Torino. Al museo Egizio la conferenza “New discoveries of the Swiss-French archaeological mission at Saqqara” con l’egittologo Philippe Collombert, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Martedì 20 gennaio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze, con accesso da via Maria Vittoria 3M, Philippe Collombert racconterà le recenti scoperte della Missione Archeologica Svizzero-Francese a Saqqara nell’incontro “New discoveries of the Swiss-French archaeological mission at Saqqara”. Evento in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. L’ingresso alla Sala Conferenze (è libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/new-discoveries-of-the… L’evento è disponibile anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
La Missione Archeologica Svizzero-Francese a Saqqara lavora da anni nella necropoli reale situata a 30 chilometri a sud del Cairo. Dopo aver scavato la piramide del faraone Pepi I (ca. 2310–2260 a.C.) e aver scoperto i complessi funerari e le piramidi di otto delle mogli del faraone, la maggior parte delle quali precedentemente sconosciute, nel 2022 la Missione si è posta un nuovo obiettivo: scavare la necropoli dei grandi amministratori del regno (visir, capi dei lavori, ecc.) durante il regno di Pepi I. Questo gruppo di tombe un tempo monumentali è oggi sepolto sotto sei metri di sabbia. Fin dall’inizio degli scavi, la Missione ha scoperto i resti della tomba di uno dei più celebri alti funzionari del regno di Pepi I: il “Capo del Sud” Weni. Quest’uomo è particolarmente noto nell’egittologia per aver fatto incidere la più lunga autobiografia di quel periodo in un’altra tomba ad Abido, a oltre 500 chilometri a sud di Saqqara. La conferenza si concentrerà inoltre su alcune spettacolari e inattese nuove scoperte.

Philippe Collombert a Saqqara con la missione archeologica svizzero-francese )foto missione archeologica svizzero-francese)
Philippe Collombert ha studiato Egittologia a Parigi (École du Louvre ed École Pratique des Hautes Études), dove ha conseguito il dottorato in Egittologia nel 2000. Successivamente è stato nominato Membro Scientifico dell’Istituto Francese di Archeologia Orientale (Il Cairo, 2000–2003). Dal 2008 è professore di Egittologia all’università di Ginevra e direttore della Missione Archeologica Svizzero-Francese a Saqqara. È specialista nella scrittura dell’antico Egitto e nella religione dell’antico Egitto.
Torino. Al museo Egizio presentazione di “RiME, la Rivista del Museo Egizio”, con l’egittologo Federico Poole, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Lunedì 12 gennaio 2026, alle 18, al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio: in sala conferenze Federico Poole, curatore del museo Egizio, con la presentazione di “RiME, la Rivista del Museo Egizio”, ripercorrerà un anno di ricerca, studio e nuove scoperte. Verranno raccontati e approfonditi gli articoli, le ricerche e le scoperte pubblicate dalla rivista nel corso del 2025, offrendo uno sguardo d’insieme sul lavoro scientifico del museo e della comunità degli studi, mettendo in luce i temi più significativi affrontati nell’ultimo anno. Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/rime-la-rivista-del-museo… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Torino. Oltre 1,2 milioni di visitatori al museo Egizio nel 2025: +22,8% in un anno. “Anche nel 2026 il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile”
Il museo Egizio di Torino chiude il 2025 con un nuovo record: 1.273.354 di visitatori nel 2025, in crescita del 22,8% rispetto ai 1.036.689, registrati nel 2024, anno del bicentenario. Il dato conferma il consolidamento dell’attrattività del museo, anche in presenza delle complessità logistiche determinate dal cantiere per la realizzazione della piazza Egizia. Il mese che ha registrato un maggiore afflusso di pubblico è stato aprile 2025 (con +28,5% rispetto all’analogo mese del 2024), ma l’incremento maggiore sull’anno precedente lo ha avuto maggio, con + 35,5% rispetto all’anno precedente.

Il direttore Christian Greco e la presidente Evelina Christillin con tutto il personale del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Tantissimi anche i visitatori virtuali attraverso i canali digitali del museo Egizio che manda un ringraziamento speciale anche ai Soci Fondatori, a chi ha deciso di contribuire concretamente alle attività del museo e all’Associazione Amici Collaboratori del Museo Egizio per il loro supporto costante e prezioso. “Anche nel 2026 – assicurano dalla direzione – il museo Egizio continuerà a trasformarsi con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente, stimolante e accessibile – come sempre lo farà assieme”.
Torino. Al museo Egizio la “Leggere tra le bende: i tessuti delle mummie-animali votive” con l’egittologa Maria Diletta Pubblico, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Il culto degli animali rappresenta uno degli aspetti più sorprendenti della religione egizia. A partire dal Nuovo Regno, milioni di esemplari appartenenti a diverse specie furono mummificati e venduti ai fedeli, affinché potessero offrirli in dono alle divinità corrispondenti in cambio di protezione e benefici. Le mummie animali votive erano spesso costituite da elaborati bendaggi, realizzati con straordinaria perizia, che ne accrescevano tanto il valore simbolico quanto quello economico. Questi raffinati motivi decorativi costituiscono oggi una fonte preziosa per comprendere le competenze tecniche degli artigiani egizi e il ruolo simbolico attribuito ai tessili nella religione egiziana. Il bendaggio, infatti, non svolgeva una funzione puramente decorativa, ma era il mezzo attraverso cui l’animale veniva trasformato in un essere sacro e modellato in una forma idealizzata, immediatamente riconoscibile dalla divinità a cui era dedicato. In questo senso, il bendaggio si configura come l’agente principale della trasformazione materiale e rituale di queste offerte votive. Se ne parla martedì 16 dicembre, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, con accesso da via Maria Vittoria 3M, nella conferenza “Leggere tra le bende: i tessuti delle mummie-animali votive” con l’egittologa Maria Diletta Pubblico, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’Associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Partendo dalle più recenti indagini condotte nell’ambito del progetto europeo SEAMS “A Study of Egyptian Animal Mummy Styles” (HE-MSCA-PF-GF: 101105365), la conferenza esplora il ruolo dei tessili nel contesto delle mummie animali votive, analizzando le tecniche di produzione dei bendaggi, le varianti stilistiche e i significati rituali connessi alla trasformazione di queste offerte. Un viaggio attraverso un’intricata rete di gesti, saperi e credenze che rende i bendaggi un luogo privilegiato d’incontro tra maestria artigianale e dimensione sacra. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link https://www.eventbrite.it/…/leggere-tra-le-bende-i… La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino.
Maria Diletta Pubblico è ricercatrice post-dottorato Marie Skłodowska-Curie presso il museo Egizio e Visiting Associate Researcher presso l’Università della California, Los Angeles. È inoltre Visiting Scholar presso l’Università di Lund, l’Università di Copenaghen e il CNR di Roma. Ha conseguito un dottorato di ricerca e un post-dottorato in Egittologia e ha maturato esperienza lavorando presso l’Egypt Exploration Society di Londra e in numerose missioni archeologiche in Italia (Pompei, Cuma, Roma) e in Egitto (Saqqara, Abu Ghurab, Asyut, Luxor). I suoi interessi di ricerca si concentrano in particolare sulla religione, la cultura materiale e il ruolo degli animali nell’antico Egitto, temi sui quali ha pubblicato estensivamente.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Gli apporti dell’immaginario egiziano all’arte fenicia hanno origine nel groviglio di relazioni umane stabilite tra gli abitanti della costa levantina e gli egiziani nel corso di millenni. Ad accompagnare scambi di prodotti e idee, furono oggetti di varia natura che, prodotti nella valle del Nilo, furono acquisiti e/o regalati per essere poi riprodotti fedelmente o riletti e reinterpretati. Si formò così, nel corso dei millenni, un filone artistico “egittizzante levantino” nel quale gli elementi egiziani divennero totalmente locali (un altro Egitto quindi) e nel quale, nel primo millennio, i Fenici furono maestri perché lo arricchirono con innovazioni ispirate dai rinnovati rapporti con la valle del Nilo. Se ne parla martedì 9 dicembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino, nella conferenza “Cercando un altro Egitto nell’arte dei Fenici” con l’archeologa Ida Oggiano, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio. Nella conferenza saranno illustrate alcuni aspetti di queste relazioni con un riferimento al tormentato presente della regione e alle attività di diplomazia culturale svolte del sud del Libano dal Kharayeb Archaeological Project (missione congiunta CNR-ISPC e università Libanese). Ingresso libero con accesso da via Maria Vittoria 3M, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/…/cercando-un-altro-egitto…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio di Torino. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Ida Oggiano è archeologa specializzata nello studio del Levante meridionale del primo millennio a.C. e della Sardegna fenicia e punica. Dirige il Kharayeb Archaeological Project – luogo di culto di Kharayeb, sito rurale di Jemjim e porto di Tell Qasmiye – Libano. Direttore scientifico della Rivista di Studi Fenici e professore di Geografia e Archeologia del Vicino Oriente al Pontificio Istituto Biblico, Roma.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “The international Multaka Network: the evolving role of museums as places of belonging, in a world shaped by migration” con Nicola Jane Nash Bird, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Con l’evolversi della società, anche la pratica museale cambia, riflettendo una comprensione più profonda della posizione e della rilevanza delle istituzioni culturali nel mondo contemporaneo. Questa conferenza vuole mostrare come i musei stiano andando oltre i tradizionali ruoli di ricerca, apprendimento e conservazione, assumendo un ruolo proattivo nella creazione di spazi di guarigione, appartenenza e profondo impatto sociale. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 11 novembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “The international Multaka Network: the evolving role of museums as places of belonging, in a world shaped by migration”con Nicola Jane Nash Bird. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al al link: https://www.eventbrite.it/e/the-international-multaka-network-tickets-1952661696699?aff=ebdssbdestsearch&_gl=1*351r3c*_up*MQ..*_ga*MjEzNTI2NjEzNS4xNzYyMjcxNzE4*_ga_TQVES5V6SH*czE3NjIyNzE3MTckbzEkZzAkdDE3NjIyNzE3MTckajYwJGwwJGgw. In lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Attraverso il caso studio del progetto pluripremiato Multaka Oxford, Nicola Bird illustrerà come il volontariato nei musei possa generare programmi dinamici che rispecchiano le comunità a cui si rivolgono. La conferenza metterà in luce come approcci basati sull’equità e sul beneficio reciproco possano essere adottati trasversalmente tra i dipartimenti, trasformando i musei in strumenti di cambiamento sociale. Sarà anche uno spazio di riflessione su come i musei possano diventare veri e propri “punti d’incontro”, luoghi in cui impariamo a connetterci attraverso la nostra umanità condivisa.
Nicola Bird è la project manager del progetto pluripremiato Multaka Oxford, con sede all’History of Science Museum e il Pitt Rivers Museum dell’università di Oxford. Da oltre trent’anni Nicola unisce la sua passione per l’uguaglianza nell’accesso all’istruzione, alla cultura e alle arti ai suoi ruoli professionali di insegnante, formatrice e responsabile di pratiche e progetti di coinvolgimento comunitario, specializzandosi in pratiche eque nei musei e nel patrimonio culturale. Dal 2012 lavora presso la rete Gardens, Libraries and Museums (GLAM) dell’università di Oxford, adottando approcci basati sui valori e incentrati sulla persona per garantire una migliore rappresentazione globale e prospettive più inclusive all’interno delle collezioni e delle attività museali.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “From 3D to carpentry techniques in Ancient Egypt” con Paul Bouchard, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Martedì 7 ottobre 2025, alle 18.30, in sala conferenze del museo Egizio di Torino l’incontro “From 3D to carpentry techniques in Ancient Egypt” con Paul Bouchard. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/from-3d-to-carpentry… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. In lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. Attraverso illustrazioni, modelli 3D e fotografie del banco di lavoro, la conferenza illustra le fasi di progettazione ed esecuzione di diversi tipi di sgabelli e suppellettili dell’antico Egitto, con particolare riferimento alla collezione del museo Egizio. Le tecniche di falegnameria vengono spiegate in rapporto ai pezzi analizzati, offrendo al pubblico gli strumenti per comprendere e immaginare le giunzioni nascoste sotto la superficie degli oggetti lignei antichi.
Paul Bouchard, artigiano del legno e story artist canadese attivo nel campo dell’animazione, realizza fedeli repliche di mobili egizi utilizzando semplici utensili manuali e modelli digitali ottenuti da scansioni 3D e fotogrammetria. Laureato all’Ontario College of Art and Design (OCAD), porta avanti questo progetto come ricerca indipendente.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “Il viaggio nell’Aldilà. Il libro delle porte” con il direttore Christian Greco, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Il Libro delle porte è uno dei principali testi funerari dell’antico Egitto. Compare verso la fine della XVIII dinastia e viene iscritto normalmente nella camera funeraria, o nella prima camera colonnata, di molte tombe. Se ne parla al museo Egizio di Torino mercoledì 9 luglio 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “Il viaggio nell’Aldilà. Il libro delle porte” con il direttore Christian Greco. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/il-viaggio-nellaldila-il…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “The 99%: life and death of commoners in Ancient Egypt” Richard Bussmann (University of Cologne), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
L’antico Egitto è noto soprattutto per i suoi monumenti, le opere d’arte raffinate e il ricco patrimonio testuale. Sebbene queste fonti restino fondamentali per comprendere la società egizia, un numero crescente di egittologi sensibili agli aspetti sociali critica il punto di vista elitario della documentazione conservata e, di conseguenza, le rappresentazioni dell’Egitto antico basate su di essa. Gli sviluppi più recenti della disciplina dimostrano un crescente interesse nel tradurre queste critiche in approcci alternativi allo studio dell’Egitto. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 1° luglio 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “The 99%: life and death of commoners in Ancient Egypt” Richard Bussmann (Institute of African Studies and Egyptology, University of Cologne). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.co.uk/e/1433056363159…. L’intervento sarà in inglese con traduzione simultanea in sala. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La conferenza di Richard Bussmann esplora le possibilità di indagare quel 99% della popolazione che fu esclusa dall’accesso ai saperi e agli oggetti di prestigio. In dialogo con gli studi subalterni, si sostiene che idee e pratiche possano variare all’interno della società, ma non si distribuiscono secondo gruppi sociali nettamente distinti. Il punto di partenza per questa riflessione più ampia è rappresentato dal materiale proveniente dagli scavi a Zawyet Sultan, nell’Egitto Medio.
Richard Bussmann ha studiato Egittologia, Assiriologia e Teologia alle università di Heidelberg, Berlino e Gottinga, conseguendo il dottorato nel 2007 alla Freie Universität di Berlino. Dal 2010 al 2016 è stato docente di Egittologia e Archeologia egizia allo University College London. Dal 2016 è professore ordinario di Egittologia all’università di Colonia. Bussmann è co-direttore della missione archeologica a Zawyet Sultan, nell’Egitto Medio. È presidente del Verband der Ägyptologie e segretario generale della International Association of Egyptologists. I suoi interessi di ricerca comprendono l’archeologia e la società dell’antico Egitto, gli approcci comparativi alle società complesse delle origini, l’urbanizzazione nell’Africa nord-orientale e la teoria archeologica. Il suo recente libro The Archaeology of Pharaonic Egypt: Society and Culture 2700 to 1700 BC (2023) offre una sintesi teoricamente informata dell’Antico e del Medio Regno.

















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