Pompei. All’auditorium l’incontro con l’archeologo Stefano De Caro, già Dg alle Antichità del ministero, su “Il barone d’Hancarville e la sessualità nell’antica Roma. Appunti sulla cultura libertina del Settecento tra nobili, avventurieri e studiosi di antichità”, promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”   

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L’archeologo Stefano De Caro

La figura dello spregiudicato e licenzioso barone d’Hancarville è al centro dell’incontro promosso dall’Associazione Internazionale “Amici di Pompei” ETS con l’archeologo Stefano De Caro, già direttore generale alle Antichità del ministero per i Beni e le Attività culturali, su “Il barone d’Hancarville e la sessualità nell’antica Roma. Appunti sulla cultura libertina del Settecento tra nobili, avventurieri e studiosi di antichità”: appuntamento all’auditorium scavi del parco archeologico di Pompei, venerdì 22 novembre 2024, alle 17. La conversazione ha al centro la figura di Pierre-François Hugues (1719-1805), sedicente barone d’Hancarville, di cui il prof. De Caro ha curato la traduzione, la prima in italiano, di due sue operette tardo settecentesche di cui una, in particolare, “Monumento del culto segreto delle dame romane ovvero Venere e Priapo come si osservano nelle gemme antiche”, è stata pubblicata quest’anno (Artem, 2024).

Hugues d’Hancarville, antiquario di fiducia dell’ambasciatore inglese a Napoli, William Hamilton, è stato l’autore dei testi del catalogo della sua famosa collezione di vasi greci dipinti, la prima acquistata da un museo pubblico, il British Museum.  Al pari di altri intellettuali squattrinati del tempo, come Giacomo Casanova, d’Hancarville era anche uno spregiudicato avventuriero, sempre alla ricerca di modi più o meno leciti di sbarcare il lunario e salire nella scala sociale. Il suo campo d’azione preferito era diventato l’editoria licenziosa, attraverso la pubblicazione, in forma rigorosamente anonima, di disegni erotici (inventati da lui), di presunte gemme antiche che egli commentava dottamente con brani dei poeti latini e greci, autori moderni e con le sue idee, largamente apprezzate nell’ambiente dei philosophes, sulla religione naturale, una delle cui manifestazioni sarebbe stata il culto di Priapo. A questo tema dedicò il primo libretto, sul culto segreto che sarebbe stato praticato dalle dame romane, “Venere e Priapo come si osservano nelle gemme antiche”, riedito come “Monumens du culte secret des dames romaines”, pubblicazione per la quale fu espulso da Napoli. Poco dopo, incoraggiato dal successo incontrato dalle varie edizioni pirata, d’Hancarville affrontò, con lo stesso escamotage delle gemme inventate, il più impegnativo e pericoloso tema della vita privata dei Dodici Cesari (Monumens de la vie privée des Douze Césars), attingendo a piene mani alle maldicenze che Svetonio e Tacito riversano sugli imperatori romani del I secolo, e ai poemetti erotici del tempo. Una riflessione, insomma, su un personaggio che ci immerge totalmente nell’atmosfera di un periodo storico e della vita della società che lo rappresentava.

Firenze. Il museo Archeologico nazionale propone “Indipendenti e bellissime: le donne etrusche tra letteratura antica e iconografia”, tre visite guidate a tema nell’ambito della kermesse L’Eredità delle Donne-OFF

firenze_archeologico_eredità-delle-donne-off_visiste-guidate_locandinaAnche quest’anno il museo Archeologico nazionale di Firenze partecipa all’Eredità delle Donne-OFF, con tre visite guidate del direttore, etruscologo, e delle curatrici della sezione etrusca nei giorni 22-23 novembre 2024. “Indipendenti e bellissime: le donne etrusche tra letteratura antica e iconografia”, è questo il percorso che il museo propone, rivolto a tutte le tipologie di pubblici che vogliano approfondire il ruolo effettivo della donna etrusca all’interno della società, attraverso le controverse letture degli autori antichi e le incontrovertibili testimonianze dei sarcofagi e delle decorazioni dei vasi etruschi. L’intento è quello di offrire spunti di riflessione sulla condizione della donna etrusca, attraverso l’esplorazione delle opere principali del museo e il confronto con le immagini delle donne greche del tempo. Le visite sono comprese nel costo del biglietto di ingresso al museo e non necessitano di prenotazione. Info: claudia.noferi@cultura.gov.it

Venerdì 22 novembre 2024: alle 10, Claudia Noferi, “Ritratto di un’aristocratica donna chiusina: Il sarcofago di Larthia Seianthi”; 11.30 Barbara Arbeid, “Ceramica al femminile: insolite rappresentazioni di donne su vasi greci ed etruschi”.

Sabato 23 novembre 2024: alle 10, Daniele F. Maras, “La donna etrusca tra le maldicenze degli autori greci e la libertà delle immagini locali”.

Trento. Al Castello del Buonconsiglio il convegno di studi “LONGOBARDI NEL CASSETTO. Nuovi dati dalle ricerche sulle collezioni storiche museali”: due giorni di confronto in occasione della mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano”

trento_buonconsiglio_convegno-longobardi-nel-cassetto_locandinaIn occasione della mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano”, in programma fino al 12 gennaio 2025 al Castello del Buonconsiglio di Trento (vedi Trento. Al Castello del Buonconsiglio la mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” racconta la storia dei Longobardi in Trentino attraverso i capolavori rinvenuti nelle tombe della “principessa” – conservata a Trento – e del “principe” di Civezzano – conservata a Innsbruck – esposti assieme per la prima volta. Gli interventi dei curatori Annamaria Azzolini, Veronica Barbacovi e Wolfgang Sölder per archeologiavocidalpassato.com | archeologiavocidalpassato), il museo ha condotto una revisione dei materiali di cultura longobarda rinvenuti in Trentino, custoditi nei propri depositi e in quelli del Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum di Innsbruck, partner dell’iniziativa espositiva. Un excursus nelle collezioni storiche che ha portato a nuove conoscenze grazie anche a innovative metodologie di indagine, condotte sui reperti. Appuntamento venerdì 22 e sabato 23 novembre 2024 al Castello del Buonconsiglio di Trento col convegno di studi “LONGOBARDI NEL CASSETTO. Nuovi dati dalle ricerche sulle collezioni storiche museali”. Partendo dunque da questo recente “scavo nel museo”, il convegno vuole mettere a fattor comune le esperienze maturate da altre importanti realtà museali italiane, condividendo idee, progetti e criticità incontrate nel corso degli anni, per promuovere in maniera forte ed incisiva anche attraverso forme di collaborazione la conoscenza e la valorizzazione di collezioni che ancora rimangono chiuse “nel cassetto”.

PROGRAMMA VENERDÌ 22 NOVEMBRE 2024. Alle 9.30, in sala G. Gerola, registrazione partecipanti. Coffee Break. Alle 10.30, saluti istituzionali; 11.30, presentazione delle giornate di studi a cura di Annamaria Azzolini, responsabile scientifico; 11.45, inizio lavori, modera Katia Fortarel, Comune di Civezzano, Trento; 11.45, Veronica Barbacovi, TIROLER LANDESMUSEUM FERDINANDEUM, INNSBRUCK, “Rileggendo una scoperta: la tomba del Principe di Civezzano alla luce delle nuove ricerche”; 12.15, Annamaria Azzolini, MUSEO CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO DI TRENTO, “Esplorando le collezioni del Museo Castello del Buonconsiglio: il caso dei Longobardi di Civezzano”; 12.45, Elisa Possenti, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI, TRENTO, “La presenza longobarda in Trentino alla luce di recenti scavi nei musei e scavi sul campo”; pausa pranzo. Alle 14.30, inizio lavori, modera Veronica Barbacovi, Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck; 14.30, Francesca Morandini, Lucia Durjava, FONDAZIONE BRESCIA MUSEI, BRESCIA, “Longobardi nei musei di Brescia tra storia e innovazione”; 15.10, Stefano Papetti, MUSEO DELL’ALTO MEDIOEVO, ASCOLI PICENO, “Il Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno: il ritorno dei reperti Longobardi”; 15.40, Angela Borzacconi, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE, CIVIDALE DEL FRIULI, “Il Ducato longobardo del Friuli. Prospettive di ricerca e di valorizzazione”; discussione; 17, visita alla mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” per i relatori.

PROGRAMMA SABATO 23 NOVEMBRE 2024. Alle 9, inizio lavori, modera Annamaria Azzolini, MUSEO CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO, TRENTO; 9, Rosanina Invernizzi, MUSEI CIVICI, PAVIA, “I materiali longobardi dei Musei Civici di Pavia”; 9.30, Armando Bernardelli, MUSEO NATURALISTICO ARCHEOLOGICO, VICENZA, “Longobardi e dintorni. Materiali di epoca longobarda al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza”; 10, Anna Provenzali, MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO, MILANO, “La sezione altomedievale del Civico Museo Archeologico di Milano: l’allestimento attuale e le prospettive future”; coffe break; 11, Ilaria Negretti, MUSEI CIVICI, BOLOGNA, “Dal Museo Civico al Museo Medievale: la collezioni di metalli e oreficerie altomedievali”; 11.30, Elisa Panero, Patrizia Petitti, MUSEI REALI, TORINO, “Dalla “necropoli barbarica scoperta a Testona” alle tombe longobarde di Borgo d’Ale: appunti per il riallestimento del Settore del Territorio piemontese del Museo di Antichità — Musei Reali di Torino”; 12.10, conclusioni dei lavori; pausa pranzo; 14.30, visita alla mostra “Con Spada e Croce. Longobardi a Civezzano” per tutti.

Torino. Al museo Egizio il presidente Mattarella col ministro Giuli apre i festeggiamenti per il bicentenario: consegnato alla città e all’Italia il tempio di Ellesiya e riaperta la Galleria dei Re che stupisce e convince anche i più prevenuti

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Il direttore Christian Greco (con la presidente Evelina Christillin) illustra al presidente Sergo Mattarella e al ministro Alessandro Giuli la sala dei vasi dell’ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)

Un mese e mezzo fa, lo ricordate, in occasione dell’apertura dell’ala “Materia. Forma del tempo”, l’ultimo allestimento del museo Egizio di Torino in ordine di tempo in vista dei festeggiamenti del bicentenario, il direttore Christian Greco aveva descritto la sala delle ceramiche, con l’esposizione di 5mila vasi, un vero coup de théâtre che lascia a bocca aperta il visitatore (vedi Torino. Il direttore Christian Greco ci introduce a “Materia. Forma del tempo”, il nuovo allestimento permanente che indaga la materia nell’antico Egitto, tra legni, pigmenti, vasi in ceramica e oggetti in pietra, dall’Epoca Predinastica (ca. 4000-3100 a.C.) a quella Bizantina (565-642 d.C.) | archeologiavocidalpassato).

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Il presidente Sergio Mattarella tra i vasi dell’allestimento “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)

Mercoledì 20 novembre 2024, a rimanere sbalordito davanti a questa monumentale “libreria” di vasi è stato un ospite d’eccezione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che insieme al ministro della Cultura Alessandro Giuli, al ministro del Turismo e delle Antichità dell’Egitto Hurgada Sherif Fathy e al Secretary General of the Supreme Council of the Antiquities of the Arab Republic of Egypt Khaled Mohamed Ismail, ha aperto ufficialmente la tre giorni – 20-22 novembre 2024 – di festeggiamenti per il bicentenario del museo Egizio di Torino (1824 – 2024), la più antica esposizione di antichità egizie del mondo.

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Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Ma il direttore Christian Greco non finisce mai di stupire. Perché la festa del bicentenario è coincisa con la conclusione di uno dei cantieri più discussi e più attesi del complesso e articolato progetto architettonico firmato dallo Studio Oma – Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, che prevede una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi (vedi 1824-2024: Bicentenario dell’Egizio di Torino. Il museo cambia pelle con il progetto architettonico di OMA: si apre alla città, con una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi. Ecco il ricco programma delle celebrazioni già iniziate. Greco: “Un nuovo inizio” | archeologiavocidalpassato).

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Galleria dei Re: le sfingi contrapposte a ricreare la strada processionale di Luxor (foto graziano tavan)

Parlo della riapertura, dopo il restauro e il riallestimento, della Galleria dei Re: “From darkness to light” non è solo il titolo del progetto, ma è l’effetto – stupefacente – che fa sul visitatore, e che farà alle centinaia di migliaia di persone che dalla sera del 20 novembre 2024 accederanno – magari un po’ prevenuti – alla Galleria dei Re sapendo che non avrebbero più trovato l’allestimento “hollywoodiano” di Dante Ferretti (del quale un po’ tutti ci eravamo innamorati).

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Il presidente Sergio Mattarella nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

E sicuramente, come ha provato in anteprima il presidente Mattarella, rimarranno favorevolmente impressionati: la luce domina le due grandi aule, dove sono stati recuperati i soffitti a botte e sono state tolte le tamponature delle finestre che ora permettono l’affaccio su piazza Carignano. La luce accarezza le statue, le avvolge, rimbalza diafana sulle pareti in alluminio dove la teoria di Sekhmet o le sfingi finalmente contrapposte a ricordare la grande strada processionale di Luxor diventano riflessi evanescenti che danno più volume alle sculture.

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Effetti speciali sul tempio di Ellesiya al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Mercoledì 20 novembre 2024 è stato anche il giorno della restituzione ufficiale del Tempio di Ellesiya alla città e all’Italia, con una consegna simbolica al Capo dello Stato: così il dono del governo egiziano all’Italia per aver contribuito al salvataggio dei templi nubiani non è più un “bene” del museo, ma un “bene” della comunità. A distanza di oltre mezzo secolo – il Tempio di Ellesiya era giunto a Torino nel 1966 – il museo Egizio, nell’ambito del rinnovamento per il bicentenario, ha scelto di rendere accessibile gratuitamente al pubblico la Cappella rupestre, che avrà un suo ingresso indipendente da via Duse e alla fine dei lavori anche dalla corte coperta del Museo – la corte Egizia -, liberamente fruibile dai visitatori.

Ciliegina sulla torta di questa festa speciale, alla vigilia della celebrazione del bicentenario, è stata la conferma per altri quattro anni, fino al 2028, di Evelina Christillin alla presidenza del museo Egizio da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ed è stato proprio il ministro, nel breve saluto alla stampa, a congratularsi con Christilin per il suo rinnovo alla presidenza dell’Egizio: “Voglio confermare la dichiarazione di amore personale per ciò che rappresenta questo straordinario museo dal valore mondiale e tutta la comunità che gli sta intorno e lo alimenta, lo tiene vivo, lo anima, e ogni giorno lo rende più prezioso”.

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Il nuovo allestimento della Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)


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La presidente del museo Egizio Evelina Christillin e il direttore Christian Greco (foto graziano tavan)

“Celebrare il bicentenario del Museo Egizio è un esercizio sia di memoria sia di proiezione verso il futuro”, hanno dichiarato la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin e il direttore, Christian Greco. “Il progetto architettonico di OMA nasce da una nuova visione del Museo come istituzione di ricerca di livello mondiale e luogo inclusivo dove tutti i visitatori sono invitati a scoprire il mondo dell’antico Egitto. È con grande orgoglio che presentiamo la Galleria dei Re rinnovata e offriamo per la prima volta l’accesso gratuito al Tempio di Ellesiya, che fu a sua volta un dono del governo egiziano al popolo italiano. Basandoci sulla grande trasformazione completata nel 2015, i lavori di ristrutturazione in corso sosterranno il museo Egizio nel nostro obiettivo di aprirci al mondo e raccontare ai visitatori non solo la cultura materiale, ma anche la storia nascosta dei reperti e della civiltà dell’antico Egitto. Per il bicentenario, abbiamo deciso di riflettere sul ruolo del Museo, ponendoci domande difficili: il museo è un luogo di conservazione o di distruzione? Cosa ci manca ancora a 200 anni dalla nostra fondazione? Sono queste domande che hanno guidato la nostra strategia per la prossima fase della storia di questa straordinaria istituzione e collezione”.

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Il presidente della Repibblica Sergio Mattarella con il direttore Christian Greco, la presidnete Evelina Christillin e tutto lo staff del museo Egizio di Torino (foto quirinale)

Dal discorso di Christian Greco alla presenza del Presidente della Repubblica: “La squadra – coordinata dalla guidata sapiente e attenta della presidente Evelina Christillin – ha lavorato senza risparmiarsi per trasformare il Museo e perché l’Egizio possa essere: di anch mi Ra dj.t. Ovvero: dotato di vita come il dio sole per sempre”.

Altino (Ve). Riprendono gli incontri “Scavi aperti” nel primo parco archeologico del Veneto: i nuovi resti riportati in luce della città romana del I secolo rivelano tracce di attività metallurgica adiacente alla grande cloaca scavata nel 2022

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Pubblico numeroso agli appuntamenti “Scavi aperti” nel parco archeologico di Altino (foto vlman)

Ritrovamenti dell’assetto urbano di Altino nel I secolo dopo Cristo, un tratto della città romana e materiali residuali di un edificio con tracce di un’attività metallurgica adiacente alla grande cloaca scavata nel 2022. Sono questi i principali ritrovamenti degli scavi in corso nella zona del parco archeologico di Altino, che ora sono visitabili durante gli appuntamenti di “Scavi aperti” (prenotazioni 0422.789443 e drm-ven.museoaltino@cultura.gov.it). Il prossimo sarà giovedì 21 novembre 2024, alle 15.30. Il parco archeologico sta infatti collaborando con l’università di Padova (e in particolare con la prof. Rita Deiana) che si occupa di fare prospezioni geofisiche mirate all’apertura dei saggi di scavo. “Le prospezioni geofisiche sono indagini che non prevedono scavi (per questo sono dette «non invasive») ma attraverso impulsi elettrici o magnetici inviati nel sottosuolo restituiscono una sorta di radiografia di quello che c’è sotto – spiega la direttrice Marianna Bressan – i dati raccolti vanno interpretati, perché la prospezione rileva tanto il manufatto antico quanto il manufatto moderno, come un semplice tubo del gas, ma permette di capire dove concentrare gli scavi”.

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Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

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Frammento di oggetto in vetro colorato dalla cloaca dell’area archeologica di Altino (foto drm-veneto)

La cloaca. La cloaca scoperta nel 2022 è un’infrastruttura sotterranea del quartiere urbano conservato nell’area archeologica del decumano. Questo quartiere fu uno dei primi a essere scoperto dell’Altino romana, negli anni Sessanta; successivamente fu interessato da scavi a più riprese, fino ai primi anni Novanta, senza che ne venissero esaurite le potenzialità archeologiche. Nel 2022, nell’ambito del progetto tutt’ora in corso, si è presentata l’occasione di riprendere a scavare. Da lì le sorprese inaspettate. Durante gli scavi è emerso il corpo di un imponente manufatto funzionale allo smaltimento idrico che ha permesso di raccontare i dettagli della vita quotidiana degli abitanti della zona. “Questo ultimo scavo – chiarisce Marianna Bressan – è avvenuto su un’area mai indagata prima, scelta per il suo potenziale e con un duplice obiettivo: procedere con la risistemazione dell’area già aperta al pubblico, con la speranza, ampiamente ripagata, di trovare qualcosa di nuovo”. E quel qualcosa di nuovo non si è fatto attendere troppo.

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Bottiglie in vetro dalla cloaca romana dell’area archeologica di Altino, esposte nella mostra “Modus vivendi” al museo Archeologico nazionale di Altino (foto vlman)

altino_archeologico_mostra-modus-vivendi_logoI reperti. I reperti più interessanti ritrovati nella cloaca sono esposti nella mostra “Modus vivendi” inaugurata a maggio 2023 e ancora visibile al museo (La mostra è stata ideata in collaborazione con il MUB – museo della Bonifica di San Donà di Piave e P.ET.R.A. soc. coop con il contributo di Regione del Veneto L.R. 17/2019 “Legge per la cultura”, annualità 2022 e di ministero della cultura Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali). Nella mostra si possono vedere recipienti di vetro di colori vivaci, suppellettili di ceramica decorata che facevano parte dell’arredo della casa ma anche un raro balsamario blu con inserti in foglia d’oro che serviva a contenere profumi o unguenti per la cura del corpo (in tutto l’Impero romano se ne conoscono soltanto nove di simili). Dall’allestimento facevano capolino tre coppette decorate che vivacizzavano la tavola imbandita e le lucerne, piccole lampade portatili ma anche gli oggetti “preziosi”, perle in pasta di quarzo, a forma di melone, che facevano parte di collane di uso quotidiano o l’ago, anch’esso di osso, che era una forcina per capelli.

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Area archeologica di Altino intressata dagli scavi (foto vlman)

altino_parco-archeologico_logo_azzurroGli scavi sono ripresi grazie a un finanziamento ad hoc erogato per la prima volta da parte del ministero della cultura, in particolare della direzione generale Musei, e destinato proprio a campagne di scavo nei parchi archeologici nazionali (svolti oggi ad Altino dalla SAP Società archeologica). Il museo archeologico e l’area archeologica di Altino inoltre sono infatti ufficialmente diventati un Parco archeologico. Con il decreto del ministero della Cultura di marzo scorso (il decreto di istituzione del Parco è il numero 57 del 15 marzo 2024) il percorso cominciato tre anni fa è arrivato a compimento dando la spinta definitiva al nuovo progetto.

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Marianna Bressan, già direttore del museo nazionale e area archeologica di Altino, è ora direttore del musei Archeologici di Venezia e della laguna (foto drm-veneto)

Sarà un “museo all’aperto”, che unirà dunque la parte attualmente contenuta nel museo Archeologico con quella degli scavi, in un unico percorso più fruibile al pubblico che racconterà la storia di un luogo e del suo paesaggio in tutti i suoi aspetti. “Ogni parco archeologico – commenta il direttore generale Musei prof. Massimo Osanna – è espressione di un sistema integrato che vede resti archeologici e paesaggio come elementi inseparabili, un contesto in cui la memoria storica si intreccia con il valore paesaggistico e ambientale, nello spirito della Costituzione. Il parco archeologico di Altino assume così un ruolo chiave nella ricerca, conservazione e valorizzazione di questo peculiare ambito territoriale, in un’ottica di promozione e fruizione sostenibile dei luoghi della cultura, in quella prospettiva di rete che caratterizza il nostro Sistema museale nazionale”. Il parco archeologico di Altino è inoltre stato inserito nel nuovo istituto dotato di autonomia speciale denominato Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, che comprende anche il museo archeologico nazionale di Venezia, il museo di Palazzo Grimani, il futuro museo Archeologico nazionale della laguna di Venezia sull’isola del Lazzaretto vecchio. Il nuovo istituto è diretto da Marianna Bressan.

Padova. Al Palazzo Liviano il convegno Internazionale “The Materiality of Sacred Textiles in Europe from Antiquity to the Middle Ages”: due giorni di confronto, in presenza e on line, sui manufatti tessili in contesti sacri europei dall’Antichità al Medioevo

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Due giorni di confronto sui tessuti sacri antichi nel convegno Internazionale “The Materiality of Sacred Textiles in Europe from Antiquity to the Middle Ages” organizzato da Margarita Gleba, Zuleika Murat e Valentina Baradel del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. Appuntamento il 21 e 22 novembre 2024, in presenza nell’aula Diano e la sala Sartori di Palazzo Liviano, piazza Capitaniato 7 a Padova, e online. Per partecipare online è necessario registrarsi: unipd.link/sacredtextiles. Il convegno intende esplorare, in una prospettiva interdisciplinare, l’uso di diverse tipologie di manufatti tessili in contesti sacri europei, lungo un vasto arco cronologico dall’Antichità al Medioevo. Attraverso la lente della materialità – ovvero partendo dall’idea che le proprietà fisiche di questi manufatti influenzassero il loro uso e significato – il convegno proporrà una riflessione combinata con lo studio dei rituali e delle pratiche devozionali, supportata dalle fonti scritte, per approfondire il valore culturale e simbolico dei tessuti sacri nelle società antica e medievale.

PROGRAMMA DEL 21 NOVEMBRE. Palazzo Liviano, Aula Diano: alle 9, Welcome and Introduction. Session I MATERIALITY AND PERCEPTION OF SACRED TEXTILES, modera Giulia Zornetta, università di Padova; 9.15, Margarita Gleba (università di Padova) “Through the Scientific Looking Glass: The Unholy Materiality of Sacred Textiles”; 9.45, Lauren Bock (University of Texas at Austin) “An Exploration of the Sensory Properties of Fragrant Textiles in Antiquity”; 10.15, Alexandra Makin (Manchester Metropolitan University) “The Sacred Materialities of Early Medieval Embroidery in England (450-1100 CE)”; discussione; pausa caffè. Session II TEXTILES IN FUNERARY CONTEXTS, modera Valentina Baradel, università di Padova: 11.30, Emeline Retournard (Université Clermont Auvergne) “The Textiles from the Supposed Tomb of Odalric, Archbishop of Reims (10th Century; Marne, France)”; 12, Gretchen Meyers (Franklin & Marshall College, Lancaster) “Textiles and Transitions: Etruscan Sacred Cloth at Birth, Marriage and Death”; 12.30, Maria Stella Busana, Margarita Gleba, Melania Gigante (università di Padova) “Funerary Textile Use in Ancient Mediterranean: Recent Discoveries from Sardinia and Mainland Italy”; discussione; pausa pranzo. Session III DRESSING THE SACRED, modera Margarita Gleba, università di Padova: 15, Caroline Vogt (Abegg-Stiftung Riggisberg – Switzerland) “Gold-Embroidered Episcopal Shoes and Stockings of the High Middle Ages: Materials, Motifs and Meanings”; 15.30, Valentina Baradel (università di Padova) “Liturgical Vestments as Materialised Memories: The Embroidered Mitre for Jean de Marigny, Bishop of Beauvais”; 16, Mingzhu Lyu (University of Zurich) “Experiencing the Sacred: The Medieval Embroidered Silk Skull Reliquary from Turku Cathedral”; 16.30, Juliette Calvarin (Humboldt Universität zu Berlin) “Wrapped in Linen: The Holy Face and the Amice”; discussione.

PROGRAMMA DEL 22 NOVEMBRE. Palazzo Liviano, Sala Sartori: Session IV TEXTILES AND THE SACRED, modera Zuleika Murat, università di Padova; 9.15, Bela Dimova (università di Padova) “Textiles in Cult Contexts in the Aegean During the First Millennium BC”; 9.45, Sabine Schrenk and Petra Linscheid (Rheinische Friedrich Wilhelms – Universität Bonn) “A “Textile Archive” on the Veneration of Bishop Ambrose in Milan”; 10.15, Emma Lyandres (New York University’s Institute of Fine Art) “The Padua “Parokhet” as Gateway to Jerusalem: A Sacred Textile in Early Modern Italy”; 10.45, Mina Miyamoto (Paris Lodron Universität Salzburg) “Applications of Precious Textiles in Sacred Manuscripts with Special Focus on the Spanish Silk Woven”; discussione; 12, :osservazioni conclusive.

Parco archeologico di Ostia antica. Nuova visita guidata al museo delle Navi con Tiziana Sorgoni e nell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano col progetto “Muri per tutti” con Marina Lo Blundo e Valeria Di Cola

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Il museo delle Navi di Fiumicino (parco archeologico di ostia antica)

Il parco archeologico di Ostia antica propone questa settimana due visite guidate. Giovedì 21 novembre 2024, alle 10.30, al museo delle Navi di Fiumicino visita guidata al museo con focus sugli interventi di restauro compiuti e in corso sui relitti, a cura di Tiziana Sorgoni. Evento gratuito, compreso nel biglietto di ingresso al Museo, non è necessaria prenotazione.

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L’archeologa Marina Lo Blundo durante una visita guidata al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Sabato 23 novembre 2024, alle 10, nell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano, visita guidata con focus mirato sulle tecniche murarie degli edifici portuali che caratterizzano i grandi complessi di stoccaggio di Portus: i Magazzini Traianei e i Magazzini Severiani. La visita sarà condotta da Marina Lo Blundo, responsabile scientifico dell’area, e da Valeria Di Cola, archeologa esperta di Archeologia dell’Architettura e ideatrice del progetto “Muri per tutti”. Evento gratuito, compreso nel biglietto di ingresso all’area archeologica; è richiesta la prenotazione via -mail a pa-oant.portus@cultura.gov.it.

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L’archeologa Valeria Di Cola durante una visita guidata al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

I muri sono veri e propri palinsesti che portano su di sé le tracce di una pluralità di azioni, distruzioni, ricostruzioni, restauri, riusi antichi e moderni. Attraverso l’osservazione delle tecniche murarie impiegate nella costruzione dei due complessi di stoccaggio si guarderanno gli aspetti strutturali e tecnologici, tipologici e funzionali e, quando possibile, anche cronologici. I due complessi di stoccaggio ben si prestano a un racconto incentrato sui muri: i Magazzini Traianei si conservano ancora in elevato su una vasta area e presentano diverse tipologie di paramenti murari, sintomatici delle diverse fasi di costruzione e di restauro che essi affrontarono nel corso della loro lunga vita, dalla seconda metà del I secolo d.C. alla fine del V secolo, con il passaggio delle mura tardoantiche e oltre, fino al IX secolo d.C.; i Magazzini Severiani, d’altro canto, pur presentando murature omogenee, offrono lo spunto per porsi domande sul loro progetto originario e sulla loro funzione.

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I muri dei Magazzini Traianei nell’area archeologica di porti di Claudio e Traiano (foto parco archeologico ostia antica)

La visita ha la durata di circa due ore; è gratuita, compresa nel biglietto di ingresso all’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano. È necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail pa-oant.portus@cultura.gov.it. Il punto di ritrovo è presso la biglietteria. Al termine della visita guidata, che si concentra sull’Antemurale, sui Magazzini Traianei e i Magazzini Severiani, i partecipanti sono liberi di continuare la visita dell’area archeologica in autonomia.

Napoli. A Palazzo Reale la giornata di studio “Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela del territorio di Pozzuoli con un’attenzione particolare al Rione Terra

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“Puteoli e il suo territorio: progetti di ricerca e attività di tutela” è il titolo della giornata di studio, a cura di Mariano Nuzzo e Maria Luisa Tardugno, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli lunedì 18 novembre 2024 nella sala Carbonara del Palazzo Reale di Napoli, per un momento di condivisione e approfondimento sui nuovi progetti di ricerca e sulle attività di tutela che interessano il territorio di Pozzuoli, sviluppato grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza e le istituzioni accademiche delle regioni Campania e Molise.

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Giornata di studio “Puteoli e il suo territorio”: il soprintendente Mariano Nuzzo e l’archeologo Stefano De Caro (foto sabap-met-na)

“Questa giornata di studi”, dichiara Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Napoli, “rappresenta un’importante occasione per fare il punto sulle attività di ricerca e tutela che, negli ultimi vent’anni, hanno permesso di approfondire la conoscenza dell’antica Puteoli. Si tratta di un momento di confronto in cui passato e presente si riconnettono, fornendo una chiave per comprendere le dinamiche che sottendono le attività di studio e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Un’attenzione particolare è dedicata al Rione Terra, luogo unico di sperimentazione, dove archeologia e architettura si intrecciano per restituirci un quadro vivo delle tecniche costruttive e delle strutture urbane antiche. Questo evento ha visto la partecipazione di studiosi provenienti da diversi ambiti disciplinari – dall’archeologia all’architettura alle tecniche costruttive – uniti dal desiderio di contribuire alla conoscenza e alla tutela di un patrimonio che appartiene a tutti. La divulgazione, infatti, è parte integrante della conoscenza: è nostro dovere rendere accessibili i risultati delle ricerche e trasmettere la consapevolezza del valore di ciò che ci circonda. La conoscenza è un bene collettivo, e non possiamo permetterci di non condividerla”.

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Panoramica del Rione Terra di Pozzuoli (foto sabap-met-na)

L’incontro, aperto con i saluti di Fulvio Maria Soccodato e Luigi Manzoni, è stato moderato da figure di rilievo come Stefano De Caro e Teresa Elena Cinquantaquattro. Durante la giornata, esperti e studiosi di fama nazionale hanno approfondito numerosi aspetti del patrimonio puteolano e delle attività di ricerca ad esso collegate. Il Rione Terra di Pozzuoli, con le sue stratificazioni storiche, è stato al centro di numerose discussioni, grazie agli interventi di Maria Luisa Tardugno, Lucia Manuela Proietti, Carmela Capaldi, Marco de Napoli, Giuseppe Faella e Aldo Giordano. Inoltre, i partecipanti hanno avuto modo di approfondire gli aspetti archeologici relativi al territorio puteolano con gli interventi di Luigi Cicala, Carlo Ebanista, Emanuela Spagnoli, Marina Taliercio e Antonella Ciotola, oltre che riflettere sulle trasformazioni sociali e culturali attraverso i contributi di Giuseppe Camodeca, Carlo Rescigno, Michele Silani e Michele Stefanile, tra storia, archeologia e tutela del territorio.

Pompei. Al via la quarta stagione di “Raccontare i cantieri”: ogni giovedì da novembre ad aprile. Si comincia con la Casa della Fontana Piccola, dove si è appena concluso il cantiere di restauro

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A Pompei, ogni giovedì da novembre ad aprile, torna “Raccontare i cantieri” (foto parco archeologico pompei)

Con la riapertura al pubblico della casa della Fontana Piccola a Pompei, giovedì 21 novembre 2024, a seguito della conclusione del cantiere di restauro, si inaugura la nuova stagione dell’iniziativa “Raccontare i cantieri”, giunta alla sua quarta edizione, che consentirà ogni giovedì fino al 17 aprile 2025 (alle 10.30), ai possessori della MyPompeii Card, la visita ai cantieri di valorizzazione e restauro in corso presso i siti del parco archeologico di Pompei.

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L’atrio della Casa della Fontana Piccola, che si vede in fondo (foto parco archeologico pompei)

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Casa della Fontana Piccola a Pompei: la Fontana e gli affreschi con grandi vedute di paesaggio sulle pareti del peristilio (foto parco archeologico pompei)

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Casa della Fontana Piccola a Pompei: i mosaici colorati e le conchiglie che decorano la fontana (foto parco archeologico pompei)

Il primo cantiere della Casa della Fontana Piccola sarà illustrato ai visitatori dai funzionari e restauratori del Parco che hanno seguito i lavori, giovedì 21 novembre 2024, a partire dalle 10.30. Collocata in una posizione importante lungo Via di Mercurio, la casa è organizzata in modo tale che sin dall’ingresso sia possibile scorgere la splendida fontana che decora il giardino della parte posteriore, e intuire l’elevato stato sociale del proprietario. La preziosa fontana è rivestita di mosaici colorati e conchiglie ed è ornata dalla statua bronzea di un pescatore e di un Amorino (esposti in copia). Tutto intorno, le pareti laterali del peristilio sono affrescate con grandi vedute di paesaggio eseguite pochi anni prima dell’eruzione, tra cui notevole è la rappresentazione di una città marittima, tema molto in voga nelle rappresentazioni dell’epoca e particolarmente adatto alla decorazione di giardini. Le coperture in cemento dei due atri, riposizionate all’altezza originaria, risalgono ad un restauro del 1971 e restituiscono la percezione della volumetria antica dell’abitazione.

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Il peristilio della Casa della Fontana Piccola a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La casa è stata oggetto di interventi di manutenzione straordinaria delle coperture. Tra le principali operazioni condotte, spicca il rinforzo strutturale delle travi in calcestruzzo dell’atrio principale, effettuato con l’impiego di materiali FRP, insieme alla completa sostituzione del suo manto di copertura. Un’attenzione particolare è stata dedicata alla revisione della copertura del peristilio, per garantire una protezione ottimale dagli agenti atmosferici, e all’impermeabilizzazione di tutti i solai piani, intervento fondamentale per prevenire infiltrazioni d’acqua che potrebbero danneggiare le strutture storiche. Inoltre, è stata effettuata la messa in sicurezza degli apparati decorativi del peristilio, preservandone l’integrità e la bellezza. Questo ciclo di lavori è stato completato dal restauro dei blocchi in muratura della facciata della Fontana Grande, domus adiacente alla Fontana Piccola, intervento complesso per la movimentazione dei singoli blocchi, e testimonianza del continuo impegno del Parco nella salvaguardia e nella valorizzazione del patrimonio storico di Pompei.

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Terme femminili del Foro di Pompei: una fase dei delicati restauri (foto parco archeologico pompei)

L’iniziativa “Raccontare i cantieri” fino al 17 aprile 2025, consentirà di conoscere 20 cantieri del sito di Pompei e del sito di Oplontis. Dalla Casa della Fontana Piccola allo Scavo IX-10, dalla Casa dell’Atrio all’Insula Occidentalis. E poi, ancora, le Terme del Foro, l’Insula Meridionalis, la Necropoli di Porta Stabia, l’Insula dei Casti Amanti, il cantiere di Civita Giuliana, la Casa di Leda, i Granai del Foro, la Casa di Cesio Blando, la Casa di Giulio Polibio a vari altri cantieri. Un’occasione per conoscere la delicata e al tempo stesso complessa attività di scavo, di messa in sicurezza, restauro e manutenzione, attraverso il racconto e la visione in diretta degli esperti sul campo – archeologi, architetti, restauratori e ingegneri. Ma anche un’occasione di poter fruire in anteprima assoluta di dimore di eccezionale pregio e raffinatezza o di straordinaria condizione di ritrovamento. L’iniziativa è organizzata dall’ufficio Tecnico del Parco. Tutti i possessori della MyPompeii Card o i nuovi acquirenti potranno prenotare la visita prescelta, secondo il calendario, all’indirizzo mail: mypompeiicard@cultura.gov.it. Le prenotazioni dovranno pervenire almeno un giorno prima rispetto alla data prescelta, ed entro le 14.  I gruppi di visitatori dovranno essere costituiti da un massimo di 20 persone per turno.

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Con il percorso sopraelevato nell’Insula dei Casti Amanti a Pompei si possono ammirare gli ambienti emersi dagli scavi (foto parco archeologico pompei)

CALENDARIO CANTIERI. Novembre: 21.11.2024, Casa della Fontana Piccola; 28.11.2024, Scavo Regio IX Insula 10. Dicembre: 05.12.2024, Casa dell’Atrio; 12.12.2024, Insula Occidentalis; 19.12.2024, Accordo Quadro Manutenzione (Terme del Foro). Gennaio: 09.01.2025, Insula Meridionalis; 16.01.2025, Necropoli di Porta Stabia e Acque meteoriche San Paolino; 23.01.2025, Insula dei Casti Amanti; 30.01.2025, Civita Giuliana. Febbraio: 06.02.2025, Casa di Leda; 13.02.2025, percorso paesaggistico extrameniano; 20.02.2025, Casa di Adone ferito; 27.02.2025, Granai del Foro. Marzo: 06.03.2025, Casa di Trebio Valente; 13.03.2025, Depositi di Porta Nola; 20.03.2025, Balcone Pensile; 27.03.2025, Casa di Cesio Blando. Aprile: 03.04.2025, Casa del Labirinto; 10.04.2025, Oplontis: scavo via dei Sepolcri; 17.04.2025, restauro domus di Giulio Polibio.

Napoli. Alla “Federico II” presentazione degli esiti della convenzione triennale di ricerca università – parco archeologico di Pompei con la giornata di studio “Pompei fuori / tra le mura. La cinta antica, le necropoli, gli ingressi moderni, la Buffer zone e il rapporto con i siti minori”

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Mappa del sito di Pompei con il giro delle mura con le torri e le porte (foto parco archeologico pompei)

Giornata di studio “Pompei fuori / tra le mura. La cinta antica le necropoli gli ingressi moderni la Buffer zone e il rapporto con i siti minori” all’università Federico II di Napoli per presentare gli esiti della Convenzione di ricerca, di consulenza tecnico-scientifica e supporto alla didattica che il rettore dell’ateneo federiciano Matteo Lorito consegnerà al direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il 20 novembre 2024, alle 11, nella Sala del Consiglio di amministrazione dell’ateneo. Il lavoro, frutto della convenzione stipulata il 5 ottobre 2021, tra il parco archeologico di Pompei e l’università di Napoli Federico II, si è concluso dopo tre anni di lavori con il coinvolgimento di numerosi colleghi e giovani studiosi del Dipartimento di Architettura (DiArc), con la collaborazione di docenti e studiosi del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e dell’Architettura (DiST), del Dipartimento di Scienze della Terra (Distar) e del Dipartimento di Ingegneria Civile Edile Ambientale (DICEA) della Federico II con il coordinamento scientifico della professoressa Renata Picone e con Vincenzo Calvanese, RUP per il parco archeologico di Pompei. La giornata di studio vedrà i saluti di Matteo Lorito, Gabriel Zuchtriegel, Michelangelo Russo e Renata Picone; gli interventi di Fabio Mangone, Renata Picone, Valentina Russo, Bianca Gioia Marino, Raffaele Amore, Gianluigi De Martino, Mariarosaria Villani, Piergiulio Cappelletti, Alessandro Flora, Gian Piero Lignola, Anna Terracciano, Francesca Coppolino; e le conclusioni di Vincenzo Calvarese e Arianna Spinosa. I risultati dell’intenso e ampio lavoro confermano l’incisività degli studi della Federico II sul sito della città antica di Pompei, che ha confermato proprio in questi giorni il suo primato di sito più visitato d’Italia. La ricerca, con esiti inediti e innovativi, ha approfondito tre punti.

Il piano di conoscenza e restauro delle mura emerse di Pompei. La ricerca ha interessato lo studio della murazione emersa della città antica restituendo un rilievo dimensionale completo che non era stato incluso nell’indagine del Grande Progetto Pompei. Grazie ad un’accurata survey diagnostica e a uno studio critico delle fonti disponibili sono state individuate per la prima volta le problematiche conservative delle strutture emerse che hanno permesso l’elaborazione di linee guida per il restauro delle mura che si sono avvalse di un’indagine strutturale e geognostica inedita: un contributo che potrà costituire per il parco archeologico di Pompei uno strumento scientifico e al contempo una guida operativa per gli interventi futuri.

La rete di connessione tra la città antica di Pompei e i siti territoriali. Lo studio ha riguardato il rapporto tra la città antica di Pompei e la città contemporanea, estendendo tale rapporto ai sette siti territoriali vesuviani incardinati nel Parco Archeologico (Boscoreale, Oplontis, Stabiae, Longola, Lettere, Quisisana, Polverificio Borbonico), delineando un quadro strategico delle possibili connessioni, anche con la creazione di percorsi di mobilità sostenibile.

Il parco agricolo e la passeggiata sulle mura. Questa parte della ricerca ha preso in considerazione linee guida per rendere fruibili le mura e le aree agricole annesse, come strumento per la valorizzazione di una parte del Parco archeologico ancora non del tutto fruita dai visitatori come nuova opportunità di visita, di percezione della città antica e di decongestione del sito. Riprendendo un’idea di Amedeo Maiuri, la ricerca ha approfondito la possibilità di un nuovo percorso, fruibile con un biglietto dedicato e dagli altri valori naturalistici.