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Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia approfondimento della storia dei Giganti di Mont’e Prama con Giorgio Murru e le foto di Nicola Castangia

roma_villa-giulia_conferenza-i-giganti-di-mont-e-prama_murru-orri_locandinaDomenica 16 marzo 2025, alle 11, nella sala Fortuna del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la Fondazione Mont’e Prama, in occasione dell’incontro di calcio del Cagliari all’Olimpico con la Roma, propone un incontro speciale in collaborazione con il museo Etru. Dopo i saluti istituzionali della direttrice del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, Luana Toniolo, e del presidente della Fondazione Mont’e Prama, promotrice dell’iniziativa, Anthony Muroni, intervengono Stefano Melis, direttore generale del Cagliari Calcio, nell’ambito della campagna di comunicazione congiunta intrapresa per promuovere l’archeologia sarda in occasione degli incontri di Serie A; e Antonio Maria Masia, presidente dell’associazione dei Sardi di Roma “Il Gremio”. È un’opportunità per approfondire la storia dei Giganti di Mont’e Prama attraverso il racconto di Giorgio Murru, direttore dell’Area scientifica e didattica della Fondazione, su “Cinquant’anni di storie e ricerche”, e le suggestive immagini di Nicola Castangia. Segue un approfondimento sul parco archeologico naturale del Sinis, a cura dell’archeologa Ilaria Orri.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale “La natura e la primavera”, il primo dei laboratori ceramici “kéramos” promossi dai parchi archeologici di Paestum e Velia con l’associazione Pandora Artiste – Ceramiste

 

paestum-velia_parchi_laboratori-keramos_locandinaI parchi archeologici di Paestum e Velia celebrano l’arrivo della primavera con i laboratori di ceramica “Kéramos”, un percorso esperienziale tra tradizione e creatività realizzato in collaborazione con l’associazione Pandora Artiste – Ceramiste e con la presenza dei maestri Francesco Capaldo, Santino Campagna e Maurizio Della Greca, impegnati nella lavorazione al tornio. L’appuntamento è per domenica 16 marzo 2025, alle 11, al museo Archeologico nazionale di Paestum. Il tema di questo laboratorio, dal titolo “La natura e la primavera”, ispirato alle raffigurazioni delle divinità legate alla natura come Demetra e Persefone da realizzare al tornio, è la rinascita della vita con l’arrivo della primavera. Un’occasione per riscoprire il legame tra arte, storia e territorio attraverso la lavorazione della ceramica, coinvolgendo scuole, associazioni e appassionati di tutte le età. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento PAESTUM&VELIA. Max 25 partecipanti. Prenotazione obbligatoria alla mail pa-paeve.promozione@cultura.gov.it. Appuntamento presso la biglietteria del Museo.

paestum_parco_laboratori-keramos_16-marzo_locandinaIl laboratorio di domenica 16 marzo 2025, che prevede la creazione di elementi decorativi floreali e vasi ispirati alle offerte votive della Magna Grecia, è il primo di una serie di appuntamenti che saranno organizzati sia a Paestum sia a Velia con l’obiettivo di offrire ai partecipanti un’esperienza unica, coniugando tradizione e creatività. I laboratori, ispirati ai reperti esposti nel Museo e ai monumenti delle aree archeologiche, propongono un percorso tematico mensile che permette di esplorare la storia e l’arte della ceramica, coinvolgendo scuole, associazioni, visitatori e appassionati di tutte le età. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di apprendimento e di scoperta, con l’intento di promuovere il legame tra il territorio e la sua memoria storica e rafforzare l’interesse verso la ceramica artistica e il patrimonio culturale di Paestum e Velia.

 

Comacchio (Fe). Al museo Delta Antico presentazione del libro – intervista “Dialogando con l’archeologia”, scritto da Luciano Boccaccini in dialogo con Stella Patitucci Uggeri, professore emerito di Archeologia cristiana e medievale dell’università di Cassino

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Sabato 15 marzo 2025, alle 18.30, al museo Delta antico di Comacchio (Fe), presentazione del libro – intervista “Dialogando con l’archeologia”, scritto da Luciano Boccaccini in dialogo con Stella Patitucci Uggeri, professore emerito di Archeologia cristiana e medievale dell’università di Cassino. Intervengono Emanuele Mari, assessore alla Cultura del Comune di Comacchio; Marco Bruni, direttore del museo Delta Antico. . Evento gratuito su prenotazione al museo Delta Antico. Per info e prenotazioni: tel. 0533-311316, info@museodeltaantico.com

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Copertina del libro – intervista “Dialogando con l’archeologia” di Luciano Boccaccini in dialogo con Stella Patitucci Uggeri

Dialogando con l’archeologia. Lo scrittore ha percorso, in chiave di intervista, le tappe più significative della lunga esperienza archeologica di Patitucci, erede del prof. Nereo Alfieri nell’ambito degli scavi e degli studi sulla città di Spina. Il libro è articolato in sei distinti capitoli e spazia dalla nascita della città di Spina, alla scoperta del Delta di età romana, alla Comacchio in età tardoantica e bizantina, terminando con un focus sulla vita di Patitucci e su quella del compianto marito Giovanni Uggeri. Studiosa e docente in diverse Università italiane, ultima della quali la Sapienza di Roma, al suo attivo ha ben 250 saggi scientifici e 10 monografie relative sia all’archeologia cristiana e medievale, sia all’archeologia classica. Dal 2022 dirige la Rivista di Topografia Antica – Journal of Ancient Topography, fondata nel 1991 dal marito Giovanni Uggeri, anch’egli autorevole archeologo e docente di Topografia Antica alla Sapienza. Il lavoro di questa coppia di studiosi appassionati ha segnato in maniera indelebile la storia dell’antica città di Spina e ha contribuito alla ricerca e agli studi dell’insediamento umano nel Delta del Po. Lo scrittore, Luciano Boccaccini, giornalista pubblicista, è autore di una cinquantina di pubblicazioni di carattere letterario, storico e sociologico relative soprattutto a Comacchio, che intendono far conoscere e valorizzare il patrimonio di questo particolare territorio.

Roma-Eur. Al museo delle Civiltà “Un viaggio nel tempo, dalle origini alle prospettive dell’umanità”: visita guidata alle Collezioni Preistoriche e Protostoriche

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Collezioni preistoriche al museo delle Civiltà (foto muciv)

Sabato 15 marzo 2025, alle 16, al museo delle Civiltà – Palazzo delle Scienze, in piazza Guglielmo Marconi a Roma-Eur, “Un viaggio nel tempo: dalle origini alle prospettive dell’umanità”: visita guidata alle Collezioni Preistoriche e Protostoriche. La visita presenta un itinerario che, partendo dai cacciatori-raccoglitori ai primi agricoltori, ripercorre le storie degli esseri umani dalla formazione delle prime comunità, con le loro culture materiali, fino alla fondazione dei primi centri urbani e alla comparsa della scrittura. Una (prei)storia composta da molteplici storie e innumerevoli invenzioni culturali, organizzazioni economiche, politiche e sociali avvenute in periodi di grandi mutamenti e improvvisi o progressivi adattamenti. Un percorso di visita che comprende testimonianze materiali e scritte che raccontano aspetti fondamentali del pensiero e della vita quotidiana in quel passato remoto da cui proveniamo, e che permette di riflettere anche, a partire dalla nascita del cosiddetto Antropocene (l’era in cui viviamo), sulle trasformazioni in corso e sui possibili scenari futuri che si prospettano per le creature viventi e il pianeta che, insieme, esse co-abitano. Visita guidata per famiglie/adulti, a pagamento, oltre acquisto biglietto ingresso, su prenotazione (attivate al raggiungimento di min. 10 persone)

Verona. Al museo Archeologico nazionale per la Giornata nazionale del Paesaggio mattinata su “Il paesaggio delle palafitte”: focus sui siti palafitticoli di Polpenazze sul Garda (Bs) e quello di Oppeano (Vr). E visita immersiva coi visori a un suggestivo viaggio in un villaggio di 3500 anni fa

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Il 14 marzo 2025 si celebra la Giornata nazionale del Paesaggio istituita, con Decreto ministeriale 7 ottobre 2016 n. 457, con l’obiettivo di contribuire a “promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e a sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati, attraverso specifiche attività da compiersi sull’intero territorio nazionale mediante il concorso e la collaborazione delle Amministrazioni e delle Istituzioni, pubbliche e private”. Quest’anno il museo Archeologico nazionale di Verona e la soprintendenza ABAP di Verona hanno organizzato per sabato 15 marzo 2025, alle 10, al museo Archeologico in stradone San Tommaso 3 a Verona, una giornata dedicata a “Il paesaggio delle palafitte”, con un focus sui siti palafitticoli di Polpenazze sul Garda (Bs) e quello di Oppeano (Vr). Ingresso gratuito.

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Modellini di abitati palafitticoli esposti al museo Archeologico nazionale di Verona (foto graziano tavan)

Programma. Alle 10, Claudia Mangani, conservatrice del museo civico “G. Rambotti” di Desenzano, “Il progetto Antiche Tracce per la promozione e la valorizzazione dei siti palafitticoli Unesco”; 10.20, Marco Baioni, direttore del museo Archeologico della Valle Sabbia, su “Vivere sull’acqua: il sito palafitticolo del Lucone (Polpenazze del Garda, Bs)”; 10.40, Angiolino Bellè, autore di alcuni plastici ricostruttivi del villaggio palafitticolo di Oppeano, loc. Feniletto, in esposizione in museo, “I plastici della palafitta del Feniletto (Oppeano, Vr).

Alle 11, il pubblico è invitato a effettuare una visita immersiva nel mondo delle palafitte attraverso appositi visori realizzati tramite la rete delle Palafitte UNESCO: un suggestivo viaggio in realtà virtuale in un villaggio di 3500 anni fa.

Canosa di Puglia (Ta). Nella scuola Mazzini, al via la mostra “Forme e colori dell’Italia preromana. Canosa di Puglia” con i preziosi ori scoperti proprio a Canosa nel 1928 insieme alle produzioni artigianali più caratteristiche del popolo dei Dauni. È il primo evento in quella che sarà la nuova sede del museo Archeologico nazionale

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Il diadema e lo scettro della principessa dauna Opaka Sabaleida (III sec. a.C.) sono tornate a casa, in Puglia. Dopo le tappe nelle sedi prestigiose degli Istituti Italiani di Cultura a Santiago del Cile, Buenos Aires, San Paolo e nelle sale del Museo Nacional de Antropología di Città del Messico, e in Italia a Roma a Castel Sant’Angelo, gli straordinari reperti della mostra “Forme e colori dell’Italia preromana. Canosa di Puglia”, dal 15 marzo al 18 maggio 2025, ritornano nel luogo della loro scoperta, sottolineando il legame profondo tra i manufatti e il territorio d’origine, raccontando un capitolo della storia della penisola italiana che precede l’unificazione sotto Roma attraverso alcune fra le produzioni artigianali più caratteristiche del popolo dei Dauni fra il IV e il II sec. a.C.

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Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto maximiliano massaroni / museo castel sant’angelo)

L’inaugurazione della mostra il 14 marzo 2025 all’interno di alcune sale al primo piano dell’edificio scolastico “G. Mazzini” destinato a diventare la nuova sede museale. Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti Vito Malcangio, sindaco di Canosa di Puglia; Nadia Landolfi, dirigente istituto comprensivo Foscolo-Lomanto-Mazzini di Canosa di Puglia; Sergio Fontana, presidente Fondazione Archeologica Canosina; Anita Guarnieri, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia; Francesco Longobardi, delegato alla direzione regionale Musei nazionali Puglia; Luigi Oliva, direttore istituto superiore per la Conservazione e il Restauro; Stella Falzone, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto; Filippo La Rosa, direttore per la promozione della cultura e della lingua italiana MAECI; e Massimo Osanna, direttore generale Musei MiC.

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Una fase dell’allestimento della mostra “Forme e colori dell’Italia preromana. Canosa di Puglia” alla scuola Mazzini di Canosa, nuova sede del museo Archeologico nazionale (foto drm-puglia)

I reperti in oro saranno esposti insieme alle produzioni artigianali più caratteristiche del popolo dei Dauni. “La mostra a cura di Massimo Osanna e Luca Mercuri è oggi una espressione di pregio del grande patrimonio di civiltà di questa terra”, spiega la direttrice del MArTA, Stella Falzone, “perché restituisce onore al territorio in cui nel 1928 l’allora soprintendente e già direttore del museo di Taranto, Quintino Quagliati, rinvenne questo importante tesoro archeologico”. Nel 1928, infatti, proprio a Canosa, lungo la strada che conduce a Cerignola, nel tratto parallelo al tracciato dell’Appia Traiana, venne scoperta la tomba ipogeica, databile alla fine del III sec. a.C., che ha restituito materiali di straordinaria ricchezza, riconducibili alle produzioni orafe di lusso dell’artigianato tarantino.

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Diadema in oro, corniole, granate, smalti colorati (fine III inizi II secolo a.C.,) proveniente dalla Tomba degli Ori di Canosa e conservato al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto maximiliano massaroni / museo castel sant’angelo)

I reperti esposti – armature, ceramiche, gioielli e ornamenti – raccontano Canosa, uno dei centri più importanti dell’area dove, tra il IV e il II secolo a.C., i cosiddetti Principi, personalità di spicco dell’élite locale, furono sepolti in ipogei (tombe a camera familiari, scavate nel tufo locale) con un ricco corredo funerario che esibiva lo status sociale del defunto alla comunità. Tra tu spiccano i vasi policromi e plastici – dal peculiare colore rosa intenso – arricchiti da figurine applicate, che rappresentano una produzione originale delle botteghe canosine dell’epoca, ma anche due oggetti straordinari come il diadema in oro e pietre preziose, decorato da fiori, bacche e foglie mobili, e uno scettro in lamina aurea, custodi nel museo Archeologico nazionale di Taranto, appartenuti in origine a una donna canosina, sicuramente di rango regale. I materiali esposti provengono dai deposi e dalle collezioni di alcuni dei principali musei della Puglia, il museo Archeologico nazionale di Canosa di Puglia, il museo Archeologico nazionale di Taranto, il museo Archeologico di Santa Scolastica di Bari, nonché della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia e della soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo. In mostra sono presenti anche reperti recupera durante le operazioni di contrasto al commercio clandestino di beni culturali condotti e dal Comando Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale.

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Il ministro della Cultura Alessandro Giuli a Canosa di Puglia per la presentazione del progetto della nuova sede del museo Archeologico nazionale (foto drm-puglia)

La vernice della mostra, come si diceva, ha inaugurato anche la nascita del museo Archeologico nazionale di Canosa di Puglia nella sua nuova sede, l’edificio scolastico “Giuseppe Mazzini”. Il progetto era stato presentato nel novembre 2024 al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, dall’arch. Francesco Longobardi, delegato alla Direzione del Castello svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia: “La città di Canosa”, aveva riferito davanti al ministro, “merita un museo archeologico capace di raccontare la storia e l’archeologia di un territorio così ricco di testimonianze che spaziano dalla preistoria all’età medioevale, che comprendono siti archeologici e reperti grazie ai quali si ricostruisce la storia di un insediamento fiorente e rilevante per molti secoli. Questa storia millenaria sarà il focus del museo, motore e raccordo della complessità di queste evidenze archeologiche”.

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La scuola “Giuseppe Mazzini” di Canosa di Puglia destinato a ospitare il museo Archeologico nazionale (foto drm-puglia)

L’iter parte da più lontano. Nel 2020, dopo un lungo e fruttuoso dialogo con il Comune di Canosa di Puglia, l’allora Polo Museale della Puglia (ora Castello svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia) ha siglato un Contratto di Concessione in comodato d’uso gratuito per 50 anni di una nuova e prestigiosa sede individuata in un’ala dell’edificio scolastico Giuseppe Mazzini. L’area espositiva passerà cosi dai 300 mq dell’attuale allestimento a Palazzo Sinesi a più di 3.000 mq: il nuovo Museo diverrà, nelle intenzioni condivise del Ministero della Cultura e dell’Amministrazione Comunale, un luogo vitale di riferimento culturale per tutta la comunità canosina e per gli studiosi, per i visitatori e per i turisti. Intanto, con i finanziamenti a disposizione, per complessivi 7.100.000,00 euro, sono stai avviati i lavori del primo lotto che prevedono gli interventi strutturali e impiantistici su tutto il fabbricato, e la realizzazione al piano seminterrato di depositi, di laboratori e aule studio. Il piano rialzato invece sarà dedicato all’accoglienza, agli uffici, a spazi espositivi e per conferenze. Gli spazi esterni pertinenziali saranno suddivisi tra la scuola e il museo attraverso una ben precisa distinzione capace, da una parte, di evitare interferenze tra le due istituzioni ma, dall’altra, costruita in modo da generare un’osmosi che connetta la scuola e la città agli spazi museali. Il 5 novembre 2024 è stato pubblicato il bando di gara con scadenza fissata al 16 dicembre 2024. I lavori saranno avviati i primi mesi del 2025 e avranno una durata circa 24 mesi, durante i quali “sarà nostra priorità – ha anticipato Longobardi – garantire un uso graduale degli spazi”.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale la Giornate del Paesaggio è dedicata a “Gli abitanti del mare”

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Il museo Archeologico nazionale di Taranto celebra la Giornata nazionale del Paesaggio 2025 con un evento dedicato ai bambini e al mare di Taranto. Il 14 marzo 2025, alle 17, una visita tematica sui reperti marini sarà seguita dal laboratorio creativo “Gli abitanti del nostro mare”, dove i piccoli partecipanti realizzeranno forme ispirate alla fauna marina con materiali di riciclo. Attività gratuite fino a esaurimento posti comprese nel biglietto d’ingresso (ingresso: 10 euro adulti, 2 euro 18-25 anni, gratuito per minori e categorie previste). Prenotazione obbligatoria allo 099 4532112.

Locri (RC). Per la Giornata nazionale del Paesaggio al museo Archeologico nazionale giornata di studi “Archeologia e Paesaggio tra contemporaneità e storia”. Ecco il programma

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Il 14 marzo 2025, alle 17.30, al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri, in occasione della Giornata nazionale del Paesaggio 2025, giornata di studi “Archeologia e Paesaggio tra contemporaneità e storia”. Introduce Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri. Saluti istituzionali: Fabrizio Sudano, direttore della direzione regionale Musei nazionali Calabria; Maria Mallemace, soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia; Giuseppe Fontana, sindaco di Locri. Interviene: Paolo Mighetto, soprintendenza ABAP RC VV, su “Temi di gestione e cura della componente naturale del Patrimonio Culturale nei parchi archeologici” in dialogo con Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri; Ilario Tassone, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di RC; Antonino Sgrò, presidente dell’Ordine dei dottori Agronomi e Forestali della provincia di RC. Modera Michelangelo Pugliese, architetto e paesaggista, università Federico II di Napoli.

Roma. Nel giorno delle Idi di marzo, festa di Anna Perenna, la soprintendenza apre al pubblico la fonte della dea, da poco restaurata

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Il sito archeologico della fonte di Anna Perenna a Roma (foto ssabap roma)

Venerdì 14 marzo 2025, il giorno prima delle Idi, in cui nell’antichità si celebrava la festa di Anna Perenna, la fonte della dea in via Guidubaldo del Monte 4B a Roma aprirà le sue porte al pubblico dalle 9.30 alle 12.30. L’ingresso è gratuito. Il sito archeologico, da poco restaurato e rinnovato dalla soprintendenza speciale di Roma, a cura dell’archeologo Fabrizio Santi, verrà illustrato ai visitatori da un video divulgativo. I resti della fontana della dea e delle sue ninfe vennero alla luce alla fine del 1999 nelle vicinanze di piazza Euclide: la scoperta e gli oggetti rinvenuti hanno fornito importantissime informazioni sul culto di Anna Perenna e sulla magia nel mondo antico.

Pompei. In occasione della Giornata del Paesaggio apre la Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso): percorsi guidati nel verde con i ragazzi del Tulipano

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La Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

A Pompei apre dal 14 marzo 2025, in occasione della Giornata nazionale del Paesaggio, la Casa dell’Orto Botanico, conosciuta anche come Casa di Nesso, per la presenza di un affresco che ne rappresenta il mito. Un nuovo tassello verde all’interno dell’area archeologica di Pompei che ritorna alla fruizione, con il suo giardino storicamente riorganizzato dall’Area Cura del Verde del Parco, come in antico.

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La Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

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Olle pertusae nella Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La casa presentava una zona residenziale nella parte nord-orientale della struttura, mentre a sud vi era un grande giardino che ospita l’Orto Botanico, dal quale oggi prende nome. Si tratta di un’area verde di oltre 800 mq dove sono raccolte un insieme di specie rappresentative che venivano coltivate già nella città antica: alberi da frutta, piante sacre, medicinali, orticole. Viene riproposta la quartatura in Ars topiaria, disegno presente nel secolo scorso con la sostituzione delle siepi a mirto con piante di melograno nano. Nel secondo giardino sono presenti aiuole con metodi di coltivo arcaico (spallettature rinforzate e olle pertuse), specie utilizzate sono tinctorie, aromatiche, orticole, officinali.

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Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Il 14 marzo 2025 sarà possibile scoprire le diverse specie botaniche presenti nell’orto e partecipare ad un percorso guidato dal titolo “Potatura del verde: rispetto delle forme nel paesaggio” grazie alle visite organizzate dai ragazzi dell’associazione Il Tulipano, assieme ai funzionari dell’Area Cura del Verde del Parco, Claudia Buonanno, Crescenzo Mazzuocolo, Halinka Di Lorenzo e al primo giardiniere e restauratore del verde storico, Maurizio Bartolini. Dalla domus partirà alle 10 un gruppo di 40 persone che si sposterà fino al percorso verde extramoenia.

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Casa dell’Orto Botanico (o Casa di Nesso) a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Quest’ attività in particolare rientra nel progetto del Parco di archeologia e agricoltura sociale che vede protagonisti ragazzi con autismi e\o disabilità cognitiva impegnati in attività concrete nel sito archeologico e che, avviato da alcuni anni, è oggi confluito nella prima “Fattoria Sociale e culturale Parvula Domus”, all’interno di un’area archeologica in Italia, iscritta al REFAS albo delle Fattorie Sociali della Regione Campania. Il progetto si inserisce tra le diverse azioni messe in campo dal Parco archeologico, in collaborazione con diversi partner, per la gestione dell’ampio patrimonio naturale e paesaggistico del sito. La Giornata nazionale del Paesaggio, istituita nel 2016, è occasione di riflessione pubblica e diffusione dei valori connessi alle buone pratiche di tutela e valorizzazione del paesaggio.