Roma. Nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, conclusi i lavori di restauro del tetto crollato, presentazione – in presenza e on line – del libro “Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano” a cura di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini (L’Erma di Bretschneider)

La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami che insiste sul Carcer-Tullianum a Roma (foto PArCo)
La chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, già di San Giuseppe a Campo Vaccino, sorge alle pendici orientali del Campidoglio, in prossimità del Foro Romano e della chiesa dei Santi Luca e Martina. La chiesa originaria venne eretta al di sopra del Carcere Mamertino, a sua volta sovrastante il Tullianum. Si tratta di due ambienti sovrapposti che costituisco quello che per i Romani era il “carcer”: un ambiente di passaggio in attesa dell’esecuzione capitale dei condannati. In queste carceri perirono personaggi famosi come Giugurta, Vercingetorige, i partecipanti alla congiura di Catilina e secondo la tradizione vi furono rinchiusi anche San Pietro e San Paolo. Nel 1540 la Congregazione dei Falegnami aveva preso in affitto la chiesa di San Pietro in Carcere sopra il Carcere Mamertino per svolgere le proprie riunioni e funzioni religiose. Tuttavia, ben presto, data l’inadeguatezza dell’angusto edificio, la confraternita sentì l’esigenza di erigere una chiesa più ampia e accogliente. La chiesa fu consacrata l’11 novembre del 1663.


Il soffitto cassettonato della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami dopo i restauri (foto PArCo)
Martedì 28 Marzo 2023, alle 11, nella chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, a 5 anni dal crollo del tetto e a conclusione dei lunghi lavori di ricostruzione e di restauro del cassettonato, sarà presentato il libro “Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano” a cura di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini (L’Erma di Bretschneider). Sono previste visite all’Oratorio, al museo e all’area archeologica. Saranno illustrate le più recenti indagini e la storia del complesso che si trova a ridosso delle pendici NE del Colle Capitolino, al di sotto della seicentesca chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami con annesso Oratorio. Le strutture del Carcer Tullianum (“Carcere Mamertino” di comune memoria) costituiscono uno dei complessi monumentali di età repubblicana più rilevanti del Foro Romano (area del Comizio) e più cari alla fede cristiana perché legato alla figura di San Pietro. Connesso al sistema sostruttivo/difensivo del Campidoglio sin dall’età arcaica (le cosiddette “Mura Serviane”), il Carcer Tullianum, secondo quanto attestato dalle fonti classiche, fungeva da luogo di reclusione dei nemici di Roma condannati a morte ed era composto da due nuclei distinti, il Carcer ed il Tullianum (ambiente ipogeo). Introducono monsignor Remo Chiavarini, responsabile Opera Romana Pellegrinaggi; Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono monsignor Pasquale Iacobone, presidente della Pontificia commissione di Archeologia Sacra; Fulvio Cairoli Giuliani, accademico dei Lincei e professore emerito di Sapienza Università di Roma; Andrea Augenti; professore di Archeologia medievale all’università di Bologna. Conclude Patrizia Fortini, archeologa, già funzionaria del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da Clivo Argentario 1. Diretta streaming sul profilo Facebook del parco archeologico del Colosseo.

Copertina del libro “Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano” di Alfonsina Russo e Patrizia Fortini
“Carcer Tullianum. Il Mamertino al Foro Romano”. A ridosso delle pendici NE del Colle Capitolino, al di sotto della seicentesca chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami con annesso Oratorio, si conservano le strutture del Carcer-Tullianum (“Carcere Mamertino” di comune memoria) uno dei complessi monumentali di età repubblicana più rilevanti del Foro Romano (area del Comizio) e più cari alla fede cristiana perché legato alla figura di San Pietro. Connesso al sistema sostruttivo/difensivo del Campidoglio sin dall’età arcaica (le cd. “Mura Serviane”) il Carcer-Tullianum, secondo quanto attestato dalle fonti classiche, fungeva da luogo di reclusione dei nemici di Roma condannati a morte ed era composto da due nuclei distinti, il Carcer ed il Tullianum (ambiente ipogeo). Con Carcer si intende l’ambiente a pianta trapezoidale con gli ambienti attigui, di età repubblicana (fine IV-II a.C.), che fu monumentalizzato nel I d.C. per disposizione senatoria, come recita l’iscrizione dedicatoria posta a coronamento della facciata in travertino che si apre rivolta verso il Foro Romano, edificata in quella occasione. Nel suo insieme si presenta come un sistema di strutture lapidee in opera quadrata, articolate e a varie quote, a ridosso delle pendici dell’Arce capitolina rivolte verso la valle del Foro Romano. Il complesso creava una possente quinta muraria che fa da sfondo al Foro Romano e in stretta relazione con gli edifici dove si svolgeva la vita politica, giudiziaria e giuridica di Roma: la Curia, il Comizio e i tribunali. Tullianum è la denominazione dell’ambiente ipogeo in blocchi di peperino (IV a.C. con una probabile fase di fine V a.C.) caratterizzato dalla sorgente che risale, per pressione, dal piano pavimentale attraverso una piccola apertura quadrata in fase con il pavimento stesso. Originariamente a pianta circolare (tholos) – come rivelato dagli scavi – assume la forma in pianta ad arco di cerchio, quando la costruzione del prospetto esterno del Carcer ne determina in parte lo smantellamento. Nessun dato è emerso dallo scavo per riconoscervi la funzione di cisterna; lo stesso condotto, che fino all’ultima campagna d’indagine scaricava all’esterno l’acqua raccolta nel pozzo, è moderno. Risale sicuramente alla prima età imperiale la teca rinvenuta sul piano pavimentale scavata appositamente per ospitare il materiale di età arcaica e repubblicana deposto dopo un’azione rituale svoltasi in un giorno d’autunno. Questo deposito e la sorgente portano a concludere, con un certo margine di sicurezza, che il Tullianum originariamente fosse stato costruito per una sorgente sacralizzata: forte il richiamo alla fonte dove, raccontano gli autori antichi, Tarpea incontra per la prima volta il re dei Sabini nemici dei Romani, Tito Tazio, e prendono avvio la serie di accadimenti che portano al tradimento da parte della giovane e alla sua morte È suggestivo pensare che l’acqua del Tullianum (“Acqua Tulliana”) sia quella presente nel racconto del tradimento di Tarpeia. La giovane romana, figlia di Spurio Tarpeio comandante della rocca capitolina, incontra Tito Tazio, capo dei nemici Sabini, presso una fonte (non se ne tramanda il nome) situata al di fuori delle mura dell’arce capitolina verso la piana che ospiterà poi il Foro Romano. Segue il tradimento e la punizione: Tarpea è uccisa seppellita viva sotto il cumulo degli scudi sabini. Anche il padre, ritenuto colpevole per aver perso la postazione, è giustiziato, precipitato per mano degli stessi Romani dall’alto della rupe ricordata come Rupes Tarpeia o Saxum Tarpeium. La rupe che oggi si tende a collocare sull’Arx nel settore che sovrasta il Carcer-Tullianum, il luogo votato per eccellenza alla uccisione dei nemici del Popolo Romano. Il complesso continua a vivere trasformato in età alto medievale in luogo di un culto cristiano, luogo che dal XII secolo si connota dedicato agli Apostoli Pietro e Paolo: la chiesa di S. Pietro in Carcere. Anche se coperta dalle fondazioni della chiesa S. Giuseppe dei Falegnami costruita nel XVI secolo, rimarrà sempre aperta al culto, impedendone così la distruzione. In un vano del Carcer coperto dalle fondazioni della chiesa seicentesca è ricavata alla metà del XIX secolo una cappella destinata ad ospitare il “Crocifisso delle Carceri”, un crocifisso ligneo esposto in precedenza alla pietà popolare sulla facciata in travertino del Carcer. Il Carcer-Tullianum e le strutture rinvenute dopo i recenti scavi fanno oggi parte del percorso espositivo del museo che ne racconta la complessa storia.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con Rüstem Aslan, direttore degli scavi archeologici di Troia in Turchia, su “Troy. Story of a City from Myth to Archaeology” nell’ambito della mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano
“Troy. Story of a City from Myth to Archaeology” con Rüstem Aslan, direttore degli scavi archeologici di Troia in Turchia, è il nuovo appuntamento della rassegna “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, inserito nel ciclo di conferenze attorno alla mostra “Il viaggio di Enea da Troia a Roma” allestita al Tempio di Romolo nel Foro Romano, cui appunto è legato un interessante programma di conferenze e visite guidate mirate all’approfondimento di temi specifici o dei luoghi del parco archeologico del Colosseo legati al mito di Enea. Venerdì 24 marzo 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Troy. Story of a City from Myth to Archaeology” di Rüstem Aslan, direttore degli scavi archeologici di Troia in Turchia, che illustrerà la storia del sito e delle indagini che, iniziate più di un secolo fa, hanno stabilito una cronologia fondamentale per lo studio di questa area del Mediterraneo orientale. Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. La conferenza sarà tenuta in lingua inglese. Saranno distribuite copie della relazione in lingua italiana. Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione su https://www.eventbrite.it/e/565153227517 o, in alternativa, in streaming su https://www.facebook.com/parcocolosseo. Successivamente pubblicato su YouTube.

Rüstem Aslan, responsabile dell’area archeologica di Troia
Rüstem Aslan si è laureato all’università di Istanbul, Facoltà di Lettere, Dipartimento di Preistoria. Nel 1988 ha partecipato come studente agli scavi archeologici di Troia iniziati dal prof. dr. M. Osman Korfmann. Dopo gli studi universitari, ha svolto gli studi di master e di dottorato su Troia e Troas sotto la guida del prof. Korfmann all’università di Tubinga (Germania). Dal 1988, oltre al suo lavoro in qualità di archeologo in diverse zone dell’Anatolia (Tekirdag, Urfa, Diyarbakir), ha partecipato ininterrottamente agli scavi di Troia. Dopo la morte del prof. Korfmann nel 2005, è diventato co-direttore degli scavi di Troia per poi divenirne direttore dal 2013. Rüstem Aslan è inoltre docente al Dipartimento di Archeologia dell’università Onsekiz Mart di Çanakkale, autore di numerosi libri e articoli su Troia e Troas in turco, inglese e tedesco, nonché di libri tradotti in inglese e in tedesco.
Roma. Per “Dialoghi in Curia”, in occasione della festa nazionale del Gatto, due conferenze, in presenza e on line, con Claudio Salone e Concetta Masseria sul felino più amato
Per “Dialoghi in curia”, promossi dal parco archeologico del Colosseo, in occasione della festa nazionale del Gatto, venerdì 17 febbraio 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita due conferenze dedicate al felino più amato. L’evento potrà essere seguito in presenza con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite al link https://www.eventbrite.it/e/531993856947. Ingresso da largo della Salara Vecchia n.5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo (https://www.facebook.com/parcocolosseo). Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Intervengono l’archeologo Claudio Salone con “Il gatto al tempo dei greci e dei romani” e Concetta Masseria, già docente di archeologia classica e di storia dell’architettura, dell’università di Perugia, con “L’insospettabile testimone di un evento straordinario. Forme di comunicazione per dettagli”. In occasione della Festa del Gatto, inoltre, il Parco pubblicherà i nomi dei giovani vincitori del concorso di arti figurative “I gatti del Parco? Eccoci qui!”. Il concorso è dedicato ai ragazzi dai 4 ai 15 anni, che hanno inviato le loro opere d’arte ispirate al Parco e ai nostri amici gatti. Le creazioni più belle saranno pubblicate sul sito e sui social del PArCo, e i vincitori, oltre a ricevere in regalo i gadgets del Parco, saranno invitati in primavera a una speciale visita guidata, curata dall’Ufficio Didattica del Parco.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con i docenti dell’università di Siena Alessandro Fo e Filomena Giannotti su “Fra poesia e pandemia: presenze di Enea oggi” nell’ambito della mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano
Alla mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” allestita al Tempio di Romolo, nel Foro romano, è legato un interessante programma di conferenze e visite guidate mirate all’approfondimento di temi specifici o dei luoghi del parco archeologico del Colosseo legati al mito di Enea. Per “Dialoghi in Curia”, promossi dal parco archeologico del Colosseo, giovedì 16 febbraio 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Fra poesia e pandemia: presenze di Enea oggi”. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo; intervengono Alessandro Fo e Filomena Giannotti, studiosi entrambi afferenti al Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature antiche e moderne della università di Siena. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite https://www.eventbrite.it/e/522978040397. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo: https://www.facebook.com/parcocolosseo. Oltre a vantare un’incredibile fortuna nell’arte di tutti i tempi e nella letteratura contemporanea, il celebre episodio del secondo libro dell’Eneide, in cui Enea fugge da Troia in fiamme con il padre sulle spalle e il figlioletto per mano, ha ispirato in Italia una serie di riflessioni tra marzo 2020 e marzo 2021. Sullo sfondo della drammatica questione, emersa nel primo dilagare del contagio, circa la distribuzione delle cure in base alle aspettative di vita, saranno presentati vari testi, nati perlopiù nell’ambito della comunicazione di massa e tutti incentrati sulla figura di Enea e sul suo entrare in risonanza con la pandemia da Covid-19. Ne scaturisce la lezione dell’importanza della pietas verso i propri cari, a riprova di quanto l’archetipo di Enea continui ad agire sulla coscienza di noi moderni.
Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del catalogo della mostra “Armonie di Pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani”
A pochi giorni dalla chiusura della mostra “Armonie di Pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani” prevista per il 29 gennaio 2023 (vedi Roma. Prorogata la mostra “Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani” tra Basilica Emilia, Foro Romano e Basilica Giulia: le sculture entrano in dialogo con le monumentali architetture romane, creando un fil rouge tra archeologia e arte | archeologiavocidalpassato), viene presentato il catalogo della mostra edito da Silvana Editoriale con fotografie di Stefano Castellani. La mostra, promossa dalla Regione Marche, dal Comune di Ascoli Piceno e dal parco archeologico del Colosseo per raccontare la regione attraverso le opere dell’artista ascolano Giuliano Giuliani, arriverà poi nella seconda sede, quella di Ascoli Piceno, dal 7 aprile al 28 giugno 2023 al Chiostro di Sant’Agostino con la curatela di Carlo Bachetti Doria. Appuntamento mercoledì 25 gennaio 2023, alle 12, in Curia Iulia. Interverranno: Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo; Chiara Biondi, assessore alla Cultura Regione Marche; Giorgia Latini, vicepresidente commissione Cultura Camera dei Deputati; Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno; Daniela Tisi, dirigente settore Beni e Attività Culturali Regione Marche; Claudio Strinati, storico dell’Arte; Giuliano Giuliani, artista. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti QUI. Ingresso da Largo della Salara Vecchia, 5. L’incontro sarà trasmesso sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.
Roma. Per “Dialoghi in Curia” incontro, in presenza e on line, con l’archeologo subacqueo Roberto Petriaggi su “La nave degli eroi” omerici nell’ambito della mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano

Rilievo di marmo raffigurante lo sbarco dei Troiani, proveniente da Gaeta e conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Per “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo, venerdì 20 gennaio 2023, alle 16.30, in Curia Iulia l’incontro pubblico “Le navi degli eroi” nell’ambito del programma legato alla mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” allestita nel Tempio di Romolo nel Foro Romano. La conferenza è tenuta da Roberto Petriaggi, archeologo e subacqueo italiano, che proporrà un approfondimento sulle navi degli eroi omerici. Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/500814308077. Ingresso da largo della Salara Vecchia n.5. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo.

La soprintendente Barbara Davidde con l’archeologo subacqueo Roberto Petriaggi sulla barca appoggio a Baia (foto Marcello Adamo)
Roberto Petriaggi ha lavorato dal 1978 al 2010 al ministero per i Beni e le Attività culturali. Ha svolto attività di tutela archeologica in varie soprintendenze italiane, al Servizio Tecnico per l’Archeologia Subacquea (STAS), è stato direttore del museo delle Navi Romane di Fiumicino e ha diretto ricerche e campagne di archeologia subacquea in Italia e all’estero, particolarmente in Yemen, Oman, Libia. Nel 1997 ha fondato il Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea (NIAS) dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR, già ICR), che ha diretto fino al termine della carriera nel ministero. Per l’ISCR ha svolto anche attività di professore alla Scuola di Alta Formazione per l’insegnamento del restauro e ha diretto importanti lavori di restauro, tra i quali si segnala quello del Satiro Danzante di Mazara del Vallo. Dal 2002 al 2009, inoltre, è stato docente a contratto di Archeologia Subacquea all’università di Roma Tre. Dal 2001 al 2010 è stato ideatore e direttore del progetto Restaurare Sott’acqua per interventi di restauro in situ in varie località italiane e, principalmente, presso il parco archeologico sommerso di Baia (Napoli). È autore di numerose pubblicazioni e monografie e, dal 2004, è direttore di “Archaeologia Maritima Mediterranea”, periodico internazionale di studi e ricerche di archeologia subacquea edito da Fabrizio Serra (libraweb.net). Attualmente collabora con la Missione in Libia dell’università di Roma Tre ed è anche consulente dell’ISCR per il progetto Restaurare Sott’acqua e dell’università della Calabria per il Progetto COMAS – Planned COnservation, “in situ”, of underwater archaeological artefacts.
Roma. In Curia Iulia l’incontro “Oltre il confine, un rifugio: patrimonio culturale e nuove cittadinanze” nell’ambito del progetto “Paesaggi di confine”: momento di condivisione e confronto tra il mondo della cultura e il mondo dell’accoglienza
Appuntamento in Curia Iulia mercoledì 18 gennaio 2023, dalle 14.30 alle 16.30, per l’incontro “Oltre il confine, un rifugio: patrimonio culturale e nuove cittadinanze” pensato come momento di condivisione e confronto tra le istituzioni del mondo della cultura in senso lato e chi sul territorio concretamente e quotidianamente si adopera nell’accoglienza, nella cura, nel sostegno e nell’accompagnamento nel percorso di integrazione di migranti e rifugiati o comunque di persone provenienti da realtà ben diverse dalla nostra. L’incontro “Oltre il confine, un rifugio: patrimonio culturale e nuove cittadinanze” rientra nelle attività del progetto “Paesaggi di confine” ed è curato dal dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della Sapienza-Università di Roma e a cui il parco archeologico del Colosseo partecipa come partner insieme ad altri 11 enti e istituti (associazione Italia Nostra, associazione italiana di Storia Orale, museo MAXXI di Roma, parco archeologico del Colosseo, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Biblioteche di Roma, associazione di Storia della Scienza, Ecomuseo Casilino, associazione Presidi del Lazio, ANP Lazio, associazione Esquilino chiama Roma, Circuito Necropoli Portuense, Drugstore Museum). Ingresso gratuito con prenotazione al seguente link: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSdVrJsP21TGE…/viewform. L’evento potrà essere seguito anche in streaming su https://www.facebook.com/parcocolosseo.
PROGRAMMA. Dopo i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo, e di Arianna Punzi, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia di Sapienza Università di Roma, introducono Irene Baldriga (Sapienza Università di Roma) e Andrea Schiappelli (parco archeologico del Colosseo). Modera Carmelo Russo, Sapienza Università di Roma. Intervengono: Francesca Cuomo, Centro Astalli; Daniela Moretti, Comunità di Sant’Egidio; Alessandro Baldo, ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo; Claudio Gnessi, Ecomuseo Casilino; Francesca Boldrighini, parco archeologico del Colosseo; Michela Nocita, liceo Classico Pilo Albertelli; Pino Pecorelli, Orchestra di Piazza Vittorio; Augusto Venanzetti, Casa dei Diritti Sociali; Clara Lopez, Associazione Nonna Roma; Marco Stefanelli e Marwa Al Husseini, Guide invisibili.
Roma. Al Tempio di Romolo nel Foro Romano apre la mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma” per promuovere e diffondere la conoscenza del mito di Enea e dell’itinerario culturale “Rotta di Enea”, raccontato attraverso 24 opere, databili fra il VII secolo a.C. e la piena età imperiale

Locandina della mostra “Il viaggio di Enea da Troia a Roma” al Tempio di Romolo nel Foro Romano dal 15 dicembre 2022 al 10 aprile 2023

Mappa della rotta di Enea da Troia alle coste del Lazio (foto associazione Rotta di Enea)
Il mito di Enea, cantato da Virgilio nell’Eneide, ha pervaso profondamente la cultura europea. Abbandonata Troia, distrutta dagli Achei, l’eroe lascia la sua terra e intraprende un lungo viaggio verso Occidente per raggiungere una nuova patria per i Troiani superstiti e dar vita a una stirpe da cui nascerà Romolo, fondatore di Roma e suo primo re. Enea impersona i valori della tradizione romana: la lealtà, il senso di appartenenza alla collettività, il rispetto per la famiglia, per lo stato e per gli dèi. Oggi la figura dell’eroe troiano rappresenta l’emblema dell’incontro possibile fra culture diverse e della speranza nel futuro. Il 15 dicembre 2022, al Tempio di Romolo nel Foro Romano, apre la mostra “Il viaggio di Enea. Da Troia a Roma”, ideata e organizzata dal parco archeologico del Colosseo in collaborazione con l’associazione Rotta di Enea per promuovere e diffondere la conoscenza del mito di Enea e dell’itinerario culturale “Rotta di Enea” certificato dal Consiglio d’Europa nel 2021. L’esposizione, curata da Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo, Roberta Alteri, Nicoletta Cassieri, Daniele Fortuna, Sandra Gatti, sarà visitabile fino al 10 aprile 2023.

Enea ferito: affresco dalla Casa di Sirico a Pompei, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
“Questo progetto consente di raccontare il viaggio e il mito di Enea attraverso preziosi reperti provenienti da tutta Italia, alcuni mai esposti in precedenza”, sottolinea Alfonsina Russo. “Un modo per conoscere la storia di una rotta leggendaria le cui radici affondano nella notte dei tempi e che è entrata precocemente a far parte dei miti più antichi di Roma. Una rotta che oggi può essere valorizzata e ripercorsa anche grazie all’importante riconoscimento ricevuto nel 2021 dal Consiglio d’Europa, che l’ha inclusa tra gli Itinerari culturali certificati e che ha visto il parco archeologico del Colosseo tra i primi aderenti a questo network sin dal 2019” ha dichiarato Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo”. E Giovanni Cafiero, presidente dell’associazione Rotta di Enea: “Promuovere le comuni radici europee, che si sono formate attraverso i viaggi e gli scambi che hanno avuto luogo nel Mediterraneo Antico testimoniate dai magnifici reperti esposti nella mostra, rappresenta una missione fondamentale della nostra associazione. La Raccomandazione del Parlamento Europeo alla Commissione del settembre 2022 per una nuova Agenda per il Mediterraneo citando la Rotta di Enea riconosce il valore del nostro itinerario come ponte e infrastruttura culturale. Un valore che il parco archeologico del Colosseo ha da subito abbracciato, nella comune convinzione dell’importante ruolo che la cultura può svolgere nella società e nelle relazioni internazionali”.

Particolare della Statua di terracotta raffigurante il Palladio, dal santuario di Minerva a Lavinium (V sec. a.C.) conservato al museo civico Archeologico Lavinium (foto museo lavinium)

Cratere apulo a figure rosse raffigurante Achille che trascina il cadavere di Ettore da Ruvo di Puglia (370-360 a.C.) conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Nella mostra, che ha ricevuto la collaborazione istituzionale del museo e scavi archeologici di Troia, la storia di Enea è presentata attraverso 24 opere di grande interesse, databili fra il VII secolo a.C. e la piena età imperiale, prestate da 12 diverse istituzioni nazionali. Le opere sono proposte secondo percorsi tematici chiave come le immagini di Enea, di suo padre Anchise e di sua madre la dea Afrodite; le raffigurazioni della guerra di Troia; il Palladio – talismano della salvezza prima di Troia e poi di Roma – e infine lo sbarco nel Lazio e la fondazione di Lavinium, dove le scoperte archeologiche hanno dato concretezza alla leggenda dell’eroe. Tra i preziosi reperti in mostra si ricordano il monumentale cratere apulo a figure rosse proveniente dal museo Archeologico nazionale di Napoli, vero capolavoro della ceramografia antica, datato al 370-360 a.C., raffigurante lo scempio del corpo del principe troiano Ettore da parte di Achille. Dallo stesso Museo provengono anche due affreschi rinvenuti a Pompei uno dei quali rappresenta una rara raffigurazione del cavallo di Troia trascinato all’interno della città. Cuore dell’esposizione sono le statue in terracotta dal santuario di Minerva a Lavinium, significativo esempio dell’arte tardo arcaica e medio-repubblicana del Lazio, molte delle quali esposte al pubblico per la prima volta.

Le pendici del colle Palatino (foto PArCo)
Durante il periodo della mostra, da dicembre 2022 a marzo 2023, il parco archeologico del Colosseo ospiterà una serie di conferenze incentrate sul mito di Enea e sul suo leggendario viaggio che saranno tenute da esperti della materia e docenti universitari italiani e stranieri. Sempre nello stesso arco di tempo sarà possibile partecipare a visite guidate a tema lungo il percorso che nel racconto di Virgilio compiono Enea ed Evandro, dal Foro Boario alla Porta Carmentale, all’Asylum (fra Arx e Capitolium), al Lupercale fino al bosco dell’Argileto e al Campidoglio e poi, attraverso la valle del futuro Foro Romano, fino al villaggio sul Palatino, dove si trova l’umile dimora del re, che coincide con il punto in cui sorgerà la casa di Romolo e, secoli dopo, la residenza di Augusto: un’occasione per ripercorrere la storia più remota e mitica del luogo, precedente alla futura città di Roma.
Mercoledì 8 marzo 2023, Giornata internazionale della donna, su proposta del ministro della Cgiornata ultura, Gennaro Sangiuliano, l’ingresso per le donne in musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici e altri luoghi della cultura statali sarà gratuito. Numerose iniziative sono state organizzate per sensibilizzare e riflettere sull’importanza culturale della Giornata. Ecco qualcuna, da Nord a Sud.
CIVIDALE Al museo Archeologico nazionale mercoledì 8 marzo 2023 un regalo Speciale per donne Speciali: ingresso gratuito con la possibilità di usufruire di due visite guidate: alle 10.30 e alle 16.
ALTINO Al museo Archeologico nazionale oltre all’ingresso gratuito per le donne durante tutta la giornata, sono in programma importanti novità: alle 17, sarà inaugurata la nuova sala conferenze, alla presenza della direttrice Marianna Bressan, del sindaco del Comune di Quarto d’Altino Claudio Grosso e di Cristina Gasparini, assessore alla cultura del Comune di Quarto d’Altino. Per l’occasione è prevista una conferenza di Francesca Ghedini, professoressa emerita di Archeologia classica all’università di Padova, dal titolo: “Donne di potere nella Roma Imperiale”. Seguirà un brindisi a cura del Comune di Quarto d’Altino e della Pro loco di Quarto d’Altino. L’evento, su prenotazione, è gratuito per le donne e gli abbonati, mentre è incluso nel biglietto d’ingresso per tutti gli altri. Info: drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it | 0422789443.
RAVENNA Al Museo Classis: la fortuna è donna? In occasione della Festa della Donna, mercoledì 8 marzo 2023, ingresso ridotto per tutte le donne al Museo Classis. Inoltre, alle 16, RavennAntica propone la conversazione “… tutto l’oro ch’è sotto la luna: la fortuna è donna?”: protagoniste Letizia Lodi, direttrice del museo nazionale di Ravenna, e Francesca Masi, direttrice della Fondazione RavennAntica. Partendo dai versi di Dante Alighieri, si affronteranno alcune riflessioni sul legame che intercorre tra il fato e le figure femminili, sia analizzando le vicende di alcune celebri eroine della storia sia attraverso i reperti contenuti in museo, a partire dal volto della Tyche, la personificazione della dea Fortuna, divinità che garantiva la floridezza di una città e il suo destino, rinvenuta negli scavi dell’area di Classe e divenuta il simbolo di Ravenna. Conversazione ad ingresso libero. Prenotazione consigliata: tel. 0544 473717 (tutti i giorni 10 – 17).
ROMA CAPITALE Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della Donna, tante le iniziative della Sovrintendenza Capitolina dedicate alla valorizzazione del talento femminile nell’arte e nella cultura e alle protagoniste della vita culturale e sociale della città lungo le vie, nei musei e nei siti archeologici. Appuntamenti anche con traduzione in Lingua dei segni italiana – LIS. La visita al museo della Repubblica Romana mette in scena le figure femminili che svolsero un ruolo di primo piano nella difesa di Roma nel 1849. Ai Musei Capitolini sono di scena figure di donne, sante, eroine e dee, dai capolavori della Pinacoteca Capitolina. Di grande suggestione anche le vicende di alcune donne tra Medioevo ed epoca barocca, rievocate con una passeggiata ai Fori Imperiali, mentre nella Galleria d’Arte Moderna si svolge un appassionante storytelling sui corpi e i volti delle donne che emergono dalle esposizioni in corso; il Museo della Scuola Romana di Villa Torlonia omaggia le artiste che hanno rinnovato l’ambiente culturale romano interbellico e al Museo Napoleonico sono di scena le numerose figure femminili che popolano l’immaginario visivo del museo stesso. Ancora, alla Centrale Montemartini le opere di arte antica raccontano di donne comuni e di principesse, imperatrici e dee, mentre l’incontro al Museo delle Mura è dedicato alla Spiritualità e devozione femminile nelle Mura Aureliane, luogo dove furono assicurati, con la diffusione del Cristianesimo, spazi devozionali, in particolare proprio per le donne. Infine, al Museo di Roma è rievocata la figura della poetessa e femminista ante litteram del Settecento, Petronilla Paolini. Nel ricco programma non mancano itinerari per le vie della città: “Come diventare donne rispettabili”, sul ruolo sociale della donna nel passato attraverso un percorso nell’area del Campo Marzio, mentre “Donne tra mito e realtà” a S. Urbano alla Caffarella si concentra su alcune figure che hanno lasciato traccia nella storia del tempio antico, poi trasformato in chiesa. Il percorso “Street art a San Lorenzo: tra Resistenza e diritti civili” pone, invece, l’attenzione sulle principali opere di Street art nello storico quartiere, raccontandone la storia e l’identità attraverso temi quali la Resistenza, l’accoglienza, la solidarietà e i diritti civili. Infine, appuntamento a piazza di Porta Capena per “Egeria e le altre ninfe” che secondo gli antichi abitavano l’area e nel rione Campo Marzio, Meretrici, partorienti, mammane e modelle, una passeggiata per ripercorrere la storia attraverso le vicende delle figure femminili tra il XVI e il XIX secolo.
ROMA / PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO In occasione della Giornata Internazionale della Donna l’ingresso al Parco archeologico del Colosseo è gratuito per tutte le donne con prenotazione del biglietto gratuito senza costi aggiuntivi sul sito del concessionario
Inoltre, mercoledì 8 marzo 2023, alle 11, la Curia Iulia ospita la presentazione del volume “Non è un Paese per madri” di Alessandra Minello (Editori Laterza). Introduce Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Alessandra Minello, università di Padova; Giulia Pedrucci, università di Verona; Stefania Solare, UNICEF Italia, Coordinatrice programma “Insieme per l’allattamento”. Modera Maria Lombardi, Il Messaggero. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite
ROMA / MUSEO DI VILLA GIULIA Mercoledì 8 marzo 2023, in occasione della Giornata internazionale della donna, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’ingresso per le donne sarà gratuito. Inoltre, alle 11, visita guidata speciale “QUESTIONE DI STILE. Acconciature antiche al Museo ETRU” per scoprire la moda etrusca in fatto di pettinature, attraverso le opere del Museo e la performance live dell’hair stylist Paolo Fasulo. Vi siete mai chiesti come si pettinavano le donne etrusche? Quali potevano essere le loro acconciature e le tecniche per realizzarle? Un tema certamente curioso e affascinante che ci svela un aspetto delle abitudini e delle tendenze in fatto di moda, in voga al tempo degli Etruschi. Acconciature elaborate, capigliature ribelli, domate in crocchie o divise in trecce elaborate, insomma alla moda. Le acconciature antiche sono ancora oggi oggetto di grande fascino e curiosità. E noi oggi come possiamo leggerle e capirle? È davvero tutta una questione di stile? Sarà un evento corale per vivere il mondo etrusco al femminile con una visita guidata tematica a più voci, introdotta dal direttore Valentino Nizzo e condotta dall’archeologa Romina Laurito e dall’hair stylist Paolo Fasulo. Un itinerario attraverso le opere che, con le loro acconciature, hanno molto da raccontare del mondo antico e ci svelano tutta la loro modernità, in fatto di stile. Al termine della visita, l’emiciclo si animerà di una performance live di acconciature antiche a cura dell’hair stylist Paolo Fasulo e della makeup artist Rossella Zeppetella. Prenotazione richiesta all’indirizzo
ROMA / MUSEO DELLE CIVILTà Il Museo delle Civiltà a Roma Eur aderisce alla proposta del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, riservando a tutte le donne l’ingresso gratuito per l’intera giornata di apertura, dalle 8 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30). Le visite guidate e i laboratori a cura di Aditum Cultura sono a pagamento e con prenotazione. Alle 16.30, “La Venere paleolitica. Dee, donne e madri”: visita guidata e laboratorio per bambini e bambine dai 6 anni: costo 12 euro. 
NAPOLI Il museo Archeologico nazionale, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, propone alle 16.30 una visita speciale “Il filo di Arianna”, gratuita di un’ora: percorso narrante che tratta storie di donne protagoniste o vittime di vicende dolorose, sanguinose o fantastiche, nelle quali i personaggi femminili sono stati sconfitti o ne sono usciti vittoriosi. Un modo per riflettere ulteriormente sulla condizione della donna, l’origine e il tramandarsi di ataviche tradizioni. Sarà affidato ai partecipanti un filo, un simbolico filo che dovrà condurre il gruppo fuori dal labirinto dei luoghi comuni, dei cliché, delle tradizioni che riguardano la donna. Si comincia con Minosse, incarnazione della violenza, dei pregiudizi della sopraffazione, nei confronti della donna, per esorcizzarlo, e stanarlo. Ogni mito, narrato prendendo spunto da un’opera, tratterà di un argomento o di una condizione nella quale ciascuna in qualche modo potrà riconoscersi, per riflettere e discutere. E allora Dirce, Medea, Andromeda, le figlie di Niobe, Europa e per finire Arianna, tutte ci raccontano la storia di se… per liberarci.
TARANTO Al museo Archeologico nazionale per la Giornata Internazionale della Donna, ingressi gratuiti per le donne, visite guidate e laboratori didattici per bambini dedicati all’universo femminile. Dalle 10.30 alle 12.30 i visitatori potranno partecipare a “Bellezza e forza. Storie di donne greche e romane”: visita guidata multisensoriale con approfondimenti sulla moda, la cosmesi, la cura del corpo e le donne nella Taranto greca e romana (prenotarsi scrivendo all’indirizzo mail
REGGIO CALABRIA Al museo Archeologico nazionale mercoledì 8 marzo 2023 ingresso gratuito per tutte le donne. L’iniziativa, promossa dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, viene arricchita al MArRC con due importanti appuntamenti. “Anche il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria vuole festeggiare questa giornata dedicata alle donne”, commenta il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Il MArRC consolida la sua identità di luogo di cultura per tutta la comunità del territorio. Ed è proprio attraverso la cultura, nel senso più ampio del termine, che si vincono pregiudizi e stereotipi e si prende coscienza del valore delle persone, indipendentemente dal genere. Ringrazio lo staff del Museo e il CIS Calabria per condividere con entusiasmo l’impegno per la diffusione della conoscenza”. La mattina alle 11, le scuole in visita al Museo potranno partecipare al percorso tematico “Dee di Magna Grecia. Religione mito e figure femminili”, condotto da Daniela Costanzo, funzionario archeologa del Museo, e ideato con la collaborazione di Maria Domenica Lo Faro, archeologa e funzionario amministrativo. Sarà un percorso diffuso, con un focus su alcuni reperti esposti al livello B nella sezione dedicata ai santuari della Calabria greca. Il pomeriggio, invece, appuntamento in sala conferenze, alle 17, per l’incontro promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria dal titolo “La donna nell’antichità Classica”. Si parlerà di condizione e status sociale della donna a partire dall’epos omerico fino alla tarda età romana, nelle evidenze archeologiche, storiche e letterarie. Relatrici dell’incontro saranno la prof.ssa Paola Radici Colace, ordinario di Filologia classica al DiCAM dell’università di Messina, nonché presidente onorario e direttore scientifico del CIS, e la prof.ssa Rosa Santoro, aggregato di Letteratura latina nel medesimo Dipartimento. Introdurrà i lavori, dopo i saluti istituzionali del direttore Carmelo Malacrino, Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS Calabria. “Ripercorrere la storia delle donne non è semplice curiosità erudita”, afferma la prof.ssa Radici Colace. “Nonostante i radicali mutamenti oggi intervenuti, con la conquista della parità formale, rivisitare il retaggio di una plurimillenaria ideologia discriminatoria consente di individuare nelle organizzazioni sociali dell’antichità il momento nel quale la divisione dei ruoli venne teorizzata e praticata non solo come fatto culturale, ma anche come conseguenza di una differenza biologica, tradotta in una inferiorità di genere codificata dalle leggi. È nell’antichità greca e romana che nascere femmina è passato da differenza biologica ad asimmetria e subalternità culturale. Ed è in tali società che vanno ricercate le radici di certi stereotipi ancora oggi responsabili di pregiudizi nei confronti delle donne”. Sarà un viaggio nella storia al femminile, attraverso la formazione delle donne, il matrimonio, lo stato civile, la dote, l’eredità, il divorzio, l’adulterio, nonché le categorie di genere e la codificazione dell’inferiorità, sullo sfondo delle riflessioni filosofiche, giuridiche e religiose nell’antichità classica.
AGRIGENTO Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza annuale della festa della donna aderisce all’evento “8 marzo al Museo” che prevede l’ingresso gratuito per le donne nei musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali, promuovendo inoltre un itinerario di visita tematico “Storie di donne e dee al museo Griffo” tra le vetrine del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Non tutti lo sanno o ci hanno mai fatto caso, ma tanti tra i reperti del museo “Pietro Griffo” di Agrigento raccontano delle storie tutte al femminile. Non si tratta soltanto dei preziosi vasi sui quali campeggiano bellissime figure che immortalano eroine, creature mostruose, guerriere e dee, ma anche di reperti che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana di donne vissute anche più di 2500 anni fa: tra monili, epigrafi, “portagioie”, porta profumi e porta trucchi, ex voto di diverse fogge e materiali, pesi da telaio e tanti altri oggetti ancora, i visitatori avranno modo di riflettere sulla condizione sociale e culturale delle donne ai tempi di Akràgas ed Agrigentum condotti dagli archeologi Coopculture (azienda che gestisce i servizi aggiuntivi). Appuntamento alla biglietteria del museo Griffo alle 17.

GALLERIE D’ITALIA In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, mercoledì 8 marzo 2023, tutte le donne potranno avere una riduzione del biglietto di ingresso per visitare le Gallerie d’Italia di Milano, Napoli, Torino e Vicenza. Inoltre, sono previste in tutte le sedi visite guidate speciali legate al tema dell’universo femminile nell’arte.

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