Ostia antica (Roma). Al parco archeologico “Storie d’Archivio”: visita guidata all’Archivio Fotografico del parco archeologico di Ostia antica con la responsabile Marina Lo Blundo
Giovedì 12 febbraio 2026, alle 15, il parco archeologico di Ostia antica propone “Storie d’Archivio”: visita guidata all’Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica con Marina Lo Blundo. Appuntamento davanti all’Antiquarium all’interno degli Scavi di Ostia (circa 10 minuti a piedi dall’ingresso). Evento gratuito con prenotazione obbligatoria a pa-oant.archiviofotografico@cultura.gov.it. I partecipanti devono ritirare il biglietto gratuito in biglietteria all’ingresso degli Scavi. Vera memoria storica degli Scavi, fondato nel 1909 da Dante Vaglieri, l’Archivio Fotografico degli Scavi di Ostia racconta attraverso le sue migliaia di immagini tutto lo sviluppo degli scavi e dei restauri di Ostia antica (e non solo) dal 1909 fino a noi. Nel corso della visita, condotta all’interno dell’Archivio, dalla responsabile Marina Lo Blundo, ci si concentrerà sulle fotografie storiche, impresse su lastra di vetro e sul fondo fotografico Raissa Calza, preziosissimo e che presto sarà oggetto di una grande opera di valorizzazione.
Pechino. Aperte al museo nazionale della Cina le mostre “Pompei. Un’eterna scoperta” (con 88 reperti dal Mann) e “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo” a conclusione delle celebrazioni per il 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. Gli interventi di Giuli e Sirano

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli inaugura al museo nazionale di Pechino la doppia mostra “Pompei Palladio” (foto mic)

Rilievo votivo attico, originale greco degli inizi del IV sec. a.C., da Pompei, conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Ottantotto reperti dai depositi del museo Archeologico nazionale di Napoli sono in mostra al National Museum di Pechino: il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha infatti inaugurato il 4 febbraio 2026 le mostre “Pompei. Un’eterna scoperta” e “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo”, ospitate eccezionalmente in contemporanea al museo nazionale della Cina in programma sino ad ottobre 2026, a conclusione delle celebrazioni per il 55° anniversario dello stabilimento delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, e rappresentano uno dei principali progetti di cooperazione culturale tra i due Paesi. “Queste due mostre sono la brillante affermazione della condivisione della conoscenza e rappresentano uno splendido esempio di diplomazia culturale”, ha affermato il ministro Giuli durante la cerimonia inaugurale, alla presenza del ministro della Cultura e del Turismo cinese, Sun Yeli, e del direttore del museo nazionale, Luo Wenli. “Pur nella loro diversità, le esposizioni dialogano tra loro come due capitoli di un unico grande racconto: quello della civiltà italiana nel suo continuo confronto con il mondo. Il racconto degli scavi di Pompei e il genio di Andrea Palladio sono tasselli del grande mosaico dell’identità culturale italiana. Siamo orgogliosi di presentarli in questo prestigioso museo al pubblico di Pechino e della Cina”.

Coppa profonda da vino (Kantharus) con centauro e amorino, dalla Casa dell’Argenteria, conservata al museo Archeologico naziomale di Napoli (foto mann)
La mostra “Pompei. Un’eterna scoperta” (4 febbraio – 10 ottobre 2026) ricostruisce la storia degli scavi della città vesuviana dal 1748 alle più recenti campagne archeologiche. Promossa dal museo Archeologico nazionale di Napoli e dal parco archeologico di Pompei, è organizzata in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e il museo nazionale della Cina, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino. “Il Mann promuove questa esposizione non soltanto prestando numerosi reperti, ma anche cooperando, dal punto di vista scientifico, a un percorso suggestivo sulla perenne attualità del mito di Pompei ed Ercolano”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. “Il viaggio culturale intrapreso non finisce qui: è allo studio un nuovo progetto espositivo che, presso il nostro Museo, sarà ancora una volta dedicato ai rapporti culturali tra Oriente e Occidente”. L’esposizione propone una selezione significativa di opere provenienti da Pompei ed Ercolano, con particolare attenzione alle più recenti scoperte archeologiche e ai risultati degli studi condotti negli ultimi anni. Attraverso affreschi, sculture, elementi decorativi e materiali della vita quotidiana, la mostra offre una lettura articolata del mondo romano, soffermandosi sull’organizzazione degli spazi urbani e sulle dinamiche sociali, economiche e culturali delle città vesuviane.

Guido Beltramini (Palladio Museum Vicenza) illustra la mostra “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo” al museo nazionale di Pechino (foto mic)
La mostra “Geometria, armonia e vita. L’architettura di Andrea Palladio dall’Antichità al Classicismo” (4 febbraio – 16 maggio 2026) presenta per la prima volta al pubblico asiatico un progetto unitario dedicato ad Andrea Palladio, raccontando la diffusione dell’architettura palladiana, in dialogo con l’architettura cinese. Con la curatela congiunta italiana – del Centro Internazionale di Studi Andrea Palladio – e cinese, è realizzata dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, in collaborazione con il museo nazionale della Cina, il Palladio Museum di Vicenza e Treccani.
Crotone. Al museo Archeologico nazionale chiuso quattro mesi per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive
Il museo Archeologico nazionale di Crotone sarà chiuso dal 9 febbraio al 2 giugno 2026 per lavori di rimozione delle barriere fisiche e cognitive. Un intervento strategico della Missione 1 del PNRR – Cultura 4.0, pensato per rendere la visita più accessibile, fluida e inclusiva: un museo davvero “per la prossima generazione”. In cantiere percorsi più leggibili e accessibili, l’eliminazione delle barriere fisiche e cognitive, nuovi strumenti di comunicazione per una fruizione più chiara e partecipata. Spiegano alla direzione: “Lavoriamo oggi per offrirvi domani un museo più accogliente, aperto e comprensibile”
Torre del Greco (Na). A Villa Sora messo in luce dalle ricerche del parco archeologico di Ercolano un nuovo ambiente che restituisce decorazioni di alta qualità, apparati pittorici e tracce di un cantiere in attività al momento dell’eruzione del 79 d.C.
A Villa Sora di Torre del Greco (Na) nel parco archeologico di Ercolano messo in luce un nuovo ambiente che restituisce decorazioni di alta qualità, apparati pittorici e tracce di un cantiere in attività al momento dell’eruzione del 79 d.C. A distanza di oltre trent’anni dalle ultime indagini sistematiche Villa Sora torna a raccontare la propria storia. Le nuove ricerche archeologiche avviate nel novembre 2025 stanno restituendo dati di grande interesse su una tra le più significative ville marittime del Golfo di Napoli, offrendo nuove chiavi di lettura su un complesso di straordinaria ricchezza, ancora in larga parte da esplorare. “I risultati dello scavo di Villa Sora confermano l’importanza della ricerca archeologica come strumento essenziale di conoscenza”, commenta il direttore generale Musei Massimo Osanna. “Le nuove evidenze consentono non solo di acquisire dati inediti, ma di restituire aspetti concreti della vita quotidiana di una grande villa marittima, improvvisamente interrotta dall’eruzione del 79 d.C. Questo avanzamento della conoscenza offre basi più solide per rafforzare i percorsi di valorizzazione del sito e per rendere più consapevole e articolato il suo racconto al pubblico”.

Un ambiente affrescato di Villa Sora, straordinario complesso residenziale d’età romana a Torre del Greco (foto paerco)
Il nuovo intervento, condotto dal Parco archeologico di Ercolano, consente di ampliare in modo significativo il quadro conoscitivo della villa, portando all’individuazione di contesti finora non esplorati e a una ricostruzione più puntuale delle fasi di vita della residenza, bruscamente interrotte dall’eruzione del 79 d.C. Le indagini si sono concentrate sul fronte nord-orientale della villa, dove è stato documentato un ambiente di dimensioni contenute, circa 10 mq, ma di eccezionale qualità decorativa. Il progetto di scavo si inserisce nella Campagna nazionale di scavi archeologici promossa dalla Direzione generale Musei, avviata nel 2024 con l’obiettivo di sostenere una ricerca programmata e continuativa sull’intero territorio nazionale. La campagna, rafforzata nel 2025 da uno stanziamento complessivo di 4,8 milioni di euro, consente di dare continuità agli interventi avviati e di ampliare l’azione su scala nazionale. A Villa Sora, il finanziamento di 150.000 euro ha permesso di riattivare un percorso di conoscenza già avviato, ponendo le basi per un più ampio e strutturato programma di studio e valorizzazione dell’area archeologica.
I frammenti pittorici rinvenuti, riferibili alle pareti e al soffitto, restituiscono un programma decorativo di grande raffinatezza. Le pareti, impostate su un fondo scuro scandito da fasce in rosso cinabro, erano animate da elementi figurativi, tra cui aironi disposti attorno a un candelabro dorato. Il soffitto, a fondo chiaro, era ornato da ghirlande, fregi e figure mitologiche: tra queste emergono grifi inseriti in un ricco repertorio ornamentale e la figura di un centauro in movimento, di notevole qualità pittorica.
Di particolare significato è il contesto in cui questi apparati decorativi sono stati rinvenuti. All’interno dell’ambiente erano presenti tre ciste in piombo finemente decorate, riconducibili alla medesima officina, insieme a elementi architettonici in marmo bianco di elevata qualità, tra cui un capitello conservato in eccellenti condizioni. La qualità della lavorazione, realizzata esclusivamente a scalpello, e la presenza di ulteriori frammenti marmorei – tra cui un secondo frammento di capitello – indicano con chiarezza uno stoccaggio intenzionale di elementi destinati a un intervento architettonico in corso. L’insieme di questi dati restituisce l’immagine di un ambiente utilizzato come deposito o spazio di cantiere, confermando l’ipotesi che la villa fosse interessata da lavori edilizi al momento dell’eruzione.
La lettura stratigrafica ha consentito di ricostruire con chiarezza la sequenza degli eventi distruttivi, mettendo in evidenza l’impatto delle colate piroclastiche che investirono le strutture edilizie e provocarono il collasso delle coperture, del soffitto e il successivo cedimento delle pareti. Un quadro che restituisce con forza la violenza della catastrofe. Edificata intorno alla metà del I secolo a.C. e oggetto di successivi rifacimenti fino al momento della distruzione, Villa Sora si sviluppava lungo la linea di costa con un impianto scenografico, articolato su terrazze digradanti verso il mare. L’estensione stimata del complesso, pari a circa 150 metri lungo il litorale, restituisce l’immagine di una dimora di alto livello, dotata di ambienti residenziali e di rappresentanza di grande raffinatezza.
Roma. Dall’8 febbraio per oltre due mesi, fino al 12 aprile, ogni domenica visite guidate gratuite (in italiano e in inglese) alla grande mostra “La Grecia a Roma” ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli: oltre 150 opere tra sculture, rilievi e reperti archeologici, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta
Da domenica 8 febbraio 2026 al via il ciclo di visite guidate gratuite alla grande mostra “La Grecia a Roma”, in corso ai Musei Capitolini, Villa Caffarelli, a Roma, fino al 12 aprile 2026 che, attraverso un corpus eccezionale di 150 capolavori originali greci, alcuni mai esposti prima, svela l’incontro artistico che ridefinì identità, potere e bellezza nella Roma antica. Al fine di comprendere al meglio l’esposizione, per cittadini italiani e turisti stranieri, sarà possibile partecipare, per oltre due mesi, a visite guidate gratuite. Gli incontri si svolgeranno ogni domenica, da domenica 8 febbraio 2026, per una durata di 75 minuti e con due turni, in due diverse lingue: alle 11.30 in italiano e alle 16.30 in inglese. La partecipazione è gratuita e libera fino a esaurimento dei posti disponibili con prenotazione obbligatoria al numero 060608.
Per chi visita la mostra in autonomia, la mostra “La Grecia a Roma” offre un ulteriore strumento innovativo e coinvolgente: l’audioguida scaricabile tramite la piattaforma amuseapp – startup italiana che utilizza l’intelligenza artificiale per digitalizzare l’esperienza museale. Tale supporto è stato ideato con l’intento di approfondire le opere esposte, arricchendo la visita con chiavi di lettura aggiornate. Arte e tecnologia si incontrano infatti in un percorso che integra audiodescrizioni delle opere, contenuti multimediali e testi descrittivi. L’audioguida, inclusa gratuitamente nel biglietto e fruibile sul proprio dispositivo cellulare, è disponibile nella doppia lingua, italiano e inglese, ed è progettata per adattarsi a pubblici diversi. Accanto al percorso principale, infatti, è disponibile anche un itinerario dedicato all’accessibilità, pensato per facilitare la fruizione da parte di persone con esigenze specifiche, confermando l’attenzione verso un’esperienza culturale realmente inclusiva.
Il visitatore può utilizzare l’audioguida lungo il percorso espositivo tramite QR code presenti nelle sale senza alcun download obbligatorio, oppure scaricando l’applicazione Amuseapp da Google Play Store o dall’App Store per un’esperienza mobile dedicata. In questo modo l’utente può continuare a esplorare i contenuti online, approfondire, condividere, anche dopo aver terminato la visita. Gli itinerari possono essere consultati e scaricati anche dal sito dei Musei Capitolini. “La Grecia a Roma” è promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
LA MOSTRA. Con oltre 150 opere tra sculture, rilievi e reperti archeologici, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta, la mostra racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. Un viaggio che parte dalla fondazione di Roma e attraversa i secoli fino all’età imperiale, restituendo la straordinaria forza con cui l’arte greca penetrò la società romana: dapprima attraverso gli scambi commerciali e l’importazione di raffinati manufatti, poi grazie alle conquiste nel Mediterraneo Orientale, che portarono a Roma capolavori di inestimabile valore — statue in marmo e bronzo, argenti cesellati, pitture e arredi di lusso. Queste opere, spesso collocate in piazze, edifici pubblici e giardini, trasformarono il volto della città e contribuirono alla ridefinizione dei modelli estetici e culturali romani. Anche negli spazi privati l’arte greca fu sinonimo di distinzione e potere.
Tra i numerosi capolavori esposti spiccano i grandi bronzi capitolini, eccezionalmente riuniti, affiancati da monumenti chiave come la magnifica stele dell’Abbazia di Grottaferrata e le sculture di Niobidi dagli Horti Sallustiani, che furono disperse tra Roma e Copenaghen. Un ritorno dal forte valore simbolico è rappresentato da una scultura acroteriale femminile della celebre collezione rinascimentale del cardinale Alessandro Peretti Montalto, venduta oltre due secoli fa e oggi finalmente di nuovo visibile a Roma. Presenti anche dei reperti inediti, come le ceramiche attiche recentemente rinvenute in scavi archeologici presso il Colosseo e qui esposte al pubblico per la prima volta. Il percorso espositivo è arricchito da un apparato multimediale con videoproiezioni che accompagnano il visitatore in un viaggio immersivo alla scoperta del passato.
Appia antica (Roma). A febbraio visite guidate alla scoperta del monumento più identificativo del parco archeologico: il complesso che comprende il Mausoleo di Cecilia Metella, il Castrum Caetani e la chiesa di San Nicola. Ecco le date
A febbraio 2026 nuovi appuntamenti con le visite guidate a cura dal personale del parco archeologico dell’Appia antica (Roma), che conducono alla scoperta di quello che forse è il monumento più identificativo del parco archeologico dell’Appia Antica: il complesso che comprende il Mausoleo di Cecilia Metella, il Castrum Caetani e la chiesa di San Nicola. Le visite guidate sono in programma domenica 8 febbraio, alle 11 e alle 15; sabato 14 febbraio, alle 11 e alle 15, con Metella Unexpected: una speciale visita guidata alla scoperta della parte nascosta del Mausoleo di Cecilia Metella-Castrum Caetani. In questa visita guidata il monumento simbolo dell’Appia svela il suo volto segreto. È un’occasione unica per visitare il fronte nord, solitamente chiuso al pubblico, ed ammirarne l’imponenza. Domenica 22 febbraio, alle 11 e alle 15; e sabato 28 febbraio, alle 11 e alle 15. Ingresso in via Appia Antica 161, Roma
Per partecipare selezionare il biglietto “Visita guidata | Mausoleo di Cecilia Metella” e la tariffa: intero 8 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegliere tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico. Il biglietto consente l’accesso, nell’arco della stessa giornata e senza prenotazione, ai siti di Antiquarium di Lucrezia Romana, Mausoleo di Cecilia Metella, Complesso di Capo di Bove, Villa dei Quintili-Santa Maria Nova.
Borgomanero (No). A Villa Marazza presentazione del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e medioevo: Quiregium-Cureggio” a cura Angela Guglielmetti e Giancarlo Andenna
Il 7 febbraio 2026, alle 15, a Villa Marazza di Borgomanero (No) presentazione del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e medioevo: Quiregium-Cureggio” a cura Angela Guglielmetti e Giancarlo Andenna (Sap Libri). Gli autori in dialogo con Furio Sacchi (università Cattolica di Milano) e Gabriele Sartorio (soprintendenza per i Beni e le Attività culturali della Valle d’Aosta).

Copertina del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e medioevo: Quiregium-Cureggio” a cura Angela Guglielmetti e Giancarlo Andenna.
Il libro offre approfondimenti e riflessioni sull’importante complesso battesimale paleocristiano e poi romanico di Cureggio (No) e sulla storia della comunità rurale e dei personaggi che ne determinarono la costruzione. Il libro restituisce un’immagine pluristratificata, dove gli importanti ritrovamenti archeologici avvenuti a partire dall’Ottocento sino ad anni recenti sono contestualizzati nel più ampio quadro degli eventi storici del comprensorio Novarese fra età preromana e Medioevo. Con grande sintesi interdisciplinare, la pubblicazione accoglie in sequenza cronologica il contributo di 23 autori, importanti docenti universitari e funzionari degli Enti preposti alla tutela del Patrimonio nazionale, specialisti e studiosi locali, giovani ricercatori, intervenuti a Giornate di Studi e Conferenze organizzate al TAM di Cureggio, o coinvolti appositamente in questo progetto editoriale. Un contributo finale illustra il Progetto del TAM – Spazio Multimediale sul Tardo Antico e il Medioevo Novarese, al cui allestimento e progressivo sviluppo hanno concorso le ricerche che finalmente confluiscono in questa pubblicazione. L’edizione del libro “Una comunità rurale della valle dell’Agogna fra età romana e Medioevo: Quiregium – Cureggio” rappresenta un nuovo tassello di un progetto di cura del territorio, crescita culturale e consapevolezza storica rivolti alla comunità di Cureggio e all’intero comprensorio Novarese come anche a livello scientifico un qualificato strumento di sintesi per le future ricerche.
Norma (Lt). Al museo civico Archeologico si inaugura “Doni alle dee di Norba. Dai depositi del Museo Nazionale Romano al Museo di Norma”, l’allestimento dei materiali architettonici e votivi concessi dal Mnr nell’ambito del progetto “Il museo fuori dal Museo”
Nell’ambito del progetto “Il museo fuori dal Museo”, il 7 febbraio 2026, alle 11, sarà inaugurato l’allestimento dei materiali architettonici e votivi concessi in deposito al museo civico Archeologico di Norma (Lt) dal museo nazionale Romano. Appuntamento al museo civico Archeologico di Norma in via della Liberazione a Norma (Lt) con “Doni alle dee di Norba. Dai depositi del Museo Nazionale Romano al Museo di Norma” con conferenza inaugurale alla quale seguirà una visita guidata al nuovo allestimento a cura di Ártemis Culture APS. Dopo i saluti Istituzionali di Elena Palazzo, assessore al Turismo della Regione Lazio, e Andrea Dell’Omo, sindaco del Comune di Norma, intervengono Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano, “Il Museo Nazionale Romano in rete con il territorio”; Alessandro Betori, soprintendente SABAP Frosinone e Latina, “Territorio e Musei locali nell’impegno della Soprintendenza per le province di Frosinone e Latina”; Stefania Quilici Gigli, direttrice del museo civico di Norma, “Il Museo Archeologico di Norma e il Parco di Norba tra ricerca e intrecci di dialogo”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

















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