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Un libro al giorno. “La corte regia di S. Quirico (Montelupo F.no, FI). Fonti scritte e indagini archeologiche 1996-2002, 2024 e 2025” a cura di Federico Cantini e Giuseppe Tumbiolo

Copertina del libro “La corte regia di S. Quirico (Montelupo F.no, FI). Fonti scritte e indagini archeologiche 1996-2002, 2024 e 2025” a cura di Federico Cantini e Giuseppe Tumbiolo

È uscito per i tipi de All’Insegna del Giglio il libro “La corte regia di S. Quirico (Montelupo F.no. FI). Fonti scritte e indagini archeologiche 1996-2002 2024 e 2025” a cura di Federico Cantini e Giuseppe Tumbiolo. In questo libro sono pubblicati i risultati delle campagne di scavo condotte nel 1996, 2000-2002 e 2024-2025 nell’area dei SS. Quirico e Lucia a Montelupo Fiorentino, dove aveva sede il centro di una corte regia, ricordata a partire dall’inizio del X secolo. Le ricerche hanno consentito di ricostruire un’azienda dotata di un granaio, una cantina e forse strutture destinate alla preparazione del formaggio, poste intorno ad una chiesa funeraria di piena età longobarda, che viene affiancata da un edificio in pietra, che potrebbe aver alloggiato chi gestiva il centro. Gli spazi contermini dovevano essere lasciati al pascolo, mentre resti di forni ed ematite elbana attestano la lavorazione in loco del ferro. Nel libro sono presentati anche i dati della frequentazione romana dell’area e di quelle successive alla dismissione della corte, avvenuta tra la fine del X e la prima metà dell’XI secolo. Oltre alla descrizione delle sequenze stratigrafiche, sono discusse le fonti scritte e illustrate le indagini geofisiche e i carotaggi preliminari agli scavi 2024-2025, le varie classi di manufatti, i resti archeo-zoologici e antropologici, e i sistemi di rilievo e ricostruzione 3D adottati. Nelle conclusioni i dati emersi sono discussi nel contesto storico-topografico del territorio compreso tra Empoli e Montelupo Fiorentino e in rapporto a quanto elaborato dalla comunità scientifica sul tema delle corti fiscali.

Milano. A Palazzo Litta, aperto al pomeriggio, presentazione del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” curato da Alberto Bacchetta (Sabap-Mi)

Martedì 4 novembre 2025, alle 16, in sala Azzurra di Palazzo Litta in corso Magenta a Milano, in occasione dell’apertura al pubblico del palazzo, dalle 15.30 alle 18.30, in collaborazione con la direzione regionale Musei nazionali Lombardia e la direzione di Palazzo Litta, presentazione del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” curato da Alberto Bacchetta, funzionario archeologo della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Il libro presenta un ampio catalogo di reperti archeologici di varia provenienza (egizi, italici, etruschi, magno-greci, romani) recuperati in questi anni grazie all’attività di tutela svolta dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano in collaborazione con il Nucleo di Monza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Partecipano all’incontro la prof.ssa Elena Calandra (università di Pavia), il Lgt. c.s. Raffaele Adorante (Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Monza) e l’avv. Giuseppe Liberti (soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Milano).

Copertina del libro “Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi” a cura di Alberto Bacchetta

Ri-scoperte. Reperti archeologici da raccolte private milanesi (All’Insegna del Giglio). Il libro presenta il catalogo scientifico di un’ampia selezione di reperti archeologici di particolare interesse, provenienti da operazioni di recupero effettuate dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano in collaborazione con il Nucleo di Monza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Tali reperti, in origine detenuti da privati, sono entrati a far parte del Patrimonio dello Stato a seguito di sequestri operati dall’autorità giudiziaria oppure di consegne volontarie. Nella maggior parte dei casi si tratta di manufatti provenienti dall’Italia centro-meridionale, a cui si aggiungono beni di origine extra-italica, in particolare dall’Egitto. Nonostante la completa mancanza di informazioni sul loro originario contesto di rinvenimento, questi reperti rivestono un notevole interesse archeologico e il loro studio costituisce l’occasione per farli conoscere e apprezzare, restituendo loro valore e significato. Questo lavoro fornisce l’opportunità di mostrare un aspetto importante della costante attività di tutela svolta dalle istituzioni pubbliche impegnate nella conoscenza e nella salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale