Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale consegna del premio Anassilaos Μεγάλη Ἑλλάς all’assiriologo Franco D’Agostino (Sapienza università) che tiene una lectio magistrale su “La nascita dello Stato e l’invenzione della scrittura nella Mesopotamia antica”
“La nascita dello Stato e l’invenzione della scrittura nella Mesopotamia antica” è il tema della Lectio Magistralis che il prof. Franco D’agostino, ordinario di Assiriologia e direttore del dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali (ISO) della Sapienza università di Roma, tiene al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria mercoledì 29 maggio 2024, alle 17.30, in occasione della consegna del Premio Anassilaos Μεγάλη Ἑλλάς. Dopo i saluti di Fabrizio Sudano, direttore del MArRC, e di Stefano Iorfida, presidente dell’associazione culturale Anassilaos, all’incontro partecipano Fabio Arichetta, coordinatore degli incontri “La percezione del tempo tra antico, moderno e contemporaneità” e Annunziata Rositani, associato di Storia del Vicino Oriente antico e Cultura e letteratura del Vicino Oriente antico all’università di Messina. Quale omaggio allo studioso, a corollario della manifestazione, sarà possibile per i presenti cimentarsi nella scrittura cuneiforme attraverso un breve laboratorio a cura di Domenico Colella, artigiano dell’Antico.

L’assiriologo Franco D’Agostino (Sapienza università Roma) a Ur davanti alla ziggurath (foto ass-anassilaos)
“Tra i più apprezzati studiosi di archeologia del Vicino Oriente antico – ricordano all’associazione Anassilaos – , assiriologo versatile e curioso di tutti gli aspetti della cultura letteraria, linguistica e storico-religiosa del Vicino Oriente antico – come dimostra l’ampia produzione scientifica – Franco D’Agostino ha profuso passione costante nella diffusione ad altissimo livello della cultura orientale antica in tutte le sue forme, rivolgendo il suo sguardo lucido sia agli aspetti morfologico-descrittivi delle lingue parlate e scritte nel Vicino Oriente antico – da cui le preziose grammatiche del Sumerico e Babilonese – sia allo studio degli elementi storici, linguistici e culturali nel III millennio a.C. dai Sumeri a Ebla, alla conoscenza della cui lingua e cultura ha contribuito con pubblicazioni di prestigio internazionale. L’interesse per l’espressione letteraria dell’animo umano lo ha guidato verso lo studio egualmente attento dal punto di vista filologico sia della letteratura umoristica vista nella sua teatralità che della figura di Gilgamesh, indagata con notevole profondità psicologica oltre che filologica. Egli da dato inoltre un contributo fondamentale allo studio degli aspetti pregnanti delle economie antiche e dell’uso dei metalli come mezzi di pagamento. Negli ultimi anni ha rivolto l’attenzione a scavi archeologici di siti di enorme importanza per ricostruire la nascita dello stato nell’antica Mesopotamia. Dal 2011 è co-direttore dello scavo di Abu Tbeirah (sette chilometri a Sud di Nasiriyah) e dal 2014 direttore dello scavo della città di Eridu, undici chilometri a Sud-Ovest di Ur. Entrambi i tell si trovano nella provincia di Dhi Qar, Iraq meridionale. Inoltre, è direttore scientifico del progetto di conservazione e valorizzazione del sito di Ur, finanziato da quattro anni con fondi della cooperazione italiana. Un archeologo impegnato in una regione di fondamentale importanza quale la Mesopotamia per la nascita della civiltà, e pure caratterizzata nel passato più recente da contrasti, tensioni e guerre che hanno messo a rischio in più circostanze lo stesso patrimonio storico e archeologico della Regione. Un impegno – concludono – che il nostro ha saputo portare avanti, come egli stesso ha riconosciuto, grazie ad una delle caratteristiche dell’archeologia italiana, quella di non essere formale nei rapporti con la popolazione locale e di confrontarsi con essa su un piede di rispettosa parità grazie anche alla considerazione che noi siamo parte di quella comune civiltà”.
Reggio Calabria. Alla Villetta De Nava l’incontro “L’apporto delle Culture dell’Oriente antico alla civiltà del Mediterraneo” con Annunziata Rositani, e “Nuovo contributo alla conoscenza dei Bronzi di Riace” con Daniele Castrizio, nell’ambito della mostra filatelica e libraria “Civiltà del Mediterraneo /per servire alla Pace” e in occasione dell’emissione del francobollo per il 50.mo del ritrovamento dei Bronzi di Riace
Ancora il Mediterraneo e le complesse problematiche sottese al presente momento storico al centro dell’attenzione dell’associazione culturale Anassilaos che, congiuntamente con la biblioteca “Pietro De Nava” propone a Reggio Calabria una mostra filatelica e libraria sul tema “Civiltà del Mediterraneo /per servire alla Pace”, inaugurata il 7 dicembre 2023 nella Villetta della medesima Biblioteca dove sarà visitabile fino al 19 gennaio 2024. Accanto al materiale librario una ricca scelta di valori bollati, emessi da diversi paesi che si affacciano su tale mare ricco di storia e dedicati all’Antichità dell’Oriente (Ittiti, Sumeri, Assiri, Babilonesi, Fenici, Ebrei), all’Egitto, alla civiltà egea (Minoici e Micenei), ai Greci e ai Romani. Giovedì 14 dicembre 2023, alle 16.45, alla Villetta De Nava, nell’ambito della mostra filatelica e libraria “Civiltà della Mediterranea”, l’incontro di approfondimento “L’apporto delle Culture dell’Oriente antico alla civiltà del Mediterraneo”: conversazione della prof.ssa Annunziata Rositani, associato di Storia dell’Oriente antico e Cultura e Letteratura del Vicino Oriente antico all’università di Messina.

Cartolina celebrativa emessa dalle Poste Italiane con il francobollo per il 50.mo del ritrovamento dei Bronzi di Riace (foto anassilaos)
Segue “Nuovo contributo alla conoscenza dei Bronzi di Riace”, conversazione del prof. Eligio Daniele Castrizio, ordinario di Iconografia e Archeologia della moneta e Iconografia e storia della moneta antica all’università di Messina, in occasione dell’emissione di un francobollo dedicato al 50.mo del ritrovamento dei Bronzi di Riace. Conduce e modera Fabio Arichetta, responsabile del Centro Studi Anassilaos. Quindi presentazione del francobollo. E al pubblico presente sarà dato in dono una cartolina celebrativa.

Il francobollo emesso per celebrare il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace (foto centro anassilaos)
Il francobollo emesso per celebrare il 50° anniversario del ritrovamento dei bronzi di Riace che fa seguito ai valori bollati già emessi nel settembre dl 1981, in occasione del restauro delle due statue, e a quello emesso nel marzo 2005 nell’ambito della serie dedicata alla Regione Calabria, è stato emesso il 12 dicembre 2023, all’Ufficio Filatelico di Poste Italiane di Reggio Calabria. Il nuovo francobollo entra ora di diritto nelle diverse tematiche dei collezionisti di tutto il mondo e questo è particolarmente importante per far conoscere Reggio Calabria e il suo Museo. Di particolare pregio anche lo speciale Folder filatelico e le cartoline che contribuiscono a valorizzare i Bronzi.

Venerdì 6 dicembre 2024, alle 10, al Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’università di Catania al palazzo Centrale, in piazza Università 2 di Catania, si inaugura la mostra internazionale “Da Babilonia a Baghdad. Sulle tracce di Hammurabi”, un’iniziativa significativa che unisce istituzioni italiane, europee ed irachene in un contesto culturale e scientifico di cooperazione internazionale, organizzata dall’università di Catania in collaborazione con la Fondazione OELLE, grazie ai finanziamenti dei progetti PNRR-Cultura, e con il patrocinio del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ministero della Cultura, ICOM Sicilia, Regione Siciliana, FAI Catania e Comune di Catania. La mostra è visitabile gratuitamente fino all’11 febbraio 2025 (dal lunedì al giovedì: ore 9-17.30; venerdì: 9-13:30; sabato e domenica: apertura straordinaria su prenotazione 





IL CONVEGNO. Nell’ambito della mostra, il 6 e il 7 dicembre 2024, si svolge, sempre al Palazzo Centrale, il convegno “The Multiple Lives of Hammurabi” organizzato con la partnership dal centro d’eccellenza Einstein Center Chronoi di Berlino che vede la partecipazione di esperti internazionali per ridiscutere della straordinaria figura del sovrano e della sua ricezione attraverso i secoli. Il comitato scientifico è composto da Cinzia Pappi (Einstein Center Chronoi), Eva Cancik-Kirschbaum (Freie Universität Berlin) e Nicola Laneri (Unict). Sin dalla scoperta della stele contenente le 282 leggi, il re Hammurabi di Babilonia è stato ampiamente riconosciuto come una delle figure storiche più importanti dell’antico Vicino Oriente nel mondo occidentale. Il suo codice non è solo una significativa rappresentazione della cultura mesopotamica, ma ha anche una grande importanza nell’istruzione europea nel secolo scorso. Anche prima che la sua eredità guadagnasse popolarità tra gli studiosi moderni, la costruzione intellettuale dell’impatto culturale di Hammurabi era già iniziata sotto i suoi successori. La personalità complessa e carismatica di Hammurabi, plasmata attraverso le sue conquiste politiche e militari, divenne lo spirito della sua epoca, durando per migliaia di anni nei ricordi delle successive civiltà del Vicino Oriente antico. Fu una pietra miliare politica e culturale significativa nella coscienza collettiva della Mesopotamia. Questa conferenza internazionale mira a indagare la percezione storiografica di Hammurabi e della sua epoca, in varie fasi della storia successiva e nei contesti culturali moderni.
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