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Ariano nel Polesine (Ro). Al centro turistico culturale di San Basilio per “Incontri di archeologia” la conferenza “Novità dallo scavo etrusco” con la professoressa Silvia Paltineri, direttrice dello scavo dell’abitato etrusco, a metà della campagna 2025 dell’università di Padova

Sullo scorcio della seconda delle quattro settimane di scavo nel sito etrusco di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) è tempo di illustrare al pubblico le novità emerse dalle ricerche dirette dalla prof.ssa Silvia Paltineri dell’università di Padova. Appuntamento giovedì 11 settembre 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la quarta conferenza “Incontri di archeologia” (le prime tra maggio e giugno 2025) nell’ambito del progetto San Basilio finanziato dalla Fondazione Cariparo. Sarà proprio la prof.ssa Silvia Paltineri a presentare le novità dallo scavo etrusco. Per info e prenotazioni: + 39 392.9259875.

Realmonte (Ag). Al via alla Villa Romana di Durrueli la nuova campagna di scavi archeologici del parco della Valle dei Templi, università di Catania e Cnr

Scavi alla villa romana di Durrueli a Realmonte (Ag) (foto regione siciliana)

Prende il via l’8 settembre 2025 una nuova campagna di scavi archeologici alla Villa Romana di Durrueli a Realmonte (Ag). Le attività, che si concluderanno il 4 ottobre 2025, sono frutto di una collaborazione tra il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, l’università di Catania e il CNR. Questa nuova fase di ricerca si concentrerà sull’approfondimento di alcune aree specifiche per chiarire le fasi costruttive della villa, le sue successive trasformazioni e indagare le strutture termali emerse a nord del complesso. I lavori, che seguono un’indagine geofisica di maggio e una campagna di scavi di giugno 2024, mirano a ricostruire l’intero arco cronologico di utilizzo della villa e l’identità del suo proprietario. Gli scavi saranno condotti con il sistema del “cantiere aperto” e quindi saranno visitabili dai fruitori del sito archeologico.

Un libro al giorno. “Paolo Orsi. CAVA D’ISPICA. Paesaggio Siciliano” a cura di Giovanni Di Stefano che ripercorre la storia delle ricerche nell’area

Copertina del libro “Paolo Orsi. CAVA D’ISPICA. Paesaggio Siciliano” a cura di Giovanni Di Stefano

È uscito per i tipi di Le Fate il libro “Paolo Orsi. CAVA D’ISPICA. Paesaggio Siciliano” a cura di Giovanni Di Stefano. Cava d’Ispica, in questo scritto di Paolo Orsi, il grande esploratore della Sicilia antica, è descritta come “…un paesaggio selvaggio e romito”: una delle meraviglie naturalistiche e archeologiche dell’isola. Il saggio di Orsi è accompagnato da un intervento di Giovanni Di Stefano, che ripercorre la storia delle ricerche nell’area, ricostruendo la dinamica degli insediamenti antichi. Il tutto è arricchito da un racconto fotografico di Vincenzo Giompaolo, che ha interpretato con immagini suggestive il resoconto di Orsi.

Mazzarino (Cl). “Open Day a Sofiana”: gli archeologi delle università di Trento e Messina illustrano al pubblico i dati e le scoperte della campagna di scavo 2025

“Open Day a Sofiana”. Il 2 settembre 2025, alle 18, al sito archeologico di Sofiana di Mazzarino (Cl), incontro dedicato ai risultati della campagna di scavo 2025. Gli archeologi delle università di Trento e Messina condivideranno con il pubblico i dati e le scoperte più recenti. Un’occasione per conoscere da vicino la ricerca sul campo e i suoi sviluppi. Per raggiungere il sito https://maps.app.goo.gl/PSYqunsKn8RQs3nu8?g_st=ipc. Il sito di straordinaria ricchezza storica e archeologica racconta la presenza ellenistica, romana, bizantina, araba e normanna.

Il team di scavo a Sofiana di Mazzarino (Cl) (foto regione siciliana)

Lo scavo nasce da una collaborazione scientifica tra le università di Trento e Messina e il parco archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina. La direzione scientifica è affidata al prof. Emanuele Vaccaro, con il coordinamento sul campo del dott. Marco Sfatteria (UniMe) e della dott.ssa Viviana Spinella (UniTn). Quest’anno le ricerche si sono concentrate in tre aree principali: 1. le terme di età costantiniana – utilizzate fino al Medioevo, già indagate negli anni ’50-’60 da Dinu Adameșteanu. Le indagini si focalizzeranno su un ambiente rimasto sigillato dal crollo e sull’impianto termale del IV secolo d.C. 2. La zona a sud del sacello augusteo – frequentata fino all’età medio-imperiale. Qui saranno esplorati ambienti di età romana, di funzione ancora incerta, forse collegati a un complesso termale di prima età imperiale. 3. L’area settentrionale del sito – in corrispondenza del grande muro pomeriale dell’insediamento. In questo settore, già indagato lo scorso anno, è emersa una sequenza stratigrafica che va dall’età augustea al II secolo d.C.

Un libro al giorno. “Ad utilitatem et voluptatem: l’Ager Albanus e le sue ville” di Emanuele Cuccurullo: ricostruito il paesaggio storico, sociale e culturale di un territorio che per l’amenità dei luoghi, la presenza della villa imperiale e la vicinanza all’Urbe si configurò come una sua naturale estensione

Copertina del libro “Ad utilitatem et voluptatem: l’Ager Albanus e le sue ville” di Emanuele Cuccurullo

È uscito per i tipi di L’Erma di Bretschneider il libro “Ad utilitatem et voluptatem: l’Ager Albanus e le sue ville” di Emanuele Cuccurullo. Benché nessuna fonte antica menzioni direttamente un poleonimo ad esso riconducibile, nei testi letterari ricorre, con coerenza storica e topografica, il prediale Albanum. Non trattandosi di una definizione di carattere amministrativo, vengono qui indagate le motivazioni alla base di una simile consuetudine toponomastica e si propone la delimitazione dell’area geografica che gli antichi identificarono con quel nome. Ricostruite le dinamiche di formazione di questa realtà e chiarita la sua dimensione spaziale, l’attenzione è volta alla presentazione di una carta archeologica che documenta la presenza di numerose ville nel territorio in un arco cronologico sostanzialmente compreso tra il II sec. a.C. e il IV-V secolo d.C. L’analisi topografica, archeologica e architettonica è messa a confronto con il ricco dossier delle fonti scritte che citano gli eminenti proprietari di queste ricche residenze e consente di ricostruire l’assetto e le dinamiche immobiliari di questo importante ed ambito settore della regione di Roma. Si ricostruisce così il paesaggio storico, sociale e culturale di un territorio che per l’amenità dei luoghi, la presenza della villa imperiale e la vicinanza all’Urbe si configurò come una sua naturale estensione.

Settembre 2025. Al via due campagne di scavo della scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici Or.Sa.: all’anfiteatro romano di Avella (Av) e nell’abitato etrusco-sannitico di Pontecagnano (Sa)

Scavi archeologici nel sito romano di Avella (Av) (foto orsa)

Col mese di settembre 2025 riprendono gli scavi archeologici promossi da Or.Sa., la scuola interateneo di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Salerno e dell’università di Napoli L’Orientale. Nel mese di settembre 2025 la Scuola sarà impegnata in una nuova campagna di scavo ad Avella (Av), nell’area dell’anfiteatro romano, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Eliana Mugione. L’attività si concentrerà in un contesto ricco di storia che rappresenta un laboratorio ideale per la formazione sul campo, la ricerca scientifica e l’esperienza diretta di cantiere. Un’opportunità unica per vivere da vicino il lavoro dell’archeologo, tra metodo, studio dei reperti e scoperta del passato.

Scavi archeologici nel sito etrusco-sannitico di Pontecagnano (Sa) (foto orsa)

Sempre nel mese di settembre 2025 la Scuola sarà impegnata in una nuova campagna di scavo presso l’abitato etrusco-sannitico di Pontecagnano (Sa) sotto la direzione scientifica del prof. Carmine Pellegrino. Un’occasione preziosa di formazione sul campo, ricerca attiva e confronto quotidiano tra studenti, docenti e professionisti dell’archeologia.

Canicattì (Ag). Al via la nuova campagna di scavo a Vito Soldano diretta da Johannes Bergemann (università di Gottinga) in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi: obiettivo? ricostruire planimetria, funzione e cronologia degli ambienti

Una veduta del sito di Vito Soldano a Canicattì (Ag) (foto regione siciliana)

Al via lunedì 1° settembre 2025 a Vito Soldano, nei pressi di Canicattì (Ag), la nuova stagione di ricerche archeologiche condotta dall’università di Gottinga in collaborazione con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. Il sito di Vito Soldano custodisce una storia millenaria: dalle terme monumentali romane con calidarium, tepidarium e frigidarium, fino alle fornaci medievali per la produzione di terracotta. Un luogo che racconta secoli di vita e trasformazioni, oggi al centro di nuove indagini. Gli scavi si concentreranno sul pianoro sopra l’antiquarium, dove verranno effettuati saggi stratigrafici per indagare strutture murarie già individuate nelle campagne precedenti. L’obiettivo? Ricostruire planimetria, funzione e cronologia degli ambienti, arricchendo la conoscenza del passato dell’area. Il cantiere, guidato da Johannes Bergemann insieme a Rebecca Klug, Julius Roch e per il Parco dall’archeologa Maria Serena Rizzo, coinvolgerà studenti tedeschi e palermitani in una campagna che promette nuove scoperte. Come sempre, il cantiere sarà aperto al pubblico: i visitatori potranno osservare da vicino il lavoro degli archeologi e vivere l’emozione della ricerca sul campo.

Ischia (Na). A Lacco Ameno al via la seconda campagna di scavi archeologici nel quartiere artigianale di Mazzola a Pithekoussai, un’area di scavo chiave per la comprensione dell’economia, della società, delle attività artigianali, metallurgiche e ceramiche, delle manifestazioni sociali del più antico insediamento greco del Mediterraneo occidentale

Lunedì 1° settembre 2025 inizia la seconda campagna di scavi archeologici nel quartiere artigianale di Mazzola a Pithekoussai (Lacco Ameno, Ischia). E andrà avanti fino al 26 settembre 2025 con la direzione scientifica di Matteo D’Acunto (università di Napoli L’Orientale), Teresa Elena Cinquantaquattro (direzione generale Abap del ministero della Cultura), Maria Luisa Tardugno (soprintendenza Abap per l’area metropolitana di Napoli). Con le sue botteghe metallurgiche e abitazioni risalenti all’alba della Magna Grecia, Mazzola costituisce un’area di scavo chiave per la comprensione dell’economia, della società, delle attività artigianali, metallurgiche e ceramiche, delle manifestazioni sociali di Pithekoussai, il più antico insediamento greco del Mediterraneo occidentale. Responsabili della ricerca, che si svolge con la formula della concessione di scavo dal MiC, sono l’università di Napoli L’Orientale, la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici “Or.Sa.” dell’università di Salerno e dell’Orientale e la soprintendenza per l’Area Metropolitana di Napoli. “Il progetto – spiega il prof. D’Acunto – si svolge in collaborazione e col sostegno del Comune di Lacco Ameno: ringraziamo, in particolare, il sindaco Giacomo Pascale e il vice-sindaco e assessore alla Cultura Carla Tufano, che, come sempre, col loro impegno ed entusiasmo ci assicurano tutto il sostegno necessario e un prezioso aiuto e incoraggiamento. Responsabili scientifici dello scavo e delle attività sul campo saranno Francesco Nitti, Chiara Improta e Cristiana Merluzzo (università di Napoli L’Orientale). Protagonisti delle attività sul campo e di classificazione dei reperti saranno gli allievi della Scuola di Specializzazione “Or.Sa.” e gli studenti dell’Orientale. Come già l’anno scorso, gli studenti del liceo di Ischia “Giorgio Buchner”, con un PCTO, parteciperanno in prima persona alle attività, collaborando con i membri della missione al primo trattamento e classificazione dei reperti, impadronendosi così delle conoscenze fondamentali nel riconoscimento e nell’interpretazione della ceramica, vero pane quotidiano dell’archeologo. Ciò è reso possibile grazie all’impegno e all’entusiasmo della preside, prof.ssa Assunta Barbieri, e dei docenti del Liceo, che seguiranno gli studenti. Un ringraziamento, per il sostegno, va alle compagnie di navigazione Medmar e SNAV. Durante la campagna di quest’anno – conclude D’Acunto – prevediamo di effettuare nuovi interventi di scavo, assai promettenti in quanto localizzati in aree precedentemente non indagate, e di portare avanti il fondamentale studio sistematico dei reperti e delle strutture murarie già messi in luce”.

Un libro al giorno. “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni con i risultati delle prime ricerche scientifiche sui resti ceramici quando l’insediamento milanese era probabilmente il principale oppidum dei Celti Insubri

Copertina del libro “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni

È uscito per i tipi di Sap Libri il libro “Prima dell’Arena. Ceramiche celtiche dall’area dell’anfiteatro di Milano. 1” a cura di Francesca Roncoroni. Tra i setti radiali che sostenevano le strutture dell’arena di Milano si sono ritrovate porzioni di terreno che conservavano giaciture stratigrafiche precedenti (IV‐III secolo a.C.) alla costruzione del monumento romano. Le fondazioni di quest’ultimo non hanno infatti comportato lo sbancamento completo dell’area, ma solo lo scavo in corrispondenza delle trincee fondazionali, lasciando miracolosamente inalterate alcune “isole stratigrafiche” tra una trincea e l’altra, nei cosiddetti “interradiali”. I risultati degli scavi hanno dunque confermato una frequentazione antropica del sito risalente ad epoche più antiche. A partire dai ritrovamenti degli scavi della fine degli anni ’90 del secolo scorso, con le indagini condotte nel corso degli ultimi quattro anni (2019‐2023) si è avuta ampia riprova della frequentazione della zona nella seconda età del Ferro. Questo piccolo ma ricco volume presenta quindi i risultati delle prime ricerche scientifiche sui resti di contenitori ceramici del periodo in cui l’insediamento milanese era probabilmente il principale oppidum dei Celti Insubri. Grazie ad una paziente opera di ricomposizione bicchieri, vasi, olle, patere, mortai, ciotole, bacili e coperchi sono tornati in vita, con tutta la forza dei racconti che portano con sé: racconti di tecniche, di materiali, di mercati, di scambi commerciali, di usi, di stili, di decorazioni.

Farnese (Vt). Nella riserva naturale “Selva del Lamone” a Bottino la conferenza “Il nuovo tempio e il paesaggio urbano di Vulci”: presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo 2025 di Vulci Cityspace

Venerdì 29 agosto 2025, alle 18, nella sala conferenze della riserva naturale “Selva del Lamone” in località Bottino di Farnese (Vt), “Il nuovo tempio e il paesaggio urbano di Vulci”: presentazione dei risultati della quinta campagna di scavo 2025 di Vulci Cityspace, su concessione del ministero della Cultura con importanti novità sul tempio monumentale urbano scoperto nell’ambito del progetto, sulla viabilità urbana e sulle trasformazioni di lunga durata della città etrusco-romana. Intervengono Mariachiara Franceschini (Albert Ludwigs Universität Freiburg) e Paul Pasieka (Johannes Gutenberg Universität Mainz), Giuseppe Ciucci (sindaco del Comune di Farnese), Liana Nucci (consigliere alla Cultura), Simona Carosi (soprintendenza Archeologia Belle arti Paesaggio Etruria Meridionale), Carlo Casi (Parco di Vulci) e Luciano Frazzoni (museo civico “Ferrante Rittatore Vonwiller”). L’indagine, avviata nel 2020 e incentrata sulla comprensione dell’assetto urbano e dell’interrelazione tra diversi settori funzionali, ha già permesso l’identificazione di uno dei più grandi edifici templari etruschi finora noti e di un grande complesso sacrale posto al centro del pianoro urbano. I risultati della campagna 2025 offrono nuove prospettive non solo sulla struttura del tempio, ma anche sulle trasformazioni urbanistiche che interessarono Vulci per oltre un millennio. Le principali novità della campagna 2025, di cui si parlerà sono il rifacimento del tempio, le nuove informazioni sulla rete stradale, un cimitero tardoantico, una struttura ipogea.