Sant’Antonio Abate (Na). In occasione dei 100 anni del Comune, apertura straordinaria di Villa Cuomo, villa rustica romana scoperta nel 1974 da Carlo Cuomo, che ne finanziò i primi scavi
Venerdì 30 maggio 2025, apertura straordinaria di Villa Cuomo a Sant’Antonio Abate (Na). Dalle 9 alle 17, in occasione dei 100 anni del comune di Sant’Antonio Abate, il sito archeologico di Villa Cuomo sarà aperto straordinariamente al pubblico con ingresso libero. La villa rustica romana, sepolta dai lapilli durante l’eruzione del 79 d.C., fu scoperta nel 1974 da Carlo Cuomo, che ne finanziò i primi scavi. L’edificio, parte del sistema rurale dell’ager stabianus, si compone di ambienti di servizio affacciati su un cortile con colonne in laterizio. Gli affreschi, tra cui spicca una straordinaria scena di vendemmia, testimoniano l’alto livello decorativo anche in spazi funzionali. L’evento offrirà l’occasione di visitare un sito di grande valore archeologico e attualmente oggetto di un importante progetto di tutela e valorizzazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. Per partecipare, è necessario effettuare una prenotazione via mail a: prenota.evento.saa@gmail.com
Cividale del Friuli (Ud). Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Medi@evo L’età di mezzo nei media italiani” di Marco Brando (Salerno editrice) sul medievalismo
Venerdì 29 maggio 2025, al museo Archeiologico nazionale di Cividale (Ud), alle 18, per il ciclo “Libri e letture”, presentazione del libro “Medi@evo L’età di mezzo nei media italiani” di Marco Brando (Salerno editrice). Introduce Angela Borzacconi, direttore del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli. Dialoga con l’autore Matilde Botter, università di Udine. Iniziativa realizzata in sinergia con la Biblioteca Civica di Cividale del Friuli. Ingresso libero.
Medi@Evo. L’Età di mezzo nei media italiani. È sempre più in voga l’uso di luoghi comuni “medievali” in chiave negativa. Sono stereotipi basati sull’evocazione del “ritorno al Medioevo”, un Evo di mezzo immaginario, segnato da sofferenza, terrore e barbarie. Un filo lega il Medioevo vero a quello finto: da alcuni anni se ne occupa il campo di studi della medievistica definito medievalismo, e in questo orizzonte si muove Marco Brando, che si concentra sul ruolo svolto da mass media, giornalisti e social network. Fornendo un abbecedario dei cliché “medievali” dalla cronaca nera a quella rosa, dallo sport alla religione, dall’economia al razzismo, dalla sessualità alla politica, il suo libro vuole essere uno strumento utile per i fan della storia, per i professionisti dei media e, ovviamente, per gli storici.
Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio l’incontro “Il lascito della musica antica nello sviluppo della musica occidentale” con Massimo Raffa (università del Salento), secondo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”
Giovedì 29 maggio 2025, alle 19, ai Giardini La Mortella nella Recital Hall di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Il lascito della musica antica nello sviluppo della musica occidentale”, secondo appuntamento del ciclo di conferenze del “Progetto Kepos, Incontri di Archeologia e Paesaggio”, dedicato al tema dello sviluppo della musica occidentale a cura del prof. Massimo Raffa, ricercatore di Musicologia e Storia della Musica all’università del Salento. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, prenderà la parola il prof. Massimo Raffa. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Ingresso libero dalle 18.30. Nonostante non sia più udibile e sia ridotta a poche diecine di frammenti, la musica greca antica ha funzionato, in diversi momenti della nostra storia musicale, come una sorta di reagente chimico che ha innescato cambiamenti e innovazioni. Ad esempio, la nascita del melodramma e poi alcune delle sue riforme più importanti, da Gluck a Wagner, si devono proprio al desiderio di restaurare l’antica musica ellenica, o almeno una certa immagine di essa, più o meno idealizzata. Ma il retaggio dell’esperienza musicale dei Greci è ben più profondo. Alcune idee fondamentali, come la distinzione tra suono e rumore, il concetto di melodia, il valore non solo emotivo, ma anche etico e politico dell’attività musicale, sono state formulate per la prima volta dai Greci e continuano a essere alla base del nostro modo di pensare la musica.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Claudia Noferi su “Un museo all’aperto per viaggiare in Etruria nel cuore di Firenze: il giardino del museo Archeologico nazionale e i suoi monumenti etruschi”, ottavo appuntamento di “Maggio 2025: mese degli Etruschi”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze ottavo appuntamento con la rassegna “Maggio 2025: mese degli Etruschi”. Giovedì 29 maggio 2025, alle 17, Claudia Noferi, curatrice della sezione etrusca del MAF, presenta “Un museo all’aperto per viaggiare in Etruria nel cuore di Firenze: il giardino del museo Archeologico nazionale e i suoi monumenti etruschi”. Un’occasione davvero speciale per i “Pomeriggi dell’Archeologico”: sfogliando un album composto con le immagini dell’immenso patrimonio dell’Archivio Fotografico, si ripercorrerà la storia della costruzione e dell’esposizione dei monumenti etruschi, che ancora oggi rendono il giardino del Museo un’opera unica e originale, meta di visitatori e teatro di eventi da più di un secolo. L’ingresso gratuito è consentito esclusivamente su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it
Parma. All’auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta la conferenza “Pigorini e la struttura delle terramare. Che cosa regge e cosa no centocinquant’anni dopo?” di Michele Cupitò (università di Padova), quinto e ultimo appuntamento del ciclo “Pigorini Cent’anni dopo 1925 – 2025”
All’auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma con la conferenza “Pigorini e la struttura delle terramare. Che cosa regge e cosa no centocinquant’anni dopo?” del prof. Michele Cupitò (università di Padova) giovedì 29 maggio 2025, alle 17, si chiude il ciclo di cinque conferenze “Luigi Pigorini. Cent’anni dopo 1925-2025” dedicate al grande archeologo nel centenario della sua morte. L’iniziativa è patrocinata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e realizzata in collaborazione con Arkheoparma e l’associazione Amici della Pilotta. Ingresso libero e gratuito fino al raggiungimento della capienza massima della sala (100 posti). Il principale argomento degli studi condotti da Pigorini nel corso della sua lunga carriera sono senza dubbio le terramare; già nel 1882, pubblica autonomamente i risultati dello scavo condotto a Castione Marchesi nel 1877 dando interpretazioni non più in linea con il modello proposto da G. Chierici. Verso la fine del secolo, dopo la scomparsa dello stesso i Chierici e di P. Strobel, Pigorini dirige una serie di campagne di scavo nella terramara del Castellazzo di Fontanellato, da cui progressivamente trarrà una ricostruzione dell’impianto/strutture del villaggio così articolate e complesse da far lungamente dubitare, dopo la morte di Pigorini, della loro attendibilità. Solo in anni recenti, a partire dal 1990 circa una nuova intensa stagione di studi dedicata ai siti dell’età della piena età del Bronzo a Sud e Nord del Po ha dimostrato e continua a svelare la validità del “modello” pigoriniano e la genialità del suo autore.
Michele Cupitò è professore associato del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova. Titolare degli insegnamenti di “Protostoria europea e mediterranea” e “Protostoria dell’urbanizzazione in Italia settentrionale” è responsabile Didattica e Ricerca, Laboratori di Archeologia dell’università di Padova, e direttore scientifico degli scavi nei siti dell’età del Bronzo di Fondo Paviani (Vr) e di Villamarzana (Ro).
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del numero 0 dei “Quaderni cultura” del progetto Patrimonio Restauro come valore sostenibile di Fratelli Navarra srl
Mercoledì 28 maggio 2025, alle 16.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia è lieto di ospitare la presentazione del Quaderno cultura 0 del progetto Patrimonio Restauro come valore sostenibile, ad opera dei Fratelli Navarra. Dopo i saluti di Luana Toniolo, direttrice del Museo, interverranno Massimo Osanna, direttore generale Musei, ministero della Cultura; Gianfranco Dioguardi, presidente onorario Fondazione Dioguardi; Alberto Artioli, già soprintendente per i Beni architettonici e per il Paesaggio delle province di Milano Bergamo Como Pavia Lecco Sondrio Lodi e Varese; Alfonso Femia, fondatore e presidente di Atelier(s); Silvia Camporesi, fotografa; Attilio Maria Navarra, fondatore e amministratore delegato Fratelli Navarra Srl. Ingresso gratuito in sala Fortuna su prenotazione all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Questo è il primo di una collana di “Quaderni” che intende affrontare in modo divulgativo alcuni temi legati al patrimonio culturale, al restauro e alla conservazione. Un’idea di patrimonio che non è solo in relazione al passato ma si presenta come un divenire di tempi, funzioni e interpretazioni. L’obiettivo è quello di provare a rivitalizzare il monumento e attraverso immagini e testi, osservarlo non come forma immobile ma come geometria in continua trasformazione, farlo sollevando tutte le complessità che lo definiscono e che ne fanno ciò che è oggi.
Venezia. Al museo Archeologico nazionale al via “I mercoledì del museo Archeologico nazionale di Venezia”, percorsi tematici mensili: il primo è sulla moneta antica
Mercoledì 28 maggio 2025, al museo Archeologico nazionale di Venezia, alle 16.30, visita guidata “La moneta antica: un percorso attraverso le collezioni del museo Archeologico nazionale di Venezia”, che apre il nuovo ciclo di visite tematiche al Museo archeologico nazionale di Venezia: ogni mese, lo staff illustrerà a visitatori e visitatrici le collezioni del Museo attraverso dei percorsi tematici. Ingresso dal cortile del museo Archeologico nazionale di Venezia al civico 17 di piazzetta San Marco. Per info e prenotazioni: +39 041 299 7602, info.archeologicovenezia@cultura.gov.it. La visita guidata è inclusa nel costo del biglietto e gratuita per gli abbonati. L’abbonamento è acquistabile presso la biglietteria e sulla app Musei Italiani e ha una validità di 365 giorni: permette un numero illimitato di accessi e di partecipare a tutti gli eventi ed iniziative in programma al museo. È necessaria la prenotazione.
Programma delle visite. Mercoledì 25 giugno 2025, alle 16.30: “𝘊’𝘦̀ 𝘮𝘢𝘳𝘮𝘰 𝘦 𝘮𝘢𝘳𝘮𝘰: 𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘦𝘳𝘪𝘢 𝘦 𝘵𝘦𝘤𝘯𝘪𝘤𝘢 𝘥𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦. 𝘜𝘯 𝘪𝘵𝘪𝘯𝘦𝘳𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘵𝘳𝘢 𝘭𝘦 𝘴𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢”; mercoledì 23 luglio 2025, alle 16.30: “C𝘰𝘱𝘪𝘦 𝘥’𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘦: 𝘭𝘦 𝘰𝘱𝘦𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢 𝘢𝘵𝘵𝘳𝘢𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪 𝘤𝘢𝘱𝘰𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘙𝘪𝘯𝘢𝘴𝘤𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘷𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢𝘯𝘰”; mercoledì 27 agosto 2025, alle 16.30: “𝘝𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢 𝘢𝘧𝘳𝘪𝘤𝘢𝘯𝘢: 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘦𝘹𝘵𝘳𝘢 𝘦𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢”; mercoledì 24 settembre 2025, alle 16.30: “𝘋𝘰𝘯𝘯𝘦 𝘦 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘯 𝘦𝘵𝘢̀ 𝘨𝘪𝘶𝘭𝘪𝘰-𝘤𝘭𝘢𝘶𝘥𝘪𝘢: 𝘪 𝘣𝘶𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘈𝘯𝘵𝘰𝘯𝘪𝘢 𝘔𝘪𝘯𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘈𝘨𝘳𝘪𝘱𝘱𝘪𝘯𝘢 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘦”; mercoledì 22 ottobre 2025, alle 15.30: “𝘐𝘭 𝘳𝘪𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘰 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘰 𝘢 𝘙𝘰𝘮𝘢: 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘯𝘥𝘢, 𝘮𝘦𝘮𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘦 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘦𝘯𝘥𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘵𝘳𝘢 𝘪 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢”; mercoledì 26 novembre 2025, alle 15.30: “S𝘤𝘰𝘭𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘭’𝘢𝘴𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢: 𝘮𝘦𝘮𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘦 𝘥𝘦𝘷𝘰𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘯𝘦𝘪 𝘳𝘪𝘭𝘪𝘦𝘷𝘪 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘶𝘴𝘦𝘰 𝘢𝘳𝘤𝘩𝘦𝘰𝘭𝘰𝘨𝘪𝘤𝘰 𝘯𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘝𝘦𝘯𝘦𝘻𝘪𝘢”; mercoledì 17 dicembre 2025, alle 15.30: “𝘕𝘰𝘵𝘦 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘳𝘮𝘰: 𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘵𝘳𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘮𝘶𝘴𝘪𝘤𝘢𝘭𝘪 𝘢𝘯𝘵𝘪𝘤𝘩𝘪 𝘵𝘳𝘢 𝘮𝘪𝘵𝘰 𝘦 𝘳𝘢𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦”.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del progetto “Laboratorio Tattile – Vietato non Toccare al MArRC” che ha coinvolto un gruppo di detenuti in un percorso formativo dedicato alla riproduzione tattile di reperti archeologici
Mercoledì 28 maggio 2025, alle 9.30, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, sarà presentato il progetto “Laboratorio Tattile – Vietato non Toccare al MArRC”, realizzato in collaborazione con il liceo Artistico “M. Preti – A. Frangipane” di Reggio Calabria (Sezione Carceraria), la Casa Circondariale di Arghillà e l’associazione Ashiafatima. L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali del direttore del museo, Fabrizio Sudano; della dirigente scolastica, Lucia Zavettieri; e Rosario Tortorella, direttore Istituti Penitenziari “Panzera” di Reggio Calabria. Interverranno Claudio Panella, presidente dell’associazione Ashiafatima; Tiziana Gemi, docente responsabile del corso nella Sezione Carceraria; Claudia Ventura, responsabile Ufficio Valorizzazione, mostre ed eventi e Ufficio Didattica e Servizi educativi del MArRC; Marzia Misitano, docente di discipline Plastiche e Laboratorio Artistico; e Maria Cantone, operatrice museale. Il progetto, che ha coinvolto un gruppo di detenuti in un percorso formativo dedicato alla riproduzione tattile di reperti archeologici, coniuga inclusione sociale, educazione e valorizzazione del patrimonio.
Castellammare (Na). Al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” due giorni di visita ai depositi archeologici

Museo Archeologico di Stabia “Libero d’Orsi” alla Reggia di Quisisana a Castellammare (Na): i depsoiti accessibili al pubblico (foto parco archeologico pompei)
Al museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” lunedì 26 maggio e mercoledì 28 sono aperti al pubblico i depositi archeologici. Si entra dalle 9 alle 14 con il solo acquisto del biglietto del museo. I depositi sono un luogo dove i reperti si mostrano quali sono, non filtrati dal racconto museale. Ma, come nel museo, anche qui sono stati utilizzati dei presidi che aiutano a capire il ruolo fondamentale che ricoprono nel ricostruire la nostra storia. Ideati e progettati non solo come luoghi deputati alla conservazione di un patrimonio archeologico, sconosciuto ai non addetti ai lavori, ma anche come spazi dedicati alla conoscenza e alla condivisione, i depositi saranno aperti al pubblico nell’ottica di una fruizione partecipata.

Museo Archeologico di Stabia “Libero d’Orsi” alla Reggia di Quisisana a Castellammare (Na): i depsoiti accessibili al pubblico (foto parco archeologico pompei)
I visitatori sono calati fisicamente nei sotterranei dove sono ubicati questi spazi generalmente riservati ad archeologi, restauratori, conservatori, operai e studiosi. Nei depositi sono assenti apparati didascalici, pannelli ed ogni altro supporto utile a comunicare. Il visitatore può dunque comprendere la funzione di cartellini con numeri di inventario, codici identificativi per rintracciare i materiali, trova pareti allestite per individuare classi, tipologie per determinate categorie di materiali, touch screen per consultare il catalogo delle schede dei reperti. In tal modo il deposito è trasformato in un luogo di sperimentazione e in laboratorio in cui si costruiscono contenuti e si elaborano dati.














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