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Marzabotto (Bo). A Villa Aria l’incontro “Dentro la città e oltre il Reno. Dal lavoro degli esperti archeologi le ultime novità sulla città di Kainua” con gli archeologi dell’università di Bologna

Domenica 19 ottobre 2025, alle 16, a Villa Aria di Marzabotto (Bo), con accesso pedonale da Via Porrettana Sud 12 (SS64 Porrettana), e parcheggio al museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, l’incontro “Dentro la città e oltre il Reno. Dal lavoro degli esperti archeologi le ultime novità sulla città di Kainua”. Gli archeologi dell’università di Bologna racconteranno le ultime novità sulle indagini nella città etrusca di Kainua e nei luoghi che la circondano: area archeologica di Marzabotto, parco di Villa Aria, Sperticano e Valle Reno. Intervengono: Elisabetta Govi “L’università di Bologna a Marzabotto. Una lunga storia di ricerche e scavi”; Enrico Zampieri “Indagini geofisiche nel parco di Villa Aria e a Sperticano. Nuove tracce della città etrusca”; Andrea Gaucci “Appenninescape. Produzione e risorse negli Appennini al tempo degli Etruschi”; Scuola di specializzazione in beni archeologici “La ricognizione lungo la valle del Reno”. Prenotazione obbligatoria: 349 753 6667.

Cavallino-Treporti (Ve). Ultima visita guidata dell’anno allo scavo di Lio Piccolo. E nel pomeriggio visita guidata alla mostra “Fare la laguna, fare in laguna”

Ultimo appuntamento domenica 19 ottobre 2025 per poter visitare lo scavo di Lio Piccolo (Ve) quest’anno. Il ritrovo è alle 11 all’Agriturismo Le Saline di Lio Piccolo. Nel pomeriggio, alle 15.30, in compagna dell’associazione Il Borgo di Lio Piccolo ci sarà invece la visita guidata alla mostra “Fare la laguna, fare in laguna: comunità e risorse tra Lio Piccolo e Altino” nel museo del Borgo di Lio Piccolo (vedi Cavallino-Treporti (Ve). Al Centro Espositivo Borgo di Lio Piccolo apre la mostra “Fare la laguna, fare in laguna: comunità e risorse fra Lio Piccolo e Altino” a cura di Diego Calaon e Daniela Cottica | archeologiavocidalpassato). È necessario prenotarsi tramite la mail: vivereacqua@unive.it

Altino (Ve). Al parco archeologico c’è “Altino 2×1. Visita doppia”: visita guidata al museo e alle aree archeologiche

Pannello d’ingresso con il nome 𝘈𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 in latino e venetico (foto parco archeologico altino)

Dettaglio del 𝘙𝘦𝘱𝘦𝘳𝘵𝘰 𝘙𝘪𝘴𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘰 all’ingresso del Museo (foto parco archeologico altino)

L’hanno chiamata “Altino 2×1. Visita doppia”, ed è l’iniziativa in programma al parco archeologico di Altino (Ve): una doppia visita nella quale il personale del Parco archeologico di Altino condurrà visitatrici e visitatori attraverso le 𝘤𝘰𝘭𝘭𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 e le 𝘢𝘳𝘦𝘦 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘩𝘦, alla scoperta della storia della antica Altino e dei suoi reperti, come ben esemplificano le immagini a corredo che mostrano il pannello d’ingresso con il nome 𝘈𝘭𝘵𝘪𝘯𝘰 in latino e venetico; dettaglio del 𝘙𝘦𝘱𝘦𝘳𝘵𝘰 𝘙𝘪𝘴𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘰 all’ingresso del Museo; mosaici della 𝘋𝘰𝘮𝘶𝘴 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘢𝘯𝘵𝘦𝘳𝘢 nell’𝘈𝘳𝘦𝘢 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘋𝘦𝘤𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰.

Dettaglio dei mosaici della 𝘋𝘰𝘮𝘶𝘴 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘗𝘢𝘯𝘵𝘦𝘳𝘢 nell’𝘈𝘳𝘦𝘢 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘋𝘦𝘤𝘶𝘮𝘢𝘯𝘰 (foto parco archeologico altino)

La visita è dedicata particolarmente a quanti vogliono scoprire Altino per la prima volta. È possibile abbonarsi al Parco archeologico di Altino con Altino365, la card che permette l’accesso gratuito e illimitato alle sale museali, alla mostra “Antenati Altinati”, alla Torretta panoramica e alle Aree archeologiche, e che include gli eventi promossi dal Parco. La visita è su prenotazione; è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Per info e prenotazioni: info.parcoaltino@cultura.gov.it; 0422789443.

Roccelletta (Cz). Al museo e parco archeologico di Scolacium al via il ciclo “Meraviglie dai depositi”: il primo incontro è dedicato a “L’anfiteatro: reperti inediti e storie nascoste”

Domenica 19 ottobre 2025, alle 10, al museo e parco archeologico di Scolacium (Roccelletta, Cz) inizia “Meraviglie dai depositi”, ciclo di appuntamenti dedicati ai reperti custoditi nei depositi del museo di Scolacium. Il primo incontro “L’anfiteatro: reperti inediti e storie nascoste”. L’evento è aperto a tutti (adulti e bambini) e la partecipazione è inclusa nel costo de, biglietto. È consigliata inoltre la prenotazione. Info: 0961 391356, drm-cal.scolacium@cultura.gov.it

Aquileia. Con il concerto al Terminal Unesco parte il progetto “Dal Salento ad Aquileia” di Fondazione La Notte della Taranta e Fondazione Aquileia per ricercare le matrici comuni di due tra le più antiche danze popolari italiane, la pizzica pizzica e la furlana

Con il concerto dell’Orchestra popolare La Notte della Taranta prendono il via ad Aquileia (Ud) le attività del progetto di ricerca e studio di Fondazione La Notte della Taranta e Fondazione Aquileia. Ricercare le matrici comuni di due tra le più antiche danze popolari italiane, la pizzica pizzica e la furlana, danza dei Furlani: è l’obiettivo del progetto di ricerca “Dal Salento ad Aquileia”, a cura della Fondazione La Notte della Taranta, in collaborazione con la Fondazione Aquileia. Le attività prendono il via sabato 18 ottobre 2025, alle 18.30, ad Aquileia, in provincia di Udine, con un concerto gratuito dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta nello spazio coperto del Terminal Unesco in via Giulia Augusta. Il concerto, organizzato dalle due Fondazioni in collaborazione con il Comune di Aquileia, sarà preceduto da un tavolo delle delegazioni Palazzo Brunner-Segré che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni partner – Regione Puglia, Regione Friuli Venezia Giulia, Unione dei Gruppi Folcloristici del Friuli-Venezia Giulia, studiosi ed esperti del patrimonio coreutico e musicale. L’incontro sarà un’occasione di confronto e approfondimento con gli interventi dei membri del comitato scientifico, delle due Regioni promotrici, delle due Fondazioni e dei ricercatori coinvolti. La furlana è una danza vivace di origine friulana, attestata sin dal Cinquecento, nata nella tradizione popolare e poi entrata anche nella musica colta barocca, diffondendosi in tutta Europa. Ancora oggi accompagna momenti di festa e rievocazione. La pizzica, danza popolare salentina dalle radici antiche, originariamente legata a riti terapeutici e comunitari, si è trasformata nel tempo in una delle più forti espressioni identitarie del Salento.

Progetto “Dal Salento ad Aquileia”: le danze (foto fondazione la notte della taranta)

“Ringrazio la Regione Puglia, l’assessore Fabiano Amati, la Regione Friuli-Venezia Giulia e la Fondazione Aquileia per il sostegno che ha reso possibile l’avvio di questo progetto”, dichiara il presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Bray. “La nostra Fondazione ha il compito di promuovere la ricerca, lo studio e la valorizzazione della musica popolare, costruendo collaborazioni con istituzioni che condividono la stessa missione di tutela del patrimonio culturale. Dal Salento ad Aquileia interpreta pienamente questa visione, mettendo in dialogo due danze antiche e vitali come la pizzica pizzica e la furlana, che pur nascendo in contesti diversi raccontano entrambe storie di comunità, identità e memoria condivisa. Un ringraziamento speciale va al Comitato scientifico della Fondazione, presieduto da Daniela Castaldo con il contributo del consulente artistico Sandro Cappelletto: un organo di altissimo profilo che garantisce rigore e qualità alle nostre attività di ricerca e valorizzazione”.

Formata da musicisti di musica tradizionale del Salento, l’Orchestra popolare La Notte della Taranta proporrà ad Aquileia i brani della tradizione salentina, con gli arrangiamenti dei Maestri concertatori che negli anni hanno diretto il Concertone La Notte della Taranta, che da ventotto anni si tiene ad agosto a Melpignano, nel Salento. Dal repertorio firmato da Ludovico Einaudi sarà interpretata Mamma la rondinella, in cui la tradizione incontra le atmosfere minimali del compositore torinese; dalla direzione di Carmen Consoli, Fimmine fimmine e Su picculina, autentici manifesti di forza e identità femminile; dalla direzione di Dardust, gli stornelli Rirollalà e L’acqua de la funtana nel particolare arrangiamento elettronico composto dal Maestro concertatore dell’edizione 2022. Non mancheranno i ritmi travolgenti delle pizziche di Ostuni, Aradeo e San Vito, che rappresentano l’anima corale dell’Orchestra Popolare. In programma anche il classico Pizzicarella, nell’arrangiamento tratto dall’ultima edizione del Concertone diretto da David Krakauer che ha riletto un chiave klezmer i brani della tradizione salentina.  Chiuderà il concerto Kalìnifta, nella versione del 2021, che riunisce in un unico canto comunità, memoria e festa. L’Orchestra Popolare La Notte della Taranta è formata da musicisti di musica tradizionale provenienti da tutto il Salento è diretta ad ogni edizione da un diverso Maestro concertatore scelto tra i più autorevoli compositori e musicisti del panorama mondiale, chiamato a reinterpretare il repertorio della pizzica facendolo dialogare con le sonorità della musica contemporanea. Il lavoro del Maestro concertatore culmina con l’esibizione sul palco del Concertone di Melpignano, tappa principale del Festival che in estate anima le piazze dei paesi del Salento con concerti, danze e iniziative culturali legate alla tradizione musicale. Sul palcoscenico del Terminal Unesco saliranno i musicisti Alessandro Monteduro (percussioni), Giuseppe Astore (violino), Nico Berardi (fiati), Carlo De Pascali (tamburello), Mario Esposito (basso), Roberto Gemma (fisarmonica), Giuseppe Grassi (mandola, mandolino), Gianluca Longo (mandola), Antonio Marra (batteria), Gioele Nuzzo (tamburello e didgeridoo), Attilio Turrisi (chitarra battente), Consuelo Alfieri, Salvatore Galeanda, Ninfa Giannuzzi, Stefania Morciano (voci e tamburello).  E ancora i danzatori Fabrizio Nigro, Serena Pellegrino Eliana Bologna, Emilia Lo Gaglio, Giorgia Monaco, Arianna Sicuso.

Il progetto Dal Salento ad Aquileia si concentra sui punti di contatto tra le due danze non solo per mettere in dialogo due patrimoni coreutico-musicali, ma anche per interrogare le loro funzioni sociali, il loro ruolo identitario e la capacità di entrambe di trasformarsi nel tempo senza perdere vitalità. In questo senso, la ricerca non è un semplice esercizio comparativo, ma un modo per rafforzare la memoria collettiva, costruire ponti culturali tra comunità e sviluppare modelli innovativi di tutela e valorizzazione del patrimonio immateriale nei luoghi in cui è nato e continua a vivere. Il progetto si articola in diverse fasi: l’istituzione di un Comitato scientifico; l’attivazione di iniziative destinate a giovani ricercatori, una borsa di studio finanziata dalla Fondazione La Notte della Taranta e altre iniziative in Friuli Venezia Giulia; l’organizzazione di due convegni di studi: il primo in Puglia e il secondo in Friuli Venezia Giulia; la pubblicazione di una monografia scientifica, a cura della Fondazione Aquileia, che raccoglierà gli esiti della ricerca. Le attività di studio e ricerca – che uniranno storia, musicologia ed etnografia – saranno accompagnate da attività partecipative e momenti pubblici di condivisione, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per la tutela e la trasmissione del patrimonio culturale immateriale nei territori in cui nasce e si rinnova. Il progetto beneficia del sostegno della Regione Puglia e della Regione Friuli Venezia Giulia ed è realizzato dalla Fondazione La Notte della Taranta in collaborazione con la Fondazione Aquileia e l’Unione dei gruppi folcloristici del Friuli Venezia Giulia. 

Progetto “Dal Salento ad Aquileia”: le danze (foto fondazione la notte della taranta)

“Tutto nasce da incontri o inciampi”, dichiara l’assessore al Bilancio, Ragioneria, Finanze, Affari Generali della Regione Puglia, Fabiano Amati. “E per me questa storia è nata dall’incontro con Gabriele Pelizzari, con l’opera di Gilberto Pressacco e le sue indagini sulla notte della Chiesa di Aquileia e i terapeuti. Risultato? Una grande sorpresa, un’ipotesi con tanti indizi da valere una prova: la pizzica pizzica e la furlana potrebbero essere strettamente legate, almeno nelle origini. E allora, l’idea di mettere assieme Puglia e Friuli, fecondata con un finanziamento del Consiglio regionale e un patto sottoscritto attorno alla meraviglia del pavimento musivo della Basilica patriarcale di Aquileia. La Puglia si presenta all’appuntamento con la Fondazione La Notte della Taranta, la sua storia, la sua esperienza e quel pizzico di glamour conquistato negli anni e oggi rinnovato dalla gestione di Massimo Bray e dei suoi collaboratori. È il massimo degli ingredienti che potevamo mettere — non ne disponiamo di più — e li abbiamo messi; lo abbiamo fatto per stringere un’alleanza che sa di ricerca con una regione, il Friuli, così lontana sulla geografia, ma così vicina nella storia”. “Il progetto Dal Salento ad Aquileia rappresenta un’importante opportunità per approfondire le radici comuni e le specificità di due danze che, pur nate in territori lontani, condividono una vitalità e un ruolo identitario fondamentali per le comunità che le custodiscono”, dichiara il Vicepresidente della regione Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil. “Attraverso la collaborazione tra istituzioni, studiosi e comunità locali, il progetto si configura come un modello di tutela e trasmissione del patrimonio immateriale che mette in luce le funzioni sociali, il ruolo identitario e la capacità di rinnovamento di queste espressioni tradizionali e che guarda al futuro, rafforzando la memoria collettiva e promuovendo il dialogo tra territori e culture diverse. La Regione conferma con questo impegno la propria attenzione verso la conservazione e la promozione delle tradizioni culturali come elementi fondamentali per lo sviluppo sociale e culturale del nostro territorio”.

“Siamo onorati di ospitare ad Aquileia questo concerto che rappresenta l’avvio ufficiale di un progetto culturale ambizioso. Con questa serata”, dichiara il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, “prende infatti il via un percorso di ricerca e confronto che parte da Aquileia – luogo simbolo da sempre di incontro tra culture e popoli – e che mette in dialogo patrimoni immateriali, comunità e territori, indagando le radici comuni tra la pizzica e la furlana”. “L’obiettivo di questo progetto condiviso è di esplorare le comuni matrici cristiane delle nostre comunità, che proprio da Aquileia si sono estese sul territorio fino a giungere al Salento, creando di fatto un ponte tra identità coreutiche affini, pur nelle loro differenze”, dichiara l’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli. “Riteniamo che valorizzare una tradizione antichissima, come quella che ha portato allo sviluppo della furlana e della taranta, radicata profondamente nella nostra storia, abbia un forte valore educativo e sia veicolo essenziale per rafforzare il nostro comune senso di appartenenza e di identità. Coniugare le profonde radici culturali che ci contraddistinguono, alla memoria e al tempo stesso all’innovazione e alla coesione sociale significa investire nel domani e proporre ai giovani modelli virtuosi da analizzare, comprendere e sviluppare: la furlana e la taranta assieme diventano così espressioni di quel profondo senso di tradizione e cultura antica trasformato in elemento vitale e moderno. Il connubio della Taranta sia un motore per promuovere e diffondere esperienze ed espressioni artistiche e della tradizione, rispetto e identità, concetti fondamentali per la crescita sana delle nostre comunità”.

Locri (RC). Per l’ottavo incontro di “Un caffè… storicamente corretto”, a cura di Elena Trunfio e Marilisa Morrone, al museo Archeologico nazionale la conferenza “Il viceregno di don Pedro de Toledo tra politica interna e internazionale” con Claudia Pingaro (università della Campania “L. Vanvitelli”)

Il ciclo di incontri “Un caffè…storicamente corretto” al museo Archeologico nazionale di Locri (RC) è giunto all’ottavo appuntamento, quello di ottobre (stavolta eccezionalmente di sabato). Il progetto, curato dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, Elena Trunfio, e dalla presidente del circolo di Studi storici “Le Calabrie”, Marilisa Morrone, oltre che con il patrocinio del Comune di Locri, quest’anno si arricchisce del patrocinio del Comune di Portigliola e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e vuole, come di consueto, offrire al pubblico diversi spunti di approfondimento su temi ampi legati al mondo della storia, dell’arte e dell’archeologia, con il coinvolgimento di studiosi autorevoli, afferenti tra l’altro ai più importanti atenei italiani. Sabato 18 ottobre 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri, per “Un caffè… storicamente corretto” la conferenza “Il viceregno di don Pedro de Toledo tra politica interna e internazionale” con Claudia Pingaro, università della Campania “L. Vanvitelli”. Introducono Elena Trunfio e Marilisa Morrone. L’ingresso è gratuito e non è necessaria la prenotazione.

Ostia antica (Roma). Il museo Ostiense al chiaro di luna: aperto tutti i sabati sera da sabato 18 ottobre all’8 novembre

Si amplia l’offerta culturale del parco archeologico di Ostia antica con il museo Ostiense al chiaro di luna. Da sabato 18 ottobre e fino all’8 novembre 2025, tutti i sabati il museo Ostiense è aperto al pubblico gratuitamente dalle 19.30 alle 22.30. Attenzione: la biglietteria all’ingresso degli Scavi di Ostia chiude alle 21.30 – l’ultimo ingresso al museo è alle 22. Una straordinaria occasione per una serata diversa e che si può combinare – in ottobre – con i concerti jazz del Castello di Giulio II che propone uno spettacolo di jazz, grazie alla collaborazione del Parco col Museo del Sassofono di Maccarese: 18 ottobre 2025, alle 21, “Mille lire al Mese” Piercarlo Salvia Quartet – Lo swing italiano degli anni ’30 e ’40; 25 ottobre 2025, alle 21, Sixtofunk Quartet – Jazz & funky music. È possibile fare il biglietto gratuito anche online sul sito web di Coopculture. In ogni caso non si potrà accedere all’ingresso agli Scavi dopo le 21.30 e al Museo dopo le 22. I visitatori, dopo aver ritirato il titolo d’ingresso gratuito in biglietteria, percorreranno il vialetto pedonale recentemente realizzato e illuminato appositamente per le passeggiate notturne. Giunti all’ingresso del Museo potranno accedere liberamente tenendo conto che il Museo chiude alle 22.30.

Comacchio (Fe). A Stazione Foce torna “Il vino degli Etruschi”, un’esperienza unica tra storia, mito e sapori antichi

A Comacchio (Fe) torna “Il vino degli Etruschi”: appuntamento a Stazione Foce sabato 18 ottobre 2025, mattina: dalle 11 alle 12.30; pomeriggio: dalle 16 alle 17.30; domenica 19 ottobre 2025, mattina: dalle 11 alle 12.30. Posti limitati: massimo 25 partecipanti per turno. Tariffa unica: 38 euro. Prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazione: museo Delta Antico: tel. 0533 311316 – info@museodeltaantico.com.

Un’esperienza unica tra storia, mito e sapori antichi da vivere con tutti i sensi. Si potrà camminare tra le case dell’antica città di Spina, ricostruite nei minimi dettagli presso il Parco Open Air di Stazione Foce, Comacchio (FE). Lasciarsi trasportare in un vero simposio etrusco, con racconti evocativi ispirati alle fonti antiche. Assapora i migliori vini del territorio ferrarese, raccontati con passione da Maria Vittoria Sparano, degustatrice ufficiale AIS e specialista in filologia classica. E anche quest’anno un’esclusiva assoluta. Si potrà degustare il vino come un vero etrusco, utilizzando un autentico skyphos a vernice nera, la coppa realizzata a mano dall’artigiano Roberto Paolini – Pithos Ancient Reproduction – che si potrà portare a casa come prezioso ricordo dell’esperienza. Un appuntamento imperdibile per chi ama la storia, il vino e le emozioni autentiche.

 

Appia antica (Roma). Passeggiata con gli archeologi al IV miglio della Regina Viarum

Sabato 18 ottobre 2025, alle 11, appuntamento imperdibile con la passeggiata archeologica al IV miglio della via Appia Antica con la visita guidata offerta dal personale del Parco archeologico dell’Appia antica. Partendo dal Complesso di Capo di Bove i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta dei principali monumenti del primo tratto della strada, come la Tomba di Marco Servilio Quarto, la Tomba di Seneca, il Mausoleo Circolare, la Tomba dei figli di Sesto Pompeo, il Forte Appia e il Mausoleo di Sant’Urbano. Appuntamento presso il Complesso di Capo di Bove in via Appia Antica 222 a Roma. Ingresso gratuito senza prenotazione, max 35 persone in ordine di arrivo.

Borgosesia (Vc). Al Teatro Pro Loco (tutto esaurito) la giornata di studi “La Valsesia in età medievale – Stato dell’arte e nuove linee di ricerca” a cura di Alessandro D’Alfonso e Simone Caldano. Diretta FB. Ecco il programma

Non ci sono più posti disponibili al Teatro Pro Loco di Borgosesia (Vc) per la giornata di studi “La Valsesia in età medievale – Stato dell’arte e nuove linee di ricerca” a cura di Alessandro D’Alfonso e Simone Caldano, in programma sabato 18 ottobre 2025, organizzata con il patrocinio della Città di Borgosesia, della Società Storica Vercellese, dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese e dell’Associazione Piemonte Medievale. Visto il grande numero di prenotazioni e il fatto che non tutti sono riusciti a riservare un posto la giornata di studi sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook “Comune Borgosesia Informa”. Successivamente, il video sarà disponibile sul sito del Comune di Borgosesia, nella sezione “Cultura e tempo libero”. La giornata è dedicata alla storia medievale della Valsesia con studiosi e accademici di primo piano. Gli interventi approfondiranno i rapporti con le realtà confinanti (Valle d’Aosta, Biellese), l’incastellamento, le dinamiche insediative, le fonti scritte, le scoperte archeologiche, i borghi franchi, l’arte tra Tardogotico e Rinascimento e l’architettura religiosa del territorio.

Programma. Alle 9.30, Alessandro Barbero (già università del Piemonte Orientale) “I patti di alleanza fra i comuni della Valsesia e i nobili della Valle d’Aosta (metà XIII-inizio XIV secolo)”; Franco Dessilani (Associazione di Storia della Chiesa Novarese) “Le fonti scritte per la storia dell’insediamento medievale in Valsesia (secoli XI-XIII)”; Antonio Olivieri (università di Torino) “Forma documentaria e tradizione testuale dei giuramenti degli uomini della Valsesia del 1217”; Alessandro D’Alfonso (Sap-Società archeologica srl) “L’incastellamento in Valsesia (XI-XII secolo)”. Alle 13, pausa pranzo. Alle 15, riprendono gli interventi: Flavia Negro (università di Torino) “Questioni di confine: Valsesia e Biellese nel basso Medioevo”; Francesco Garanzini (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bi, No, Vco e Vc) “Nuovi dati e riflessioni sulla bassa Valsesia fra Tardoantico e alto Medioevo alla luce dell’archeologia”; Angelo Marzi (architetto, ricercatore) “Borghi nuovi di Vercelli in Valsesia: Gattinara, Seso, Serravalle”; Simone Riccardi (Società Storica Vercellese) “Il momento di passaggio tra il Tardogotico e il Rinascimento in Valsesia”; Simone Caldano (università del Piemonte Orientale) “Architettura religiosa in età medievale”.