Torino. Al museo Egizio la conferenza “Al ladro! Richieste di giustizia in Egitto tolemaico” con l’egittologa Lavinia Ferretti (università di Ginevra), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Martedì 17 marzo 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In Sala Conferenze (con accesso da Via Maria Vittoria 3m) incontro con Lavinia Ferretti su “Al ladro! Richieste di giustizia in Egitto tolemaico”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/osiris-in-the-temples-of… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Nel papiro UPZ II 187 (Parigi, Musée du Louvre, inv. N 2330), scritto a Tebe nel 126 avanti Cristo, alcuni preti coachiti si rivolgono al capo della polizia locale. Qualche giorno prima hanno avuto una brutta sorpresa: qualcuno è entrato con la forza in una delle tombe di loro proprietà, ha spogliato alcune delle mummie che vi erano depositate e ha pure rubato i loro mobili. Non solo! I ladri se ne sono andati lasciando la porta aperta, così alcuni lupi sono entrati e hanno divorato i corpi. I nostri preti hanno qualche sospetto su chi sia il colpevole; ecco quindi che scrivono all’amministrazione facendone il nome e chiedendo aiuto e giustizia. I papirologi greci chiamano questo tipo di documenti petizioni. Si sono conservati a migliaia, scritti in greco e datati all’epoca tolemaica, romana e bizantina. In questa conferenza ci addentreremo in alcune delle storie che raccontano, cercando di capire come gli storici usano questi testi per studiare la società del tempo.
Lavinia Ferretti ha studiato archeologia classica e greco antico all’università di Ginevra (Svizzera), dove si è specializzata nello studio archeologico e materiale dei testi documentari greci. Presso lo stesso ateneo ha conseguito un dottorato di ricerca con una tesi di papirologia greca documentaria dedicata a una specifica categoria di documenti, i cosiddetti ipomnemata. Si tratta di richieste e denunce fatte all’amministrazione dell’Egitto tolemaico e romano, quali denunce alla polizia e richieste di aiuto (le cosiddette petizioni), dichiarazioni di nascita e di morte, o dichiarazioni di proprietà. Dopo una parentesi in cui si è occupata di paleografia e intelligenza artificiale, è ritornata agli ipomnemata e grazie a un finanziamento del Fondo nazionale Svizzero della Ricerca scientifica, studierà cosa faceva l’amministrazione di queste richieste, e in particolare delle richieste di aiuto o petizioni.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “I cofanetti per ushabti in terracotta. Una classe di oggetti misconosciuta” con il curatore Paolo Marini, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Giovedì 5 marzo 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In sala conferenze (con accesso da via Maria Vittoria 3m) incontro con il curatore Paolo Marini su “I cofanetti per ushabti in terracotta. Una classe di oggetti misconosciuta”. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/i-cofanetti-per-ushabti-in… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
I cofanetti in terracotta destinati a custodire gli ushabti aprono una finestra suggestiva sul mondo funerario dell’antico Egitto. Spesso considerati oggetti secondari rispetto alle celebri statuette raffiguranti il defunto, questi contenitori raccontano invece molto sulle credenze, sulle pratiche rituali e sugli aspetti sociali della civiltà egizia. Dopo una breve introduzione sugli ushabti e sui loro contenitori, la conferenza si concentrerà sui cofanetti in terracotta, spiegando perché è importante studiarli e cosa possono rivelare sul contesto sociale in cui furono prodotti. Particolare attenzione sarà dedicata agli esemplari conservati al Museo Egizio, che offrono l’occasione per riflettere sul valore simbolico di questi oggetti: non semplici contenitori, ma piccoli luoghi sacri destinati ad accogliere simbolicamente l’immagine del defunto.
Paolo Marini ha conseguito nel 2016 il dottorato di ricerca in Egittologia presso l’università di Pisa. Dal 2017 è curatore e referente scientifico delle mostre itineranti del Museo Egizio e per la stessa istituzione ha curato mostre in Brasile, Canada, Cina e altri numerosi paesi europei, tra cui l’Italia. I suoi interessi di studio e le pubblicazioni si concentrano sull’archeologia tebana, con particolare attenzione agli aspetti funerari e al contesto storico-culturale che li ha prodotti. Dal 2010 al 2018 ha preso parte alla missione archeologica dell’università di Pisa a Dra Abu el-Naga (Luxor, Egitto); dal 2018 lavora con un team di italiani alla missione Franco-egiziana al Tempio di Milioni di Anni di Ramesse II (Luxor, Egitto); dal 2019 collabora, con un progetto di studio dell’artigianato del legno, con la missione dell’IFAO a Deir el-Medina (Luxor, Egitto); e dal 2025 partecipa alla missione congiunta del Rijksmuseum di Leiden e del museo Egizio di Torino a Saqqara come epigrafista (Egitto). Ha preso parte a numerosi congressi e ha pubblicato sia lavori scientifici sia contributi divulgativi. Attualmente sta lavorando alla pubblicazione che raccoglie oltre 10 anni di studi sui contenitori per ushabti, con uscita prevista nel 2028.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Osiris in the temple of Kush”, con l’egittologa Angelika Lohwasser (università di Münster), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Martedì 10 febbraio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. In Sala Conferenze (con accesso da Via Maria Vittoria 3m) incontro con Angelika Lohwasser su “Osiris in the temple of Kush”, in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/osiris-in-the-temples-of… L’evento è disponibile anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.
La conferenza si concentra sul dio Osiride a Kush (antica Nubia) nel I millennio a.C., dove egli è, da un lato, il dio dell’Aldilà e, dall’altro, associato al re defunto. Ad esempio, compare nelle cappelle delle piramidi meroitiche, rappresentato come una combinazione di Osiride in quanto divinità e del re terreno. Un altro aspetto significativo da considerare è costituito dalle piccole figure in bronzo di Osiride, rinvenute in quasi tutti i templi di Amon in Nubia. Esse suggeriscono che all’interno di questi santuari venisse praticato uno speciale rituale legato a Osiride. Inoltre, le fonti testuali indicano una stretta connessione tra Osiride e Amon. In quanto re defunto, Osiride è l’antenato regale di tutti i sovrani successivi, un ruolo che lo radica nella legittimazione e nella trasmissione della regalità di Kush. Amon, come supremo “dio di Stato” dei Kushiti, sceglie e incorona il re, mentre Osiride, in quanto suo predecessore divino, accoglie il sovrano nella linea di successione.
Angelika Lohwasser ha studiato Egittologia, Archeologia del Sudan e Archeologia all’università di Vienna, Austria. La sua tesi di dottorato era dedicata alle regine di Kush (VIII–IV sec. a.C.), mentre la sua abilitazione ha avuto come oggetto il cimitero di Sanam, un’area di sepoltura non reale nel Sudan settentrionale, datata all’VIII/VII sec. a.C. Dal 2009 è professoressa ordinaria di Egittologia all’università di Münster (Germania) e direttrice di ricerche archeologiche sul campo nel deserto di Bayuda. Le sue pubblicazioni trattano diversi aspetti storico-culturali, storici e archeologici delle culture del Sudan antico e dell’Egitto del Periodo Tardo. È principal investigator (PI) nel Cluster di Eccellenza “Religion and Politics” e svolge ricerche sul rapporto tra la regalità e le principali divinità di Kush (dall’VIII sec. a.C. al IV sec. d.C.).
Torino. Al museo Egizio la conferenza “New discoveries of the Swiss-French archaeological mission at Saqqara” con l’egittologo Philippe Collombert, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Martedì 20 gennaio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze, con accesso da via Maria Vittoria 3M, Philippe Collombert racconterà le recenti scoperte della Missione Archeologica Svizzero-Francese a Saqqara nell’incontro “New discoveries of the Swiss-French archaeological mission at Saqqara”. Evento in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso alla Sala Conferenze (è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/new-discoveries-of-the… L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
La Missione Archeologica Svizzero-Francese a Saqqara lavora da anni nella necropoli reale situata a 30 chilometri a sud del Cairo. Dopo aver scavato la piramide del faraone Pepi I (ca. 2310–2260 a.C.) e aver scoperto i complessi funerari e le piramidi di otto delle mogli del faraone, la maggior parte delle quali precedentemente sconosciute, nel 2022 la Missione si è posta un nuovo obiettivo: scavare la necropoli dei grandi amministratori del regno (visir, capi dei lavori, ecc.) durante il regno di Pepi I. Questo gruppo di tombe un tempo monumentali è oggi sepolto sotto sei metri di sabbia. Fin dall’inizio degli scavi, la Missione ha scoperto i resti della tomba di uno dei più celebri alti funzionari del regno di Pepi I: il “Capo del Sud” Weni. Quest’uomo è particolarmente noto nell’egittologia per aver fatto incidere la più lunga autobiografia di quel periodo in un’altra tomba ad Abido, a oltre 500 chilometri a sud di Saqqara. La conferenza si concentrerà inoltre su alcune spettacolari e inattese nuove scoperte.

Philippe Collombert a Saqqara con la missione archeologica svizzero-francese )foto missione archeologica svizzero-francese)
Philippe Collombert ha studiato Egittologia a Parigi (École du Louvre ed École Pratique des Hautes Études), dove ha conseguito il dottorato in Egittologia nel 2000. Successivamente è stato nominato Membro Scientifico dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale (Il Cairo, 2000–2003). Dal 2008 è professore di Egittologia all’università di Ginevra e direttore della Missione Archeologica Svizzero-Francese a Saqqara. È specialista nella scrittura dell’antico Egitto e nella religione dell’antico Egitto.
Torino. Al museo Egizio presentazione di “RiME, la Rivista del Museo Egizio”, con l’egittologo Federico Poole, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Lunedì 12 gennaio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze Federico Poole, curatore del museo Egizio, con la presentazione di “RiME, la Rivista del Museo Egizio”, ripercorrerà un anno di ricerca, studio e nuove scoperte. Verranno raccontati e approfonditi gli articoli, le ricerche e le scoperte pubblicate dalla rivista nel corso del 2025, offrendo uno sguardo d’insieme sul lavoro scientifico del museo e della comunità degli studi, mettendo in luce i temi più significativi affrontati nell’ultimo anno. Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/rime-la-rivista-del-museo… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Torino. Oltre 1,2 milioni di visitatori al museo Egizio nel 2025: +22,8% in un anno. “Anche nel 2026 il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile”
Il museo Egizio di Torino chiude il 2025 con un nuovo record: 1.273.354 di visitatori nel 2025, in crescita del 22,8% rispetto ai 1.036.689, registrati nel 2024, anno del bicentenario. Il dato conferma il consolidamento dell’attrattività del museo, anche in presenza delle complessità logistiche determinate dal cantiere per la realizzazione della piazza Egizia. Il mese che ha registrato un maggiore afflusso di pubblico è stato aprile 2025 (con +28,5% rispetto all’analogo mese del 2024), ma l’incremento maggiore sull’anno precedente lo ha avuto maggio, con + 35,5% rispetto all’anno precedente.

Il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin con tutto il personale del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Tantissimi anche i visitatori virtuali attraverso i canali digitali del museo Egizio che manda un ringraziamento speciale anche ai Soci Fondatori, a chi ha deciso di contribuire concretamente alle attività del museo e all’Associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio per il loro supporto costante e prezioso. “Anche nel 2026 – assicurano dalla direzione – il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile – come sempre lo farà assieme”.
Torino. Al museo Egizio la “Leggere tra le bende: i tessuti delle mummie-animali votive” con l’egittologa Maria Diletta Pubblico, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Il culto degli animali rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti della religione egizia. A partire dal Nuovo Regno, milioni di esemplari appartenenti a diverse specie furono mummificati e venduti ai fedeli, affinché potessero offrirli in dono alle divinità corrispondenti in cambio di protezione e benefici. Le mummie animali votive erano spesso costituite da elaborati bendaggi, realizzati con straordinaria perizia, che ne accrescevano tanto il valore simbolico quanto quello economico. Questi raffinati motivi decorativi costituiscono oggi una fonte preziosa per comprendere le competenze tecniche degli artigiani egizi e il ruolo simbolico attribuito ai tessili nella religione egiziana. Il bendaggio, infatti, non svolgeva una funzione puramente decorativa, ma era il mezzo attraverso cui l’animale veniva trasformato in un essere sacro e modellato in una forma idealizzata, immediatamente riconoscibile dalla divinità a cui era dedicato. In questo senso, il bendaggio si configura come l’agente principale della trasformazione materiale e rituale di queste offerte votive. Se ne parla martedì 16 dicembre, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, con accesso da via Maria Vittoria 3M, nella conferenza “Leggere tra le bende: i tessuti delle mummie-animali votive” con l’egittologa Maria Diletta Pubblico, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Partendo dalle più recenti indagini condotte nell’ambito del progetto europeo SEAMS “A Study of Egyptian Animal Mummy Styles” (HE-MSCA-PF-GF: 101105365), la conferenza esplora il ruolo dei tessili nel contesto delle mummie animali votive, analizzando le tecniche di produzione dei bendaggi, le varianti stilistiche e i significati rituali connessi alla trasformazione di queste offerte. Un viaggio attraverso un’intricata rete di gesti, saperi e credenze che rende i bendaggi un luogo privilegiato d’incontro tra maestria artigianale e dimensione sacra. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/leggere-tra-le-bende-i… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.
Maria Diletta Pubblico è ricercatrice post-dottorato Marie Skłodowska-Curie presso il museo Egizio e Visiting Associate Researcher presso l’Università della California, Los Angeles. È inoltre Visiting Scholar presso l’Università di Lund, l’Università di Copenaghen e il CNR di Roma. Ha conseguito un dottorato di ricerca e un post-dottorato in Egittologia e ha maturato esperienza lavorando presso l’Egypt Exploration Society di Londra e in numerose missioni archeologiche in Italia (Pompei, Cuma, Roma) e in Egitto (Saqqara, Abu Ghurab, Asyut, Luxor). I suoi interessi di ricerca si concentrano in particolare sulla religione, la cultura materiale e il ruolo degli animali nell’antico Egitto, temi sui quali ha pubblicato estensivamente.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Gli apporti dell’immaginario egiziano all’arte fenicia hanno origine nel groviglio di relazioni umane stabilite tra gli abitanti della costa levantina e gli egiziani nel corso di millenni. Ad accompagnare scambi di prodotti e idee, furono oggetti di varia natura che, prodotti nella valle del Nilo, furono acquisiti e/o regalati per essere poi riprodotti fedelmente o riletti e reinterpretati. Si formò così, nel corso dei millenni, un filone artistico “egittizzante levantino” nel quale gli elementi egiziani divennero totalmente locali (un altro Egitto quindi) e nel quale, nel primo millennio, i Fenici furono maestri perché lo arricchirono con innovazioni ispirate dai rinnovati rapporti con la valle del Nilo. Se ne parla martedì 9 dicembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio. Nella conferenza saranno illustrate alcuni aspetti di queste relazioni con un riferimento al tormentato presente della regione e alle attività di diplomazia culturale svolte del sud del Libano dal Kharayeb Archaeological Project (missione congiunta CNR-ISPC e università Libanese). Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/cercando-un-altro-egitto…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Ida Oggiano è archeologa specializzata nello studio del Levante meridionale del primo millennio a.C. e della Sardegna fenicia e punica. Dirige il Kharayeb Archaeological Project – luogo di culto di Kharayeb, sito rurale di Jemjim e porto di Tell Qasmiye – Libano. Direttore scientifico della Rivista di Studi Fenici e professore di Geografia e Archeologia del Vicino Oriente al Pontificio Istituto Biblico, Roma.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “The international Multaka Network: the evolving role of museums as places of belonging, in a world shaped by migration” con Nicola Jane Nash Bird, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Con l’evolversi della società, anche la pratica museale cambia, riflettendo una comprensione più profonda della posizione e della rilevanza delle istituzioni culturali nel mondo contemporaneo. Questa conferenza vuole mostrare come i musei stiano andando oltre i tradizionali ruoli di ricerca, apprendimento e conservazione, assumendo un ruolo proattivo nella creazione di spazi di guarigione, appartenenza e profondo impatto sociale. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 11 novembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “The international Multaka Network: the evolving role of museums as places of belonging, in a world shaped by migration”con Nicola Jane Nash Bird. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al al link: https://www.eventbrite.it/e/the-international-multaka-network-tickets-1952661696699?aff=ebdssbdestsearch&_gl=1*351r3c*_up*MQ..*_ga*MjEzNTI2NjEzNS4xNzYyMjcxNzE4*_ga_TQVES5V6SH*czE3NjIyNzE3MTckbzEkZzAkdDE3NjIyNzE3MTckajYwJGwwJGgw. In lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Attraverso il caso studio del progetto pluripremiato Multaka Oxford, Nicola Bird illustrerà come il volontariato nei musei possa generare programmi dinamici che rispecchiano le comunità a cui si rivolgono. La conferenza metterà in luce come approcci basati sull’equità e sul beneficio reciproco possano essere adottati trasversalmente tra i dipartimenti, trasformando i musei in strumenti di cambiamento sociale. Sarà anche uno spazio di riflessione su come i musei possano diventare veri e propri “punti d’incontro”, luoghi in cui impariamo a connetterci attraverso la nostra umanità condivisa.
Nicola Bird è la project manager del progetto pluripremiato Multaka Oxford, con sede all’History of Science Museum e il Pitt Rivers Museum dell’università di Oxford. Da oltre trent’anni Nicola unisce la sua passione per l’uguaglianza nell’accesso all’istruzione, alla cultura e alle arti ai suoi ruoli professionali di insegnante, formatrice e responsabile di pratiche e progetti di coinvolgimento comunitario, specializzandosi in pratiche eque nei musei e nel patrimonio culturale. Dal 2012 lavora presso la rete Gardens, Libraries and Museums (GLAM) dell’università di Oxford, adottando approcci basati sui valori e incentrati sulla persona per garantire una migliore rappresentazione globale e prospettive più inclusive all’interno delle collezioni e delle attività museali.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “From 3D to carpentry techniques in Ancient Egypt” con Paul Bouchard, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Martedì 7 ottobre 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino l’incontro “From 3D to carpentry techniques in Ancient Egypt” con Paul Bouchard. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/from-3d-to-carpentry… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. In lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. Attraverso illustrazioni, modelli 3D e fotografie del banco di lavoro, la conferenza illustra le fasi di progettazione ed esecuzione di diversi tipi di sgabelli e suppellettili dell’antico Egitto, con particolare riferimento alla collezione del museo Egizio. Le tecniche di falegnameria vengono spiegate in rapporto ai pezzi analizzati, offrendo al pubblico gli strumenti per comprendere e immaginare le giunzioni nascoste sotto la superficie degli oggetti lignei antichi.
Paul Bouchard, artigiano del legno e story artist canadese attivo nel campo dell’animazione, realizza fedeli repliche di mobili egizi utilizzando semplici utensili manuali e modelli digitali ottenuti da scansioni 3D e fotogrammetria. Laureato all’Ontario College of Art and Design (OCAD), porta avanti questo progetto come ricerca indipendente.

















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