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Verona. Al museo Archeologico nazionale “Ti racconto…”, performance teatrale itinerante per le sale del museo dell’associazione “Il Paese di Alice”

verona_archeologico_spettacolo_ti-racconto_locandinaIl museo diventa palcoscenico di uno spettacolo teatrale. Succede al museo Archeologico nazionale di Verona con “Ti racconto…” il 27 e 28 maggio 2023, alle 11 e alle 15: specialissima performance teatrale itinerante attraverso le sale del museo dell’associazione “Il Paese di Alice” con la compagnia “La Felice”. “Ti racconto… il museo Archeologico nazionale di Verona” è un progetto condiviso con l’associazione onlus “Il Paese di Alice” di educazione al patrimonio culturale e inclusione sociale, che coinvolge i disabili in prima persona nella realizzazione di un percorso di visita teatralizzato. La partecipazione allo spettacolo è gratuita con prenotazione obbligatoria telefonando allo 045.591211 o mail drm-ven.museoverona@cultura.gov.it.

Civita Castellana (Vt). Al museo Archeologico dell’Agro Falisco (Forte Sangallo) apre la mostra “La dea guerriera di Falerii. Il tempio di Celle dall’archivio al fumetto” che presenta per la prima volta al pubblico le intricate vicende relative alla scoperta e riscoperta dell’edificio templare nel corso di oltre un secolo

civita-castellana_archeologico_mostra-la-dea-guerriera-di-falerii_locandinaRisale alla fine dell’Ottocento la scoperta del tempio in località Celle a Civita Castellana, l’antica Falerii. All’epoca il clamore per il rinvenimento fu forte e il tempio venne subito messo in connessione con quello di Giunone Curite, di cui le fonti antiche, in particolare il poeta latino Ovidio, ci parla negli Amores. Il 26 maggio 2023, alle 17, al museo Archeologico dell’Agro Falisco (Forte Sangallo) a Civita Castellana verrà inaugurata la mostra “La dea guerriera di Falerii. Il tempio di Celle dall’archivio al fumetto”, frutto di un progetto di ricerca e valorizzazione condotto in collaborazione tra l’équipe del Progetto Falerii, attivo al dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma, la Direzione regionale Musei Lazio, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, il Comune di Civita Castellana e l’istituto di istruzione superiore “U. Midossi” di Civita Castellana (licei Linguistico, sede di Nepi, e Artistico, sede di Vignanello). La mostra, attraverso un percorso narrativo pluristratificato, presenterà per la prima volta al pubblico le intricate vicende relative alla scoperta e riscoperta dell’edificio templare nel corso di oltre un secolo: una lunga pagina di microstoria, a cavallo tra vicende locali e nazionali, in cui accanto a funzionari dello Stato impegnati nella tutela dei beni culturali compaiono imprenditori intenti nell’edificazione della linea ferroviaria Civita Castellana-Viterbo e personaggi di spicco della cultura dell’epoca, quali, ad esempio, Luciano De Feo, direttore dell’istituto internazionale per la Cinematografia educativa negli anni ’30 e che partecipò anche alla nascita del Festival Cinematografico di Venezia.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “La riscoperta di Ercolano. Da antiquaria a politica culturale dei Borbone per la gloria del Re” a cura di Aniello De Rosa

napoli_scaffale-del-mann_libro-la-riscoperta-di-ercolano_de-rosa_locandinaNuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Napoli della rassegna “Lo scaffale del Mann”: venerdì 26 maggio 2023, alle 11, in sala Conferenza, presentazione del libro “La riscoperta di Ercolano, da antiquaria a politica culturale dei Borbone per la gloria del Re” a cura di Aniello De Rosa. Dopo i saluti di Paolo Giulierini, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli, intervengono Aniello De Rosa, curatore, e presidente Accademia Ercolanese; Maria Lucia Siragusa, direttrice Biblioteca universitaria di Napoli; Antonello Migliozzi, ricercatore dipartimento di Agraria dell’università “Federico II” di Napoli; e Giuseppe Luongo, vulcanologo. Il volume fuori commercio, a cura di Aniello De Rosa e nel quale è presente un notevole contributo della direttrice della Biblioteca universitaria, Maria Lucia Siragusa, racchiude inediti documenti archivistici riguardanti la riscoperta di Ercolano prima (1738) e di Pompei dopo (1748) e del primo abuso edilizio dell’area Vesuviana (1709) perpetrato da Emanuel Mauritius de Lorena Principe d’Elboeuf.

Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella primo incontro del progetto “Kepos. Paesaggi e archeologia” su “Comunicare i Beni Culturali: arte che parla, arte che risuona” con Cinzia Dal Maso e Federigo Longo

ischia_kepos_conferenza-cinzia-dal-maso_locandinaGiovedì 25 maggio 2023, nella Recital Hall dei Giardini La Mortella, sull’isola d’Ischia (Na), alle 18.30, primo appuntamento del progetto “Kepos. Paesaggi e archeologia” 2023 sul tema “Comunicare i Beni Culturali: arte che parla, arte che risuona” con Cinzia Dal Maso e Federigo Longo. Dopo i saluti di Alessandra Vinciguerra, presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, parleranno Cinzia Dal Maso, Centro studi per l’archeologia pubblica Archeostorie®, con un intervento dal titolo “L’arte che parla. Voce, suoni e musiche per “far vedere” l’arte e i luoghi dell’arte” e il maestro Federico Longo, compositore e direttore d’orchestra, con un intervento dal titolo “L’arte che risuona. VIBR.ID (Vibratory Identity), l’identità vibratoria attraverso il Suono”. L’evento sarà moderato da Mariangela Catuogno, direttore scientifico del progetto Kepos 2023.

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La giornalista e scrittrice Cinzia Dal Maso

“Parlare” d’arte si può. È possibile raccontare l’arte con i suoni e le parole, così da stimolare l’immaginazione di chi ascolta: e immaginare una cosa significa farla propria in modo unico, significa avere un ruolo fortemente attivo nella costruzione del proprio sapere, rendendolo indelebile. Le voci, i suoni, le musiche con i quali si può narrare l’arte vengono riprodotti grazie alla radio, podcast, ambientazioni sonore, LogoSound. Insieme, questi strumenti stanno scrivendo un nuovo approccio alla comunicazione del patrimonio culturale. Oggi tutti fanno podcast, la radio è forse all’apice del suo successo, le ambientazioni sonore catturano, e si afferma la necessità di una propria identità sonora, oltre a quella grafica. È un universo in evoluzione vorticosa che alla fine ha coinvolto anche i professionisti dell’arte e dei musei. Questo incontro parla dunque delle forme di comunicazione sonora, partendo proprio dalla radio, passando poi ad analizzare il fenomeno podcast cercando di cogliere le peculiarità del suo recentissimo successo anche nel mondo dell’arte. E si cercherà di capire come e quanto questo figlio ibrido dell’ancestrale racconto orale, della potenza del mezzo radiofonico e della fruibilità del contenuto digitale on demand, sappia “dare voce” all’arte e promuovere le istituzioni culturali al loro esterno, così da espandere l’esperienza di visita potenzialmente all’infinito, e renderla memorabile. Si passa poi al Sound Design, cioè alla musica scritta appositamente per dare vita ad ambientazioni sonore capaci di creare l’immersione perfetta nel mondo delle opere e dei luoghi d’arte. Ma si parlerà anche di LogoSound, cioè a quelle successioni di suoni in armonia tra loro che esprimono, al pari di un logo grafico, l’identità e i valori di un luogo d’arte: strumenti di branding di cui presto nessun museo potrà fare a meno.

Perugia. Al museo Archeologico nazionale il convegno “Maternità ed infanzia: riti religiosi, tradizioni popolari, pratiche mediche” in occasione della mostra “La Via Lattea. Maternità ed Infanzia dall’Antichità alla Collezione Bellucci”

perugia_archeologico_convegno-maternità-e-infanzia_locandinaMaternità ed Infanzia al lago Trasimeno. Se ne parla a Perugia, giovedì 25 maggio 2023, alle 15.30, nel salone Umbri ed Etruschi del museo Archeologico nazionale dell’Umbria, nel convegno “Maternità ed infanzia: riti religiosi, tradizioni popolari, pratiche mediche”, organizzato da Soroptimist International Club Perugia e dal museo Archeologico nazionale dell’Umbria nell’ambito del partenariato istituito in occasione della mostra “La Via Lattea. Maternità ed Infanzia dall’Antichità alla Collezione Bellucci”, progettata e realizzata dallo stesso museo, a cura di Maria Angela Turchetti, con il sostegno della Fondazione Perugia. Il convegno affronta aspetti legati alla maternità e all’infanzia sia nel mondo antico che nella contemporaneità, coinvolgendo diversi relatori: Paola Romi (SABAP Umbria, funzionario archeologo) e Flavia Morandini (archeologa) illustreranno i culti salutari del territorio del lago Trasimeno ed in particolare di Colle Arsiccio di Magione, mentre Serena Trippetti (archeologa) presenterà le tradizioni, anche più recenti, e i riti legati alle nascite. Italo Marinelli, già pediatra all’ospedale di Branca, parlerà di alcuni fenomeni patologici tipici dell’infanzia e di come curare i bambini con la magia, riferendosi agli amuleti della Collezione Bellucci; infine Giampietro Chiodini, giornalista, illustrerà credenze, saperi e pratiche della zona del Lago Trasimeno.

perugia_archeologico_mostra-la-via-lattea_locandinaLa mostra “La via Lattea. Maternità ed infanzia dall’antichità alla Collezione Bellucci”, che resterà visitabile fino al 30 giugno 2023, focalizza l’attenzione sul tema della maternità e prima infanzia, sia nel mondo antico che attraverso gli amuleti della Collezione Bellucci, con un taglio prevalentemente antropologico e storico, attento al racconto museale e alla protezione e alla cura della donna e del bambino, agli aspetti della tradizione e delle credenze popolari. Questo tentativo molto ampio, “trasversale” e per così dire “universale” di indagine dell’Uomo e delle sue più profonde necessità e paure, legate al ciclo della vita e alla nascita, è sottolineato dal titolo della mostra, che ripropone un mito, ben conosciuto in ambito etrusco, secondo cui la Galassia, la Via Lattea, la nostra “madre cosmica”, nasce dal latte che Hera (Uni/Giunone) versò nell’allattare Heracle/Hercle/Ercole, il primo alimento che nutre tutti gli essere umani e animali e che, per il tramite di una dea e della sua natura femminile e divina, consente all’eroe greco l’immortalità.

Ariano nel Polesine (Ro). Giovanna Gambacurta (Ca’ Foscari) apre le conferenze de “Il Giovedì Archeologico” nel progetto “San Basilio. Alla riscoperta del passato”: un insediamento etrusco e un insediamento romano. E poi “Scavi aperti” al pubblico. Ecco il programma

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L’area di scavo e di ricerca a San Basilio di Ariano nel Polesine (Ro) (foto unive)

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Progetto “San Basilio. Alla riscoperta del passato”: campionature (foto unive)

San Basilio ha avuto una storia lunga, ricca e affascinante, caratterizzata dall’incontro di popoli che sono stati protagonisti delle rotte commerciali del Mediterraneo. Per raccontare l’importanza strategica del sito, oggetto di nuove indagini, è stato organizzato un ciclo di conferenze, “Il Giovedì Archeologico”, che si apre il 25 maggio 2023 con l’intervento della prof.ssa Giovanna Gambacurta, responsabile del Progetto San Basilio – Archeologia e Natura sul Delta del Po del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. È questa una delle molteplici iniziative del progetto “San Basilio. Alla riscoperta del passato”. Grazie infatti al contributo della fondazione Cariparo, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, il museo Archeologico nazionale di Adria e il Comune di Ariano nel Polesine hanno dato vita a un progetto congiunto con le università di Padova e Venezia per la ripresa delle indagini archeologiche volte alla riscoperta del sito dell’antica San Basilio: due scavi aperti nell’insediamento etrusco (uno di Padova e uno di Venezia) e uno nell’insediamento di epoca romana (Padova). Un luogo che fu in epoca antica importantissimo crocevia di genti e commerci trovandosi a breve distanza dal fiume Po e dal mare Adriatico.

ariano-polesine_unive_san-basilio_conferenza-gambacurta_locandina“Il Giovedì Archeologico”. Appuntamento giovedì 25 maggio 2023, dalle 18.30 alle 19.30, al giardino delle scuole elementari di Ariano nel Polesine, via G. Matteotti 44, e in caso di maltempo nella vicina sala Cultura. Al termine della conferenza sarà offerto un “apericena” a tutti i partecipanti. Si consiglia la prenotazione al numero 392.9259875. La prof.ssa Giovanna Gambacurta, responsabile dal 2018 del Progetto San Basilio – Archeologia e Natura sul Delta del Po dell’università Ca’ Foscari di Venezia, parlerà di San Basilio tra Etruschi Greci e Veneti: novità dallo scavo dell’università Ca’ Foscari di Venezia”. Prossimi incontri: 8 giugno 2023, con la prof.ssa Caterina Previato (università di Padova); e 21 settembre 2023, con la prof.ssa Silvia Paltineri (università di Padova).

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“Scavi aperti”: visite guidate allo scavo di San Basilio ad Ariano nel Polesine (foto unive)

ariano-polesine_unive_san-basilio_scavi-aperti_26-maggio_locandina“Scavi aperti”: con il nuovo progetto di scavo dell’antica San Basilio si aprono le porte degli scavi. Un programma di sei incontri aperti al pubblico pensati per mostrare e raccontare le diverse attività di scavo che interessano il sito archeologico. Dopo quello del 19 maggio, il secondo appuntamento è previsto per venerdì 26 maggio 2023: sarà possibile accedere allo scavo etrusco condotto dall’università Ca’ Foscari di Venezia e allo scavo romano condotto dall’Università di Padova. Oltre alla visita sarà offerta una degustazione di prodotti tipici del territorio. L’appuntamento è alle 17, in via San Basilio 12, località San Basilio, Ariano nel Polesine (Ro). Per info e prenotazioni, proloco di Ariano nel Polesine: cel. 392/9259875, mail presidente.prolocoariano@gmail.com. Prossimi incontri: 2 giugno 2023, scavo romano (università di Padova); 9 giugno 2023, scavo romano (università di Padova); 8 settembre 2023, scavo etrusco (università di Padova); 22 settembre 2023, scavo etrusco (università di Padova).

Il video su San Basilio di Ariano nel Polesine realizzato nel settembre 2022 per HISTORIC, il progetto Interreg Italia Croazia che mette in rete i musei delle due sponde dell’Adriatico.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per la rassegna “Incontri al museo” conferenza “Tra le Rose Tintorie nel giardino monumentale del MAF: archeologia, molecole di colore e insieme di meraviglie” con visita tematica al giardino

firenze_archeologico_conferenza-le-rose-tintorie-del-giardino-del-maf_barbagallo-mangini-palumbo_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Firenze penultimo appuntamento con la rassegna “Incontri al museo”: giovedì 25 maggio, alle 17, conferenza “Tra le Rose Tintorie nel giardino monumentale del MAF: archeologia, molecole di colore e insieme di meraviglie” e apertura straordinaria e visita al giardino monumentale a cura di Antonella Barbagallo, docente di Storia dell’Arte antica e restauro del legno – Firenze; Manuela Mangini docente della Richmond University -Firenze; Antimo Palumbo, scrittore, collaboratore di  #Natura, rivista di ambiente e territorio dell’Arma dei Carabinieri – Roma. Gli interventi approfondiranno vari temi spaziando dagli aspetti letterari e favolistici della rosa, alla rappresentazione del giardino nella pittura romana e della rosa dipinta negli “horti picti” delle domus pompeiane, alla storia, nomenclatura e botanica della rosa con un focus sulle Rose Tintorie che si potranno ammirare dal vivo nel Giardino.

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Rose del giardino monumentale del museo Archeologico nazionale di Firenze (foto maf)

È ricca e antica la storia della rosa, un fiore e una pianta protagonista da diverse migliaia di anni della cultura non solo occidentale ma anche orientale. È duplice e molteplice la sua simbologia: purezza, amore, eterea corporeità e allo stesso tempo, per via dei suoi aculei che pungono lacerando la pelle, un simbolo della terrestre caducità, della fisicità finita degli esseri umani. Grazie alla sua particolarità genetica, la ploidia, la rosa così come è successo con altri fiori, che portano numerose specie e cultivar, ha facilità ad ibridarsi tra specie diverse. Per questo che nel tempo e nei secoli dai cinque petali stellati delle prime rose botaniche, che nella loro forma e nel numero rimandano alla sezione aurea studiata nel Duecento dal matematico toscano Leonardo Fibonacci, grazie ad ibridazioni prima naturali e poi artificiali, attraverso un lavoro di selezione naturale compiuto da sapienti ibridatori, si è passati ai fiori semidoppi e doppi delle migliaia di cultivar di rosa dal nome e dalla forme diverse presenti oggi nei giardini di tutto il mondo.

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Rose pompeiane in un affresco parietale della Casa del Bracciale d’oro a Pompei (foto parco archeologico pompei)

I petali delle rose sono “petali tattili”. Hanno come un’epidermide rugosa, caratterizzata da microstrutture che favoriscono l’assorbimento della luce, aumentandone l’intensità delle radiazioni luminose. In particolare nella Rosa Tintoria, le molecole di colore, che vengono rilasciate dai petali, determinano, per macerazione o per essiccazione, una ricca tavolozza di pigmenti coloranti. La Rosa Gallica Versicolor, rappresentata negli Horti Picti pompeiani, assieme gli antichi rosai di Paestum, ci ricordano ricchi commerci, arti botaniche di coltivazione e il sapiente mestiere del saper produrre cosmetica; unguenti e profumazioni (vedi La Rosa antica di Pompei: un progetto di ricerca ha studiato e riprodotto il pregiato fiore usato a Pompei duemila anni fa come ornamento, nelle decorazioni parietali, nell’alimentazione, per la salute e il benessere, o ancora in cosmesi. I risultati saranno presentati a Villa Silvana di Boscoreale | archeologiavocidalpassato). Ritroviamo inoltre il pigmento colorante della rosa (tinture di fili di lino o di lana), nelle antiche pitture rinascimentali su tessuto a “succo d’erba”.

Torino. Al museo Egizio l’incontro “Il museo in tasca: digitale, partecipazione, cocreazione e performance”

torino_egizio_conferenza-il-museo-in-tasca_maria-elena-colombo_locandinaQuali cambiamenti sono stati innescati nel Museo dalla molteplicità di contatti e immediatezza delle piattaforme social? La disseminazione e l’ascolto, le opere d’arte partecipative, il portato di artisti e comunità, hanno introdotto e reso possibile una relazione diversa con i pubblici. A chiusura del Salone OFF, giovedì 25 maggio 2023, alle 18.30, appuntamento in sala Conferenze del museo Egizio di Torino per il talk “Il museo in tasca: digitale, partecipazione, cocreazione e performance”. Intervengono: Dario Consoli (cultural manager, fondazione Fizcarraldo), Stefania Poddighe (direttore Flashback), Davide Quadrio (direttore MAO), Silvio Salvo (ufficio stampa e social medi manager fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Emanuele Romagnoli (Ozio Intelligente). Modera Maria Elena Colombo (responsabile ufficio Interpretazione, Accessibilità e Condivisione del museo Egizio). Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

Ischia. La fondazione Walton propone anche per il 2023 il progetto “Kepos. Archeologia e paesaggio”: sette incontri tra maggio e ottobre con studiosi, manager dei beni culturali ed esperti di divulgazione. Ecco il programma

lacco-ameno_archeologico_progetto-kepos_logoDopo il positivo riscontro avuto con Kepos 2022 “Paesaggi e Archeologia”, una serie di conferenze e convegni, focalizzato sul patrimonio archeologico, culturale e naturalistico del mondo mediterraneo, la Fondazione Walton torna a proporre questo progetto di divulgazione scientifica che si interroga sulle nuove forme di tutela, gestione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, presentate da specialisti del settore. Riprende il progetto di divulgazione culturale promosso dalla Fondazione Walton per parlare del patrimonio archeologico, culturale e naturalistico a cura dell’archeologa Mariangela Catuogno. Anche nel 2023 il progetto si snoda con sette incontri in calendario ai quali interverranno studiosi, manager dei beni culturali ed esperti di divulgazione, per un approccio multidisciplinare al tema. Sono previsti due appuntamenti al museo di Villa Arbusto, nell’ambito della collaborazione tra Fondazione William Walton e Comune di Lacco Ameno. Ai vari appuntamenti interverranno studiosi, funzionari pubblici, manager dei beni culturali ed esperti di divulgazione, altamente specializzati, per un approccio multidisciplinare al tema. Gli incontri sono tutti alle 18.30. Ingresso libero dalle 18. Informazioni e prenotazioni: 081-986220, dalle 10 alle 18, martedì, giovedì, sabato e domenica. Fondazione William Walton e La Mortella, via Francesco Calise 45, Forio (Na). Il termine greco Kepos indica il giardino di delizie, ma anche il grembo materno, il luogo in cui fermenta la vita e le idee. I Giardini La Mortella, luogo di diletto da sempre promotore di progetti culturali, vogliono porsi come stimolo di conoscenza, sperimentazioni e proposte concrete per gestione del patrimonio culturale, creando un confronto tra le realtà isolane e quelle nazionali, e spronare la comunità ischitana ad una partecipazione attiva e ad un processo di identificazione con il patrimonio storico ed ambientale dell’isola.

ischia_kepos_programma-2023_locandinaIl primo appuntamento si svolgerà giovedì 25 maggio 2023, ai Giardini La Mortella; con una perfetta convergenza tematica si parlerà di musica in ambienti museali, proprio nel luogo dedicato alla musica, la Sala concerti della Mortella. Il focus è sulle nuove forme di comunicazione del patrimonio museale, con interventi della scrittrice Cinzia Dal Maso, del Centro studi per l’archeologia pubblica Archeostorie®, e del maestro Federico Longo, compositore e direttore d’orchestra, che parleranno di una opera musicale site-specific composta per la Galleria Borghese di Roma.

A seguire giovedì 15 giugno 2023, sempre ai Giardini La Mortella, una conferenza anch’essa in perfetta sintonia con l’eccezionale contesto dei giardini, in cui Riccardo Motti, professore di Botanica sistematica al dipartimento di Agraria, università Federico II, racconterà dei suoi studi sulla flora antica rappresentata nelle opere d’arte Greco-Romane.

L’appuntamento successivo è previsto l’8 luglio 2023 al museo di Villa Arbusto. Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Federico Marazzi, professore di Archeologia cristiana e medievale, all’università Suor Orsola Benincasa; e Maria Luisa Tardugno, soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio – area metropolitana di Napoli presenteranno una riflessione sul mondo Bizantino, prendendo spunto dalla grandiosa mostra organizzata al museo Archeologico di Napoli nel 2022.

Seguirà, il 5 agosto 2023, sempre a Villa Arbusto, l’incontro dedicato alla navigazione nel mondo antico, con una apertura di grande respiro sulle rotte del Mediterraneo presentata da Flavia Frisone, professore associato di Storia greca, all’università del Salento, Lecce.

Il 24 agosto 2023 invece gli incontri tornano ai Giardini La Mortella, dove si parlerà dell’affascinante mestiere dell’archeologo, tra prassi operative, indagini, tecniche e luoghi comuni con l’intervento di Enrico Giannicchedda, professore di Metodologia della ricerca archeologica all’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il ruolo dell’Arma dei Carabinieri nella salvaguardia dei Beni Culturali e Ambientali sarà l’argomento affrontato l’8 settembre 2023 ai Giardini La Mortella, con rappresentanti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e del Comando per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica, che racconteranno la capillare opera di tutela e salvaguardia svolta quotidianamente dall’Arma.

Il settimo appuntamento, il 5 ottobre 2023 ai Giardini La Mortella, vedrà convergere tre direttori di aree marine protette: Salvatore Livreri, direttore area marina protetta “Isole Egadi”; Giulia Visconti, direttore area marina protetta “Capo Milazzo”; e Antonino Miccio, direttore area marina protetta “Regno di Nettuno” Isole di Ischia e Procida, per affrontare il tema della tutela delle emergenze archeologiche e monumentali che si trovano nel contesto di aree naturalistiche.

Firmato l’Accordo quadro tra università di Napoli “Federico II” e parco archeologico di Pompei per approfondire conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio delle aree archeologiche vesuviane di competenza

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Mappa del parco archeologico di Pompei da Oplontis a Boscoreale al Real Polverificio Borbonico (foto parco archeologico pompei)

Firmato l’Accordo quadro tra il parco archeologico di Pompei e l’università “Federico II” di Napoli, rappresentate rispettivamente dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dal rettore, Matteo Lorito. Presenti mercoledì 24 maggio 2023, nell’aula del Consiglio in via Mezzocannone a Napoli, i responsabili scientifici dell’Accordo per l’ateneo federiciano prof. Vincenzo Morra, ordinario di Petrologia e Petrografia del dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse e la prof. Renata Picone, ordinario di Restauro architettonico al dipartimento di Architettura e direttrice della Scuola di specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio di Napoli.

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Prospetto del tratto di fortificazione di Porta Nola a Pompei (foto parco archeologico pompei)

L’Accordo quadro si inserisce all’interno della consolidata collaborazione tra le due istituzioni ed è finalizzato ad approfondire la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio delle aree archeologiche vesuviane incluse nella competenza del Parco, attraverso la promozione di ricerche tematiche e progettuali destinate ad avviare programmi di restauro del patrimonio costruito e paesaggistico, di ampliamento e miglioramento della fruizione dei suoi siti. In tal senso l’università di Napoli “Federico II” svolge già da molti anni ricerche volte a sostenere le attività di tutela e valorizzazione del Parco, favorendo lo studio, la sperimentazione e l’applicazione dei risultati di ricerca anche in considerazione della complessità delle tematiche trattate che necessitano di un elevato grado di interdisciplinarità che un grande Ateneo pluridisciplinare, come la Federico II può garantire. In tale ottica l’Accordo quadro costituisce la cornice istituzionale entro cui poter definire e mettere in atto forme integrate di collaborazione sul piano scientifico, didattico, formativo e della valorizzazione.