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Centuripe (En). Al museo Archeologico regionale il convegno internazionale “Centuripe e Lanuvio: una parentela scolpita tra mito e storia” e la mostra “Centuripe epigrafica. Scritture di identità e di potere tra età ellenistica ed età imperiale” aprono le giornate “Doors of Change” promosse dalla Fondazione CHANGES

Museo Archeologico regionale di Centuripe: da sinistra, Alessia Coccato, diagnosta dei beni culturali (Università di Oxford), Jonathan Prag, epigrafista (Università di Oxford); Francesca Prado, storica (UniCT) (foto regione siciliana)

Venerdì 17 ottobre 2025, in occasione delle giornate Doors of Change (17-19 ottobre 2025), promosse dalla Fondazione CHANGES, il museo Archeologico regionale di Centuripe – gestito dal parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, diretto da Giuseppe D’Urso – ha ospitato il convegno internazionale “Centuripe e Lanuvio: una parentela scolpita tra mito e storia”. L’incontro ha preso avvio da uno straordinario documento epigrafico: un blocco lapideo iscritto del II o della prima metà del I secolo a.C. circa, testimone di una missione diplomatica condotta da membri dell’élite centuripina a Roma e a Lanuvio. L’iscrizione attesta il rinnovo di un antico legame di συγγένεια (parentela) tra le due città: Lanuvio sarebbe stata fondata infatti da Lanoios, eroe centuripino giunto nel Lazio con Enea. La rievocazione di questa iscrizione ha offerto spunto per riflettere sull’evoluzione della storia di Centuripe e Lanuvio e dei loro rapporti.  A cinquant’anni dal primo rinnovo moderno del gemellaggio (1974-1975), è altresì occasione per riaffermare un legame ancora vivo, tra memoria, identità e comunità. Dopo i saluti istituzionali e un’introduzione a cura di Francesca Prado (università di Catania), sono intervenuti Jonathan Prag (università di Oxford), Filippo Battistoni (università di Pisa), Luca Attenni (museo diffuso di Lanuvio), Giacomo Biondi e Salvatore Rizza (ISPC-CNR). Hanno moderato l’incontro Orazio Licandro (università di Catania) e Giulia Falco (parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci).

Il convegno ha preceduto l’apertura del percorso espositivo “Doors of Change: Centuripe epigrafica. Scritture di identità e di potere tra età ellenistica ed età imperiale”. Attraverso un’ampia selezione di iscrizioni pubbliche e funerarie, l’esposizione ricostruisce le profonde trasformazioni politiche, sociali, culturali e linguistiche che hanno attraversato Centuripe tra età ellenistica ed età imperiale, mettendo in luce, in particolar modo, le strategie di autorappresentazione delle élites locali e il loro rapporto con lo spazio urbano. L’iniziativa si colloca nella serie di attività frutto di un accordo di collaborazione stipulato tra il dipartimento di Scienze umanistiche dell’università di Catania e la Faculty of Classics dell’università di Oxford, e di una collaborazione scientifica avviata tra il Disum e il parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci (già in collaborazione con l’università di Oxford), nell’ambito delle attività del progetto CHANGES – Creativity and Intangible Cultural Heritage – Spoke 6 History, Conservation and Restoration of Cultural Heritage, responsabile scientifico Pietro M. Militello. I modelli 3D dei documenti epigrafici sono stati realizzati nell’ambito dello stesso progetto da Simone Barbagallo e Filippo Stanco, dipartimento di Matematica e Informatica dell’università di Catania. Il convegno è supportato pure dal contributo del museo diffuso di Lanuvio e da Hi.Stories srl – Società Benefit.

Padova. Webinar gratuito su Zoom del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova per la presentazione pubblica ai gruppi archeologici di Belluno e di Rovigo del progetto “ArcheoVeneto: il portale per conoscere l’archeologia nel Veneto”

Venerdì 17 ottobre 2025, alle 17.30, webinar gratuito del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova per la presentazione pubblica del progetto “ArcheoVeneto: il portale per conoscere l’archeologia nel Veneto” (www.archeoveneto.it), nell’ambito del progetto Patricom. Dialogo in diretta Zoom con i gruppi e le associazioni archeologiche delle province di Belluno e di Rovigo finalizzato alla promozione del portale web, attualmente in corso di aggiornamento, e all’acquisizione di proposte e segnalazioni per il suo miglioramento da parte delle comunità locali. Un’occasione di dialogo e collaborazione dedicata alla valorizzazione del patrimonio archeologico locale. Link Zoom per la presentazione: unipd.link/patricom-archeoveneto. Progetto collegato al 𝑃𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝐶𝐻𝐴𝑁𝐺𝐸𝑆 – 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙 𝐻𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎𝑔𝑒 𝐴𝑐𝑡𝑖𝑣𝑒 𝐼𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑓𝑜𝑟 𝑆𝑢𝑠𝑡𝑎𝑖𝑛𝑎𝑏𝑙𝑒 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑦.

Salò (Bs). Al Palazzo della Magnifica Patria il convegno “Le Ville Romane del Lago di Garda” e sabato visite alla Villa Romana di Desenzano del Garda e alle Grotte di Catullo di Sirmione

Venerdì 17 ottobre 2025, al Palazzo della Magnifica Patria di Salò (Bs), il convegno “Le Ville Romane del Lago di Garda”, organizzato dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia con il coordinamento scientifico di Barbara Bianchi e la preziosa collaborazione di Gian Pietro Brogiolo e Flora Berizzi, in collaborazione con il Comune di Salò, gli Atenei di Brescia e Salò e l’associazione Storico-Archeologica della Riviera del Garda. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali alle 9.30. Il giorno seguente sabato 18 ottobre 2025 sarà dedicato alle visite alla Villa Romana di Desenzano del Garda (mattina) e alle Grotte di Catullo di Sirmione (pomeriggio). PER ISCRIVERSI AL CONVEGNO E ALLA VISITA GUIDATA. Il territorio del Garda, caratterizzato dal bacino lacustre e dalle colline moreniche disposte nell’immediato entroterra, conserva numerose testimonianze di edifici residenziali romani costruiti in un arco di tempo compreso tra la fine del I secolo a.C. e i primi decenni del I secolo d.C. e successivamente modificati nel tempo. Le ville situate sulle sponde del lago rivestono un interesse particolare nell’ambito dell’architettura residenziale di età romana per la varietà delle soluzioni architettoniche adottate, per il ricco apparato decorativo, per il lungo excursus cronologico e perché è possibile l’identificazione di alcuni dei loro proprietari. I complessi abitativi dell’entroterra, dotati in taluni casi di estesi impianti produttivi, non solo contribuiscono a completare il quadro insediativo ma concorrono a tratteggiare la complessità delle dinamiche di un territorio dotato di una rete di collegamenti a lungo raggio e particolarmente felice, oltre che per la bellezza del paesaggio, per le opportunità produttive.

17 ottobre 2025, programma del convegno a Salò, Palazzo della Magnifica Patria. Alle 9.30, saluti istituzionali: Sergio Onger (presidente ateneo di Brescia), Andrea Crescini (presidente ateneo di Salò); Carlo Zani (ateneo di Brescia); Rosario Maria Anzalone (direzione regionale Musei nazionali Lombardia); 10, apertura dei lavori. Interventi: Rosario Maria Anzalone (direzione regionale Musei nazionali Lombardia): “Le grandi ville romane del Lago di Garda: strategie di ricerca e obiettivi di valorizzazione”; Elisabetta Roffia (già Ispettore centrale MiC): “In attesa dell’edizione delle Grotte di Catullo. Novità e riconsiderazioni sull’edificio. Problemi aperti e spunti di ricerca sulle ville lacustri gardesane”; Furio Sacchi (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Barbara Bianchi (direzione regionale Musei nazionali della Lombardia), Sara Lenzi (università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) e Luca Polidoro (direzione regionale Musei nazionali della Lombardia): “Tra realtà e finzione: l’ostentazione del marmo e delle pietre colorate in alcune ville romane del Garda”; Guglielmo Strapazzon (Indagini geofisiche): “Oltre lo scavo: indagini geofisiche alla Villa romana di Desenzano del Garda e alle Grotte di Catullo a Sirmione”; Serena Solano (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le provincie di Bergamo e Brescia): “Nuove ville romane del Garda bresciano: il difficile equilibrio tra conservazione, valorizzazione e sviluppo del territorio”; 13, pausa pranzo; 15, Cristina Bassi (Umst soprintendenza per i Beni e le Attività culturali – Provincia Autonoma di Trento): “I modi del vivere nell’Alto Garda trentino tra utilitas et voluptas”; Vincenzo Tinè (soprintendente SABAP per la città metropolitana di Genova e la provincia di La Spezia), Patrizia Basso (università di Verona), Gianni De Zuccato (già soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza): “La villa di Negrar di Valpolicella fra ricerca e valorizzazione”; Simone Don (museo civico Archeologico della Valtenesi): “Società e ville del Garda alla luce dell’epigrafia”; Gian Pietro Brogiolo (università di Padova, già professore ordinario di Archeologia Medievale): “Dopo la fine delle ville gardesane”; 17.30, tavola rotonda finale aperta non solo ai relatori, ma anche ad altri studiosi partecipanti al convegno: Alexandra Chavarria Arnau (università degli Studi di Padova), Giovanna Falezza (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza), Raphael Hidalgo Prieto (Universidad Pablo de Olavide Sevilla), Carla Sfameni (CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale), Fabrizio Slavazzi (università di Milano).

18 ottobre 2025, Visita guidata. Alle 9.30, ritrovo alla Villa Romana di Desenzano del Garda (Bs). Nel corso della mattinata visita alla villa romana di Desenzano del Garda e trasferimento in battello alle Grotte di Catullo per una visita pomeridiana (ore 15). Pausa pranzo libera dalle 13.30 alle 15 circa.

Montalto di Castro (Vt). Al Teatro Lea Padovani “Vulci e il suo territorio. 50 anni dopo”, XXXI convegno dell’istituto nazionale di Studi etruschi e italici, in presenza e on line. Tre giorni per disegnare le linee di continuità rispetto al passato e riflettere sulle novità della ricerca e delle scoperte. Ecco il programma

Dal 16 al 18 ottobre 2025, in presenza al Teatro Lea Padovani in via Aurelia Tarquinia 58 a Montalto di Castro (Vt), e in diretta on line sulla pagina Facebook del Parco archeologico e naturalistico di Vulci https://m.facebook.com/parcodi.vulci/, “Vulci e il suo territorio. 50 anni dopo”, XXXI convegno dell’istituto nazionale di Studi etruschi e italici. Il X Convegno di Studi Etruschi e Italici nel 1975 aveva avuto per oggetto la Civiltà Arcaica di Vulci e la sua espansione. Cinquant’anni dopo – e nell’anno di celebrazioni per i 50 anni del Ministero – è sembrato opportuno tornare su Vulci per disegnarne le linee di continuità rispetto al passato e riflettere sulle novità della ricerca e delle scoperte che nel frattempo l’hanno caratterizzata. Storicamente piegata dagli scavi clandestini, Vulci ha sempre comunque rappresentato un panorama privilegiato per lo studio della civiltà etrusca. La sinergia tra la Soprintendenza e Fondazione Vulci, gestore del Parco archeologico naturalistico e la collaborazione con diversi Enti di ricerca hanno garantito una maggior tutela e nello stesso tempo hanno generato, soprattutto negli ultimi anni, nuovi approcci e nuovi dati per una lettura dell’antico dai molteplici esiti, spesso presentati in mostre in Italia e all’estero. Per tutte queste ragioni l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici ha fatto la scelta di dedicare il suo XXXI Convegno al tema, con l’intento di approdare a una sintesi delle molte cose fatte in questi anni realizzando così una preziosa occasione di confronto per tutta la comunità scientifica. Promotori/Organizzatori: istituto nazionale di Studi etruschi e italici; soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale; Fondazione Vulci, con la collaborazione della direzione Musei Lazio, Regione Lazio, Comune di Montalto di Castro.

I temi del XXXI convegno di Studi etruschi e italici sono cinque e si allineano a quelli della ricerca degli ultimi anni, con il supporto anche delle discipline della bioarcheologia e della diagnostica preventiva: La formazione della città e il rapporto con il territorio; Materiali e contesti; Collezioni e vecchi scavi; Le dimensioni del sacro; Vulci e l’altro. Città di confine e di apertura. Il Convegno, oltre a Relazioni e Comunicazioni, sarà arricchito da una sezione Poster per la presentazione di specifici casi e temi di studio, sezione che troverà posto nella stampa degli Atti a cura dell’istituto nazionale di Studi etruschi e italici. Gli abstract sono a disposizione sui siti web da pochi giorni prima del Convegno stesso. Il primo giorno prevede i saluti istituzionali (ministero della Cultura, amministrazioni regionali e locali) e una introduzione da parte del presidente dell’istituto nazionale di Studi etruschi ed italici. Nel giorno di chiusura, sabato 18 ottobre 2025, è prevista, dopo una visita agli scavi nel Parco, l’inaugurazione di una mostra al museo della Badia di Vulci – che celebra anch’esso 50 anni dalla sua istituzione – dedicata alle ultime scoperte in tema di ornamenti femminili.

PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025. Alle 9.30, saluti istituzionali; introduzione di Giuseppe Sassatelli. Alle 12, SESSIONE I – La formazione della città e il rapporto con il territorio. Interventi: Carlo Casi, “Preistoria e protostoria della Valle del Fiora: caratteri geografici e del popolamento”; Vincenzo d’Ercole, Francesco di Gennaro, Marco Pacciarelli, “Le origini di Vulci tra Bronzo Finale e Primo Ferro”; Giorgio Pocobelli, “Vulci e il suburbio: urbanistica e analisi diacronica del popolamento”; 13.30, pausa pranzo; 14.30, Simona Carosi, Carlo Casi, Mariachiara Franceschini, Paul P. Pasieka, Carlo Regoli, “Il porto di Regisvilla”; Orlando Cerasuolo, Luca Pulcinelli, “L’entroterra vulcente quarant’anni dopo: popolamento ed economia alle soglie della romanizzazione”; SESSIONE II – Materiali e contesti. Interventi: Carlo Casi, Vincenzo d’Ercole, Francesco di Gennaro, “La variabilità della rappresentazione funeraria nei più antichi sepolcreti di Vulci”; Francesco Quondam, Carmen Esposito, Lorenzo Fiorillo, Pasquale Miranda, Marco Pacciarelli, “Articolazione planimetrica e gruppi sociali nei più antichi sepolcreti di Vulci”; Stefano Bruni, “Il Geometrico vulcente”; Alessandro Naso, Giacomo Bardelli, “Da Vulci nel Mediterraneo e in Europa: vasellame e utensili in bronzo”; Rosa Lucidi, “Il bucchero pesante vulcente”; Vincenzo Bellelli, “La ceramica etrusca a figure nere: Vulci, Cerveteri e Tarquinia a confronto”; 18, discussione.

PROGRAMMA VENERDÌ 17 OTTOBRE 2025. Alle 9, Anna Maria Moretti Sgubini, “Su alcune sculture di scuola vulcente”; Iefke van Kampen, “Scultura vulcente: gruppi e botteghe”; Fernando Gilotta, Anna Maria Moretti Sgubini, “Qualche considerazione sulle ceramiche della Polledrara”; Daniele F. Maras, “I Tutes di Vulci e la prosopografia dei cippi funerari a finta porta”. SESSIONE III – Collezioni e vecchi scavi. Interventi: Sara De Angelis, “1975–2025: cinquant’anni del Museo Archeologico di Vulci al Castello dell’Abbadia”; Laura Michetti, Christian Mazet, Alessandro Conti, “Ritorno a Vulci: rileggere i vecchi scavi nelle necropoli sud-orientali”; Cecile Colonna, “Vulci e il Cabinet des Médailles (BnF)”; Christian Mazet, Alexandra Villing, “Vulci e il British Museum”; Valentino Nizzo, “Collazionare collezioni: piccole storie (stra-)ordinarie di archeologia vulcente tra scavi, dispersioni e recuperi”; 13.30, pausa pranzo; 14.30, Alessandro Mandolesi, “Gli scavi Torlonia nella necropoli orientale”; Giulio Paolucci, “La Tomba François e i Torlonia”; Stephan Steingraeber, “Lodovico I di Baviera e i reperti vulcenti nelle Antikensammlungen di Monaco di Baviera”; Mariachiara Franceschini, Paul P. Pasieka, Maurizio Sannibale, Vittorio Mascelli, “La Cista con Amazzonomachia e lo specchio Durand: la ricostruzione di un contesto sepolcrale vulcente”. SESSIONE IV – Le dimensioni del sacro. Interventi: Simona Carosi, Sara Scarselletta, “La produzione votiva e i culti a Vulci tra età tardo-arcaica ed ellenistica”; Mariachiara Franceschini, Paul P. Pasieka, “Il nuovo tempio di Vulci e il paesaggio sacro urbano in epoca arcaica”; Serena Sabatini, Irene Selsvold, “Spunti per una riflessione su aree sacre articolate e culti “minori” a Vulci e in Etruria”; Carlo Regoli, “I culti dell’acropoli di Vulci”; 18, discussione.

PROGRAMMA SABATO 18 OTTOBRE 2025. Alle 9, SESSIONE V – Vulci e l’altro. Città di confine e di apertura. Interventi: Barbara Barbaro, “Il complesso protostorico del Gran Carro di Bolsena nel quadro dei contatti tra i centri protourbani di Vulci e Orvieto”; Paola Rendini, “La media valle dell’Albegna: un territorio di confine dell’agro vulcente. Contributi inediti dalle necropoli orientalizzanti e arcaiche del territorio di Magliano in Toscana”; Andrea Zifferero, “Vulci, Chiusi e Roselle: sistemi insediativi, culti e confini nel corridoio tra Albegna e Ombrone”; Marina Micozzi, Alessandra Coen, Achim Weidig, “Influenze vulcenti sul mondo italico appenninico: qualche caso di studio”; Anna Depalmas, “Vulci e la Sardegna. 115 miglia di mare”; Biancalisa Corradini, Alessandro Conti, “Castro, un centro dell’entroterra vulcente. 50 anni dopo”; Corinna Riva, Maja Mise, Carlo Regoli, “Vulci al centro di un’economia agraria che cambia nel Mediterraneo centrale: l’organizzazione della produzione anforica”; 12.30, discussione; 13.30, pausa pranzo; 15, visita agli scavi di Vulci; 16.30, inaugurazione mostra al museo nazionale Etrusco di Vulci “L’importanza di essere bella. Gioielli e ornamenti delle donne etrusche di Vulci”.

Altino (Ve). Al museo Archeologico nazionale “Altino dalla terra. Nuovi scavi e studi in corso”, una giornata di studi per fare il punto sui nuovi dati emersi dagli scavi più recenti, avviati nel 2022. Ecco il programma

Giovedì 16 ottobre 2025, dalle 9 alle 17, il parco archeologico di Altino – parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna – ospita “Altino dalla terra. Nuovi scavi e studi in corso”, una giornata di studi promossa e curata dalla direzione del Parco. L’iniziativa nasce dall’esigenza di avviare un confronto scientifico tra i diversi attori coinvolti nella ricerca archeologica — il Parco stesso, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia, l’università di Padova e l’università Ca’ Foscari di Venezia — con l’obiettivo di fare il punto sui nuovi dati emersi dagli scavi più recenti, avviati nel 2022, e di approfondire come questi contribuiscano a integrare e arricchire le conoscenze sulla storia dell’antica città di Altino. Nel corso della giornata verrà inoltre annunciata la nuova campagna di scavo, in partenza nell’autunno 2025 e focalizzata sulla zona del foro e dei teatri di età Romana, che darà continuità al lavoro di ricerca e valorizzazione del sito.

Scavi nell’area archeologica di Altino a cura dell’università Ca’ Foscari di Venezia e di Trento (foto parco archeologico altino)

Programma. Alle 9, inizio lavori e saluti istituzionali. SESSIONE 1 Nuove indagini sul campo: moderatore Jacopo Bonetto (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova). Alle 9.15, Marianna Bressan (Parco archeologico di Altino), Gaspare De Angeli (Malvestio Diego & C. snc), Michele De Michelis (SAP Società archeologia srl), Paolo Marcassa (P.E.T.R.A., Società cooperativa arl), “Gli scavi 2022–2024 nell’Area archeologica del decumano”; 9.30, Luigi Sperti (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Eleonora Delpozzo (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Jacopo Paiano (dipartimento di Lettere e Filosofia, università di Trento), Silvia Cipriano (museo della Centuriazione Romana), “Dalla stratigrafia all’impianto urbano: l’indagine di un quartiere altinate in località Campo Rialto”; 9.45, Carlo Beltrame (dipartimento di Studi Umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Paolo Mozzi (dipartimento di Geoscienze, università di Padova), Elisabetta Rosatti (dipartimento di Scienze dell’Antichità, Sapienza Università di Roma), Samuele Rampin (dipartimento di Geoscienze, università di Padova), “Il porto di Altino, nuovi dati e ricerche in corso”; 10, Guido Furlan (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Stefania Mazzocchin (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Agnes Borsato (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “La prima campagna di ricerca presso il canale della porta approdo. Obiettivi della ricerca e risultati preliminari”; 10.15, Jacopo Paiano (dipartimento di Lettere e Filosofia, università di Trento), Eleonora Delpozzo (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Diego Calaon (dipartimento di Studi umanistici, università Ca’ Foscari Venezia), Elisa Possenti (dipartimento di Lettere e Filosofia, università di Trento), “All’ombra della chiesa? L’episcopio altinate/torcellano come indicatore demografico tra tarda antichità e altomedioevo”; 10.30, PAUSA CAFFÈ; 11, Cecilia Rossi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia), Eleonora Carminali (Malvestio Diego & C. snc), “Tracce di strutturazioni spondali di epoca romana presso il nuovo collettore Montiron”; 11.15, Cecilia Rossi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia), Davide Pagliarosi (Italferr spa), Pietro Barbina (Italferr spa), Paolo Marcassa (P.E.T.R.A., Società cooperativa arl), “Il cantiere in corso per il collegamento ferroviario con l’Aeroporto Marco Polo di Venezia: nuove evidenze di strutturazione territoriale nell’agro di Altino”; 11.30, DISCUSSIONE; 12.30, PRANZO;

Quartiere residenziale augusteo di Altino (Ve): il cantiere di scavo nella cloaca (foto drm-veneto)

SESSIONE 2 Studi e progetti in corso: moderatore Leonardo Bochicchio (Parchi archeologici della Maremma). Alle 14, Roberta Busato (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “L’abitato del tardo Bronzo finale–primo Ferro in località Portegrandi, I Marzi”; 14.15, Nadia Noio (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Altino, Loc. Fornace. Le fasi di occupazione della prima età del Ferro”; 14.30, Michele Cupitò (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Nuove riflessioni sulla formazione del centro di Altino”; 14.45, Massimo Dadà (musei nazionali di Pisa), Tiziano Abbà (dipartimento di Geoscienze, università di Padova), Gaspare De Angeli (Malvestio Diego & C. snc), Andrea Di Miceli (Esplora srl), Daniele Girelli (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia), Cecilia Rossi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia), Roberta Zambrini (Esplora srl), “Un aggiornamento sulla topografia urbana alla luce delle indagini archeologiche 2019–2020”; 15, Cecilia Rossi (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia), Federica Simi (SAP Società archeologica srl), Michele De Michelis (SAP Società archeologica srl), “Nel suburbio sud-occidentale di Altino. Indagini in corso nelle località Fornasotti, Belgiardino e Bollo”; 15.15, Marianna Bressan (Parco archeologico di Altino), Gaspare De Angeli (Malvestio Diego & C. snc), Alessandro Pellegrini (Archeozoom), Rita Deiana (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Leonardo Bernardi (Parco archeologico di Altino), “Indagini in corso nel cuore monumentale della città: dopo la geofisica, lo scavo”; 15.30, Myriam Pilutti Namer (università Ca’ Foscari Venezia, IVBC – Istituto Veneto per i Beni Culturali), Chiara Tomaini (IVBC – Istituto Veneto per i Beni Culturali), partecipanti al corso di restauro, “Il restauro archeologico tra conservazione e valorizzazione: il caso dei lacerti di intonaco dipinti dagli scavi nell’Area archeologica del decumano”; 16–17, DISCUSSIONE E CONCLUSIONI.

Pompei. All’auditorium degli Scavi l’incontro “Insula VII 4. Nuovi scavi a Pompei. L’età sannitica” con gli archeologi Albert Ribera i Lacomba (Institut Català d’Arqueologia Clàssica) e Christoph Baier (Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze) promosso dall’Associazione Internazionale Amici di Pompei

Gli archeologi Albert Ribera i Lacomba e Christoph Baier nell’insula 4 della Regio VII a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Insula VII 4. Nuovi scavi a Pompei. L’età sannitica” è il titolo dell’incontro proposto dall’associazione internazionale Amici di Pompei ETS con gli archeologi Albert Ribera i Lacomba (Institut Català d’Arqueologia Clàssica) e Christoph Baier (Istituto Archeologico Austriaco dell’Accademia Austriaca delle Scienze). Appuntamento giovedì 16 ottobre 2025, alle 17, all’auditorium degli Scavi di Pompei. Durante l’incontro verranno presentati i risultati dei recenti scavi e ricerche realizzati nella Regio VII dell’antica città sotterrata dal Vesuvio. Nel tessuto urbano di Pompei, l’area a nord della cosiddetta Altstadt svolge una funzione di cerniera tra il centro mercantile e sacro della città e il vecchio quartiere residenziale della cosiddetta Regio VI. Lo studio sistematico di questa zona fornisce informazioni essenziali per una comprensione più approfondita dello sviluppo urbano, tanto più che il suo utilizzo nel corso dei secoli sembra essere stato caratterizzato da alcune peculiarità. In particolare, i dati a disposizione suggeriscono che l’area era votata ad un utilizzo residenziale non prima della seconda metà del II secolo a.C., mentre per il periodo antecedente sono numerose le evidenze di celebrazioni di banchetti. La conferenza presenta una panoramica delle nuove scoperte emerse dalle ricerche in corso e propone alcune riflessioni sulle dinamiche di sviluppo e sull’utilizzo dell’area in età sannitica.

Padova. A Palazzo Liviano “PROFESSIONE ARCHEOLOGO: l’Università incontra le imprese e i professionisti”: spiegare agli archeologi del futuro sul perché e sul come fare archeologia oggi. Ecco il programma

PROFESSIONE ARCHEOLOGO: l’Università (di Padova) incontra le imprese e i professionisti, un’iniziativa del dipartimento dei Beni culturali dell’ateneo patavino per informare correttamente gli archeologi del futuro sul perché e sul come fare archeologia oggi. Appuntamento mercoledì 15 ottobre 2025, alle 14, in sala Sartori di Palazzo Liviano in piazza Capitaniato 7 a Padova. Programma: alle 14, apertura dei lavori con Silvia Paltineri, presidente Corsi di Studio in Archeologia e Scienze Archeologiche; 14.15, Stefano Tuzzato, archeologo libero professionista e membro del Gruppo di Riesame dei Corsi di Studio in Archeologia e Scienze Archeologiche, su “La nascita di una professione”; 14.45, Marcella Giorgio e Beatrice Emma Zamuner, presidente ANA, direttivo nazionale ANA, su “Archeologia professionale in Italia: evoluzione e stato della professione alla luce del Terzo Censimento Nazionale degli Archeologi Italiani del 2024”; 15.45, Cinzia Rampazzo, presidente CIA Veneto, su “L’archeologo fuori dall’università: come iniziare a lavorare (e vivere) del proprio mestiere”; 16.45, Cristina Anghinetti, presidente Archeoimprese, su “Una scelta logica verso la strutturazione: l’apertura di una ditta archeologica. Tra burocrazia e sfida professionale”.

Firenze. Apertura straordinaria serale del museo Archeologico nazionale con due visite guidate su “Gli Etruschi e l’aldilà: rituali, corredi e monumenti funerari” con Barbara Arbeid e Claudia Noferi

Mercoledì 15 ottobre 2025, in occasione dell’apertura straordinaria serale dalle 18 alle 22, il museo Archeologico nazionale di Firenze propone “Gli Etruschi e l’aldilà: rituali, corredi e monumenti funerari”: visite guidate della durata di circa un’ora alle 18.30 e alle 20. Tutti gli aspetti della civiltà etrusca sono pervasi dalla ritualità, nella quale questo popolo era maestro. L’ambito funerario e la simbologia del passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti non fanno eccezione. Sotto la guida delle due curatrici della sezione etrusca Barbara Arbeid e Claudia Noferi vi proponiamo un viaggio tra le sale del museo alla scoperta di questa affascinante tematica, che ci avvicina agli antichi molto più di quanto crediamo. Ritrovo al bookshop del museo; iniziative comprese nel costo del biglietto di ingresso. Prenotazione fortemente consigliata scrivendo a man-fi@cultura.gov.it

Bologna. Al museo civico Archeologico la mostra “Ritratto d’artista” a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, settimo appuntamento della rassegna “Il Medagliere si rivela” avviata nell’ottobre 2023

Mostra “Ritratto d’artista”: medaglia in bronzo di Gérard Léonard Hérard (1630-1675) per Leonardo da Vinci (1452-1519) (foto bologna musei)

Al via al museo civico Archeologico di Bologna la mostra “Il Medagliere si rivela. Ritratto d’artista” a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, settimo appuntamento della rassegna “Il Medagliere si rivela” – avviata nell’ottobre 2023 – promossa dal museo civico Archeologico del settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio rilevante patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100mila beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro, tra cui un importante nucleo di circa 16mila medaglie che copre un arco cronologico che va dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri. Il settimo appuntamento dal titolo “Ritratto d’artista”, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, è un omaggio a Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574), liberamente visitabile nell’atrio del museo dal 15 ottobre 2025 al 2 febbraio 2026. La collezione numismatica del museo civico Archeologico conserva numerose medaglie dedicate ad artisti. Tra queste, ne sono state selezionate venti, realizzate tra il XVI e il XIX secolo, che ritraggono maestri attivi tra il Quattrocento e il Cinquecento, raccontati da Giorgio Vasari nella sua celebre opera Le Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti, pubblicata nel 1568. Le medaglie esposte sono messe a confronto con i ritratti realizzati in xilografia (tecnica incisoria per mezzo di matrici di legno intagliate), che precedono ogni biografia nelle Vite, creando un dialogo affascinante tra arte, storia e memoria. Per raccontare il progetto espositivo, la curatrice Laura Marchesini incontra il pubblico giovedì 23 ottobre 2025 alle 17 e giovedì 11 dicembre 2025 alle 17. La partecipazione è gratuita, fino a esaurimento posti (max 20 partecipanti). Non è richiesta la prenotazione.

Mostra “Ritratto d’artista”: medaglia uniface in bronzo di Leone Leoni (1509-1590) per Giorgio Vasari (1511-1574) (foto bologna musei)

Le Vite: arte e storia. Considerate il primo libro di storia dell’arte italiana, Le Vite raccolgono oltre un centinaio di biografie di artisti, da Cimabue a Michelangelo. L’opera mirava a storicizzare l’arte, valorizzandone la funzione culturale e documentaria, attraverso le narrazioni biografiche degli artisti e i loro ritratti. Il ritratto come memoria e le fonti del Vasari. Dal Cinquecento, in tutta Europa, si diffuse l’uso di illustrare attraverso i ritratti le vite dei grandi personaggi della cultura e della storia con intento educativo e morale. Le immagini dovevano rispondere ad un criterio di verosimiglianza fisiognomica, l’unico che avrebbe consentito a quei ritratti di essere autentici esempi di virtù per i posteri. Da qui nasce la complessa ricerca del Vasari delle vere effigi degli artisti, ricorrendo a dipinti, autoritratti e disegni raccolti durante i suoi viaggi. Curiosamente tra le sue fonti non rientrano le medaglie, seppur da lui molto apprezzate e citate più volte nel testo. Al contrario, la medaglistica attinge precocemente al prezioso repertorio di Vasari ancor oggi considerato molto autorevole.

Mostra “Ritratto d’artista”: medaglia in bronzo di anonimo per Francesco Primaticcio detto il Bologna (1504 -1571) (foto bologna musei)

Artista e identità visiva. La pubblicazione delle Vite e dei ritratti rafforzava la nuova visione della figura dell’artista, che con l’Umanesimo aveva acquisito uno status intellettuale e sociale nuovo. Cresceva l’interesse degli artisti per l’autoritratto e la diffusione della propria immagine, a scopo encomiastico e promozionale, anche attraverso le medaglie: un mezzo economico, riproducibile e altamente simbolico. Dal Seicento in poi, nascono raccolte di medaglie di artisti famosi, parallele a quelle pittoriche, tra le quali la più nota è quella voluta da Leopoldo de’ Medici, oggi conservata nella collezione degli autoritratti alle Gallerie degli Uffizi. Le medaglie della collezione del museo civico Archeologico di Bologna offrono uno sguardo affascinante su questo dialogo tra le arti, rivelando come le fonti visive vasariane abbiano influenzato a lungo la rappresentazione degli artisti anche nella medaglistica, trasformandoli in icone riconoscibili della nostra storia culturale.

Copertina del libro “Il Medagliere si rivela” a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini

Il museo civico Archeologico ha recentemente pubblicato il libro “Il Medagliere si rivela”, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, che documenta sei dei sette percorsi tematici presentati dal 2023 al 2025: San Petronio “rifondatore” di Bologna (4 ottobre – 4 dicembre 2023) sulla rappresentazione del santo patrono di Bologna; Natale in Nummis (6 dicembre 2023 – 15 gennaio 2024) dedicato alle raffigurazioni della Natività e dei principali temi evangelici e liturgici ad essa connessi; Le Due Torri (13 marzo – 16 settembre 2024) sulle torri più celebri – Asinelli e Garisenda – emblema del panorama urbanistico cittadino; L’Antico Egitto (18 settembre 2024 – 3 marzo 2025), argomento che lega il patrimonio numismatico alla ricca collezione egizia del Museo; L’ingegno delle donne (5 marzo – 13 ottobre 2025), un omaggio alle donne di ingegno, note e meno note, che hanno caratterizzato nei secoli il mondo dello spettacolo, delle arti, delle scienze, delle lettere e dell’imprenditoria; Ritratto d’artista (15 ottobre 2025 – 2 febbraio 2026) incentrata sui ritratti di artisti in medaglia, in relazione a quelli xilografici pubblicati nell’opera Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti di Giorgio Vasari. Introdotto da un excursus sulla storia della collezione numismatica, il volume contiene una breve scheda per ognuna delle 125 medaglie e monete complessivamente esposte. La pubblicazione (pp. 100, euro 15) è in vendita presso il bookshop del museo.

Roma. Per “Al centro di Roma”, la rassegna del museo nazionale Romano con il VIVE, a Palazzo Massimo l’incontro “Dipinti, disegni, incisioni di tulipani. Storia di una follia floreale nell’Europa del Seicento” con Lucia Tongiorgi Tomasi (Accademia nazionale dei Lincei)

Per “Al centro di Roma”, la rassegna del museo nazionale Romano, organizzata in collaborazione con il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, che accende il dibattito culturale con incontri aperti a tutti nello splendido Palazzo Altemps, martedì 14 ottobre 2025, alle 18, a Palazzo Massimo, a Roma, l’incontro “Dipinti, disegni, incisioni di tulipani. Storia di una follia floreale nell’Europa del Seicento” con Lucia Tongiorgi Tomasi. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazioni al link: https://www.eventbrite.com/…/biglietti-dipinti…. Partendo dall’esame di numerosi dipinti e incisioni, anche di celebri artisti (Rembrandt, Rubens, Ribera), sarà illustrato, da una prospettiva pluridisciplinare, il fenomeno della ‘tulipomania’, detta anche ‘febbre dei tulipani’ che si diffuse nell’Europa del Seicento, incidendo sulla vita sociale e culturale contemporanea. Il fenomeno, che ebbe origine nei Paesi Bassi (dove il tulipano, di recente provenienza orientale, aveva riscosso un particolare successo economico), fu causa di una ‘bolla’ speculativa di massa che si diffuse variamente anche in altri paesi, suggerendo ad artisti, botanici, viaggiatori, letterati e pensatori ampia materia di riflessione e di ispirazione.

Lucia Tongiorgi Tomasi (accademia nazionale dei Lincei”

Lucia Tongiorgi Tomasi, già professoressa ordinaria all’università di Pisa, è storica dell’arte e accademica dell’Accademia nazionale dei Lincei. Si occupa della produzione artistica dei secoli XVI-XVIII, con particolare riguardo ai rapporti tra arte e scienza, alla storia dei giardini, della natura morta e della grafica europea. Su questi temi ha organizzato esposizioni e convegni in Italia, Europa e Stati Uniti, dove ha tenuto numerosi corsi e conferenze.