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Appia antica (Roma). Al Complesso di Capo di Bove il convegno “EByRome. L’epigrafia di Roma ‘bizantina’: le iscrizioni greche e medievali di Roma e del Lazio (sec. VI–XV)”: presentazione del progetto dedicato al censimento e allo studio delle epigrafi greche medievali, conservate o perdute, di Roma e del Lazio

Sabato 7 febbraio 2026, alle 10, nella sala conferenze del Complesso di Capo di Bove, in via Appia Antica 222 a Roma, il parco archeologico dell’Appia Antica ospita il convegno “EByRome. L’epigrafia di Roma ‘bizantina’: le iscrizioni greche e medievali di Roma e del Lazio (sec. VI–XV)”. L’incontro propone una presentazione generale del progetto di ricerca PRIN 2022 EByRome, dedicato all’epigrafia bizantina di Roma e del Lazio e finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Il progetto, coordinato dal prof. Francesco D’Aiuto, nasce dalla collaborazione tra l’università di Roma Tor Vergata e Sapienza università di Roma e si propone il censimento e lo studio delle epigrafi greche medievali, conservate o perdute, di Roma e del Lazio (secoli VI–XV). Si tratta di un patrimonio di grande rilevanza storica e culturale, mai finora raccolto e analizzato in modo unitario, che testimonia il ruolo centrale di Roma nel dialogo continuo con il mondo bizantino ed ellenofono nel corso del Medioevo. Il convegno è rivolto a un pubblico ampio e intende offrire un quadro introduttivo sull’epigrafia bizantina di Roma e del Lazio, attraverso la presentazione di alcuni casi di particolare interesse. Intervengono Francesco D’Aiuto, Paolo De Rossi, Alessandra Giuliano, Andrea Luzzi, Francesca Potenza, Mariafrancesca Sgandurra. Modera Lorenzo Bianchi.

PROGRAMMA. Salle 10, Saluti istituzionali: Luana TONIOLO (direttrice del parco archeologico dell’Appia Antica, delegata del direttore generale Musei Massimo Osanna); 10.30, Francesco D’AIUTO – Andrea LUZZI, “Un progetto di ricerca sull’epigrafia bizantina di Roma, e il centenario della Rivista di studi bizantini e neoellenici”; 10.50, Francesca POTENZA, “Parole scolpite, incise, dipinte: la varietà delle iscrizioni greche medievali dell’Urbe”; 11.10, Maria Francesca SGANDURRA, “Lost and found: le sillogi manoscritte come ponte tra perdita materiale e conservazione della memoria epigrafica”; 11.30, Paolo DE ROSSI – Alessandra GIULIANO, “Il greco nelle iscrizioni quattrocentesche: un aspetto insondato dell’Umanesimo romano”; 11.50, Discussione.

 

Roma. All’’auditorium del museo dell’Ara Pacis giornata conclusiva del convegno “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 3”, dal titolo “Cronache contemporanee delle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione” a cura di Sapienza università. Ecco il programma

Sabato 7 febbraio 2026, dalle 9.30 alle 13, all’auditorium del museo dell’Ara Pacis, in via di Ripetta 190 a Roma, giornata conclusiva del convegno “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 3”, dal titolo “Cronache contemporanee delle Mura Aureliane: interventi e strategie di valorizzazione”. Nel corso dell’ultimo decennio, le tre università di Roma – Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre – e la sovrintendenza Capitolina hanno promosso momenti di incontro per la condivisione e l’organizzazione di attività di ricerca scientifica sulle Mura Aureliane, eccezionale testimonianza monumentale di quasi diciotto secoli di storia. Frutto di questa collaborazione interdisciplinare sono stati due convegni “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 1. Da Aureliano a Onorio” (Roma Tre, 2015); “Le Mura Aureliane nella storia di Roma. 2. Da Onorio a Niccolò V” (Tor Vergata, 2017). Il terzo convegno, dal titolo “Le Mura Aureliane nella storia di Roma 3. Dal XVI secolo all’età contemporanea”, è coordinato da Sapienza e finanziato nell’ambito del PRIN 2022.

PROGRAMMA. Modera i lavori Rita Volpe. Interventi: Giuliana Barilà, “Sito 1 multintervento Mura Aureliane, dalla programmazione al collaudo passando attraverso la Milestone PNRR Caput Mundi”; Cristina Carta, Alessandra Cerrito, Lorenzo Conte, Marina Marcelli, Raffaele Piatti, “Nuovi dati sulle soluzioni tecnico-costruttive delle Mura Aureliane dai recenti sondaggi”; Valentina Cocco, Livia De Andreis, Valentina Borghese, “Metodologie di restauro delle Mura Aureliane”; Paolo Mazzanti, Jessica Clementi, Marina Marcelli, Cristina Carta, “Il Piano straordinario di monitoraggio delle Mura Aureliane”. Pausa caffè. Takuro Ogawa, “3D Surveying, Modeling Techniques, and Analytical Perspectives on the Aurelian Walln Walls”; Tommaso Empler, Carlo Inglese, Marina Marcelli, “Porta San Paolo: HBIM per la documentazione e valorizzazione digitale del patrimonio fortificato romano”. Marina Formica, conclusioni.

 

Verona. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini: duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con reperti dedicati al mondo dei Giochi antichi

Da venerdì 6 febbraio a lunedì 16 marzo 2026 al museo Archeologico nazionale di Verona è possibile visitare la mostra “Giochi d’inverno. Emozioni e giochi cittadini, duemila anni fa”, realizzata nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, all’interno di una rassegna che i musei nazionali del Veneto dedicano alle Olimpiadi invernali con la presentazione di opere e reperti dedicati all’inverno, allo sport e con esso alla cura del corpo. Sono esposti per l’occasione alcuni significativi reperti, provenienti dai depositi, dedicati al mondo dei Giochi antichi, in particolare nell’età romana. L’esposizione mira a valorizzare la storia e il territorio della regione del Veneto, il patrimonio artistico-culturale, materiale e immateriale nel segno dello Sport, della natura e dell’uomo. La visita all’esposizione è compresa nel regolare biglietto d’ingresso, nei giorni e nei consueti orari di apertura. Info: 045.591211; drm-ven.museoverona@cultura.gov.it

 

Olimpiadi Milano-Cortina. Nelle sedi di Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi basata su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzata in collaborazione con il parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri

Olimpiadi Milano-Cortina: a Casa Italia la ricostruzione virtuale della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia (foto mic)

Grazie alla collaborazione tra il CONI e il parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, il tour in realtà virtuale della Tomba delle Olimpiadi, una delle più affascinanti testimonianze dell’arte pittorica etrusca, è protagonista a Casa Italia, il quartier generale dell’Italia olimpica durante i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. Attualmente, grazie ad uno straordinario prestito del PACT, i pannelli originali della Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia sono esposti all’interno della mostra “I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni”, organizzata e promossa dalla Fondazione Luigi Rovati a Milano. Dal 6 febbraio 2026 il pubblico nelle sedi di Casa Italia può dunque ammirarne anche la ricostruzione virtuale che permette ai visitatori di esplorare integralmente l’ambiente originario e di osservare gli affreschi con un livello di dettaglio difficilmente raggiungibile durante la visita fisica. Un lavoro di ricostruzione basato su studi, fonti storiche e iconografiche, realizzato in collaborazione con il PACT – parco archeologico di Tarquinia e Cerveteri.

Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia: rilievi preparatori per la ricostruzione virtuale (foto skylabstudios)

Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle più avanzate tecnologie immersive, Skylab Studios ha realizzato un tour virtuale che permette di entrare letteralmente all’interno della tomba, vivendo un’esperienza unica tra storia, innovazione e patrimonio culturale. Il tour offre una ricostruzione dettagliata degli affreschi, scene e simboli che raccontano il legame tra mondo etrusco e cultura sportiva. L’esperienza è arricchita da hotspot informativi, disponibili in italiano e inglese, che approfondiscono la storia della tomba, le circostanze della sua scoperta nel 1958 alla vigilia dei Giochi di Roma 1960, le tecniche pittoriche e il significato delle discipline sportive raffigurate.

La Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia e la sua ricostruzione (foto mic)

Per completare il percorso, Skylab Studios ha sviluppato un avatar digitale ispirato all’iconografia della tomba, realizzato con tecniche di intelligenza artificiale generativa, che accompagna i visitatori offrendo un punto di vista unico sul significato simbolico e rituale dello sport nel mondo antico. Questa esperienza è parte integrante del percorso di visita di Casa Italia durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026: una postazione dedicata con visori VR permette a ospiti, delegazioni e visitatori di vivere in prima persona l’emozione di questo viaggio nel tempo, valorizzando il patrimonio italiano in una delle vetrine internazionali più importanti al mondo.

 

Palestrina (RM). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile la conferenza “L’ager gabinus nell’età del Bronzo” con Francesco di Gennaro nell’ambito della mostra “Gabii: le origini”

A Palestrina (RM) inizia subito il ciclo di conferenze previste nell’ambito della mostra “Gabii: le origini”, aperta fino al 31 ottobre 2026 al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste (vedi Palestrina (Rm). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii  | archeologiavocidalpassato). Appuntamento venerdì 6 febbraio 2026, alle 17, nella sala conferenze del Palazzo dell’ex Seminario Vescovile del Foro di Praeneste, con la conferenza “L’ager gabinus nell’età del Bronzo” con Francesco di Gennaro. Partecipazione gratuita, fino a esaurimento dei posti.

L’archeologo Francesco di Gennaro (foto gatc)

Francesco di Gennaro, studioso di riferimento per l’archeologia protostorica e delle antichità italiche, ha dedicato le sue ricerche all’età del Bronzo e del Ferro nell’Italia centrale e all’organizzazione degli insediamenti del territorio medio tirrenico. Funzionario e dirigente del ministero della Cultura, ha ricoperto incarichi di responsabilità scientifica e di tutela in importanti contesti del Lazio e come Soprintendente nei musei e in diverse regioni italiane. Ha svolto inoltre attività didattica universitaria come professore a contratto di Antichità Italiche all’università di Cassino.

 

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del “Catalogo del museo dell’Agro Veientano a Palazzo Chigi di Formello. Museo di territorio da Wunderkammer a Clef des Songes”: due volumi a cura di Iefke van Kampen, direttore del museo dell’Agro Veientano

Venerdì 6 febbraio 2026, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del “Catalogo del museo dell’Agro Veientano a Palazzo Chigi di Formello. Museo di territorio da Wunderkammer a Clef des Songes I-II”, Formello 2024. Introduce Vittoria Lecce, funzionario archeologo museo ETRU. Presentano i volumi Gilda Bartoloni, Sapienza Università di Roma; Paolo Liverani, università di Firenze. Sarà presente la curatrice Iefke van Kampen, direttore del museo dell’Agro Veientano. Ingresso gratuito in sala Fortuna fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it

I due volumi curati da Iefke van Kampen, direttore del museo dell’Agro Veientano, accolgono i saggi di 34 autori. Nel sottotitolo, si fa riferimento al Museo di Curiosità del Cardinale Flavio Chigi, Cardinal nepote di Alessandro VII, un tempo ospitato nello stesso Palazzo e storico “antecedente” del museo. Il secondo termine, riprende l’opera più famosa delle incisioni di Jean-Pierre Velly, appunto La Clef des Songes, opera con cui l’artista bretone nel 1966 vinse il Prix de Rome. Dopo il periodo del borsato all’Accademia di Villa Medici, l’artista scelse Formello come luogo per abitare e lavorare e la collezione delle sue incisioni è la parte più “moderna” del patrimonio del museo.

 

Castiglione Olona (Va). Al museo della Collegiata il convegno “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione” a cura di Luca Polidoro e Laura Marazzi: un aggiornamento scientifico sui nuovi dati emersi dalle indagini

Venerdì 6 febbraio 2026, dalle 9 alle 13, al museo della Collegiata di Castiglione Olona, in via Cardinal Branda 1 a Castiglione Olona (Va), il convegno “Archeologia in Valle Olona. Novità e ricerche a Castelseprio e Castiglione” a cura di Luca Polidoro (Direzione regionale Musei nazionali Lombardia) e Laura Marazzi (Museo della Collegiata di Castiglione Olona), promosso dalla direzione regionale Musei nazionali Lombardia e dal museo della Collegiata di Castiglione Olona. L’incontro intende offrire un aggiornamento scientifico sui nuovi dati emersi dalle indagini, rivolgendosi in particolare ad appassionati, studiosi, professionisti e operatori del settore. Accesso libero e gratuito, senza prenotazione.

PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali e apertura dei lavori: Rosario Maria Anzalone, direttore regionale Musei nazionali Lombardia; Giuseppe Scotti, responsabile Ufficio Beni culturali della Diocesi di Milano; Beatrice Maria Bentivoglio-Ravasio, soprintendente ABAP CO, LC, SO, VA. Alle 9.20, Prima sessione: Alfredo Lucioni, già università Cattolica del Sacro Cuore e CSPA Varese, “Castelseprio e Castiglione: ascesa e declino di due centri di potere nel Seprio medievale”; Daniela Locatelli, soprintendenza ABAP CO, LC, SO, VA; Sabrina Luglietti, Matilde Vanetti, Alice Faccin, Federica Pruneri, Archeo Solutions, “Ricerche archeologiche al Museo della Collegiata. Appunti per una storia di Castiglione Olona”; Mauro Reali, liceo Banfi di Vimercate, “Un servo del Municipium Comum, da Castiglione Olona”; 10.15, coffee break. Alle 10.30, Seconda sessione: Luca Polidoro, direzione regionale Musei nazionali Lombardia; Stefania Felisati, Paolo Sbrana, Studio Ar.Te., “Le indagini archeologiche nell’avancorpo della chiesa di San Paolo a Castelseprio”; Federica Matteoni, Chiara Pupella, Marco Sannazaro, Mauro Vassena, università Cattolica del Sacro Cuore, “Quando nasce Castelseprio? Prime considerazioni sulla fase tardoantica della “Casa medievale”; Alexandra Chavarria Arnau, Gian Pietro Brogiolo, Maurizio Marinato, università di Padova, “Nuovi dati sulla chiesa di San Giovanni (campagna di scavo 2025)”; Caterina Giostra, università Cattolica del Sacro Cuore; Delfina Consonni, Leonardo De Vanna, Archeologi liberi professionisti; Mario Rottoli, Elisabetta Castiglioni, Laboratorio di Archeobiologia di Como; Giovanna Bosi, Paola Torri, Marta Mazzanti, università di Modena e Reggio Emilia, “Scavi e ricerche presso la casa-forte: un aggiornamento”; Francesco Muscolino, direzione regionale Musei nazionali Sardegna, “Novità epigrafiche da Castelseprio”; 12.20, discussione conclusiva; 12.40, visita al complesso della Collegiata di Castiglione Olona.

 

Incontro online di aggiornamento “Il corretto utilizzo del plugin dedicato ai dati archeologici dell’Emilia-Romagna” promosso dalle soprintendenze ABAP dell’Emilia-Romagna

Le soprintendenze ABAP dell’Emilia-Romagna organizzano l’incontro online di aggiornamento “Il corretto utilizzo del plugin dedicato ai dati archeologici dell’Emilia-Romagna”, giovedì 5 febbraio 2026, alle 16. Incontro in diretta streaming. Il link per accedere alla diretta, i contenuti on demand e ulteriori info sono disponibili all’indirizzo: https://emiliaromagna.cultura.gov.it/archeodb/. Incontro di aggiornamento sul corretto utilizzo del plugin ArcheoDB, il Geodatabase dei siti oggetto di interventi e/o ritrovamenti archeologici, pienamente interoperabile con il Geoportale Nazionale per l’Archeologia (GNA), adottato come strumento obbligatorio per la raccolta sistematica dei dati archeologici sul territorio regionale. Saranno presi in esame alcuni dei problemi segnalati dagli utenti e/o dai funzionari preposti al controllo della documentazione: il corso è quindi aperto a tutti, ma rivolto in particolare a gli archeologi già in possesso delle conoscenze di base dell’utilizzo del plugin.

Palestrina (Rm). Al Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii 

Dal 31 gennaio al 31 ottobre 2026 il Palazzo dell’ex Seminario Vescovile al Foro di Praeneste, a Palestrina (RM) ospita la mostra “Gabii: le origini”, a cura di Martina Almonte, Marco Fabbri e Federica Zabotti, che racconta la nascita di Gabii, una delle più antiche città del Lazio preromano a partire dal paesaggio alle prime comunità, dalle residenze d’élite alle necropoli; il percorso espositivo si focalizza sulle prime testimonianze di scrittura che resero Gabii un centro culturale di primaria importanza nell’antico Lazio (Latium Vetus). Articolata in due sezioni, “Gabii: le origini” riunisce in un unico luogo, reperti provenienti da altri Istituti del ministero della Cultura, come il museo nazionale Romano – Terme di Diocleziano, il museo nazionale etrusco di Villa Giulia – Villa Poniatowski e il museo delle Civiltà – MUCIV, assieme a manufatti inediti e in corso di studio venuti alla luce da recenti campagne di scavo presso il sito.

 

Santa Maria Capua Vetere (Ce). All’anfiteatro Campano gli studenti dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio” mettono in scena “Fulgens: storia di una scintilla” nell’ambito del programma della Fondazione Milano Cortina 2026 Olimpiade Culturale

Nell’ambito del programma della Fondazione Milano Cortina 2026 Olimpiade Culturale, giovedì 5 febbraio 2026, dalle 9 alle 13.30, all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere (Ce) va in scena “Fulgens: storia di una scintilla”. L’iniziativa, promossa dalla direzione regionale Musei nazionali Campania e dalla direzione dell’Anfiteatro, del museo Archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo di Santa Maria Capua Vetere, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere e con l’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, intende celebrare le origini della gladiatura e il loro legame con i giochi funebri del mondo italico e con la tradizione letteraria classica – in particolare Omero e Virgilio – evidenziando come i valori agonistici, rituali e sociali dell’antichità siano confluiti nelle Olimpiadi moderne. Proprio nell’area antistante l’Anfiteatro campano – in origine area di necropoli che ospitava i giochi funebri in onore dei defunti – viene esposta la base per tripode che ospitò la fiamma olimpica negli anni Sessanta, rafforzando il dialogo simbolico tra passato e presente. Durante la mattinata, all’interno dell’Anfiteatro, gli studenti mettono in scena “Fulgens: storia di una scintilla” coinvolgendo il pubblico dei visitatori presenti in una connessione profonda tra la fiamma olimpica e la figura di Spartaco, simbolo di riscatto e dignità. Il fuoco, elemento sacro del mondo antico, diventa metafora di una sfida condivisa e di uno spirito olimpico che, ieri come oggi, invita a superare i limiti, a spezzare le catene dell’oppressione e a tendere verso ideali universali di libertà e speranza.

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere (foto mic)

Lo spettacolo, ideato e realizzato dagli studenti dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, prende le mosse dalla Grecia arcaica e dall’episodio dei giochi funebri in onore di Patroclo (Omero, Iliade, vv. 257 ss.), per svilupparsi in una carrellata di scene che ripercorrono la storia delle Olimpiadi dalle origini ai nostri giorni. Il racconto, accompagnato da musica e danza, attraversa epoche di guerra e di pace, momenti di esclusione e di inclusione, soffermandosi in particolare sulla loro evoluzione nei giochi gladiatori, che trovarono nell’Anfiteatro dell’antica Capua uno dei luoghi più significativi. Il programma della giornata prevede i saluti istituzionali del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Antonio Mirra; del direttore dell’Anfiteatro campano, Antonella Tomeo; della dirigente scolastica dell’I.S.I.S.S. “Amaldi-Nevio”, Rosaria Bernabei, e la presentazione del progetto extracurricolare curato dai professori Renata D’Angelo, Natascia De Gennaro e Alfredo Troiano. Verrà illustrato il percorso didattico e creativo che ha condotto alla realizzazione dell’iniziativa e proposto un intervento introduttivo dedicato alla fiaccola olimpica, simbolo di pace, continuità e dialogo tra i popoli.

Antonella Tomeo, direttrice dell’Anfiteatro, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo (foto bmt)

“Eventi come questo confermano il ruolo del museo e dell’Anfiteatro campano come luoghi vivi, capaci di mettere in dialogo il patrimonio archeologico con le giovani generazioni e con i grandi temi del presente. In concomitanza con il viaggio della fiamma olimpica, lo spazio che fu teatro della gladiatura e della storia di Spartaco diventa occasione per riflettere sui valori della dignità umana, della libertà e dell’inclusione, riaffermando la funzione civile e sociale dei nostri luoghi della cultura”, così Antonella Tomeo, direttrice dell’Anfiteatro, del Museo archeologico nazionale dell’antica Capua e del Mitreo commenta l’iniziativa rivolta a un pubblico di tutte le età e pienamente accessibile alle persone con disabilità, con misure volte a garantire inclusione e partecipazione.