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Roma. In Curia Iulia la lezione di Michele Dantini su “Pascali e Brancusi. Animali-totem e altro”, il primo di quattro incontri su “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”

Il parco archeologico del Colosseo promuove il programma di quattro incontri “Lo spazio dell’immagine. Brancusi”, ideato e realizzato in collaborazione con Electa e con Fondamenta – Fondazione per le arti e la cultura. Sabato 3 maggio 2025, alle 11, la Curia Iula nel Foro Romano ospita “Pascali e Brancusi. Animali-totem e altro”, lezione di Michele Dantini, critico, curatore, professore di Storia dell’arte all’università per Stranieri di Perugia. Ingresso libero da via Salara Vecchia con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su https://brancusi3maggio.eventbrite.it

Eboli (Sa). In occasione di #domenicalmuseo, al museo Archeologico nazionale la seconda “Colazione al Manes”: visita guidata e degustazione gratuita in collaborazione con l’associazione Il forno di Vincenzo

Domenica 4 maggio 2025, in occasione di #domenicalmuseo, il museo Archeologico nazionale di Eboli (Sa), con apertura aperti dalle 9 alle 13.30 (ultimo ingresso ore 13), propone il secondo appuntamento di “Colazione al ManES”, in collaborazione con l’associazione Il forno di Vincenzo ETS. L’evento, che si svolgerà dalle 10 alle 12, unirà cultura, gastronomia e solidarietà, dando la possibilità di accompagnare la visita al Museo con la degustazione di una colazione speciale, preparata dai ragazzi dell’associazione Il forno di Vincenzo. Ci saranno ancora una volta i classici, come la torta di mele e pane con la marmellata o con il pregiato miele delle suore, ma anche una sorpresa tutta da assaporare: il dolce eburino dell’antenata Dorina, la statuetta femminile simbolo del ManES. Il tutto accompagnato da caffè, tisane e acqua e limone. Sarà un momento di condivisione e arricchimento culturale per tutta la comunità, che permetterà di concretizzare un modello di inclusione sociale e lavorativa, a conferma della costante attenzione del Museo archeologico nazionale di Eboli ai temi dell’inclusività. L’ingresso al Museo e la partecipazione all’evento sono gratuiti e non occorre prenotazione.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale con la visita guidata del direttore Maras inizia il ricco programma del “Maggio 2025: il mese degli Etruschi”

1985-2025: A quarant’anni dalla celebrazione dell’Anno degli Etruschi, il museo Archeologico nazionale di Firenze e l’Istituto di Studi Etruschi ed Italici di Firenze lanciano “Maggio 2025: mese degli Etruschi” con un ricco programma di attività. Nel segno della civiltà etrusca, il MAF si apre a tutti per ricordare che l’arte, l’archeologia e la storia sono un patrimonio identitario universale: di Firenze, degli Italiani, del mondo. Primo evento sabato 3 maggio 2025, per l’ultimo weekend della mostra “Visioni di miti e riti etruschi a Firenze”: alle 10, il direttore Daniele Federico Maras accompagnerà i visitatori alla scoperta della pittura di terracotta da Cerveteri tra riti etruschi e mitologia greca. A seguire, la più antica raffigurazione italiana di un attore in costume offrirà l’appiglio a La Compagnia delle Seggiole per raccontare la storia di Edipo, un mito classico che ha attraversato la storia grazie al teatro. Gli eventi speciali compresi nell’iniziativa sono aperti a tutti con accesso gratuito solo su prenotazione obbligatoria all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it.

Dopo la #domenicalmuseo del 4 maggio 2025 a ingresso gratuito, il programma continua l’8 maggio con Barbara Arbeid, curatrice della sezione etrusca del museo, che prenderà spunto dai serpenti etruschi per parlare del fascino delle forze della natura; il 13 maggio il direttore Maras incontrerà gli autori di nuove pubblicazioni su Arezzo e Populonia. Lo stesso Maras il 15 maggio affronterà il tema degli aruspici, mentre il 20 maggio saranno presentati gli atti del XXX Congresso dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici sugli “Etruschi nella valle del Po” che si e’ svolto a Bologna nel giugno 2022. Il 22 maggio appuntamento con l’etruscologa della Sapienza Maria Cristina Biella sugli artigiani di Falerii. Il 29 maggio Claudia Noferi illustrerà il giardino del museo con i suoi monumenti etruschi. Chiuderà il ciclo di conferenze Valentino Nizzo, docente dell’Orientale di Napoli ed ex direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: il suo intervento si intitola: “Un secolo prima dell’anno degli Etruschi: questioni di identità tra Etruschi, Italici e Italiani”.

Parco archeologico dell’Appia Antica. Per gli “Incontri di archeologia alle Tombe della via Latina” presentazione del libro “Ad aquam orantes: Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica” di Simona Modeo e Silvana Chiara (Edizioni Lussografica) e visita guidata speciale alla Tomba dei Valeri

Per gli “Incontri di Archeologia alle Tombe della Via Latina”, occasioni uniche promosse dal parco archeologico dell’Appia antica per incontrare professionisti del settore e scoprire le loro ultime ricerche e pubblicazioni nella suggestiva cornice della sala superiore della Tomba dei Valeri, sabato 3 maggio 2025, alle 10.30, in via dell’Arco di Travertino 151, presentazione del libro “Ad aquam orantes: Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica” di Simona Modeo e Silvana Chiara, edito da Edizioni Lussografica, Collana Mesogheia 2024. Dopo i saluti del direttore Simone Quilici e del responsabile del sito Santino Alessandro Cugno, interverranno Maria Amalia Mastelloni, già soprintendente del MIC e direttore del parco archeologico di Siracusa; Silvana Chiara, archeologa e curatrice; e Simona Modeo, curatrice e vicepresidente regionale di SiciliAntica. Nel corso dell’evento, i partecipanti potranno visitare la Tomba dei Valerii. Appuntamento in via dell’Arco di Travertino 151. Attività gratuita, prenotazioni al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…

Copertina del libro “Ad aquam orantes: Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica” di Simona Modeo e Silvana Chiara

Ad aquam orantes. Il culto delle divinità acquatiche nella Sicilia antica. Il libro raccoglie i contributi scientifici del XIX Convegno di Studi organizzato dalla sede nissena di SiciliAntica che ha avuto luogo a Caltanissetta il 22 ottobre 2023 presso la sala Morici del palazzo della Fondazione Sicana – Sicilbanca (ex Palazzo delle Poste). Il tema dell’annuale simposio scientifico è partito dalla considerazione che l’acqua è ritenuta, sin dai primordi dell’umanità, l’emblema della vita. Essa ha infatti tutte le caratteristiche del sacro, dove convivono gli opposti: la purezza e la fertilità, la morte e la distruzione, la memoria e l’oblio. Nell’acqua si distinguono due principi antitetici: il maschile e il femminile, le acque in movimento che scendono dal cielo a penetrare nel grembo della terra, e quelle che sgorgano, limpide, dalle sorgenti a portare la fertilità a tutto il territorio circostante o che ristagnano, immote, in luoghi paludosi e mefitici dove, secondo il folklore popolare, abitano streghe e nefaste divinità. Dai nessi simbolici, epocali e legati alle civiltà si snoda una narrazione opulenta di riferimenti.

Napoli. Il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi riaperto con due itinerari (storico-archeologico e botanico) dopo un importante intervento di riqualificazione ai monumenti storici, verde ottocentesco, percorsi di visita accessibili: un giardino romantico, un museo a cielo aperto, un ponte tra archeologia, natura e letteratura

Vista su Napoli dal parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi a Napoli (foto drm-campania)

C’è un luogo, nel cuore di Napoli, dove la poesia ha messo radici. Il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi è tornato a raccontare la sua storia: un giardino romantico, un museo a cielo aperto, un ponte tra archeologia, natura e letteratura. Grazie a un importante intervento di riqualificazione, finanziato con fondi PNRR, sono stati restaurati i monumenti storici, rigenerato il verde ottocentesco e creati nuovi percorsi di visita accessibili, con pannelli multilingue, percorsi tattili per ipovedenti e strumenti digitali. Così, il parco diventa anche uno spazio di innovazione: un tour immersivo 3D e il Digital Twin permettono di esplorare ogni angolo, anche da remoto. Un viaggio tra paesaggio, poesia e nuove tecnologie per riscoprire uno dei luoghi più identitari di Napoli, all’insegna dell’accessibilità.

Massimo Osanna, Alessandro Giuli e Luana Toniolo alla riapertura del parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi (foto drm-campania)

Il nuovo percorso di visita del parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi a Napoli è stato inaugurato il 17 aprile 2025 alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Alla cerimonia sono intervenuti il direttore generale Musei, Massimo Osanna; l’assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza, in rappresentanza del sindaco Gaetano Manfredi; e la dirigente delegata della direzione regionale Musei nazionali Campania, Luana Toniolo. L’evento è stato accompagnato dalla lettura di versi di Virgilio e Leopardi, affidata rispettivamente alla scrittrice e drammaturga Valeria Parrella e all’attore e regista Gabriele Lavia: un momento di grande intensità, capace di restituire al pubblico il senso profondo del legame tra poesia, memoria e paesaggio che caratterizza questo luogo.

Itinerario storico-archeologico al parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi (foto drm-campania)

 

Parco delle Tombe di Vorgilio e Leopardi: l’acquedotto romano (foto drm-campania)

Grazie al progetto di riqualificazione realizzato con fondi del PNRR, il parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi è stato restituito alla città con un nuovo percorso di visita, che si articola in due itinerari, storico-archeologico e botanico, intrecciando archeologia, paesaggio e poesia. Un luogo che non è solo memoria, ma anche esperienza viva, capace di accogliere pubblici diversi e di risuonare, ancora una volta, con le parole dei suoi poeti. L’intervento ha incluso il restauro del verde storico, condotto secondo una rigorosa ricostruzione filologica ispirata al giardino romantico ottocentesco, e il restauro di tutti gli elementi monumentali presenti nel sito. Grazie all’inclusione nel più ampio progetto “Genius Loci”, dedicato al miglioramento dell’accessibilità culturale e sensoriale nei musei della direzione regionale Musei nazionali Campania e anch’esso finanziato con fondi PNRR, entrambi i percorsi sono corredati da pannelli multilingue e strumenti digitali, tra cui un sistema di QR code e un tour immersivo 3D.

Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi: il mausoleo in opus reticulatum

Cuore simbolico del parco è il mausoleo in opus reticulatum, risalente ai primi decenni dell’età imperiale, tradizionalmente attribuito al poeta Publio Virgilio Marone. L’identificazione, benché non fondata su prove archeologiche, si consolidò nei secoli fino a diventare verità culturale condivisa, e fu ufficializzata nel 1930 dal soprintendente Amedeo Maiuri, che curò la sistemazione del parco e lo aprì al pubblico. Fu proprio Maiuri a concepire questo luogo come un giardino romantico in cui potessero convivere la suggestione del paesaggio e dell’archeologia, la potenza della memoria e il decoro urbano.

Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi: il mausoleo di Giacomo Leopardi (foto drm-campania)

Nel 1939, il sito accolse anche il mausoleo di Giacomo Leopardi, le cui spoglie furono traslate dalla chiesa di San Vitale a Fuorigrotta. Oggi i due grandi poeti sono ricordati con due epigrafi, apposte per l’occasione, che riportano versi tratti dalle loro opere, scelti per entrare in risonanza con lo spirito del luogo.

Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi: l’ingresso alla Crypta Neapolitana (foto drm-campania)

Ma il parco custodisce anche altri straordinari elementi: l’ingresso orientale della Crypta Neapolitana, spettacolare galleria scavata nella roccia in età augustea – probabilmente su progetto di Lucio Cocceio Aucto – per collegare Napoli con i Campi Flegrei, e un tratto dell’acquedotto, anch’esso di epoca augustea.

In libreria “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” il nuovo libro di Carlo Avvisati

Copertina del libro “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” di Carlo Avvisati

Un’insolita visita all’antica Pompei attraverso gli occhi e le parole di quattro legati romani inviati dall’imperatore Vespasiano qualche giorno prima della catastrofe per raccogliere notizie sui frequenti terremoti che si susseguivano. È il filo conduttore di “Pompei. «Guida» turistica di un viaggiatore di duemila anni fa” il nuovo libro di Carlo Avvisati da qualche settimana in libreria per la collana “Le guide Marlin”, diretta da Paolo Romano. La visita alla città romana di Pompei si apre con un antefatto datato agosto del 79 d.C., allorché quattro liberti romani, sfruttando un incidente avuto in un termopolio della Suburra, si fanno inviare, tutto spesato, nella cittadina campana prima dell’eruzione, quali legati dell’imperatore Tito Flavio Vespasiano. I quattro arrivano a Pompei con l’incarico di raccogliere notizie sui continui terremoti e relazionarne al Senato. La vacanza, che poi è il loro fine ultimo, la vita in città, i danni e gli accadimenti sono il filo conduttore della visita guidata tra vicoli e grandi arterie, monumenti pubblici, case patrizie, bottegucce e opifici, postriboli e bettole, cibi e bevande, panettieri e vinai, produttori di garum, case di cura e associazioni di lavoratori, spettacoli, gladiatori, artisti, artigiani, scuole pittoriche. Insomma una sorta di guida turistica ante litteram, realizzata attraverso il reportage dei protagonisti del racconto. Forte della sua esperienza e conoscenza del sito archeologico, Avvisati tesse un itinerario scientificamente corretto della Pompei di duemila anni fa, utile al lettore di oggi per immergersi in essa, come se la visitasse allora. Un vero e proprio viaggio nel tempo, per conoscere al meglio, e in maniera piacevole, la vita quotidiana della cittadina romana nel I secolo dopo Cristo.

Il giornalista Carlo Avvisati, esperto di arte, storia e tradizioni campane (foto da FB)

Carlo Avvisati vive e lavora a Napoli. Scrive di archeologia e arte per “Il Giornale dell’Arte” e “Bell’Italia”. Con una produzione di circa 20.000 articoli ha collaborato come giornalista con numerose testate tra cui: “Il Mattino”, “l’Unità”, “Roma”, “Il Tempo”, “Il Messaggero”, “Il Giornale di Napoli”, “La Città (di Napoli)”, “Oggi”, “Sud”, “Rivista Europea” e “Panorama”. È stato inoltre ospite in varie trasmissioni televisive e radiofoniche: “Geo & Geo” Rai 3 – speciale sui vulcani e in particolare sul Vesuvio; BBC: rischio Vesuvio; Rai 1 Mattina; Baobab – Radio Rai 1. Dieci tra i suoi saggi sono alla Library of Congress, Washington, USA e alla BNF di Francia. Esperto di tradizioni e costumi popolari campani e dialetto napoletano, è autore di quaranta pubblicazioni tra raccolte poetiche, poemetti, traduzioni di classici in dialetto napoletano, saggi d’archeologia, di storia, di costume, romanzi.

Pompei. Nell’Insula 6 della Regio V, accanto alla Casa di Leda e il cigno, scoperta la Casa di Elle e Frisso (dal quadro mitologico presente nel triclinio) che porta nuova luce sugli ultimi momenti di Pompei con un estremo tentativo di salvezza da parte dei suoi abitanti

Il triclinio affrescato della Casa di Elle e Frisso nell’Insula 6 della Regio V a POmpei (foto parco archeologico pompei)

Il letto di traverso a sbarrare la porta della camera da letto per proteggersi dalla furia del Vesuvio, i resti di alcune vittime e gli oggetti quotidiani, segnali di una vita, poi bruscamente interrotta e che ancora una volta raccontano l’unicità di Pompei e dei suoi ultimi istanti prima della fine. È la scena che si è palesata con il recente scavo della Casa di Elle e Frisso lungo via del Vesuvio, e che restituisce la cronaca dei tentativi degli abitanti della dimora per salvarsi dall’ eruzione in corso. Gli approfondimenti scientifici su questo recente scavo sono stati pubblicati oggi sull’E-Journal degli scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/.

La Casa di Elle e Frisso è emersa nell’ambito dell’intervento “Restauro, Scavo e Valorizzazione della Casa di Leda – Regio V, insula 6 – Via del Vesuvio”, finanziato dalla programmazione ordinaria del parco archeologico di Pompei, a seguito di un progetto di ampliamento dello scavo della casa di Leda verso Est e Sud, al fine di potenziare la salvaguardia delle strutture archeologiche e delle decorazioni parietali emerse, mediante la creazione di un’area di rispetto più ampia.

Il quadro con il mito di Elle e Frisso nel triclinio dell’omonima Casa a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La Casa di Elle e Frisso nella Regio V, Insula 6, prende il nome del quadro mitologico rinvenuto nel tricliinio, ed è ubicata vicino alla Casa di Leda e il cigno, già documentata nel 2018. Entrambe sono state oggetto di interventi di scavo conseguente ai lavori di consolidamento e tutela dei fronti perimetrali tra l’area scavata e non, e di miglioramento dell’assetto idrogeologico, e successivamente a interventi di restauro e di valorizzazione che ne consentiranno presto la fruizione al pubblico. Il quadro mitologico che dà il nome alla casa era nel pannello centrale di una parete del triclinio. Raffigura Frisso in sella al Crisomallo e la sorella Elle poco prima dell’annegamento. Il mito racconta che Elle e Frisso si salvarono dalla persecuzione di Ino volando in groppa ad un montone dal vello d’oro ma, durante il tragitto, Elle cadde nel mare che così prese il nome di Ellesponto. Nell’affresco è raffigurato il tragico momento della morte della fanciulla mentre tende la mano al fratello in cerca di aiuto. La raffigurazione del racconto mitologico è un esempio di un immaginario diffuso di tragedie di uomini e donne, ragazze e ragazzi, vittime di cataclismi vari, anche se non si può trascurare che nel I sec. d.C. queste storie non hanno più la valenza religiosa e culturale, che invece avevano avuto nell’età arcaica e classica. Dobbiamo supporre, dunque, che la loro funzione nelle case dei ceti medio e alto era principalmente l’intrattenimento, l’esibizione dello status economico e culturale, la “bellezza”, che traspare anche in questa domus di medie dimensioni.

“Scavare a Pompei e visitarla vuol dire confrontarsi con la bellezza dell’arte ma anche con la precarietà della vita di tutti noi”, dichiara il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “In questa piccola casa meravigliosamente decorata abbiamo trovato le tracce degli abitanti che hanno cercato di salvarsi, bloccando l’ingresso di un piccolo ambiente con un letto di cui abbiamo realizzato il calco. Questo perché dall’apertura del tetto dell’atrio entravano i lapilli, le pietre vulcaniche che rischiavano di invadere lo spazio. Non ce l’hanno fatta, alla fine è arrivata la corrente piroclastica, un violento flusso di cenere caldissima che ha riempito qui, come altrove, ogni ambiente, le scosse sismiche avevano già prima fatto crollare molti edifici. Un inferno che colpì questa città il 24 agosto 79 d.C., di cui ancora oggi troviamo le tracce”.

Casa di Elle e Frisso a Pompei: Il calco del letto messo di traverso a sbarrare la porta della camera da letto per proteggersi dalla furia del Vesuvio (foto parco archeologico pompei)

I principali ambienti portati in luce oltre all’ingresso, sono l’atrio con impluvium (vasca di raccolta delle acque), una camera da letto (cubiculum), una sala da banchetto (triclinium) con pareti riccamente decorate, e un vano con una tettoia e un’apertura al centro per il passaggio dell’acqua piovana. Proprio questa apertura potrebbe aver determinato l’ingresso dei lapilli che cascavano a pioggia all’interno della casa durante le prime fasi dell’eruzione, e da cui le vittime, oggi rinvenute, avevano provato a proteggersi rifugiandosi in un ambiente, sbarrato con un letto. Di quest’ultimo è stato possibile riprodurre il calco, dopo aver individuato nella cenere solidificatasi dei vuoti, formatisi a seguito della decomposizione organica del legno. All’interno dei vuoti è stato versato il gesso per ricostruire la forma del letto conservato come impronta nella cenere. Alcuni elementi, quali le soglie asportate, l’assenza in alcuni punti di decorazione, le tracce di taglio di porzioni di muratura nell’ingresso della casa lasciano supporre che la casa fosse interessata, al momento dell’eruzione, da interventi di ristrutturazione. Tuttavia continuò ad essere occupata dai suoi abitanti che colti dall’eruzione, preferirono non allontanarsi dall’abitazione, trovando qui la morte.

Planimetri delal Casa di Elle e Frisso nell’Insula 6 della Regio V di Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Gli scavi effettuati tra il 2018 e il 2019 hanno parzialmente indagato il limite Nord delle fauces (amb. 48) e uno dei cubicula laterali (amb. 10) della casa di Elle e Frisso”, scrivono Maria Rispoli, archeologa del Parco, e Marco Tartari, archeologo libero professionista, sull’E-Journal degli scavi di Pompei. “La nuova campagna ha messo in luce un’area che presumibilmente corrisponde a un terzo della superficie originaria della casa. Restano ancora sepolte dal materiale eruttivo e dagli strati di riporto le stanze a Sud e ad Est del corridoio (amb. 50). Si accede alla domus da Via del Vesuvio. La soglia di ingresso è in marmo. Uno dei pilastri che delimita l’ingresso mostra evidenti tracce del taglio del muro: ciò indica che in una fase precedente l’ingresso della casa era costituito soltanto dal corridoio (fauces) che nell’ultima fase fu allargato e trasformato in un’anticamera più ampia (amb. 48) con accesso diretto all’atrio (amb. 29). Una peculiarità dell’ambiente 48 è l’assenza di decorazioni sulla parete Nord. L’atrio (amb. 29), liberato solo in parte, misura 5,20 x 3,33 m. Sulla parete Nord si conserva una nicchia 40 x 40 cm con mensola di marmo. L’impluvio è inornato e posto fuori asse rispetto all’ingresso. La tubazione di sfogo della vasca era protetta da un disco forato in piombo, rinvenuto in frammenti. Sulla parete settentrionale si conservano due gradini in travertino che rappresentano molto probabilmente la base di una scala che doveva condurre ad un soppalco. Sul pavimento, nell’area individuata come sottoscala, è stata rinvenuta numerosa suppellettile che ha consentito di interpretare questo spazio come dispensa.

Casa di Elle e Frisso a Pompei: affreschi del cubiculum (foto parco archeologico pompei)

A Ovest dell’atrio è stato indagato al momento un singolo cubicolo, l’ambiente 10 (3,00 x 2,60 m), decorato con pitture in IV stile. Il registro mediano si articola in tre pannelli a fondo bianco, separati da stretti riquadri decorati da ghirlande. Sulla parete Nord è un volto femminile all’interno di una cornice circolare, su quella Ovest un amorino alato, mentre sulla parete Est una divinità alata”

Dettaglio della decorazione delle pareti del triclinio della Casa di Elle e Frisso a Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Procedendo invece verso Est – continuano Rispoli e Tartari – si entra nell’ambiente 52, il triclinio che ha restituito l’affresco che ha dato il nome alla casa. L’ambiente presenta una forma rettangolare che misura 4,70 x 3,50 m. La stanza presenta importanti danni strutturali riferibili al fenomeno di “sgrottamento sottofondale”, che si verifica in presenza di vuoti e voragini al di sotto di un setto murario. Nonostante l’accertamento autoptico di questi elementi abbia confermato la presenza di un vuoto al di sotto del triclinio, per ora non è possibile appurarne né la natura né l’eventuale destinazione d’uso. Tuttavia, la vicinanza dell’impluvio dell’atrio e poco distante dal triclinio stesso lascia supporre che il vuoto sia imputabile alla presenza di una cisterna di dimensioni considerevoli. Gli affreschi del triclinio in IV stile sono caratterizzati da un’articolata partitura delle pareti. Sulle pareti Nord e Sud il registro inferiore, a fondo nero, è caratterizzato da elementi architettonici che inquadrano animali in volo e bucrani. Ai lati, cespugli di felci e fiori adornano i pannelli laterali. Sul registro mediano, si aprono, ai lati delle pareti, scorci prospettici con elementi architettonici, quali porte ed elementi della trabeazione, caratterizzati da una grande cura nei giochi di luce con cui si implementa la resa prospettica delle finte architetture. Il pannello centrale, di colore ocra, è inquadrato da un portale monumentale con soffitto a cassettoni. Al di sotto sono invece collocati, su tutte le pareti, scorci paesaggistici. Sulla parete di fondo, all’interno del pannello centrale, si conserva il quadro mitologico che raffigura Frisso in sella al Crisomallo e la sorella Elle poco prima dell’annegamento. Una cornice con profilo ad L, costituita da una composizione di ghirlande e bordi di tappeto, circoscrive i pannelli laterali del registro mediano. Al centro è posta una finestra con balaustra marmorea. Il parapetto richiama una decorazione bugnata in stucco arricchita da ippocampi o fiori. Gli scorci prospettici inquadrano parte di un’ambiente con soffitto a cassettoni e un’edicola con fastigio a volute. Sulle pareti Nord e Sud si aggiungono delle ghirlande. Il passaggio al registro superiore è segnato da una cornice dentellata azzurra. Le figure, prevalentemente dipinte di rosso, si impostano su uno fondo bianco. Sui lati vengono ripresi elementi a bande e ghirlande rosse, bordi di tappeto e cornici dentellate che inquadrano figure vegetali e animali, quali arbusti stilizzati, cerbiatti e ippocampi. Al centro si conserva, solo sul lato Nord, parte di una balaustra e alla sua sinistra un pinax con scorcio paesaggistico marino. Un fregio con maschera tragica sormonta infine il soffitto a cassettoni dell’edicola centrale”.

I resti di un individuo scoperti nello scavo della Casa di Elle e Frisso a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Nel corso dello scavo sono emersi anche i resti di almeno quattro individui, tra i quali un bambino. A quest’ultimo probabilmente doveva appartenere la bulla in bronzo qui ritrovata, ovvero un amuleto che veniva fatto indossare ai figli maschi fino al raggiungimento dell’età adulta. Tra i vari altri oggetti rinvenuti anche un deposito di anfore, stipato in un sottoscala con funzione di dispensa, alcune delle quali adibite al contenimento del garum, una salsa di pesce molto diffusa; e un set di vasellame in bronzo, composto da un attingitoio, una brocca monoansata, un vaso a paniere e una coppa a conchiglia.

Paestum. Al museo Archeologico nazionale va in scena “Gli uomini che cantano le donne” di Sarah Falanga, ultimo spettacolo della rassegna teatrale “Donne di Hera”

Giovedì 1° maggio 2025, alle 17, nella sala spazio pubblico del museo Archeologico nazionale di Paestum, va in scena “Gli uomini che cantano le donne”, ultimo spettacolo della rassegna teatrale “Donne di Hera” promossa dai parchi archeologici di Paestum e Velia che evoca la straordinaria forza delle donne, poste sotto la protezione della dea Hera. Ci sorprendiamo spesso a canticchiare versi e note di canzoni che “ci fanno compagnia”. Questa è la storia di una donna comune, una di quelle che “Canta a squarciagola” ai concerti, per stordire la sua voce e la sua solitudine, è la storia di tutte le donne che cantano i versi di quegli uomini che le sanno “RACCONTARE”, è la storia di poeti ispirati dal femminile che nei loro versi diventa etereo, universale, è lo spettacolo scrigno degli “uomini poeti illuminati”, che aiutano le donne a conoscersi meglio,  e delle donne che imparano a “cantarsi”, è un “grazie in musica” ai poeti scrutatori e rivelatori dell’animo, è uno scambio fantastico tra gli uomini canticchiati dalle donne e gli uomini che sanno cantare il femminile più profondo. Testo e regia dello spettacolo sono di Sarah Falanga, con Sarah Falanga, Raffaele Perfetto e la compagnia dell’Accademia Magna Graecia. Lo spettacolo è incluso nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Lipari. Il parco archeologico delle Isole Eolie presenta le novità del museo “Luigi Bernabò Brea” che si racconta in Braille e LIS a non vedenti e non udenti: dalle copie tattili destinate ai non vedenti un contributo al teatro di ricerca che può sperimentare la recitazione con le maschere, come nell’antica Grecia; le maschere teatrali greche tornano in scena per la tragedia classica “Prometeo incatenato” di Eschilo

L’Etera, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Prototipo tattile dell’Etera, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Da maggio 2025 il museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” di Lipari – che fa parte del parco archeologico delle Isole Eolie della Regione Siciliana, ente diretto dall’architetto Rosario Vilardo – “parla” in Braille e in LIS (Lingua Italiana dei Segni) ed è fruibile quindi da non vedenti e non udenti grazie a una serie di innovazioni tecnologiche realizzate con i fondi del PNRR per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive. “Vietato non toccare”, recita infatti un pannello: ecco copie tattili delle maschere della tragedia antica (come Paride e Filottete, IV a.C. figure riconducibili alla perduta tragedia di Sofocle “Filottete a Troia”) e della commedia nuova (come Pseudokore e l’Etera, prima metà III a.C.); statuette comiche (come il Satiro sconcertato, dalla pancia gonfia e l’inequivocabile citazione fallica, tipica della satira del IV a.C.); vasi delle culture preistoriche e un cratere attico a figure rosse (V a.C.). In tutto 35 reperti tattili, perfettamente uguali agli originali e realizzati in PLA (bioplastica ricavata da zuccheri vegetali) con tecnologie digitali e rilievi con laser scanner, che potranno essere toccati dai visitatori non vedenti (e non solo) restituendo loro la reale percezione della ricca collezione archeologica del Museo di Lipari, istituzione di altissimo valore storico e identitario che proprio lo scorso anno ha compiuto i suoi primi 70 anni di vita. Per i visitatori un’app, video descrizioni a tema e raccontate in LIS, didascalie e segnaletica in Braille (oltre a italiano e inglese) dentro e fuori il museo.

Le novità saranno presentate al Parco delle Eolie il 2 e il 3 di maggio 2025 nel corso di una due giorni che, oltre a un convegno e a un workshop con gli attori istituzionali coinvolti nel progetto – e fra questi gli interventi dell’assessore regionale dei BBCC Francesco Paolo Scarpinato e del direttore generale del dipartimento, Mario La Rocca –  prevede sabato sera 3 maggio, alle 21, il debutto di uno spettacolo straordinario allestito nel teatro di pietra della rocca di Lipari, realizzato nel 1978 su modello di quelli greci e che guarda il mare. Si tratta della tragedia greca “Il Prometeo incatenato” di Eschilo. La sua unicità sta nel fatto che gli attori sulla scena indosseranno maschere teatrali perfettamente riprodotte dai rilievi digitali sui reperti archeologici originali, miniature provenienti dai corredi funerari di Lipari ed esposti al Museo. Nel ruolo di Prometeo l’attore Christian Poggioni, regista dello spettacolo.

Digitalizzazione dei reperti del museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” di Lipari (foto regione siciliana)

“Rendere i luoghi della cultura quanto più accessibili possibile è tra le nostre mission”, spiega l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Grazie alle moderne tecnologie e ai sistemi più avanzati, la disabilità non può e non deve costituire un limite alla fruizione di Parchi archeologici, musei e gallerie. Stiamo lavorando alacremente in questa direzione affinché un numero sempre maggiore di siti sia accessibile a tutti”. Il progetto, finanziato dal PNRR con circa 500mila euro, è redatto dal Parco delle Isole Eolie ed è stato messo a punto in collaborazione con l’università Cattolica di Milano; l’università Mediterranea di Reggio Calabria e la società Naos Lab (azienda che opera tra Salerno, Catanzaro e Roma) che ha curato tutta l’elaborazione digitale. Il coordinamento scientifico del progetto è di Maria Clara Martinelli archeologa del parco Eolie; Francesca Fatta, docente di Disegno dell’architettura (UniRC) e Elisabetta Matelli, docente di Storia del Teatro Greco (UniCatt). “Con questo progetto”, commenta il direttore del Parco delle Eolie, Rosario Vilardo, “il museo Luigi Bernabò Brea diventa inclusivo, parla il Braille e la LIS, si apre a quote di visitatori che sinora non potevano fruire e apprezzare il grande patrimonio archeologico e la storia delle Eolie che qui sono custoditi. Siamo sinceramente orgogliosi delle innovazioni introdotte, frutto del grande lavoro di squadra di un team interdisciplinare con il coordinamento scientifico e gestionale del Parco”.

Satiro Cornuto, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Prototipo tattile del Satiro Cornuto, maschera del museo Archeologico di Lipari (foto regione siciliana)

Archeologia: le novità del museo di Lipari per non vedenti e non udenti. Cuore del progetto PNRR del parco archeologico delle Eolie è il Laboratorio Multisensoriale allestito al piano terra del primo edificio del complesso museale del Castello di Lipari. Qui i visitatori sono accolti in uno spazio espositivo con 35 riproduzioni tattili realizzate in PLA (acido polilattico, materiale usato nella stampa 3D). Fra cui: 26 maschere della commedia e della tragedia ricavate dalle miniature esposte al museo e provenienti dai corredi funerari rinvenuti nella necropoli di Contrada Diana dalla metà del secolo scorso e oggetto di numerose campagne di scavo coordinate dai grandi archeologi Luigi Bernabò Brea e da Madeleine Cavalier; sei statuette, due vasi delle culture preistoriche e un cratere attico nero a figure rosse. Tutti questi prototipi, realizzati fedelmente grazie ai rilievi con laser scanner, sono completati da didascalie trilingue: italiano, inglese e braille. Completano il percorso 3 totem con la mappa degli edifici del Castello, dell’accessibilità dei singoli piani e la mappa cronologica degli scavi iniziati il 20 ottobre del 1950. Anche qui in italiano, inglese, LIS e con testo speakerato per i non vedenti; tre video con storytelling tematici; infine un QR CODE per scaricare l’app che accompagna i visitatori anche con un video con la descrizione audiovisiva dei reperti e contenuti in LIS. Un’area è stata destinata al bookshop e alla caffetteria che sarà data in gestione a terzi mentre tra le novità per i “visitatori speciali” con ridotta mobilità sono stati rinnovati ascensori e montascale secondo le normative più recenti, pedane per facilitare l’accesso ai piani; segnaletica e mappe in Braille nell’area esterna e due golf car elettriche per raggiungere il Museo.

Christian Poggioni in Prometeo incatenato al teatro Pime di Milano (foto roberto bellu)

 

Christian Poggioni. attiore e regista del Prometeo Incatenato a Lipari (foto regione siciliana)

 

L’artigiano Andrea Cavarra al lavoro su una maschera del Prometeo di Lipari (foto regione siciliana)

Riproduzioni delle maschere teatrali del museo Archeologico di Lipari (foto alessandro villa)

Teatro: “Il Prometeo Incatenato” di Eschilo a Lipari. Conclude la due giorni dedicata alle novità del PNRR uno spettacolo originale: una tragedia classica, il “Prometeo Incatenato” di Eschilo, dove gli attori indosseranno come nell’antichità le maschere secondo il sistema recitativo del teatro classico. In questo caso si tratta delle maschere provenienti dalla necropoli di Lipari di Contrada Diana e oggi esposte nel museo Luigi Bernabò Brea: miniature provenienti dai corredi funerari e che, grazie ai rilievi in 3D, sono state ingrandite con precisione a misura umana e realizzate da un artigiano nel modo più simile possibile alle originali per essere usate da attori professionisti ed essere quindi restituite alla loro funzione originaria, la dimensione teatrale. La rappresentazione intende far emergere anche il potere sinestetico dei capolavori del teatro antico, composti in modo tale da creare ‘visioni’ anche solo ascoltando il testo, e percependo sonorità attraverso la sola vista. Lo spettacolo sarà messo in scena nel teatro all’aperto del Castello di Lipari, spazio straordinario con il mare a fare da scenografia e immerso nel complesso architettonico e museale che ospita il parco archeologico delle Isole Eolie e il museo Luigi Bernabò Brea, che nel 2024 ha compiuto 70 anni di storia. La ricostruzione artigianale delle maschere è stata curata da Andrea Cavarra e Chiara Barlassina, mentre Francesco Stilo ha realizzato i rilevamenti digitali delle miniature e la modellazione a grandezza naturale delle maschere.

La collezione: storia delle maschere del museo Archeologico di Lipari. Le terrecotte di soggetto teatrale sono state oggetto di un importante studio di Luigi Bernabò Brea (tra il 1981 e il 2001), tutt’oggi ritenuto di fondamentale rilevanza scientifica. Lo studioso ha curato personalmente la scelta dei reperti e la loro collocazione nelle vetrine del museo di Lipari a lui intitolato creando un percorso scenografico arricchito anche da miniature di palcoscenici teatrali. La collezione è composta da numerosi esemplari di statuette e maschere riconducibili ai generi teatrali in uso all’epoca: tragedia, dramma satiresco, commedia. Le terrecotte provengono, in massima parte, dai corredi funerari delle tombe di Contrada Diana e da fosse votive situate nell’area della necropoli. Si tratta di riproduzioni in miniatura delle maschere che gli attori portavano sul volto durante la recitazione sia per amplificare il tono della voce, sia per interpretare i diversi ruoli loro assegnati, compresi quelli femminili. Accanto alle maschere figurano statuette di danzatori e danzatrici, di attori comici, di giocolieri nonché di satiri e sileni, fedeli e allegri compagni di Dioniso (testi Maria Clara Martinelli, archeologa).

Pozzuoli (Na). Inaugurazione del nuovo percorso di fruizione dell’Anfiteatro Flavio dopo i lavori di restauro e valorizzazione

Mercoledì 30 aprile 2025, alle 16.30, sarà inaugurato il nuovo percorso di fruizione dell’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Na) a seguito della conclusione dell’intervento “Anfiteatro Flavio – Interventi per il miglioramento dell’accessibilità e nuova fruizione – Pozzuoli – lavori di restauro e valorizzazione”, finanziato con risorse PON-FESR Cultura e Sviluppo 2014-2020 e completato a valere sul Programma Operativo di azione e coesione Complementare al PON. Seguirà, dalle 17, Pozzuoli International Jazz Day #12 a cura di Jazz and Conversation Aps, con performance musicali lungo il nuovo percorso di visita e nell’arena. Partecipazione a ingresso libero, fino a esaurimento posti. Per l’evento delle 19 all’interno dell’arena, prenotazione obbligatoria al seguente link: https://ddec1-0-en-ctp.trendmicro.com:443/wis/clicktime/v1/query?url=https%3a%2f%2fdocs.google.com%2fforms%2fd%2fe%2f1FAIpQLSfNTWRYNcl%5fiXivyHpqwFysr8UOwSAVC%5f7ldANMRz9h6p2yUQ%2fviewform%3fusp%3dheader&umid=83ec387e-f4ba-4602-82ac-6cb0309ed851&rct=1745490725&auth=9a7eb84306ff09492b875aff9750a37a56ee43be-b0b786e3ea8b765635df8a8f6503c7ccf3012629