Castello di Santa Severa. Presentazione dei progetti di valorizzazione dei siti etruschi di Pyrgi, Cerveteri e Veio nell’ambito del workshop internazionale di progettazione “Etruscan Landscapes. Mediterranean Glances”

santa-severa_etruscan-places_presentazione-progetto-sapienza_locandinaPresentazione dei progetti di valorizzazione dei siti etruschi di Pyrgi, Cerveteri e Veio da parte di studenti di architettura provenienti da università europee e dell’America latina che hanno partecipato al workshop internazionale di progettazione “Etruscan Landscapes. Mediterranean Glances”. Appuntamento sabato 17 settembre 2022, alle 16, al Castello di Santa Severa. L’intento è quello di studiare soluzioni utili alla preservazione e valorizzazione di un territorio prezioso per caratteristiche ambientali, storiche, culturali, e nel quale l’impatto di un’antica civiltà come quella degli Etruschi ha contribuito a modellare il paesaggio con dei segni che connotano in modo indelebile l’attuale configurazione della regione a nord di Roma e ne fanno qualcosa di assolutamente unico. L’apertura al mondo accademico internazionale offerta da questo workshop si innesta in un rapporto di stretta collaborazione che la Regione Lazio ha già avviato da tempo con la Soprintendenza responsabile della tutela e il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, impegnato in questo ampio quadro territoriale con scavi e ricerche archeologiche di fama internazionale stabilmente finanziati dall’Ateneo.

Terracina. Al Tempio di Giove Anxur visite guidate agli scavi archeologici in corso. E presentazione dei risultati della campagna di scavo 2021

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Cantiere di scavo aperto nella zona del Piccolo Tempio del sito archeologico del Tempio di Giove Anxur a Terracina (Lt) (foto graziano tavan)

terracina_tempio-giove-anxur_visita-ai-cantieri-di-scavo_locandinaChi ha la fortuna di visitare in questi giorni il tempio di Giove Anxur sul Monte Sant’Angelo a Terracina (Lt), che non è solo un sito archeologico di grande importanza con le vestigia di una cinta muraria, un campo militare per il controllo del passaggio della via Appia e il nuovo grande tempio, edificato su una scenografica terrazza di fondazione in opera incerta, con portico retrostante, risalenti all’epoca sillana (I sec. a.C.), ma anche l’occasione si una full immersion nella natura con panorami mozzafiato su Terracina, la costa dal Circeo a Gaeta, il rettifilo della via Appia, può imbattersi nella zona del Piccolo Tempio in un gruppo di archeologi e archeologhe al lavoro. È qui infatti che da qualche anno è attiva la missione di scavo archeologico dell’Istituto di Archeologia classica dell’università Ludwig-Maximilian​ di Monaco di Baviera, supportata dall’università di Bologna. La missione, giunta nel 2022 alla quarta campagna di scavo, è guidata da Paul Scheding, da Francesca Diosono, da Miriam Knechtel dell’università bavarese e da Enrico Cirelli dell’università bolognese. Saranno proprio loro, martedì 20 settembre 2022, nella sala dell’ex Tribunale in via Appia a Terracina, a presentare “I risultati della campagna di scavo e rilievo 2021 a Monte Sant’Angelo”, durante la quale le indagini hanno interessato l’area del cosiddetto ‘Piccolo Tempio’, già oggetto della prima e della seconda campagna nel 2019 e nel 2020 e, per la prima volta, l’area del ‘Campo Trincerato’ e delle ‘Casematte’, dove il team puntava a scoprire novità interessanti su fasi e funzioni del complesso monumentale di età romana. Intanto chi vuole vivere in diretta lo scavo archeologico al Tempio di Giove Anxur, ha l’opportunità di partecipare alle visite guidate agli scavi in corso promosse dalla Fondazione Terracina. Sono previste cinque date: sabato 17 settembre 2022, alle 11; martedì 20 settembre, alle 11; sabato 24 settembre, alle 11; martedì 27 settembre, alle 11; venerdì 30 settembre, alle 17. Info e modalità di accesso: telefonando allo 0773359346 o scrivendo a info@fondazioneterracina.it.

Roma. Dal Getty Museum di Los Angeles arriva al museo dell’Arte Salvata il gruppo di Orfeo e le Sirene: il ministero della Cultura e il Comando carabinieri TPC oggi presentano gli aspetti del rientro in Italia

roma_museo-arte-salvata_Il ritorno di Orfeo in patria_locandinaL’annuncio poco più di un mese fa: il gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene” (IV secolo a.C.) conservato al Getty Museum di Los Angeles sta per essere recuperato al patrimonio nazionale e a settembre 2022 dovrebbe essere restituito all’Italia, dove in un primo tempo verranno esposte nel museo dell’Arte Salvata di Roma, per poi tornare definitivamente a casa, al museo Archeologico nazionale di Taranto (vedi Mercato illegale. Il Getty Museum di Los Angeles sarebbe pronto a restituire a settembre l’eccezionale gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”, di provenienza tarantina, richiesto da oltre vent’anni. E il museo Archeologico nazionale di Taranto è pronto ad accoglierle | archeologiavocidalpassato). Stavolta ci siamo. E sabato 17 settembre 2022, alle 11, il ministro della Cultura Dario Franceschini presenta tutti gli aspetti del rientro in Italia del prezioso gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene” in un incontro nell’Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano, sede del nuovo museo dell’Arte Salvata, istituito per accogliere le opere di ritorno nel territorio nazionale. Interverranno il ministro della Cultura, Dario Franceschini; il Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Roberto Riccardi, il direttore del museo nazionale Romano, Stéphane Verger; il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, Eugenia Pontassuglia; un rappresentante dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma, un rappresentante della Procura distrettuale di New York e un rappresentate delle forze di polizia federali statunitensi che hanno collaborato al rientro dell’opera.

roma_museo-arte-salvata_logoIl museo dell’Arte Salvata è stato inaugurato il 15 giugno 2022 nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, come parte del museo nazionale Romano, arricchendo il percorso museale delle Terme di Diocleziano e delle altre tre sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Il museo dell’Arte Salvata vuole raccontare in modo permanente la storia delle operazioni di salvataggio attraverso allestimenti temporanei delle opere trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente, ma anche recuperate da aree colpite da sismi e calamità naturali. Dopo ogni esposizione, le opere torneranno nel territorio di provenienza. In questa prima fase, fino al 15 ottobre 2022, sono esposti i recenti ritrovamenti del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC): numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà rientrati dagli Stati Uniti in un arco temporale compreso fra il dicembre 2021 e il giugno 2022. E ora arriva il gruppo di Orfeo e le Sirene da Los Angeles.

Vetulonia. Doppio spettacolo sul palco della mostra-evento “A tempo di DANZA. In Armonia, Grazia e BELLEZZA” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi”: la compagnia AnimaScenica presenta lo spettacolo itinerante di teatro e danza “Etruschi: miti e tesori del mare”

vetulonia_archeologico_mostra-a-tempo-di-danza_animascenica_locandinaVenerdì 16 settembre 2022 si accendono ancora una volta i riflettori del palcoscenico, nella Sala della Danza, all’interno della mostra-evento “A tempo di DANZA. In Armonia, Grazia e BELLEZZA” al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr). Per un doppio appuntamento con lo spettacolo itinerante di teatro e danza “Etruschi: miti e tesori del mare”, a cura della compagnia teatrale AnimaScenica. Nello straordinario contesto della mostra-evento 2022, al fianco delle splendide statue femminili della danzatrice di Ercolano e della Danzatrice con le mani sui fianchi di Antonio Canova, si potrà vivere un’occasione unica per vedere animarsi potenti personaggi femminili dell’antichità, in un viaggio alla scoperta dei tesori, degli ori, della bellezza e della intensità della ritualità sacra. Primo spettacolo alle 18; secondo spettacolo alle 19. L’evento è gratuito. La prenotazione è obbligatoria (posti limitati). Info e prenotazione: 0564 927241 oppure 0564 948058 museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

Lipari. Al museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” si presenta il libro di Armin Wolf “Ulisse in Italia. Sicilia e Calabria negli occhi di Omero” che propone la mappa del viaggio di Odisseo basato su conoscenze nautiche e geografiche

lipari_archeologico_libro-wolf_ulisse-in-italia_locandinaL’Odissea di Omero è certamente un libro mondiale essendo noto in ogni angolo della terra. Ha affascinato tutte le generazioni e ha posto quesiti e interpretazioni fin da quando è apparso nella versione che oggi conosciamo. Cercare i luoghi dell’Odissea equivale a cercare Omero e già per i Greci il viaggio del ritorno (nostos) era situato in Occidente. Nel poema vi sono echi delle prime esplorazioni condotte dall’Egeo verso l’Occidente da parte dei Micenei nell’età del Bronzo e dei primi stanziamenti di Greci che si affermano a partire dall’VIII secolo a.C. Il 16 settembre 2022, alle 18, al museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea”, nella sala superiore dell’ex chiesa di Santa Caterina, si viaggia sulla nave di Odisseo con la presentazione del libro di Armin Wolf “Ulisse in Italia. Sicilia e Calabria negli occhi di Omero”. Dopo i saluti istituzionali di Rosario Vilardo, direttore del parco archeologico delle isole Eolie e museo “Bernardo Bernabò Brea”, e Marcello Saija, presidente del Centro internazionale di Ricerca per la Storia e la Cultura Eoliana (CIRCE), introduce e coordina Maria Clara Martinelli, archeologa del parco. Presentano il volume di Armin Wolf, che sarà presente, Antonio De Caro, grecista e traduttore dal tedesco del testo di Wolf, e Massimo Cultraro, archeologo e dirigente del Cnr.

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La copertina del libro di Armin Wolf “Ulisse in Italia. Sicilia e Calabria negli occhi di Omero”

Armin Wolf in “Ulisse in Italia”, dopo anni di studi, definisce un metodo di ricerca basato sulle conoscenze nautiche e geografiche, confrontate con informazioni sulle correnti marine, sui venti, sulle stelle e sulle eclissi di sole, per proporre una mappa del viaggio di Odisseo. Cioè non viene offerta semplicemente l’ennesima localizzazione dell’Odissea, bensì è sviluppato il metodo con cui si può stabilire in modo critico se in generale l’Odissea faccia riferimento a luoghi geografici reali o si svolga solamente nei mari della fantasia. Il risultato della ricerca, dispiegata alla scrivania e poi, in numerosi viaggi sul posto – con Omero alla mano – fra il 1962 e il 2016, verificata, precisata e documentata attraverso un cospicuo materiale illustrativo, in gran parte mai pubblicato prima, è il seguente: Omero descrive effettivamente un (suo?) viaggio. Questo viaggio si svolge intorno alla Sicilia e attraverso l’Italia. Il poeta localizza le avventure di Ulisse presso le coste che i Greci del suo tempo, cioè nel sec. VIII a.C., stavano scoprendo nel corso della colonizzazione in Occidente. In tal modo egli trasmette il più antico documento testuale della storia della Tunisia, di Malta, della Sicilia e dell’Italia. Il libro contiene inoltre la prima storia delle localizzazioni dell’Odissea avvenute fino ad oggi. La convinzione, ampiamente invalsa, che l’Odissea si svolga in modo fiabesco, viene messa criticamente in discussione. Inoltre, il libro di Armin Wolf raccoglie in un intero capitolo la storia delle localizzazioni che lette tutte insieme fanno capire bene l’attrazione magnetica delle avventure di Odisseo. Cosa accade alle “cosiddette isole Eolie” citate da Tucidide nel V secolo a.C.? E Lipari, l’antica Meligunis dove Odisseo è accolto presso la reggia di Eolo come racconta Parthenius nel I secolo a.C.? Nel viaggio tracciato dall’autore, l’isola di Eolo è Malta, Stromboli rappresenta le rupi erranti ma anche l’omphalos ovvero l’ombelico del mare, Lipari (o Panarea) è Ogigia l’isola di Calipso. Interessante è la localizzazione della terra dei Feaci, che per Omero non è un’isola, in quella parte di Calabria stretta tra il golfo di Sant’Eufemia e quello di Squillace.

Archeologia in lutto. A un mese dalla scomparsa a 61 anni dell’architetto Gionata Rizzi, il parco archeologico di Ercolano l’Herculaneum Conservation Project (HCP) si uniscono nel ricordo di questo straordinario professionista esperto nel restauro archeologico

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L’architetto Gionata Rizzi, esperto nel restauro architettonico (foto paerco)

A un mese dalla scomparsa dell’architetto Gionata Rizzi, avvenuta a Milano lo scorso 16 agosto 2022, a 61 anni, il parco archeologico di Ercolano e l’Herculaneum Conservation Project (HCP) si uniscono nel ricordo di questo straordinario professionista, esperto noto a livello internazionale nel campo del restauro archeologico, che ha contribuito in maniera incisiva proprio all’avvio, nel 2001, dell’iniziativa pubblico-privata che unisce l’Ente Parco alle Fondazioni Packard. Considerato da molti una voce eterodossa e a tratti dissenziente nel campo del restauro, per Rizzi le rovine archeologiche rappresentavano una poesia intorno alla quale costruire, restituendo di significati il vuoto lasciato dal lungo abbandono.

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L’atrio della Casa della Gemma, a Ercolano, come appariva nel 2002 prima dei restauri curati dall’architetto Gionata Rizzi (foto paerco)

Ad Ercolano ha sperimentato e riacceso la discussione intorno al restauro come non era più successo dall’epoca di Amedeo Maiuri. Le coperture dell’Insula Orientalis I sono state insieme un omaggio al grande archeologo e un approccio inedito al suo lascito. Nei molti anni di lavoro ad Ercolano, Rizzi con la sua sensibilità e visione poetica ha continuamente posto interrogativi e invitato alla riflessione i colleghi archeologi e architetti, sui temi della conservazione, dell’interpretazione, del significato delle rovine nel mondo attuale. Allievo di Sir Bernard Feilden e dell’architetto Andrea Bruno, Rizzi ha intrapreso da subito la carriera internazionale, diventando consulente delle più note organizzazioni internazionali che operano nel campo dei Beni Culturali, come UNESCO, ICCROM, Getty Conservation Institute. Tra i suoi progetti italiani più noti, oltre ad Ercolano figurano le nuove coperture del sito archeologico di Piazza Armerina.

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L’atrio della Casa della Gemma a Ercolano riaperta al pubblico nel 2022, dopo i restauri curati anche dall’architetto Gionata Rizzi (foto paerco)

I colleghi dell’HCP si stringono intorno alla famiglia nel ricordo personale e professionale di Rizzi, amico oltre che collega, consigliere, punto di riferimento ed orientamento, instancabile contributore e acceso contestatore della mediocrità e del semplicismo. Jane Thompson, manager dell’HCP, si apre in un sorriso rievocando le discussioni infinite e stimolanti che Rizzi riusciva a suscitare intorno al delicato equilibrio tra tradizione e innovazione, gestione e creatività. Paola Pesaresi, architetto HCP e allieva di Rizzi, ricordala capacità dell’architetto milanese di guardare sempre ‘oltre’, immaginando la cura delle rovine come la sfida urgente e collettiva a preservare per le generazioni future non la loro materia ma il loro significato. Il direttore del parco archeologico Francesco Sirano e il personale del Parco, avendo condiviso con l’architetto Rizzi un importante tratto del suo cammino professionale, ne ricordano l’eccezionale spirito di iniziativa e la propensione all’innovazione, unica via possibile per dare nuovo slancio al mondo del restauro archeologico. Un lascito di pensiero e di idee che il Parco porterà avanti nelle sue molte sfide a venire.

Roma. Apertura straordinaria dell’area archeologica di Grottarossa al VI miglio della via Flaminia che presenta una grande concentrazione di edifici funerari

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Area archeologica di Grottarossa sulla via Flaminia: un mausoleo “a torre” (I secolo a. C.-I secolo d. C.), trasformato in fortilizio a controllo del Tevere nel Medioevo (foto ssabap-roma)

Visite guidate e aperture straordinarie a settembre nei luoghi più affascinanti della via Flaminia. Con una vera novità per settembre 2022: l’apertura straordinaria dell’area archeologica di Grottarossa. La Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, ha infatti attivato un progetto di valorizzazione di alcuni dei siti meno conosciuti del XV Municipio curato dall’archeologo responsabile Roberto Narducci e dalla responsabile dell’ufficio valorizzazione Angelina De Laurenzi. Posta al VI miglio dell’antica via Flaminia, che riemerge in più punti tra gli edifici moderni, la piana di Grottarossa presenta una grande concentrazione di edifici funerari, alcuni dei quali di straordinaria monumentalità forse per la vicinanza con l’abitato di Rubrae e con grandiose ville residenziali situate sull’altopiano omonimo. Le indagini compiute dalla Soprintendenza tra il 1980 e il 1989 hanno individuato diversi edifici funerari, un grande complesso residenziale, un impianto tardo antico ed un lungo tratto della via consolare che corre tra i mausolei in parte ancora visibili. Questi sono del tipo “a torre” (I secolo a. C.-I secolo d. C.), trasformato in fortilizio a controllo del Tevere nel Medioevo, a tamburo cilindrico (seconda metà del I secolo a. C.) ed un sepolcro del tipo a “tempietto” (metà II secolo d. C.). Più a nord, sullo stesso lato della Flaminia, si succedono altri monumenti funerari, tra cui quello “a nicchie” per olle cinerarie delimitato da un recinto in laterizio (I secolo d. C.). L’angolo sinistro del frontone del sepolcro “a tempietto” in laterizi sagomati, coronato da una raffinata cornice marmorea, è stato recuperato e ricomposto nell’Antiquarium di Malborghetto che accoglie alcuni materiali testimonianza della ricchezza dell’area e della sua lunga frequentazione fino nel Medioevo, quando il sito divenne una cava per materiali da calcinare. Le visite si terranno sabato 17 settembre 2022 in tre turni: alle 10, alle 11.30 e alle 13 per un massimo di trenta partecipanti. Le visite sono gratuite con prenotazione obbligatoria compilando l’apposito modulo. Prenotazioni al link https://bit.ly/3QpXL6a.

Ischia. “Tutela, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale Subacqueo in Italia”: nuovo appuntamento col progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton. La soprintendente nazionale Barbara Davide illustra il progetto Amphitrite

ischia_kepos_barbara-davidde_locandinaNuovo appuntamento, giovedì 15 settembre 2022, alle 18.30, ai Giardini La Mortella di Forio d’Ischia, con la soprintendente nazionale del Patrimonio culturale subacqueo Barbara Davidde che, nell’ambito del progetto Kepos 2022 “Paesaggi e Archeologia” promosso dalla Fondazione William Walton e La Mortella, parlerà di “Tutela fruizione e gestione del Patrimonio Culturale Subacqueo in Italia” illustrando il “progetto Amphitrite. Archeologia subacquea per tutti: i parchi digitali”. Modera Mariangela Catuogno, responsabile scientifico del progetto Kepos. Il progetto, che prende il nome dalla dea del mare della mitologia greca, la sposa di Poseidone, è finalizzato alla conoscenza del patrimonio archeologico subacqueo all’interno delle seguenti aree marine prescelte: Portofino in Liguria, Baia in Campania, Capo Rizzuto in Calabria, Capo Testa – Punta Falcone in Sardegna e le Isole Tremiti in Puglia, ed è finanziato dal ministero della Cultura. Le attività sono partite proprio dalla Campania, dopo aver siglato uno specifico protocollo operativo con il parco archeologico dei Campi Flegrei diretto da Fabio Pagano. Al progetto partecipano anche il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, il Nucleo Carabinieri Subacquei di Napoli, la Guardia Costiera di Pozzuoli e l’Ufficio Locale Marittimo di Baia. Gli archeologi subacquei della soprintendenza nazionale (Giovanna Bucci, Alessandra Dell’Anna, Maria Francesca Pipere e Salvatore Medaglia che li coordina) stanno indagando l’atrium della “Villa con ingresso a protiro” e alcuni ambienti delle cd. “Terme dei pesci”. Alle attività collaborano l’arch. Filomena Lucci, Gabriele Gomez de Ayala (Naumacos Underwater Archaeology and Technology).

Aquileia. Ultima passeggiata serale dell’estate sul Decumano di Aratria Galla con l’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

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Visite guidate sul Decumano di Aratria Galla nell’area archeologica di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Ultima chiamata. È quella che lancia la Fondazione Aquileia per l’ultima passeggiata serale sul Decumano di quest’estate con l’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia. Appuntamento giovedì 15 settembre 2022, alle 20.30, all’ingresso dell’area archeologica in via Giulia Augusta (fronte foro romano). Evento a ingresso gratuito. Prenotazioni al link https://bit.ly/3x5yt6G. Il decumano di Aratria Galla, attualmente visibile da Via Giulia Augusta, la strada di ingresso ad Aquileia che taglia il Foro e ricalca l’andamento del cardo massimo della città romana, è stato rimesso in luce negli anni ’70 per un tratto di circa cento metri. Collegava in senso Est-Ovest il porto fluviale con la zona del foro e del teatro: su di esso si affacciava la basilica civile, i cui resti sono visibili nell’area archeologica recentemente acquisita dalla Fondazione Aquileia. Il basolato, ancora intatto, era costituito da trachite, una roccia vulcanica proveniente dai colli euganei. Secondo due iscrizioni gemelle, riferite da alcuni studiosi a questa strada, la lastricatura fu un atto di munificenza di una donna, Aratria Galla, da cui il nome convenzionalmente assegnato al decumano. Con la costruzione delle mura a zig-zag, risalenti al VI secolo, esso rimase in uso, benchè all’esterno della cinta muraria.

Roma. “Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010 – 2016”: il parco archeologico del Colosseo e Istituto Archeologico Germanico di Roma promuovono una giornata di studi dedicata alla memoria della archeologa Fedora Filippi. Evento in presenza (posti esauriti) e on line

roma_PArCO-Germanico_giornata-studi-per-fedora-filippi_locandina“Lavori e ricerche nella Domus Aurea durante gli anni 2010 – 2016 – Giornata di studi in memoria di Fedora Filippi”: giovedì 15 settembre 2022, dalle 9.15, il parco archeologico del Colosseo e Istituto Archeologico Germanico di Roma organizzano una giornata di studi, in presenza all’istituto archeologico Germanico in via Sicilia e in streaming, dedicata alla memoria della archeologa Fedora Filippi, recentemente scomparsa (vedi Archeologia in lutto. È morta a Berlino, prematuramente, a 69 anni, Fedora Filippi, la “signora” della Domus Aurea, di cui è stata per anni direttore scientifico: archeologa di chiara fama e intellettuale raffinatissima, capace di spaziare dalla letteratura, alla musica, all’arte. Il ricordo di colleghi e amici | archeologiavocidalpassato). L’evento si svolgerà in forma ibrida. Per la partecipazione in presenza si poteva inviare una mail a: sekretariat.rom@dainst.de, ma i posti sono esauriti. Per accedere all’evento online su zoom è necessaria la registrazione qui. Nel 2010 l’allora soprintendenza Archeologica di Roma, oggi parco archeologico del Colosseo, affidò a Fedora Filippi l’incarico di sistemare l’area della Domus Aurea sul colle Oppio. Fu da subito evidente che fossero necessari notevoli lavori di restauro e di risanamento delle strutture edilizie. Per risolvere questi problemi, Fedora Filippi ha creato un team di scienziati e tecnici le cui attività saranno descritte nel corso della giornata.