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Milano. A Palazzo Litta al via via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei. Apre Giovanni Carrada su “Raccontare il museo”. Ecco il programma

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Litta a Milano. Al via i talk di “Fuochi”, tre appuntamenti dedicati ai musei, pensati per approfondire temi culturali in maniera leggera e coinvolgente. I tre incontri sono in programma il 2, 16 e 30 ottobre 2025, sempre di giovedì quindi, sempre alle 18, nella Sala Azzurra al primo piano di Palazzo Litta in corso Magenta 24 a Milano. Un viaggio alla scoperta del patrimonio culturale della regione custodito nei musei della Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, dei capolavori d’arte e del loro significato. Prima di ciascun appuntamento, alle 17, è possibile partecipare ad una visita accompagnata nelle sale del piano nobile di Palazzo Litta. Il punto ritrovo è nel cortile, presso la portineria.

Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18: “PERCHÈ NON PARLI?”. Raccontare il museo con Giovanni Carrada. Autore televisivo, Giovanni Carrada ha lavorato con un grande maestro della divulgazione scientifica come Piero Angela ed è autore di libri e progetti culturali. Si parlerà di come progettare allestimenti efficaci dal punto di vista del pubblico, analizzando il senso profondo del museo, oggi “risorsa per l’anima”.

Giovedì 16 ottobre 2025, alle 18: “DALLA TAVOLA ALLA STORIA”. Cultura e alimentazione con Maddalena Fossati. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione, incontreremo Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista La Cucina Italiana. In dialogo con l’agronomo Nicola Castoldi, si discuterà di tradizioni alimentari e di produzioni di eccellenza nei luoghi della cultura. Emblematici i casi di Certosa di Pavia, con il podere di riso e granturco, e delle Grotte di Catullo a Sirmione, con l’oliveto storico.

Giovedì 30 ottobre 2025, alle 18: “COSE NOSTRE”. Beni culturali e criminalità con Alberto Nobili. L’ultimo talk vede protagonista Alberto Nobili, ex-magistrato già sostituto procuratore presso la Procura di Milano. Sarà l’occasione per discutere su come le mafie si servono dei beni culturali e le strategie in atto per contrastare le pratiche illecite. Tra il 2022 e oggi sono state eseguite centinaia di “verifiche dell’interesse culturale” su opere d’arte confiscate.

Rovereto (Tn). Seconda giornata della 36ma edizione del RAM film festival: 11 film in programma (con prime internazionali, europee ed assolute) e l’Aperitivo al Giardino con Fabio Pagano “La memoria liquida del Parco sommerso di Baia”. Al via il programma Fulldome al Planetario. Ecco il programma

Giovedì 25 settembre 2025, la seconda giornata della 36ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, “Sguardi sull’acqua”, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, accompagna il pubblico in un viaggio tra riti ancestrali, archeologia e memorie dimenticate con 8 film (una prima europea, tre prime assolute e una prima italiana) al teatro Rosmini di Rovereto nella sezione pomeridiana, dalle 15 alle 19.30, e altri tre (con una prima internazionale e una prima italiana) nella sezione serale dalle 20.30 alle 23.

Ma la seconda giornata del RAM film festival segna anche l’inizio del programma Fulldome e lo spazio OFF speciale cinema e sperimentale al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto (Tn). Dal passato al futuro della realtà virtuale. Il RAM film festival apre le porte ai nuovi linguaggi del cinema. Per la prima volta in Italia, un festival presenta un programma Fulldome, affiancando alle proiezioni tradizionali, installazioni di realtà virtuale, sperimentazioni artistiche e nuove forme cinema immersivo. Per quattro giorni, dal 25 al 28 settembre 2025, il Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto non mostra più stelle e pianeti ma diventa uno spazio di cinema totale in cui le immagini e i suoni avvolgono lo spettatore a 360 gradi.

Aperitivo in giardino. Il secondo incontro del RAM film festival è in programma alle 18, al museo di Scienze e Archeologia, in borgo S. Caterina, 41: “La memoria liquida del Parco sommerso di Baia” con FABIO PAGANO, archeologo e direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei. Modera Andreas Steiner, direttore rivista Archeo. Evento tradotto nella Lingua dei Segni Italiana, in collaborazione con AbilNova. Nel tratto di mare tra Pozzuoli e Baia, dove il bra­disismo flegreo sfuma i confini tra terra e acqua, si trova un prezioso sito archeologico sommerso. Dal 2002 è inserito in un’ampia area marina protetta e, dal 2023, riconosciuto dall’UNESCO come buona pratica mondiale. Qui, il mare custodisce le storie dell’antico Portus Iulius e della mondanità dell’anti­ca Baia, tra terme e ville. Lungo queste coste è nata l’archeologia subacquea in Italia e si è sperimentato in forme pionieristiche il restauro sott’acqua. Partecipazione gratuita su prenotazione dal sito www.ramfilmfestival.it. In caso di maltempo presso la Sala Zeni del Museo. Aperitivo con Orto San Marco Sétap – Mangio Trentino e Cantina Vivallis.

Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei (foto fmcr)

Fabio Pagano, è archeologo, PhD, Direttore del Parco ar­cheologico dei Campi Flegrei. Lavora presso il ministero della Cultura dal 2012, maturando esperienze in diversi contesti tra i quali la direzione del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli, del museo Archeologico Nazionale e Teatro Romano di Spoleto e dell’area archeologica di Car­sulae. Docente a contratto presso corsi di laurea e master in diverse università italiane.

Frame del film “Tracce, ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz e Fabio Pupin

Film del pomeriggio.  Apre il film “Continuations/Hiwadabuki (Cypress bark roofing) – Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’); quindi il film “O lugar antes de mim, Megafauna – Megafauna, il luogo prima di me” di Karla Nascimento (Brasile 2024, 52’); il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco e Gianni Nunno (Italia 2025, 30’); il film “Tracce, ricostruire la nostra preistoria” di Davide Dalpiaz e Fabio Pupin (Italia 2025, 16’); il film “Thorin le dernier Néandertalien – Thorin, l’ultimo Neanderthal” di Pascal Cuissot (Francia 2024, 53’); il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 50’); il film “Doppio Chicco” di Francesco Mennella (Italia 2024, 15’); il film “Küttepuude hankimine – Legna da ardere” di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’); chiude la sezione il film “The Family Portrait – Ritratto di famiglia” di Lea Vidakovic (Croazia/Francia/Serbia 2023, 15’).

Frame del film “Secret Sardinia, mysteries of the Nuraghi – Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier

Film della sera. Si comincia con il film “La civilisation perdue d’Amazonie – La civiltà perduta dell’Amazzonia” di Franck Cuveillier, Éric Ellena (Francia/Cile 2024, 53’); quindi il film “Enemy Number Three – Nemico numero tre” di Vladimir Sumashedov (Russia 2024, 31’); chiude il film “Secret Sardinia, mysteries of the Nuraghi – Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53’).

Ischia (Na). Al martedì al museo Archeologico di Pithecusae – Villa Arbusto di Lacco Ameno “Una Notte al Museo” con focus sul vino nel mondo antico

Viaggio speciale nella storia del vino: ogni martedì al museo Archeologico di Pithecusae – Villa Arbusto, a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na), “Una Notte al Museo”, alle 21, visita serale con approfondimento scientifico dedicato alla produzione e commercializzazione del vino nel mondo antico e al suo uso rituale nelle cerimonie -a cura di Mariangela Catuogno. Un’occasione unica per scoprire come questa bevanda abbia accompagnato la vita, i riti e la cultura delle civiltà del passato. Ingresso incluso nel biglietto del museo.

Un libro al giorno. “Viaggio archeologico nell’antica Etruria. Wilhelm Dorow” a cura di Giulio Paolucci: istantanea dell’Etruria del XIX secolo grazie Wilhelm Dorow, diplomatico alla corte di Federico Guglielmo III di Prussia, storico, letterato, orientalista ma soprattutto archeologo e collezionista di antichità

Copertina del libro “Viaggio archeologico nell’antica Etruria. Wilhelm Dorow” a cura di Giulio Paolucci

È uscito per i tipi di Johan & Levi Editore con la collaborazione della Fondazione Luigi Rovati il libro “Viaggio archeologico nell’antica Etruria. Wilhelm Dorow” a cura di Giulio Paolucci. La civiltà etrusca e i luoghi che ne furono la culla sono tutt’oggi studiati anche grazie ai diari di viaggio del Grand Tour, intrapreso da eminenti personaggi come l’esploratore ed etruscologo George Dennis, l’acquarellista Samuel James Ainsley o Elizabeth Hamilton Gray, figura pionieristica dell’etruscologia ottocentesca al femminile. Precursore di questi nomi illustri è Wilhelm Dorow, diplomatico alla corte di Federico Guglielmo III di Prussia, storico, letterato, orientalista ma soprattutto archeologo e collezionista di antichità, tra i primi a viaggiare tra le città dell’antica Etruria con l’attenzione dello studioso, documentando le ricchezze artistiche e archeologiche dell’entroterra senese e aretino con Cortona, Chiusi e Arezzo. Pubblicato quasi vent’anni prima del celebre The Cities and Cemeteries of Etruria di George Dennis, il taccuino di Dorow rappresenta un tassello cruciale per la storia dell’etruscologia e del collezionismo antiquario ed è qui tradotto dall’edizione francese del 1829 e completo delle sedici tavole originali. Dedicato a Bertel Thorvaldsen, con cui Dorow intrattenne negli anni scambi epistolari e dal quale ricevette parole di apprezzamento per la propria collezione, documenta il viaggio intrapreso da Firenze nell’estate del 1827. Accompagnato dal cavaliere Francesco Inghirami, autore – tra le altre – della poderosa opera illustrata Monumenti Etruschi, e dall’artista Giuseppe Lucherini, che aveva l’incarico di riprodurre gli antichi reperti, Dorow si distingue in modo netto dai colleghi inglesi: con una profonda conoscenza del contesto italiano, a lui si devono annotazioni di un’arguzia e precisione indiscusse e per questo ancora di estrema utilità per lo studio archeologico contemporaneo. Il resoconto delle sue visite ai luoghi che conservano i più importanti lasciti etruschi e alle principali collezioni private di antichità etrusche si accompagna a una descrizione dettagliata dei reperti, resa possibile anche grazie ai disegni minuziosi di Lucherini. Emerge da queste pagine una sorta di istantanea dell’Etruria del XIX secolo, che fa risaltare il fondamentale contributo di Dorow nella ricostruzione storica delle collezioni e delle loro sorti, nonché nel decisivo passaggio da un puro interesse antiquario allo studio scientifico del mondo etrusco.

Ercolano (Na). Ferragosto tra storia e meraviglia al parco archeologico di Ercolano e dal 26 agosto nuove aperture serali con “Una notte al Museo”

Anche quest’anno il parco archeologico di Ercolano sarà regolarmente aperto il giorno di Ferragosto, offrendo a visitatori e appassionati di storia l’opportunità di trascorrere una giornata immersi nel fascino di un’antica città romana perfettamente conservata. Il Parco sarà visitabile per tutto il mese di agosto con orario estivo, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18). “Il Ferragosto al Parco è un’occasione preziosa per vivere la cultura all’aria aperta”, dichiara il funzionario delegato alla direzione del Parco, Francesco Sirano, “un invito a esplorare con calma i luoghi, le storie e i reperti che raccontano una delle più affascinanti città romane sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. In un periodo in cui la domanda culturale si rinnova e cresce, vogliamo offrire un’esperienza di visita confortevole e suggestiva”.

Ercolano illuminata di sera per le visite durante “I Venerdì di Ercolano” (foto paerco)

Dopo il successo dei percorsi notturni de “I Venerdì di Ercolano”, ora “Una notte al Museo”, iniziative in programma per ulteriori aperture serali del mese di agosto. Il Parco rilancia infatti con una nuova proposta serale: a partire dal 26 agosto 2025 il martedì e giovedì sera, saranno accessibili il Padiglione della Barca e l’Antiquarium, offrendo un’opportunità straordinaria di ammirare in una luce diversa due degli spazi più evocativi dell’intero sito, negli orari serali di tali aperture l’area archeologica non sarà visitabile. Dal 26 agosto 2025 e per tutto il mese di settembre, il Padiglione della Barca e l’Antiquarium saranno aperti anche in orario serale, ogni martedì e giovedì dalle 20.30 alle 23-30 (ultimo ingresso alle 22.30). Il sito archeologico, invece, sarà visitabile tutti i giorni esclusivamente durante i consueti orari di apertura diurna. “Con Una notte al Museo vogliamo valorizzare due spazi di altissimo valore identitario per il nostro Parco”, continua Sirano. “Il legno, miracolosamente preservato, è una delle peculiarità che rendono Ercolano un unicum nel panorama archeologico mondiale. Le visite in orario serale offrono un’atmosfera più intima e confortevole, adatta a tutti, anche alle famiglie”. Il costo del biglietto per le aperture serali (Padiglione della barca e Antiquarium) è di 5 euro. Per procurarsi i biglietti per le aree museali consultare le pagine social del Parco, il sito web https://ercolano.cultura.gov.it e https://www.coopculture.it  dove a breve saranno disponibili i biglietti per l’acquisto con tutte le indicazioni. Per l’occasione saranno disponibili gratuitamente i parcheggi: scuola Rodinò (via IV Novembre), scuola Iovino Scotellaro (traversa via IV Novembre), Villa Favorita (corso Resina). Si ricorda che sono attivi abbonamenti e formule di visita agevolate, pensate per le famiglie, i giovani e gli over 65, che permettono di vivere il Parco tutto l’anno con grande flessibilità. Ai visitatori di agosto, il Parco raccomanda di evitare le ore più calde, idratare frequentemente e pianificare la visita scegliendo gli orari più adatti alle proprie esigenze.

Il Padiglione della Barca a Ercolano (foto parco archeologico Ercolano)

Il Padiglione della Barca consente un tuffo nell’universo marinaresco dell’antica Ercolano, attraverso reperti eccezionali come argani, remi, corde, pesi e ami da pesca, testimoni del forte legame della città con il mare. Fiore all’occhiello del Padiglione è la lancia militare, ritrovata sull’antica spiaggia: un manufatto unico, probabilmente parte della flotta inviata da Plinio il Vecchio in soccorso della popolazione durante la catastrofica eruzione.

“Il legno che non bruciò”: allestimento della mostra permanente all’antiquarium di Ercolano (foto paerco)

Accanto, l’Antiquarium si presenta come uno scrigno della vita quotidiana romana, con un focus unico al mondo: la collezione di legni antichi, tra cui mobili, utensili e strumenti, carbonizzati ma perfettamente conservati grazie all’assenza di ossigeno nel flusso piroclastico che sommerse la città. Un patrimonio eccezionale, arricchito dai preziosi ori di Ercolano, simbolo del gusto e del lusso degli antichi abitanti.

Aulla (Ms). Nel chiostro di San Caprasio al via le “Notti dell’Archeologia”: dagli Etruschi ai colori delle statue antiche, dalle nuove prospettive di ricerca archeologica in Lunigiana ai Bronzi di San Casciano. Apre Paolo Giulierini su “Gli Etruschi e la magia”. Ecco tutto il programma

Con la conferenza “Gli Etruschi e la magia” con Paolo Giulierini, alle 21.15, nella splendida cornice del chiostro dell’abbazia di San Caprasio ad Aulla (Ms), iniziano domenica 6 luglio 2025, le “Notti dell’archeologia”. Quasi due settimane intense e piene zeppe di storie da raccontare, dagli Etruschi ai colori delle statue antiche, dalle nuove prospettive di ricerca archeologica in Lunigiana ai Bronzi di San Casciano, passando da un bel focus sull’alimentazione e uno sullo studio delle ossa. Tutte le serate sono ad ingresso libero, nel chiostro dell’Abbazia di San Caprasio ad Aulla. In caso di pioggia si tengono comunque, nel vicino auditorium di San Caprasio dotato di aria condizionata. Per la serata inaugurale di domenica 6 luglio 2025 intervento del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Archeologo, etruscologo ed ex direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini guiderà i partecipanti alla scoperta dei saperi magici e religiosi degli Etruschi: tra Dei, fulmini, rituali e conoscenze farmacologiche che attraversano i secoli fino a oggi. “Magia e pratiche religiose”: non c’è ambito più esemplare, tra le civiltà del mondo antico, in cui come nel caso degli Etruschi questi due mondi si compenetrino. Se infatti la magia manipola le forze della natura e la religione si concentra sul culto degli Dei, talora anche per ottenere vantaggi personali, i sacerdoti etruschi riescono a controllare strumenti apparentemente naturali che però sono prerogativa divina – come i fulmini – per distruggere mostri e creare sbarramenti. È nota la fama degli Etruschi quali preparatori di medicinali o di farmaci in quanto “discendenti di Circe”: una competenza che è rimasta, strisciante, nei saperi delle più recondite campagne toscane, superando l’età antica, passando con il Medioevo, attraverso le figure di streghe stregoni ultimi eredi degli aruspici e degli auguri.

Il programma delle Notti dell’archeologia 2025. Lunedì 7 luglio, Cristiana Barandoni, archeologa, conservatrice specializzata in diagnostica non invasiva e policromia antica, scrittrice e divulgatrice, “Le sculture del mondo antico come non le avete mai viste (svelati i colori dei marmi romani)”; martedì 8 luglio, Paola Bombardi, ricercatrice e divulgatrice, “Il leone nella iconografia romanica, il legame con i maestri costruttori”; venerdì 11 luglio, Stefano Ricci, archeologo e antropologo dell’università di Siena, “Omicidi medievali, le ossa raccontano”; sabato 12 luglio, Enrico Giannichedda, archeologo, allievo del prof. Tiziano Mannoni, protagonista di varie stagioni di scavi anche in Lunigiana, “Gratta e vinci. Cosa aspettarci dalle future scoperte archeologiche in Lunigiana”; domenica 13 luglio Caterina Rapetti, storica dell’arte, ricercatrice e divulgatrice, “FANTASMATA CUNCTA RECEDANT Campane medievali nelle chiese lunigianesi”; mercoledì 16 luglio, Emilia Petacco, archivista, storica e ricercatrice, “Dal Medioevo una donna per il futuro: Ildegarda di Bingen. Scienziata, medico, musicista, santa”. La serata prevede un evento collaterale: la degustazione di biscotti preparati dallo chef Rolando Paganini secondo la ricetta originale di Ildegarda. Giovedì 17 luglio, Antonio Fornaciari, archeologo, docente dell’università di Pisa, “Alimentazione, mobilità malattie e stile di vita degli aullesi del Medioevo dallo studio delle sepolture dell’abbazia di san Caprasio”. Infine venerdì 18 luglio, Gabriele Nannetti, architetto, soprintendente per le province di Siena, Grosseto ed Arezzo, “Il santuario del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni: dalle recenti scoperte archeologiche alla musealizzazione e alla valorizzazione del territorio”. Nell’ultima serata, la chiusura del ciclo di appuntamenti sarà sancita con la degustazione dell’inedito “pane del pellegrino” presentato dallo chef Rolando Paganini.

Fumane (Vr). In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia l’incontro “Nei cieli del Paleolitico – Rapaci e Vita Preistorica alla Grotta di Fumane”: pomeriggio speciale tra scienza, emozione e scoperta alla Grotta di Fumane

In occasione delle Giornate europee dell’Archeologia con “Nei cieli del Paleolitico – Rapaci e Vita Preistorica alla Grotta di Fumane” si può vivere un pomeriggio speciale tra scienza, emozione e scoperta. Appuntamento alla Grotta di Fumane (Vr) domenica 15 giugno 2025, dalle 14.30 alle 18.30. Un falconiere professionista porterà con sé grandi rapaci, che potrai ammirare da vicino. Alcuni di questi straordinari animali sono documentati nel record archeologico della grotta, attraverso resti ossei risalenti al Paleolitico. Un’occasione unica per scoprire come i Neandertal interagivano con l’avifauna preistorica, guidati da archeologi in un vero viaggio nel tempo. Attività previste:
incontro ravvicinato con rapaci e racconti del falconiere, tra etologia e archeologia; dimostrazione di scheggiatura della selce, per scoprire come venivano realizzati gli strumenti preistorici;
visita alla Grotta di Fumane, con spiegazioni accessibili a tutti;
approfondimento sull’avifauna del Paleolitico con una specialista, per comprendere l’importanza dei grandi rapaci durante la preistoria. Biglietti in loco, senza prenotazione: intero 10 euro, ridotto 7 euro (6-13 anni). Info: info@grottadifumane.it

Padova. Al museo Eremitani, la conferenza “Donne negate donne dimenticate: committenti e artiste nel Medioevo” di Giovanna Valenzano, evento conclusivo del ciclo “8 marzo diffuso. Donne nella cultura”

Martedì 27 maggio 2025, alle 17.30, nella sala Romanino del museo Eremitani in piazza Eremitani 8 a Padova, la conferenza “Donne negate, donne dimenticate: committenti e artiste nel Medioevo”, evento conclusivo del ciclo “8 marzo diffuso. Donne nella cultura” organizzato dalla commissione Terza Missione del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, insieme ai Musei Civici di Padova, per comprendere e valorizzare il ruolo delle donne nella cultura. Introduce Francesca Veronese, Musei Civici di Padova. Relatrice Giovanna Valenzano, università di Padova. Evento gratuito senza prenotazione ma ad esaurimento dei posti in sala. Seguirà un piccolo aperitivo presso la Caffetteria Etica.

La professoressa Giovanna Valenzano indica la statua di Caterina dei Franceschi, immurata in verticale, da un monumento funebre medievale (foto unipd)

Dopo i ritratti famosi di donne committenti come Matilde di Canossa, l’imperatrice Teofane o la padovana Fina Buzzacarini, la professoressa Giovanna Valenzano presenterà dei ritratti inediti di donne artiste, da lei per la prima volta pubblicati in un volume stampato a Parigi, mostrati per la prima volta a Padova. Giovanna Valenzano ci farà scoprire il ruolo di alcune donne che hanno fatto realizzare straordinari capolavori, dal Mille al XV secolo, illustrando figure femminili di imprenditrici e personalità di donne colte e dotte, in grado di interloquire con Papi e Imperatori. Oltre alla presentazione di donne dipinte o scolpite, la docente ci aiuterà quindi a riflettere sui meccanismi di rimozione e di negazione che hanno fatto scrivere a grandi studiosi di Medioevo, come Georges Duby, che non esistono donne artiste.

Verona. Nell’anfiteatro Arena, all’arcovolo 65, scoperta una fornace tardo-antica: lo scavo archeologico nel cantiere per l’ascensore previsto per le cerimonie dei Giochi Olimpici Milano-Cortina. E il 28 maggio, “scavo a porte aperte”: visite guidate con gli archeologi della Soprintendenza e della coop Petra. Prenotazione obbligatoria

La fornace tardo-antica scoperta nell’arcovolo 65 dell’anfiteatro Arena di Verona nel cantiere per il nuovo ascensore (foto comune verona / sabap-vr)

Nell’arcovolo 65 dell’anfiteatro Arena di Verona scoperta una fornace vetraria dell’epoca Tardo-antica nel corso delle indagini archeologiche in corso che fanno parte del piano degli interventi per migliorare l’accessibilità del monumento In vista delle cerimonie di chiusura delle Olimpiadi Invernali e di apertura delle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026. L’importanza delle testimonianze dello scavo ha suggerito alla Soprintendenza l’organizzazione di un’iniziativa di archeologia pubblica da inserire nell’ambito del Piano di Valorizzazione 2025 del MIC: un’apertura straordinaria dell’arcovolo 65 al pubblico con la possibilità di avvicinarsi “in tempo reale” alle attività di scavo in progress. Mercoledì 28 maggio 2025, i cittadini potranno seguire lo scavo “porte aperte”. Scaglionato su più turni di visita tra le 16 e le 19, il pubblico potrà dialogare con i funzionari archeologi e architetti della Soprintendenza e con gli archeologi della Soc. Coop PETRA di Padova impegnati nello scavo, visionando le strutture e i reperti più significativi. Entrata dall’arcovolo 63, via Dietro Anfiteatro. Prenotazione obbligatoria su https://www.eventbrite.it/…/visite-guidate-presso…. All’atto della prenotazione gli interessati danno il consenso al trattamento dei dati personali e sollevano gli Enti organizzatori da qualsiasi eventuale danno (alla propria persona e alle proprie cose), perdita e responsabilità (civile e penale) che dovesse derivare dalla visita.

La fornace tardo-antica scoperta nell’arcovolo 65 dell’anfiteatro Arena di Verona nel cantiere per il nuovo ascensore (foto comune verona / sabap-vr)

La Società Infrastrutture Milano Cortina 2020 – 2026 S.p.A. (SIMICO) ha sviluppato infatti un piano di interventi per migliorare l’accessibilità della città di Verona e dell’anfiteatro Arena per le persone con disabilità. Dalla fine di febbraio 2025 ha avviato un’importante campagna di scavo archeologico all’arcovolo 65, finalizzato alla verifica di fattibilità di un ascensore che consentirà anche alle persone con disabilità motorie di accedere al piano superiore dell’anfiteatro e raggiungere la gradinata della media cavea. L’intervento è diretto dalla soprintendenza ABAP Verona-Rovigo e Vicenza e si svolge in stretta collaborazione del comune di Verona (Direzione Edilizia Monumentale e Direzione Musei) e di Fondazione Arena di Verona. Gli archeologi impegnati sul campo sono i professionisti della società cooperativa P.E.T.R.A.

Una fibula ritrivata nello scavo dell’arcovolo 65 dell’anfiteatro Arena di Verona (foto comune verona / sabap-vr)

Come già verificato in altri arcovoli indagati negli anni precedenti, anche in questo ambiente, posto in corrispondenza dell’unica parte del monumento che conserva l’anello esterno (Ala) stanno emergendo informazioni preziose sulle vicende strutturali e sull’uso del monumento, a partire dalla sua fase di fondazione. Particolarmente significative le testimonianze relative all’uso produttivo-artigianale che caratterizzò la fase tardo-antica, quando nell’arcovolo si insediò un’officina vetraria.  Secondo il soprintendente Andrea Rosignoli “la riconversione di uno degli spazi dell’anfiteatro cittadino per l’impianto di fornaci che riciclavano il vetro e producevano nuovi oggetti in vetro soffiato è senza dubbio una pagina molto interessante della storia del monumento. Poter recuperare le tracce archeologiche di un’economia del riciclo organizzata pubblicamente, in un periodo di profonde trasformazioni, ci sembra una fortunata opportunità che i lavori per le Olimpiadi ci offrono. Anche questo scavo conferma come l’Arena, nonostante le continue e reiterate modifiche subite nei secoli sia ancora un’eccezionale riserva di dati archeologici oltre che un potenziale laboratorio di studi e ricerche”. E la vicesindaca e assessore all’Edilizia monumentale e ai Beni culturali Barbara Bissoli: “Siamo molto contenti dell’opportunità di conoscenza e di crescita culturale data dal rinvenimento archeologico conseguito nel corso dello scavo in atto nell’arcovolo n. 65 dell’Arena per le verifiche preliminari alla progettazione dell’ascensore da realizzare come legacy delle cerimonie di chiusura dei Giochi Olimpici e di apertura dei Giochi Paralimpici, che si terranno rispettivamente il 22 febbraio e il 6 marzo 2026. L’impegno delle Istituzioni per migliorare per chiunque la qualità dell’esperienza della visita in Arena e i disagi affrontati dai visitatori, recano però alla Città molteplici, inestimabili benefici sociali e culturali, compresa l’occasione della scoperta di antichi usi dell’Anfiteatro, che ne confermano la storica, ma ancora attuale, valenza per l’economia della Città, scoperta che ci proponiamo di valorizzare e di rendere quanto più fruibile grazie al prezioso contributo della Soprintendenza”.

Il protico della cosiddetat “ala” dell’Arena di Verona da cui si accede all’arcovolo 65 (foto comune verona / sabap-vr)

Cecilia Gasdia, sovrintendente Fondazione Arena, sottolinea: “L’Arena, con i suoi venti secoli di storia, non è solo il monumento e il teatro d’Opera che tutti noi conosciamo, ma anche una preziosa fonte storica, da tutelare e valorizzare. Ecco perché, nonostante siano in corso i complessi allestimenti dell’anfiteatro per rendere gli spazi fruibili ai 1.400 lavoratori del Festival lirico, che quest’anno dovranno convivere con i cantieri olimpici, siamo orgogliosi di contribuire a questo pomeriggio a porte aperte. È importante che il pubblico possa scoprire e vedere con i propri occhi i ritrovamenti emersi per rendersi conto del valore storico della nostra Arena”. Significative infine le parole dell’amministratore delegato di SIMICO, arch. Fabio Saldini: “L’investimento fatto dal Governo sull’Arena di Verona, grazie ai Giochi 2026, renderà universalmente accessibile un monumento conosciuto in tutto il mondo. Si tratta di un atto di civiltà, prima ancora di un intervento architettonico. Proprio al fine di realizzare un ascensore per garantire le visite alle persone con disabilità, gli scavi all’arcovolo 65 hanno regalato una bellissima sorpresa dal punto di vista culturale che ci pregiamo di condividere, nel lavoro che stiamo portando avanti, fianco a fianco, con tutte le istituzioni locali. Aprire le porte alla cittadinanza farà conoscere ancora di più alle persone ciò che stiamo facendo per lasciare all’Italia un patrimonio di conoscenze, di opere e di valorizzazione sotto ogni punto di vista”.

Pompei. All’auditorium del parco archeologico la conferenza “La villa del Pastore a Stabiae: nuove ricerche” di Maria Cristina Napolitano (università del Salento) promossa dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS

Secondo incontro di fine maggio promosso dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS. Appuntamento venerdì 23 maggio 2025, alle 17, all’Auditorium degli Scavi in piazza Esedra 5 a Pompei, con la conferenza dell’archeologa Maria Cristina Napolitano su “La villa del Pastore a Stabiae: nuove ricerche”. Il tema della conferenza è la Villa del Pastore a Stabiae, edificio oggi interrato, sul pianoro di Varano a Castellammare di Stabia, oggetto di un’ampia ricerca di dottorato, condotta dalla dottoressa Napolitano all’università del Salento, sulle ville di epoca romana dell’ager Stabianus. La ricerca prende le mosse dalle esplorazioni, avviate dai Borbone nel 1754 e condotte a fasi alterne fino al 1778, che interessarono gran parte dell’edificio esteso per circa 15mila mq e databile alla seconda metà del I sec. a.C. Il giornale di scavo e la descrizione delle indagini, le piante realizzate dal Weber e dal La Vega, poi riunite a margine della carta topografica dell’ager Stabianus dal Ruggiero, costituiscono una fonte di informazioni fondamentali per lo studio della villa. Lo studio sistematico di tali fonti ha consentito di ricostruire il contesto di provenienza perduto per una parte delle pitture e dei reperti asportati dalla villa in epoca borbonica ed oggi conservati al museo Archeologico nazionale di Napoli. Una seconda indagine si svolse tra il 1967 e il 1968 quando, durante lavori di estrazione del lapillo, si rimisero in luce il giardino e gli ambienti ubicati a N ea O di esso e si comprese che la villa proseguiva verso SO, area rimasta inesplorata; si rinvenne altresì la statua del pastore che ispirò al D’Orsi il nome della villa stessa. Mettendo insieme i dati d’archivio, le piante, i diari e le fotografie, frutto delle due fasi di indagine citate, per la prima volta si analizza l’edificio non solo dal punto di vista architettonico e topografico e sulla base delle sequenze planimetriche interne, ma anche ricollocando i reperti rinvenuti nel loro contesto di provenienza.