Roma. A Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda”: due giornate di interventi tra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio per una riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano. Ecco il programma
Il 17 e 18 aprile 2026, a Palazzo Massimo (museo nazionale Romano) di Roma, il convegno scientifico “Acqua nelle città dell’Italia romana: utenda, servanda, ducenda” che propone un’ampia riflessione sul ruolo dell’acqua nei contesti urbani del mondo romano, affrontata attraverso un approccio multidisciplinare che integra archeologia, storia, epigrafia e studi sul paesaggio. Dalla captazione alla distribuzione, dalla gestione pubblica e privata agli aspetti simbolici e culturali, l’acqua emerge come elemento centrale nella costruzione, nell’organizzazione e nella vita quotidiana delle città romane. Il programma si articola in due giornate di studio con la partecipazione di studiosi e specialisti provenienti da diverse istituzioni, e approfondisce temi quali: sistemi di approvvigionamento idrico e infrastrutture (acquedotti, condotti, cisterne); gestione e regolamentazione dell’acqua nelle città romane; paesaggi urbani legati all’acqua; casi studio da Roma, Ostia, Pompei e altre città dell’Italia romana; continuità e trasformazioni nell’uso dell’acqua nel tempo. Le sessioni si svolgono nelle giornate del 17 e 18 aprile, con interventi distribuiti tra mattina e pomeriggio e momenti di discussione. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
PROGRAMMA 17 APRILE 2026. Alle 9.30, saluti di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Stefania Quilici Gigli. Presiede Andrea Giardina: L. Capogrossi Colognesi, E. Tassi, “La città romana e le sue acque”; L. Maganzani, “La regolamentazione dei condotti d’acqua pubblica nelle città romane, dal caput aquae alla destinazione finale”; S. Orlandi, “Le fistulae aquariae di Roma e il loro contributo agli studi prosopografici”; G.L. Gregori, D. Nonnis, “L’acqua dentro e fuori le città d’Italia nel suo riflesso epigrafico”; discussione; 11.45, coffee break. Presiede Gianluca Tagliamonte: F. D’Andria, “L’acqua a Castro, tra Messapi e Romani”; G. Scardozzi, “L’acqua nelle e per le città del Salento: i casi di Ugento e Lecce”; S. Quilici Gigli, “Tante aquae nelle città senz’acqua”; discussione. Alle 14.45, presiede Marcello Guaitoli: A. D’Alessio, “Ond’io, ch’era ora a la marina vòlto / dove l’acqua di Tevero s’insala… (Purgatorio, II, 100-101). L’acqua a Ostia dall’età arcaica al tardo impero; M. Spanu, “La città e il fiume: aspetti urbanistici nelle città di fondazione in Italia (IV-II sec. a.C.)”; G. Ceraudo, “Aquino, città dell’acqua”; discussione; 16.15, coffee break. Presiede Simone Quilici: B. Zarrao, F. Rinaldi, D. Rose, “La questione idraulica al Colosseo”; P. Quaranta, F. Coletti, “L’approvvigionamento idrico a servizio del Palazzo imperiale: conduzione, distribuzione”; R. Alteri, “Usi pubblici e privati dell’acqua tra Foro romano e Palatino”; L. Quilici, “Le Mura Aureliane nel superamento del Tevere a Testaccio”; discussione.
PROGRAMMA 18 APRILE 2026. Alle 9.30, presiede Patrizia Basso: M. Azzari, S. Campana, P. Liverani, D. Susini, “Roselle e l’acqua: fonti di approvvigionamento e gestione nella lunga durata”; G. Furlan, A. Borsato, “Aquileia, città d’acque (fiumi, canali, fosse)”; E. Giorgi, S. Morsiani, M. Cavalazzi, “Ravenna città d’acqua. L’evoluzione di un paesaggio urbano tra canali e acque interne in età antica”; discussione. Alle 11, coffee break. Presiede Patrizia Basso: J. Bonetto, G. Da Villa, “L’acquedotto di Nora: rilievo, studio e ricostruzione del monumento”; G. Falezza, “Acquedotti e distribuzione dell’acqua a Verona”; M.S. Busana, G. Mariotti, J. Turchetto, “L’acquedotto romano di Vicenza: tra dati di archivio e nuove acquisizioni”; G. Cera, “Castella aquarum: raccolta e distribuzione nelle città dell’Italia romana”. Alle 14.45, presiede Maria Luisa Marchi: F. Giletti, M. Covolan, “Pompei, la gestione dell’acqua, la percezione e l’utilizzo di quella piovana”; S. Cespa, “Metodologie e tecniche di conservazione dell’acqua: cisterne nelle città dell’Italia romana”; G. Renda, “Ut sine intermissione diebus noctibusque aqua fluat. L’acqua nell’arredo urbano dell’Italia romana”; discussione e chiusura dei lavori.
Roma. All’Institutum Romanum Finlandiae presentazione del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun

Copertina del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun
Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, all’Institutum Romanum Finlandiae presentazione del libro “Ostia by the Sea: Society, Population, and Identities in Rome’s Port” del prof. Christer Bruun. Interverranno il direttore del parco archeologico di Ostia antica Alessandro D’Alessio, il prof. Fausto Zevi e la prof. Maria Letizia Caldelli. Sarà presente l’autore.
Ostia by the Sea. Ostia, l’insediamento romano fondato alla foce del Tevere, fu il porto della capitale imperiale e uno dei centri urbani più importanti del mondo mediterraneo durante gli ultimi decenni della Repubblica Romana e del Primo e Alto Impero. Il ruolo della città come polo commerciale marittimo spiega perché, nel suo periodo di massimo splendore, fosse la città più grande d’Italia dopo la potente Roma. Ostia è ancora importante oggi, ma ora soprattutto per gli imponenti resti dei suoi edifici, delle iscrizioni e dei numerosi reperti archeologici, e per ciò che possono rivelarci sulle persone che vi abitavano, che la visitavano o che le cui navi attraccavano in uno dei porti di Ostia.
In che modo migrazioni, schiavitù, nuove religioni e il duro lavoro nei porti influenzarono gli abitanti di Ostia nel periodo compreso tra il 50 a.C. e il 250 d.C.? Come si comportavano queste popolazioni e cosa pensavano di se stesse, del mondo circostante e del loro posto in esso? Per rispondere a queste domande, Christer Bruun si avvale della sua profonda conoscenza degli studi internazionali e della sua padronanza di migliaia di iscrizioni, principalmente in latino. Inizialmente, si concentra sull’impatto dell’ambiente fisico sugli abitanti, studiando come i quartieri creassero legami sociali, cosa i monumenti possano rivelarci sulla memoria culturale e come l’atmosfera marittima di Ostia abbia influenzato la coscienza di questa popolazione. In seguito, Bruun analizza le tendenze ideologiche all’interno di specifici segmenti della popolazione – senatori, donne, l’élite municipale nata libera, gli Augustali e i liberti, e la popolazione in generale (liberi, schiavi, immigrati) – per rispondere meglio a domande sulla loro identità in evoluzione. Chi erano, al di là delle loro distinzioni legali e formali? Le risposte di Bruun a questa domanda sono spesso inaspettate. Ad esempio, sostiene che le donne di Ostia avessero più opportunità lì che in qualsiasi altro luogo del mondo romano. Questa ambiziosa storia di una città in costante cambiamento, sempre in fermento, rivela elementi di un’ideologia “ostea”, ma lascia anche ai lettori chiari segni di conflitto tra queste idee, aprendo dimensioni della vita a Ostia prima inimmaginabili.
Roma. A Sapienza università presentazione del libro “Con sobria chiarezza. Atti delle Giornate in onore di Giovanni Becatti nel Cinquantesimo Anniversario della Scomparsa”, a cura di Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Graziella Becatti
Martedì 20 gennaio 2026, alle 17, all’Aula di Archeologia di Sapienza Università di Roma – Facoltà di lettere e archeologia, presentazione del libro “Con sobria chiarezza. Atti delle Giornate in onore di Giovanni Becatti nel Cinquantesimo Anniversario della Scomparsa”, a cura di Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Graziella Becatti. Presenteranno il volume il prof. Paolo Carafa e il direttore generale Musei Massimo Osanna. Non è richiesta prenotazione, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Grazie al contributo di allievi, colleghi e continuatori della sua opera nell’ufficio degli Scavi di Ostia, il convegno è stato l’occasione per ripercorrere la carriera di uno studioso che ha lasciato un’impronta profonda nella storia dell’arte antica e nell’archeologia del XX secolo (vedi Roma. A Palazzo Massimo “Con sobria chiarezza”, due giornate di studio in onore di Giovanni Becatti a cinquant’anni dalla scomparsa: in presenza e on line. Il programma | archeologiavocidalpassato).
Ostia antica (Roma). Al Castello di Giulio II presentazione del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia. Riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)”
Nuovo appuntamento con le presentazioni dei volumi dedicati a Ostia e ai suoi monumenti promosse dal parco archeologico di Ostia antica (Roma). Il 31 ottobre 2025, alle 17, nella sala conferenze del Castello di Giulio II a ostia antica (Roma) presentazione del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia, riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)” (BABESCH Supplement 47), dedicato allo sfruttamento termale del quartiere marittimo di Ostia, caratterizzato dalle imponenti vestigia delle Terme della Marciana e delle Terme Marittime. La presentazione verrà introdotta dal direttore del Parco Alessandro D’Alessio e sarà condotta da Alessandra Ten, professore di Rilievo e Analisi tecnica dei monumenti antichi di Sapienza università di Roma. Seguirà un commento dell’Autore. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti a sedere.

Copertina del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia, riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)”
Il libro. Il presente studio è il risultato di una ricerca sulle terme romane situate nel quartiere costiero di Ostia. In età adrianea, il litorale della città portuale fu arricchito da una serie di edifici termali: le Thermae maritimae (IV, X, 1), le “Terme del Sileno” e le cosiddette “Terme Marittime” (III, VIII, 2). Questa vocazione termale si accentuò in età tardoantica, quando lungo la strada costiera furono realizzati una serie di stabilimenti balneari. Attraverso lo studio diretto dell’architettura termale, la revisione degli scavi antichi e l’esame dell’evoluzione urbana di Ostia, nonché dei più ampi contesti territoriali (collegamenti, infrastrutture, scambi, traffici), questo volume offre nuove prospettive integrando la ricerca archeologica con la storia economica, politica e sociale dell’età imperiale e tardo-romana.
Al teatro romano di Ostia antica (Roma) torna la grande tragedia greca con la prima edizione del “Teatro Ostia Antica Festival. Il senso del passato” grazie alla sinergia tra il Teatro di Roma e il Parco archeologico di Ostia Antica. Ecco il programma
“Edipo Re” di Sofocle, “Antigone” di Jean Anouilh, “Ifigenia” di Euripide: la grande tragedia greca torna al Teatro di Ostia antica. restituendo al pubblico la sua maestosa vocazione di palcoscenico a cielo aperto e luogo d’incontro tra culture e storie millenarie. Nasce la prima edizione del “Teatro Ostia Antica Festival. Il senso del passato”, che dal 2 al 26 luglio 2025 trasformerà questo luogo iconico in un crocevia di arte e pensiero in dialogo tra classici e contemporaneità. Dopo decenni dall’ultima programmazione estiva, interrotta alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, il Teatro di Roma farà rivivere uno dei patrimoni storici più suggestivi, offrendo un’esperienza culturale inedita che riannoda il filo con la tradizione classica del teatro e torna alle radici epiche del rapporto tra pubblico e scena. Un ritorno alle origini che si traduce in una rilettura contemporanea di temi universali – come le riflessioni attorno ai principi di umanità, giustizia, legge morale – attraverso un programma internazionale d’eccellenza che offre cinque spettacoli unici per cinque sguardi d’autore riuniti attorno al mito senza tempo di Antigone. Un viaggio che spazia dalla potenza evocativa della prosa alla forza dirompente della musica e della danza, dove l’eco dei classici si fonde con l’energia del contemporaneo, snodandosi su tre sedi prestigiose della città: il Teatro romano di Ostia, cuore pulsante del festival, l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e il Teatro Argentina.
Insieme, opere e artisti daranno vita al “Teatro Ostia Antica Festival. Il Senso del Passato”, che non è solo il titolo della prima edizione, ma un invito a riscoprire il valore immortale dei classici che, attraverso le Antigoni, figure simbolo di ribellione e giustizia, vuole creare un ponte tra epoche diverse, stimolando una riflessione profonda sul ruolo dell’arte nella società. Una rilettura dei classici, con uno sguardo contemporaneo e multidisciplinare, per indagare il nostro passato, interrogarci sul presente e immaginare un futuro in cui l’arte sia un patrimonio condiviso, libero e accessibile, capace di renderci più consapevoli e umani. Ostia Antica si trasforma, così, in un palcoscenico internazionale di cultura. Questo grazie al sostegno di Regione Lazio e Comune di Roma, che supportano con forza il Teatro di Roma nella realizzazione di questa impresa culturale che celebra il teatro e proietta l’arte oltre i confini nazionali e regionali: il contributo della Regione Lazio esalta la qualità della proposta artistica, volta a valorizzare un sito di inestimabile pregio storico; e il sostegno del Comune di Roma, in occasione del Giubileo 2025, amplifica la versatilità di un programma innovativo e inclusivo, pensato per accogliere il pubblico eterogeneo che confluirà nella capitale.

Luca Lazzareschi e Manuela Mandracchia tra i protagonisti di “Edipo Re” per la regia di Luca De Fusco (foto teatro di roma)
A tessere questa visione, un mosaico di maestri e creatori della scena nazionale e internazionale, affiancati dal talento di autorevoli interpreti e performer: il Maestro Francesco Lanzillotta, direttore d’orchestra tra i più apprezzati della sua generazione, il 23 giugno 2025 ha inaugurato il festival con “Antigone” d i Mendelssohn all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un capolavoro raramente eseguito, che a Santa Cecilia risuonò soltanto nel 1986. Il direttore artistico del Teatro di Roma, Luca De Fusco, regista di esperienza e fine cesellatore di classici in dialogo con il nostro tempo, porta in scena “Edipo Re” di Sofocle dal 2 al 6 luglio 2025, alle 21.15, al Teatro romano di Ostia, affidato a un duo dalle profonde sfumature umane, Luca Lazzareschi e Manuela Mandracchia. L’inconfondibile esploratore del teatro contemporaneo, Roberto Latini, in scena tra gli altri con Manuela Kustermann, presenta dal 18 al 19 luglio 2025 “Antigone” di Jean Anouilh, rileggendone con forza il suo mito. Il visionario coreografo norvegese all’avanguardia nella reinvenzione dei linguaggi della scena, Alan Lucien Øyen, in prima mondiale al Teatro Argentina di Roma, dal 22 al 24 luglio 2025, con “Antigone”, una sinfonia di danza e parole, interpretata dai ballerini della sua compagnia winter guests, affiancati da alcuni dei danzatori più acclamati del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch e da Antonin Monié dell’Opera di Parigi. Infine, Eva Romero, regista di raffinata abilità nel tradurre le ferite del presente in narrazioni mitiche con sguardo sensibile e profondo, chiude il festival dal 25 al 26 luglio 2025 con “Ifigenia” di Euripide, adattamento di Silvia Zarco al Teatro romano di Ostia.
In linea con lo spirito di collaborazione dialettica tra istituzioni che anima il festival, l’incontro tra il patrimonio storico-archeologico del sito e l’arte teatrale è reso possibile dalla sinergia tra il Teatro di Roma e il Parco archeologico di Ostia Antica, diretto da Alessandro D’Alessio, un’intesa al servizio di un’esperienza rinnovata dei luoghi della cultura, rendendoli più accessibili e stimolando la crescita del territorio. In questo contesto il Teatro di Roma si inserisce nell’offerta artistica della manifestazione già esistente, dal titolo “Ostia Antica Festival”, a cura di Bass Culture srl di Vincenzo Bellini, in uno scambio sinergico e reciproco per omaggiare l’arte in tutte le sue forme. Il festival si distingue, inoltre, per la creazione di nuove alleanze con eccellenze artistiche nazionali e internazionali, attraverso cui rafforzare l’impegno artistico e arricchire la visione progettuale. Due alleanze strategiche caratterizzano questa edizione: la collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel prologo d’apertura diretto dal Maestro Lanzillotta, e la connessione internazionale con il Festival di Mérida, il più antico festival di teatro classico della Spagna, con cui si amplia la portata performativa e innovativa del Teatro di Roma. L’edizione 2025 si avvale del sostegno di Enel.
Roma. All’Ecole française de Rome la Tavola rotonda “Immagini del passato, tecnologie del futuro: archeologia e patrimonio nell’era della realtà virtuale”
In che modo il 3D e la realtà virtuale stanno trasformando il nostro rapporto con il passato? Che cosa hanno da offrire alle società che desiderano studiare, comprendere e preservare meglio il loro patrimonio archeologico e culturale? Se ne parla all’Ecole française de Rome in piazza Navona 62 a Roma, nel pomeriggio del 16 maggio 2025, nella Tavola rotonda “Immagini del passato, tecnologie del futuro: archeologia e patrimonio nell’era della realtà virtuale”. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti. In un momento in cui i musei ei siti archeologici offrono sempre più spesso ricostruzioni in 3D e immersioni virtuali, questa tavola rotonda esaminerà le promesse ei limiti di queste nuove tecnologie. La conservazione virtuale di siti in pericolo, il miglioramento dell’esperienza dei visitatori e la mediazione delle conoscenze, nonché la digitalizzazione dei beni culturali sono tutte applicazioni potenziali che sono già state ampiamente sfruttate. Tuttavia, esse immagini sollevano anche importanti interrogativi sulle incertezze insite in qualsiasi restituzione, sulla durata degli oggetti digitali e, più in generale, sullo status delle nel nostro rapporto con la verità storica. Intervengono: Emanuel Demestrescu, ricercatore, CNR Roma; Sofia Pescarin, ricercatrice, CNR Firenze; Michele Russo, professore, Sapienza università di Roma; Alessandro D’Alessio, direttore, parco archeologico di Ostia antica; Alberto Tulli, responsabile dei progetti multimediali, parco archeologico di Ostia antica; Stefano Borghini, architetto, parco archeologico del Colosseo.
Napoli. Alla Scuola Superiore Meridionale il convegno “Puteoli – Portus Porti di Roma”: a confronto i due sistemi portuali più importanti per la Capitale dell’Impero. Ecco il programma

Lunedì 27 gennaio 2025, alla Scuola Superiore Meridionale di Napoli, si terrà il convegno “Puteoli – Portus Porti di Roma”, con l’obiettivo di mettere a confronto i due sistemi portuali più importanti per la Capitale dell’Impero. Organizzato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, dall’università Vanvitelli, dalla Scuola Superiore Meridionale e dal Gruppo Archeologico dei Campi flegrei, il convegno è realizzato grazie al contributo della Direzione generale Educazione, ricerca e istituto culturali del Mic.
PROGRAMMA. Scuola Superiore Meridionale di Napoli, largo San Marcellino 10 a Napoli (centro storico). Aula 3, apertura dei lavori alle 9.30 con i saluti istituzionali: Mariano Nuzzo, soprintendente Sabap-Na-Met; Carlo Rescigno, università della Campania “Vanvitelli” – Ssm. Gli interventi: 9.50, Simona Formola, “Le attività dell’ufficio Archeologia subacquea della Sabap-Na-Met”; 10, Raffaella Iovine, “Il contributo del Gruppo Archeologico dei Campi Flegrei”; 10.10, keynote speech, Pascal Arnaud, “Navigare tra Pozzuoli e Portus: condizioni, stagioni, barche”. SESSIONE 1: OSTIA-PORTUS (chair: P. Arnaud. 10.40, Evelyne Bukowiecky, “La pianificazione architettonica e logistica del più grande complesso di stoccaggio dell’antichità”; 11, Stéphanie Mailleur, “L’immagine del porto: segni e significati”; 11.20, Marina Lo Blundo, Claudia Tempesta, Alessandro D’Alessio, “Il sistema Ostia-Portus: infrastrutture portuali e di stoccaggio alla foce del Tevere”. SESSIONE 2: PUTEOLI (chair: A. D’Alessio). 12.10, Maria Luisa Tardugno, “La colonia marittima di Puteoli: l’area urbana e il porto”; 12.30, Fabio Pagano, Enrico Gallocchio, “Strutture e servizi al servizio del porto: nuove ricerche 2024-2025 nell’area del Portus Iulius”; 13, pausa pranzo. Aula 5, 14, Michele Silani, “La ripa puteolana: il vicus Lartidianus”; 14.20, Michele Stefanile, Michele Silani, “Il tempio sommerso dei Nabatei. Le nuove ricerche”; 14.40, Michele Stefanile, “La ripa puteolana: il vicus Annianus e la Penisola Mediana”; 15, dibattito (chair: P. Arnaud): C. Rescigno, E. Bukowiecky, S. Mailleur, M. Lo Blundo, C. Tempesta, A. D’Alessio, F. Pagano, E. Gallocchio, M.L. Tardugno, M. Stefanile, M. Silani.
Ostia antica. Al parco archeologico la visita guidata “Ostia ebraica. Itinerario tra i luoghi della memoria della comunità ebraica di Ostia antica”
“Ostia ebraica. Itinerario tra i luoghi della memoria della comunità ebraica di Ostia antica”: in occasione del Giorno della Memoria 2025, domenica 26 gennaio 2025, alle 10.30, nell’area archeologica di Ostia antica visita guidata tra i luoghi che testimoniano la presenza e l’importanza della comunità ebraica nell’antico porto di Roma, con un focus particolare sulla Sinagoga (la più antica del Mediterraneo occidentale). In relazione alla Sinagoga, si illustreranno i progetti di studio in corso e, soprattutto, i contenuti del progetto di restauro il cui studio di fattibilità è stato curato insieme alla Fondazione Beni Culturali Ebraici. La prenotazione dà diritto all’accesso gratuito all’area archeologica. L’appuntamento è alle 10.30 davanti all’ingresso del museo Ostiense.

La sinagoga di Ostia antica (foto parco archeologico ostia antica)
L’obiettivo principale è quello di divulgare la conoscenza della presenza, del ruolo e dell’importanza della comunità ebraica a Ostia dagli inizi dell’età imperiale (epoca cui risale la più antica iscrizione nota in Italia che menzioni Iudaei, rinvenuta nella necropoli ostiense di Pianabella) al V-VI secolo, quando la sinagoga di Ostia venne definitivamente abbandonata. La visita, che sarà tenuta dal direttore del parco Alessandro D’Alessio, dalla funzionaria archeologa Claudia Tempesta e dall’arch. Adachiara Zevi, interesserà il museo Ostiense, la cosiddetta Schola del Traiano e la Sinagoga. L’iniziativa si svolge in partnership con l’associazione “Arte in Memoria”, con la quale il parco ha una lunga e consolidata collaborazione, e con la Fondazione Beni Culturali Ebraici, con cui è stato sviluppato il citato progetto per il restauro della Sinagoga.
Ostia antica. All’antiquarium presentazione del libro “Ostia. Nuova guida agli Scavi” di Angelo Pellegrino, quinto appuntamento col ciclo di incontri “A proposito di Ostia…”
Domenica 6 ottobre 2024, alle 17, nella sala Mireille Cébeillac-Gervasoni (Antiquarium) di Ostia antica si terrà il quinto appuntamento col ciclo di incontri “A proposito di Ostia…” dedicato alla presentazione di libri su tematiche ostiensi (e non solo). In quest’occasione sarà presentato il volume “Ostia. Nuova guida agli Scavi” di Angelo Pellegrino, già direttore dell’Area archeologica di Ostia antica. Introduce Dario Daffara, presentano il direttore del Parco Alessandro D’Alessio e Laura Larcan, archeologa e giornalista de “Il Messaggero”. Interviene l’autore. L’ingresso è libero, per assistere alla conferenza è necessario recarsi in biglietteria e ritirare il titolo di accesso gratuito, a partire dalle 16.45 e fino alle 18.
Ostia antica (Roma). All’antiquarium del parco archeologico presentazione del libro “Portus. Studio sul cosiddetto portico di Claudio” di Riccardo Frontoni (Il Formichiere). Intervengono Stefano Borghini (parco Colosseo) e Patrizia Verduchi (università di Udine)
Il parco archeologico di Ostia antica promuove la presentazione del libro “Portus. Studio sul cosiddetto portico di Claudio” di Riccardo Frontoni (Il Formichiere). Appuntamento venerdì 20 settembre 2024, alle 17, nella Sala Mireille Cébeillac (Antiquarium) di Ostia antica. Introduce il direttore del Parco Alessandro D’Alessio; presentano Stefano Borghini, funzionario architetto del parco archeologico del Colosseo, e Patrizia Verduchi, professoressa di Architettura antica all’università di Udine. Interviene l’autore. L’ingresso è libero. Per assistere alla conferenza è necessario recarsi in biglietteria e ritirare il titolo di accesso gratuito, a partire dalle 16.45 e fino alle 18.

Copertina del libro “Portus. Studio sul cosiddetto portico di Claudio” di Riccardo Frontoni (Il Formichiere)
“Portus. Studio sul cosiddetto portico di Claudio”. Il porto di Roma in epoca imperiale non era più quello fluviale di Ostia: l’imperatore Claudio (41-54 d.C.) intraprese l’opera di costruirne un altro 3 km più a nord. Con la realizzazione di un bacino di circa 1 km di diametro, diede avvio alla nuova realtà urbana di Portus, sorta di appendice commerciale di Ostia. Più tardi l’imperatore Traiano (98-117 d.C.) costruì un secondo bacino, esagonale e più interno rispetto al primo, soprattutto per risolvere problemi di insabbiamento. Il presente lavoro tratta una nuova e inedita ipotesi sulla datazione del portico “delle Colonnacce”, riferito, fin dalla sua scoperta, all’epoca dell’imperatore Claudio. Attraverso l’analisi stilistica delle colonne e dai dati emersi e documentati durante lo scavo condotto dall’Autore tra il marzo 1992 e l’aprile 1993, viene qui avanzata una datazione posteriore rispetto a quella consolidata.







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