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Roma. Tra il Foro romano e il Palatino fervono i lavori per completare l’allestimento della mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” promossa dal parco archeologico del Colosseo

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Locandina della mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” al Foro Romano e al Palatino dal 15 dicembre 2021 al 30 aprile 2022

Al parco archeologico del Colosseo, dal complesso di Santa Maria Nova che sarà aperta per la prima volta al pubblico alle Uccelliere Farnesiane, fervono i lavori per completare l’allestimento della mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” (vedi https://www.facebook.com/parcocolosseo/videos/583617956072135): dal 15 dicembre 2021 al 30 aprile 2022 il parco archeologico del Colosseo dedica una grande mostra alla figura di Giacomo Boni (Venezia, 1859 – Roma, 1925) nei luoghi in cui l’archeologo e architetto operò principalmente: il Foro Romano e il Palatino. Curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Andrea Paribeni con Patrizia Fortini, Alessio De Cristofaro e Anna De Santis, organizzazione e promozione di Electa editore, la mostra “Giacomo Boni. L’alba della modernità” si articola in quattro sezioni: l’attività archeologica e il museo forense, nel Complesso di Santa Maria Nova; la vita di Boni, al Tempio di Romolo; la scoperta della chiesa e del ciclo pittorico bizantino, a Santa Maria Antiqua e nella rampa domizianea; il contesto culturale e artistico del primo Novecento, nelle Uccelliere farnesiane. Ne scaturisce la visione complessiva di un uomo che autodidatta, con una formazione di disegnatore nei cantieri veneziani, col tempo diviene archeologo e architetto sviluppando metodi innovativi di scavo – a cominciare da quello stratigrafico –, di restauro e di valorizzazione. Attento divulgatore delle proprie scoperte archeologiche che rivelano una Roma prerepubblicana e medievale, si dimostra precursore anche nel campo della documentazione degli scavi e della comunicazione nell’utilizzo delle fotografie dall’alto, con l’uso del pallone aerostatico.

Roma. Riprende “Canti di pietra” al Foro Romano, finalmente in presenza: Franco Nero legge Gabriele Tinti alla fonte di Giuturna nel giorno in cui gli antichi romani celebravano i Tiberinalia per il dio Tevere

Riparte il ciclo Canti di Pietra, promosso dal parco archeologico del Colosseo e curato dallo scrittore e poeta Gabriele Tinti, in collaborazione con Hotel Splendide Royal Roma della Roberto Nardi Collection. L’appuntamento si terrà l’8 dicembre 2021, ricorrenza dell’antica festività romana Tiberinalia, dedicata al fiume, il dio Tevere: alle 11, alla Fonte di Giuturna, nel Foro Romano, l’ospite d’eccezione, l’attore Franco Nero, leggerà le poesie di Gabriele Tinti ispirate alle opere d’arte, ai miti e alle leggende di una tra le più importanti sorgenti d’acqua presenti nel contesto arcaico del Foro Romano. L’evento è aperto a tutto il pubblico in possesso di biglietto di accesso al PArCo. “In questo contesto del Foro Romano, così ricco di storia e di mito, riparte il ciclo di Canti di Pietra”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Dopo un lungo periodo in cui si sono avvicendati Alessandro Haber, Michele Placido, James Cosmo, Stephen Fry, Marton Csokas e Robert Davi che nel corso del 2020 hanno prestato la loro arte per celebrare le antiche divinità del Pantheon romano e alcuni dei più celebri monumenti del PArCo, sempre in modalità online, ripartiamo finalmente in presenza, offrendo ai nostri visitatori l’emozione della lettura di Franco Nero che farà rivivere la storia e la statuaria un tempo presente nel Foro Romano”.

La fonte di Giuturna al Foro Romano (foto PArCo)

Al centro del bacino quadrato della fonte, monumentalizzato con un rivestimento di marmo, vi era un piedistallo destinato a sostenere il gruppo statuario dei Dioscuri, proprio in questi giorni in fase di nuovo allestimento. Parte del reading sarà ispirato a quest’opera, ancora oggi il simbolo dell’amore fraterno. Ulteriori statue decoravano il complesso architettonico posto dietro la fonte, più volte rimaneggiato e rifatto: una di essa rappresenta Esculapio, il dio della medicina, forse per ricordare le virtù medicamentose delle acque, e un’altra rappresentava Apollo. La lettura evocherà queste divinità e la statuaria un tempo presente in questa area del Foro.

Roma. Per il ciclo “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo presentazione del libro “Architetture perdute. Decorazioni architettoniche fittili dagli scavi tra Palatino, Velia e valle del Colosseo (VII-IV secolo a.C.)” di Clementina Panella, Carlo Rescigno, Antonio F. Ferrandes

Nuovo appuntamento del ciclo “Dialoghi in Curia”: giovedì 25 novembre 2021, in Curia Iulia, alle 16.30, presentazione del recente volume “Architetture perdute. Decorazioni architettoniche fittili dagli scavi tra Palatino Velia e valle del Colosseo (VII-IV secolo a.C.)” di Clementina Panella, Carlo Rescigno, Antonio F. Ferrandes, edito da Naus. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; presentano Vincenzo Bellelli, dirigente di ricerca all’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR; e Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. Saranno presenti gli autori. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da Largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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La copertina del libro “Architetture perdute” di Clementina Panella, Carlo Rescigno, Antonio F. Ferrandes

Il libro indaga il paesaggio del costruito di un’area sacra emersa nel cuore della Roma arcaica nel corso degli scavi decennali condotti da Sapienza-Università di Roma tra le pendici del Palatino e la valle del Colosseo. Documentazione stratigrafica e presentazione analitica dei materiali architettonici si intrecciano in un racconto che permette di restituire la sequenza degli interventi di monumentalizzazione dell’area, ritenuta sede delle Curiae Veteres, tra epoca tardo orientalizzante e periodo tardo classico.

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Clementina Panella (università Sapienza Roma)

Clementina Panella, già professore ordinario di ‘Metodologia e tecniche della ricerca archeologica’ alla Sapienza-Università di Roma, ha diretto importanti scavi: Ostia, Terme del Nuotatore; Cartagine, Centuria A; Roma, Porticus Liviae, area della Meta Sudans e pendici nord-orientali del Palatino. Le sue ricerche riguardano l’archeologia urbana, la topografia di Roma, la cultura materiale, in particolare le produzioni di età ellenistica e romana e i rapporti commerciali tra l’Italia e le province in età imperiale e tardoantica, e le metodologie delle scienze applicate allo studio dei siti archeologici pluristratificati.

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Carlo Rescigno (università della Campania)

Carlo Rescigno è professore ordinario di ‘Archeologia Classica’ all’università della Campania “Luigi Vanvitelli” e coordinatore del corso di dottorato in ‘Archeologia e Culture del Mediterraneo Antico’ alla Scuola Superiore Meridionale. Conduce scavi e ricerche a Cuma, Stabiae e a Neapolis. È socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei. È autore di oltre 100 pubblicazioni e di numerose monografie.

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Antonio F. Ferrandes (università Sapienza Roma)

Antonio F. Ferrandes, ricercatore al dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza-Università di Roma, insegna ‘Archeologia della Produzione e del Commercio’ e ‘Classical Archaeology’. I suoi interessi riguardano i metodi della ricerca archeologica, l’archeologia urbana, l’archeologia  dell’architettura e del paesaggio, la cultura materiale, l’archeologia della produzione e la storia dei commerci mediterranei (con un focus sulla città di Roma nel periodo medio- e tardo-repubblicano). Ha partecipato a numerose indagini sul campo (Roma, Ventotene, Pompei, Pantelleria) e alle ricerche sulle pendici nord-orientali del Palatino, cui ha dedicato numerosi rapporti preliminari e alla cui edizione definitiva sta attualmente lavorando.

Roma. Per il ciclo “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, doppio appuntamento con la scrittrice Ilaria Gaspari in un’intera giornata dedicata alla filosofia

Il parco archeologico del Colosseo in collaborazione con Electa per il ciclo “Dialoghi in Curia”, propone un’intera giornata dedicata alla filosofia con un doppio appuntamento con l’autrice Ilaria Gaspari. Alle 11 è previsto l’incontro in collaborazione con Electa con un gruppo di studenti del liceo Cavour per un laboratorio dedicato al volume “Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita”. Il pomeriggio, a partire dalle 16.30, l’autrice incontrerà il pubblico della Curia Iulia per ragionare sul suo ultimo saggio edito da Einaudi “Vita segreta delle emozioni”, un viaggio emotivo per tappe che traccia un autoritratto frammentario. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://www.eventbrite.it/…/biglietti-dialoghi-in-curia…. Ingresso da largo della Salara Vecchia 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo: https://www.facebook.com/parcocolosseo.

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La scrittrice Ilaria Gaspari (foto alberta aureli)

Ilaria Gaspari ha studiato filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa e si è addottorata all’università Paris I Panthéon-Sorbonne con una tesi sullo studio delle passioni nel Seicento. Nel 2015 per Voland è uscito il suo primo romanzo “Etica dell’acquario”. Nel 2018, per Sonzogno, “Ragioni e sentimenti. L’amore preso con Filosofia”. Per Einaudi editore ha pubblicato “Lezioni di felicità. Esercizi filosofici per il buon uso della vita” (2019), già tradotto in diverse lingue, e “Vita segreta delle emozioni” (2021). Collabora con vari giornali e insegna scrittura. Vive tra Roma e Parigi.

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Copertina del libro “Vita segreta delle emozioni” di Ilaria Gaspari

Vita segreta delle emozioni. “Pensavo alla frase di Epicuro: è vano il discorso del filosofo che non curi qualche male dell’animo umano; e mi sono detta: proviamo! Ho pur sempre studiato filosofia; tanto vale che metta quello che ho imparato, quello che ho pensato, al servizio di chi vorrà. Ho ascoltato; ho amato più di prima, perché intorno al mio amore era cambiato, come il panorama quando arriviamo in una radura, il paesaggio delle mie paure”. Quante volte ci forziamo a reprimere un’emozione? Lo facciamo perché ci vergogniamo dello sguardo degli altri. O perché siamo abituati a diffidare delle emozioni, analfabeti del discorso emotivo. Eppure, è proprio quello che sentiamo a permetterci di conoscere il mondo. Ognuna delle emozioni che proviamo ha una storia: la storia di tutte le persone che l’hanno provata, detta, cantata, rivelata, studiata. Una storia di vita segreta e di metamorfosi, legata alla filosofia, che ne ha costruito paradigmi di osservazione e di studio; ma anche alla letteratura e alla poesia. Questo libro è un viaggio emotivo per tappe: ricostruendo le vicende delle parole con cui diciamo i nostri stati d’animo, traccia, un pezzetto alla volta, un autoritratto – frammentario, imperfetto. Perché nel nostro essere vulnerabili ci somigliamo tutti; e riconoscerci emotivi significa prendere coscienza del fatto che abbiamo dei bisogni e che proprio questi bisogni ci rendono umani.

Ad Amburgo il simposio “Die Neuden Bilden des Augustus / Le nuove immagini di Augusto” (in presenza e su Zoom) con interventi degli archeologi del parco archeologico del Colosseo, della Sovrintendenza Capitolina, dei Musei Vaticani e della Federico II di Napoli: focus sulla “rivoluzione per immagini” scaturita dall’ascesa di Augusto, primo imperatore di Roma cui è dedicata una grande mostra nel 2022

Testa di Augusto con corona cittadina nel tipo Prima Porta, replica claudia (intorno al 40 d.C.) di un modello intorno al 27 a.C., marmo,, conservata alla Gliptoteca di Monaco (foto gliptoteca monaco)

Il parco archeologico del Colosseo partecipa al Simposio “Die Neuden Bilden des Augustus / Le nuove immagini di Augusto” del 17-18 novembre 2021 al Bucerius Kunst Forum di Amburgo, incentrato sulla “rivoluzione per immagini” scaturita dall’ascesa di Augusto, primo imperatore di Roma (27 a.C. – 14 d.C.). Il convegno precede la grande mostra dedicata al princeps in programma nel 2022 e alla quale il PArCo partecipa con importanti prestiti. Saranno presentati gli esiti delle ricerche condotte sulla statua di ‘Apollo Palatino’ e sull’Arco di Augusto nel Foro Romano, con gli interventi di Alfonsina Russo e Federica Rinaldi. Al Simposio “Die neuen Bilder des Augustus” parteciperà anche il direttore dei musei Archeologici e Storico-artistici della Sovrintendenza Capitolina, Claudio Parisi Presicce, con un intervento sul rinvenimento in via Alessandrina di un nuovo ritratto di Augusto. Il convegno si terrà in tedesco e italiano con traduzione simultanea nell’altra lingua. La partecipazione al convegno è possibile anche gratuitamente in forma digitale. A questo scopo, il Bucerius Kunst Forum utilizza il software Zoom. Collegamento zoom: https://buceriuskunstforum-de.zoom.us/join. ID riunione: 812 9618 2382 / Codice ID: 023470. Registrazione su symposium@buceriuskunstforum.de

Veduta aerea del Foro di Augusto a Roma (foto sovrintendenza capitolina)

Simposio “Die Neuden Bilden des Augustus / Le nuove immagini di Augusto”, Amburgo. Augusto segna una svolta nella storia romana. Come primo imperatore (dal 27 a.C. al 14 d.C.), non solo possiede un immenso potere, ma fa anche uso di nuove strategie di comunicazione. La mostra e il simposio preparatorio discutono le immagini e i monumenti di questo tempo. Da un lato, questi sono in una tradizione repubblicana, d’altra parte, sono adattati al nuovo bisogno di dichiarazioni, specialmente nel contesto politico-pubblico. Statue d’onore, rilievi di stato e monete con l’immagine dell’imperatore sono presenti nell’impero in una densità precedentemente inimmaginabile. Le opere pubbliche spesso riconducono a motivi tradizionali, la cui forza risiede nella loro apertura. I viticci bucolici, ad esempio, possono essere intesi come un riferimento all’età dell’oro, ma anche più in generale come espressione di felicità.

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La ricostruzione dell’aula di culto con la statua del Genio di Augusto nel Foro a Roma (foto sovrintendenza capitolina)

Con Augusto inizia a Roma un’immensa attività edilizia. La capitale riceve un nuovo paesaggio urbano, i nuovi edifici diventano il vettore di una varietà di immagini. Statue arcaiche creano un’atmosfera sacra nel Santuario di Apollo sul Palatino, mentre viene sviluppata una nuova iconografia per il culto dei Lari, che si combina con il culto del genio dell’imperatore. Il nuovo desiderio per l’immagine all’inizio dell’era imperiale è particolarmente evidente nella sfera privata. Oltre ai dipinti del terzo stile, questo vale per le sculture, i treppiedi in marmo e i candelabri che popolavano i giardini dei ricchi. Le stoviglie sono state scoperte anche come porta immagini. I temi ruotano attorno al mondo di Bacco e Venere e sono ben lontani dalla cultura pittorica pubblico-politica.

La testa di Augusto proveniente dagli scavi di via Alessandrina a Roma (foto sovrintendenza capitolina)

Programma mercoledì 17 novembre 2021. Alle 17, benvenuto del prof. Andreas Hoffmann, amministratore Delegato del Bucerius Kunst Forum e curatore della mostra. Alle 17.15, “Le nuove immagini di Augusto. A proposito del concetto della mostra” con Annette Haug, professore di Archeologia classica all’Istituto di Antichità Classica dell’università di Kiel e curatore della mostra. Sezione I+II: Comunicazione e interazione tra imperatore e popolo. 17.45, “Da Ottaviano ad Augusto. L’immagine dell’imperatore. Media e Semantica” con Dietrich Boschung, professore di Archeologia classica all’Istituto Archeologico dell’università di Colonia; 18.30, “Un nuovo colossale ritratto di Augusto dalla Via Alessandrina a Roma e le sue implicazioni per la comprensione del ritratto di Augusto” con Claudio Parisi Presicce, direttore dei musei Archeologici e di Storia dell’Arte del Comune di Roma e direttore esecutivo della soprintendenza Archeologica del Comune di Roma; 19.15, ricevimento.

Resti dell’Arco di Augusto nel Foro Romano (foto PArCo)

Programma giovedì 18 novembre 2021. Alle 9, “Sull’iconografia delle nuove immagini dell’imperatore. Tipi di statue, attributi e loro significato” con Giandomenico Spinola, responsabile delle collezioni archeologiche dei Musei Vaticani, Città del Vaticano; 9.45, “Immagini mobili per le persone. L’inizio del principato nella monetazione” con Bernhard Weisser, direttore del Gabinetto delle Monete della Staatliche Museen zu Berlin; 10.30, pausa caffè; 11, “Livia Drusilla, la moglie del primo imperatore romano e la nuova immagine della donna nella gens Augusta” con Claudia Valeri, curatrice della collezione di antichità greca e romana, Musei Vaticani, Città del Vaticano. Sezione III: La nuova immagine della città in augustea. Alle 11.45, “La nuova immagine della città di Roma in epoca augustea” con Johannes Lipps, professore di Archeologia classica all’Istituto di Studi Classici dell’università Johannes Gutenberg di Magonza, attualmente Fellow al Gutenberg Research College, Magonza; 12.30, pausa pranzo; 13.30, “L’Arco di Augusto sul Foro Romano. Dalla disiecta membra alla ricostruzione” con Federica Rinaldi, direttore del parco archeologico del Colosseo, Roma; 14.15, “La nuova immagine della città in Campania. Accoglienza del programma di immagini del Forum Augustum di Cuma e Puteoli” con Carmela Capaldi, docente di Archeologia classica, università “Federico II” di Napoli; 15, pausa caffè. Sezione IV: Nuove immagini – vecchie immagini. Immagini in Culto e Culto Imperiale. Alle 15.30, “Pictures for Cult and Imperial Cult in Augustan Times” con Patric-Alexander Kreuz, professore di Archeologia classica / Archeologia Urbana all’Istituto di Antichità Classica dell’università di Kiel; 16.15, “Immagini per il culto. Una nuova ricostruzione della statua di Apollo Palatino” con Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo e del museo sul Palatino, Roma; 17, pausa caffè. Sezione V: Vivere al tempo di Augusto. Alle 17.30, “Immagini in casa tra tradizione e innovazione nella tarda repubblica e nel primo periodo imperiale” con Annette Haug, professore di Archeologia classica all’Istituto di Antichità classica dell’università di Kiel e curatore della mostra; 18.15, ricevimento.

Roma. Il parco archeologico del Colosseo lancia il reportage “Depositi inVisibili” in quattro puntate, al sabato sui canali social del PArCo, dedicato al racconto delle collezioni conservate negli oltre cento magazzini e depositi distribuiti tra Domus Aurea, Palatino e Colosseo

Il parco archeologico del Colosseo lancia il reportage “Depositi inVisibili” dedicato al racconto delle collezioni conservate negli oltre cento magazzini e depositi distribuiti tra Domus Aurea, Palatino e Colosseo. Un immenso patrimonio di reperti che diventa oggi, a partire dall’idea e dalla curatela delle archeologhe Federica Rinaldi e Roberta Alteri, un lungo racconto sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del PArCo: 4 puntate per altrettanti sabati, alle 21, in cui archeologi, architetti e restauratori danno voce ai reperti mobili svelando le storie celate dietro di essi e rendendoli finalmente visibili e accessibili a tutti.

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Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Il documentario corredato di immagini e interviste si inserisce all’interno del più ampio progetto di tutela e valorizzazione delle collezioni custodite nei magazzini e depositi dei musei italiani, fortemente voluto dal ministero della Cultura e dal direttore generale Musei Massimo Osanna sin dal momento di avvio della sua direzione”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Il lavoro scrupoloso e appassionato, che il servizio Catalogo e il personale del PArCo conducono quotidianamente, viene svelato al pubblico, reale e digitale, in un lungo racconto in quattro puntate che rende accessibile a tutti il processo di conservazione, schedatura, studio, restauro e musealizzazione dei beni mobili. Il reportage, che ha impegnato per tutto il 2021 i funzionari, gli assistenti tecnici e il personale di custodia del PArCo – prosegue il direttore – aspira a rafforzare il legame del pubblico con il patrimonio culturale dei siti del PArCo, in attesa che i reperti normalmente non visibili, perché custoditi nei magazzini, prendano nuova vita nei futuri allestimenti in progetto, nell’ottica del programma del Museo Diffuso e come già fatto la scorsa estate con i materiali restituiti al contesto della Casa delle Vestali”, conclude il direttore.

Aperti nella Domus Aurea nuovi ambienti con il posizionamento di sculture dai depositi (foto PArCo)

La prima puntata – in onda sabato 13 novembre 2021 – è dedicata alla Domus Aurea e ai reperti restaurati ed esposti nel nuovo percorso aperto al pubblico lo scorso giugno 2021. Amazzoni, Muse e capitelli trovano una nuova vita nelle sale del palazzo neroniano, animati da luci che esaltano i recenti interventi di restauro.

L’archeologo Giacomo Boni dal Palatino mostra il Foro romano alle autorità

Il secondo appuntamento della rassegna – in programma per sabato 27 novembre 2021 – è dedicato ai materiali provenienti dagli scavi “storici” condotti sul Palatino e realizzati a partire dall’Ottocento da figure di spicco dell’archeologia romana e italiana quali Pietro Rosa, Rodolfo Lanciani, Giacomo Boni, Alfonso Bartoli: un percorso attraverso i depositi della Casa di Augusto e non solo che conservano i reperti provenienti dagli scavi dei palazzi imperiali del Palatino.

La domus Tiberiana domina il colle Palatino a Roma (foto PArCo)

Con il terzo appuntamento – che sarà disponibile sabato 4 dicembre 2021 – si approfondiscono alcuni contesti di interesse eccezionale, esito di recenti indagini archeologiche sul Palatino: lo scavo delle pendici nord-orientali del Palatino, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma sotto la direzione della prof. Clementina Panella, con gli straordinari ritratti riutilizzati nelle fondazioni di strutture tardoantiche nelle cd. terme di Elagabalo, e lo scavo in corso della Domus Tiberiana, condotto dal PArCo contestualmente agli interventi di restauro che interessano il monumento.

L’interno del Colosseo dove si vede il breve tratto di cavea ricostruita negli anni Trenta del Novecento (foto PArCo)

Il quarto episodio – che conclude il reportage sabato 18 dicembre 2021 – conduce infine nel cuore dell’Anfiteatro Flavio per conoscere lo straordinario patrimonio di reperti mobili custodito nei magazzini e nei depositi diffusi lungo il percorso di visita, fotografia della storia bi-millenaria del monumento – dai fasti degli spettacoli gladiatori, alla rovina nei secoli bui del Medioevo, alla riscoperta archeologica degli ultimi due secoli, fino alle attuali attività di ricerca, catalogazione, conservazione e manutenzione.

Roma. “Roma Napoli. La Grande Archeologia”: incontro on line alla Domus Aurea (dove c’è la mostra con “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche” con l’Atlante Farnese del Mann) Alfonsina Russo e Paolo Giulierini per confrontare, confermare e rinnovare le sinergie tra il parco archeologico del Colosseo e il museo Archeologico nazionale di Napoli

L’Atlante Farnese al centro della Sala Ottagona per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”: allestimento e interaction design a cura di Dotdotdot

L’occasione è data dall’eccezionale prestito dal Mann della scultura dell’Atlante Farnese per la mostra “Raffaello e la Domus Aurea. L’invenzione delle grottesche”, curata da Vincenzo Farinella e Alfonsina Russo con Stefano Borghini e Alessandro D’Alessio, prodotta da Electa. Iniziative, progetti, impegni saranno i temi al centro dell’incontro “Roma Napoli. La Grande Archeologia” che consente di confrontare, confermare e rinnovare le sinergie tra due delle grandi realtà del ricco patrimonio archeologico italiano. Appuntamento martedì 21 settembre 2021, alle 11, alla Domus Aurea. Incontro dalla Sala Ottagona della Domus Aurea con Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Modera Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera. L’incontro sarà trasmesso dalle 11 in diretta sulla pagina Facebook del PArCo. Per seguire i lavori collegarsi a www.facebook.com/ParcoColosseo. La mostra, il cui allestimento e interaction design sono progettati da Dotdotdot, resterà aperta fino al 7 gennaio 2022. Si sviluppa nella Sala Ottagona, vero e proprio capolavoro dell’architettura romana imperiale, e nei cinque ambienti limitrofi accessibili attraverso grandi velari su cui si sviluppa il progetto allestitivo, oltre alle Stanze di Achille a Sciro e di Ettore e Andromaca ancora preziosamente affrescate, dove si possono ammirare tracce delle cosiddette “grottesche”. Alle proiezioni digitali che coinvolgono l’intero spazio, si aggiunge il progetto di sound design. Un’approfondita ricerca storica sulla musica dell’antica Roma e sulle melodie proprie del Rinascimento dà origine a una colonna sonora composta ed eseguita in tempo reale, con tool digitali di musica generativa che evocano suoni di strumenti del passato e scale musicali proprie dell’epoca antica. Ne risulta un paesaggio sonoro armonico con melodie classiche, dove anche il silenzio diventa un importante elemento narrativo.

Roma. Dopo quasi duemila anni, è tornata a scorrere l’acqua nella Fontana delle Pelte, nel cortile inferiore della Domus Augustana, sul Palatino, nel rispetto del monumento antico e dell’impegno green del PArCo. Quattro statue aniconiche in metallo ricordano le copie anticamente presenti dell’Amazzone ferita di Fidia. Ai loro piedi ora si sprigionano nuvole profumate con fragranze

L’acqua è tornata a scorrere nella Fontana delle Pelte della Domus Augustana sul Palatino (foto PACo)

Dopo quasi duemila anni, da mercoledì 8 settembre 2021  l’acqua è tornata scorrere nella Fontana delle Pelte ubicata nel cortile inferiore della Domus Augustana, il settore privato dell’immenso palazzo imperiale voluto dall’imperatore Domiziano sul Palatino. Il progetto “Instar aquae tempus – Il tempo scorre incessantemente come l’acqua”, nel segno dell’impegno green del parco archeologico del Colosseo, curato dall’architetto paesaggista Gabriella Strano e attuato nel pieno rispetto del valore e dell’importanza dell’acqua e della necessità di operare strategie di adattamento alle nuove realtà climatiche, è stato presentato dal cortile inferiore della Domus Augustana con il direttore del PArCo Alfonsina Russo e il geologo e divulgatore Mario Tozzi. Il cortile del palazzo, un tempo porticato, viene nuovamente arricchito del rumore e dello scorrere dell’acqua all’interno della monumentale fontana decorata dal motivo delle quattro pelte contrapposte (scudi ellittici troncati in alto), il cui nome richiama la forma degli scudi indossati dalle Amazzoni. Per l’occasione sono stati rivisti tutti gli elementi architettonici del complesso: “Qui si deve immaginare”, spiega Alfonsina Russo, “un grande peristilio a due piani, quindi la maestosità di questi ambienti, e dietro ci sono delle sale ottagone che riprendono quelle geometrie dei Flavi,  nella Domus Aurea la reggia di Nerone”.

Frammenti di colonna ricordano la presenza in antico del peristilio attorno alla Fontana delle Pelte nella Domus Augustana sul Palatino (foto PArCo)
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La grande Fontana delle Pelte nella Domus Augustana sul Palatino rifunzionalizzata con un progetto green (foto PArCo)

Dopo anni di chiusura, il cortile del palazzo, un tempo porticato, viene dunque nuovamente arricchito del rumore e dello scorrere dell’acqua all’interno della monumentale Fontana decorata dal motivo delle quattro pelte contrapposte, il cui nome richiama la forma degli scudi indossati dalle Amazzoni. L’intervento, che si configura come una vera installazione cui è stato associato il motto latino “Instar aquae tempus – Il tempo scorre incessantemente come l’acqua”, è stato curato dall’arch. paesaggista Gabriella Strano (“Il progetto – conferma – nasce proprio dalla necessità di far risentire proprio il rumore dell’acqua là dove l’acqua c’è sempre stata e creava non solo suggestione ma anche refrigerio) ed è stato attuato nel pieno rispetto del valore e dell’importanza dell’acqua e della necessità di operare strategie di adattamento alle nuove realtà climatiche.

La vasca in acciaio della Fontana delle Pelte con, in primo piano, l’elemento aniconico in metallo (foto PArCo)

Proseguendo nel progetto di rifunzionalizzazione di tutte le fontane antiche e moderne del Parco archeologico del Colosseo, avviato nel giugno del 2019 con il ripristino del Ninfeo degli Specchi e della Fontana dei papiri all’interno degli Horti Farnesiani, ora è toccato alla Fontana che in età romana allietava le passeggiate della corte imperiale tra lo Stadio Palatino e le stanze private affacciate sull’immensa valle del Circo Massimo. “L’impianto che abbiamo realizzato – spiega Strano – per rifunzionalizzare la fontana rispetta totalmente il manufatto antico, senza operare alcun tipo di alterazione nella struttura del monumento. La vasca in acciaio, totalmente removibile, è adagiata su tessuto non tessuto e malta magra di sacrificio, ed è stata brunita con acqua acida come quella piovana”. A seguito di un antico crollo di dissesto nella struttura centrale è stata riscontrata un’apertura che ha messo in luce un canale ipogeo (“dove si può cogliere la grande capacità idraulica dei romani nel creare l’impianto idraulico che permetteva il funzionamento della fontana), accanto al quale è stato possibile alloggiare tutto l’impianto idraulico per il funzionamento della nuova fontana, completamente a ricircolo dell’acqua.

Studio per l’elemento aniconico della Fontana delle Pelte del Palatino ispirato alla copia della Amazzone ferita di Fidia conservata ai Musei Capitolini di Roma (foto PArCo)

“Gli elementi che ora si vedono”, continua Strano, “rappresentano solo la parte di superficie di questo progetto, suggeriti proprio dagli elementi antichi presenti, come le quattro state aniconiche agli angoli della fontana, che abbiamo proposto come elemento che quindi suggerisce la presenza archeologica antica”. Le statue aniconiche, in metallo, situate ai quattro angoli della fontana, si ispirano alla copia romana dell’originale statua in bronzo dell’Amazzone ferita realizzata in occasione di una gara indetta dal Santuario di Artemide di Efeso, intorno al 435 a.C. con la competizione, tra gli altri, di Policleto e Fidia e raffigurata proprio con la pelta (ovvero l’antico scudo) ai piedi. Da qui si sprigionano nuvole profumate con fragranze che si alterneranno secondo ritmi stagionali o legate ad arcaiche festività: in questo momento di rose. Ma avrà nel tempo, a seconda delle stagioni, profumi diversi: melograno, gelsomino, cannella, anticamente impiegate per usi religiosi o cosmetici.

Roma. Il parco archeologico del Colosseo rinnova il suo impegno per la sicurezza di cittadini e visitatori. Ad agosto attivo un Presidio Medico sulla piazza del Colosseo

Ambulanze del Presidio Medico parcheggiate nella piazza del Colosseo, vicino all’arco di Costantino (foto PArCo)

Il parco archeologico del Colosseo – in previsione dell’ondata di caldo in arrivo – ha attivato, avvalendosi della collaborazione dell’Organizzazione Europea Volontari di Prevenzione e Protezione Civile di Roma, un presidio di assistenza sanitaria composto da due ambulanze che sarà presente sulla piazza del Colosseo (lato Arco di Costantino) per offrire soccorso ai cittadini e ai numerosi turisti che nelle ultime due settimane sono progressivamente aumentati. “Mai come in questi ultimi anni la salute e la sicurezza dei nostri visitatori sono stati al centro del nostro impegno”, dichiara Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Per tale motivo anche quest’anno, in continuità con i precedenti, un presidio medico è a disposizione di cittadini e turisti con la dotazione di due ambulanze pronte a gestire e supportare ogni criticità venga riscontrata”. Il servizio è attivo dal 10 agosto al 9 settembre 2021, dalle 9 alle 19, sette giorni su sette.