduzione-in-bronzo-testa-guerriero-A_1_foto-mic

La copia in bronzo della testa del Guerriero A dei Bronzi di Riace con i colori originali (foto mic)

IL PROGRAMMA. VENERDÌ 11 NOVEMBRE 2022. Alle 9.30 inizia la Sezione Storia dell’arte antica (dalle 9.30 alle 12.50): moderano Daniele Castrizio e Fausto Zevi. Ludovico Rebaudo su “Archeometria, anatomia, tradizione. Dati sull’aspetto originale dei Guerrieri di Riace”, Maurizio Paoletti su “I restauri antichi del Bronzo di Riace B”, Vincenzo Franciosi su “ἐπί δόρυ, dalla parte della lancia; ἐπ᾽ἀσπίδα, dalla parte dello scudo”, Konstantinos Tziampasis su “Le origini dei Bronzi di Riace da Argos. Una nuova lettura dei vecchi dati e una probabile soluzione di un enigma archeologico”. Dopo il coffee break, si riprende alle 11.20: Koichi Hada su “Da Argos a Roma: Storia di colore dei Bronzi di Riace”, Vinzenz Brinkmann, Ulrike Koch-Brinkmann su “Una sperimentazione archeologica del Liebieghaus Polychromy Research Project sui bronzi di Riace”, Antonio Corso su “Le statue da Riace, il torso Valentini e l’Atleta di Stefano nel contesto della nostalgia per l’età eroica dello stile severo”.

Bronzi-di-Riace_restauri

I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili

Dopo la pausa pranzo, alle 15 inizia la Sezione Restauro (dalle 15 alle 19): modera Alessandra Marino. Giovanna De Palma su “Il Restauro dei Bronzi dal 2005 al 2015”, Francesca Angelo su “I bronzi recuperati dal mare: problematiche e tecniche di restauro”, Nuccio Schepis, Paola Donati su “I Bronzi di Riace: storia, ricerca e problematicità del restauro del bronzo archeologico”. Roberto Ciabattoni su “Protezione e Prevenzione: le soluzioni impiegate per la protezione e la sicurezza dei bronzi nel corso degli anni. Manipolazioni, esposizioni e monitoraggi”, Mario Micheli, Massimo Vidale su “I procedimenti costruttivi dei Bronzi di Riace nel dibattito critico degli ultimi decenni”. Dopo il coffee break, si riprende alle 17: Gerardo De Canio su “Progettazione e istallazione al museo di Reggio Calabria dei basamenti con isolamento sismico per i Bronzi di Riace”, Marialuisa Mongelli su “Modellazione e analisi numeriche dei Bronzi di Riace”, Ivan Roselli su “Sperimentazione in laboratorio dell’efficacia antisismica dei basamenti isolati per i Bronzi di Riace”, Vincenzo Fioriti su “Elaborazioni video innovative a supporto di una corretta progettazione dei basamenti con isolamento sismico per statue”. Chiude il dibattito.

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_carmelo-malacrino_foto-MArRC

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, alla presentazione di “Notti d’estate 2022” (foto MArRC)

IL PROGRAMMA. SABATO 12 NOVEMBRE 2022. Alle 9.30 inizia la Sezione Valorizzazione (dalle 9.30 alle 13): modera Filippo Demma. Carmelo Malacrino su “I Bronzi di Riace e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria”, Davide Bennato, Andrea Gennaro su “Promozione e comunicazione: libri, riviste, filmati e pubblicità”, Paolo Giulierini su “Il Mediterraneo in una stanza. Valorizzazione e contesto”, S. Rinaldi Tufi su “Non solo Mediterraneo. Viaggi e commerci a lunga percorrenza oltre il mare nostrum”, Pippo Cappellano su “Storia e vicende del primo documentario sui Bronzi di Riace”. Alle 11.10, il dibattito. Alle 11.30, le conclusioni con Barbara Davidde. Alle 12, proposta di candidatura dei Bronzi di Riace a Patrimonio UNESCO. Comunicazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

San Casciano dei Bagni (Si). Dai fanghi della sorgente termale del Bagno Grande del santuario etrusco-romano emergono oltre 20 statue in bronzo, molti ex-voto, cinquemila monete in oro argento e bronzo di oltre duemila anni fa. L’archeologo Tabolli: si riscrive la storia della statuaria antica e della romanizzazione del territorio. È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace del 1972

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_1_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_scavo-bagno-grande_2_foto-mic

Veduta del cantiere di scavo archeologico nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

Sono rimaste immerse, e in qualche modo protette, nei fanghi delle calde acque termali del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni per più di duemila anni. E gli archeologi si sono subito resi conto dell’eccezionalità della scoperta nella campagna di scavo al santuario etrusco-romano connesso all’antica vasca sacra della sorgente termo-minerale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena: oltre 20 statue di bronzo in perfetto stato di conservazione, ex voto e altri oggetti, ma anche cinquemila monete in oro, argento e bronzo. Iniziato nel 2019, lo scavo promosso dal ministero della Cultura e dal comune toscano con il coordinamento del prof. Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena ha condotto a questi nuovi straordinari ritrovamenti nelle prime settimane di ottobre. A San Casciano, grazie ai recenti finanziamenti del MiC, nascerà un nuovo museo per ospitare i reperti.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_2_foto-mic

Statue in bronzo etrusco-romane emergono dai fanghi termali del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_1_foto-mic

Le statue in bronzo etrusco-romane scoperte a San Casciano dei Bagni (Si) sui tavoli del laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)


san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_6_foto-mic

Una testa in bronzo dal Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) con l’iscrizione etrusca ancora ben leggibile (foto mic)

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_5_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_6_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_3_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)

“Una scoperta che riscriverà la storia e sulla quale sono già al lavoro oltre 60 esperti di tutto il mondo”, dichiara l’etruscologo responsabile dello scavo, prof. Jacopo Tabolli. È così infatti che, 50 anni dopo la scoperta nel 1972 dei celebri “bronzi di Riace”, si riscrive a San Casciano dei Bagni la storia dell’antica statuaria in bronzo di età etrusca e romana. Quello del sito toscano è il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo: senza eguali soprattutto perché, finora, di questa epoca si conoscevano prevalentemente statue in terracotta. “Un ritrovamento eccezionale, che conferma una volta di più che l’Italia è un paese di tesori immensi e unici. La stratificazione di diverse civiltà è un unicum della cultura italiana”, dichiara il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che lunedì 7 novembre 2022, in occasione di una delle sue prime visite fuori Roma, è stato a Grosseto al laboratorio dell’Istituto Centrale del Restauro, dove sono in corso le attività di studio e i primi interventi sui bronzi. “Mi sono voluto personalmente complimentare con gli archeologi e il team di ricerca”, ha concluso il ministro. “Lo studio e la valorizzazione di questo tesoro sarà un’ulteriore occasione per la crescita spirituale della nostra cultura e per il rilancio di territori meno noti al turismo internazionale, ma anche come volano per l’industria culturale della Nazione”. “È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico”, commenta il direttore generale Musei italiani, Massimo Osanna, che ha appena approvato l’acquisto del palazzo cinquecentesco destinato a ospitare nel borgo di San Casciano le meraviglie restituite dal Bagno Grande, un museo al quale si aggiungerà in futuro un vero e proprio parco archeologico. “L’importanza del metodo usato in questo scavo è rappresentata anche dalla collaborazione tra specialisti di ogni disciplina: dagli architetti ai geologi, dagli archeobotanici agli esperti di epigrafia e numismatica”, spiega il soprintendente generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del MiC, Luigi La Rocca. “Questa scoperta offre a San Casciano un’opportunità che non è solo culturale e turistica, ma è una vera e propria occasione di rinascita”, dichiara il sindaco del Comune toscano, Agnese Carletti. “A San Casciano nasceranno un nuovo museo, che ospiterà le eccezionali statue, e un parco archeologico. Due nuovi luoghi che saranno per il territorio un vero e proprio motore di sviluppo che andrà ad aggiungersi alla già entusiasmante presenza dei giovani archeologi provenienti da tutto il mondo che, grazie a questo scavo, stanno ripopolando il paese ormai per molti mesi all’anno”.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_4_foto-mic

Statue in bronzo etrusco-romane emergono dai fanghi termali del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_4_foto-mic

Le statue in bronzo scoperte nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) conservano ancora le iscrizioni (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_2_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)

I bronzi di San Casciano raffigurano le divinità venerate nel luogo sacro, assieme agli organi e alle parti anatomiche per le quali si chiedeva l’intervento curativo della divinità attraverso le acque termali. Dal fango caldo sono riemerse in queste settimane effigi di Igea e di Apollo, oltre a un bronzo che richiama il celebre Arringatore, scoperto a Perugia e nelle collezioni storiche del museo Archeologico nazionale di Firenze. L’eccezionale stato di conservazione delle statue all’interno dell’acqua calda della sorgente ha permesso anche di preservare meravigliose iscrizioni in etrusco e latino che furono incise prima della loro realizzazione. Nelle iscrizioni si leggono nomi di potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. Accanto a onomastica e forme dedicatorie in etrusco troviamo iscrizioni in latino, che menzionano anche le aquae calidae, le fonti calde del Bagno Grande, dove le statue furono collocate.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_3_foto-mic

Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

La gran parte di questi capolavori dell’antichità si data tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., un periodo storico di importanti trasformazioni nella Toscana antica, nel passaggio tra Etruschi e Romani. In quest’epoca di grandi conflitti tra Roma e le città etrusche, ma anche di lotte all’interno del tessuto sociale dell’Urbe, nel santuario del Bagno Grande le nobili famiglie etrusche, in una fase in cui l’espansione di Roma significa anche osmosi culturale, dedicarono le statue all’acqua sacra. Un contesto multiculturale e plurilinguistico assolutamente unico, di pace, circondato da instabilità politica e guerra.

san-casciano-dei-bagni_santuario-etrusco-romano_scoperta-statue-in-bronzo_scavo-bagno-grande_foto-mic

Il cantiere di scavo archeologico nel Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)


grosseto_laboratori-istituto-centrale-restauro_bronzi-di-san-casciano_5_foto-mic

Una statua in bronzo etrusco-romana scoperta a San Casciano dei Bagni (Si) nel laboratorio dell’Istituto centrale di Restauro a Grosseto (foto mic)

“Il santuario con le sue statue appare come un laboratorio di ricerca sulla diversità culturale nell’antichità, testimonianza unica della mobilità etrusca e romana”, spiega il prof. Jacopo Tabolli, etruscologo dell’università per Stranieri di Siena e direttore del progetto scientifico. “Rispetto alle note scoperte di antiche statue in leghe di bronzo – pensiamo per esempio al celebre Arringatore scoperto a Perugia ed esposto al museo Archeologico nazionale di Firenze – quanto riemerso dal fango a San Casciano dei Bagni è un’occasione unica di riscrivere la storia dell’arte antica e con essa la storia del passaggio tra Etruschi e Romani in Toscana”. “Le scoperte di Bagno Grande costituiscono un’eccellenza straordinaria nel pur ricchissimo patrimonio archeologico sul quale la Soprintendenza è chiamata a esercitare le funzioni di tutela, confermando ancora una volta che il settore dell’archeologia può sorprenderci in ogni momento con nuove e straordinarie scoperte e possibilità di ricerca”, dichiara il soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto e Arezzo, Gabriele Nannetti.

Reggio Calabria. Per “Notti d’estate al MArRC” i Bronzi di Riace protagonisti con “Magnagrecàntico”, un racconto con musica e immagini

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_Magnagrecàntico_locandinaNuovo appuntamento delle Notti d’Estate al MArRC nell’ambito dell’intenso programma di eventi promosso dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per celebrare il Cinquantesimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi nel mare di Riace. Giovedì 18 agosto 2022, alle 21, sulla terrazza affacciata sullo Stretto, protagonisti della serata i Bronzi di Riace con “Magnagrecàntico”, un racconto con musica e immagini ideato dal prof. Daniele Castrizio e dal musicantore Fulvio Cama. L’evento è promosso in collaborazione con il Centro Internazionale Scrittori della Calabria. “Una Notte d’Estate che il Museo dedica tutta ai Bronzi di Riace”, commenta il direttore Carmelo Malacrino. “Una storia tra ipotesi e suoni evocativi per celebrare gli Eroi venuti dal mare a cinquant’anni dal loro ritrovamento. Ringrazio Daniele Castrizio, componente del Comitato Scientifico del Museo, e gli altri narratori di questo affascinante racconto, che certamente coinvolgerà tutto il pubblico presente. Ringrazio anche il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, presieduto da Rosita Loreley Borruto, per la continua collaborazione, volta alla promozione di una cultura inclusiva”. “Magnagrecàntico” è una via di mezzo tra uno spettacolo e una conferenza multimediale, nell’ottica della public history, la divulgazione scientifica aperta a tutti i tipi di pubblico e a tutte le età anagrafiche, che riesce a coniugare assieme diverse discipline. Oltre a Cama e a Castrizio, che ne cura il racconto storico-archeologico, saranno presenti il grafico Saverio Autellitano e Dario Zema alle percussioni. “Attraverso le canzoni appositamente composte, la narrazione video e le spiegazioni scientificamente corrette”, dichiara il prof. Daniele Castrizio, “si approfondirà in modo piacevole la storia dei Bronzi di Riace a 50 anni dalla loro scoperta, cercando di chiarirne la provenienza, la paternità artistica, l’identificazione dei soggetti rappresentati, il contesto storico, il loro significato morale e politico, il restauro a Roma, il viaggio verso Costantinopoli, interrotto da un incidente ancora non compreso completamente”. “Sarà un viaggio culturale e didascalico che metterà in scena la storia dei Bronzi di Riace”, conclude Rosita Loreley Borruto, Presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, che introdurrà lo spettacolo. Al MArRC si entra senza prenotazione, con l’uso fortemente raccomandato della mascherina.

reggio-calabria_archeologico_mostra-l-età-degli-eroi_locandina

Locandina della mostra “L’età degli eroi. Ka Magna Grecia e i Bronzi di Riace” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 12 agosto al 23 ottobre 2022

In queste settimane decine di migliaia di visitatori hanno voluto ammirare e rendere omaggio a questi due capolavori della grande bronzistica greca del V secolo a.C., simboli della cultura di tutto il territorio. Molteplici le iniziative proposte dal MArRC tra conferenze, concerti e ben quattro diverse mostre temporanee, offerte senza alcun sovrapprezzo sul normale biglietto d’ingresso. Tra queste sta riscuotendo successo la grande esposizione inaugurata venerdì 12 agosto 2022, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, dal titolo “L’età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”: un tributo di tutti i principali Musei dell’Italia meridionale e della Calabria alle due statue che rendono celebre il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria in tutto il mondo.

Reggio Calabria. Per “Notti d’estate”, al museo Archeologico nazionale si consegna il Premio Bronzi di Riace, giunto alla seconda edizione, a personalità che si sono distinte nel campo della tutela, della conoscenza, della divulgazione e della gestione del patrimonio culturale. Ecco i premiati delle dieci sezioni del premio      

reggio-calabria_archeologico_Premio Bronzi di Riace-2022_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria tutto è pronto per la seconda edizione del Premio Bronzi di Riace che quest’anno cade nel Cinquantesimo del rinvenimento dei due capolavori. Sabato 13 agosto 2022, alle 21, con lo splendido sfondo sullo Stretto, dopo il grande successo della prima edizione, ritorna infatti sulla terrazza panoramica del MArRC, per il secondo anno consecutivo, il “Premio Bronzi di Riace”, nato nell’ambito dell’attività istituzionale del Museo di promozione e sviluppo della cultura, con il fine di tributare il proprio riconoscimento alle personalità che nell’ultimo periodo si sono distinte per il loro operato nel campo della tutela, della conoscenza, della divulgazione e della gestione del patrimonio culturale, finalità primarie della nostra istituzione museale. Il Premio è articolato in dieci sezioni: Studi Interdisciplinari per l’archeologia; Arte contemporanea e territorio; Legalità e territorio; Conservazione e restauro del patrimonio culturale; Tutela dei beni culturali e del paesaggio; Studi e ricerche sul patrimonio culturale; Archeologia e ricerca subacquea; Sinergie culturali tra le due sponde dello Stretto; Università e patrimonio culturale; Premio alla carriera. “In un anno così importante, a qualche giorno dall’anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace, questo Premio ha una grande valenza”, dichiara Carmelo Malacrino, direttore del MArRC. “Si tratta di un riconoscimento prestigioso a tutti coloro che si fanno tessitori di rapporti e di crescita reciproca mediante la cultura, la tutela e le sinergie messe in campo ogni giorno, dimostrando, con le proprie competenze, il proprio impegno nei confronti della valorizzazione del nostro patrimonio. Anche con questa manifestazione il museo Archeologico conferma il suo carattere inclusivo, che unisce visitatori e cittadini in un’esperienza stimolante”. La partecipazione all’evento, inserito nelle programmazioni estive “Notti d’Estate al MArRC”, è inclusa nel biglietto d’ingresso al Museo che per l’apertura serale è di soli 3 euro e consentirà oltre all’accesso in terrazza, anche la visita al Museo fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30.

reggio-calabria_MArRC_Notti d'estate 2022_carmelo-malacrino_foto-MArRC

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, alla presentazione di “Notti d’estate 2022” (foto MArRC)

Anche per questa edizione la scelta dei premiati è stata fatta dal Comitato scientifico del MArRC, presieduto dal direttore Malacrino e così composto: prof.ssa Valeria Parisi (università della Campania “Luigi Vanvitelli”), prof. Maurizio Paoletti (università della Calabria), prof. Tommaso Manfredi (università Mediterranea di Reggio Calabria) e prof. Eligio Daniele Castrizio (università di Messina). Il Comitato ha decretato all’unanimità le seguenti personalità: Bruna Siviglia, presidente dell’associazione culturale Biesse; Roberto Sottile, critico d’arte e curatore; Gianfranco Micheli, restauratore dei Bronzi di Riace, università Roma Tre; Fabrizio Sudano, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio e Segretario regionale MiC ad interim; Felice Costabile, docente di Diritto romano all’università Mediterranea di Reggio Calabria; Angela Pontrandolfo, direttore del Laboratorio di Archeologia ‘Mario Napoli’ dell’università di Salerno; alla memoria di Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali per la Regione Sicilia; Giorgio Rocco, ordinario di Storia dell’Architettura antica al Politecnico di Bari; alla memoria di Gioacchino Francesco La Torre, professore ordinario di Archeologia classica; ed Ermanno Arslan, storico, numismatico e archeologo. Nel corso della serata riceveranno una Menzione speciale per le sinergie e la collaborazione culturale: l’associazione Calabria Spagna, nella persona di Rosa Italia Fontana presidente; il Comune di Riace, nella persona di Antonio Trifoli sindaco; la CONPAIT (Confederazione Pasticceri Italiani) nella persona di Angelo Musolino presidente; l’istituto professionale Alberghiero Turistico di Villa San Giovanni, nella persona di Carmela Ciappina dirigente; l’ufficio sociale per i Minorenni di Reggio Calabria (USSM-RC) Tribunali Minori Reggio Calabria, nella persona di Rosa Maria Morbegno.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” a cura di Carmelo Malacrino e Luigi Spina. E presentazione del libro fotografico “Bronzi di Riace”

reggio-calabria_archeologico_mostra-bronzi_luigi-spina_locandina

Locandina della mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 10 agosto al 23 ottobre 2022

A pochi giorni dall’anniversario del rinvenimento dei magnifici Bronzi di Riace, avvenuta il 16 agosto 1972, nell’ambito del programma per celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta, mercoledì 10 agosto 2022, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, tutta dedicata a questi due “Eroi venuti dal mare”, curata dal direttore del Museo, Carmelo Malacrino, e da Luigi Spina, riconosciuto da Artribune quale miglior fotografo italiano del 2020. Sedici fotografie di grande formato (90 x 134 cm) verranno esposte nello spazio della suggestiva scalinata piacentiniana del MArRC, proponendo un dialogo visivo fra le due sculture. La sequenza di otto più otto fotografie, dedicate rispettivamente alla statua A e alla statua B, metterà in evidenza un lento movimento che, seppur incessante, crea pause e ritmo. Durante l’inaugurazione della mostra sarà presentato in anteprima al pubblico il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. La pubblicazione, che vanta un’edizione italiana, una inglese e una francese, sarà acquistabile in tutte le librerie italiane e sul sito dell’editore a partire dal 19 agosto 2022.

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-A_dettaglio_foto-luigi-spina

Bronzi di Riace: guerriero A, dettaglio (foto luigi spina)

reggio-calabria_archeologico_bronzi-di-riace_guerriero-B_dettaglio_foto-luigi-spina

Bronzi di Riace: guerriero B, dettaglio (foto luigi spina)

“Questa esposizione, nata in collaborazione con il noto fotografo d’arte Luigi Spina, sarà un tributo alla bellezza e alla potenza iconografica dei Bronzi di Riace, capolavori indiscussi dell’arte greca del V secolo a.C.”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Alla mostra, visitabile fino al prossimo 23 ottobre, si accompagnerà anche un prezioso catalogo, nel quale le immagini di Spina affiancheranno una narrazione storica e artistica sulle due statue, che ho avuto il piacere di redigere insieme a Riccardo Di Cesare, archeologo e docente all’università di Foggia. Una narrazione che immergerà il lettore nella storia suggestiva dei Bronzi, tra verità scientifiche e domande rimaste ancora aperte. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno collaborato per rendere possibile la realizzazione di questo progetto e del volume di corredo, la cui traduzione, in inglese e francese, sarà un efficace strumento di promozione e divulgazione dei Bronzi di Riace in tutto il mondo”. “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto”, spiega Spina, “prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio dell’osservatore”.

Reggio Calabria. A “Notti d’estate” al museo Archeologico nazionale per i “Grandi Incontri” c’è Mario Micheli, professore associato di Storia e Tecnica del Restauro dell’università Roma Tre

reggio-calabria_archeologico_50mo-bronzi_conferenza-mario-micheli_locandinaTerzo appuntamento per il ciclo “Grandi Incontri al MArRC”, nell’ambito delle “Notti d’Estate” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Sabato 6 agosto 2022, sulla magnifica terrazza panoramica del MArRC, promosso in collaborazione con l’associazione Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria, presieduta dal prof. Francesco Arillotta. Ospite d’onore per l’incontro, fissato alle 21, sarà Mario Micheli, professore associato di Storia e Tecnica del Restauro dell’università Roma Tre. Si tratta di uno dei massimi esperti del settore, legato al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria per l’ideazione dell’innovativo metodo del “restauro laparoscopico”, elaborato e applicato durante il restauro dei Bronzi di Riace, tra il 1992 e il 1995. Un progetto coordinato da A. Melucco Vaccaro e, nelle fasi finali, da G. De Palma, attraverso una sinergica collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Restauro e la soprintendenza Archeologica della Calabria, allora competente anche sul Museo. Il professor Micheli spiega così le ragioni della ricerca: “La storia dei restauri a cui sono stati sottoposti i Bronzi di Riace, fin dal loro ritrovamento, è caratterizzata da continue e rilevanti scoperte. Le due statue hanno consentito di riscrivere un capitolo fondamentale della storia della metallurgia della statuaria antica ed è per questo che, dei Bronzi, si continuerà a parlare ancora per decenni”. Il 7 agosto 2022 da non perdere, anche l’ingresso gratuito per l’iniziativa #domenicalmuseo del ministero della Cultura. “Sono onorato che il prof. Micheli abbia accolto il nostro invito”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, “nell’ambito dei Grandi Incontri, che hanno visto già la prestigiosa presenza di Cecilie Hollberg e di Serena Bertolucci, rispettivamente direttrici della Galleria dell’Accademia di Firenze e di Palazzo Ducale di Genova. Questo sarà un appuntamento tutto dedicato ai Bronzi di Riace, di cui nei prossimi giorni ricorrerà il Cinquantesimo anniversario della scoperta. Il prof. Micheli presenterà le attività e le ricerche svolte durante i restauri effettuati su questi meravigliosi capolavori della bronzistica greca del V secolo a.C. Ringrazio lui e gli Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria per aver reso possibile questa straordinaria occasione per fare cultura”. Nei giorni di giovedì e sabato, fino al 10 settembre 2022, ci sarà il prolungamento dell’orario fino alle 23, con ultimo ingresso alle 22.30. Dalle 20 il costo del biglietto sarà di soli 3 euro e permetterà la visita del Museo e la partecipazione agli eventi sulla terrazza panoramica del MArRC. La prenotazione non è necessaria ed è fortemente raccomandato l’uso della mascherina chirurgica.

Reggio Calabria. Non solo Bronzi di Riace. Apre la mostra “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018” con oltre cento reperti tra le migliaia restaurati a seguito dell’evento catastrofico

reggio-calabria_archeologico_mostra-oltre-l-emergenza_locandina

Locandina della mostra “Oltre l’emergenza” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 22 luglio al 6 novembre 2022

Non solo Bronzi di Riace. “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018” è il titolo della nuova grande mostra che sarà inaugurata venerdì 22 luglio 2022, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. L’esposizione, a cura del direttore Carmelo Malacrino e di Barbara Fazzari, funzionario responsabile del laboratorio di restauro del MArRC, allestita al livello E del MArRC, sarà visitabile dal 22 luglio al 6 novembre 2022. L’esposizione rientra nel programma di iniziative promosse per celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Il museo, fino al 10 settembre, il giovedì e il sabato sarà aperto con orario non-stop fino alle 23, con ultimo accesso alle 22.30. “Il Museo non è soltanto Bronzi di Riace”, commenta il direttore Malacrino. “È un organismo complesso, nel quale si intrecciano tante attività e competenze. E che a volte vive momenti drammatici. Il 22 agosto di quattro anni fa un evento meteorologico eccezionale ha interessato l’intera città di Reggio. Un’ingente e imprevedibile quantità di pioggia, caduta in poche ore, ha allagato strade e piazze, infiltrandosi nei locali del Museo attraverso alcune aperture di aerazione collocate su piazza De Nava. La violenza fu tale che, in poco tempo, i piani interrati, tra cui alcuni depositi, si allagarono, con danni anche alle strutture murarie. Ma il Museo non si è lasciato andare. Tutti – prosegue Malacrino – ci siamo rimboccati le maniche per reagire rapidamente, ripristinando gli spazi e dando inizio a un’attività conservativa senza precedenti. Sotto le mani esperte dei restauratori del MArRC, i reperti prima sono stati messi in sicurezza e poi restaurati. La mostra che inauguriamo racconta questa storia, con l’esposizione di alcuni delle migliaia di reperti restaurati, mai esposti prima. Facendo squadra, il MArRC è riuscito ad andare “oltre l’emergenza” – conclude il direttore –, trasformando un evento calamitoso in una straordinaria opportunità di conservazione, riordino e valorizzazione delle collezioni archeologiche”.

reggio-calabria_MArRC_laboratorio-di-restauro_barbara-fazzari_foto-marrc

Barbara Fazzari, funzionario restauratore che guida il laboratorio di restauro del MArRC (foto MArRC)

Saranno esposti oltre cento reperti provenienti da vari contesti archeologici della Calabria: da Cassano allo Ionio alle necropoli protostoriche di Torre Galli e Canale Ianchina, da Castellace a Locri e Reggio Calabria. “Il racconto delle attività e dei restauri avviati dopo l’alluvione del 2018”, sottolinea Barbara Fazzari, “non può prescindere dalle testimonianze di coloro che sono intervenuti nel post-alluvione per la salvaguardia del patrimonio, e di chi, ancora oggi, è intento a programmare gli interventi di conservazione e restauro. Le prime attività di pronto intervento sono state coordinate e gestite dal personale del Museo, che prontamente ha provveduto ad allestire, presso il nostro laboratorio, un ambiente adatto alle attività di schedatura e messa in sicurezza. Visto l’ingente numero di reperti è stato però necessario affidare alcuni lavori in somma urgenza all’esterno. Trascorso il momento emergenziale i restauratori del Museo hanno continuato a programmare le attività connesse alla risoluzione dei danni provocati dall’alluvione attraverso affidamenti di restauro esterni, tirocini, studi e progetti scientifici, in una costante collaborazione con l’Ufficio Collezioni, diretto dalla dott.ssa Daniela Costanzo, che contestualmente sta curando il progressivo riordino dei depositi del Museo. Tutte queste attività – conclude la restauratrice – verranno proposte al grande pubblico mediante un suggestivo apparato di pannelli, foto e supporti multimediali”.