Archivio tag | area archeologica di Montegrotto Terme

Giornate Europee del Patrimonio 2016. Memorie del sottosuolo a Este. Dialogo tra Galileo e Shakespeare a Padova. Imago populi a Montegrotto. L’area archeologica di Feltre. Giochiamo come si faceva al tempo dei romani ad Altino

giornate-europee-patrimonioPer le Giornate Europee del Patrimonio 2016, previste il 24 e 25 settembre, ricco il programma proposto dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, e dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il comune di Venezia e Laguna.

SABATO 24 SETTEMBRE

Nell'area archeologica di Santo Stefano a Este in programma "Memorie dal sottosuolo"

Nell’area archeologica di Santo Stefano a Este in programma “Memorie dal sottosuolo”

Memorie dal sottosuolo. Passeggiata nelle aree archeologiche di Este preromana e romana”. A Este, aree archeologiche di via Santo Stefano e via Tiro a Segno: 1° turno alle 18, 2° turno alle 20. Visite guidate a cura di Cinzia Tagliaferro. Punto di ritrovo: chiesa della Beata Vergine della Salute a Este. Partecipazione gratuita, è gradita la prenotazione. Info: Carla Pirazzini, tel. 049.8243811 – carla.pirazzini@beniculturali.it; prenotazione: Cinzia Tagliaferro, tel. 339.8555316.

“Dialogo tra Galileo e Shakespeare – La bisbetica domata. Letture Shakespeariane con accompagnamento musicale”. A Padova, a Palazzo Folco, in via Aquileia 7: la sede sarà aperta al pubblico dalle 19 alle 23. Inizio rappresentazione alle 19.30. Ingresso libero. Reading. Interpreti Fabio Albertin e Viviana Agugiaro. Musiche di Matteo Vettore. A seguire visite guidate a Palazzo Folco a cura di Gianfranco Maritan e Elena Pettenò. Info: Elena Pettenò, tel. 049.8243811 – elena.petteno@beniculturali.it.

“Imago populi. Istantanee dalle storie che la Storia dimentica”, percorso multisensoriale tra immagini e parole a Montegrotto Terme (PD), nell’area archeologica di viale Stazione-via degli Scavi, alle 21, 22 e 23. Mostra fotografica accompagnata da performance teatrali. Fotografie di Alessandro Magagna. Ideazione ed organizzazione di Marianna Bressan della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso con la collaborazione di Associazione Lapis – Archeologia, Storia, Arte, Ricerca, e con il contributo di Maglificio Bertha – Montegrotto Terme, Abano Terme, Hostaria “Ai Anzoi” – Montegrotto Terme, Machiavelli – Rivista di storia. Segue rinfresco a cura dell’Enoteca San Daniele di Serafino Baù, Torreglia. Info e prenotazioni: associazione Lapis – Archeologia, Storia, Arte, Ricerca 389 0235910 – lapisarcheologia@gmail.com

DOMENICA 25 SETTEMBRE

L'area archeologica sotto la piazza della cattedrale di Feltre

L’area archeologica sotto la piazza della cattedrale di Feltre

“L’area archeologica di Feltre. Soluzioni tecniche e strutturali per la conservazione e la valorizzazione”, a Feltre (BL), nell’area archeologica di piazza della Cattedrale, dalle 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 16.00. Presentazione dell’area e visite guidate a cura di Chiara D’Incà e Loretta Zega. Partecipazione gratuita. Iniziativa a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, in collaborazione con l’associazione “Il Fondaco per Feltre”. Info: Chiara D’Incà, tel. 049.8243811 – chiara.dinca@beniculturali.it

“Giochi con me? Giochiamo come si faceva al tempo dei Romani”, ad Altino (VE), nell’area archeologica est, dalle 15.30 alle 19.30. L’area archeologica sarà aperta e visitabile gratuitamente dalle 15.30 alle 19.30. Visite guidate a cura di Marianna Bressan, con la collaborazione di Ferdinando Rizzardo dalle 16.30 alle 19. “Giochi con me?”: laboratori didattici per bambini e ragazzi, a cura dell’associazione Quarto Stile. L’attività prevede un contributo. Info apertura e visite guidate: Marianna Bressan, tel. 049.8243811 – marianna.bressan@beniculturali.it; Info e prenotazioni laboratori didattici: Associazione Quarto Stile – tel. 328.4598058 (Ilaria Montin),

Teatro antico. “Le nuvole. Seconde” di Aristofane nell’area archeologica di Montegrotto con gli allievi del liceo classico “Tito Livio” di Padova diretti da Filippo Crispo e Daniela Mazzon

Gli allievi del liceo classico "Tito Livio" di Padova mette in scena "Le nuvole" di Aristofane

Gli allievi del liceo classico “Tito Livio” di Padova mette in scena “Le nuvole” di Aristofane

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

Teatro antico accanto a un teatro antico. Questa l’idea che porterà martedì 31 maggio 2016 alle 18.30 i giovanissimi allievi del liceo classico “Tito Livio” di Padova, diretti dal prof. Filippo Crispo, nell’area archeologica di viale Stazione / via degli Scavi a Montegrotto Terme, per mettere in scena “Le Nuvole. Seconde” di Aristofane, una commedia scritta dall’autore greco oltre 2400 anni fa. Traduzione di Guido Paduano; riduzione, elaborazioni lessicali e sintattiche, adattamento scenico e regia di Filippo Crispo. Ingresso da via degli Scavi, libero con offerta, fino a esaurimento posti. L’evento è promosso da soprintendenza Archeologia del Veneto, associazione Lapis di Padova e i docenti del liceo “Tito Livio” Filippo Crispo e Daniela Mazzon, con la collaborazione del Comune di Montegrotto Terme e Itaka – Officina culturale. Per info: associazione Lapis – 3890235910 – Facebook: Associazione Lapis. “L’area archeologica di Montegrotto”, spiega Marianna Bressan della soprintendenza Archeologia del Veneto, “conserva i resti di un piccolo teatro, in uso in età romana e quindi qualche secolo dopo il componimento di Aristofane, ma l’associazione della cultura immateriale, la commedia appunto, a quella invece tangibile dei resti archeologici vuole suscitare nello spettatore il sentimento dell’antico, il recupero, attraverso l’emozione, di origini lontane che tuttavia ci accomunano”. “Le Nuvole” raccontano di un padre che, oberato dai debiti a causa delle intemperanze del figlio, decide di mandare il figlio stesso a scuola di sofismi per apprendere la capacità di dimostrare con le parole ai creditori l’insussistenza del loro debito. Inutile dire che il figlio sarà così abile nell’apprendere la lezione di Socrate, da ritorcela contro l’ingenuo padre…

La locandina de "Le nuvole. Seconde" di Aristofane per la regia di Filippo Crispo

La locandina de “Le nuvole. Seconde” di Aristofane per la regia di Filippo Crispo

Ma perché nel titolo si legge “Le nuvole. Seconde”? Lo spiega bene il prof. Crispo. “Ho voluto evidenziare che il testo a noi pervenuto non è lo stesso che partecipò all’agone delle Dionisie dell’anno 423 a.C., nel quale Aristofane subì inaspettata e sonora sconfitta da parte di Cratino e Amipsia. Una ferita, questa, che il nostro mal sopportò e per la prima volta fu costretto a rielaborare una sua commedia: ecco dunque le Nuvole “seconde”, in un ben articolato progetto drammaturgico-teatrale-registico scritto per ottenere la rivincita, ma che non riuscì a far accettare nelle successive gare dionisiache: gli arconti Aminia nel 422 e Archia nel 419-418 rifiutarono il progetto e la commedia non fu più recitata. Pur essendo state pubblicate Nuvole “prime” e Nuvole “seconde”, quasi sicuramente dallo stesso Aristofane, della struttura e dialoghi delle “prime” ci è dato sapere pochissimo. Comunque, in base ai vari scoliasti, il tema e l’impegno politico-sociale sono gli stessi, compresi alcuni personaggi. Negli anni avvenire, però – continua Crispo -, il postumo successo di queste Nuvole “seconde” fu straordinario. Qui Aristofane è abbastanza sobrio nell’uso di quel suo particolare lessico a “forti tinte”, con il quale oltrepassa il limite del buon gusto, in vari suoi lavori, quando deve scagliare le sue infuocate invettive contro l’ingiustizia. Qui, a differenza di altre commedie, le espressioni “grasse” lasciano il posto alla parola moderata e sorprendente, che i personaggi adoperano nei loro scontri verbali, anche se qualche volta sbuca all’improvviso la “sferzata colorita”, cui Aristofane sembra non poterne fare a meno. Il gioco della parola, per il nostro poeta, è l’arma ideale -più della spada- per colpire ladri e ruffiani, politici corrotti e despoti, illegalità sfruttatori demagoghi, venditori di fumo, parolai e sofisti. Con Le Nuvole, l’attacco frontale del nostro poeta è proprio contro i sofisti, cialtroni patentati, esemplificati in Socrate e la sua cerchia, che Aristofane non sopporta e ne fa l’emblema per la sua battaglia sociale e culturale”.

Il commediografo greco antico Aristofane

Il commediografo greco antico Aristofane

L’analisi di Aristofane è sottile e feroce, da attento osservatore politico-sociale quale egli è di quella sua società: le Nuvole andarono in scena nel 423 a.C. Il prof. Filippo Crispo si chiede se dopo 2439 anni sia cambiato qualcosa. “A me pare di no, possiamo constatare invece il peggioramento sociale e il rafforzamento della sofistica, del capzioso, del cavillo, dell’azzeccagarbugli di manzoniana memoria, per far sì che i loro adepti possano aver sempre e comunque ragione, possano gaiamente nuotare nelle piscine dell’illegalità, nel mare magnum dell’intrallazzo e nel saccheggio materiale pubblico e privato, negli anfratti della devianza etico-morale … facendo sberleffi a quella democrazia e buona educazione civica che ci insegnano i nostri antichi maestri”. Nell’immensa giungla di leggi, l’arte del cavillo è il padre-padrone assoluto, il dittatore che distrugge ogni aspetto dell’umano convivere. Infinite leggi, infinite ingiustizie. Lo si dice da millenni: vale a qualcosa? “Contro questo andazzo così immorale e criminale, si scagliano le invettive di Aristofane con la sua incisiva ironia, satira e forte sarcasmo, creando situazioni di coinvolgente comicità per finalità catartiche, per il sogno di una democrazia compiuta, ove si possa vivere con gioia e pace. Questo il suo e nostro ideale. È la finalità di tutte le arti, del teatro: che richiedono ovviamente dedizione, competenza e professionalità, senza pressappochismi, altrimenti è inutile e deleterio. Così era quell’antico impegno artistico-culturale e così bisogna farlo rivivere alimentandone la fiamma, nel contesto del quotidiano divenire”. Le Nuvole sono le dèe dell’eloquenza, e chiamano Socrate addirittura loro sacerdote-ministro. “Aristofane non poteva escogitare parallelismo più efficace: esse dominano continuamente la scena, con il loro aspetto fluttuante-fluido-etereo, trasformate per l’occasione con volto di gentili enigmatiche fanciulle; ma possono prendere anche qualsiasi forma, a seconda delle situazioni … appunto come la mefistofelica architettura del cavillo. Una commedia dalla comicità alta, accattivante, con dialoghi che coinvolgono per la loro genuinità. La macchina drammaturgica e teatrale del nostro poeta, nella sua sanguigna provocazione, non perdona. Quella sua sceneggiatura è la stessa di oggi, ove la Historia magistra vitae sembra non interessare più. Comunque – conclude Crispo -, Aristofane nonostante tutto”.

Colazione alle terme romane. È la proposta di Lapis per l’apertura stagionale delle aree archeologiche di Montegrotto domenica 3 aprile nell’ambito del progetto Aquae Patavinae

L'area archeologica di via degli Scavi a Montegrotto con un grande complesso termale

L’area archeologica di via degli Scavi a Montegrotto con un grande complesso termale

E domenica? Colazione alle terme romane. È la proposta lanciata domenica 3 aprile 2016 dall’associazione Lapis per l’apertura stagionale delle aree archeologiche di Montegrotto. Si inizia dall’esteso complesso termale monumentale, costruito a partire dalla seconda metà del I secolo a.C. e ampliato e utilizzato fino al III secolo d.C., scoperto in viale della Stazione di cui sono visibili i resti di tre grandi piscine con relativo sistema di adduzione idrica, di un piccolo teatro per l’intrattenimento dei frequentatori delle terme, di un edificio a pianta centrale con due absidi laterali e di un altro di dimensioni più modeste, entrambi di funzione per ora non sicuramente identificata. Il sito fu scoperto tra il 1781 e il 1788; in seguito la soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto riprese le indagini nel 1953 e tra il 1965 e il 1970. La visita guidata continua quindi in via Neroniana dove sono visibili i resti di una lussuosa villa costruita agli inizi del I secolo d.C., utilizzata e rimaneggiata almeno fino al III – IV secolo d.C. Il principale settore residenziale della villa è protetto con coperture permanenti che evocano i volumi originari. L’area ha restituito anche tracce di frequentazione pre-protostorica (III – I millennio a .C.) non più visibili sul terreno, e di insediamenti di epoca medievale (V – XIV secolo d.C.) ancora in parte conservati. Approfonditi studi di geomorfologia e paleobotanica hanno permesso una ricostruzione del paesaggio antico dell’area prima della frequentazione umana.

Una ricostruzione della villa romana di via Neroniana a Montegrotto

Una ricostruzione della villa romana di via Neroniana a Montegrotto

L’appuntamento con gli archeologi dell’associazione Lapis è dunque fissato per domenica 3 aprile 2016 alle 10 con colazione e partenza dall’area archeologica di viale Stazione/via degli Scavi, per la visita del complesso. Quindi passeggiata con commento ai pannelli informativi e arrivo alla villa di via Neroniana e al complesso termale. Prenotazione obbligatoria, posti limitati: tel.: +39 3890235910, e-mail: lapisarcheologia@gmail.com Sono in programmazione visite guidate nei tre siti archeologici ogni domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30. Tutti gli altri giorni l’apertura delle aree archeologiche avviene solo su prenotazione per gruppi non inferiori ai 10 partecipanti; tel.: +39 3890235910, e-mail: lapisarcheologia@gmail.com

Il totem all'ingresso del punto informativo di Aquae Patavinae

Il totem all’ingresso del punto informativo di Aquae Patavinae

Le attività nel territorio di Montegrotto Terme rientrano in un più ambizioso progetto, denominato Aquae patavinae (www.aquaepatavinae.it), che ha preso avvio nel 2005, grazie alla sinergia tra università di Padova, soprintendenza Archeologia del Veneto e Comune di Montegrotto, ed è stato sostenuto negli anni dal generoso contributo di Arcus SpA, Regione del Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Miur. Sino ad oggi il progetto Aquae patavinae ha contribuito ad aprire e rendere visitabili tre aree archeologiche del territorio di Montegrotto Terme (due complessi termali e una villa di età imperiale), si è impegnato nel progetto di comunicazione realizzando e installando la pannellistica informativa ed allestendo il Punto Informativo Aquae Patavinae presso la stazione ferroviaria di Terme Euganee/Abano/Montegrotto. L’obiettivo del progetto è quello di realizzare un parco archeologico nel comprensorio termale euganeo, frequentato da almeno mille anni prima di Cristo per la presenza dell’acqua calda naturale con ben note proprietà terapeutiche.

Giornate Europee del Patrimonio: “A banchetto nella villa romana”, il fascino del convivio dell’antica Roma rivive nell’area archeologica di Montegrotto con lo spettacolo polifonico con voci narranti, musici e danzatori “Ad libitum!”

L'area archeologica di via Neroniana di Montegrotto nel Padovano: qui lo spettacolo "Ad libitum!"

L’area archeologica di via Neroniana di Montegrotto: qui lo spettacolo “Ad libitum!”

Una ricostruzione della villa romana di via Neroniana a Montegrotto

Una ricostruzione della villa romana di via Neroniana a Montegrotto

Il manifesto dello spettacolo "Ad libitum!" nella villa romana di Montegrotto

Il manifesto dello spettacolo “Ad libitum!” nella villa romana di Montegrotto

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

“A banchetto nella villa romana”: succede sabato 19 settembre nell’area archeologica di via Neroniana a Montegrotto nel Padovano in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. “Nell’anno dell’Expo”, spiega Marianna Bressan, della soprintendenza Archeologia del Veneto, ideatrice dell’evento, e coordinatore del progetto Aquae Patavinae, “il ministero per i Beni e le attività culturali e il Turismo ha deciso di dedicare le Giornate al cibo”. Di qui la proposta di Montegrotto “Ad libitum! Spettacolo polifonico con voci narranti, musici e danzatori” organizzato da soprintendenza Archeologia del Veneto e Città di Montegrotto Terme, con la collaborazione di associazione Lapis e del progetto Aquae Patavinae del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova: uno spettacolo itinerante, durante il quale attori, musicisti e danzatori animeranno una selezione di testi antichi (da Ovidio a Plauto a Marziale) per accompagnare il pubblico attraverso l’esperienza “immateriale” del banchetto di età romana nel contesto “materiale” della villa romana, dove certamente qualche banchetto si sarà tenuto davvero. Per finire in bellezza, ci sarà una degustazione di vini e cibarie ad hoc. Continua Bressan: “L’area conserva le vestigia di una lussuosa villa. In queste stanze, circa duemila anni fa, il facoltoso proprietario riuniva senz’altro i suoi ospiti per condividere i piaceri del buon cibo, del vino abbondante, della compagnia conviviale. Il percorso fisico, attraverso diversi scenari allestiti in area, sarà per gli ospiti al tempo stesso un percorso emotivo. L’atmosfera giocosa della cena alla romana, complice l’ambientazione notturna, sarà evocata ora dalla voce degli antichi stessi, ora da un suggestivo connubio di musica e gesto danzato, là ancora da un contrappunto di voci, musica e danza. L’ospite rivivrà le mollezze del convivio nelle belle stanze della villa di via Neroniana, dopo aver conosciuto l’orrore della fame e le differenze tra l’umile mensa e il sontuoso banchetto dei ricchi. L’area archeologica sarà lo spazio fisico, nel quale il contatto con l’antico avverrà attraverso la cultura materiale superstite e l’immateriale rievocabile attraverso parole, suoni e gesti”.

In questo affresco pompeiano un tipico banchetto in una villa dell'antica Roma

In questo affresco pompeiano un tipico banchetto in una villa dell’antica Roma

“Ad libitum! Spettacolo polifonico con voci narranti, musici e danzatori”

“Ad libitum! Spettacolo polifonico con voci narranti, musici e danzatori”

La danzatrice Elisabetta Cortella tra i protagonisti dello spettacolo

La danzatrice Elisabetta Cortella tra i protagonisti dello spettacolo

Come si svolgeva il banchetto nell’antica Roma? quali i cibi? quali le danze? chi vi partecipava? A tutte queste domande e ad altre ancora vuole rispondere lo spettacolo “Ad libitum!”: lungo il percorso della villa del I secolo portata in luce dalle ricerche condotte dall’università di Padova, accompagnati dalla danza soave delle ancelle, gli spettatori rivivranno gli ozi del banchetto romano attraverso le parole degli antichi che parleranno della Fame, dell’empio Erisittone, degli umili sposi Filemone e Bauci, del cuoco fanfarone e dell’innamorato ardimentoso… “Uno scavo archeologico non deve essere riservato solo agli studiosi, ma deve essere per tutti e soprattutto deve emozionare”, spiega ancora Bressan. “Con Ad libitum! vogliamo provare a immergere i visitatori nell’atmosfera della cena romana, nella quale parte fondamentale avevano proprio la musica, la danza e il racconto delle vicende mitologiche”. Dai miti narrati da Ovidio, alle commedie di Plauto, per finire con i versi di Marziale: gli attori, guidati da Barbara Ammannati, si alterneranno nella recitazione alle danzatrici Elisabetta Cortella e Giovanna Trinca e ai musicisti del conservatorio C. Pollini. “Ci sono disabilità che rendono particolarmente difficile fruire di simili spettacoli. Per questo abbiamo deciso in via sperimentale di coinvolgere l’Isiss “A. Magarotto” di Padova, e una delle repliche (quella delle 21) vedrà la presenza di un interprete del linguaggio dei segni”. Alcuni interpreti tradurranno inoltre lo spettacolo per i visitatori stranieri. Appuntamento dunque sabato 19 settembre 2015 nell’area archeologica di via Neroniana a Montegrotto: repliche alle 20, alle 21 (con interprete del linguaggio dei segni dell’Isiss “A. Magarotto” di Padova), e alle 22. Ingresso 5 euro, bambini gratuito. È consigliata la prenotazione: Associazione Lapis 389.0235910.

Montegrotto. Riaperta a tempo di record l’area archeologica delle terme Neroniane, danneggiata dall’alluvione del 2014. Visite guidate a tutti gli scavi del parco delle Terme Euganee

Il grande ambiente absidato delle terme Neroniane di Montegrotto riaperto al pubblico dopo i danni dell'alluvione del 2014

Il grande ambiente absidato delle terme Neroniane di Montegrotto riaperto al pubblico

Riaperta a tempo di record l’area archeologica sotto l’hotel Terme Neroniane. Così Montegrotto ritrova il suo articolato parco archeologico delle Terme Euganee, realizzato col Progetto Aquae Patavinae, operativo da anni grazie alla sinergia tra soprintendenza Archeologia del Veneto, università di Padova e Comune di Montegrotto. L’area archeologica delle Terme Euganee – lo ricordiamo – si estende sull’ampio appezzamento di terreno posto tra viale delle Terme e via degli Scavi con vestigia di età romana, punto di partenza di un interessante itinerario archeologico che comprende varie tappe di cui le più significative sono gli scavi di via Neroniana e il complesso termale dell’Hotel Terme Neroniane.

Gli archeologi al lavoro nel complesso delle Terme Neroniane  a Montegrotto

Gli archeologi al lavoro nel complesso delle Terme Neroniane a Montegrotto

L’area sotto l’hotel Terme Neroniane, aperta al pubblico nel 2011 con un bell’allestimento basato sulle suggestioni luminose, ha subito gravi danni con l’alluvione che, nel febbraio 2014, ha messo in ginocchio Montegrotto. Nel giro di pochi mesi, grazie a un finanziamento in somma urgenza da parte del ministero e a una febbrile attività di risanamento e restauro, la soprintendenza Archeologia del Veneto è riuscita a riparare ai danni e a riallestire l’area, meglio di prima, per la stagione turistica che si è appena aperta. Dopo un periodo di forzata chiusura, i visitatori possono di nuovo apprezzare i resti archeologici del complesso termale di età romana scoperto sotto l’hotel Terme Neroniane grazie a una serie di scenari luminosi, che pongono l’attenzione ora sulle strutture, ora sui pavimenti, ora sul percorso dell’acqua; possono confrontare quel che resta con le ipotesi ricostruttive, ben illustrate nella pannellistica di allestimento dell’area; possono soddisfare le curiosità in materia interrogando gli archeologi che li accompagnano nella visita.

Una ricostruzione di un settore del complesso termale neroniano a Montegrotto

Una ricostruzione di un settore del complesso termale neroniano a Montegrotto

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

“Come soprintendenza Archeologia”, spiega Marianna Bressan, responsabile del progetto Aquae Patavine per la soprintendenza, “siamo orgogliosi di essere riusciti a ottenere e far fruttare un finanziamento straordinario del ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo, stanziato in somma urgenza dopo l’alluvione che, nel febbraio 2014, ha sommerso Montegrotto e con essa le nostre aree archeologiche. L’area che ha sofferto di più ovviamente è stata quella ipogea, sotto l’hotel Terme Neroniane. Grazie a un’intensa attività in questi mesi, però, la nostra soprintendenza è riuscita a risanarla, restaurarla, sostituire la pannellistica completamente marcita, ripristinare l’apparato luminoso, che rappresenta la cifra peculiare dell’area, e migliorarlo con un nuovo scenario”.

La ricostruzione del complesso termale neroniano scoperto nel 1780 da Giovan Antonio Dondi Orologio

La ricostruzione del complesso termale neroniano scoperto nel 1780 da Giovan Antonio Dondi Orologio

La riaperta area archeologica sotto l’hotel Terme Neroniane a Montegrotto Terme, come si diceva, è parte integrante del Progetto Aquae Patavinae, nato nel 2005 con la collaborazione dell’università di Padova, la soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto e il Comune di Montegrotto Terme, per realizzare il Parco Archeologico delle Terme Euganee in cui tutte le aree archeologiche siano collegate e fruibili. Altri siti archeologici situati tra Abano e Montegrotto sono purtroppo andati perduti, ma grazie ad un percorso attrezzato con pannelli esplicativi è possibile ricostruire e visitare virtualmente tutti i principali luoghi che hanno reso importanti e famose le Terme Euganee nell’antichità. L’ampia zona archeologica è stata scoperta nel 1780 da Giovan Antonio Dondi Orologio che qui compì un primo scavo, ma solamente a partire dagli anni ’60 del secolo scorso è stata riportata completamente alla luce attraverso una lunga campagna di scavi e un accurato studio dei reperti. Nell’area sono visibili i resti di una imponente struttura termale risalente all’età augustea (I e II secolo d.C.) costituita da tre grandi vasche-piscine collegate tra di loro da un articolato sistema di canalizzazioni per l’adduzione e il deflusso delle acque termali e da altri edifici funzionali all’accoglienza di coloro che usufruivano delle terme. Si riconoscono i portici, gli spogliatoi, le aree di riposo, i ninfei e pure un piccolo teatro, che completava l’offerta di svago ed intrattenimento del grande complesso termale. Le strutture sono state ricostruite graficamente e illustrate con grande chiarezza nei pannelli espositivi che arredano il percorso di visita.

L'area archeologica di via degli Scavi a Montegrotto

L’area archeologica di via degli Scavi a Montegrotto

La ricostruzione della villa neroniana di Montegrotto

La ricostruzione della villa neroniana di Montegrotto

Visita agli scavi. A poche centinaia di metri dall’area archeologica di via Degli Scavi, oltrepassando la stazione ferroviaria di Montegrotto e imboccando via Neroniana si incontra una importante area archeologica che presenta i resti di una sontuosa villa romana databile agli inizi del I secolo d.C.. La villa è stata in fasi successive ampliata e probabilmente fu utilizzata fino al IV secolo d.C.; a seguito della caduta dell’Impero Romano il territorio euganeo venne progressivamente abbandonato e la lussuosa residenza lasciata cadere in rovina. Sui suoi resti si insediò un villaggio di capanne e più tardi venne edificata una solida dimora signorile, sopravvissuta fino all’alto medioevo e di cui sono ancora visibili alcune parti. Recenti scavi hanno portato alla luce anche alcune testimonianze di epoca pre-protostorica che dimostrano una frequentazione di questo luogo sin dal III-II millennio a.C. Per la tutela e valorizzazione degli importanti ritrovamenti sono state realizzate delle coperture che riproducono nei volumi le dimensioni originarie della villa di età imperiale. Adiacente agli scavi di via Neroniana si trova l’hotel Terme Neroniane, dove sono stati rinvenuti i resti di un altro straordinario complesso termale risalente alla fine del I e inizio del II secolo d.C. C’erano un’ampia sala absidata, vasche adibite all’immersione e al nuoto, con un complesso sistema di circolazione delle acque termali, e vari edifici complementari. Il sito archeologico è visibile dal pavimento a vetrate posto nella sala ristorante dell’hotel ed è stato reso accessibile anche esternamente grazie alla realizzazione di un passaggio che consente di entrare sotto le fondamenta dell’edificio per ammirare da vicino gli scavi. Da luglio e per tutta la stagione estiva, apertura ogni domenica delle aree archeologiche di viale Stazione/via degli Scavi, della villa romana di via Neroniana e sotto l’Hotel Terme Neroniane. Previste visite ogni ora con archeologi: al mattino 10:30 -12:30, al pomeriggio 17-19. Meglio prenotare. Tutti gli altri giorni apertura delle aree archeologiche solo su prenotazione per gruppi, scolaresche, associazioni (minimo 10 partecipanti). Visite in lingua straniera su prenotazione. Per info e prenotazioni: LAPIS Archeologia-Storia-Arte-Ricerca lapisarcheologia@gmail.com

Giornata nazionale dell’Archeologia. Domenica 7 dicembre nei musei archeologici del Veneto visite guidate, eventi speciali e ingresso gratuito

Strada romana nell'area archeologica di Altino: domenica itinerario archeologico

Strada romana nell’area archeologica di Altino: domenica itinerario archeologico

Domenica 7 dicembre in Veneto le aree archeologiche di Altino, Concordia Sagittaria, Feltre, Montegrotto Terme, San Basilio di Ariano Polesine e Vicenza, e il laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino aderiscono alla Giornata nazionale dell’archeologia, del patrimonio artistico e del restauro. ALTINO  Dalle 14: itinerario attraverso le aree archeologiche; dalle 16: itinerario archeologico virtuale nelle sale del Museo. A cura di Mariolina Gamba, funzionario archeologo per Altino della soprintendenza. Accesso alle aree dal museo archeologico nazionale di Altino. CONCORDIA SAGITTARIA Alle 11: passeggiata archeologica nell’antica Iulia Concordia con sosta all’area dei Signini. A cura di studio D archeologia.

Domenica si può accedere al laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino di Este

Domenica si può accedere al laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino di Este

ESTE Porte aperte al laboratorio di restauro del museo nazionale Atestino di Este. Visite guidate a cura del restauratore Stefano Buson. Orario: 15.15 – 16.15 – 17.15 – 18.15. Il laboratorio di restauro è operativo dal 1979 e svolge la propria attività su materiali archeologici provenienti dal territorio veneto. Il campo di applicazione comprende corredi funerari, materiali d’abitato e da santuario in ceramica, bronzo, ferro, argento, oro, vetro, osso-corno, corallo e pietra. Si consiglia la prenotazione (tel. 0429.2085). Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. FELTRE Alle 10.30 e 14.30: visita guidata all’area archeologica di Feltre, durante la quale sarà illustrato il complesso delle strutture archeologiche sottostanti il sagrato del Duomo, nella loro articolazione dalla fase di romanizzazione a quella medievale. Saranno inoltre illustrati i criteri che hanno determinato l’individuazione di particolari soluzioni strutturali e tecniche per la realizzazione dell’area archeologica. Numero massimo di 25 partecipanti per ciascuno dei due turni. Si consigla la prenotazione, allo 0439.83879, da martedì a venerdì dalle 9.30 alle 10.30. All’area archeologica si accede dal sagrato del Duomo (via Vecellio). A cura della soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, con la collaborazione dell’associazione “Il Fondaco per Feltre”.

Il punto informativo Aquae Patavinae di Montegrotto Terme

Il punto informativo Aquae Patavinae di Montegrotto Terme

MONTEGROTTO TERME Alle 10:30: conferenza alla sede Iat  in viale Stazione, 60; seguiranno un percorso archeologico lungo viale Stazione, e la visita al Punto Informativo “Aquae patavinae” alla stazione dei treni di Terme Euganee / Abano / Montegrotto. Un itinerario inedito attraverso i luoghi diinteresse archeologico di Montegrotto Terme con Marianna Bressan e Benedetta Prosdocimi, archeologhe della soprintendenza per i beni archeologici del Veneto.

L'area di San Basilio

L’area di San Basilio

SAN BASILIO DI ARIANO POLESINE Alle 10.30: vista guidata agli scavi, a cura di Giovanna Gambacurta, direttore del museo archeologico nazionale di Adria. L’area archeologica si trova presso la SP 44.

Il criptoportico di Vicenza

Il criptoportico di Vicenza

VICENZA Alle 10.30 e 11.30: visita guidata al Criptoportico di piazza Duomo e passeggiata fino a corso Fogazzaro. Da una delle aree archeologiche più suggestive della città ai resti dell’acquedotto di recente valorizzazione. Per ragioni di sicurezza è previsto un numero massimo di 15 partecipanti per ciascuno dei due turni di visita. A cura di Cinzia Rossignoli, funzionario di zona della soprintendenza.

Un prezioso vetro conservato al museo archeologico di Adria: domenica visita guidata e caccia al tesoro

Un prezioso vetro conservato al museo archeologico di Adria: domenica visita guidata e caccia al tesoro

INGRESSO GRATUITO Domenica 7 dicembre, è anche previsto l’ingresso gratuito nei musei archeologici nazionali del Veneto con alcune iniziative collegate. Museo Archeologico Nazionale di Adria: alle 16.30: Artigiani e artisti del vetro, relazionerà l’ingegnere Michele De Bellis; 15.30 e 17: L’archeologia per “La città della Speranza” – visite guidate per adulti e caccia al tesoro per i bambini dai 5 ai 12 anni. Ingresso, visita e attività gratuite, è gradita la prenotazione; per info, Studio D: 346.3257139. Museo Archeologico Nazionale di Altino: alle 16: “il Natale prima del Natale: le festività romane dalla dea Strenna alla Befana”. Animazione archeologica per famiglie a cura dell’associazione Studio D Archeologia. Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine: alle 11.30: inaugurazione della mostra fotografica “Fratta. Momenti”; proiezione di un filmato con gli scorci più suggestivi di Fratta Polesine (a cura del Fotoclub di Adria); 15.30: il prof. Gianfranco Cordella, presidente del Foto Club di Adria, presenterà “IRAN. Da Persepolis a Qom”, reportage fotografico dedicato all’Iran, con particolare focus sugli aspetti culturali. Evento in occasione della XX Settimana dei Beni Culturali in Polesine. Museo nazionale Concordiese di Portogruaro “Giochiamo con l’archeologia – Memory al Museo”, laboratorio di disegno al Museo con alcuni oggetti della vita quotidiana di età romana. Alle 15.30:  accoglienza dei partecipanti; 16.00 – 17.30: laboratorio di disegno tenuto da Daniela Gambolò, a cura di Associazione Accordi – Associazione Studio D Archeologia. Info e prenotazioni cell. 346 3010609