Catania. Al Mondadori Bookstore presentazione del libro “Il leone e il cammello: Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia”, l’ultima opera dello storico Carlo Ruta
Venerdì 14 novembre 2025, alle 17.30, al Mondadori Bookstore di piazza Roma a Catania, in collaborazione con l’area multimediale del “Laboratorio degli Annali di storia”, presentazione del libro “Il leone e il cammello: Cristianità e Islam dagli Altavilla a Federico II di Svevia”, l’ultima opera dello storico Carlo Ruta (Edizioni Mediterranee). Modera Santa Sorbello. Il libro propone uno sguardo esplorativo del XII e del XIII secolo nel Regnum normanno e svevo e nei paesi che con il Regnum insulare e peninsulare meglio interagivano, colti da prospettive inconsuete, che più pongono in risalto fatti notevoli sotto il profilo dell’organizzazione dei saperi, dell’elaborazione delle lingue e delle arti letterarie, dei percorsi scientifici e dei contatti interculturali. Gli scenari sono quelli di una età di mezzo poco immaginata, che incubò strutture e risorse nodali lungo gli itinerari che condussero alla modernità, lanciando esperienze e messaggi che ancora oggi fanno riflettere.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia il convegno “Prodotti Sostenibili per un Restauro di Qualità. Il Ninfeo di Villa Giulia come cantiere d’eccellenza”
Venerdì 14 novembre 2025, dalle 14.30 alle 18.30, in Sala della Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, il convegno “Prodotti Sostenibili per un Restauro di Qualità. Il Ninfeo di Villa Giulia come cantiere d’eccellenza”, che si propone di esplorare i prodotti sostenibili per il restauro, con un focus sul quadro normativo europeo e internazionale; e di presentare i benefici dei prodotti detergenti a base enzimatica per la rimozione selettiva di patine biologiche, attraverso il racconto del Ninfeo di Villa Giulia come cantiere di successo per qualità e impatto ambientale. Partecipazione gratuita in presenza previa iscrizione al link. Il programma. L’arch. Anna Turrina di Brenta S.r.l. introduce alla “Green Conservation” con l’intervento “Sicurezza e Qualità dei prodotti enzimatici per la pulitura delle superfici”; Miriam Lamonaca, funzionario restauratore di ETRU, parla di “ETRU Greener” con l’intervento “Il restauro e la gestione del piano di manutenzione del Ninfeo di Villa Giulia”; chiude la visita guidata al Ninfeo e racconto del cantiere di Villa Giulia a cura di Francesca Gioia e Maria Rosaria Esposito Piccolo, decoratrici e tecnici di restauro di De.Co.Re. Srl.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Giacomo Boni nella memoria del Novecento” a cura di Sandro Consolato, Tommaso Alessandroni, Christian Scimiterna (L’Erma di Bretschneider)
Venerdì 14 novembre 2025, in Curia Iulia, alle 17.30, per iniziativa del parco archeologico del Colosseo, presentazione del libro “Giacomo Boni nella memoria del Novecento” a cura di Sandro Consolato, Tommaso Alessandroni, Christian Scimiterna (L’Erma di Bretschneider) che inaugura la collana “Foro Romano Palatino – Scavi e Ricerche. Supplementi e monografie” della Rivista del Parco Archeologico del Colosseo (1-2025) e rende omaggio a una delle figure più emblematiche dell’archeologia italiana del Novecento, Giacomo Boni, esplorando la sua eredità scientifica e culturale nel contesto della memoria del secolo scorso. Ingresso libero da largo della Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti al link https://boni14novembre.eventbrite.it. Diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. Dopo i saluti istituzionali di Alfonsina Russo, capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale; e di Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo; presentano il libro, alla presenza degli autori, Domenico Palombi e Massimo De Vico Fallani.

Copertina Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “Giacomo Boni nella memoria del Novecento” a cura di Sandro Consolato, Tommaso Alessandroni, Christian Scimiterna (L’Erma di Bretschneider)
Giacomo Boni nella memoria del Novecento. Il libro, arricchito da 189 illustrazioni d’archivio, si propone come un’ampia ricostruzione della memoria e della figura dello studioso veneziano Giacomo Boni (1859–1925). L’opera offre una selezione di testi scritti da archeologi, storici, artisti, scrittori e giornalisti italiani e stranieri che conobbero Boni o ne analizzarono l’attività, testimoniando il lascito culturale e scientifico lungo il Novecento: testi raccolti e commentati criticamente da Sandro Consolato, tra i maggiori conoscitori odierni di Giacomo Boni, Tommaso Alessandroni e Christian Scimiterna. Una raccolta che documenta la ricezione e la fortuna di Boni nella cultura italiana ed europea nei primi due terzi circa del Novecento, attraverso le voci e le testimonianze di gran parte di quelli che lo conobbero o in qualche modo ebbero a che fare con lui: scrittori, artisti, filosofi, giornalisti, viaggiatori, archeologi e architetti. Un’opera di notevole importanza scientifica, che per la prima volta consentirà agli storici e agli appassionati di contestualizzare correttamente la figura di Giacomo Boni e di comprenderne appieno la posizione e il ruolo svolto nel più ampio contesto della storia culturale italiana ed europea.
Pordenone. Al museo Archeologico del Friuli Orientale presentazione del libro “Anche le statue parlano” con l’autore Edoardo De Angelis, tratto dalle visite teatralizzate nei musei di A.C. CulturArti
Giovedì 13 novembre 2025, alle 18, in sala conferenze del museo Archeologico del Friuli Orientale, Bastia di Torre, in via Vittorio Veneto 21 a Pordenone, presentazione del libro “Anche le statue parlano” con l’autore Edoardo De Angelis tratto dalle visite teatralizzate nei musei. Coordina l’incontro Andrea Giunto, conservatore del museo Archeologico del Friuli Occidentale. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Il libro, nato da un progetto dell’A.C. CulturArti ed edito da Readaction Editrice (2025), è la cronaca di un’avventura iniziata per caso, che prosegue con crescente successo nelle sale di molti straordinari musei, tra impalcature di Fantasia, pagine di Storia, elementi di Cultura, slanci d’Amore, frammenti di Bellezza, respiri d’Arte e una piccola quota di sorriso. Le statue parlano, se impariamo ad ascoltarle. E ogni pietra, come ogni parola, può custodire una storia. Nel dialogo tra passato e presente, De Angelis intreccia la forza evocativa della parola con il fascino dell’archeologia, dell’arte e della storia, dando voce a opere che hanno attraversato i secoli per parlare ancora oggi all’uomo contemporaneo. Un racconto che unisce sensibilità artistica, profondità storica e una rara capacità poetica e narrativa.
Parma. All’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta per il ciclo di incontri “Pigorini. Cent’anni dopo 1925 – 2025” la conferenza “Città d’Umbria e i cosiddetti castellieri liguri dell’Appennino Parmense” con Angelo Ghiretti, archeologo e presidente deputazione Storia Patria per le province parmensi
Giovedì 13 novembre 2025, alle 17, all’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta, la conferenza “Città d’Umbria e i cosiddetti castellieri liguri dell’Appennino Parmense” con Angelo Ghiretti, archeologo e presidente deputazione Storia Patria per le Province parmensi, terzo incontro – dopo la pausa estiva – del ciclo di conferenze “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025” dedicato al grande archeologo Luigi Pigorini, padre dell’archeologia preistorica italiana. L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’associazione Arkheoparma e Amici della Pilotta con il patrocinio dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Nel 1865 Pigorini, giovanissimo, contraddice un noto studioso dell’epoca e dichiara che le strutture note come “città d’Umbria” non sono i resti di una città italica, bensì di una fortificazione medievale. La datazione di questo sito (e di altri analoghi tra Parmense e Piacentino) è stata oggetto di infiniti dibattiti. Solo dalla fine del XX secolo, oltre cent’anni dopo le prime controversie, l’accurato esame delle fonti storiche e le ricerche sul campo, non limitate a questo solo sito, hanno consentito finalmente di fare chiarezza: i cosiddetti “castellieri liguri” dell’Appennino parmense, tra cui naturalmente Città d’Umbria, sono il risultato dell’incastellamento, ossia della ricerca e della fortificazione di luoghi già naturalmente protetti, che caratterizza l’Alto Medioevo, in particolare tra X e XIII secolo.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo ETRUlegge presentazione del libro “La parola che cura. Uso e maluso della psicoanalisi oggi” di Simona Argentieri (La Nave di Teseo)
Come è mutata la cura psicologica, sia nella spesso confusa domanda di aiuto, sia nell’offerta di rimedi da parte della psicoanalisi classica, ad oggi accompagnata dalle oltre 300 scuole di psicoterapia abilitate dal Ministero in Italia? Una risposta nel libro “La parola che cura. Uso e maluso della psicoanalisi oggi” di Simona Argentieri, edito da La Nave di Teseo in collaborazione con la Fondazione Meyer, che viene presentato giovedì 13 novembre 2025, alle 17.45, in Sala Fortuna al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, per il ciclo ETRUlegge. L’autrice sarà in dialogo Maddalena Santeroni. Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata all’indirizzo mail: presentazioni11@yahoo.com
La parola che cura. Uso e maluso della psicoanalisi. Nel cuore della medicina – e ancor più nella psicoanalisi – si apre uno spazio essenziale e spesso trascurato: quello del “prendersi cura”, che va oltre la diagnosi e il trattamento, per abbracciare la complessità umana, affettiva e relazionale del paziente. In questo libro, scritto con rigore e passione, Simona Argentieri esplora con lucidità e calore i significati profondi della cura, le sue ambiguità contemporanee, le derive linguistiche, i rischi dell’eccessiva idealizzazione e le zone d’ombra delle pratiche terapeutiche. Tra riferimenti clinici, esperienze personali, riflessioni teoriche e osservazioni di costume, il volume intreccia psicoanalisi, medicina ed etica per esplorare in profondità il significato della cura: dalle funzioni di accudimento al rapporto mente-corpo, dalla prevenzione alla sofferenza psichica, fino al tema tormentato dei rapporti tra medicina e Intelligenza Artificiale, trattato nel capitolo finale da Cosimo Prantera. Un saggio autorevole e coinvolgente che invita a ripensare la cura non come un gesto tecnico, ma come una relazione complessa e irriducibilmente umana, restituendole la sua densità affettiva e teorica e smontando luoghi comuni e semplificazioni. Una lettura rivolta a medici, psicologi, terapeuti, ma anche a chiunque si interroghi sul senso dell’accudimento, della responsabilità e della relazione con l’altro.
Simona Argentieri è medico psicoanalista. Accanto all’attività clinica, è impegnata nel campo della bioetica. Si è occupata di indagare i processi mentali precoci e il rapporto mente-corpo; ha lavorato anche sui processi creativi e sui rapporti tra arte e psicoanalisi, in particolare rispetto al cinema.
Padova. Ai musei Eremitani la conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia…e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati (unipd), quinto appuntamento del ciclo “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)” a cura di Michele Cupitò e Silvia Paltineri (unipd). E a Palazzo Zuckermann la mostra “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità” curata da Asolati
Giovedì 13 novembre 2025, alle 17.30, in sala del Romanino, ai Musei Eremitani di Padova, la conferenza “Un legame inaspettato tra Padova, Venezia…e il giovane Pigorini studioso di numismatica” con Michele Asolati, numismatico del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, quinto appuntamento del ciclo di conferenze “Padova per l’archeologia preistorica e protostorica a 100 anni dalla morte di Luigi Pigorini (1925-2025)”, organizzato dalle cattedre di Preistoria e Protostoria ed Etruscologia e antichità italiche, del dipartimento di Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con il Comune e i Musei Civici di Padova e con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Luigi Pigorini è stato il padre fondatore della Paletnologia in Italia tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo, guadagnandosi in questo modo fama internazionale e anche la nomina a Senatore del Regno nel 1912. “Meno noto”, spiega Asolati, “è il fatto che, accanto agli studi preistorici, in giovane età aveva coltivato un vivo interesse anche in campo numismatico. Tale interesse era indirizzato sia alle serie antiche, in particolare romane, sia soprattutto verso la moneta moderna di produzione emiliana, specie della famiglia Farnese. Esito di questa attenzione dedicata alla moneta e ad altre categorie di manufatti di interesse numismatico, quali per esempio i sigilli, sono state numerose pubblicazioni monografiche e su riviste italiane, date alle stampe soprattutto durante il periodo in cui fu direttore del regio museo d’Antichità di Parma che conservava una ricca collezione di monete antiche, medievali e moderne. Non a caso il Catalogo generale del regio museo d’Antichità di Parma, del quale Pigorini pubblicò innanzi tutto nel 1868 l’Appendice I, esordisce proprio con il repertorio delle monete italiane: la recensione del volume, apparsa sul Bullettino di Numismatica Italiana edito nel giugno del 1868, plaude all’Egregio Conservatore del R. Museo d’antichità di Parma, il sig. D. L. Pigorini, già noto come valente nummografo, e al Catalogo stesso, terminando con l’augurio che l’egregio signor Dott. Luigi Pigorini trovi degli imitatori negli altri Conservatori dei Musei Nazionali”.

Monete conservate nel Medagliere del museo Archeologico dii Parma, nel Complesso della Pilotta (foto complesso pilotta)
“I suoi lavori in questo campo e la sua funzione al museo di Parma”, continua Asolati, “gli permisero di prendere e coltivare contatti con molti dei più importanti studiosi italiani della moneta antica e post-antica, contatti dei quali si conserva traccia nell’epistolario conservato presso il Fondo Pigorini dell’università di Padova, nonché in molti altri epistolari dei suoi corrispondenti. Proprio da questa documentazione emerge come Pigorini abbia avuto relazioni significative anche con l’ambiente dei numismatici veneti, specie veneziano e padovano. A Venezia fu in contatto con Vincenzo Lazari, direttore del museo Correr e notissimo studioso di moneta veneziana e italiana in genere, mentre a Padova fu in relazione epistolare con la dirigenza dell’allora neonato museo Bottacin, una istituzione civica con una spiccata vocazione numismatica. Conobbe in questo modo sia il fondatore del Museo, Nicola Bottacin, sia il primo conservatore, Carlo Kunz. Tale legame con il museo Bottacin ha ancora oggi un riscontro materiale che va oltre lo scambio epistolare, perché Pigorini, secondo il costume dell’epoca, cedette a questo istituto molte monete romane repubblicane e medievali e moderne di zecche italiane del museo d’Antichità di Parma. Di queste è possibile rintracciare ancora oggi la connessione con il Pigorini numismatico grazie ai registri e agli inventari del museo Bottacin di Padova. Per questo motivo – conclude Asolani – una parte è di questi esemplari è stata esposta alla mostra dedicata al collezionismo numismatico padovano, intitolata “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità. La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento” (Padova, Palazzo Zuckermann, 26 settembre-16 novembre 2025)”.
Mostra “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità. La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento”. Da uno straordinario tesoro antico disperso al collezionismo numismatico del XIV secolo, fino alle collezioni che ancora oggi alimentano e rendono preziose le raccolte delle istituzioni cittadine. È forte il legame di Padova con il mondo della moneta antica. Ed oggi a testimoniarlo, portando alla luce anche preziosi documenti e reperti inediti, sono tre pilastri culturali della città: il Comune di Padova con i Musei civici, l’università di Padova con il dipartimento dei Beni culturali e la Biblioteca del Seminario vescovile di Padova. Insieme presentano la mostra “Medaglie incomparabili…di…sublime antichità. La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento”, realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. L’esposizione, ospitata a Palazzo Zuckermann fino al 16 novembre 2025, propone di ripercorrere la tradizione numismatica del territorio illustrando con monete, medaglie, coni, manoscritti, fotografie e libri a stampa, non solo le collezioni ancora oggi presenti a Padova, ma anche il rapporto con la cultura padovana e veneta, ancora oggi radicata e vitale.
Ercolano. Bruciati in pochi giorni i biglietti per la riapertura straordinaria delle Terme Suburbane, il complesso termale romano meglio conservato al mondo. Un’occasione per conoscere il restauro in corso
Neanche il tempo di annunciare la riapertura straordinaria delle Terme Suburbane di Ercolano, uno dei luoghi più affascinanti e meglio conservati del mondo romano, per tre sabati dal 15 al 29 novembre 2025, che il parco archeologico di Ercolano ha subito avvisato che “i biglietti delle ultime date per le visite straordinarie al cantiere delle Terme Suburbane di Ercolano sono terminati. Grazie a tutti i nostri visitatori appassionati che ci accompagnano alla scoperta di questo fantastico patrimonio”. Il pubblico che è riuscito a garantirsi un biglietto avrà nuovamente l’opportunità di entrare in un cantiere di restauro unico nel suo genere e di ammirare da vicino un autentico gioiello dell’antica città. Le visite, come detto, si terranno sabato 15 novembre 2025, sabato 22 novembre 2025, e sabato 29 novembre 2025, con due turni di visita per ciascuna giornata: 1° turno, dalle 10.30 alle 11.30; 2° turno, dalle 11.30 alle 12.30. Per ogni turno massimo 10 partecipanti. L’iniziativa, che consente ai visitatori di accedere a un’area normalmente chiusa al pubblico, ha già riscosso un entusiasmo straordinario: ogni turno disponibile nelle precedenti aperture è andato esaurito in pochi giorni.
Un complesso unico al mondo. Le Terme Suburbane, situate tra la cinta muraria e l’antico arenile, rappresentano il complesso termale romano meglio conservato al mondo. Originariamente costruite come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi, una delle più influenti di Ercolano, furono successivamente aperte all’uso pubblico. Il sito conserva ancora oggi pavimenti marmorei di pregio, decorazioni in stucco e pittura di altissima qualità, le rarissime porte lignee originali e un innovativo sistema di riscaldamento “a samovar” delle piscine calde, unico al mondo per stato di conservazione. Questi elementi straordinari testimoniano la raffinatezza e il prestigio della società ercolanese, oltre alla grande attenzione che i Romani dedicavano al benessere, alla cura del corpo e alla vita sociale.
Un’occasione per conoscere il restauro in corso. L’apertura straordinaria è resa possibile grazie a un importante progetto di restauro e valorizzazione, interamente finanziato con fondi pubblici statali e realizzato in collaborazione con il Packard Humanities Institute, che da quasi venticinque anni affianca il parco archeologico di Ercolano nella tutela e nella conoscenza del sito. Questa formula consente al pubblico di vivere un’esperienza unica: scoprire le straordinarie architetture e decorazioni del complesso termale e, al tempo stesso, osservare da vicino le attività di restauro in corso.
Prenotazione e biglietti. Le visite sono disponibili esclusivamente su prenotazione e con biglietto integrato di 20 euro (comprensivo di ingresso al Parco e di visita alle Terme Suburbane) il cui ricavato sarà destinato a sostenere i restauri del parco archeologico di Ercolano. Anche per le visite alle Terme sono previste le gratuità a norma di legge.
Bolzano. Con la conferenza del prof. Rainer Weissengruber sull’importanza della Via Claudia Augusta iniziano gli eventi collaterali della mostra “Artifices: i creatori dell’arte” al Centro Trevi – TreviLab in collaborazione con il museo nazionale Romano
Il 21 novembre 2025, alle 17, al Centro Trevi – TreviLab di Bolzano si inaugurerà la mostra “Artifices: i creatori dell’arte”, terzo appuntamento del progetto pluriennale “Storie dell’arte con i Grandi Musei”, ideato da Antonio Lampis e promosso dall’assessorato alla Cultura italiana della Provincia di Bolzano e realizzato dall’Ufficio Cultura in collaborazione con il museo nazionale Romano. La mostra presenta una selezione di reperti significativi, espressione dell’eccellenza artigianale romana e veicolo di alcuni degli aspetti più rappresentativi della cultura materiale dell’antichità. Attraverso ceramiche tipiche, prodotti di lusso e sculture che approfondiscono il concetto di copia tipico del mondo romano, la mostra racconta dei cambiamenti sociali e delle trasformazioni culturali del territorio di Roma e dei suoi abitanti dall’età repubblicana alla fine dell’Impero.
Anche quest’anno la mostra sarà l’occasione per approfondire alcune tematiche più prettamente legate al territorio, tra le quali l’importanza della Via Claudia Augusta, arteria stradale che collegava la città di Altinum (Altino, vicino Venezia) a Donauwörth (Germania) e che venne costruita dai romani nel I sec. d.C., dopo la loro conquista di questi territori. L’importanza di questa arteria, attiva anche durante il Medioevo quale luogo di transito, di scambi commerciali, di circolazione di arti e mestieri, sarà oggetto di una conferenza tenuta dal prof. Rainer Weissengruber, che si tiene martedì 11 novembre 2025, alle 17.30, nella sede della Società Dante Alighieri in via Portici 30 a Bolzano. Un secondo appuntamento anticiperà l’inaugurazione della mostra: giovedì 13 novembre 2025, alle 17.30, al TreviLab la prof.ssa Francesca Boldrer, docente all’università di Macerata, terrà una conferenza dedicata alle origini di Roma, esplorando le radici sociali e culturali della città attraverso le fonti storiche e letterarie latine, in un affascinante viaggio tra mito e realtà.
Gli eventi collaterali proseguiranno per tutta la durata dell’esposizione. Per gli appassionati di archeologia sono in programma tre visite guidate al sito romano bolzanino di Pons Drusi, previste nel 2026 per il 23 gennaio, il 20 febbraio e il 20 marzo. Il sito, scoperto nel 2016 sotto il Centro di Riposo Grieserhof, nel quartiere di Gries, è stato oggetto di un importante intervento di musealizzazione da parte della Provincia di Bolzano ed è oggi visitabile solo su prenotazione. Per l’occasione i visitatori potranno ammirare i resti di un edificio pubblico romano, di una villa decorata con raffinati mosaici e alcuni reperti, testimonianza dell’alto livello di insediamento e della qualità della cultura materiale in epoca imperiale anche in queste regioni alpine.
“L’esposizione”, sottolinea Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana, “fa seguito alla mostra Antichi Egizi: maestri dell’arte (2023), curata dal Museo Egizio di Torino e, nel 2024, la mostra Etruschi: artisti e artigiani realizzata in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma. Il progetto ha l’ambizione di accompagnare il pubblico in un viaggio alla scoperta delle civiltà antiche e di raccontare, anno dopo anno, come si è evoluta nel corso dei secoli la figura dell’artista, da artigiano altamente specializzato ad artista socialmente riconosciuto, vero e proprio autore delle proprie creazioni”.
Torino. Al museo Egizio la conferenza “The international Multaka Network: the evolving role of museums as places of belonging, in a world shaped by migration” con Nicola Jane Nash Bird, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino
Con l’evolversi della società, anche la pratica museale cambia, riflettendo una comprensione più profonda della posizione e della rilevanza delle istituzioni culturali nel mondo contemporaneo. Questa conferenza vuole mostrare come i musei stiano andando oltre i tradizionali ruoli di ricerca, apprendimento e conservazione, assumendo un ruolo proattivo nella creazione di spazi di guarigione, appartenenza e profondo impatto sociale. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 11 novembre 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “The international Multaka Network: the evolving role of museums as places of belonging, in a world shaped by migration”con Nicola Jane Nash Bird. La conferenza è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al al link: https://www.eventbrite.it/e/the-international-multaka-network-tickets-1952661696699?aff=ebdssbdestsearch&_gl=1*351r3c*_up*MQ..*_ga*MjEzNTI2NjEzNS4xNzYyMjcxNzE4*_ga_TQVES5V6SH*czE3NjIyNzE3MTckbzEkZzAkdDE3NjIyNzE3MTckajYwJGwwJGgw. In lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Attraverso il caso studio del progetto pluripremiato Multaka Oxford, Nicola Bird illustrerà come il volontariato nei musei possa generare programmi dinamici che rispecchiano le comunità a cui si rivolgono. La conferenza metterà in luce come approcci basati sull’equità e sul beneficio reciproco possano essere adottati trasversalmente tra i dipartimenti, trasformando i musei in strumenti di cambiamento sociale. Sarà anche uno spazio di riflessione su come i musei possano diventare veri e propri “punti d’incontro”, luoghi in cui impariamo a connetterci attraverso la nostra umanità condivisa.
Nicola Bird è la project manager del progetto pluripremiato Multaka Oxford, con sede all’History of Science Museum e il Pitt Rivers Museum dell’università di Oxford. Da oltre trent’anni Nicola unisce la sua passione per l’uguaglianza nell’accesso all’istruzione, alla cultura e alle arti ai suoi ruoli professionali di insegnante, formatrice e responsabile di pratiche e progetti di coinvolgimento comunitario, specializzandosi in pratiche eque nei musei e nel patrimonio culturale. Dal 2012 lavora presso la rete Gardens, Libraries and Museums (GLAM) dell’università di Oxford, adottando approcci basati sui valori e incentrati sulla persona per garantire una migliore rappresentazione globale e prospettive più inclusive all’interno delle collezioni e delle attività museali.



















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