Verona. Al museo civico Archeologico al Teatro romano quattro workshop formativi, una domenica al mese, su “La ruota dell’anno: storie di argilla” nell’ambito della mostra temporanea “Immagini di Terracotta”


Locandina della mostra “Immagini di terracotta” al museo civico Archeologico al Teatro romano di Verona dall’8 novembre 2023 al 6 ottobre 2024
Al museo civico Archeologico al Teatro romano di Verona quattro workshop formativi su storia e immagini di argilla: una domenica al mese, dal 21 gennaio al 21 aprile 2024, dalle 15 alle 17, sul tema “La ruota dell’anno: storie di argilla”, realizzati dai Musei civici veronesi e TerraCrea nell’ambito della mostra temporanea “Immagini di Terracotta”, allestita nella sede museale al Teatro romano fino a ottobre 2024. Si inizia domenica 21 gennaio, alle 15, con “Tra cielo e terra. Un amuleto di terracotta per l’anno nuovo”; quindi domenica 18 febbraio, alle 15, con “Propizia rinascita personale. Un rito di terracotta nel mese della salute”; domenica 24 marzo, alle 15, “Trova la tua dea. Un’offerta di terracotta alla Madre Terra”; domenica 21 aprile, alle 15, “Incontra il tuo aiutante magico. Il bestiario sacro: animali d’aria, di terra, d’acqua e di fuoco”. Durata del laboratorio: 2 ore. Costo: 50 euro ad incontro, comprensivo di biglietto d’ingresso al museo. Prenotazione obbligatoria (posti limitati). Un’opportunità per approfondire le particolarità della ricca collezione di 380 figure di terracotta, conservate negli archivi del Museo e solitamente non esposte al pubblico, attualmente protagoniste di una esposizione ad hoc. Si tratta di immagini provenienti dal territorio veronese e appartenenti a collezioni private poi confluite nei Musei Civici di Verona. In esposizione anche statuine di bambini, o rappresentazioni di singole parti del corpo (braccia, mani, piedi), legate alla sfera del divino quali invocazioni per buona salute, fertilità o protezione per il buon esito di un viaggio. Una sezione viene dedicata inoltre agli animali domestici, fonte di nutrimento e di ricchezza: raffigurazioni di suini, bovini, o di sole parti di animali – come le teste o le zampe – si accompagnano a un gruppo di piccole offerte di animali in bronzo, legati al Nord dell’Etruria, come preghiere agli dei per garantire loro benessere.

Alcune figure in terracotta esposte al museo civico Archeologico al Teatro romano di Verona (foto muv-vr)
La mostra “Immagini di terracotta”. Allestita nella sala dedicata alle esposizioni temporanee, la mostra, curata da Margherita Bolla, è aperta al pubblico fino al 6 ottobre 2024 e svela alcune delle 380 figurine di terracotta conservate presso il Museo Archeologico solitamente non esposte al pubblico. Offerte nei santuari, richieste di grazia agli dei oppure omaggio per una grazia già ricevuta, in mostra vengono esposte teste o mezze teste maschili e femminili, realizzate con molta cura, che, in alcuni casi, conservano ancora traccia del colore con cui erano ricoperta. In mostra anche statuine di bambini, o rappresentazioni di singole parti del corpo (braccia, mani, piedi), legate alla sfera del divino quali invocazioni per buona salute, fertilità o protezione per il buon esito di un viaggio. Una sezione viene dedicata agli animali domestici, fonte di nutrimento e di ricchezza: raffigurazioni di suini, bovini, o di sole parti di animali – come le teste o le zampe – si accompagnano a un gruppo di piccole offerte animali in bronzo, legati al nord dell’Etruria, come preghiere agli dei per garantire loro benessere. Accanto alle parti anatomiche e alle teste, trovano spazio anche statuette a tutto tondo raffiguranti divinità, usate sia nei santuari, sia in ambiente domestico o nei corredi tombali. L’ultima sezione, infine, espone i reperti provenienti dalla fornace di Menà di Castagnaro, in cui la produzione spaziava dai laterizi, ai pesi da telaio decorati, alle tubature e alle antefisse architettoniche. La mostra è collegata al catalogo generale delle terrecotte del Museo, in corso di preparazione, a cura di Margherita Bolla e Roby Stuani.
Albenga (Sv). Al museo Navale romano incontro di studio “Archeologia Subacquea. Fra antichi relitti e nuove ricerche”, organizzato dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione Ingauna con Federico Lambiti ed Emilia De Palo
Sabato 20 gennaio 2024, alle 16, incontro di studio “Archeologia Subacquea. Fra antichi relitti e nuove ricerche”, organizzato dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione Ingauna. Appuntamento a Palazzo Peloso Cepolla, museo Navale romano, sala del Camino, in piazza S. Michele 12 ad Albenga (Sv). Introduce e modera l’archeologa Daniela Gandolfi dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Museo Clarence Bicknell. Quindi la presentazione di nuovi studi. L’archeologo Federico Lambiti parlerà del relitto A di Bergeggi, il relitto del transatlantico SS Transylvania, una lussuosa nave passeggeri sequestrata dalla Royal Navy per il trasporto truppe, colpito dai siluri di un sottomarino tedesco durante la Prima Guerra mondiale, e affondato al largo dell’isola di Bergeggi, davanti alla spiaggia degli Inglesi, tra le acque cristalline dell’incontaminata baia di Punta Prodani, nella Riviera di Ponente (Sv), e ritrovato a 630 metri di profondità il 6 ottobre 2011 dal Centro Carabinieri Subacquei di Genova Voltri in collaborazione con Gay Marine di Lomazzo (Co), ditta specializzata nella progettazione e produzione di veicoli subacquei ad alta tecnologia. Segue l’intervento dell’archeologa ingauna Emilia De Palo su “Il relitto della Pria Pula a Genova Pegli”, una nave romana tardorepubblicana rinvenuto da due ragazzi nell’estate del 1952 a 5 metri di profondità nel mare di Pegli (Ge), proprio di fronte al museo di Archeologia ligure, con un carico composto da anfore da vino di origine italica e piatti a vernice nera trovati ancora impilati, recuperato sotto la direzione di Nino Lamboglia, l’archeologo ligure che per primo sviluppò l’archeologia sottomarina. Il tema proposto è sviluppato anche nella sua tesi di laurea in Archeologia Classica “Il Relitto tardorepubblicano della Pria Pula di Genova Pegli. Una rilettura dei dati archeologici” conseguita da Emilia De Palo alla fine del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia e Storia antica dell’università di Torino, e per la quale alla Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum a novembre 2023 ha ricevuto la Targa alla memoria di Claudio Mocchegiani Carpano, un riconoscimento riservato agli studenti universitari che hanno svolto, tra il 2021 e il 2023, la migliore tesi di laurea sull’archeologia subacquea: ricerca, scavo, restauro, studio, storia, metodologie, tutela, valorizzazione e turismo archeologico subacqueo.
Bologna. Al museo civico Archeologico Giulierini presenta il suo libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli)

Copertina del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici”
Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, presenta al museo civico Archeologico di Bologna la sua ultima fatica editoriale “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli). Appuntamento sabato 20 gennaio 2024, alle 17, in sala Risorgimento. L’ingresso è libero, ma solo fino ad esaurimento posti disponibili. “L’Italia prima di Roma”. Il nostro Paese ci appare il più delle volte come l’erede per eccellenza della civiltà romana. Non c’è nulla di più vero, ma se ci mettessimo in viaggio percorrendo l’Italia da nord a sud scopriremmo che prima ancora che Italiani siamo stati Italici: in ogni regione la toponomastica, i monumenti, i reperti archeologici, le tradizioni etnografiche, persino le abitudini alimentari e culinarie raccontano la storia di popoli antichi che a partire dall’Età del ferro si sono frequentati, confrontati, scontrati. Celti, Veneti, Liguri, Etruschi, Sardi, Latini, Sanniti, Lucani, Piceni, Campani, Punici, Enotri, Siculi e molti altri hanno lasciato ovunque nella penisola tracce profonde, preziose per capire com’era l’Italia prima dell’avvento di Roma. Con la competenza dell’esperto e il passo avvincente del divulgatore, Paolo Giulierini ci accompagna in un viaggio affascinante, ci presenta gli Italici che siamo stati, ne approfondisce il rapporto con il territorio, le modalità insediative, la religione, la lingua e la scrittura, senza tralasciare il fondamentale incontro con i Romani e quello che ne è seguito. Corredato da immagini, questo libro è al tempo stesso un saggio sulla meravigliosa complessità della storia del nostro Paese e una guida per innamorarsi, oltre che di tutte le sue bellezze, anche delle genti che lo hanno abitato in tempi remoti, e che ancora oggi ci parlano: non solo di loro ma anche di noi, da sempre popolo in cammino che a ogni tappa aggiunge un viandante alla carovana.
Ravenna. Il Palazzo di Teodorico aumenta le aperture: dopo il lunedì, tutto il giorno, ora anche tutti i fine settimana nella fascia preserale

Il Palazzo di Teodorico a Ravenna con la nuova illuminazione e sterna (foto drm emilia-romagna)
A partire da sabato 20 gennaio 2024, tutti i fine settimana, il sabato e la domenica, il Palazzo di Teodorico apre al pubblico in orario preserale dalle 17.30 alle 19.30. Si aggiungono così, oltre al lunedì in cui l’apertura al pubblico è prevista dalle 8.30 alle 19.30, due nuove giornate di apertura al pubblico. Biglietto di ingresso: Intero 2 euro. Acquisto del biglietto sul sito https://ravennantica.it/acquista-o-prenota-ticket/ oppure alle biglietterie del museo nazionale, del mausoleo di Teodorico e della basilica di Sant’Apollinare in Classe. “Calato nella suggestione della nuova illuminazione inaugurata lo scorso autunno”, commenta la direttrice del sito Sandra Manara, “i visitatori lo potranno ammirare in un orario in cui alcuni dei musei cittadini sono già chiusi al pubblico e a ridosso del classico aperitivo”. Un’opportunità per vedere un altro gioiello ravennate in pieno centro storico e conoscere la sua peculiarità di unica testimonianza architettonica superstite dell’VIII secolo d.C. di Ravenna che al primo piano ospita una selezione di mosaici pavimentali appartenenti a quello che è stato il più notevole rinvenimento del primo ‘900 avvenuto nell’area circostante: l’antica area palaziale della città imperiale.
Napoli. Iniziati al laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale i lavori preliminari per la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano” che aprirà il 15 febbraio nelle nuove sale restaurate

I bronzi di San Casciano nel laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli affidati alle cure del personale tecnico specializzato (foto mann / massimo osanna)
Sono arrivati al Mann. Per ora nei laboratori del museo Archeologico nazionale di Napoli. Sono i bronzi di San Casciano che dal 15 febbraio al 30 giungo 2024 saranno i protagonisti – come aveva annunciato a fine anno il ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano (vedi Il 2024 porta al museo Archeologico nazionale di Napoli la mostra “Gli dei ritornano – I Bronzi di San Casciano” dopo il successo al Quirinale. Bilancio dello scavo nel 2023 e presentazione del progetto CADMO (museo Archeologico, area archeologica e Hub Internazionale di ricerca) | archeologiavocidalpassato) della mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”. Le statue e statuette bronzee, gli ex-voto e le migliaia di monete ritrovate nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni sono nel laboratorio di restauro del Mann dove sono iniziati i lavori preliminari all’allestimento della mostra. Peculiare lo stato di conservazione dei reperti che, preservati nell’acqua calda, recano importanti iscrizioni in etrusco e latino. Queste straordinarie testimonianze permettono di ricostruire i rituali e i culti delle divinità venerate nel grande santuario termale del Bagno Grande.

I bronzi di San Casciano nel laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann / massimo osanna)
“I reperti ritrovati a San Casciano, a giudizio di molti esperti”, ha affermato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “sono tra i più importanti rinvenimenti archeologici italiani e ci permettono di riconnetterci con le nostre più antiche radici. La mostra a Napoli rappresenta un momento eccezionale per ammirare questi tesori restituiti dalla terra e dall’acqua e vivere l’esperienza unica del contatto visivo ed emozionale con testimonianze di un passato in cui il mondo romano e quello etrusco si riconoscevano attraverso riti sacri legati al termalismo e alla purificazione del corpo e dello spirito”.

Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, illustra al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la mostra “Gli dei ritornano. I bronzi di San Casciano”
“È un’occasione unica per uno straordinario viaggio nel tempo che, dopo la tappa al Quirinale, si amplia adesso a Napoli con ulteriori manufatti”, ha aggiunto il direttore generale Musei del ministero della Cultura, Massimo Osanna, che cura la mostra con Jacopo Tabolli. “Con i bronzi di San Casciano si inaugurano adesso anche nuove sale del Mann, appena restaurate, destinate ad ospitare le mostre temporanee del Museo”.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Sette anni a Villa Giulia”, con Valentino Nizzo: primo incontro della seconda edizione del ciclo “chi (ri)cerca trova. I professionisti si raccontano al museo”. Piccolo bilancio dell’ex direttore, ora docente all’Orientale di Napoli
Sarà proprio Valentino Nizzo, l’indimenticato e indimenticabile direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, ad aprire la seconda stagione del ciclo di conferenze “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”. Il museo Etru ha infatti confermato per il 2024 gli incontri divulgativi tenuti da esperti e studiosi di diverse discipline per presentare al grande pubblico la ricerca scientifica e i progetti di studio che vedono il Museo e Villa Giulia come protagonisti. I professionisti del mondo dell’archeologia, della storia dell’arte e del restauro presenteranno le loro ricerche a curiosi, studenti e specialisti per diffondere la conoscenza dei loro studi, raccontare esiti e condividere ipotesi, offrendo nuovi spunti di lettura sui temi proposti. Tra i temi affrontati ci sarà la tomba Galeassi, i guerrieri etruschi di Vulci, le novità emerse dagli studi d’archivio e molto altro ancora. Da gennaio a dicembre, 10 conferenze su esperienze, indagini, approfondimenti che rendono la ricerca condivisa, partecipata, quindi utile. Gli appuntamenti si tengono in Sala Fortuna sempre alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Intanto si possono rivedere online le conferenze del 2023 https://www.youtube.com/playlist….
Appuntamento dunque con la prima conferenza del 2024 “Sette anni a Villa Giulia”, venerdì 19 gennaio 2024, in Sala Fortuna alle 16 con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Prenotazioni all’indirizzo mn-etru.didattica@cultura.gov.it. Protagonista Valentino Nizzo, già direttore del museo nazionale Etrusco, ripercorrerà i 7 anni trascorsi alla direzione di uno dei musei archeologici più prestigiosi del mondo, presentando i risultati di quanto realizzato finora e i progetti in corso a Villa Giulia.
“Questa bella iniziativa dei servizi educativi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia”, spiega Nizzo, “era partita prima che il mandato finisse anticipatamente. Era stata immaginata come l’occasione per fare il punto della situazione, in vista dei due anni che mancavano, sui progetti compiuti, su quelli in corso e su quelli ancora da compiere. Il settimo anno era appena iniziato ma mi piaceva troppo il riferimento cinematografico al quasi omonimo romanzo Sette anni in Tibet, anche in virtù – scherza – delle lapalissiane somiglianze con il protagonista del suo adattamento cinematografico”. Poi passa a scorrere l’album dei ricordi: “L’esperienza meravigliosa di Villa Giulia è stata effettivamente molto simile a una lunga scalata, con tanti territori ancora inesplorati e la necessità di mettere davanti a tutto le esigenze di una struttura delicatissima, dalle grandi potenzialità in buona parte inespresse, molte ancora tutte da interpretare come il recupero delle Concerie Riganti. Passo dopo passo e spesso in modo laboriosamente silente, la squadra del museo, sempre purtroppo molto esigua ma fortemente motivata, è riuscita a mettere in fila i tasselli di quello che sin da subito è apparso un tetris molto complesso.

Il direttore Valentino Nizzo nel 2022 davanti al sarcofago degli Sposi con un gruppo di studenti in visita al museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)
A ottobre – ricorda – abbiamo ultimato finalmente il complicatissimo trasloco e riallestimento della biblioteca e di una parte degli archivi che ha comportato un lunghissimo intervento di recupero degli spazi e riorganizzazione dei materiali. Non abbiamo fatto in tempo nemmeno a inaugurarli impegnati come eravamo nella mostra sui Castellani a Milano e in quella su Spina a Roma. Le incertezze degli ultimi mesi e l’esigenza di garantire la continuità non lo hanno consentito ma spero presto sia possibile farlo perché con questi strumenti il museo ha acquisito spazi fondamentali per lo studio e la ricerca. Questo lavoro è andato di pari passo con la razionalizzazione e il riscontro dei magazzini che già ad agosto avrebbe dovuto portare il museo a disporre di un deposito d’eccellenza accessibile straordinariamente al pubblico. Poi un imprevisto ha reso necessarie delle verifiche statiche che fortunatamente hanno avuto esiti negativi ma non mi hanno dato la soddisfazione di veder completato anche questo pezzo fondamentale del mosaico. Sarà anche l’occasione – conclude – per salutare chi vorrà/potrà esserci tra le tante persone che mi hanno sostenuto in questi splendidi anni aiutandomi a superare con il sorriso e l’affetto tante difficoltà”.

Valentino Nizzo, nel 2023, quando era direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)
Valentino Nizzo ha compiuto gli studi all’università “Sapienza” di Roma dove ha conseguito laurea, specializzazione e dottorato di ricerca in Etruscologia. Dopo un biennio post-dottorale in “Archeologia Globale” all’Istituto Italiano di Scienze Umane di Firenze, nel 2010 è diventato funzionario archeologo per il ministero della Cultura, prima al museo Archeologico nazionale di Ferrara e poi alla direzione generale Musei. Nel 2017 ha vinto la selezione internazionale per la direzione del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, che ha diretto fino al dicembre 2023. In qualità di esperto altamente qualificato nel settore, ha insegnato presso diverse università italiane tenendo corsi di museologia, comunicazione ed etruscologia. Ha partecipato a numerosi scavi archeologici e ottenuto vari premi e borse di studio. Ha inoltre più di 200 pubblicazioni (parzialmente accessibili online: https://sumitalia.academia.edu/ValentinoNizzo). I suoi interessi vertono sulle problematiche storico-culturali delle civiltà etrusco-italiche, sulla prima colonizzazione greca, sul confronto tra archeologia e antropologia, sull’ideologia funeraria e sui meccanismi di comunicazione archeologica. Attualmente è professore associato di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Napoli L’Orientale.
Pompei. All’auditorium l’incontro con l’archeologo Mario Notomista su “Il santuario di Venere a Ercolano e il fronte mare dell’antica città” promosso dall’associazione internazionale “Amici di Pompei”
“Il santuario di Venere a Ercolano e il fronte mare dell’antica città” è il tema proposto nel primo appuntamento del 2024 dall’associazione Internazionale Amici di Pompei ETS. Appuntamento venerdì 19 gennaio 2024, alle 17, all’auditorium del parco archeologico di Pompei, con l’archeologo Mario Notomista. Qual è la storia del santuario collocato sul mare di Ercolano? Quando e come è stato scavato? Che tipologia di struttura e di percorso religioso e sociale rappresentava? Come si configura il culto di Venere nel primo secolo dopo Cristo e nei periodi precedenti? Venere Euploia o Ericina? Che relazione aveva questo culto con la vita della città, con il resto dei monumenti e con i suoi abitanti? Risponderà a queste domande l’incontro con Mario Notomista, archeologo dell’Herculaneum Conservation Project, che dal 2015 si occupa di questo santuario. “Proverò a fare il punto sulla storia archeologica di questa area – spiega Mario Notomista – costruita sul mare di Ercolano antica, legata al culto di Venere, traendo riflessioni dal confronto con altri santuari siti sul mare e con le altre forme di culto della divinità attestate nel Mediterraneo. L’obiettivo è delineare la funzione specifica di questo santuario di Ercolano, sia rispetto ad altri edifici di culto di quel periodo, sia nel contesto della vita pubblica dell’antica città. Un modo per restituire un tassello importante per comprendere la vita dei cittadini dell’epoca”.
Civitavecchia. Per “I Giovedì dell’Archeologia” del museo Archeologico nazionale conferenza di Francesca Pontani su “Archeologia e comunicazione digitale”
Per “I Giovedì dell’Archeologia” del museo Archeologico nazionale di Civitavecchia, appuntamento giovedì 18 gennaio 2024, alle 17, nella sala convegni “Giusi Corrado” della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, con la conferenza di Francesca Pontani, archeologa e comunicatrice (ArcheoTime) su “Archeologia e Comunicazione digitale. Un viaggio dentro la cultura della virtualità reale”. Si parlerà della cultura contemporanea della “virtualità reale”, dove virtuale e reale si sovrappongono e si fondono sempre più: una realtà nuova che offre all’archeologia e ai musei l’opportunità di essere attori importanti sulla scena del mercato (locale e globale) della conoscenza.
Torino. Al museo Egizio per “Dialoghi di Archeologia” Daniele Manacorda e Mirco Modolo dialogano con il direttore Christian Greco e Andrea Augenti sul loro libro “Le immagini del patrimonio culturale. Un’eredità condivisa?” (Pacini editore). In presenza e on line
Al museo Egizio di Torino nuovo appuntamento con la serie di incontri “Dialoghi di Archeologia”. Giovedì 18 gennaio 2024, alle 18, gli autori Daniele Manacorda e Mirco Modolo, insieme a Christian Greco, dialogheranno con Andrea Augenti sul loro libro “Le immagini del patrimonio culturale. Un’eredità condivisa?”, edito da Pacini Editore. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/biglietti-le-immagini-del… L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Durante la serata sarà possibile acquistare il volume oggetto dell’incontro. Le riforme del Codice dei beni culturali avviate nell’ultimo decennio hanno generato un ampio confronto, non solo fra gli addetti ai lavori. In particolare la liberalizzazione dell’uso delle immagini del patrimonio culturale pubblico per fini di studio, ricerca e libera manifestazione del pensiero, introdotta nel 2014 (c.d. Art bonus), ha suscitato una presa di coscienza dell’importanza della percezione della pubblicità del patrimonio da parte della popolazione italiana. Il dibattito si è quindi esteso a considerare l’ipotesi di libero riutilizzo delle riproduzioni di beni culturali, anche per quelle finalità commerciali rimaste sinora escluse dal regime di liberalizzazione. Al centro di questo libro, nel quale sono pubblicati gli atti dell’omonimo convegno promosso dalla Fondazione Aglaia (Firenze, 11/06/2022), si collocano interrogativi di stringente attualità: ha senso oggi porre limiti, in piena era digitale, alla diffusione delle immagini del patrimonio culturale pubblico? Come impedire l’uso di un bene immateriale che appartiene a tutti? E, soprattutto, perché?
Ariano nel Polesine (Ro). Inaugurazione del nuovo allestimento del Centro Turistico Culturale San Basilio e dell’area archeologica di via Brenta
Nuovo allestimento del Centro Turistico Culturale San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro). L’inaugurazione mercoledì 17 gennaio 2024, dalle 11 alle 13, al Centro Turistico Culturale San Basilio, via San Basilio 12, San Basilio, Ariano nel Polesine (Ro). Inoltre dalle h16:00 alle h18:30 il Centro rimarrà aperto per accogliere tutti i visitatori. Si tratta di un evento che vede coinvolto il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova a conclusione di un lungo lavoro di riallestimento del prezioso museo Archeologico sul Delta del Po. È questa l’area dove il Dipartimento conduce ricerche archeologiche da molti anni, con il supporto del Comune, della Fondazione Cariparo, della Provincia di Rovigo e di molti altri soggetti. Le ricerche sono condotte in collaborazione con l’università Ca’ Foscari di Venezia, con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo Vicenza e con la direzione regionale Musei (museo archeologico nazionale di Adria). Il programma della mattinata. Alle 11, i saluti di Luisa Beltrame, sindaco di Ariano nel Polesine; Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo; Gilberto Muraro, presidente della fondazione Cariparo; Cristiano Corazzari, assessore Regione Veneto; Moreno Gasparini, presidente parco regionale veneto Delta del Po; Daniele Ferrara, direttore regionale Musei del Veneto; Fabrizio Magani, soprintendente ABAP di Verona Rovigo e Vicenza; Giovanna Falezza, direttore museo Archeologico nazionale di Verona. Alle 11.30, gli interventi di Alberta Facchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Adria; Nicola Nottoli, architetto progettista dei nuovi allestimenti; Jacopo Bonetto, dell’università di Padova. Alle 12, inaugurazione del Centro turistico culturale. Alle 12.45, inaugurazione dell’area archeologica di via Brenta. Seguirà un buffet nell’aula didattica dell’azienda agricola Forzello.
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