Napoli. Prorogata la direzione di Giulierini fino al 15 novembre 2023. E con la “Domenica al Museo”, il 1° ottobre ingresso gratuito e ultima occasione per la mostra “Picasso e l’antico”

Paolo Giulierini, direttore del Mann, nei depositi sotterranei delle Cavaiole (foto graziano tavan)
Torna la “Domenica al Museo”. E quello che per il museo Archeologico nazionale di Napoli doveva essere il primo giorno, dopo otto anni, senza il direttore Paolo Giulierini, sarà invece il primo giorno in deroga. È arrivata infatti dal ministero della Cultura la proroga del mandato di 45 giorni – fino al 15 novembre 2023 – per consentire l’espletamento del bando per il nuovo direttore. Intanto domenica 1° ottobre 2023 è aperto gratuitamente, senza prenotazione, dalle 9 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30, le operazioni di chiusura iniziano alle 19). Il biglietto è valido per le collezioni permanenti e le mostre. Sarà l’ultima occasione per visitare la mostra “Picasso e l’antico”, prorogata fino al 2 ottobre 2023.
Esclusivo. Il saluto quasi “intimistico” di Paolo Giulierini, direttore del Mann, giunto a fine mandato. Parole di affetto per la città di Napoli e il “suo” museo. In attesa di conoscere il proprio futuro

2015: Paolo Giulierini, direttore all’Archeologico di Napoli, proveniente dal museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (foto maec)

I direttori Paolo Giulierini (Mann) e Michail Piotrovsky (Ermitage) a San Pietroburgo nel 2018 (foto mann)

Paolo Giulierini, direttore del Mann, all’apertura del cantiere del mosaico di Alessandro nel 2021 (foto Marco Pedicini)

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, assiste all’apertura della cassa con il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, giunta al museo nel 2022 (foto valentina cosentino)

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano nel 2023 (foto graziano tavan)
30 settembre 2023, si chiude ufficialmente (salvo deroga, in attesa del nuovo bando) il mandato di Paolo Giulierini da direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, dove era arrivato il 1° ottobre 2015. Sarà ancora lui a guidare il “nuovo” Mann promosso dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a museo di prima fascia, o ci sarà un nuovo direttore? In questo breve saluto di fine mandato che fa attraverso archeologiavocidalpassato.com, Giulierini mostra il suo rapporto intenso e sincero con la città di Napoli e il “suo” museo, e per entrambi ha parole di affetto: lo si ama come un figlio. E non nasconde che ben volentieri lo seguirebbe ancora, anche se già grande e in grado di camminare con le proprie gambe.
“Lavorare otto anni in città come Napoli – assicura – è come in qualche modo aprire il cuore a un grande amore. Insomma questi sono stati anni importanti per la mia crescita, per l’affetto che la città mi ha dato, per l’impegno che ho cercato di fornire nel restituire una fiducia incondizionata da parte dei cittadini e delle istituzioni. Adesso si profila all’orizzonte una nuova fase. È molto importante non lasciare a metà il museo ed è per questo che abbiamo presentato tutti i progetti per il futuro (vedi Napoli. “Ecco il Mann del futuro”: il direttore Giulierini a chiusura del suo mandato annuncia progetti e interventi (tutti esecutivi già finanziati) per i prossimi cinque anni, a cominciare dai depositi e nuovi servizi nei sotterranei. Una strada tracciata ben precisa per il direttore che verrà. I dettagli e le considerazioni | archeologiavocidalpassato) che consegnano o a chi sta parlando o a un nuovo direttore una strada ben più chiara di quella che ho trovato io quando arrivai. Quindi io credo che onestamente sia importante amare il proprio lavoro, amare il proprio museo. Ma è un po’ come l’amore per i figli: bisogna predisporli e crescerli perché diventino grandi in autonomia a prescindere. Poi se ci sarà la possibilità di accompagnarli ancora, appunto come un figlio, lo faremo volentieri”.
Altino (Ve). Per “Passeggiate nel tempo” dell’associazione Enetiké visita guidata “Una piccola Roma ai margini della laguna” al sito archeologico di Altino e al museo nazionale con l’archeologa Sofia Trivellato
“Passeggiate nel tempo. Una piccola Roma ai margini della laguna”: visita al sito archeologico di Altino e al museo nazionale con l’associazione culturale Enetiké. Sabato 30 settembre 2023, alle 16, con l’archeologa Sofia Trivellato che condurrà la visita. Durata: 1 ora e mezza. Quota associativa di partecipazione: 17 euro/pax, (minori 6-12 anni: 8 euro). Include ingresso al museo e guida. Prenotazione obbligatoria. Iscrizione diretta al seguente link: https://forms.gle/6DPXXYTQpxnv6WLA7. Per qualsiasi altra informazione contattare l’associazione via mail enetike@gmail.com.

Suggestiva immagine del museo Archeologico nazionale di Altino ai margini della laguna di Venezia (foto drm-veneto)
Il museo Archeologico nazionale di Altino conserva i reperti archeologici più rappresentativi del centro veneto e romano di Altino, attivo tra VIII a.C. e V d.C. sul margine settentrionale della laguna che sarà di Venezia. La collezione è esposta in un edificio rurale ottocentesco riqualificato, che fa parte di un complesso architettonico composto di parti storiche e parti di nuova costruzione, ultimato nel 2014.

La strada romana basolata (che rea l’antico decumano) introduce oggi all’area archeologica del quartiere augusteo (foto drm-veneto)
L’area archeologica di Altino è la riserva archeologica della città sepolta. Una delle due aree visitabili conserva i resti della monumentale porta-approdo, che dal I secolo a.C. segnala l’ingresso settentrionale in città e il cardine urbano di collegamento con il centro abitato. Nell’altra area è visibile una piccola porzione del quartiere residenziale, dove spicca in straordinario stato di conservazione un tratto di strada urbana, pavimentata con basoli lapidei; su questa si affaccia la domus della Pantera, così chiamata per il mosaico bianco e nero dell’atrio, che mostra l’animale mentre si abbevera.
Vetulonia (Gr). Al museo Archeologico presentazione del catalogo e il nuovo docufilm dedicati alla mostra evento “Corpo a corpo”


Simona Rafanelli. direttrice del museo Archeologico “Isidoro Falchi”, mostra il catalogo della mostra “Corpo a corpo” appena arrivato a Vetulonia (foto muvet)
Arrivano a Vetulonia (Gr), dopo una corsa “fino all’ultimo respiro”, sabato 30 settembre 2023, alle 17.30, il catalogo e il nuovo docufilm dedicati alla mostra evento 2023 “CORPO A CORPO. Dalla bellezza classica dei capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla classicità del Bello nell’opera di Mitoraj”. Appuntamento al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia: alle 17.30, presentazione del nuovo catalogo della mostra temporanea 2023 con Clara Svanera, giornalista e scrittrice, e del docufilm “Corpo a corpo. Il viaggio”, di e con il regista Lorenzo Antonioni. Interverrà anche Stefano Cocco Cantini autore della colonna sonora del docufilm. A seguire, proiezione del cortometraggio e visita libera alla mostra temporanea. Ingresso gratuito.
Concordia Sagittaria (Ve). “Porte aperte. I magazzini archeologici si raccontano”: apertura straordinaria dei magazzini della soprintendenza con visite guidate
Sabato 30 settembre 2023 il museo nazionale Concordiese, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana Venezia e le province di Belluno Padova Treviso, e il Comune di Concordia Sagittaria organizzano “Porte aperte. I magazzini archeologici si raccontano” con l’apertura straordinaria dei magazzini archeologici della soprintendenza (ex magazzini Facchin) a Concordia Sagittaria in via Cavanella 65 dalle 15 alle 19. Visite guidate alle 15.30 e alle 17. Ingresso libero. Info: museo nazionale Concordiese di Portogruaro tel. 042172674.
Pompei. Nuove scoperte dagli scavi della IX Regio: trovate iscrizioni elettorali all’interno di una casa che invitano a votare un tale Aulus Rustius Verus, candidato per la carica di edile: il “voto di scambio” si promuoveva anche durante le cene. Notizie “in diretta” con l’E-Journal degli Scavi di Pompei. Zuchtriegel: “Esempio di trasparenza scientifica: siamo convinti che in questo Pompei sarà un modello a livello internazionale”

Pompei: scavi Regio IX, insula 10, civico 1. L’iscrizione sulla parete ovest del larario: A.R.V. AED. / D.R.P. OVF (foto parco archeologico pompei)
A.R.V. AED. / D.R.P. OVF –– i.e. A(ulum) R(ustium) V(erum) aed(ilem), d(ignum) r(ei) p(ublicae), o(ro) v(os) f(aciatis): “Vi esorto vivamente a votare per Aulo Rustio Vero, candidato edile, uomo degno della carica dello Stato”. L’appello elettorale non lo si legge su una parete di un edificio che si affaccia su una delle strade più frequentate della Pompei romana, ma all’interno della domus in corso di scavo al numero 1 dell’insula 10 della Regio IX, dove si intravede un “voto di scambio” promosso durante le cene: è la nuova scoperta giunta dagli scavi nella Regio IX finalizzati a migliorare le condizioni di conservazione delle case e botteghe lungo via di Nola. A riportare la scoperta nell’area centrale di Pompei è l’E-Journal degli Scavi di Pompei (http://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/il-larario-della-casa-ix-10-1/ e http://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/passione-elettorale-nelle-mura-domestiche-un-larario-una-macina-un-candidato/). Le iscrizioni invitano a votare un tale Aulus Rustius Verus, candidato per la carica di edile, un personaggio dell’ultima fase di vita di Pompei conosciuto già grazie a altre iscrizioni e che, insieme a Giulio Polibio, proprietario di una splendida casa su via dell’Abbondanza, negli anni Settanta del I sec. d.C. raggiunse la carica più alta della città, quella di duumvir.

L’affresco con Natura morta, del tipo xenia (doni ospitali) scoperto in una domus dell’insula 10 della Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)
Dopo la scoperta di una natura morta con focaccia e calice di vino (vedi Pompei. Nella Regio IX scoperto un affresco con un vassoio di benvenuto, del tipo xenia (doni ospitali), tra cui una “pizza”, una focaccia lontano antenato del piatto napoletano per eccellenza. L’intervento del direttore Zuchtriegel | archeologiavocidalpassato), ora è una serie di iscrizioni elettorali, l’equivalente antico dei manifesti e post elettorali di oggi, scoperte nell’ambiente che ospitava il larario, l’altare domestico della casa, a destare stupore.

L’iscrizione elettorale di Helvium Sabinum ritrovata nella Regio V a Pompei (foto parco archeologico pompei)
Normalmente, infatti, come ricorda Chaterine Chiavia, “i manifesti elettorali riempivano le mura delle abitazioni dei candidati e di influenti cittadini che decidevano di supportarli, ma anche le mura di taverne, botteghe, officine, circoli associativi, terme, teatri e locali di tutti, in piena sintonia con la dinamicità dei dintorni del Foro, delle piazzette, dei crocicchi e delle porte urbiche”. Ma c’era, però, “tutta una parte della campagna elettorale”, sottolineano Maria Chiara Scappaticcio e Gabriel Zuchtriegel nel saggio su E-Journal degli Scavi di Pompei, “che doveva articolarsi nelle mura domestiche, penetrandone le parti più intime. La presenza all’interno dell’abitazione potrebbe trovare una sua spiegazione nella prassi di organizzare, all’interno delle case dei candidati e dei loro amici, eventi e cene allo scopo di promuovere la campagna elettorale”.

Pompei: scavi Regio IX, insula 10, civico 1. L’iscrizione sulla parete sud del larario (foto parco archeologico pompei)

Pompei: Regio IX. insula 10, civico 1. Il larario: particolare del Genius patrisfamilias con cornucopia e patera che compie libagioni presso un altare circolare (foto parco archeologico pompei)
Messaggi elettorali si incontrano su tre delle pareti della stanza 12 della casa IX, 10, 1, in forma più o meno frammentaria. Insieme a messaggi giunti incompleti, la scrittura piuttosto rozza, decisamente meno calligrafica dei programmata (manifesti) elettorali che si incontrano lungo le strade di Pompei, potrebbe indurre a credere che sia propria di un’esercitazione (di uno scriptor?) e che ci si trovi, pertanto, davanti a prove di pennello di qualcuno che avrebbe dovuto, poi e altrove, dipingere questi messaggi; comparare il nostro caso con l’evidenza di quella che è stata reputata una sorta di officina scriptoria negli spazi di I, 7, 6 non può, però, guidare nella stessa prospettiva. L’ambiente è apparentemente tappezzato di propaganda elettorale ma l’elemento che ne caratterizza lo spazio funzionale è un larario particolarmente elaborato e ritrovato in ottimo stato di conservazione, con ancora i resti dell’ultima offerta deposti sul piano dell’altare in muratura.

Pompei: Regio IX, insula 10, civico 1. Il larario (foto parco archeologico pompei)

Pompei: Regio IX. insula 10, civico 1. Il deposito combusto sull’altare del larario (foto parco archeologico pompei)
Sull’altare in muratura del grande Larario (edicola sacra) dipinto, caratterizzato da due serpenti in stucco, noti in rarissimi confronti, sono stati, inoltre, rinvenuti resti di un’ultima offerta votiva, probabilmente avvenuta poco prima dell’eruzione. Le analisi archeobotaniche e archeozoologiche hanno permesso di identificare gli elementi che costituivano tale offerta e di riconoscere diverse azioni del rito effettuato. L’offerta era costituita principalmente da fichi e datteri che erano stati bruciati davanti all’altare. Il combustibile utilizzato è rappresentato dai numerosi resti frammentati di noccioli di oliva a cui era aggiunta la pigna con i pinoli, immancabile nei riti che caratterizzano soprattutto i larari. A chiusura del rito è stato posto un uovo intero direttamente sull’altare in muratura del larario. L’altare è stato poi coperto con una tegola. Sono state inoltre individuate le tracce di precedenti offerte che, oltre a quelle già identificate, includono i frutti della vite, pesce e carne di mammiferi.

Pompei: Regio IX. insula 10, civico 1. Il deposito combusto sull’altare del larario: frammenti di guscio d’uovo dal livello superficiale (A) e da quello più profondo (B) (foto parco archeologico pompei)

Pianta dell’insula 10 della Regio IX in corso di scavo (foto parco archeologico pompei)
“Lo studio di questo contesto molto interessante è un’operazione esemplare per due motivi”, dichiara il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel: “uno, è stata una collaborazione interdisciplinare tra Parco e Università che ha visto coinvolti archeologi, archeo-botanici, archeo-zoologi, archeo-epigrafisti, restauratori e architetti. Due, grazie all’E-journal degli scavi di Pompei, oggi possiamo condividere le nuove scoperte già durante lo scavo, quasi in diretta, secondo format e standard scientifici. Per quanto mi risulta, siamo il primo sito archeologico al mondo che pratica questa forma di trasparenza scientifica: siamo convinti che in questo Pompei sarà un modello a livello internazionale per una nuova forma di accessibilità dei dati grazie alle opportunità che ci offrono le tecnologie digitali. Il futuro dell’archeologia è qui”.

Pompei: Regio IX, insula 10: prospettiva della casa al civico 1 dall’ingresso (foto parco archeologico pompei)

Pompei: Regio IX, insula 10, civico 1. Iscrizione su una macina (foto parco archeologico pompei)
La casa, attualmente oggetto di scavo, apparentemente a un sostenitore di Aulo Rustio, forse un suo liberto o un amico, ospita anche un panificio caratterizzato da un grande forno, nei pressi del quale, alcuni mesi fa, furono trovate tre vittime dell’eruzione, due donne e un bambino, morti a causa del crollo del solaio durante la prima fase eruttiva. (http://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/ri-scavare-pompeinuovi-dati-interdisciplinari-dagli-ambienti-indagati-a-fine-800-di-regio-ix-10-1-4/). La presenza del panificio è un fattore tutt’altro che secondario, anche nell’ottica della campagna elettorale nell’antica Pompei, dove quello che oggi si definisce “voto di scambio” era all’ordine del giorno, come spiega Maria Chiara Scappaticcio, professoressa di latino all’università Federico II a Napoli e co-autrice dello studio appena pubblicato: “Edili e fornai collaboravano ai limiti della legittimità e, plausibilmente come Giulio Polibio, Aulo Rustio Vero potrebbe aver capito fin da subito, quando ancora brigava per diventare edile e nel pieno della sua campagna elettorale, che (soprattutto) di pane vive l’elettore”. Ciò potrebbe spiegare anche perché le iniziali del candidato, A.R.V., appaiono su una macina di pietra vulcanica, appoggiata nell’atrio della casa, dove nel momento dell’eruzione si stavano facendo lavori di ristrutturazione. Aulo Rustio Vero verosimilmente finanziava, direttamente, l’attività del panificio con scopi sia economici che politici.
Napoli. Il museo Archeologico nazionale partecipa alle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (1943-2023): mostra, annullo filatelico, libro, conferenza
Il museo Archeologico nazionale di Napoli partecipa alle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (1943-2023): appuntamento giovedì 28 settembre 2023, dalle 13 alle 20, tante iniziative guideranno il pubblico tra arte, storia e ricerca, alla scoperta della perenne attualità della memoria. Questo il programma: alle 13, inaugurazione della mostra “Hercules alla Guerra”, esposizione straordinaria dell’opera di Roberto Carignani dedicata alle Quattro Giornate di Napoli; 15-19, annullo filatelico dedicato e distribuzione della cartolina commemorativa; 17, presentazione del libro “Le Quattro Giornate di Napoli. Quasi un diario” di Ciro Raia (Guida editori); 20, conferenza “1940-1945: il Museo e la guerra attraverso le pagine del Taccuino napoletano di Amedeo Maiuri” a cura di Andrea Milanese con Alessandro Gioia. Letture di accompagnamento a cura di Angela Luppino.
Padova. A Palazzo Folco (aperto al pubblico per l’occasione) conferenza “La chiesa di Sant’Agnese a Padova: un nuovo luogo della cultura per la città. Dal recupero alla riqualificazione”. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria
Giovedì 28 settembre 2023, alle 17.30, in occasione dell’apertura straordinaria di Palazzo Folco, in via Aquileia, 7 a Padova – sede della Soprintendenza ABAP di Belluno Padova e Rovigo – che sarà visitabile dalle 17 alle 21, si terrà alle 17.30 la conferenza “La chiesa di Sant’Agnese a Padova: un nuovo luogo della cultura per la città. Dal recupero alla riqualificazione”. L’incontro vuole presentare al pubblico sia le scoperte archeologiche, che lo studio e la valorizzazione dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi condotti sotto l’alta sorveglianza del personale tecnico scientifico della Soprintendenza in occasione dell’intervento di recupero e di restauro della ex chiesa di Sant’Agnese a Padova, di recente acquisita dalla Fondazione Alberto Peruzzo (vedi Padova. Presentazione delle scoperte archeologiche e apertura al pubblico dell’ex chiesa di Sant’Agnese, dopo i lunghi e complessi interventi di recupero e restauro | archeologiavocidalpassato). Interverranno: Elena Pettenò, funzionario archeologo, Soprintendenza; Stefania Bonato, archeologo professionista; Stefano Tuzzato, archeologo professionista; Debora Tosato, assistente tecnico, Soprintendenza; Giordano Passarella, restauratore professionista. L’ingresso alla conferenza è gratuito con prenotazione obbligatoria (esclusivamente on line tramite il seguente link: https://forms.gle/BiB6dJkWkgS6YqKH9) fino a esaurimento dei posti. Per la visita a Palazzo Folco, dalle 17 alle 21, non è necessaria la prenotazione.
Verona. Al museo Archeologico nazionale “Aperitivo al Museo” con visita guidata alla mostra “Arena di carta” a pochi giorni dalla chiusura
A pochi giorni dalla chiusura della mostra “Arena di carta” (vedi Verona. Al museo Archeologico nazionale prorogata la mostra “Arena di Carta. 100 anni di Stagione lirica in Arena di Verona nei manifesti della Collezione Salce”: occasione per riscoprire un’esperienza artistica unica con protagonista il monumento antico simbolo della città: l’Arena | archeologiavocidalpassato), il museo Archeologico nazionale di Verona propone un ultimo appuntamento con “Aperitivo al Museo” nella suggestiva e colorata cornice creata dai manifesti d’epoca del museo nazionale Collezione Salce di Treviso dedicati al centenario della stagione lirica areniana: un’ultima occasione per brindare alla salute di Aida, Mefistofele, Radames e il Re di Lahore. Appuntamento il 30 settembre 2023, alle 18.30. Evento solo per maggiorenni. Costo totale dell’esperienza: 12 euro (comprensivo di ingresso al museo, visita guidata alla mostra e aperitivo). Prenotazione obbligatoria entro il 27 settembre 2023 (telefono: 346 5033652, mail: museovr@archeologica.it).
Il momento tanto atteso e più volte annunciato è arrivato: venerdì 29 settembre 2023, alle 18, al Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio si inaugura “Abitare a Ravenna” e “Pregare a Ravenna”, due nuove sezioni permanenti curate da Andrea Augenti, Fabrizio Corbara, Giovanna Montevecchi e Giuseppe Sassatelli, dove protagonista assoluta sarà l’arte del mosaico. Ingresso libero. Attraverso i nuovi approfondimenti, il Museo Classis esplora e affronta due aspetti cruciali della storia della città e del territorio: l’edilizia residenziale in età tardoantica e l’edilizia ecclesiastica. Con questa importante implementazione, il museo si arricchisce di una documentazione scientifica di grande pregio, legata in particolare ai mosaici antichi, attorno ai quali ruota tutto il concept espositivo. “Questo nuovo allestimento”, dichiara il presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli, “ha reso possibile il restauro e la sistemazione delle nuove opere, consentendone la restituzione alla fruizione pubblica, da sempre al centro della mission di RavennAntica. Inoltre i reperti presentati, provenienti non solo da alcuni scavi della zona di Ravenna, ma anche da siti limitrofi, consentono al Classis Ravenna di rilanciarsi fortemente come museo della città e del territorio”.
Commenti recenti