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Loreo (Ro). Aspettando Adrikà, rassegna internazionale del cinema archeologico, al teatro sociale il film “Askos, il canto della sirena” e “Incontro con l’antico. Una singolare vicenda nel cuore della Magna Grecia” con Simonetta Bonomi

A Loreo aspettando la prima edizione Adrikà, rassegna internazionale del cinema archeologico “Adria e Delta del Po” (12-13-14 settembre 2025), promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” di Adria con il museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) e la consulenza del Festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct) e Archeovisiva. Giovedì 11 settembre 2025, al Teatro sociale di Loreo (Ro), alle 21, proiezione del film “Askòs, il canto della Sirena”, seguita alle 22, dall’incontro con l’archeologa Simonetta Bonomi, già soprintendente Archeologia del Veneto, della Calabria e del Friuli Venezia Giulia.

Il film “Askòs – Il canto della Sirena” di Antonio Martino

Apre la serata, alle 21, fuori concorso il film “Askòs, il canto della Sirena” di Antonio Martino (Italia 2023, 62’). Nel 1983 in un bosco fuori la città di Crotone, un contadino, trova per caso una tomba antica e tra i tanti reperti rinvenuti trova anche un oggetto a forma di uccello, poi volgarmente definito dal contadino la “Papera”. Molto presto scopre che l’oggetto potrebbe avere un valore economico, cosi lo rivende ad un ricettatore di Bari per 10 milioni di lire e una mucca. Subito dopo viene portato in Svizzera e acquistato da un gruppo di multinazionali del farmaco per 400 milioni di lire. Successivamente, attraverso altri passaggi, l’oggetto viene acquistato dal Getty Museum di Malibù per 2 miliardi di lire. La “Papera” in realtà è un Askòs, un reperto funerario magno-greco risalente al IV-V secolo A.C. Rappresenta una sirena (arpia) e costituisce uno dei rari oggetti che possono essere legati direttamente alla dottrina di Pitagora, che fondò la scuola di sapere proprio a Crotone. I segreti della civiltà magno greca, relativi alla storia di Crotone, restano ancora un mistero. Nonostante sia un’area di altissimo interesse archeologico i siti di interesse vengono abbandonati a se stessi. Gli anni Ottanta, periodo in cui la sirena fu rinvenuta clandestinamente, erano gli anni della piena industrializzazione del territorio crotonese. La cultura del denaro, del progresso e del materialismo sfrenato, che stava cambiando radicalmente il territorio crotonese negli ultimi 70 anni, non considerò l’archeologia una cosa importante, la quale venne ignorata oppure distrutta per favorire la costruzione di strade e di infrastrutture. Questo favorì la nascita di bande di tombaroli, che in contatto con ricettatori internazionali, iniziarono il traffico di reperti archeologici. Quattro personaggi raccontano la storia dal loro punto di vista, offrendo una visione diversificata del problema dell’archeologia e dell’importanza di proteggere il patrimonio ancora nascosto nel sottosuolo, costantemente minacciato da scavi illegali e commercio clandestino.

Segue, alle 22, “Incontro con l’antico. Una singolare vicenda nel cuore della Magna Grecia”: interviene Simonetta Bonomi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria dal 2009 al 2015, con una solida carriera nelle ricerche di archeologia greca e romana e direttrice del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ha condotto progetti di valorizzazione, partecipato a importanti studi (come quelli su Frattesina e vetri antichi) e coordinato scavi nel Friuli-Venezia Giulia. Al Teatro del Centro Sociale di Loreo, Simonetta Bonomi parlerà della sua esperienza come soprintendente per i Beni archeologici della Calabria. Ingresso gratuito.

Ariano nel Polesine (Ro). Al centro turistico culturale di San Basilio per “Incontri di archeologia” la conferenza “Novità dallo scavo etrusco” con la professoressa Silvia Paltineri, direttrice dello scavo dell’abitato etrusco, a metà della campagna 2025 dell’università di Padova

Sullo scorcio della seconda delle quattro settimane di scavo nel sito etrusco di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) è tempo di illustrare al pubblico le novità emerse dalle ricerche dirette dalla prof.ssa Silvia Paltineri dell’università di Padova. Appuntamento giovedì 11 settembre 2025, alle 18.30, al Centro Turistico Culturale San Basilio, per la quarta conferenza “Incontri di archeologia” (le prime tra maggio e giugno 2025) nell’ambito del progetto San Basilio finanziato dalla Fondazione Cariparo. Sarà proprio la prof.ssa Silvia Paltineri a presentare le novità dallo scavo etrusco. Per info e prenotazioni: + 39 392.9259875.

Veliateatro. All’antiquarium di Palinuro (Sa) gli ultimi due appuntamenti con “Concerto dal Vl libro dell’Eneide” con Matteo Belli e “Odissea” con Gianluigi Tosto

Dal teatro greco di Elea-Velia il Festival dedicato al pensiero antico si sposta. E dopo la tappa all’ombra della Torre angioina di Castelnuovo Cilento, approda nel suggestivo anfiteatro dell’Antiquarium di Palinuro, a picco sul mare. In scena, il “Concerto dal Vl libro dell’Eneide” con Matteo Belli e le musiche originali di Paolo Vivaldi (9 settembre, Palinuro) preceduta dalla lectio brevis “Un ramo d’oro, speranza di futuro” di Antonella Prenner (Università di Cassino). Si chiude il 15 settembre, sempre a Palinuro, con l’“Odissea” di Omero raccontata da Gianluigi Tosto e introdotta da Emanuele Stolfi (Università di Siena). 

Martedì 9 settembre 2025, alle 20.45, all’antiquarium di Palinuro (Sa), con ingresso gratuito, “Un ramo d’oro. Speranza di futuro”, Lectio brevis di Antonella Prenner (docente di Lingua e Letteratura latina, università di Cassino e del Lazio meridionale). A seguire “Concerto dal Vl libro dell’Eneide” da Publio Virgilio Marone, con Matteo Belli. Musiche originali di Paolo Vivaldi. Al pianoforte Paolo Vivaldi, al violino Teresa Ceccato, al violoncello Claudia Della Gatta. Costumi di Elena Nenè Barini. Regia di Matteo Belli. Una Compagnia di artisti girovaghi, capitanati da un ambiguo capocomico dai modi grotteschi inscena, nel perimetro di una simbolica e fatiscente “zattera della medusa”, il racconto della discesa agli Inferi di Enea, del percorso conoscitivo che lo porta, durante il progressivo disvelamento apocalittico dei misteri dell’Ade pagano, alla profonda intimità del colloquio con il ritrovato padre Anchise. Una lettura che, prediligendo un taglio narrativo di massima sobrietà, cerca di cogliere l’autonoma organicità dell’episodio in questione rispetto alla complessità dell’opera intera, in una traduzione rispettosa della lettera ed estremamente attuale per lo spettatore moderno, che mai dimentica l’incedere del verso di Virgilio, a partire dalla dinamica sonorità suggerita dall’energico incalzare dell’esametro epico. La dimensione musicale, concertistica, potentemente evocativa, diviene quindi il lungo ma sicuro filo di Arianna che restituisce vigore espressivo e compattezza strutturale alle centinaia di versi, in un continuo e variegato gioco sinfonico tra gli interpreti, ove la musica amplifica a più voci la latitudine armonica della partitura poetica, interpretata dall’attore nella dizione a memoria di un agire scenico non dimentico di un’antica e responsabile prassi fabulatoria, tuttavia assoluta. 

L’attore Gianluigi Tosto (foto veliateatro)

Lunedì 15 settembre 2025, alle 20.45, all’antiquarium di Palinuro (Sa), con ingresso gratuito, “L’enciclopedia omerica. La voce il viaggio le astuzie”, Lectio brevis di Emanuele Stolfi (ordinario di Diritto romano e Diritti dell’antichità – università di Siena). A seguire Omero “Odissea” con Gianluigi Tosto. Gli episodi e i personaggi dell’Odissea appartengono alla nostra cultura da sempre e sono delle pietre miliari nella formazione del nostro immaginario. Moderna e attuale è la figura di Ulisse, e lì dove nell’Iliade predominava l’azione brutale e istintiva, senza ripensamenti, degli eroi sul campo di battaglia, nell’Odissea prevale il pensiero, il ragionamento, il calcolo del suo protagonista che prelude comunque sempre ad un’azione efficace e ben meditata. Più intimo dunque è il tono narrativo, più rivolto verso una interiorità di Ulisse, tanto più che molti degli avvenimenti sono narrati attraverso il filtro della sua stessa memoria. E molto maggiore, rispetto all’Iliade, è il numero di strumenti utilizzati per evocare e narrare la multiformità delle situazioni e delle emozioni che costituiscono questo poema. Si va dal tamburo del mare, che non poteva certo mancare in questa storia, alla zanza africana che diventa la cetra di Demodoco, dal tamburello, che ritma la festa dei Feaci, al magico suono dei chimes che raccontano l’atmosfera dell’isola di Circe, dai campanacci di ferro e di bronzo che accolgono l’arrivo di Ulisse a Itaca ai più moderni ma non meno evocativi spring drums che lo accompagnano nel Regno dei Morti, nell’isola delle Sirene e da Eolo. La traduzione utilizzata è quella di Mario Giammarco, di grande comprensibilità, che pur essendo tra le più recenti, riesce a restituire l’atmosfera di un passato arcaico e la magia di un mondo che miscela la realtà dei fatti con l’oniricità della dimensione interiore di chi li vive. 

 

Udine-Cividale del Friuli. Al via, in presenza e on line, il X Congresso nazionale di Archeologia medievale, promosso dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI): ecco il programma dei cinque giorni di incontri, approfondimenti e visite guidate

Da martedì 9 a sabato 13 settembre 2025, tra Udine e Cividale del Friuli (Ud), in presenza e on line (al link: collegamenti piattaforma zoom) è in programma il X Congresso nazionale di Archeologia medievale, promosso dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI), presieduta da Paul Arthur, professore ordinario di Archeologia tardo antica e medievale all’università di Lecce, che si prefigge di studiare le fonti materiali della storia della penisola italiana di epoca post-classica e pre-industriale e di promuovere tutte le iniziative volte all’indagine e alla valorizzazione del patrimonio archeologico di età medievale. Per il X Congresso SAMI è stato scelto il Friuli, una regione che è stata co- protagonista della storia del medioevo europeo e che da oltre un secolo lega il suo nome all’archeologia medievale, grazie alla scoperta delle grandi necropoli longobarde di Cividale, ma anche agli scavi di Invillino che stimolarono l’interesse per l’approfondimento sui numerosi castelli presenti nella regione, oggetto poi di indagini archeologiche sistematiche soprattutto a partire dagli anni Novanta. Il X congresso è organizzato dal dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’università di Udine e dal museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli.  Un binomio che, per la prima volta, vede la partecipazione di un’istituzione museale a fianco di un ateneo: due istituzioni legate alla ricerca, sviluppata in differenti declinazioni, ma sempre orientata alla messa in valore di un patrimonio di conoscenze.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 9 SETTEMBRE 2025: UDINE, Palazzo di Toppo Wasserman, via Gemona 92: alle 16, saluti istituzionali; 17, prolusione al congresso, Simonetta Minguzzi; introduzione al X Congresso SAMI, Paul Arthur; 17.30, SEZIONE I – TEORIA E METODI: relazione introduttiva, Silvia Lusuardi Siena; Paolo Forlin, Andrea Augenti, Matthew Johnson, “Il progetto Wasteland. Teoria e pratica nell’archeologia dei disastri medievali”. Discussione.

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 10 SETTEMBRE 2025. UDINE, Palazzo di Toppo Wasserman, via Gemona 92: alle 9, SEZIONE II – ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO: POPOLAZIONE E INSEDIAMENTI: relazioni introduttive, Marco Valenti e Francesca Sogliani; Enrico Cirelli, Debora Ferreri, “L’area signorile del castello di Rontana. dal presidio bizantino alla Rocca rinascimentale”; Enrico Cirelli, Brenno Grossi, Arianna Vespignani, “Scavi e ricerche nel castello di Ceparano”; coffee break; alle 11, Alfonso Forgione, Fabrizio Del Monte, “Dinamiche insediative del territorio aquilano dall’analisi della documentazione di archivio: il castello di Preturo dai regesti farfensi ai registri angioini”; Marco Leo Imperiale, “Archeologia dei monasteri italo-greci nel Salento: l’abbazia di S. Niceta a Melendugno (Le)”; discussione; pausa pranzo; 14.30, SEZIONE III – ARCHEOLOGIA URBANA: relazione introduttiva, Gian Pietro Brogiolo; Maria Bosco, Fiammetta Soriano, Ivana Venturini, “Aquileia (Ud), ex fondo Pasqualis: le indagini UniVr presso l’area dei mercati tardoantichi. Primi dati sulla frequentazione di epoca altomedievale”; Rossana Martorelli, “L’VIII secolo: un secolo “cerniera” per le città sarde. Continuità e destrutturazione fra leggenda e archeologia”; Maria Carla Somma, Sonia Antonelli, Vasco La Salvia, Chiara Casolin, “Superaequum Archaeological Project. Trasformazioni urbane e paesaggio nell’Abruzzo interno”; discussione; coffee break; 16.30, assemblea SAMI: presentazione opere vincitori premio Ottone d’Assia-Riccardo Francovich, elezione nuovo direttivo; cena sociale.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 11 SETTEMBRE 2025: UDINE, Palazzo di Toppo Wasserman, via Gemona 92: alle  9, SEZIONE IV – ARCHEOLOGIA DEL PAESAGGIO: relazione introduttiva, Anna Maria Stagno; Angela Paolini, “Indagini sul Suburbio Sud Est di Roma, sistemi insediativi e produttivi”; Federico Zoni, Riccardo Rao, “Paesaggio e ambiente di una vallata alpina: la Valmalenco nel Medioevo”; Alessia Frisetti, Nicodemo Abate, Nicola Masini, “Pratiche di Remote Sensing per i villaggi scomparsi della Basilicata medioevale: i casi di Cisterna e Perticara”; discussione; coffee break; 10.30, SEZIONE V – LUOGHI DI CULTO E ARCHEOLOGIA FUNERARIA: relazioni introduttive, Federico Marazzi ed Elisa Possenti; Brunella Bruno, “Le donne nei villaggi medievali della Puglia meridionale: alcune considerazioni”; Carlo Varaldo, Diego Carbone, Martina Agresta, Rita Lavagna, “Testimonianze sulle fasi del primo basso Medioevo nello scavo della Cattedrale di Santa Maria di Castello sul Priamar (Sv)”; Giuseppe Hyeraci, “Per una metafisica della guarigione: corpo, malattia e strumenti tutelati nella Calabria bizantina”; Francesco Pagliani, Enrico Cirelli, Andrea Biondi, “Scavi e ricerche nella pieve di Camaiano (Livorno)”; Simona Pannuzi, “Il problema della chiusura degli spazi finestrati nell’edilizia privata e religiosa di età  tardoantica e altomedievale: materiali, tecnica esecutiva e messa in opera”; Daniele Sacco, “Il rinnovamento della basilica cattedrale paleocristiana di Pesaro nel VI secolo: nuove chiavi di lettura”; discussione; pausa pranzo; 15, SEZIONE VI – PRODUZIONI, COMMERCI, CONSUMI: relazioni introduttive, Enrico Giannichedda e Fabio Saggioro; Maria Carla Somma, “Ragionando ancora sulla reintroduzione dell’opera quadrata nel Medioevo”; Chiara Petrone, Maurizio Lazzari, “Pietre da macina in contesti archeologici medievali mediterranei”; Valeria Della Penna, Anna Maria Grasso, Pasquale Favia, Girolamo Fiorentino, “Paesaggi agricoli, produzioni, alimentazione. Studi archeobotanici nella Capitanata medievale”; Luisa Dallai, Paolo Mascanzoni, Giovanna Bianchi, Vanessa Volpi, “La lavorazione del ferro nella Toscana meridionale: nuove indagini sulle scorie siderurgiche del castello di Donoratico (IX-XI secolo)”; discussione; coffee break; 18, presentazione del libro “Luoghi di culto e popolamento in una valle alpina dal IV al V secolo. Ricerche archeologiche a Illegio (UD) (2002-2012)” a cura di Aurora Cagnana e Stefano Roascio.

PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 SETTEMBRE 2025. CIVIDALE DEL FRIULI, museo Archeologico nazionale / Centro San Francesco: alle 9.30, Centro San Francesco, piazza San Francesco, SEZIONE VII – RICERCA, TUTELA, VALORIZZAZIONE, BUONE PRATICHE PER L’ARCHEOLOGIA: relazione introduttiva, Mirella Serlorenzi; Alessandra Nardini, Federico Salzotti, “Storie nella Storia: archeologia per il benessere”; Andrea Arrighetti, “L’archeo-sismologia per l’analisi dei centri storici. Il progetto PROTECT e la città di Siena”; coffee break; tavola rotonda: Maria Franchini, Vincenzo Corrado, Roberto Rotondo, Giacomo D’Elia, Patricia Caprino, “Progettare dal basso: il cantiere partecipato del Castello di Ginosa (Ta) fra tutela e valorizzazione”; Francesca Sogliani, “Festivalia. L’Archeologia si racconta”; Francesco Mameli, Fabio Pinna, Mattia Sanna Montanelli, “La laguna di Santa Gilla a Cagliari”; Stefano Roascio, Francesca Romana Paolillo, “Nuovi percorsi di valorizzazione multimediale al Parco Archeologico dell’Appia Antica”; Antonio Bartelletti, Simona Ozioso, Andrea Tenerini, “Dalla ricerca storica al Parco archeo-urbano: il caso della Rocca di Corvaia in Versilia”; Filippo Fineschi, “Vivi il medioevo: la didattica all’Archeodromo di Poggibonsi; idem, Ricostruzione storica come medium comunicativo: un’esperienza di archeologia pubblica sul territorio di Chiusdino (Si)”; Angela Borzacconi, “Il palazzo patriarcale di Cividale: palinsesti archeologici per una nuova narrazione museale”; discussione; relazioni di chiusura, Paul Arthur / Angela Borzacconi; pausa pranzo; visita al museo Archeologico nazionale di Cividale e agli altri siti della rete seriale UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere 568-774 d.C.”, il Tempietto Longobardo e il museo Cristiano e Tesoro del Duomo; 18, museo Archeologico nazionale, piazza Duomo 13: STORIE LONGOBARDE Invenzione letteraria e realtà storica. Omaggio allo scrittore Marco Salvador.

PROGRAMMA DI SABATO 13 SETTEMBRE 2025. Alle 8.30, partenza da Udine. Escursione nei castra di Invillino e Ragogna (Ud); 15.30, rientro a Udine

Siena. Nell’ambito del Digital Heritage apre a Palazzo San Niccolò la mostra “Perceive Isis’ Colours – Il ritorno dei colori del Tempio di Iside”, realizzata dal museo Archeologico nazionale di Napoli e dal CNR ISPC a conclusione del progetto europeo PERCEIVE

Lunedì 8 settembre 2025, alle 14.30, nell’ambito del Digital Heritage 2025 di Siena, a Palazzo San Niccolò (unisi) in via Roma a Siena, si inaugura la mostra “Perceive Isis’ Colours – Il ritorno dei colori del Tempio di Iside”, realizzata dal museo Archeologico nazionale di Napoli e dal CNR ISPC a conclusione del progetto europeo PERCEIVE – Perceptive Enhanced Realities of Coloured Collections through AI and Virtual Experiences, finanziato da Horizon Europe, lanciato al MANN il 6 marzo 2023 (vedi Napoli. Al museo Archeologico nazionale di Napoli presentazione del progetto europeo PERCEIVE il primo incentrato sulla conservazione del colore nell’arte utilizzando Intelligenza Artificiale ed esperienze virtuali. MANN capofila della ricerca internazionale. Giulierini: “Cinque anni di lavoro, premiate le capacità del Museo” | archeologiavocidalpassato). Pensando ai musei del futuro, il direttore generale Musei italiani, Massimo Osanna dice che “Perceive Isis’ Colours dimostra come la ricerca interdisciplinare possa tradursi in nuove forme di comunicazione museale, inclusive, partecipative e accessibili, capaci di unire rigore scientifico e approccio emozionale”.

Analisi diagnistiche sulla Venere Anadyomene al Mann (foto cnr-ispc)

Cristiana Barandoni all’opera tra le statue della Collezione Farnese del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“Partendo dalla ricerca sulla policromia nella statuaria classica”, spiega Cristiana Barandoni, coordinatrice del progetto, “la mostra intende indagare non solo le problematiche legate al tema della ricostruzione dei colori delle sculture, ma anche dei contesti pittorici e architettonici all’interno dei quali furono collocate in origine. La scelta di lavorare sul tempio di Iside a Pompei è nata proprio dall’esperienza di ricerca sulla Venere Anadyomene che venne rinvenuta all’interno del portico. Apparteneva al tempio anche una straordinaria scultura della dea Iside, che vedete nell’invito. Per me è stato un grande onore, poter curare assieme ai colleghi Daniele Ferdani, Marcello Massidda, Sofia Pescarin, Marialucia Giacco questa mostra e anche una grande responsabilità, un’opportunità straordinaria di potermi dedicare per oltre un anno a questo monumento che piano piano si è svelato e mi ha aperto le sue porte. La mostra dopo il #DH25 sarà forse spostata al museo Archeologico nazionale di Napoli dove si arricchirà ulteriormente. Altre tappe in Europa sono auspicabili perché non è solo una esposizione ma un nuovo metodo di lavoro e comunicazione della scienza applicata all’archeologia, per approcciare da più punti di vista e prospettive un tema così complesso come la policromia antica. Il materiale ancora da studiare – conclude – è tantissimo e spero di poterlo affrontare con forza e passione”.

Ricostruzione del Tempio di Iside a Pompei (foto cnr-ispc)

Le riprese per i video dell’applicazione (foto cnr-ispc)

“Con Perceive Isis’ Colours restituiamo ai visitatori non solo la bellezza del colore, ma anche la consapevolezza del suo significato culturale e simbolico”, dichiara Costanza Miliani, direttrice del CNR ISPC. “Perceive Isis’ Colours propone ai visitatori un viaggio virtuale nel Tempio di Iside di Pompei, che si snoda in due percorsi, corrispondenti a due sezioni della mostra:– Echoes of Loss, dedicata alla ricerca sulla policromia antica e sulla fragilità dei pigmenti, esemplificata attraverso strumenti interattivi che illustrano il lavoro di diagnostica e ricostruzione digitale; The Gifts of Isis, un’esperienza multi sensoriale che ricostruisce il tempio prima della sua distruzione, restituendo il ruolo rituale e simbolico del colore nel culto isiaco. Attraverso ricostruzioni 3D, intelligenza artificiale, imaging multi spettrale, repliche fisiche e installazioni interattive, la mostra mette in discussione l’immagine stereotipata “in bianco e nero” della scultura antica- che nella percezione comune è sempre in marmo bianco- per suggerire al pubblico una prospettiva “a colori”, più vicina alla realtà storica”.

Ricostruzione della processione al Tempio di Iside (foto cnr-ispc)

Scienza, tecnologia e patrimonio culturale. Il progetto PERCEIVE, infatti, ha sviluppato una metodologia che combina lo studio analitico delle tracce di pigmenti, fonti storiche e iconografiche con ricostruzioni digitali ad alta precisione. In questo modo, opere come la Venere Anadiomene tornano a mostrare la vividezza cromatica originaria, offrendo una prospettiva più completa sull’antichità. in La visita alla mostra è accompagnata da un agile catalogo, a cura di Cristiana Barandoni, Marialucia Giacco, Caterina Serena Martucci, Sofia Pescarin, edito da Valtrend Editore, disponibile versione open access all’indirizzo: https://www.valtrend.it/wp content/uploads/2025/09/Preceive-Isis-Colours.pdf.

Pompei. Al via la terza edizione di “Pompeii. Dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo”, in cui rivive la cultura del vino nel suo scorrere nel tempo e nei calici: esperti del settore, masterclass e degustazioni

Appuntamento con il vino, le sue radici e la sua relazione con la storia.  A Pompei il 7 e 8 settembre 2025 con la terza edizione di “Pompeii, dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo”, rivive la cultura del vino nel suo scorrere nel tempo e nei calici. L’evento – con un variegato programma di interventi a cura di esperti del settore, masterclass e degustazioni- dedica la sua attenzione alle vigne antiche e ai suoi vini cercando di definire l’identità del vino e del suo territorio in un confronto con la storia e altri Paesi: Georgia, Armenia, Moldavia e Turchia, ma anche le nostre regioni italiane: Toscana, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia e Campania. Partner di rilievo Michèle Shah, Ambassador Italia di “The Old Vine Conference” di Londra, associazione che raggruppa centinaia di “vecchie vigne” di aziende vitivinicole in diversi paesi del mondo. Il programma mette insieme ricercatori, studiosi, enologi per raccogliere diverse interpretazioni culturali e professionali legate alla vite e al vino. Dalle 13.30 alle 19 del 7 e 8 settembre 2025 si susseguiranno, dunque, diversi interventi tematici all’Auditorium, mentre circa 40 aziende esporranno e faranno degustare i loro vini lungo viale delle Ginestre. L’evento è aperto a tutti i visitatori degli scavi. Per le master class è possibile prenotare compilando il form sul sito: www.misteryapple.it.

Ospiti dell’evento la Ambasciatrice della Georgia a Roma Tamuna Liluashivili, il paese che vanta il vino di ottomila anni ed Helmuth Koecher, Merano WineFestival, che da diversi anni ha focalizzato la sua attenzione nel paese georgiano per la cultura delle anfore. Previsti interventi di Armando Castagno, scrittore e critico di storia dell’arte che con spunti di critica sulla realtà del vino, mediaticamente ed enologicamente modificata, mentre l’archeologo e antropologo dell’università di Valencia Llorenc Alapont, tratterà di legami e riti mistici del vino e della morte, con rimandi ad alcuni recenti scavi nell’area archeologica di cui si è occupato. Con Roberto Cipresso, winemaker, si approfondirà la storia dei vitigni e vini dell’Armenia e dei territori difficili come l’Iran e l’Ucraina, mentre Luciano Pignataro proporrà la sua interpretazione dei vini della Moldavia nell’ambito di una master class. Storie di arte connessa al vino saranno invece raccontate da Benedetto Longobardi Ruju, design e grafico di Gualtiero Marchesi mentre con Nicolangelo Marsicani, il suo sguardo nel mediterraneo ci condurrà all’olio e alle sue contaminazioni nella storia e a tavola.

Le due giornate vedranno la partecipazione di ospiti internazionali, operatori del settore, import-export e giornalisti selezionati da Michèle Shah Ambassador Italy Old Vine Conference, associazione internazionale non-profit per la salvaguardia dei vecchi vigneti nonché consulente di primo piano nel panorama internazionale. Con lei arrivano Debbie Zachareas e Roberta Boomer Usa, Isobel Salamon Uk, Sascha Rimkus Germania, Slowomir Kominski Polonia, Beatrice Laurinaviciene Lituania, Margareta Lundeberg Svezia, Annick De Wild & Caroline Vervaeke Belgio, Darius & Irine Miler Lituania, Abigal Bennington Uk, Adriana Valentini, Marisa D’Vari e Ron D’Vari, che incontreranno le aziende aderenti al progetto. L’evento è promosso dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con la MisteryApple e con il sostegno delll’Ais Campania di Tommaso Luongo che celebra il 60esimo anniversario dell’Associazione Italiana Sommelier: una storia di professionalità e cultura a disposizione del mondo del vino. Infine, con l’assessore Nicola Caputo un breve focus sull’enoturismo con la giornalista tedesca Susanne Wess, che presenta un nuovo portale web dedicato proprio all’enoturismo in Europa.

Circa 40 le aziende iscritte, a partire dal Consorzio di Tutela Vini Friuli Venezia-Giulia, Camera di Commercio Irpinia Sannio e Regione Campania con i consorzi di Tutela: Friuli Venezia-Giulia, Irpinia, Vita Salernum Vites, Sannio, Vesuvio, Vitica e Copagri, uno spazio “Anphora Revolution” dedicato ai vini in anfora. Ci sarà la presentazione della Guida Vini Decanto con Luigi D’Acunto e una speciale presenza dalla Turchia con vini Moscati. Una delle varietà vinicole più antiche, il Moscato, sta vivendo una rinascita grazie alla creazione di vini più versatili nelle scelte di vinificazione. A raccontare i vini della Turchia, con un’enfasi sul Moscato di Bornova, saranno Işık Gülçubuk, enologa; Seray Şen Kumbasar sommelier insignita di una stella Michelin del ristorante stellato Vino Locale di Urla; e Elvan Uysal giornalista enogastronomica.  Tra le Master Class una in particolare è stata dedicata alle Vecchie Vigne della The Old Vine Conference, con la loro Ambassador Michèle Shah curatrice della selezione, un’altra dedicata al Friuli-Venezia Giulia con Barbara Rosso e Franco De Luca di Ais Campania che ne condurrà anche una dedicata al confronto Irpinia e Sannio.

“Questo evento non è solo un modo per celebrare la storia del vino, ma esprime una nuova visione del sito di Pompei, vivo e dinamico”, sottolinea il direttore Gabriel Zuchtrieghel – Con iniziative come questa si conferma l’interesse che il Parco ha per progetti di forte collegamento con il territorio, rivolgendosi a operatori del settore e a un pubblico specializzato che può apprezzare l’eccellenza del vino. L’archeologia non è un mondo isolato, e Pompei deve essere aperta a eventi trasversali che parlino a pubblici diversi, spaziando dalla cultura al gusto. Questo evento ne è un esempio perfetto, dimostrando come si possa creare un ponte tra il passato e il presente, tra l’archeologia e l’enogastronomia, senza tralasciare un approccio scientifico verso le eccellenze del nostro territorio”. E Dante Stefano Del Vecchio, ideatore e curatore dell’evento: “L ’evento cerca di essere un mosaico intenso con piccoli tasselli di cultura, storia geopolitica del vino, intrecciando aspetti diversi di un mondo che evolve da ottomila anni e che continua ad evolversi attraverso nuove ed importanti ricerche archeologiche e scientifiche riuscendo a meravigliarci ancora nonostante forme stanche e appiattite del ‘consumare’ il vino nella banalizzazione pubblicitaria. Infine un ringraziamento speciale alla direzione del parco archeologico di Pompei, all’Ambasciata della Georgia in Italia e all’Ambasciata Italiana a Tbilisi per aver condiviso questo evento che vuole sollecitare la ricerca di nuovi legami e nuove frontiere della conoscenza laddove il vino vive la sua sacralità storica”.

Marsala (Tp). Al parco archeologico di Lilibeo la visita guidata con osservazione astronomica dell’eclissi di luna “Lilibeo Astronomica. Un viaggio tra le stelle e la storia millenaria di Marsala”

Domenica 7 settembre 2025, “Lilibeo Astronomica. Un viaggio tra le stelle e la storia millenaria di Marsala”, un evento unico sotto la Luna Rossa. una serata indimenticabile dove archeologia e astronomia si fondono in un’esperienza multisensoriale. “Lilibeo Astronomica” ti porterà alla scoperta dell’antica città di Lilibeo, tra mosaici, domus romane e affreschi millenari, per poi alzare lo sguardo al cielo e ammirare uno degli spettacoli celesti più affascinanti del decennio: l’eclissi totale di Luna, la celebre Luna di Sangue. Visita guidata archeologica alle 18. Appuntamento alle 17.45 alla biglietteria dell’area archeologica di Capo Boeo, lungomare Boeo, Marsala (Tp). Ticket: Intero 15 euro, ridotto 8 euro. Accompagnati dagli archeologi di ArcheOfficina, si esploreranno i luoghi più suggestivi del parco archeologico di Lilibeo, immersi nella luce dorata del tramonto sul mare: Plateia Aelia, antica via romana, cuore pulsante di Lilibeo; Domus sotto il Cine Impero, eleganti mosaici e ambienti residenziali; Domus dell’insula I, terme e mosaici di ispirazione africana; Fortificazioni sul mare, protagoniste della resistenza contro Dionisio I, Pirro e l’assedio romano; Antro della Sibilla, ambiente ipogeo sotto la Chiesa di San Giovanni, legato alle origini mitiche della città. Osservazione astronomica dalle 19.30: con il cielo che si tinge di rosso, inizierà l’osservazione guidata dell’eclissi lunare a cura dell’associazione ORSA Palermo. La Luna sorgerà già in fase di totalità, offrendo uno spettacolo mozzafiato: un disco lunare rosso rame, visibile a occhio nudo e con telescopi messi a disposizione dei partecipanti. Il picco dell’eclissi sarà attorno alle 20.10, e durerà fino alle 23, regalando oltre tre ore di pura meraviglia celeste.

Firenze. Apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale in occasione della Festa della Rificolona: ecco le proposte culturali

7 settembre 2025, la “Rificolona” al Maf. Anche quest’anno in occasione della Festa della Rificolona il museo Archeologico nazionale di Firenze sarà eccezionalmente aperto dalle 15 alle 19 (ultimo ingresso 18.15), con eventi per grandi e piccini. Tre le proposte culturali: “Sulle tracce di Maria Maddalena de’ Medici”, visita al “Corridore” e al “Coretto” con affaccio all’interno della Basilica della SS. Annunziata, con la curatrice Claudia Noferi, alle 15, 16.30 e 18; “Conservazione in corso. Visita al laboratorio di restauro”, dove è in corso la manutenzione della Chimera, a cura della restauratrice del museo Giulia Basilissi, alle 15.45, 17.15, 18.15; “Sia fatta la luce!” alle 17, visita guidata a cura dei Servizi Educativi, per bambini dai 5 agli 11 anni alla scoperta delle tecniche di illuminazione degli antichi attraverso gli oggetti esposti nelle sale del museo. Per tutte le attività è necessaria la prenotazione obbligatoria scrivendo a man-fi@cultura.gov.it. Ingresso gratuito.

Pordenone. Al museo Archeologico del Friuli Occidentale il progetto “Anche le statue parlano” con gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis

E se il museo Archeologico del Friuli Occidentale a Pordenone iniziasse a parlare, quali storie ci racconterebbe? Il progetto “Anche le statue parlano” nasce dall’idea che i Musei non vadano solo visti, ma anche ascoltati. Domenica 7 settembre 2025 gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis porteranno i partecipanti alla scoperta delle affascinanti storie che il museo Archeologico del Friuli Occidentale (Castello di Torre) a Pordenone conserva. Sono previsti tre turni di visita: alle 15.15 (1° gruppo), alle 16.30 (2° gruppo), e alle 17.45 (3° gruppo). I posti per le visite guidate teatralizzate sono limitati. È necessaria la prenotazione al seguente link: bit.ly/3I1cfv8. L’evento è incluso nel biglietto di ingresso al Museo. Il progetto “Anche le statue parlano” è ideato e prodotto dall’A.C.CulturArti. L’evento è finanziato dal Comune di Pordenone. “Anche le statue parlano” nasce con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo, di tipo espressivo e artistico, un progetto innovativo di valorizzazione culturale accessibile a tutti, ideato per far conoscere e apprezzare le storie e le leggende relative alle opere conservate presso le realtà museali coinvolte nell’iniziativa. Di ritorno nel Castello di Torre dopo il tutto esaurito delle precedenti repliche, gli artisti – grazie alle suggestioni della musica e dei testi scritti per l’occasione – creeranno un dialogo tra la Storia e il Conte di Ragogna, che con la sua passione per l’Archeologia, ha dedicato la vita a raccogliere testimonianze di donne e uomini comuni vissuti migliaia di anni fa… Un viaggio nell’Antichità, ma anche un filo diretto con la Storia dei nostri giorni e un appello alla necessità di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale.

Appia antica (Roma). Visite tematiche alla Villa dei Sette Bassi con focus sugli scavi archeologici in corso con il personale del parco archeologico

A tu per tu con gli scavi aperti alla Villa dei Sette Bassi, una delle più grandi ville del suburbio romano, seconda per estensione solo alla Villa dei Quintili. A settembre 2025, sono in programma le visite tematiche curate dal personale del Parco con focus sugli scavi in corso nella maestosa villa di epoca imperiale. La grande area archeologica sorge su un pianoro collinare tra il V e il VI miglio della via Latina, oggi sulla destra della via Tuscolana, in prossimità dell’incrocio con via delle Capannelle. Le sue imponenti strutture sono visibili anche dalla strada ed è possibile accedervi entrando nel lungo viale alberato che raggiunge il cuore del complesso residenziale. Al momento questo è stato solo parzialmente indagato, ma dai resti portati alla luce nel corso di scavi passati è possibile intuirne la grandiosità architettonica e la ricchezza decorativa. Questi gli appuntamenti con le visite accompagnate: domenica 7 settembre 2025, alle 9.30 e alle 17 (ingresso gratuito in occasione della #domenicalmuseo); sabato 13 settembre, alle 17; domenica 14 settembre, alle 17; sabato 20 settembre, alle 9.30; domenica 21 settembre, alle 9.30 e alle 17; domenica 28 settembre, alle 9.30 e alle 17. Ingresso in via Tuscolana 1700 a Roma. Per partecipare selezionare il biglietto “Villa di Sette Bassi | Visita guidata” e la tariffa: intero 6 euro / ridotto 2 euro / gratuito e scegliere tra le date previste. L’ingresso è gratuito per i possessori di Appia Card previa prenotazione da app o portale Musei Italiani. Il biglietto può essere acquistato: online sul sito Musei Italiani al link: https://portale.museiitaliani.it/…/a62f7628-2b88-42c7…; da telefono con la app Musei Italiani disponibile su Google Play e su App Store; il giorno stesso dai totem posizionati all’ingresso del sito, esclusivamente con carta di pagamento elettronico.