Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale apre il percorso tematico “All’ombra degli dei” alla scoperta della religione antica attraverso i reperti legati al culto e alla ritualità
Da sabato 25 ottobre 2025 a giovedì 15 gennaio 2026 il museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) è arricchito da “All’ombra degli dei”, un percorso tematico a tappe, a cura dello staff del Museo, che guida i visitatori nella religione antica attraverso i reperti legati al culto e alla ritualità. Sabato 25 ottobre 2025, alle 15, visita guidata al percorso “All’ombra degli dei”, a cura dello staff del Museo. Attività compresa nel costo dell’ingresso, gratuito per gli abbonati. Prenotazione: 0426 21612; drm-ven.museoadria@cultura.gov.it
Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani (Carocci editore) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri
Riprendono i tradizionali “Incontri di Archeologia alle Tombe di Via Latina”, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valerii. Appuntamento sabato 25 ottobre 2025, alle 10.30, in via dell’arco di Travertino 151, con la presentazione del libro di Alessandro Sebastiani “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo”, edito da Carocci editore, Collana Biblioteca di testi e studi. Dopo i saluti del responsabile del sito, Santino Alessandro Cugno, interverranno l‘autore il prof. Alessandro Sebastiani, chair and associate professor Department of Classics (SUNY), e la prof.ssa Martina Piperno, università La Sapienza. Al termine della presentazione i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valerii. Attività gratuita non soggetta a prenotazione

Copertina del libro “Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Trasformazioni di una città dal Risorgimento al fascismo” di Alessandro Sebastiani
Roma antica e l’ideologia nazionale italiana. Il libro esplora il complesso rapporto fra i resti monumentali classici di Roma e il loro utilizzo ideologico dal Regno d’Italia alla fine del regime fascista (1870-1945). Prendendo in esame alcuni monumenti della città, l’autore ci mostra come la loro romanitas sia stata intenzionalmente manipolata per costruire l’identità nazionale italiana moderna e contemporanea. Tale identità fu modellata grazie a una fusione di passato e presente, attraverso la creazione di luoghi simbolici e ideologici, alcuni dei quali vennero recuperati dal tessuto cittadino, come i Fori Imperiali, il Colosseo, il Mausoleo di Augusto e l’Ara Pacis, con una sistematica azione di isolamento urbanistico. Altri furono edificati ex novo, come il Palazzo di Giustizia, il Foro Italico o il quartiere dell’EUR, o plasmati realizzando grandi boulevards urbani per ufficializzare la creazione della capitale del Regno d’Italia e della Roma di Mussolini. Si trattò di un grande progetto di placemaking ideologico, dove l’archeologia classica e i monumenti dell’antichità divennero protagonisti della nascita dello Stato italiano.
Torgiano (Pg). Al museo del Vino apre la mostra “Vino, dono degli dei”: per la prima volta esposto il corredo dalla Tomba 58 (inviolata) della Necropoli dell’Osteria a Vulci, scoperta nel 2023. Carosi (SABAP): “Su un’anfora un’iscrizione a indicare la proprietà della cantina: un brand di 2600 anni fa”
Un nuovo contributo alla conoscenza del rituale del banchetto funebre etrusco e soprattutto del simposio come uno status symbol di elevazione sociale e di riconoscimento del proprio rango da parte dell’aristocrazia etrusca, con la mostra “Vino, dono degli dei”, che sarà inaugurata venerdì 24 ottobre 2025, alle 18, e resterà aperta sino al 5 luglio del 2026, al museo del Vino – MUVIT di Torgiano (in provincia di Perugia in Umbria), nell’ambito del progetto “TraMusei” della Fondazione Lungarotti, su impulso della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e Fondazione Vulci, che vede anche la collaborazione della direzione generale Biblioteche.

Museo del Vino di Torgiano (Pg): da sinistra, Lorenzo Lepri, Teresa Severini, Simona Carosi e Carlo Casi (foto muvit)
La mostra sarà inaugurata nella Sala Sant’Antonio, alla presenza di Simona Carosi della soprintendenza ABAP Viterbo ed Etruria Meridionale, Carlo Casi della Fondazione Vulci, Lorenzo Lepri e Teresa Severini della Fondazione Lungarotti. A seguire, visita alla mostra e brindisi finale. La mostra presenta in anteprima assoluta un vasto patrimonio culturale d’eccellenza, inviolato da oltre 2600 anni. Si tratta di circa una sessantina di reperti archeologici esposti, tutti provenienti dalla Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria a Vulci, scoperta nel 2023 durante la campagna di scavo della Fondazione Vulci, a cura della Soprintendenza, datata alla fine del VII sec. a.C. Troviamo anfore, olle e pithoi di impasto, vasellame in bucchero e in ceramica etrusco-corinzia, coppe, oggetti in ferro e in bronzo. Un corredo che attesta che si trattava di un sepolcro appartenente a due uomini di alto rango, uno per ciascuna delle due camere che lo costituivano.
Il rinvenimento della tomba ha fatto seguito per rilevanza, ricorda Simona Carosi, archeologa funzionaria responsabile di zona a Vulci, a quello della Tomba delle Mani d’argento. “È un caso più unico che raro”, evidenzia la referente della Soprintendenza. Al suo interno è stato trovato persino un calderone con i resti di un grappolo d’uva. E, tra le anfore etrusche (nella seconda camera le anfore sono di provenienza orientale), una addirittura riportava l’iscrizione “io (sono) di Velχa Felusna” (una sorta di prototipo delle moderne etichette e marchi di fabbrica, quello che oggi definiremmo “brand”), a indicare la proprietà della “cantina”. Questo fatto è quanto mai importante, fa notare Carosi, perché disegna idealmente un legame tra passato e presente, fra antico e moderno. Mostrando “l’eterna modernità” del racconto storico tramandato dalle necropoli etrusche al Parco archeologico e naturalistico di Vulci. L’approfondimento sul contesto, anche grazie al contributo delle discipline scientifiche applicate all’archeologia, oltre che spingere ad una revisione della topografia del sepolcreto, ha fornito nuovi dati interessanti sul rituale funerario etrusco e in particolare sugli usi a Vulci, soprattutto in quella fase cruciale di sviluppo che fu l’Orientalizzante recente.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro (Solferino edizioni)
Per il ciclo ETRUlegge, venerdì 24 ottobre 2025, alle 17.45, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Il romanzo del piccolo Messia” di Carlo A. Martigli e Vittorio Storaro che dialogheranno con Eugenio Murrali, giornalista e saggista. Ingresso libero in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com
Il romanzo del piccolo Messia (Solferino edizioni). Quando alcuni pianeti si muovono in un modo che si ripete circa ogni cinque secoli, significa che si sta riformando la tripla congiunzione di Marte, Giove e Saturno. In questo evento astrale, come confermato da antichi manoscritti tramandati negli anni da profeti, filosofi e studiosi, grazie all’enorme energia sprigionata dalle masse planetarie si forma un fenomeno unico. Noi lo conosciamo come «stella cometa»: una luminosità bianchissima. La stessa che in una notte dell’anno Zero si proietta davanti a una donna, prossima a partorire in una grotta di Betlemme. E Maria sente come un invito a far nascere suo figlio, mentre la vibrazione sonora dei tre pianeti le ispira una melodia di gioia. Ma in quella Palestina antica percorsa dalla violenza e dalle trame politiche, lei e suo marito Giuseppe sono immediatamente costretti a fuggire verso l’Egitto per scampare ai sicari di re Erode. Inseguiti dal comandante Titus e dai suoi mercenari, cercano rifugio nelle comunità essene, aiutati dall’ombra protettiva dell’arcangelo Gabriele, visibile solo al Bambino e agli animali. Quando finalmente il pericolo cessa e la Sacra Famiglia trova stabilità e pace, sarà solo l’inizio: perché ora per Gesù, adolescente, come per suo cugino Giovanni, è arrivato il momento di cominciare la propria predicazione. Attraverso paesaggi desertici e monasteri isolati, tra fughe mozzafiato e momenti di rivelazione divina, questo romanzo narra una vicenda epica e commovente dai tratti di favola vera: l’amore più grande mai raccontato, quello tra Maria e Giuseppe, e la formazione spirituale del giovane Gesù. La storia dei due ragazzi, Gesù e Giovanni, con il loro carisma, la loro saggezza e l’insegnamento dei maestri esseni, proprio come una stella potrà ispirare e guidare tante persone che oggi non hanno modelli così luminosi con i quali identificarsi.
Carlo A. Martigli vive e lavora a Genova. Dopo un passato ai massimi livelli nella finanza, l’ha abbandonata per dedicarsi esclusivamente alla scrittura. Autore di numerosi bestseller tradotti in ventitré lingue, tra i quali 999. L’ultimo Custode, L’Eretico, La congiura dei potenti, Il settimo peccato, 999. L’Origine, ha venduto oltre due milioni di libri in tutto il mondo. Giornalista, sceneggiatore e conferenziere, appassionato in particolare del periodo rinascimentale e della vita di Gesù, ha contribuito alla realizzazione di alcuni lungometraggi, tra cui l’ultimo in una collaborazione di gioia per la sceneggiatura del film Il meraviglioso viaggio del piccolo Messia, con il maestro Vittorio Storaro.
Vittorio Storaro è un direttore della fotografia italiano, vincitore di tre premi Oscar, per Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore. In oltre 50 anni di carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti sempre in ambito cinematografico, ai David di Donatello, i premio BAFTA, i premi Goya. Ha ricevuto anche 4 lauree honoris causa dall’Università di Łódź, dalle Accademie di Belle Arti di Macerata e Brera e dalla facoltà di sociologia dell’Università di Urbino.
Firenze. Per “I pomeriggi all’Archeologico” al MAF la conferenza “Presentazione dellaSocietà delle Belle arti. Circolo degli artisti Casa di Dante Firenze. Punto d’incontro di artisti dal 1843”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per la rassegna dei “Pomeriggi dell’Archeologico” conferenza della Società delle Belle arti. Circolo degli artisti “Casa di Dante” di Firenze “Presentazione della Società delle Belle arti. Circolo degli artisti Casa di Dante Firenze. Punto d’incontro di artisti dal 1843” per ricordare i grandi artisti dell’Associazione dalla fondazione a oggi. Interverranno Franco Margari, presidente dell’Associazione; Giuseppe Baldassarre, vicepresidente e critico letterario; Silvia Ranzi, storico dell’Arte; Giuseppe Venturini, artista e archeologo. Ingresso gratuito solo su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo: man-fi@cultura.gov.it.
Padova. A Palazzo Folco presentazione del libro “Spineda tra le acque del Musone – Un sito d’alta pianura dalla protostoria al tardo antico” a cura di Matteo Frassine, Valentina Donadel, Alberto Balasso
Per il ciclo di conferenze ospitate a Palazzo Folco, sede della Soprintendenza a Padova, con apertura straordinaria nell’ambito del Piano di Valorizzazione dei luoghi della cultura 2025, appuntamento alle 16.45 a Palazzo Folco in via Aquileia a Padova, per la presentazione del libro “Spineda tra le acque del Musone – Un sito d’alta pianura dalla protostoria al tardo antico” a cura di Matteo Frassine, Valentina Donadel, Alberto Balasso. Presenta il volume Franco Marzatico, già dirigente generale unità di missione strategica soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Provincia autonoma di Trento. Intervengono i curatori Matteo Frassine, funzionario archeologo soprintendenza ABAP per le province di Pd, Tv e Bl; Valentina Donadel, conservatrice museo Naturalistico Archeologico di Vicenza; Alberto Balasso, archeologo P.eT.R.A. Società Cooperativa. Dopo la presentazione del volume, seguirà una visita guidata a Palazzo Soranzo Cappello, a cura del personale della Soprintendenza.
In località Spineda (Riese Pio X, Tv), a seguito dei lavori per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), è stato rinvenuto un notevole complesso archeologico pluristratificato, compreso tra la protostoria e l’epoca romana. La caratteristica principale del sito è la forte connessione con l’idrografia locale, in particolare con l’antico corso del fiume Musone e delle sue divagazioni. La principale fase di occupazione risale alla tarda età del Bronzo quando a Spineda nasce un grande insediamento costituito da capanne, fossati per la regolamentazione delle acque, piccole strutture a fuoco per le lavorazioni artigianali e aree dedicate all’allevamento e all’agricoltura. Questo grande villaggio viene abbandonato per alcuni secoli e rioccupato alle soglie dell’età del Ferro, quando l’area è dedicata ad attività artigianali, con la presenza di alcune piccole fornaci. Tra la metà del VI e la seconda metà del V sec. a.C. in un’area molto ristretta viene impostata una piccola area votiva a carattere campestre, con la presenza di fuochi su cui venivano bruciate offerte di animali e vegetali. L’ultima fase di occupazione antica è riferibile all’epoca romana e tardo antica quando le evidenze, se pur molto intaccate dai lavori agricoli moderni, sembrano rimandare ad una area destinata ad una qualche forma di attività produttiva. Queste evidenze rappresentano un tassello fondamentale per la ricostruzione del quadro generale dell’occupazione di un territorio finora pressoché sconosciuto e la cui storia sta emergendo in anni recenti proprio grazie alle ricerche condotte dall’allora Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso in relazione alla realizzazione di importanti opere pubbliche.
Pompei. Al Tempio di Iside nuovo appuntamento di “Luce di Iside” con i Synaulia: percorso attraverso suoni sacri e “magici”, con strumenti musicali antichi ricostruiti, per un’esperienza sensoriale psicoacustica
“Luce di Iside”: nuovo appuntamento di fruizione meditativa del patrimonio archeologico, ispirato alla figura di Iside, presso il tempio dedicato alla dea nell’antica città di Pompei, mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre 2025. In due turni di visita alle 17 e alle 18 su prenotazione fino a esaurimento posti su www.ticketone.it, ripropone, dopo il positivo riscontro del primo appuntamento di settembre, un percorso attraverso suoni sacri e “magici”, con strumenti musicali antichi ricostruiti, per un’esperienza sensoriale psicoacustica. I visitatori saranno accolti dagli esperti musicisti del gruppo Synaulia che da diversi anni studiano e ripropongono musica e danze tipiche dell’antica Roma Imperiale e parteciperanno a un percorso all’interno del santuario, accompagnati da musiche, danze, oltre che da profumi di incensi, utilizzati durante gli antichi riti. Il culto di Iside, divinità egizia dispensatrice di vita, si diffuse nel Mediterraneo dal III secolo a.C. e trovò a Pompei un terreno fertile, coinvolgendo ogni ceto sociale. Il tempio, scavato nel 1764 e ritrovato quasi intatto, ha ispirato artisti come Mozart, che lo visitò nel 1770, influenzando le scenografie del “Flauto Magico”. L’esperienza non intende ricostruire filologicamente una cerimonia dell’epoca; piuttosto, si pone come un tentativo di ricreare l’incanto racchiuso nella musica antica quale chiave ritualizzata all’inconscio individuale e collettivo nelle sue accettazioni storiche. L’evento su prenotazione è incluso nel prezzo del biglietto di ingresso. Accesso da Piazza Esedra.
I “Synaulia”, nati come gruppo di lavoro finalizzato alla ricostruzione di strumenti musicali dell’antichità a scopo didattico, hanno ampliato il loro raggio d’azione anche proponendo la musica e le danze tipiche dell’antica Roma Imperiale. L’ensemble nasce nel 1994 nel Parco Archeologico Archeon in Olanda dall’incontro tra Walter Maioli, Luce Maioli e Natalie Van Ravenstein. Si sviluppa così l’idea di approfondire il patrimonio musicale antico e il potere psicoacustico delle sonorità derivanti da esso. L’attività della compagnia – che propone uno speciale connubio di musica e danza di forte valore simbolico, fondato sul carattere rituale dell’esibizione – ha attraversato diverse fasi artistiche che hanno permesso di coprire un’ampia gamma di strumenti musicali antichi, il cui recupero, uso e reintroduzione in epoca moderna rinsalda il sentire emotivo con il nostro passato. Ritroviamo infatti un uso sapiente di strumenti a fiato come la syrinx, a corda come la lyra, integrati al loro volta da percussioni come il tympanon ed i cymbala. Intensa è l’attività in Olanda, Germania, Spagna e Portogallo, presso istituzioni museali. I Synaulia possono vantare, inoltre, la partecipazione anche a produzioni di successo internazionale come film e documentari, in veste di compositori: le loro produzioni musicali sono infatti presenti in film come “Il Gladiatore”, pluripremiata pellicola di Ridley Scott e serie televisive di grande successo come “Roma”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la visita guidata dal titolo “Storie, persone, relazioni a Villa Giulia: un percorso nel tempo” a cura di Luca Mazzocco nell’ambito di Roma Fotografia Future 2025
Giovedì 23 ottobre 2025, alle 16.30, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia partecipa alla terza edizione di Roma Fotografia Future 2025 con la visita guidata “Storie, persone, relazioni a Villa Giulia: un percorso nel tempo” a cura del funzionario archeologo Luca Mazzocco. Ingresso gratuito al museo e partecipazione gratuita alla visita (max 25 persone). Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: romafotografiamail@gmail.com. Un’occasione per scoprire il museo e le sue collezioni attraverso il filo delle relazioni umane e culturali che hanno attraversato i secoli, in dialogo con i temi di Roma Fotografia Future 2025.
La terza edizione di Roma Fotografia Future, un grande evento culturale diffuso che intreccia arte, innovazione e nuove visioni sul futuro, si svolge a Roma dal 27 settembre al 30 novembre 2025. Realizzato in co-progettazione con il Municipio I Roma Centro, in collaborazione con ADR Aeroporti di Roma, il progetto coinvolge i principali siti e musei della Capitale, trasformandoli in luoghi di dialogo e scoperta. Castel Sant’Angelo, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il MAXXI museo nazionale delle Arti del XXI secolo, le Gallerie nazionali di Arte Antica – Palazzo Barberini e Palazzo Merulana sono le sedi nelle quali, sono ospitati i LED PANEL dedicati alla proiezione di contenuti fotografici e video. Realizzati in collaborazione con i nostri partner, hanno l’obiettivo di valorizzare tematiche di interesse condiviso.
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “Paradisus Voluptatis: il giardino medievale tra simbolo religioso e luogo di vita”, col prof. Alessandro Cremona, storico dell’arte e dei giardini, ottavo e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”
Giovedì 29 ottobre 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), l’incontro “Paradisus Voluptatis: il giardino medievale tra simbolo religioso e luogo di vita”, ottavo e ultimo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dedicato al tema del giardino in epoca medievale, con il prof. Alessandro Cremona, storico dell’arte e dei giardini, già funzionario della soprintendenza BB.CC. di Roma Capitale. Il dibattito si aprirà con i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, modererà l’appuntamento Mariangela Catuogno, direttore scientifico di Progetto Kepos. Il giardino medievale, da un punto di vista storico, rappresenta il tramite tra il giardino dell’antichità e del mondo mediorientale e quello rinascimentale. Può tuttavia essere analizzato anche in chiave metaforica e ideale, grazie ai suoi profondi legami con la simbologia religiosa e con la letteratura dell’epoca, sia di carattere utilitaristico sia di fantasia. Durante l’incontro verranno analizzate le numerose rappresentazioni del giardino medievale che ci sono giunte. Anche se spesso stilizzate o frutto di invenzione, queste testimonianze iconografiche sono preziose per capire com’era concepito l’hortus medievale e per provare a ricostruirne l’aspetto materiale e il significato profondo. L’incontro è ad ingresso libero a partire dalle 18.30. Per informazioni e prenotazioni lamortella.org.














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