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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Il mecenate, l’ingegnere e i guerrieri di Vulci” con l’etruscologo Alessandro Conti: terzo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”

roma_villa-giulia_chi-ricerca-trova_incontro-alessandro-conti_locandina“Il mecenate, l’ingegnere e i guerrieri di Vulci” è il titolo del terzo incontro della seconda edizione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”, ricerche scientifiche, studi e progetti presentati da esperti e studiosi al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Venerdì 15 marzo 2024, alle 16, Alessandro Conti racconterà il lavoro che sta conducendo tra depositi, sale espositive e archivi per ricostruire la travagliata storia di alcuni contesti funerari che, frutto degli scavi condotti a Vulci negli anni 1929-1931 da due singolari personaggi, il mecenate romano Ugo Ferraguti e il funzionario di Villa Giulia, ing. Raniero Mengarelli, attendono ancora, a distanza di 90 anni, una esauriente edizione. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Alessandro Conti ha studiato etruscologia alla Sapienza dove ha conseguito laurea, dottorato e specializzazione con tesi che hanno interessato i principali centri dell’Etruria meridionale. Attualmente è ricercatore alla Sapienza università di Roma. Villa Giulia è la sua seconda casa (come ama definirla).

Roma. “Idi di Marzo, assassinio di Giulio Cesare”: rievocazione storica del Gruppo Storico Romano nell’area sacra di Largo Argentina con le riunioni in Senato dei Cesaricidi. Quindi corteo funebre con l’associazione X Legio fino al tempio del Divo Giulio nel Foro romano con le orazioni di Bruto e Marco Antonio dal “Giulio Cesare” di W. Shakespeare

roma_area-sacra-largo-argentina_rievocazione-idi-di-marzo-2024_locandina“Tu quoque!”: quante volte lo abbiamo sentito pronunciare per sottolineare la delusione o l’amarezza di fronte al comportamento di un amico dal quale ci sentiamo in qualche modo traditi. In realtà quell’espressione ha duemila anni di storia ed è la contrazione della frase “Tu quoque, Brute, fili mi!” (Anche tu, Bruto, figlio mio!), espressione latina attribuita a Giulio Cesare. Secondo la tradizione – ma non ci sono certezze a riguardo – infatti sarebbero state queste le ultime parole pronunciate da Cesare quando, in punto di morte (alle Idi di Marzo del 44 a.C.), sotto i colpi delle coltellate dei congiurati nella Curia di Pompeo, avrebbe riconosciuto fra i volti dei suoi assassini quello di una persona a lui cara come un figlio, Decimo Bruto Albino. Martedì 15 marzo 2024, in occasione delle Idi di Marzo, il Gruppo Storico Romano celebrerà le Idi di Marzo con una rievocazione storica che avrà inizio alle 14, all’Area Sacra di Largo Argentina, dove saranno rievocate le riunioni del Senato che hanno creato le premesse per la congiura dei Cesaricidi e l’assassinio di Cesare. Successivamente il corteo funebre, realizzato dall’associazione Decima Legio, accompagnerà il corpo di Cesare al Tempio del Divo Giulio nel Foro Romano dove, alle 16.30, si terrà la tradizionale cerimonia con le celebri orazioni di Bruto e Marco Antonio tratte dal “Giulio Cesare” di William Shakespeare. La recitazione sarà eseguita in lingua inglese. L’evento è gratuito per quanti siano in possesso di un biglietto di accesso al parco archeologico del Colosseo in corso di validità. È consigliato l’accesso da Largo della Salara Vecchia.

roma_area-sacra-largo-argentina_rievocazione-idi-di-marzo-2024_manifesto-locandinaL’antica atmosfera di Roma ritorna dunque a splendere con una magnifica rievocazione delle Idi di Marzo, organizzata dal Gruppo Storico Romano, con il patrocinio di Roma Capitale, con gli auspici della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera Deputati, con la direzione artistica di IDS – Imprenditori di Sogni e la preziosa partecipazione dell’associazione Culturale “Decima Legio”. Il progetto è vincitore di Avviso Pubblico promosso da Roma Capitale in collaborazione Zètema Progetto Cultura. L’evento promette di trasportare i partecipanti in una accurata ricostruzione dell’antica Roma, con costumi, suoni e colori che riportano indietro nei secoli fino al fatidico 15 marzo del 44 a.C., quando Giulio Cesare incontrò il suo destino. Il Gruppo Storico Romano, operativo da oltre 30 anni e fondato dallo storico presidente Sergio Iacomoni, sancisce, così, un legame lungo nel tempo con questa ricorrenza fondamentale per la Storia della Cultura Occidentale e si conferma l’associazione leader nell’ambito della ricostruzione storica delle vicende che hanno reso immortale la Città Eterna.

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L’area sacra di largo Argentina a Roma dove era anche la piccola Curia di Pompeo nella quale fu assassinato Giulio Cesare (foto sovrintendenza capitolina)

Come ogni anno, sono previste migliaia di presenze provenienti da diverse parti d’Europa e del mondo, comprese diverse scuole italiane che hanno già organizzato il viaggio per poter assistere a questo evento esclusivo. L’inizio di questa esperienza storica sarà nella maestosa Area Sacra di Largo Argentina, dove alle 14 si darà il via ad un affascinante percorso nel passato. Assisteremo alle riunioni del Senato che hanno creato le premesse per la congiura dei cesaricidi, alla rappresentazione di quel fatidico 15 marzo del 44 a.C., interpretato e ricostruito dai rievocatori del Gruppo Storico Romano. L’evento prosegue con il corteo funebre, realizzato dall’associazione “Decima Legio”, che accompagnerà il corpo di Cesare fino ai Fori Imperiali, dove, alle 15.15, si terrà la toccante conclusione della giornata, con una particolare peculiarità. Infatti, nel luogo stesso in cui furono pronunciate le celebri orazioni di Bruto e Marco Antonio, i partecipanti avranno l’opportunità di godere di una suggestiva recitazione di questi discorsi, tratti dall’opera “Giulio Cesare” di William Shakespeare. La recitazione sarà eseguita in lingua inglese e vedrà anche la partecipazione di Yuri Napoli, regista dell’evento e rinomato attore professionista. Napoli ha coinvolto alcuni insegnanti della prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art di Londra per contribuire alla preparazione, conferendo così un tocco di autenticità e profondità all’interpretazione del celebre monologo di Marco Antonio. Questo arricchisce ulteriormente l’esperienza culturale e artistica offerta dall’evento.

Albinea (RE). In sala civica la conferenza “Manufatti litici preistorici del territorio di Albinea” con Alberto Catalano e Isa Montanari promossa dal gruppo archeologico albinetano “Paolo Magnani”

albinea_gruppo-archeologico_conferenza-manufatti-litici-preistorici-del-territorio-di-albinea_locandina“Manufatti litici preistorici del territorio di Albinea” è il titolo della conferenza promossa dal gruppo archeologico albinetano “Paolo Magnani”. Appuntamento giovedì 14 marzo 2024, alle 21, nella sala civica “Adriano Corradini” in via Morandi 9 ad Albinea (RE). Relatori Alberto Catalano e Isa Montanari. Ingresso libero. Storia e studio di 528 manufatti in pietra, scelti e selezionati dai numerosissimi raccolti e presenti presso il Gruppo Archeologico. Questo materiale si deve alla paziente attività di raccolta di superficie, iniziata negli anni ’70 del secolo scorso da parte di G. Ligabue e proseguita da tanti altri soci del gruppo. La sequenza di oggetti parte dai manufatti più grossolani del Paleolitico Inferiore e si estende progressivamente arricchendosi di esemplari e modelli, fino ai raffinati microliti del Paleolitico Superiore per concludersi con tipici strumenti neolitici, quali accettine e punte di freccia. Sono quindi una preziosa testimonianza dell’attività dei nostri predecessori dall’Acheuleano Medio all’Età dei Metalli, da circa 300.000 a qualche migliaio di anni fa.

Parco dell’Appia antica (Roma). Nella chiesa di San Nicola dei Caetani presentazione del libro di Francesco M.P. Carrera “Gli scavi degli ex laboratori Gentili a Pisa e i manufatti in lega di rame (XII-XIV secolo)” e i risultati degli scavi di una sepoltura presso la facciata della chiesa. A seguire visita guidata al Castrum Caetani con il percorso multimediale in 3D

appia-antica_san-nicola-dei-caetani_libro-gli-scavi-degli-ex-laboratori-Gentili-a-pisa-e-i-manufatti-in-lega-di-rame_presentazione_locandinaIn occasione dei recenti scavi che hanno messo in luce una sepoltura presso la facciata della chiesa di San Nicola dei Caetani, con due fibbie di produzione pisana come corredo, giovedì 14 marzo 2024, alle 15,30, proprio la chiesa di S. Nicola, nel parco archeologico dell’Appia antica, sarà la suggestiva cornice della presentazione del libro di Francesco M.P. Carrera “Gli scavi degli ex laboratori Gentili a Pisa e i manufatti in lega di rame (XII-XIV secolo)” (ed. All’Insegna del Giglio, 2023). Evento gratuito senza prenotazione. Appuntamento presso la chiesa di S. Nicola dei Caetani in via Appia Antica 161. La monografia è dedicata alle manifatture Gentili di Pisa, le cui fibbie sono state riconosciute come elemento di corredo della sepoltura recentemente rinvenuta presso la facciata della chiesa di S. Nicola dei Caetani. La presenza dell’autore sarà quindi l’occasione per presentare, assieme al responsabile scientifico dell’intervento, i risultati dei recenti scavi. Dopo l’introduzione del direttore del parco archeologico dell’Appia Antica, Simone Quilici, e del funzionario responsabile del sito, Stefano Roascio, interverranno l’autore, Francesco M.P. Carrera, e l’antropologo Andrea Battistini, che presenterà lo studio dello scheletro. A seguire, i presenti potranno partecipare alla visita guidata al Castrum Caetani con il nuovo percorso multimediale e la ricostruzione 3D del Palazzo Caetani. Si ricorda che l’utilizzo degli oculus per la visione 3D del Castrum Caetani è riservata ai maggiori di 13 anni.

Bologna. A Palazzo Marescalchi, sede Sabap, in occasione della Giornata del Paesaggio, la giornata di studi “La rupe di Canossa (RE) e la Cava Zavattona a Pavullo nel Frignano (Mo)”

bologna_sabap_giornata-del-paesaggio_rupe-di-canossa-e-cava-zavattona_giornata-di-studi_locandinaIn occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio 2024 la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le provincie di Modena Reggio Emilia e Ferrara promuove la giornata di studi “La rupe di Canossa (RE) e la Cava Zavattona a Pavullo nel Frignano (Mo)”. Appuntamento giovedì 14 marzo 2024, alle 15.30, nella sede Sabap-Bo, a Palazzo Marescalchi in via IV Novembre 5 a Bologna. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Modera la giornata Marco Pretelli, professore ordinario di Restauro dell’architettura, ALMA Mater università di Bologna. Alle 15.30, apertura giornata di studi: saluti istituzionali di Francesca Tomba, soprintendente SABAP-BO; introduzione di Barbara Marangoni, funzionario architetto e RAF Paesaggio SABAP-BO. Alle 16, “Il sentiero del borgo antico ai piedi del castello di Canossa (RE)”. Annalisa Capurso, funzionario architetto e RAF Patrimonio demoetnoantropologico SABAP-BO, “Genesi e sviluppo del progetto”; Mattia Bonassisa, funzionario architetto SABAP-BO e Paolo Soragni, Studio Arteas, “Il progetto e la sua esecuzione”; Giuliano Cervi, ex presidente comitato scientifico nazionale CAI, “La manutenzione e fruizione del sito”. Alle 17, “Il paesaggio e i segni dell’uomo: alla scoperta dei massi incisi di Gaianello a Pavullo nel Frignano (Mo). La cava La Zavattona”. Francesca Tomba, soprintendente SABAP-BO, “La Cava Zavattona: le ragioni della tutela”; Sara Campagnari e Valentina Di Stefano, funzionarie archeologhe SABAP-BO, “Pietre e paesaggi incisi: i massi di Gaianello a Pavullo nel Frignano tra tutela e valorizzazione”; Davide Venturelli, sindaco di Pavullo nel Frignano (Mo), “Il sito dei massi di Gaianello e la valorizzazione turistica del territorio”; Carla Ferrari, progettista dell’intervento del nuovo paesaggio, “Ripristino paesaggistico della Cava Zavattona e valorizzazione del sito dei massi di Gaianello”. Alle 18, dibattito e conclusioni.

Pompei. All’auditorium l’archeologo Domenico Esposito presenta il libro “Carta del potenziale archeologico del territorio comunale di Pompei” (Centro di Cultura e Storia Amalfitana) degli archeologi Mario Notomista e Domenico Camardo, incontro promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei” 

pompei_auditorium_amici-di-pompei_libro-Carta-del-potenziale-archeologico-del-territorio-comunale-di-Pompei_presentazione_locandina“Carta del potenziale archeologico del territorio comunale di Pompei” è il titolo del libro degli archeologi Mario Notomista e Domenico Camardo con un contributo geoarcheologico di Aldo Cinque che viene presentato dall’archeologo Domenico Esposito, ricercatore alla Freie Universität Berlin, nell’incontro promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei” ETS, giovedì 14 marzo 2024, alle 17, nell’auditorium del parco archeologico di Pompei, con la partecipazione di Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del parco archeologico di Pompei; Teresa Elena Cinquantaquattro, dirigente del Segretariato regionale del ministero della Cultura per la Campania; Mariano Nuzzo, soprintendente della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli; Carmine Lo Sapio, sindaco di Pompei; Antonio Varone, presidente dell’associazione internazionale Amici di Pompei; Giuseppe Gargano, Centro di Cultura e Storia Amalfitana. Il testo, corredato dalle foto di Francesco Varone, è edito dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana in collaborazione con il parco archeologico di Pompei, il Segretariato regionale del ministero della Cultura per la Campania, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, il Comune di Pompei.

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Copertina del libro “Carta del potenziale archeologico del territorio comunale di Pompei” (Centro di Cultura e Storia Amalfitana) degli archeologi Mario Notomista e Domenico Camardo

Questo libro nasce dalla redazione della Carta del Potenziale Archeologico del territorio comunale di Pompei, che gli archeologi Domenico Camardo e Mario Notomista, della Sosandra srl, hanno realizzato nel 2020 per conto dell’Amministrazione civica nel corso dell’elaborazione del Piano Urbanistico Comunale. È nota a tutti l’importanza che l’antica Pompei riveste nel mondo, sia come fonte di conoscenza delle civiltà del passato ed in modo particolare di quella romana del I secolo d.C., sia come attrattore turistico. Meno conosciuti sono, invece, i numerosi rinvenimenti sparsi nel territorio, che testimoniano una frequentazione umana di questi luoghi a partire dall’Età Preistorica. La ragione di questa mancanza è dovuta essenzialmente al fatto che molti di questi siti pur essendo stati individuati ed esplorati, in alcuni casi anche integralmente, sono stati successivamente ricoperti e quindi oggi non sono più visibili. A ciò si aggiunga che mentre l’antica città è stata oggetto di indagini sistematiche avviate nel 1748 sotto l’egida della corona Borbonica, il territorio invece è stato esplorato solo attraverso interventi sporadici. Lo scopo di questo volume, che mappa i rinvenimenti archeologici e le aree sottoposte a vincolo presenti entro i confini comunali, è quello di costituire un valido strumento di lavoro che serva da base a tutti quei professionisti che si adopereranno per lo sviluppo urbano della città tenendo presente anche le valenze storico-archeologiche. L’auspicio che grazie all’utilizzo di questo volume, finanziato dal Centro di Cultura e Storia Amalfitana, tutti i soggetti coinvolti riusciranno a conciliare la salvaguardia del patrimonio archeologico con le necessità di sviluppo territoriale, trasformando quello che per molti è un “rischio archeologico” in un vero e proprio “potenziale” a servizio della crescita culturale della comunità pompeiana.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per la Giornata del Paesaggio visita guidata speciale “Giulio III. La villa, la valle e il paesaggio” con Francesca Montuori

roma_villa-giulia_giornata-del-paesaggio_visita-guidata-giulio-III-la-villa-la-valle-e-il-paesaggio_locandinaIn occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, giovedì 14 marzo 2024, alle 15, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia propone “Giulio III. La villa, la valle e il paesaggio”, visita guidata speciale a cura di Francesca Montuori su Villa Giulia, la residenza estiva voluta da papa Giulio III, esempio emblematico di architettura dei giardini del Rinascimento. Sarà rivolta una particolare attenzione al paesaggio della valle che da allora è detta Valle Giulia e sul suo valore simbolico, messo in evidenza nelle splendide decorazioni della sala dei Sette Colli. La visita guidata è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo, su prenotazione all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. La Giornata Nazionale del Paesaggio è stata istituita con Decreto Ministeriale del 7 ottobre 2016, n. 457, con l’obiettivo di contribuire a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati, attraverso specifiche attività da compiersi sull’intero territorio nazionale mediante il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle Istituzioni pubbliche e private”.

Napoli. A Palazzo Reale in occasione della Giornata del Paesaggio si firma un innovativo accordo per la valorizzazione e la fruizione dell’Isola d’Isca. Il soprintendente Nuzzo: “L’accordo rappresenta un passo significativo verso la salvaguardia e la valorizzazione di un patrimonio unico nel suo genere”

napoli_palazzo-reale_giornata-del-paesaggio-2024_accordo-per-isola-d-isca_locandinaIn occasione della Giornata internazionale del Paesaggio 2024, promossa dal ministero della Cultura, la soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, insieme al consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta “Punta Campanella”, il Comune di Massa Lubrense, l’ente parco regionale dei Monti Lattari e la Società Antica Sartoria Srl, sottoscriverà un innovativo accordo per la valorizzazione e la fruizione dell’Isola d’Isca. L’intesa, che sarà ufficialmente firmata il 14 marzo 2024, alle 11, nella sala conferenze “Giovanni Carbonara” all’interno degli uffici della soprintendenza a Palazzo Reale di Napoli, vede la partecipazione di importanti figure istituzionali e esperti del settore, tra cui Mariano Nuzzo, soprintendente ABAP area metropolitana di Napoli; Sergio Fiorentino, assessore alla Cultura di Massa Lubrense; Lucio Cacace, presidente AMP Punta Campanella; Tristano Dello Joio, presidente parco regionale dei Monti Lattari; Luca Di Franco, funzionario archeologo responsabile del sito; Riccardo Ruggiti, titolare Antica Sartoria Srl; Silvia Capasso, ornitologa; e Adriano Stinca, botanico. “L’accordo rappresenta un passo significativo verso la salvaguardia e la valorizzazione di un patrimonio unico nel suo genere, testimoniando l’importanza della collaborazione tra istituzioni e soggetti privati per la tutela del nostro patrimonio storico e ambientale”, ha detto il soprintendente Nuzzo. L’accordo, nato dalla convergenza di interessi tra enti pubblici e privati, mira a promuovere la conoscenza e la tutela del patrimonio culturale e ambientale dell’Isola d’Isca, situata nella parte di Area Marina Protetta ricadente nel territorio di Massa Lubrense. Tra gli obiettivi della convenzione c’è la realizzazione di interventi di conservazione del patrimonio culturale, la promozione della ricerca scientifica e della valorizzazione del territorio, nonché l’attivazione di progetti di educazione ambientale rivolti ai ragazzi. In particolare, la società Antica Sartoria Srl si impegna a collaborare per la valorizzazione dell’area nord-ovest dell’Isola d’Isca, dove si concentrano importanti resti archeologici. L’azienda si propone di sviluppare progetti finalizzati alla fruizione pubblica del sito, che dalla prossima estate sarà visitabile due volte al mese, nel rispetto della sua natura selvaggia e della sua importanza storico-archeologica. In occasione della firma dell’accordo, sarà inoltre organizzato un reading letterario a cura dell’attore e regista partenopeo Massimo Andrei, per sottolineare l’importanza culturale e artistica dell’iniziativa. È noto infatti il legame indissolubile tra l’Isola d’Isca e il grande Eduardo De Filippo, celebre drammaturgo che l’ha posseduta per lunghi anni, amandola come il suo incantevole “buen retiro”.

Pompei. In occasione della Giornata nazionale del Paesaggio apertura al pubblico del percorso verde fuori le mura che da piazza Anfiteatro, attraverso il Bosco Sacro e la passeggiata dei mandorli fino a Porta Sarno, si immette su Via dell’Abbondanza

pompei_parco_giornata-del-paesaggio-2024_apertura-percorso-verde-fuori-mura_locandinaIn occasione della Giornata nazionale del Paesaggio, giovedì 14 marzo 2024, a Pompei apertura al pubblico del percorso verde fuori le mura che da piazza Anfiteatro, lambendo la necropoli di Fondo Pacifico attraverso il Bosco Sacro e la passeggiata dei mandorli, percorre le mura e il perimetro esterno dell’Anfiteatro fino a Porta Sarno, immettendosi su Via dell’Abbondanza. A conferma che a Pompei archeologia, natura e paesaggio rappresentano un connubio inscindibile. Il 14 marzo 2024 il nuovo percorso – un itinerario alternativo nel verde, inclusivo e accessibile a tutti, immersi nella natura e nel paesaggio della storia – sarà inaugurato alle 12 dal direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel. Interverranno Matteo Tanteri, amministratore unico di Arbolia, e Carlo Grieco, CEO di Sa.gest, che hanno contribuito al rimboschimento dei siti del parco archeologico di Pompei e alla valorizzazione della biodiversità, Giovanni Minucci de Il Tulipano e dai ragazzi del liceo Pascal di Pompei. La mattinata ospiterà anche due diversi momenti di inclusione e svago con i ragazzi del Tulipano Art Friendly, giovani adulti con autismi e/o disabilità cognitive coordinati e guidati dalla cooperativa sociale “Il Tulipano” che collaborano con il Parco da oltre un anno in attività di raccolta di frutta e verdura, produzione di marmellate e succhi di frutta, laboratori di progettazione partecipata di aree inclusive. Con la presentazione delle attività di agricoltura sociale a Pompei e al Real Polverificio Borbonico di Scafati faranno provare le loro biciclette inclusive da utilizzare sotto il viale dei mandorli. Con le classi artistiche del liceo “E. Pascal” di Pompei si svolgeranno poi delle sessioni all’aperto di pittura del paesaggio e della natura con la realizzazione di pannelli che andranno ad arricchire gli spazi della “Casetta di Plinio”, la futura sede operativa, poco distante nel Parco, dei Ragazzi del Tulipano.

Bologna. Al museo civico Archeologico apre una mostra di monete e medaglie con protagoniste le due torri simbolo della città nell’ambito del progetto “Il Medagliere si rivela” in contemporanea al cantiere per la messa in sicurezza e il restauro della Torre Garisenda

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Medaglia in bronzo della Cassa di Risparmio di Bologna di Giuseppe Romagnoli (1927) conservata al museo civico Archeologico di Bologna: all’ombra del colle della Guardia si estende la città dalla quale si eleva la Garisenda fortemente convergente sull’Asinelli (foto bologna musei)

Asinelli e Garisenda sono le torri più celebri di Bologna, da molti secoli simbolo identificativo della città per i suoi abitanti e per i viaggiatori, e oggi per i numerosi turisti che la visitano. Tuttavia, quelle che oggi sono gli edifici iconici dello skyline bolognese, inizialmente si trovavano in un tessuto urbano caratterizzato dalla presenza di oltre 100 torri, oggi in amplissima parte scomparse o celate, superstiti, tra i palazzi del centro storico. Proprio la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda sono le protagoniste di una piccola esposizione di medaglie e di monete promossa dal museo civico Archeologico di Bologna nell’ambito del progetto “Il Medagliere si rivela” volto a far conoscere al grande pubblico la ricchissima raccolta numismatica del museo, giunto qui al suo terzo appuntamento dopo i precedenti focus “San Petronio rifondatore di Bologna” e “Natale in nummis. Iconografie del Natale nelle monete e nelle medaglie del Museo Archeologico”. L’esposizione, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini e liberamente fruibile nell’atrio del museo dal 13 marzo al 26 agosto 2024, consente la visione di 25 esemplari tra monete, conii e medaglie, che coprono un arco temporale compreso tra il XV e il XXI secolo. Nelle due giornate di giovedì 21 marzo e giovedì 4 aprile 2024, alle 16, sarà offerto al pubblico un incontro con Laura Marchesini, numismatica del museo civico Archeologico, che si soffermerà sugli aspetti più interessanti degli oggetti esposti.

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Grossone d’argento (1431-1438): moneta di papa Eugenio IV, conservata al museo civico Archeologico di Bologna. Ai piedi di San Petronio le due torri con la Garisenda quasi appoggiata agli Asinelli (foto bologna musei)

Le monete esposte coprono un arco cronologico che va dal XV al XVIII secolo. Le prime emissioni sono esemplari della zecca di Bologna dove al santo patrono Petronio si accompagna sempre il modellino della città, caratterizzato dalle mura e da numerose torri. Solo a partire dal XV secolo comincia a distinguersi più chiaramente, tra la selva turrita, l’iconica coppia delle due torri. Queste ultime restano simbolo ineludibile anche nella monetazione che segue gli sconvolgimenti politici e sociali dovuti all’arrivo di Napoleone in città. La sezione espositiva più interessante è caratterizzata dalle medaglie prodotte dal XVIII al XXI secolo. Si tratta per lo più di medaglie celebrative di personaggi bolognesi, i cui ritratti sono cesellati al dritto, mentre i rovesci ricordano episodi ed eventi legati alla storia della città, in molti casi identificata proprio dall’immagine della pendenza esasperata della Garisenda che si appoggia alla svettante torre degli Asinelli.

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Medaglia in argento di Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730) realizzata nel 1731 da Ferdinand de Saint Urbain e conservata al museo civico Archeologico di Bologna. La città di Bologna, illuminata dal sole raggiante è rappresentata non solo dalle due torri ma anche dalla torre della Specola dell’Istituto delle Scienze (foto bologna musei)

La mostra si propone di valorizzare non solo il patrimonio del museo ma desidera anche proporre un focus sulla storia locale attraverso la fortuna che l’immagine delle due torri ha conosciuto nella produzione numismatica, in una fase storica di particolare attenzione per la tutela e la conservazione dei due monumenti che coinvolge anche i musei civici. L’iniziativa del museo civico Archeologico apre infatti idealmente il racconto del cantiere avviato dal Comune di Bologna per la messa in sicurezza e il restauro della Torre Garisenda che dalla primavera 2024 avrà il suo fulcro al museo civico Medievale a Palazzo Ghisilardi. Un progetto culturale dalle finalità divulgative e didattiche per condividere con la cittadinanza e i turisti lo stato di avanzamento dei lavori di consolidamento strutturale e valorizzare, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie, la storia e l’assetto urbanistico del centro storico medievale più esteso conservato in Europa, con particolare riguardo al patrimonio culturale e monumentale “verticale” delle torri che caratterizza Bologna nel mondo.

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Medaglia in argento di Giambattista Martini (1706-1784) realizzata nel 1784 da Petronio Tadolini e conservata al museo civico Archeologico di Bologna. La Fama, mentre suona la tromba, è in volo su Bologna identificabile dalle due torri e dalla Basilica di San Luca (foto bologna musei)

Nonostante la loro fama, poco però si conosce delle ragioni e del contesto che portarono alla costruzione della Asinelli e della Garisenda, avvenuta tra la fine dell’XI e il XII secolo. La loro rappresentazione fa la prima comparsa nella monetazione locale agli inizi del XV secolo, in relazione con una delle fasi più significative dell’affermazione del Comune e dello spirito civico. A caratterizzarne l’immagine è la forte inclinazione della Garisenda rispetto alla torre degli Asinelli, pendenza che le arti figurative non hanno mancato di esasperare per rendere univoca l’identificazione, arrivando a trasformare l’immagine della diade in una vera e propria icona.