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Aquileia. Dal 10 ottobre prime visite guidate ufficiali alla Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana scoperte nel Nord Italia

La Domus di Tito Macro ad Aquileia come si presenta dopo l’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi originari (foto Fondazione Aquileia)

Neppure il lockdown aveva fermato il cantiere di salvaguardia e valorizzazione della Domus di Tito Macro ad Aquileia. La volontà era di giungere all’apertura quanto prima di quest’area archeologica, sicuramente uno dei luoghi più suggestivi di Aquileia. E dopo le prime visite guidate, sabato 26 settembre 2020, con apertura eccezionale in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, ecco finalmente l’inaugurazione ufficiale della Domus di Tito Macro, una delle più grandi dimore di epoca romana tra quelle scoperte nel Nord Italia: la Fondazione Aquileia ha infatti programmato dal 10 ottobre al 1° novembre 2020 un servizio di visite guidate ogni sabato e domenica (con prenotazione obbligatoria). Sono 1700 metri quadrati di superficie che ci raccontano la vita in un’abitazione dell’antica città. La dimora si estendeva tra due strade lastricate all’interno di uno degli isolati meridionali. Con la visita guidata si scoprirà l’atrio d’ingresso, il tablinio, la cucina, la bellezza dei pavimenti a mosaico della facoltosa dimora. Ci saranno due turni al mattino (alle 10 e alle 11) e due al pomeriggio (alle 14.30 e alle 15.30). Il servizio è disponibile in italiano (in inglese solo su richiesta e previa prenotazione). La visita dura circa 40 minuti. Punto di partenza: Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia in via Giulia Augusta, 11. La visita guidata costa 3 euro a persona. L’ingresso alla Domus è gratuito. Gratis bambini/ragazzi sotto i 18 anni. Gratis con FVGcard. Gratis con FVGcardAquileia. Organizzazione: PromoTurismo FVG in collaborazione con Fondazione Aquileia. La visita guidata non verrà effettuata in caso di maltempo. Prenotazione obbligatoria contattando l’Infopoint PromoTurismoFVG di Aquileia: tel. 0431 919491, mail: info.aquileia@turismo.fvg.it

Il complesso cantiere all’interno della Domus di Tito Macro nel fondo Cossar ad Aquileia (foto fondazione Aquileia)

L’area è stata oggetto di un innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della “Domus di Tito Macro”: si tratta della più ampia struttura di copertura in laterizio monocromo di un’area archeologica realizzata in Europa in modo da alludere alle forme della casa romana, con l’implicita sfida di dar forma alle letture interpretative più aggiornate delle tracce emerse dalle attività di scavo. L’elegante e agile struttura, sostenuta da pilastri d’acciaio verniciato in rosso pompeiano, allude nella sua articolazione ai volumi dell’antica domus: il tetto si compone di un’intelaiatura lignea, che sostiene la copertura in coppi e tegole, ispirati a quelli in uso in età romana. Ai lati la struttura è chiusa da elementi in laterizio, orientabili per una ventilazione ottimale dell’area coperta.

Ricostruzione 3D del porticato del giardino della Domus di Tito Macro (I sec d.C.) (foto della fondazione Aquileia)

L’area archeologica del fondo Cossar dopo la realizzazione del primo lotto di lavori dell’innovativo progetto di ricostruzione dei volumi della domus di Tito Macro (foto fondazione Aquileia)

Domus di Tito Macro (I sec. d.C.). La casa è stata oggetto di scavo da parte dell’università di Padova, in convenzione con la soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, sulla base di un progetto promosso e finanziato da Fondazione Aquileia, sostenuta dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e da Arcus/Ales S.p.a. I recenti scavi hanno consentito di riconoscere nel settore centrale dell’area archeologica il perimetro di un’unica grande casa, con un’estensione di circa 1500 mq, che si sviluppava trasversalmente fra i due assi stradali. L’impianto, dell’inizio del I secolo d.C., gravitava su uno spazio centrale scoperto, circondato da un ambulacro mosaicato e dotato di una fontana, che si addossava al lato orientale. Su questo giardino si affacciava l’ambiente principale della casa, con semplice superficie musiva a fondo bianco, che fu oggetto nel corso del tempo di diversi rifacimenti. Verso est, adiacenti alla strada, sono state riconosciute delle botteghe; a ovest, invece, esisteva probabilmente una seconda area scoperta, sula quale si affacciavano diversi ambienti della parte privata della casa. La casa dovette appartenere a un certo Tito Macro, il cui nome è inciso su un peso in pietra rinvenuto durante gli scavi.

Giornate europee del Patrimonio. Ad Aquileia aree archeologiche e cantieri di scavo aperti gratuitamente al pubblico. Visite guidte con gli archeologi della fondazione e delle università. Prenotazione obbligatoria

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2020 le aree archeologiche di Aquileia e i cantieri di scavo saranno aperti gratuitamente al pubblico, grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona e Comune di Aquileia. Quest’anno, nel rispetto del protocollo anti-Covid 19, le visite sono su prenotazione obbligatoria in base al calendario programmato telefonando allo 0431.919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it. Gli archeologi aspetteranno i vari gruppi di visitatori all’ingresso di ciascuna area archeologica. Si ricorda l’obbligo del distanziamento fisico e l’uso della mascherina.

Sabato 26 settembre 2020 gli archeologi della Fondazione Aquileia e delle università  accoglieranno i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche della città: per la prima volta sarà visitabile la Domus di Tito Macro, e poi si potranno scoprire il Foro, il Decumano di Aratria Galla e le mura a zig-zag, il teatro, le grandi terme, gli antichi mercati, la Domus dei putti danzanti e la sponda orientale del porto. Visite con l’archeologo alla Domus di Tito Macro, orari: 10.30, 11, 11.30, 16.30, 17, 17.30, 18. Visite con l’archeologo al foro, decumano e mura a zig-zag, orari: 10, 11, 16.30, 17.30. Visite con l’archeologo a teatro, grandi terme, antichi mercati, Domus dei Putti danzanti, sponda orientale del porto, orari: 10, 10.45, 11.30, 16.30, 17.15, 18.

Per le Giornate europee dell’archeologia Aquileia presenta la Mappa Parlante: il patrimonio culturale accessibile a tutti. Visite teatralizzate in quattro itinerari e visite guidate

Il manifesto della Mappa Parlante di Aquileia

Audioracconti, video e visite teatralizzate animeranno Aquileia sabato 20 giugno 2020 in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia e della presentazione della “Mappa Parlante di Aquileia” che avrà come madrina d’eccezione Lella Costa. La Mappa Parlante, che verrà presentata al pubblico ad Aquileia in piazza Capitolo alle 10.45, mette al centro la divulgazione del patrimonio culturale in chiave accessibile per tutti, bambini e adulti. Al termine della presentazione, durante la quale sarà presente anche un interprete LIS, Lella Costa interpreterà alcuni racconti d’autore e i tesori e la storia di Aquileia prenderanno vita grazie alla sua voce. La Mappa Parlante è realizzata da Fondazione Radio Magica onlus, con il finanziamento di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, PromoTurismoFvg, e la collaborazione di direzione regionale Musei Fvg – museo Archeologico nazionale di Aquileia, Società per la conservazione della Basilica di Aquileia e soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio del Fvg, università Ca’ Foscari di Venezia con la partnership tecnica SASWEB Lab del dipartimento di Scienze Matematiche, Informatiche e Fisiche dell’università di Udine.

Veduta aerea del sito archeologico di Aquileia dominato dalla basilica patriarcale

La giornata, che sarà organizzata in sicurezza con rispetto del distanziamento, sarà arricchita da un programma di visite teatralizzate (partenza alle 14.30/15.30/16.30/17.30 da info-point point di PromoTurismoFvg in via Giulia Augusta, di fronte al parcheggio) e visite guidate gratuite (10/15/16/17) per gruppi (max 10 persone) con prenotazione obbligatoria all’Info-point di PromoTurismoFvg (tel. 0431 919491 o via mail info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Il programma delle visite teatralizzate prevede quattro itinerari e quattro performance con attori e guide turistiche del Friuli Venezia Giulia per raccontare la grande e la piccola storia di Aquileia. Ogni performance prevede un dialogo “impossibile” tra un attore che personifica un personaggio della storia romana aquileiese e una guida che approfondirà alcuni aspetti legati alle possibili visite del sito archeologico. Aratria Gallia, una donna mecenate accompagnerà i visitatori lungo il decumano che prende il suo nome e approfondirà il ruolo delle famiglie nobili romane ad Aquileia; Trosia Hilara filatrice di lana ambulante rappresenterà il mondo di schiavi e liberti conducendoci nelle Gallerie Lapidarie del Museo Archeologico Nazionale. Con Titus Annius, uno dei più illustri uomini dell’Aquileia repubblicana scenderemo al Foro romano e con l’imperatore Ottaviano Augusto passeggeremo al porto fluviale. Le visite guidate “classiche” accompagneranno invece i visitatori alla scoperta della Basilica, della Domus e palazzo episcopale, del museo Archeologico nazionale e delle aree archeologiche.

Aquileia riparte. La Fondazione Aquileia, nel rispetto delle regole anti Covid-19, riapre il porto fluviale, il foro romano, l’area del fondo Pasqualis che ospitava gli antichi mercati, l’area del fondo Cal con i resti delle domus romane e il sepolcreto

L’area archeologica di Aquileia riapre dopo l’emergenza coronavirus (foto fondazione Aquileia)

No con febbre, tosse o raffreddore. No se sei in quarantena o sei positivo o hai avuto contatti con positivi. Se non ci sono problemi, si può entrare con mascherina, evitando gli assembramenti, mantenendo la distanza di almeno un metro e lavandosi spesso le mani. Con queste semplici ma importanti e inderogabili regole Aquileia riparte: da martedì 19 maggio 2020 la Fondazione Aquileia, che gestisce tutte le aree archeologiche del sito Unesco, apre nuovamente le porte al pubblico nel rispetto delle linee guida per la riapertura di musei e luoghi della cultura: il porto fluviale, il foro romano, l’area del fondo Pasqualis che ospitava gli antichi mercati, l’area del fondo Cal con i resti delle domus romane e il sepolcreto saranno visitabili dalle 9 alle 19 e con ingresso gratuito.

Le disposizioni di sicurezza per visitare l’area archeologica di Aquileia

“Crediamo che la riapertura delle aree archeologiche, in linea con il ritorno alla normalità auspicato dal Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga”, afferma Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, “sia un primo passo, in attesa della riapertura dei musei e della Basilica, per invitare tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia a riscoprire Aquileia e il suo patrimonio immerso in un contesto naturale unico. Gli ampi spazi verdi, la presenza della pista ciclabile che attraversa il territorio e la collega a Grado, la vicinanza alla laguna e al mare rendono Aquileia meta ideale infatti anche per una visita che coniuga cultura e turismo attivo. Ci teniamo inoltre – continua Zanardi Landi – a dare un segnale di vicinanza anche agli imprenditori del territorio che hanno appena riaperto le loro attività e che auspichiamo possano beneficiare di chi sceglierà Aquileia come meta per una gita all’aria aperta in un contesto ricchissimo di storia e memorie”. E Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia: “In ogni area sono stati posizionati cartelli che ricordano i comportamenti da tenere – sarà necessario indossare la mascherina e rispettare la distanza interpersonale di un metro oltre a evitare assembramenti. Il personale di custodia della Fondazione Aquileia vigilerà sulle aree per conteggiare le presenze e monitorerà l’andamento dei flussi di visitatori. Siamo tra i primi in Italia a rendere nuovamente fruibile un complesso di aree archeologiche molto articolato ed esteso su oltre sette ettari. Ringrazio tutto il personale che ha lavorato per garantire una riapertura in sicurezza”.

“Open day” ad Aquileia: apertura delle aree archeologiche e dei cantieri di scavo; visite guidate con i curatori della mostra “Magnifici ritorni” al museo Archeologico nazionale; e gran finale con il concerto in basilica

Il manifesto con le iniziative dell’Open day del 14 settembre 2019 ad Aquileia

Aquileia apre le porte ad appassionati e turisti per l’Open Day di sabato 14 settembre 2019. Previsti l’apertura delle aree archeologiche e dei cantieri di scavo; visite guidate con i curatori della mostra “Magnifici ritorni” al museo Archeologico nazionale; e gran finale con il concerto in basilica. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Aquileia, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia e di Verona, Pro Loco Aquileia, associazione nazionale per Aquileia, Società Friulana di Archeologia tutte le aree archeologiche e i cantieri di scavo saranno aperti al pubblico e archeologi e studiosi aspetteranno cittadini e appassionati sugli scavi per raccontare le ultime scoperte e i risultati delle indagini più recenti.

Il foro di Aquileia

Mappa delle aree archeologiche di Aquileia visitabili nell’Open Day

Durante la giornata dedicata alla riscoperta dello straordinario patrimonio archeologico di Aquileia, sito Unesco dal 1998, potrete visitare – tra le 10.30 e le 12.30 e al pomeriggio tra le 15.30 e le 17.30 – il foro romano scendendo tra le colonne, il porto fluviale, il sepolcreto, il cantiere delle grandi terme e del teatro, le mura a zig zag e il decumano di Aratria Galla, l’area del fondo Cal con i resti delle antiche domus, lo scavo delle Bestie ferite e di via Gemina, lo scavo dell’area dei mercati e delle antiche mura ai fondi Pasqualis e il fondo Sandrigo accanto al porto. Saranno visitabili anche la domus di Tito Macro sul fondo Cossar, dove si è concluso il primo lotto di lavori per la valorizzazione dell’area e la domus e palazzo episcopale in cui ci si può immergere nella storia di Aquileia. In tutte le aree ci saranno gli archeologi ad accogliere i visitatori e inoltre in piazza Capitolo, al foro, al porto fluviale e all’incrocio di via XXIV Maggio ci saranno dei punti di informazione dove trovare le mappe con l’indicazione delle aree archeologiche.

La locandina della mostra “Magnifici Ritorni. Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna” dall’8 giugno al 20 ottobre 2019

Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia

Sempre sabato 14 settembre 2019, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Aquileia, visita guidata alla mostra “Magnifici Ritorni”, organizzata da Fondazione Aquileia, Polo museale del FVG e Kunsthistorisches Museum di Vienna. Le visite sono tenute dai curatori Cristiano Tiussi, direttore di Fondazione Aquileia, e Marta Novello, direttrice del museo Archeologico nazionale di Aquileia. La visita è compresa nel costo del biglietto di ingresso al museo (gratuito per i minori di 18 anni, i possessori di abbonamento #SuperMAN e le gratuità ministeriali previste). Prenotazione obbligatoria a
museoaquileiadidattica@beniculturali.it, scrivendo alle pagine social del #MANAquileia o chiamando al numero 0431 91035 dal lunedì al venerdì.

Il coro polifonico di Ruda protagonista del concerto finale del ciclo “La Musica dei Cieli”

Ancora sabato 14 settembre 2019 ad Aquileia gran finale con “La Musica dei cieli” che chiude l’edizione 2019 dei Concerti in basilica ad Aquileia organizzati dalla Socoba con il contributo della regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Aquileia. Appuntamento alle 20.45 con l’esibizione del Coro Polifonico di Ruda, diretto da Fabiana Noro, in un progetto liberamente ispirato al Paradiso di Dante. Sarà l’attore e direttore di prosa del teatro Giovanni da Udine, Giuseppe Bevilacqua, a condurre il pubblico attraverso la terza cantica del sommo poeta mentre il coro legherà il tutto con un programma sacro quasi completamente ‘a cappella’ di autori dell’Ottocento e del Novecento. Bevilacqua, in particolare, leggerà passi dal Canto I (1-12, 37-87), dal Canto III (69-123), dal Canto XI (57-63, 73-87), dal Canto XXI (107-123) e dal Canto XXXIII (1-57, 84-93, 105-145) mentre il Polifonico, dopo l’apertura con il De profundis di Arvo Part (1935) proseguirà la sua esibizione con brani di Ambroz Copi (1973), Joseph Rheinberger (1839-1901), Grigori Ljiubimov (1882-1934), Francis Poulenc (1899-1963), Pau Casals (1876-1973), Pavel Chesnokov (1877-1944), Ola Gjeilo (1978), Dmitrij Bortnjanskij (1751-1835), Giovanni Bonato (1961), Manolo da Rold (1976) ed Eric Whiteacre. Il progetto “La musica dei Cieli” nasce da una intuizione di Fabiana Noro: ‘’Si tratta di evidenziare un protagonista tra i tanti del Paradiso – dice – e di accompagnare le relative letture con dei brani che si avvicinino ai temi trattati dal sommo poeta. In particolare nel progetto saranno evidenziate le figure di Piccarda Donati, Giustiniano, san Francesco d’Assisi, Pier Damiani mentre il finale sarà dedicato all’empireo e alla perfetta beatitudine del poeta che vede la luce di Dio e trova la sua voce nei brani Sweet di Manolo da Rold e Lux aurumque di Eric Whitacre’’.

“Economia della bellezza”: il Future Forum arriva ad Aquileia. Due giorni di studio sullo sviluppo dell’economia attraverso la valorizzazione innovativa dei siti Unesco

Appuntamento ad Aquileia, area archeologica di eccezionale importanza, Patrimonio dell’Umanità, per una due giorni di studio sul futuro della città: il 22-23 marzo 2018 c’è Future Forum ad Aquileia. L’iniziativa rientra nel progetto “Future Forum”, giunto alla quinta edizione, promosso dalla Camera di Commercio di Udine, tra il 9 marzo e il 13 aprile, dal titolo “Economie della bellezza”, lo sviluppo dell’economia attraverso la valorizzazione innovativa dei Siti Unesco. Quest’anno il format è stato rinnovato: oltre a Udine, la manifestazione – con conversazioni, interviste, workshop e conferenze -, è itinerante in varie tappe i quattro siti Patrimonio Unesco della regione: Aquileia, Palmanova, Cividale del Friuli, Forni di Sopra e Tolmezzo, avviando una riflessione con ospiti locali e internazionali su come valorizzare in modo innovativo e proiettato al futuro le nostre preziose vestigia come volano per lo sviluppo dell’intero territorio. Il Forum è partito da Udine, con un incontro tra i principali responsabili delle politiche nazionali e regionali a favore del Turismo e dei Beni e del Patrimonio culturale, sulle prospettive di sviluppo nella gestione di questa nuova economia, come anche nei modelli allestitivi e contenutistici che ne aumentino i gradi di accessibilità per tutti i cittadini.

Rilievi del tempietto longobardo di Cividale del Friuli (foto Ulderica Da Pozzo)

A Cividale del Friuli, che l’Unesco ha scelto con il titolo: “Cividale del Friuli, i luoghi del potere”, Future Forum indaga nelle dimensioni contemporanee in cui si manifestano il potere e l’economia. (con la collaborazione del Festival della Politica di Mestre organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani). Ad Aquileia si riflette con studiosi ed esperti sui casi di scuola di Pompei ed Ercolano e la gestione dei siti archeologici e su come le città d’arte crescono intorno al patrimonio storico-monumentale (con la collaborazione della Fondazione Aquileia). A Palmanova si approfondiranno le ragioni e i vantaggi del lavoro collaborativo e in rete, in ogni settore dell’economia e delle attività, oltre che per i siti UNESCO. Si presenteranno le prospettive internazionali nell’uso delle nuove tecnologie per visitare siti e musei. Palmanova sarà anche sede di un workshop sull’illustrazione e il fumetto, con un Maestro internazionale che, con giovani illustratori e disegnatori italiani, reinterpreterà la Città Fortezza mai attaccata (con la collaborazione dell’Associazione Nova Ludica). A Forni di Sopra (e a Tolmezzo) alcuni dei migliori esperti e protagonisti delle politiche pubbliche europee e nazionali sulla gestione e valorizzazione economica del paesaggio, presenteranno casi e buone pratiche di uso sostenibile e consapevole del patrimonio naturalistico (con la collaborazione di Mecenate90 e la partecipazione di Innovalp).

Veduta aerea del sito archeologico di Aquileia dominato dalla basilica patriarcale

Appuntamento quindi giovedì 22 marzo 2018 alle 17, in sala consiliare del municipio di Aquileia, sito Unesco dal 1998, per la prima giornata del Future Forum dal titolo “Come cresce la città d’arte? Progettare nuova architettura in città d’arte e siti storico-culturali”. Intervengono Pietro Valle, Studio Valle Architetti Associati, Udine e Milano, “Dal Contrasto all’analogia, il dialogo tra l’intervento architettonico contemporaneo e i siti archeologici”; Ugo Carughi, presidente Docomomo Italia, “Napoli. Archeologia e grandi opere urbane”; Luca Caburlotto, direttore polo museale del Friuli Venezia Giulia, MIBACT, e Maria Grazia Santoro, assessore alle Infrastrutture e territorio Regione Friuli Venezia Giulia. Seconda giornata di lavori, venerdì 23 marzo 2018, sempre alle 17, in sala consiliare del Municipio di Aquileia, dal titolo “Patrimomio culturale: passato, presente e futuro. Due esperienze a confronto”. Intervengono Luca Zan, università di Bologna; Luigi Maria Sicca, università di Napoli; Cristiano Tiussi, direttore Fondazione Aquileia;
Gianni Torrenti, assessore alla Cultura Regione Friuli Venezia Giulia; Antonio Giusa,  ERPAC- Ente Regionale Patrimonio Culturale.

Accordo storico: alla Fondazione Aquileia la gestione di tutto il sito archeologico di Aquileia romana (104mila metri quadri) con l’obiettivo di valorizzare la città antica attraverso un percorso storico unico tra scavi e musei

Il foro romano di Aquileia: ora la gestione dell'intero sito è affidato alla Fondazione Aquileia

Il foro romano di Aquileia: ora la gestione dell’intero sito è affidato alla Fondazione Aquileia

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Il ministro Dario Franceschini ad Aquileia con il presidente della Fondazione Zanardi Landi e il governatore della Regione Debora Serracchiani

Il ministro Dario Franceschini ad Aquileia con il presidente della Fondazione Zanardi Landi e il governatore della Regione Debora Serracchiani

Il sito archeologico di Aquileia ha un solo gestore: la Fondazione Aquileia. Con un obiettivo: creare un grande percorso culturale unico. È stato infatti siglato un accordo storico tra il Mibact e la Fondazione Aquileia per il conferimento in uso alla Fondazione Aquileia di tutte le aree archeologiche dell’antica città romana. La Fondazione Aquileia si occuperà di gestione, manutenzione ordinaria e straordinaria e valorizzazione del sito archeologico, alla soprintendenza rimarranno la tutela e alcuni immobili e la gestione del museo Archeologico nazionale e del museo Paleocristiano che fanno capo al Polo Museale Friuli-Venezia Giulia. La presenza della Fondazione nella gestione del sito non è comunque una novità. Nel 2008-2009 era stato conferito alla Fondazione il 28% delle aree. Ora si completa il passaggio con il restante 72 (che comprende foro, porto fluviale, via Sacra, area Grandi terme-Comelli, fondo ex Moro con Casa delle bestie ferite, fondo Cassis con Casa dei putti danzanti e fondo Violin). “La Fondazione esce da una lunga adolescenza e diviene oggi adulta e nel pieno delle sue potenzialità e capacità”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi. Per Corrado Azzolini, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli – Venezia Giulia, “non verrà meno naturalmente il ruolo di ricerca degli istituti universitari ma si avrà un passaggio più veloce dallo scavo alla fruizione”. “L’accordo con il Mibact rappresenta un’importante affermazione del ruolo della Regione nella tutela e valorizzazione dei beni archeologici. È davvero uno straordinario salto di qualità”, affermato la presidente Debora Serracchiani. “È un risultato che è stato perseguito e raggiunto grazie all’ottima qualità dei rapporti tra Regione e ministero dei Beni culturali, in particolare grazie alla attenzione del ministro Franceschini il quale ha saputo cogliere il livello del lavoro che si sta sviluppando nel nostro territorio. In quest’opera di crescita e accreditamento sono stati fondamentali l’esperienza e il prestigio del presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi, che, con l’efficace collaborazione di dirigenti e tecnici, ha creato i presupposti perché Aquileia letteralmente risorgesse nella visibilità internazionale. Anche attraverso l’acquisizione concordata e progressiva di competenze su nuove aree del patrimonio regionale che si afferma il senso della specialità del Friuli Venezia Giulia”.

Veduta aerea del sito archeologico di Aquileia dominato dalla basilica patriarcale

Veduta aerea del sito archeologico di Aquileia dominato dalla basilica patriarcale

Antonio Zanardi Landi (Presidente Fondazione Aquileia) e Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia)

Antonio Zanardi Landi (Presidente Fondazione Aquileia) e Debora Serracchiani (Presidente Regione Friuli Venezia Giulia)

Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

“Questo risultato ci rende particolarmente orgogliosi poiché significa da un lato che la strada tracciata dalla Regione ormai dieci anni fa fosse quella giusta, dall’altro che l’azione intrapresa due anni fa di cambiare la dirigenza, si sia dimostrata vincente per il conseguimento di questo successo”, ribadisce l’assessore alla Cultura FVG Gianni Torrenti. “C’era senz’altro bisogno di una guida autorevole che sapesse coniugare il risparmio della spesa corrente con la necessità di far ripartire gli investimenti, azioni che hanno consentito di avere il giusto credito in sede ministeriale. È proprio la considerazione maturata al ministero e un periodo di intenso lavoro hanno portato al passaggio di competenze alla Fondazione. Questa firma consente ottimisticamente di pensare al rinnovo decennale dell’accordo Stato-Regione per dare alla Fondazione un giusto traguardo temporale in vista dell’impegnativo compito che le viene assegnato. Un grazie è quindi doveroso alle persone che hanno consentito questo risultato, al presidente Zanardi Landi e al direttore della Fondazione Cristiano Tiussi, alla dottoressa Anna del Bianco, direttore regionale della cultura e a Caterina Bon Valsassina, direttrice generale per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio del Mibact». Sottolinea Zanardi Landi: “Passiamo dalla gestione di circa 33mila a 104mila metri quadrati di aree archeologiche, un salto di quantità che è anche di qualità e che ci permette di andare concretamente nella direzione di creare un parco archeologico vero e proprio collegando le aree in modo efficace con percorsi di visita che consentano di apprezzare i resti della grande città romana e soprattutto di capire e di coglierne il messaggio che ancora ne proviene”. E il direttore della Fondazione Aquileia, Cristiano Tiussi, conclude: “Una delle sfide, oltre alla manutenzione su cui interverremo immediatamente, sarà la progettazione di nuovi interventi di valorizzazione a medio e lungo termine, un primo intervento sarà riservato al porto fluviale e alla via Sacra e al percorso di collegamento con il museo Paleocristiano. Il punto di arrivo dovrà essere la consegna a un pubblico di visitatori sempre più ampio ed esigente di un percorso storico culturale unico”.

Archeologia ferita: il museo di Aquileia apre le porte ai reperti da musei e siti colpiti dai terroristi. Prima tappa: otto capolavori dal museo del Bardo di Tunisi

Un foro di proiettile su una vetrina del museo del Bardo di Tunisi

Un foro di proiettile su una vetrina del museo del Bardo di Tunisi (foto Gianluca Baronchelli)

Il manifesto della mostra "Il Bardo ad Aquileia" nel museo di Aquileia

Il manifesto della mostra “Il Bardo ad Aquileia” nel museo di Aquileia

Debora Serracchiani, governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Cristiano Tiussi e Antonio Zanardi Landi (presidente Fondazione Aquileia) all'inaugurazione della mostra "Il Bardo ad Aquileia"

Debora Serracchiani, governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Cristiano Tiussi e Antonio Zanardi Landi (presidente Fondazione Aquileia) all’inaugurazione della mostra “Il Bardo ad Aquileia”

La celebre testa dell’imperatore Lucio Vero del II secolo d.C., ritrovata a Thugga. E poi la statua di Giove, i mosaici con i Lottatori nudi o il grande ritratto a tessere della Dea Cerere. Sono alcuni dei tesori della mostra “Il Bardo ad Aquileia”, che fino al 31 gennaio porta nel museo archeologico nazionale della città friulana di Aquileia otto opere dal museo del Bardo di Tunisi, prima tappa del progetto “Archeologia ferita”, destinato a crescere nel tempo. “Ci sono mostre”, commenta il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, “importanti per il valore scientifico dell’operazione e delle opere. E altre che sono importanti anche per il messaggio che trasmettono, come questa”. “Una mostra”, aggiunge il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, “che è un segnale di vicinanza che Aquileia, città di confine e di passaggio ha sempre avuto verso tutti i popoli del Mediterraneo”. Era il 18 marzo 2015 quando l’efferatezza del terrorismo jihadista colpì il museo nazionale del Bardo di Tunisi: l’attentato provocò la morte di 24 persone, tra cui 21 turisti, un agente delle forze dell’ordine e due terroristi, e 45 sono rimaste ferite. Un colpo tremendo nel cuore della Tunisia che ha pianto le vittime e la fuga dei turisti. Proprio per non dimenticare fatti drammatici come l’attentato di Tunisi, il progetto “Archeologia ferita” promosso dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, intende portare in successione e con cadenza semestrale ad Aquileia opere d’arte significative provenienti da musei e siti colpiti dai tragici attacchi del terrorismo fondamentalista. Si comincia dunque con la mostra “Il Bardo ad Aquileia”: otto opere che vogliono rappresentare uno spaccato dell’arte e dell’alto artigianato delle province africane in età romana tra il I e il III secolo, e che nel museo friulano dialogano con i manufatti conservati ad Aquileia. “Una scelta per simboleggiare i legami che hanno unito il Nord Africa all’alto Adriatico in età romana. Una scelta, inoltre, che dà forza a quanti si oppongono a chi tenta di negare il dialogo interculturale e interreligioso”.

Il cortile centrale interno del museo del Bardo di Tunisi (foto di Gianluca Baronchelli)

Il cortile centrale interno del museo del Bardo di Tunisi (foto di Gianluca Baronchelli)

“L’idea di questa mostra”, racconta Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, presentando la rassegna alla presenza dell’ambasciatore tunisino Naceur Mestiri, “nacque quando accompagnai il presidente Mattarella in una visita a Tunisi che voleva significare la vicinanza italiana al popolo e al governo tunisino in un momento molto complicato. Il Bardo è il più importante museo dell’Africa settentrionale, dopo quello del Cairo, e le sue opere dimostrano come il Mediterraneo duemila anni fosse luogo di convivenza e scambio reciproco”. Proprio come Aquileia, iscritta dal 1998 nell’Heritage List dell’Unesco, sede di un bellissimo Foro Romano, ma soprattutto «città di confine e di passaggio», come dice il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, dove per secoli hanno convissuto pacificamente Romani, Giudei, Greci, Alessandrini. “Questa mostra offre la possibilità di raccontare la nostra Storia e il nostro presente”, spiega Serracchiani. “Sono convinta che la risposta migliore a quello che sta accadendo non siano solo soluzioni militari, ma anche e soprattutto la via culturale. Dobbiamo approfondire la conoscenza reciproca, ovviamente nel rispetto delle diversità che ci tengono insieme. Gli europei dovrebbero ricordarlo di più”.

Il ritratto dell'imperatore Lucio Vero proveniente dal teatro di Dougga (foto di Gianluca Baronchelli)

Il ritratto dell’imperatore Lucio Vero proveniente dal teatro di Dougga (foto di Gianluca Baronchelli)

Vediamo un po’ meglio le opere esposte seguendo le schede curate da Cristiano Tiussi. Cominciamo con un capolavoro della statuaria romana: il ritratto di Lucio Vero, che resse l’Impero assieme al fratello adottivo Marco Aurelio tra il 161 e il 169 d.C. Proveniente dal teatro di Dougga (Thugga), la testa è più grande del naturale. Il ritratto colpisce per il sapiente contrasto tra le superfici levigate del volto e il chiaroscuro della chioma riccioluta e della folta barba, che presentano tracce del colore originario. Un atto d’omaggio della comunità di Thugga all’imperatore che si distinse nelle campagne contro i Parti e contro le tribù germaniche dei Marcomanni e Quadi. Secondo le fonti antiche, proprio di ritorno dal fronte settentrionale, Lucio Vero trovò la morte all’inizio del 169 d.C. sulla strada che collegava Aquileia ad Altino.

La statua di Giove con cornucopia proveniente da Oued R'mel (foto di Gianluca Baronchelli)

La statua di Giove con cornucopia proveniente da Oued R’mel (foto di Gianluca Baronchelli)

Da Oued R’mel proviene una bella statua di Giove, di dimensioni inferiori al naturale. Nudo e in posizione stante, Giove sorregge con il braccio sinistro un corno dell’abbondanza (cornucopia), simbolo di fecondità e fertilità, che nel mito è connesso con l’infanzia del dio (il corno apparteneva alla capra Amaltea, nutrice del piccolo Giove). L’identificazione del dio è assicurata dall’aquila dalle ali spiegate, scolpita sul sostegno a forma di tronco, dietro la gamba di Giove. La statua fu realizzata nell’avanzato II secolo d.C.

La stele del cavaliere Marco Licinio Fedele (foto di Gianluca Baronchelli)

La stele del cavaliere Marco Licinio Fedele (foto di Gianluca Baronchelli)

La semplice stele, tipica della produzione funeraria della Tunisia, apparteneva ad un cavaliere originario di Lugdunum (Lione), Marco Licinio Fedele, che morì a 32 anni dopo aver servito addirittura per 16 anni nella III Legione Augusta. Questa legione era di stanza ad Ammaedara (Haïdra), dove il cavaliere fu sepolto, a partire dal secondo quarto del I secolo d.C. e fino al 75 d.C. Il defunto è raffigurato in forme semplici e lineari, quasi primitive, nella parte alta del monumento, entro una nicchia. In posizione frontale, egli trattiene per le redini due cavalli, inseparabili compagni della vita militare, bardati da cerimonia.

Brocca in ceramica sigillata proveniente dalla necropoli di El Aouja (foto di Gianluca Baronchelli)

Brocca in ceramica sigillata proveniente dalla necropoli di El Aouja (foto di Gianluca Baronchelli)

I due esemplari ceramici esposti, rinvenuti nella necropoli di El Aouja, nella Tunisia centrale, rappresentano una fiorentissima produzione artigianale di ceramica da mensa, la cosiddetta terra sigillata africana, così chiamata per la presenza di decorazioni figurate a rilievo (sigilla). Il colore arancio-rosso della ceramica deriva dalla tecnica di cottura, che avveniva in ambiente ricco di ossigeno. A partire dal II secolo d.C., l’Africa invase con i suoi prodotti tutto il bacino Mediterraneo, segnando spesso un netto predominio su altre produzioni, inclusa l’Italia e Aquileia. Il primo recipiente è una bottiglia cilindrica, che può considerarsi una sorta di summa mitologica antica: le figure a rilievo rappresentano Apollo con la cetra seduto su un altare, Sun ileno barbato, due Satiri e una baccante, Mercurio con la borsa e il caduceo, una scena erotica sormontata da due spighe, Marte appoggiato ad una lancia, due Amorini affrontati a un elmo corinzio, un Satiro che tiene un tirso, Sileno, Vittoria, Venere e baccante. Alla base del collo, tra le due anse, si trova un’iscrizione che si riferisce alla bottega che l’aveva prodotta (EX OFFICINA (N) ABIGI). La seconda è una brocca, dalla rara forma assai moderna, al cui centro vi sono una conchiglia, una corona e un cartiglio a coda di rondine con l’acclamazione di vittoria (TAVRISCI NIKA), riferita ad una delle associazioni (i Taurisci appunto) che organizzavano gli spettacoli nell’anfiteatro. Dall’altro lato sono rappresentati una ghirlanda e un leone in corsa. I due esemplari sono riferibili a produzioni di pieno III secolo d.C.

"Lottatori", mosaico proveniente da Gightis (Henchir Bou Ghrara), nel sud della Tunisia (foto di Gianluca Baronchelli)

“Lottatori”, mosaico proveniente da Gightis (Henchir Bou Ghrara), nel sud della Tunisia (foto di Gianluca Baronchelli)

Nell’ambito dell’esposizione, ampio risalto è attributo ai mosaici provenienti dai centri romani della Tunisia, le cui straordinaria collezione costituisce il fulcro del percorso espositivo del Museo del Bardo. I tre esemplari provenienti dai siti di Uthina (Oudhna) e di Gightis (Henchir Bou Ghrara, nel sud della Tunisia) costituiscono un campione altamente rappresentativo della eccezionale qualità raggiunta dai mosaicisti dell’Africa Proconsolare nel corso dell’età imperiale. La ricchezza e la varietà delle decorazioni policrome che ne hanno determinato la fama dall’antichità sino ai giorni nostri condividono con i pavimenti di Aquileia un immaginario basato sulla celebrazione di motivi e concetti largamente condivisi su scala mediterranea. La raffigurazione della dea Cerere, così simile, con i suoi ricchi fasci di spighe, a tante personificazioni dell’Estate presenti nei mosaici di Aquileia, fa allusione a quella ricchezza della natura cui dovevano la loro fortuna i numerosi centri tunisini affacciati sulle sponde del Mediterraneo. Le immagini dei lottatori di Gightis rimandano, con le loro acrobazie, all’ambito tipicamente romano delle terme, ampiamente rappresentato negli esemplari del Museo di Aquileia.

Cinquecento milioni in 6 anni per musei e parchi archeologici del Sud: musei di Napoli e Reggio Calabria. E poi fondi per Aquileia e il Colosseo. In dettaglio tutti gli interventi previsti e finanziati dal ministero

Per il Colosseo di Roma tra i finanziamenti più consistenti da parte del ministero

Per il Colosseo di Roma tra i finanziamenti più consistenti da parte del ministero

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini

Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini

C’è tanta archeologia – soprattutto, se non esclusivamente del Sud d’Italia – nei “Grandi progetti dei Beni culturali” finanziati dal ministero: sono 570 milioni di euro, di cui 490 per il periodo 2014-2020 destinati a cinque regioni del Mezzogiorno, e 80, per il biennio 2015-2016, per il centro-Nord, anche se in realtà di “nord” c’è ben poco, poiché il Colosseo fa la parte del leone. Ma vediamo meglio nei dettagli. Il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha presentato al Consiglio superiore dei Beni culturali il piano strategico “Grandi Progetti Beni culturalì” previsto dalla legge Art Bonus. “80 milioni di euro di investimenti nel biennio 2015-2016”, ha spiegato Franceschini illustrando il Piano, “per progetti di completamento dei grandi musei nazionali di rilevante interesse culturale, così da evitare di avviare nuovi cantieri prima di aver concluso quelli in corso”. Il Piano ha ottenuto il parere favorevole all’unanimità da parte del massimo organo consultivo del ministero ed è stato adesso trasmesso per il parere alla Conferenza unificata. Si tratta di “progetti di portata nazionale e internazionale concentrati nelle regioni del centro-Nord”, ha aggiunto il ministro, “che si sommano ai 490 milioni di euro di investimenti a favore delle cinque regioni del mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) previsti dal Programma Operativo Nazionale Cultura e Sviluppo in cui sono presenti, tra gli altri, gli interventi per il museo archeologico di Napoli, il museo archeologico di Reggio Calabria, la Reggia di Caserta, il Real sito di Carditello, il museo e parco archeologico di Sibari, i Castelli Svevi di Bari e Trani.

Tra le istituzioni di valenza internazionale finanziate dal ministero c'è il museo archeologico nazionale di Napoli

Tra le istituzioni di valenza internazionale finanziate dal ministero c’è il museo archeologico nazionale di Napoli

Finanziamenti anche per l'area archeologica di Metaponto

Finanziamenti anche per l’area archeologica di Metaponto

I grandi musei e parchi archeologici del Meridione. Il Programma Operativo Nazionale (PON) “Cultura e Sviluppo” 2014 – 2020 è destinato, come si diceva, a 5 regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e ha come principale obiettivo la valorizzazione del territorio attraverso interventi di conservazione del patrimonio culturale, di potenziamento del sistema dei servizi turistici e di sostegno alla filiera imprenditoriale collegata al settore. Nel dettaglio, 360 milioni sono per la tutela e la valorizzazione dei 60 “poli” presenti nelle cinque regioni, così divisi: 55 milioni a interventi con progettazione avanzata (Campania: museo Archeologico nazionale di Napoli, Certosa di Padula, aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Stabia; Puglia: area archeologica di Manduria, complesso di S. Maria della Giustizia di Taranto; Calabria: museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, museo e parco archeologico di Sibari); 54 milioni invece saranno destinati a interventi con progettazione preliminare (Calabria: parchi archeologici di Kaulon e Scolacium; Puglia: i Castelli Svevi di Bari e Trani, l’area archeologica di Egnazia; Basilicata: museo Archeologico nazionale di Melfi, il Polo Museale del Materano, le aree archeologiche di Grumento e Metaponto; Campania: Reggia e Real Bosco di Capodimonte, parco archeologico di Velia, Reggia di Caserta e Real Sito di Carditello); 77 milioni saranno infine destinati a interventi già definiti, selezionati e finanziati nel PON ma non ancora conclusi (Campania: Palazzo Reale e Reggia di Caserta; Puglia: Castello di Carlo V a Lecce, museo nazionale Archeologico di Manfredonia, il museo Archeologico di S. Scolastica a Bari, l’ex convento di S. Antonio a Taranto, il Castello Svevo e il Complesso di S. Chiara a Bari; Calabria: castello di Carlo V a Crotone, il museo Archeologico di Locri; Sicilia: convento di S. Maria del Gesù a Ragusa). “Tra Pon e nuovi finanziamenti del piano strategico Grandi progetti”, conclude Franceschini, “si tratta di un intervento complessivo di oltre mezzo miliardo di euro da cui emerge una strategia unitaria di rafforzamento degli interventi di tutela del patrimonio e di promozione dello sviluppo della cultura in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione. Finalmente si torna ad investire sui beni culturali”.

Cinque milioni per il completamento del museo delle navi di Pisa

Cinque milioni per il completamento del museo delle navi di Pisa

Investimenti al centro-Nord: Colosseo e Grandi Uffizi. Fra i 12 progetti coperti dagli 80 milioni quelli che beneficiano del maggiore stanziamento sono gli Uffizi di Firenze, con 18 milioni di euro per completare il progetto dei “Grandi Uffizi” che incrementa gli spazi espositivi del museo più visitato d’Italia, e il Colosseo, con 18,5 milioni di euro. “Grandi Uffizi” rientra nel completamento dei musei di rilevante interesse nazionale, voce sotto la quale rientrano anche i 7 milioni di euro per il Polo Reale di Torino, per la valorizzazione del circuito museale e il miglioramento della fruizione del sistema Museale del Polo Reale di Torino intervenendo sulla Cappella della Sindone, sul percorso dei Giardini reali, sul collegamento piano interrato percorso museale. Altri 7 milioni di euro vanno al museo nazionale dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara istituito dalla legge 17 aprile 2003 n. 91, per il suo completamento, in quanto “di eccezionale significato culturale e storico, la cui realizzazione deve essere accelerata per rispondere ad una domanda in costante crescita”; 5 milioni euro vanno al completamento del museo delle Navi di Pisa dove saranno esposte le famosissime “navi romane” finora sottratte alla pubblica fruizione per la complessità dell’intervento di restauro e allestimento. “Il completamento del Museo -specifica il Mibact- contribuisce a rafforzare il polo di attrazione di Pisa, “alleggerendo” la pressione sulla piazza dei Miracoli ed incrementando notevolmente l’attrattività della città”.

Per la valorizzazione dell'area archeologica di Aquileia stanziati 1,5 milioni di euro

Per la valorizzazione dell’area archeologica di Aquileia stanziati 1,5 milioni di euro

Al Nord attenzione solo per Aquileia. Il Museo di arte contemporanea di palazzo Ardinghelli all’Aquila è destinatario di 2 milioni di euro per la realizzazione di un polo per l’arte contemporanea; 1,5 milioni di euro vanno al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, per il suo restauro e valorizzazione, “a completamento di un percorso culturale di grande potenzialità e straordinaria capacità attrattiva”; 1 milione di euro è stato destinato alla villa romana di Spello, per il completamento dello scavo e l’allestimento dell’area archeologica, “rafforzando l’attrattività a livello nazionale di un’area ricca di patrimonio culturale diffuso”. I restanti fondi sono stati destinati ai Poli di attrazione a partire dal Colosseo che grazie ai 18,5 milioni euro dedicati vedrà un intervento di tutela e valorizzazione volto al ripristino dell’Arena del Colosseo “al fine di consentirne un uso sostenibile per manifestazioni di altissimo livello culturale, permettendo nel contempo ad una ‘domanda’ mondiale di fruire di una nuova esperienza di visita di straordinario valore”. 7 milioni di euro vanno poi alla Certosa di Pavia, per il suo restauro e valorizzazione, finalizzate “all’incremento della attrattività di un territorio di grandi potenzialità turistico-culturali”. Altri 7 milioni di euro sono destinati all’Arsenale Pontificio di Roma, per “realizzare un polo per l’arte contemporanea e le performance di giovani artisti italiani da destinare anche alle attività espositive della Quadriennale di Roma e creare residenze per giovani artisti italiani”. Per il Ponte degli Alpini di Bassano del Grappa, nell’anno in cui si celebrano i 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale, sono stati stanziati 3 milioni di euro, destinati al restauro di “un monumento di grandissimo valore culturale e storico, con rilevanti potenzialità attrattive in un territorio caratterizzato da una presenza di patrimonio diffuso”. Infine 3 milioni di euro vanno al museo archeologico dei Giganti di Mont’e Prama a Cabras, per “realizzare un polo di attrazione di rilevanza nazionale ed internazionale», prevedendo «un modello di gestione condiviso tra Mibact e enti locali”. Una scelta di obiettivi apprezzata da Giuliano Volpe «A nome del consiglio superiore per i Beni culturali e paesaggisti che presiedo, esprimo grande apprezzamento e soddisfazione per la destinazione di nuove risorse che consentono alcuni interventi strategici di alto profilo, sia con il completamento di lavori in corso che finalmente vedranno la conclusione in tempi brevi sia per la realizzazione di operazioni fortemente innovative come la ricostruzione dell’arena del Colosseo o il recupero dell’arsenale pontificio o il museo dei giganti di Mont’e Prama”. E conclude: “Il consiglio superiore ringrazia il ministro Franceschini per l’impegno messo in atto tanto per questi interventi quanto per l’acquisizione di maggiori risorse anche per gli interventi “ordinari” su tutela e valorizzazione del patrimonio culturale”.